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Articolo di Fabio de Fina * www.effedieffe.com

Gli articoli di Blondet, quelli di Copertino e di altri autori, le nostre traduzioni, i brillantissimi commenti di tanti lettori, hanno sviscerato a fondo, dal punto di vista cronachistico ed interpretativo, quanto accaduto nel nostro Paese e cioè il secondo colpo di Stato, dopo quello di Scalfaro del 1994, nell’Italia democratica nata dalla Resistenza. Purtroppo la gran parte della popolazione, del tutto plagiata dai media e corrotta in profondità nei costumi – e quindi disinteressata al bene comune – non ha percepito questo regime change, anzi è probabile che in maggioranza veda di buon occhio la soluzione Monti, che gode peraltro di una fiducia e di un consenso plebiscitari, come non si era mai visto dal dopoguerra, grazie all’appoggio dei poteri forti; se qualche milione di persone fosse consapevole di quanto è realmente avvenuto, come lo sono i lettori di Effedieffe, ci sarebbero le barricate per le strade.

La resa di Berlusconi

Berlusconi, espropriato per la seconda volta di un suo governo eletto dal popolo (1), non ha reagito minimamente; d’accordo, la maggioranza, che aveva perso pezzi già un anno prima, con il tradimento di Fini, a cui però Berlusconi aveva posto rimedio, si sfaldava un’altra volta, irrimediabilmente (2).

Cosa avrebbe potuto fare Berlusconi?

- In primis non appoggiare in Parlamento il governo dell’alta finanza mondialista, lasciando così Napolitano e i portaborse della sinistra-centro da soli a sostenere Monti (al potere, di fatto, chi aveva perso, all’opposizione chi aveva vinto).

- A quel punto una richiesta decisa di elezioni sarebbe stata più che legittima; con nuove elezioni

Berlusconi avrebbe potuto vincere, risolvendo così i suoi problemi; perdendo, come probabile, avrebbe almeno accollato alla sinistra-centro la titolarità del massacro sociale che ci stanno preparando.

Perché Berlusconi appoggia Monti?

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- Perché è complice? Non lo credo, altrimenti non avrebbe subìto anni di persecuzioni giudiziarie (3), fiscali, politiche, mediatiche; e poi, se fosse stato omogeneo al progetto in atto, perché sostituirlo? Se è vero che la Merkel ne ha chiesto la sostituzione a Napolitano ciò non fa che confermare la scarsa fiducia degli sponsor del Nuovo Ordine Mondiale nei confronti di Berlusconi. Blondet, in un articolo pubblicato sul giornale tempo fa, tracciava la storia della Merkel: probabile ebrea – Merkel è il cognome del primo marito –, agente Stasi prima dell’‘89, dopo la caduta del muro sùbito segretario di un prima inesistente Partito Democristiano della Germania est, poi addirittura segretario della Democrazia Cristiana tedesca. Ogni tanto costei deve fingere di fare gli interessi di quelli che governa.

- Perché sono stati ricattati/minacciati lui, la sua famiglia, le sue attività (4)? Molto probabile.

Ha messo comunque i suoi interessi personali davanti a quelli del Paese, come avrebbe fatto la quasi totalità degli italiani; Berlusconi non è Garcia Moreno (5).

Il governo Monti

Dopo la grottesca – e dannosa per la sua immagine (6) – investitura a senatore a vita, da parte di Napolitano (7) