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Se prendete una macchina a noleggio a Bangkok e avete abbastanza fegato per guidarla in città, dovete mettere in conto che nei quartieri popolari e in precisi punti della via un motorino vi taglierà la strada, costringendovi a una brusca frenata. Scenderete dall’auto, da bravi e coscienziosi occidentali, e vi avvicinerete al ragazzo a terra per accertarvi delle sue condizioni di salute. Subito sarete avvicinati da una folla ostile e il ragazzo salterà in piedi come un grillo, miracolosamente guarito. I suoi parenti, che vi stavano aspettando, cominceranno a diventare sempre più nervosi, in maniera inversamente proporzionale alla strizza che vi sentirete salire in corpo e che metterà a dura prova i vostri sfinteri. L’unica soluzione per uscire da quella cagnara minacciosa sarà mettere mano al portafoglio. E vi sembrerà anche naturale farlo, visto che vi sentirete in colpa per aver “investito” il ragazzino. Tenete a mente questo particolare: i sensi di colpa che vi spingono a pagare, perché poi ne riparleremo.

Solo dopo che ve ne sarete andati, con la folla minacciosa che si sarà dileguata in un batter d’occhio, potrete tirare un sospiro di sollievo e – forse – accorgervi di essere caduti in una trappola come la classica mosca nella ragnatela del ragno.

C’è una variante chiamata operazione false flag, che consiste nel provocare il nemico fino al punto di costringerlo ad attaccare per primo, per poter successivamente giustificare il proprio programmato intervento militare. Questa tecnica la conoscevano già i Romani, che per dare inizio a qualche guerra cercavano il casus belli. Oppure, tecnica che si USA ancora oggi, andavano a prestare soccorso ad un proprio alleato, come fecero nel 343 a. C. per dare inizio alla prima guerra sannitica, correndo in soccorso all’alleata Capua, attaccata dai Sanniti.

Quando una nazione guerrafondaia come gli U.S.A. sacrifica uomini e mezzi per poter dichiarare guerra ad un nemico sonnolento o timoroso, acquisisce l’autorizzazione morale di fronte all’opinione pubblica, scatenando quello che passerà alla storia come un gesto di difesa, mentre in realtà era una manovra pianificata. Ma quando un popolo subisce un sopruso da parte di un altro popolo, come nel caso degli ebrei vittime della xenofobia dei cristiani, acquisisce l’autorizzazione morale di rivalersi sui propri carnefici nel caso in cui il vento della storia dovesse girare e i carnefici smettere di essere tali.

Certo, sarebbero i sopravvissuti del genocidio ad ottenere questo risultato, e solo nel caso in cui sappiano far fruttare la situazione. Gli armeni, sterminati dai turchi, non sono stati così abili, forse perché gli ebrei più di altre etnie hanno un’innata capacità di gestire e far fruttare il denaro, grazie alla loro storica attività mercantile.

Non va dimenticato che se gli ebrei hanno spesso impersonato il ruolo di usurai, è forse perché i cristiani non hanno loro permesso di svolgere altre professioni, dal momento che se si arrivasse a dire che gli ebrei sono usurai per natura, sarebbe come dire che i negri hanno la musica nel sangue. In entrambi i casi si tratterebbe di un banale luogo comune.

Tuttavia, se si pensa che una parte di ebrei, definiti sionisti, ha spinto i nazisti a portare alle estreme conseguenze l’antisemitismo storico presente in tutta Europa da secoli, per poter poi trarne profitto, si delinea un quadro semplicemente diabolico e riesce difficile pensare che menti umane abbiano potuto concepire un simile piano. Ma se si pensa che anche altri uomini potenti hanno sacrificato i propri concittadini, come avvenuto con Pearl Harbour e con l’Undici settembre, allora il sospetto atroce si fa più consistente e le valutazioni sull’umana natura ancora più severe.

Dunque, è possibile che i sensi di colpa scaturiti nell’animo dei tedeschi sopravvissuti alla guerra siano stati una molla sufficiente per mettere mano al portafoglio, come nel caso dell’automobilista occidentale in Thailandia, e la Germania, da quel che so, non ha mai smesso di rifondere Israele per i danni morali di guerra, ovvero per l’Olocausto.

Da questo, a dire che la Shoah non è mai stata, ce ne passa. Vi sono sufficienti documentazioni che provano la reale esistenza di un

piano preciso di eradicazione degli ebrei, ciliegia sulla torta di uno storico antisemitismo, evento testimoniato da strutture trovate nei campi di prigionia, nonché da dichiarazioni dirette dei sopravvissuti. I forni c’erano e che servissero per bruciare persone morte a causa delle condizioni di detenzione o deliberatamente gassate, poco importa. E poco cambia che a morire siano stati sei milioni o anche un solo milione di ebrei. Il fatto è e resta.

Ciò che mi preme evidenziare è che non solo lo sterminio degli ebrei e di altre etnie sgradite al regime sia stato possibile grazie all’antisemitismo storico, ma è stato possibile anche per l’abitudine a sottoporre allo stesso trattamento gli animali. Ma mentre oggigiorno si è smesso di sterminare gli ebrei, non si è smesso di sterminare gli animali, lasciando intendere che alla prossima occasione si ripeterà la stessa cosa nei confronti di esseri umani.

Magari, per una specie di paradossale Nemesi, saranno gli ebrei a mettere nei forni crematori i tedeschi. O i palestinesi. O gli iraniani. Non ha importanza a chi toccherà prossimamente, perché ciò che conta è che vittime e carnefici non hanno mai smesso di imprigionare, umiliare, tormentare, torturare e rendere schiavi gli animali, senza accorgersi che è lì la matrice di ogni campo di sterminio. Il modello perfetto.

Se di Nemesi dobbiamo parlare, si potrebbe dire che ad essere state sterminate in massa, sono state proprio quelle popolazioni che hanno dato al mondo il testo sacro per eccellenza, all’interno del quale, proprio nelle prime righe, si annida la causa di tutti i mali che hanno afflitto per secoli l’umanità. Quell’autorizzazione divina a dominare i pesci del mare e tutte le creature della terra contiene in sé il germe di ogni violenza passata, presente e futura.

E’ da un popolo che aveva appena inventato l’agricoltura che scaturì il concetto di schiavo ed è dallo stesso popolo che aveva appena inventato la pastorizia che scaturì il concetto di guerra. Tanto è vero che le tribù di cacciatori raccoglitori, una volta fatto bottino, arrivavano anche a divinizzare gli animali, facendone dei totem e sentendosi ad essi affratellati, ma agricoltori e pastori, per difendere le loro proprietà, passarono dalla macellazione del bestiame alla guerra fatta a tribù nemiche. Il passaggio dal macellare animali a macellare uomini fu velocissimo.

Se le prime oscene righe del Genesi sono la causa di tutti i mali, lo sterminio degli ebrei del XX secolo deve essere visto come una specie di punizione divina ai danni di quel popolo che aveva potuto concepire simili blasfemie e i nazisti devono essere considerati uno strumento nelle mani di Dio. Della serie: Gott mit uns.

Ovviamente, questa è un’elucubrazione piuttosto spinta, giacché non esiste nessun Dio che offra i suoi favori ad un popolo a discapito di un altro, altra blasfemia che gli antichi ebrei riuscirono a concepire. Tuttavia, ad inventare la domesticazione degli animali non furono solo i beduini ebrei di 4000 anni fa, ma anche sumeri ed egiziani. E sicuramente altre etnie in altri luoghi.

Di fatto, sulla macellazione degli animali tutti i popoli antichi furono entusiasticamente concordi e che la storia dell’uomo sia cosparsa di sangue umano è solo la logica conseguenza dell’abitudine di spargere sangue animale, essendo le due cose strettamente congiunte. Poiché l’uomo è sempre l’eterno uomo e l’idea di progresso morale è un’invenzione simile agli attentati “false flag”, allestita per distogliere l’attenzione dei benpensanti dalla cruda realtà, ci dobbiamo aspettare che, non avendo mai smesso di macellare gli animali, presto o tardi si verificheranno altri olocausti di intere popolazioni, con le modalità tipiche della zootecnia, ovvero con campi di prigionia (allevamenti), trasporto di prigionieri (camion) e luoghi di mattanza (mattatoi), con tutto un corollario di sofferenze, sadismo ed efferatezze.

La differenza è che gli animali non sanno scrivere. Non hanno un Primo Levi o un Vincenzo Pappalettera che possano testimoniare i soprusi che subiscono. C’è solo qualche sparuto gruppetto di Cassandre che leva alti lai in questo mondo distratto e frastornato, ma vengono considerati dei rinnegati della razza umana, dei traditori, e pochi gli danno retta perché, come disse quel soldato italiano in Iraq nel film “ Venti sigarette”, la gente vuole la bistecca, ma non vuole sapere come si macella la mucca.

Mai parole più sagge uscirono dalla bocca di un militare. E allora, se questo è l’uomo, se questa è la sua natura, se gli esseri umani vogliono continuare a comportarsi da nazisti nei confronti degli animali, la giornata del ricordo del 27 gennaio è solo un modo per dire, subliminalmente: “Siamo ancora noi i padroni, noi razza umana, razza superiore e non faremo sconti per nessuno. Armeni, ebrei, zingari, oppositori politici, bovini, ovini e suini, siete avvisati. Il vostro posto è dentro i forni perché non meritate di esistere.

Parola di popolo eletto!”

32 Commenti a “Per non dimenticare (di rifarlo)”

  • archimede:

    Debunker-

  • steve.pr:

    orrendo.

  • giorgio:

    Se gli ebrei sono davvero stati vittime del più grande crimine del XX secolo da parte dei tedeschi (cosa che non credo nel modo più assoluto, ci studi in merito che contestano la versione ufficiale) perchè permettono ai propri governanti le stesse atrocità nei confronti del popolo palestinese, che non ha nulla a che fare con l’olocausto? Con quale diritto gente che non ha mai vissuto in Palestina, che proviene dall’Europa e dalla Russia, si appropria della terra e dei diritti di chi lì ci ha sempre vissuto?

    Ma ammettiamo che sia vero che gli ebrei abbiano abitato quella terra 2000 anni fa: con quale diritto si sono impossessati di quella terra pretendendola tutta per sè ora? Come dice giustamente Gilad Atzmon, è come se i romani andassero oggi a Londra e iniziassero a bruciare le case e a terrorizzare gli inglesi obbligandoli ad andarsene perchè 2000 anni fa c’erano lì loro. Come minimo verrebbero presi per pazzi.

    Inoltre, perchè i governi occidentali da un lato si sono eretti a difensori del “popolo ebraico”,
    vigilando affinchè nessuno dimentichi o neghi la tragedia della Shoah, ma dall’altro sganciano bombe dime, all’uranio, al fosforo, diossina, sulle teste di vietnamiti, laotiani, cambogiani, iracheni, serbi, afghani, palestinesi, pakistani, libici.
    Voglio dire, se davvero viene ricordato l’olocausto affinchè tali crimini non avvengano più, perchè questi stessi leader che si riempiono la bocca con parole come democrazia, pace, giustizia, libertà, diritti, tragedia, olocausto, continuano a perpetrarli?

  • giorgio:

    @ roberto

    “Per non dimenticare di rifarlo” dice il titolo. Ma non ti sei accorto che questi crimini non sono MAI cessati e che parole come olocausto e antisemitismo non sono nient’altro che scuse per poter soppraffare ed uccidere altri esseri umani?

  • Giorgio, una cosa sono i campi di sterminio che sono stati una realtà, un’altra cosa ben diversa è la strumentalizzazione che poi ne è stata fatta. Gli attori non sono gli stessi.
    Non si dovrebbero mai confondere le vittime con i carnefici, e tra questi ultimi ci metto anche i sionisti, ma le famiglie avviate alle camere a gas non avevano alcuna responsabilità per il Vietnam, la Cambogia, l’Iraq e l’Afghanistan, che erano di là da venire.
    Il comportamento dei militari, di tutti i militari, è diametralmente opposto a quello dei civili. La percezione distorta che ne abbiamo (o che ci inducono ad avere) ci fa vedere i militari come eroi, spesso come vittime e quasi mai come carnefici. Mentre i civili tutt’al più possono aspirare al ruolo di vittime. I civili subiscono e basta, in genere.
    La mistificazione impera.

  • giorgio:

    @ Roberto

    E invece gli attori sono proprio gli stessi Roberto! Sono gli eredi di chi ha vinto quella guerra e ha potuto scrivere la storia a proprio uso e consumo e portare avanti il suo modello di vita, imponendolo a tutta l’umanità. Si fanno scudo di vacue parole come libertà e giustizia per poter macellare civili in gran quantità in ogni parte del mondo e con ogni genere di arma, con la scusa che gli altri, le “canaglie” come le chiamano, sono razzisti, antisemiti, non rispettano i diritti civili, non amano la nostra libertà, vogliono annientare la nostra splendida civiltà.

    Tutti gli anni si celebra il giorno della memoria e guai a chi mette in dubbio la loro versione della storia mentre è invece altrettanto obbligatorio tacere di piombo fuso, di falluja, dell’afghanistan…

    Detto questo non c’è prova dei campi di sterminio, ma solo di campi di prigionia, come non esiste prova di un piano per l’eliminazione fisica degli ebrei. Nessun documento che testimonia l’intenzione dei nazisti di uccidere gli ebrei in massa è mai stato trovato. E’ stato dimostrato che in quei campi non c’erano camere a gas. Sono morti tanti ebrei ma non nei modi che ci sono stati raccontati.

    Il punto però è che è stato utilizzata una tragedia e la sofferenza di esseri umani per fini economici e per perpetrare i peggiori crimini della storia.

    Ti suggerisco un bellissimo libro di Norman Finkelstein, L’industria dell’Olocausto.

  • Giorgio, se vai sul mio blog puoi notare che OLOdogma è fra i siti amici. Mi piace come scrive il titolare, ma non si può cambiare la storia oltre il lecito. Il punto non è, come dici, che i sionisti stanno da quasi settant’anni strumentalizzando l’Olocausto, ma è che l’uccisione in massa di etnie sgradite al regime è stata compiuta, in un modo o nell’altro.
    Poco cambia se è stata pianificata e implementata mediante camere a gas o con fucilazioni. Di fatto, gli ebrei erano lì contro la loro volontà e sono morti come mosche.
    L’antisemitismo in Europa è vecchio di secoli; parte della colpa ce l’ha anche la Chiesa Cattolica e il trattamento “bestiale” subito da migliaia di ebrei fu solo la logica conseguenza.
    E fu possibile perché era naturale trattare nello stesso modo gli animali. Nel caso di ebrei, zingari e altri “untermenschen” si è trattato di una reificazione dell’essere umano, fenomeno ben conosciuto che si applica per facilitare l’uccisione del nemico.
    Ai soldati si dice che i nemici non sono persone ma animali e il soldato ci crede, per una forma di plagio mentale.
    I nazisti lo hanno fatto alla grande, ma ogni esercito sminuisce i propri nemici paragonandoli ad animali.
    Solo se si riuscirà a dare dignità all’animale e a considerarlo come una persona diversamente abile, si potrà far sparire il razzismo e tutti gli olocausti.
    Comunque ti ringrazio e se mi capiterà l’occasione leggerò molto volentieri il libro da te suggerito.
    Ciao

    • Bush e tutto lo staff del georvno americano , andrebbero prima torturati , poi sciolti nell’acido , in modo da fare scomparire definitivamente qualsiasi traccia del loro DNA

  • egon:

    Verso la fine della guerra nel 1945 in Germania soggiornavano 15 (quindici) milioni di internati stranieri lavoratori forzati che dovevano sopperire alla forza lavoro mancante per l’impegno dei tedeschi reclutati per i vari fronti di guerra.

    L’ebreo ateo ingegner Primo Levi scrisse dei libri che rispecchiano la verità e per questo forse nel 1987 si suicidò amareggiato (o fu suicidato dal Mossad) lanciandosi nella tromba delle scale a Torino dopo che l’impostore ebreo romeno americano Elie Wiesel l’anno prima nel 1986 ottenne il Premio Nobel per la Pace vantando anche mentitamente di aver convissuto a Auschwitz qualche settimana nella baracca con Levi.

    Elie Wiesel originariamente nel libro ‘La Nuit’ scritto con l’assistenza di Malraux denunciava che i tedeschi avessero fatto sapone con i cadaveri degli ebrei uccisi. Poi su questa panzana prevalse il mito ancor più grottesco delle camere a gas (la commistione di significato tra forni crematori e camere a gas viene lasciata nel vago) ed in effetti l’Europa allora era disseminata di camere di disinfestazione con Zyklon B, una procedura igienistica che doveva contrastare il flagello del tifo quando la penicellina stava ancora per essere inventata.
    Si disinfestavano i vagoni ferroviari, i vestiti e le persone preferibilmente previa rasatura. Anche noi a scuola si era prevalentemente rasati a zero fino agli anni ’50.

    La Germania aveva bisogno estremo di braccia da lavoro, anche di lavoro minorile, non di massacrare gente dopo averle fatto attraversare l’Europa in treno. Gli ebrei erano una consorteria ostile che già nel 1933 avevano compattamente dichiarato guerra a Hitler e che con Eichmann (ebreo che soggiornò a lungo a Haifa) si pianificava di trasferire in Palestina come in parte avvenne anche durante la guerra con la complicità dei sionisti ebrei.
    Gli oriundi italiani e giapponesi in America furono rinchiusi in campi di concentramento nel 1941-1945. Per sloveni e famiglie intere di sloveni l’Italia, che invase la Jugoslavia uccidendo 1000 lubianesi in un sol giorno, allestì campi di concentramento di là del confine e a Gonars, Rieti, Chiesanuova (PD), Fossoli ecc.
    L’icona dell’Olocausto Anna Frank fu portata a Auschwitz ma sotto l’avanzare dei Russi preferì ritirarsi con la Wehrmacht assieme al padre trasferendosi al campo di Bergen Belsen (Hannover) dove morì appunto di tifo.
    Primo Levi, ebreo benestante di Torino, si laureò nonostante le leggi razziali (1938) nel 1943 quando fu catturato come partigiano, lavorò internato alla BUNA Werke di Auschwitz dove si produceva gomma sintetica e all’arrivo dei Russi (27.01.1945) si trovava degente nell’ospedale del campo di concentramento di Birkenau.
    La Croce Rossa ebbe libero accesso ai campi di concentramento in base alla Convenzione di Ginevra ossessivamente rispettata da Hitler e smistò milioni di pacchi di corrispondenza destinati agli internati.
    Gli internati per la corrispondenza usavano cartoline postali ‘Konzentrationslager Auschwitz’ che ho qui in visione anch’io, oggi non più reperibili nell’internet liofilizzato dalla censura ebraica.

  • Egon, lungi da me pensare che la verità di ciò che è successo in Germania in quegli anni sia stata riportata onestamente nei libri di storia, ma i particolari interessanti che aggiungi non sono che “maquillage” rispetto all’ossatura di fondo degli eventi.
    Cambia poco!
    Prendiamo la tua iniziale affermazione, cioè che in Germania c’era bisogno di lavoratori a causa dell’assenza per guerra dei maschi adulti. Un signore anziano che abita a pochi Km da me raccontava che tempo fa gli è arrivata una specie di liquidazione dalla Germania perché prima dell’otto settembre ’43 aveva lavorato per la TOD. Ma dopo che abbiamo tradito i nostri alleati non siamo stati più considerati operai ma schiavi, come tutti gli altri.
    Questo è il punto. Servirsi di schiavi umani a basso costo, come si è sempre fatto con gli schiavi animali, per far andare avanti le fabbriche.
    Il trattamento riservato a quegli schiavi umani, compresi gli italiani dopo l’8.09.43, è lo stesso che si riserva agli schiavi animali sottoposti a domesticazione, cioè li si uccide quando non servono più o si eliminano gli inabili.
    Un gran numero di ebrei è finito nella categoria degli inutilizzabili e quindi sono stati soppressi. Come si fa con gli animali.

  • mincuo:

    Mi scusi signor Duria, ma non si può fare confusione sulle cose, mescolando espulsione, deportazione, discriminazione e campi di lavoro, o lavoro forzato in genere, e nemmeno morti di stenti o malattie con “campi di sterminio” e “sterminio programmato”.
    Nè è vero che 6 milioni o 600.000 o 60.000 siano comunque la stessa cosa, in termini di colpa, in termini di risarcimenti, in termini di emotività, in termini di tragedia incomparabile e imparagonabile. O no?
    La Shoah si basa storicamente su tre capisaldi:

    1) Un piano di sterminio programmato
    2) Un metodo di morte particolare, non unico, ma distintivo, cioè le camere a gas.
    3) Il numero dei morti, 6 milioni

    Queste sono le cose storiche. Queste sarebbero le cose storiche di cui si dovrebbe portare evidenza. Queste sono anche le cose che si dovrebbero dibattere in base a storiografia e documentazione. E ci sono argomenti tecnici, documentali, fisici, chimici, forensi oltre ai “testimoni” signor Duria, che da soli non bastano. Di testimoni che hanno visto la strega parlare col Demonio ce ne sono a bizzeffe, e anche ci sono streghe che hanno confessato di accoppiarsi col Demonio, pure spiegando che aveva lo sperma ghiacciato. Quindi dato che la Shoah è un fatto storico va analizzato e sottoposto a verifica come tutti gli altri e dibattuto liberamente dagli storici. Giusto? E se invece non si può, signor Duria, e la ricerca deve essere sostituita dai tribunali, e deve essere protetto da leggi speciali che la impediscono, come accade, a me qualcosa non quadra completamente. E a lei?

  • Mincuo, anzitutto ti ringrazio, e ne approfitto per ringraziare anche Egon, per il pacato intervento. Che però non aggiunge molto a ciò che io so.
    Io so cos’è il militarismo e se vai a vedere il film “L’onda” (già visto?), lo potrai sapere anche tu.
    Siamo scimmie gregarie che hanno bisogno di un individuo alfa. I tedeschi lo hanno eletto nel 1933, sei anni dopo si sono messi a dare battaglia alle altre tribù e per poco quell’uomo (?) non ci faceva ammazzare tutti!
    Se a bruciare un senzatetto sono quattro naziskin parliamo di razzismo e facciamo finta che sia sporadico, ma se a bruciare 4 milioni di ebrei sono 4000 naziskin vestiti con una divisa nera con i teschietti nelle asole di cosa dobbiamo parlare? E’ un po’ difficile dire che si tratti di un caso sporadico ma si deve parlare del suo contrario, cioè programmato, perché per bruciare 4 milioni di ebrei resi senza tetto perché, prima, gli si era espropriata la casa, ci vuole un bel po’ di tempo e non basta una tanica di benzina.
    Dunque, la polizia e l’esercito (con l’approvazione del popolo) tedeschi hanno imposto pesanti condizioni alla vita di pacifiche famiglie ebraiche, li hanno trasferiti, li hanno derubati, li hanno umiliati e picchiati, torturati e sottoposti a lavoro forzato. E infine uccisi in vari modi.
    Tu come chiami tutto questo?
    Fai distinzioni? Autorizzi per caso la polizia a mandare di qua e di là quegli sventurati e a dividere le famiglie?
    Non sto parlando di ciò che è venuto dopo, ma di ciò che è venuto prima, di ciò che ha reso possibile l’esistenza dei campi di concentramento.
    Va bene sottoporre a verifica storica le fonti (lo fanno normalmente tutti gli storici seri), ma voi state esagerando.
    Con rispetto per la vostra erudizione, state perdendo di vista il nocciolo della questione: il militarismo è causa di tutti i mali, insieme alla convinzione che la razza umana sia superiore alle altre razze animali, che sta alla base della convinzione che quella ariana (?) sia superiore alla negroide, alla asiatica e alla latina, tutte distinzioni che di genetico e fisiologico non hanno niente!
    Io continuerò a tenere OLOdogma fra i siti amici del mio blog, perché lo trovo stimolante ma non perché gli dia credito più di tanto.
    Ciao

  • mincuo:

    Grazie a lei. Io peraltro non prendo i film, e mi stupisce un tantino (anzi non tanto) che i film siano la base su cui poi ci si forma giudizi e valori. In un film Mincuo può cavalcare una scopa e conquistare l’Australia. Negli archivi invece è più difficile farlo. Forse per questo l’iper-realtà sostituisce la realtà. Lei ha fatto una serie di affermazioni, ma sono degli enunciati, possono anche esere veri alcuni, o forse no, o forse non come li dipinge lei, o forse sì, ma è disutibile, e peraltro sono applicabili magari maggiormente ad altri, con sua sorpresa, sia per il militarismo che per i campi di concentramento (non sapeva?) che per la superiorità di razza, addirittura in un cso esclusività di razza, signor Duria. Le leggi di Norimberga sono state prese circa pari pari sa, e glielo scrive un Giudice della Corte Suprema di quel Paese, che però è “l’unica democrazia di quell’area”.
    Non ha risposto però, e non mi stupisce. La domanda era semplice. Perchè, se tutto è chiaro:
    1) La storia propagandata è un cumulo di balle rispetto a quella Ufficiale, scientifica
    2) Perchè a differenza di altre è con censura e Tribunali che si risponde.
    Tenga presente solo questo, una briciola: qualunque diminuzione del numero totale di 6 milioni è potenzialmente reato e si può andare sotto processo in 20 Stati. Ma la singola diminuzione no. Ad esempio il museo di Majdanek ha portato da 1.500.000 vittime a 78.000. (che era poi il numero circa per cui Revisionisti avevano perso la cattedra, sono stati calunniati ecc…) E questo va bene, è il museo a dirlo. Il totale però non cambia, è uno dei 3 Dogmi, e io sono d’accordo naturalmente e mi guarderei bene da dire il contrario, nell’anno di grazia 2012, e non nel 1600. Non so se comprende. Non credo. O forse sì. Stia bene.

  • Mincuo, infatti temo di non riuscire a seguirti.
    Guardati questi 12 minuti della scena finale del film:

    http://www.youtube.com/watch?v=ZGhHuoP9_W8

    … e domani ne riparliamo.
    Io mi rileggerò il tuo intervento e ti prometto che cercherò di replicare.
    Ciao. Buona notte.
    :-)

  • giorgio:

    @ roberto

    Quello che si sta cercando di dire roberto, è che se qualcuno afferma qualcosa ed è sicuro di ciò che sta affermando, non teme di parlarne liberamente e di lasciare che si metta al vaglio quel che dice.
    L’olocausto invece è un dogma, non si può mettere in dubbio la storia ufficiale nonostante le numerose incongruenze, la mancanza di prove e documenti. Perchè questo avviene solo con l’olocausto ebraico dove chi chiede prove è un antisemita e con l’11 settembre dove chi vuole la verità è un paranoico complottista e un fiancheggiatore dei terroristi? Che cosa hanno paura che si scopra con un indagine accurata?

    Nei libri di storia viene insegnato che nel 1941 il Giappone attaccò improvvisamente gli Stati Uniti a Pearl Harbour uccidendo migliaia di persone mentre non fu altro che un operazione false flag per poter entrare in guerra.
    Sei convinto che la storia non si possa cambiare oltre il lecito? La Storia è solo la versione di qualcuno, non ha nulla a che fare con la verità.

  • Premesso che:
    1) gli eserciti in rotta abitualmente bruciano gli archivi onde non lasciare tracce;
    2) anche quando i documenti ci sono, gli autori potrebbero aver mentito (vedi Tito Livio);
    gli storici moderni si trovano in difficoltà a distinguere la verità dalla fantasia.
    Sull’Olocausto potrebbe anche non esserci un ordine scritto del Fuerher inerente la soppressione degli ebrei, ma non possono essere falsificate tutte le testimonianze dirette di gente che è stata all’inferno ed è sopravvissuta.
    Si potrebbe affermare che Simon Wiesenthal, Hanna Arendt, Primo Levi, Vincenzo Pappalettera e altri famosi sopravvissuti abbiano esagerato se non addirittura mentito, ma gente sconosciuta come per esempio Piero Maieron, di Paluzza, che ha scritto “Untermeschen” perché avrebbe dovuto mentire raccontando la sua esperienza.
    Gli altri hanno avuto fama e forse anche soldi, ma un illustre sconosciuto come Maieron cosa mai potrebbe aver avuto come mercede?
    Vivo a pochi chilometri da Gonars dove, come sapete, gli italiani hanno messo in un recinto slavi e partigiani, con le loro famiglie. Se devo far un confronto tra le condizioni di Dachau e quelle di Gonars dovrei dire che i tedeschi erano molto più umanitari degli italiani perché nel campo di Dachau c’erano le baracche, mentre a Gonars i detenuti dormivano sotto le stelle e sì e no che ricevevano da mangiare. In proporzione ci sono stati più morti a Gonars che a Dachau.
    Ma il punto è che, come storico o come semplice osservatore, non posso fare una classifica su chi è stato più o meno caritatevole con i prigionieri perché anche il solo fatto di averli messi in prigione fu una cosa abominevole.
    La guerra non è una giustificazione per la malvagità. L’uomo rimane uomo anche nelle peggiori condizioni. In entrambi i casi, Gonars e Dachau presi a paradigma, si tratta di aguzzini, siano essi italiani, tedeschi, hutu o boscimani. E’ l’apoteosi dell’inferno implementato da miei simili e questo mi basta.
    Il resto sono dettagli.
    Quanto al pericolo di finire in prigione in 20 stati se solo si chiede un’indagine storica, che c’è da meravigliarsi? Durante l’inquisizione succedeva la stessa identica cosa e i “ribelli” finivano sul rogo. State contenti che gli inquisitori moderni si limitino a mettervi in prigione!

    • mincuo:

      Non è proprio così signor Duria la storiografia. Non è così in difficoltà come pensa Lei sulla verità. Forse è in difficoltà un pò colla chutzpah, ma lì siamo in un altro campo.
      Un fatto storico (e criminale) soprattutto di quella portata deve provvedere sempre abbondanza di prove. Che hanno una gerarchia e cioè a decrescere per importanza: l’evidenza materiale (le vittime, l’arma, le autopsie ecc..), i documenti d’archivio (e la loro concordanza da differenti fonti, apparati, settori, burocrazie….), le prove forensi (logiche, testuali, chimiche, fisiche, temporali ecc..) e solo per ultimo le testimonianze, le quali a loro volta hanno una gerarchia (quelle di terzi, neutrali, e quelle delle parti in causa, interessate e perciò di scarso o minor valore. Qualsiasi Tribunale normale, se le testimonianze di parte non sono suffragate da documenti, o prove, le considera prive di valore). Come non sarà sfuggito alla sua attenzione, ci devono per forza essere tante, ma tante altre cose, oltre ai testimoni, per un fatto così grande, ubiquo, e prolungato nel tempo.
      Per ciò che concerne l’ordine (o meglio le migliaia di ordini a tutte le strutture) NON C’E’ nulla, non è che “potrebbe non esserci”. Lei però spiega perchè “gli eserciti in rotta abitualmente bruciano gli archivi onde non lasciare tracce” ma questo non lo sostiene nessuno in questo caso, perchè 1) ci sarebbero centinaia di migliaia di impiegati che avrebbero testimoniato di questi ordini da distruggere, ma non ci sono. 2) perchè non c’erano gli eserciti in riirata in tutte le strutture amministrative, e in tutte le altre deputate. 3) perchè era impossibile con 102 città devastate dalle bombe distruggere “ogni” documento. 4) Perchè semplicemente, molto più semplicemente, i Nazisti li hanno lasciati i documenti. Oltre 15.000 tonnellate, signor Duria. Infatti non uno storico ha mai tirato fuori questa poponata, riguardo ai documenti relativi agli ordini, capendo che sarebbe stato inutile e controproducente. Riguardo ai testimoni, signor Duria, non si fa confusione: ci sono i testimoni per sentito dire, e quelli oculari, che non sono poi molti sa, e a quelli si chiede una testimonianza non generica. Si chiede una testimonianza tecnica, ad esempio, a chi era addetto alle camere a gas. Non solo “orrore” “”terrore” “paura” e basta. Tecnica. Che gas, come, dove, cosa, quando, chi, in che modo,che misure, con che tempi ecc… E’ il resto che sono dettagli, per la storiografia, non quello che dice Lei. E per la storiografia non è un dettaglio la realtà in cui calano gli avvenimenti. Anche un misero incidente automibilistico è fatto di cento cose reali. E Simon Wiesenthal, Hanna Arendt, Primo Levi, Vincenzo Pappalettera, che lei ha citato, signor Duria, non sono testimoni, tecnicamente. Non hanno testimoniato in nessun processo, a quanto mi consta. Anche lì lei mescola.
      A Dachau infine non c’erano solo le baracche. C’era ospedale, spaccio, moneta da campo, ufficio postale, impianti igienici, di disinfestazione, deposito per le urne singole ecc… E Dachau non è un campo di sterminio, signor Duria. Quelli sono quelli Polacchi. Anche lì lei mescola. E per concludere mi rimanda un film vedo. Forse non mi ero spiegato, ma un film è fiction signor Duria. E anche lì, perfino lì, lei mescola. Che non sia un’abitudine?

      “Quanto al pericolo di finire in prigione in 20 stati se solo si chiede un’indagine storica, che c’è da meravigliarsi? Durante l’inquisizione succedeva la stessa identica cosa e i “ribelli” finivano sul rogo. State contenti che gli inquisitori moderni si limitino a mettervi in prigione!”

      Lei non si meraviglia vedo del fatto che l’Inquisizione, nel 1600, in un regime teocratico. fosse uguale e anche talvolta meglio (Il dialogo sopra i massimi sistemi di Galileo circolava col sigillo del visto della censura pontificia) di quello che Lei ha oggi nel 2012, in un regime cosiddetto democratico.

      Lei non si meraviglia, signor Duria. Sincerità per sincerità, io non mi meraviglio molto di questa sua ultima risposta, considerate anche le precedenti.
      Stia bene.

  • Io invece mi meraviglio dell’energia che ci mettete nel difendere l’indifendibile.
    Ieri sera, su DVD, mi sono visto il film “Amen”:

    http://www.hyperreview.com/Amen.htm

    Ed è un peccato che tu i film non li veda, disprezzandoli e considerandoli strumenti di propaganda, perché se tu avessi visto quei 12 minuti de “L’onda” avremmo potuto parlare dei meccanismi psicologici che portano le masse alla dittatura, mentre se tu conoscessi il film “Amen” avremmo potuto parlare della responsabilità della Chiesa cattolica nel lasciare che gli ebrei venissero sterminati.
    Comunque, facciamo anche senza film.
    Stamattina mi chiedevo quale scopo avete a difendere – appunto – l’indifendibile.
    E ho pensato a tre opzioni. Ovvero, v’interessa difendere:
    1) la verità storica;
    2) il popolo tedesco;
    3) il nazionalsocialismo.
    ——-

    1) su questo siamo d’accordo: conoscere gli errori del passato è il presupposto per non ripeterli. L’altro elemento necessario è la volontà di non ripeterli.
    2) su questo sono parzialmente d’accordo, dato che i vinti sono sempre dileggiati dai vincitori, ma il popolo tedesco non ha certo bisogno del nostro aiuto per risollevarsi, anche perché si è già risollevato alla grande.
    3) qui non sono per niente d’accordo, perché per difendere il nazismo si deve essere o dei masochisti autolesionisti o dei complici fanatici, a seconda di dove si ritiene di andare a collocarsi, perché se ci si va a collocare nel posto di sudditi della dittatura si è veramente degli “untermenschen”, sottouomini, ma se ci si va a collocare nel posto dirigenziale, si è dei figli di buona donna.
    Nel primo caso c’è bisogno di uno psichiatra; nel secondo del plotone d’esecuzione.

    Perché, Mincuo, diciamocelo sinceramente, la ricerca storica è sacrosanta e il confronto è lodevole, ma difendere il militarismo ed essere militari aguzzini e prepotenti è inaccettabile.
    Contro la forza ragion non vale, dice un vecchio e saggio adagio. E a un certo punto discutere è inutile. Bisogna far parlare le armi. Ciò che facevano tutti i belligeranti, da una parte e dall’altra.
    E’ una sconfitta morale per l’umanità, ma prima che io mi lasci sottomettere da una dittatura o mettere in un forno, preferisco vendere cara la pelle e farmi partigiano sui monti.
    La mia, lo so, è una visione romantica giacché non passerebbero cinque minuti che i tuoi amici nazisti mi avrebbero già ucciso.
    Il nazismo è il male, ma mica solo quello: anche il comunismo, l’imperialismo, il capitalismo e altri ismi molto in voga presso le umane genti.
    Grazie per il tuo intervento. C’è tempo per far parlare le armi.
    :-)

  • mincuo:

    Innanzitutto io le ho sempre dato del Lei, non che sia un cosa così importante al giorno d’oggi, però comunque preferirei. Secondo, Lei fa un’affermazione, “difendere l’indifendibile”. E quale sarebbe? Dire che non si può far ricerca storica, che c’è una censura totale, che è stato introdotto un Dogma come nel 1600 per zittire ognuno? Le pare una cosa indifendibile? Dire che come tutti gli altri periodi e fatti storici anche questo siano le Università, i libri, i ricercatori e non i Tribunali a decidere, sarebbe dunque indifendibile?
    O è indifendibile dire la verità, e cioè che la storia propagandata su giornali e film è un cumulo di balle rispetto alla STORIA UFFICIALE, CLASSICA, SCIENTIFICA, non certo revisionista o negazionista. QUELLA CLASSICA, SCIENTIFICA, lo capisce Duria? O chiedere perchè si turlupina ancora la gente coi saponi, smentiti pure dallo Yad Vashem, sarebbe indifendibile?
    O sono invece proprio indifendibili quelli come Lei che non rispondono mai a una domanda semplice, e girano intorno e fanno finta di non capire, e cambiano continuamente argomento e balbettano solo luoghi comuni pensando che gli altri siano degli sciocchi?
    E non sono soprattutto indifendibili quelli a cui nessuno ha mai conferito alcuna autorità per far morali al prossimo, ma sono così miserabili da sentirsi autorizzati a farlo? Non sono indifendibili dei Totò fuori tempo massimo che si siedono in cattedra e dall’alto di un’ignoranza scintillante della stessa Storia Classica, ridotta alla meglio a dei filmetti, l’unica cosa di cui son stati capaci di cianciare, si permettono di dare dei Nazisti a capocchia alla gente?
    Non sono indifendibili e anche degli squalificati moralmente quelli ridotti a rifugiarsi nelle offese, negli argomenti ad personam? Non sono indifendibili quelli che non riescono proprio a ricavare nient’altro, ma proprio nient’altro di meglio dal loro bagaglio culturale, nè dalla loro buona fede e onestà intellettuale?
    Di quali amici parla Duria? Parli dei suoi amici, quelli che conosce Lei, se ne ha ancora e se non si vergognano di un figuro simile.

  • Nei forum di internet si usa dare del TU. Se continui a darmi del LEI mi metti in imbarazzo, ma comunque ti lascio la libertà di esprimerti come preferisci, con il tu o con il lei.
    In effetti non sono stato chiaro a proposito di cosa intendo per “indifendibile”.
    Ora cercherò di rimediare.
    Per me indifendibile è indossare una divisa, raggrupparsi in squadre, marciare compatti e cadenzati e soprattutto abdicare alla propria coscienza e affidarla ad altri, nominati superiori. Non pensare, non discutere gli ordini ed eseguirli pedissequamente. Questo è per me indifendibile.
    I tedeschi lo facevano molto bene. Gli altri ci provavano con risultati alterni. Anche i giapponesi non scherzavano, se è vero che la figura del “kamikaze” l’hanno inventata loro.
    Se penso che voi negazionisti sorvolate su questo punto, chiamato militarismo, e costruite tutte le vostre analisi a partire da lì, devo ammettere che stiamo parlando di cose diverse, perché io non ammetto che un essere umano possa deliberatamente trasformarsi in soldato.
    Siccome non sono cieco, vedo che milioni di uomini lo fanno senza battere ciglio e gli storici mi riportano che, senza battere ciglio, tali “golem” senz’anima, sono stati capaci di fare le peggiori efferatezze, tra cui mettere nei forni i corpi dei nemici uccisi, per bruciarli.
    Se nell’anno di grazia 2011 gli ucraini sono capaci di mettere nei forni ancora vivi i cani randagi, a maggior ragione i tedeschi sono stati capaci di mettere nei forni (probabilmente già morti) gli ebrei, che ai loro occhi valevano meno dei cani.
    Poi, che siano stati sei milioni o un milione, come ho già detto, poco cambia. Saranno stati centomila? Okay, allora erano centomila! Ne hanno bruciato uno solo? D’accordo, allora era uno solo!
    Anche uno solo, bruciato dopo essere stato torturato, è….indifendibile.
    Spero che ora ti sia chiaro cosa intendo per indifendibile: il potere che i militari tedeschi si sono presi sulle altre etnie, su mandato del popolo tedesco.
    E l’irritazione che traspare della tue ultime frasi mi conferma che il nazismo è una malattia contagiosa di cui anche tu sei affetto. Anche se per ora solo a livello embrionale.
    Persone come te, che si illudono di ricercare la verità storica e levano barricate contro chi la pensa diversamente sono potenziali soldatini. Se ti dessero in mano un’arma diventeresti veramente pericoloso.
    :-)

  • giorgio:

    @ roberto

    Condivido la parte sul militarismo e penso che i nazional-socialisti abbiano avuto molte colpe e abbiano commesso molti crimini. Quello che non condivido è l’accettare acriticamente la storia ufficiale che non reggerebbe 2 minuti se sottoposta ad un attento esame, perchè estreamamente lacunosa ed incongruente, quella versione della storia preconfezionata da chi la guerra l’ha creata e l’ha vinta, per suo uso e consumo.

    Tu dici che 6 milioni o 100.000 non fanno differenza, ed in parte sono d’accordo, sono esseri umani e hanno sofferto, che siano stati uccisi con un colpo alla testa o di lavoro massacrante hanno sofferto parecchio.

    Ma per me c’è una grande differenza: perchè per il mondo intero 6 milioni di vittime rappresentano un numero mostruoso. Nessuno ricorda un numero di vittime tanto alto, e tutti gli anni, nel giorno della memoria, tutti i leader politici e i media ci ricordano quel numero: “ehi guardate! – dicono – gli ebrei sono stati vittima della tragedia più grande della Storia, uniamoci al loro dolore! Non è ammissibile criticare Israele, chi lo critica è un anti-semita, perchè Israele è il paese che difende gli ebrei, chi critica Israele, vuole distruggere gli ebrei!”
    Con questa manfrina hanno il lasciapassare per commettere ogni crimine, lo vediamo anche oggi: la gente che guarda la Tv è convinta che bisogna bombardare l’Iran, perchè Ahmadinejad è un pazzo che vuole la distruzione degli ebrei. Ricordi? Gli ebrei, le vittime che hanno subito la tragedia più grande, non possiamo permettere che succeda di nuovo a loro. Questo è quello che pensa la gente.

    Capisci bene Roberto che se 6 milioni non sono più la cifra reale, e sono invece 1 milione, o 100.000, l’opionione pubblica potrebbe cominciare a pensare che dopotutto quei politicanti che ci governano sono dei gran cacciaballe e che dalla WW2 ad oggi, USA, Gb, Israele, Francia e tutti i loro alleati hanno fatto molte ma molte più vittime.
    E non solo hanno fatto molte più vittime, ma le hanno fatte nei modi altrettanto atroci e disumani di quelli di cui accusano essere colpevoli i tedeschi.
    Nessun Governo a parte quelli occidentali infatti, ha fatto uso di armi di distruzione di massa sui popoli di mezzo mondo.

    La giustificazione per cui è stato permesso loro tutto questo, è stata la convinzione dell’opinione pubblica che i nostri governi sono dalla parte del giusto, che lottano per la pace, la democrazia, i diritti umani, e combattono contro tutti quelle nazioni che vogliono distruggere o rendere schiava l’umanità.

    Se la prossima guerra all’Iran si farà, sarà perchè molti, come stai facendo tu, si rifiutano di voler andare a fondo della verità e accettano, senza farsi molte domande, quello che i criminali che ci governano ci raccontano ogni giorno.

  • Giorgio, prima di tutto ti ringrazio per il tono più pacato del tuo collega che hai usato con me.
    Poi vorrei chiederti: chi ti dice che io accetto acriticamente la storia ufficiale? Non sono mica nato ieri! E sono due anni che vado di tanto in tanto su OLOdogma, per non parlare degli altri siti alternativi che mi hanno aperto gli occhi, primo tra tutti Luogo Comune.
    Penso che il trucchetto dei sei milioni di vittime ebraiche sia andato bene fino a poco tempo fa, ma ora si è stemperato in un mare più vasto di mistificazioni, tanto è vero che il giorno della memoria l’hanno istituito pochi anni fa (prima non c’era), forse perché si erano accorti che l’effetto scandalo non aveva più abbastanza mordente.
    Non c’è più solo quel ricatto psicologico verso i non ebrei, in primis i tedeschi, a far aprire i cordoni della borsa, ma un’infinità di altre manfrine, a cominciare dal terrorismo.
    Con l’undici settembre si è creato artificialmente il nemico nelle menti degli occidentali e ciò è successo in concomitanza con la fine del comunismo. Lo sappiamo, finita la guerra fredda con il pericolo bolscevico, si è dato il via a un’altra epoca di guerra fredda, con personaggi cambiati senza che il meccanismo sia cambiato.
    Lo so.
    Gli Illuminati giocano con l’umanità e muovono le loro pedine su un’immensa scacchiera. L’esito finale è che interi popoli si scannano e loro, i banchieri massoni ebrei si arricchiscono sempre più, in un modo o nell’altro.
    Lo sappiamo benissimo.
    Ma, se è sacrosanto ricercare la verità storica, non è accettabile commettere l’errore opposto, cioè negare in toto l’efferatezza del regime nazista. Se tu e Mincuo vedeste il film “Amen” (o se vi documentaste come credo stiate facendo) sapreste che, prima di far fuori gli ebrei, i nazisti hanno sterminato gli andicappati. Non mi verrai mica a dire che anche quelle morti sono state inventate dai sionisti?
    Per me il nemico dell’umanità sono i militari, di qualunque risma; per te e Mincuo sono i sionisti. Magari abbiamo ragione tutti!
    A proposito del giorno della memoria, sto portando avanti una discussione parallela con un certo Michele.
    Qui:

    http://www.ilgazzettino.it/articolo.php?id=178895&sez=LAPOSTADEILETTORI#IDX

  • mincuo:

    “Se penso che voi negazionisti……”

    Chi ti ha detto che sono Negazionista, primo. Mai detto io. Io anzi, ho sempre detto STORIA CLASSICA UFFICIALE. Duria non conosce però, manco una riga anzi, apparentemente.

    IO HO FATTO DUE DOMANDE PRECISE E BASTA, senza risposta.

    1) Perchè la storia propagandata è un cumulo di balle rispetto a QUELLA UFFICIALE, SCIENTIFICA. Duria, concentrati a fondo: UFFICIALE SCIENTIFICA.
    2) Perchè a differenza di OGNI ALTRO PERIODO è con censura e Tribunali che si risponde,
    invece che nelle università, e invece che con un dibattito aperto, NORMALE.
    Duria, concentrati a fondo: NORMALE.

    All’inizio facevo queste 2 domande pensando di parlare con una persona in buona fede, oltre che non con un ignorante totale oltrechè presupponente. Ma poi ho visto che il signor Duria fa il furbo, cambia sempre argomento, e insulta, non avendo proprio nient’altro, poveraccio. E quando appena parla di Shoah, che è una cosa seria, una tragedia, infila regolarmente, puntuale come un orologio svizzero, una serie di poponate. Questa dei forni è l’ultima, fresca di giornata. I forni stavano in tutti i campi, non solo quelli di sterminio. Erano fatti per cremare i cadaveri, singolarmente. E stavano anche in ogni città Tedesca, per cremare i cittadini morti, ed era anzi una precisa politica Nazista incoraggiare la cremazione, al posto della sepoltura. E i crematori stavano anche al fronte, quelli mobili, modello Kori, per la precisione, per cremare i soldati morti (trattati come cani quindi?). Infine le ceneri dei morti cremati dei campi vennero, finchè fu possibile, messe in urne singole e spedite ai familiari. E qui si vede uno dei tanti magazzini dei campi con queste urne http://image20.webshots.com/20/0/50/22/216205022bCFTQH_ph.jpg
    Non serve un pennivendolo ignorante alla Duria che produca invenzioni orrifiche, ce ne sono già a bizzeffe, stessa identica malafede, ma almeno con un minimo di conoscenze.
    La tragedia della Shoah non ha bisogno di cialtroni che illustrino una Shoah-Hollywood o una Shoah-psyco-sado-horror-fantasy. La quale irrita appunto parecchio proprio gli Storici Ufficiali per primi, e l’hanno anche detto più volte, e offende i sopravvissuti, per secondi.
    Ed era appunto la mia prima domanda. Inarrivabile si vede per le possibilità di Duria.
    La seconda è che io non sono d’accordo (e non da solo) che un fatto storico si trasformi in Dogma. Se tu dici 6 milioni o centomila o uno solo è lo stesso, io ribadisco che non è lo stesso, storicamente, e che appunto si ricerca continuamente e si stabiliscono i fatti con la miglior approssimazione possibile, aggiornando le conoscenze. Dov’è lo scandalo. Non è lo stesso che Stalin abbia sterminato 40 milioni di persone o 40.000 o 10.000, storicamente. La Storia e la ricerca serve appunto a precisare meglio possibile quanti, come, dove, quando e perchè. Storicamente non è quindi lo stesso, ma nemmeno simbolicamente è lo stesso, come il signor Duria sostiene, o fa finta di sostenere. Perchè 40 milioni è un “crimine unico” e anche un “criminale unico”, ma di diecimila sterminati e anche molti di più se ne trovano a pacchi nella storia, anche recente, e anche democraticissima.
    Due domande semplici ho fatto, io di kamikaze, di film, di militarismo, non ho mai parlato. D’altronde guardo anche con chi parlo. Il peggior militarismo fu quello Inglese, e anche la mia nipotina lo sa questo, ma sorprendentemente Duria non li annovera. Possedevano un quarto del mondo negli anni trenta e circa 500 milioni di persone soggiogate, signor Duria. Non solo offrendo il the e i pasticcini, però, o giocando a bridge e a cricket. Forse Walt Disney il filmetto relativo non te lo ha ancora prodotto, per cui non ti sei ancora formato la tua abituale cultura che ti ha permesso fin qui di distribuire tante perle.
    Intanto in attesa di Topolino e l’Impero Inglese se vuoi te lo guardi qui su una cartina geografica. http://en.wikipedia.org/wiki/File:The_British_Empire.png

  • Mincuo, tu non dovresti stare qui a combattere con una tastiera, ma dovresti arruolarti in qualche esercito. Cosa fai ancora qui???
    Vai, arruolati! Cosa aspetti?
    Fintanto che non allestiscono per te e i tuoi camerati un esercito di negazionisti o revisionisti, dovrai accontentarti di quello che c’è: che ne dici dell’Afghanistan? O preferisci il nord Africa? Lì avresti solo l’imbarazzo della scelta!

    Lo sai che la “netiquette” del web vieta le offese?
    Lo sai che le offese sono l’ultima risorsa di chi è a corto di argomenti?
    Lo sai che Lino Bottaro potrebbe censurare il tuo ultimo intervento?
    Lo sai che io potrei rispondere pan per focaccia, giocandomi per sempre la possibilità di collaborare con questo sito?

    Ma non succederà niente di tutto ciò. Io non replicherò alle tue offese. Ti dico solo che gli americani che hanno vinto non mi sono più simpatici dei tedeschi che hanno perso. E Stalin che ne ha ammazzati più di Hitler non mi è, per questo, più simpatico. Erano entrambi dei mostri pieni di sé e di inebriante potere. Erano figli del loro tempo, eletti dal popolo. Stalin ha studiato in seminario e scriveva poesie. Hitler dipingeva e amava cani e canarini. Eppure, si sono resi artefici di morte e distruzione.
    Scusa, sai, se non ho mai parlato dell’impero inglese. Pensavo che non ne fosse necessario, in un articolo che parla di Shoah. Magari ne parliamo un’altra volta.
    Forse, come dici tu, i forni nei campi servivano solo per i cadaveri, ma siccome ce n’erano tanti, di cadaveri, i tedeschi dovettero potenziarli. E chissà come mai c’erano così tanti cadaveri? Di sicuro i carcerieri non c’entravano, visto che si facevano in quattro per rendere il soggiorno piacevole, con tanto di piscina e bande musicali.
    Meglio che al Club Mediterranée!
    Mincuo, avrai anche ragione su tante cose, ma stai perdendo di vista il quadro generale.
    Ciao.

  • mincuo:

    Il signor Bottaro dovrebbe censurare chi si permette di dare del Nazista, amico dei Nazisti, negazionista ecc… Non che mi sia stupito, da un figuro simile. Comunque Signor Duria io sono soddisfatto. Una persona normale vede che ho posto 2 e solo 2 question, chiare, semplici alla portata anche di un Duria. Poi vede le risposte di Duria. Self explaining, direbbero gli Inglesi.
    Non occorre che parliamo d’altro, di Storia, intendo. Magari se avrò qualche dubbio su Harry Potter o Bibì e Bibò. Stia bene.

  • Bah! Anche tu non è che ci fai una gran bella figura!
    Insulti e fai il sarcastico.
    E’ questo il modo di fare ricerca storica? Ne dubito!
    Che tu sia un nazista, lo dicono le tue parole e non c’è bisogno che io te lo ricordi.
    Anch’io mi reputo anarchico e agnostico, ma sono solo etichette.
    Se ci potessimo frequentare di persona, io mi accorgerei che non sei così “cattivo” come sembri, e tu ti accorgeresti che io non sono così lontano dalle tue posizioni.
    Non a caso tengo OLOdogma tra i siti preferiti.
    Che ci vuoi fare? La vita e la mente umana sono così contorte che non hai idea.
    Grazie comunque.
    Ciao.
    :-)

  • mincuo:

    Bibì e Bibò. E calunnie. Uno Scalfari in sedicesimo, moralmente superiore. Già l’effetto suo era vagamente comico. Tirem innanz diceva quello. Abbia cura di sè.

  • Vedi Mincuo, tu evidentemente non hai ancora capito che oltre al linguaggio c’è il metalinguaggio e dalla tua aggressività verso chi non la pensa come te si capisce che sei un potenziale soldato.
    E’ mio dovere mettere in guardia chiunque verso atteggiamenti “fascisti” come il tuo, che sono il germe di qualcosa di molto più grave. E’ da come ti rapporti con gli altri che si capisce che sei un fautore del nazionalsocialismo, con tutte le sue storiche prepotenze.
    Io rabbrividisco.
    :-(

  • giorgio:

    @ roberto

    citazione:

    “Poi vorrei chiederti: chi ti dice che io accetto acriticamente la storia ufficiale? Non sono mica nato ieri! E sono due anni che vado di tanto in tanto su OLOdogma, per non parlare degli altri siti alternativi che mi hanno aperto gli occhi, primo tra tutti Luogo Comune.”

    Mi riferivo alla storia ufficiale dell’olocausto. Un crimine ha bisogno di prove certe, tanto più un crimine della portata della Shoah. Come ti è stato detto, le prove dei 6 milioni di ebrei morti con le metodologie che ci sono state raccontate non ci sono.
    Hai scritto un articolo dal titolo “Per non dimenticare di rifarlo” su un crimine che è stato costruito dalla propaganda sionista che se ne fotte della sofferenza degli ebrei, come se ne fotte della sofferenza dei palestinesi o di qualsiasi altro popolo.

    citazione:

    “Per me il nemico dell’umanità sono i militari, di qualunque risma; per te e Mincuo sono i sionisti.”

    Sì, per me il nemico è il Sionismo. Ma il Sionismo è un ideologia politica nata poco più di 100 anni fà che non ha nulla a che vedere con il Giudaismo, religione e tradizione millenaria. Il Sionismo non ha nulla a che fare con la razza o la religione. Bush, Obama, Sarkozy, Cameron, Merkel, Napolitano sono tutti sionisti, ma non sono ebrei.
    Il Sionismo fonda la sua ideologia su due capisaldi: la non-assimilabilità degli ebrei con gli altri popoli e la pretesa di vantare diritti sulla Palestina, in quanto, a loro dire, ci avrebbero vissuto 2000 anni fà. Capisci che sono i sionisti stessi che si auto-proclamano difensori degli ebrei a sostenere (e vantare) differenze razziali.
    A mio avviso, si sostiene il Sionismo esclusivamente per i vantaggi politico-economici che derivano dal controllo su una regione strategicamente importante come il Medio Oriente.

    Posso farti una domanda io ora?
    Perchè hai scelto di scrivere un articolo sull’olocausto ebraico e non, ad esempio, sull’olocausto iracheno con l’uranio impoverito o su quello vietnamita-laotiano-cambogiano con la diossina o sulla Nakba palestinese? Dopotutto ogni anno viene celebrato sia il giorno della memoria che la nascita d’Israele, ma non ricordo nessuna celebrazione a livello mondiale o nazionale di questi altri eventi altrettanto tragici.

  • Rispondo subito, Giorgio, alla tua gentile domanda. Ho scritto un articolo sull’Olocausto in concomitanza del 27 gennaio perché è un ottimo paradigma con l’olocausto degli animali perpetrato quotidianamente dagli esseri umani, ebrei o gentili che siano.
    L’ho scritto perché già esiste un testo che dovresti leggere dal titolo “Un’eterna Treblinka”, di Charles Patterson, che mi sono riletto prima di accingermi a scrivere l’articolo e che mette in chiaro il parallelismo tra ciò che i nazisti hanno fatto ad ebrei e ad altre etnie con ciò che noi tutti facciano agli altri animali.
    Ammetto che della storia dell’Olocausto ne so di più delle stragi da te menzionate e che, per esempio, della Cambogia ho letto solo la Storia di “Pew bambina cambogiana”. Ma non è colpa mia se siamo geograficamente, tradizionalmente e storicamente più vicini ai nostri cugini ebrei che non ai cambogiani. Almeno questo me lo accorderai.
    Quello che a me interessa evidenziare, anche se talvolta faccio arrabbiare negazionisti e revisionisti (per chi ha voglia di litigare tutte le mosche sono elefanti), è che se ci esercitiamo quotidianamente con gli animali, di Olocausti come quello, inventato o meno che sia, avvenuto 70 anni fa, ce ne saranno ancora. Ecco perché ho messo (di rifarlo) tra parentesi, perché il giorno della memoria paradossalmente serve a ricordarci quanto siamo cattivi con i deboli, con coloro che sono alla nostra mercé. In primis gli animali.
    E la storia si ripeterà, se non ci sforziamo di affrontare un netto cambio di rotta in senso morale ed etico.
    Ciao e grazie.

  • Paolo:

    Roberto Duria, perchè non rispondi alle domande di mincuo? Te lo dico io se vuoi: perchè sono domande senza risposta. Punto.

    Bravo mincuo, hai tenuto lo scontro benissimo e ne sei uscito vincitore!

  • Paolo, non mi ero accorto di aver ingaggiato singolar tenzone con Mincuo.
    Se a certe domande non ho risposto, è forse perché non sapevo cosa rispondere. Nessuno nasce con la scienza infusa.
    Mi pare che tu sia uno di quelli che cercano solo la rissa. “Mi no sogo”, dicono in Veneto (traduzione: io non gioco).
    A me non piacciono le aspre contrapposizioni e se mi accorgo che una cosa è falsa, mentre tutti dicono che sia vera, sono il primo a cambiare opinione.
    Ma non è che si possa fare al primo alito di vento. Ci vuole ponderazione e piedi di piombo.
    Ieri, per farti un esempio, mi sono visto il primo di questi filmati:

    http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=3938

    E l’ho trovato interessantissimo!
    Non ho ancora visto il secondo per mancanza di tempo. Quindi, non pensare sempre male. Può essere che il sottoscritto, come anche tanti altri ricercatori di verità, non abbia ancora avuto il tempo di esaminare una faccenda così complessa come l’Olocausto.
    Tu e Mincuo lo fate perché tale argomento è in cima ai vostri interessi, ma io ne ho altri, in cima. E comunque, cerco di tenermi informato, possibilmente se vengo avvicinato da gente educata e non da fanatici militanti cafoni.
    Non so se mi spiego.
    Ciao e grazie.

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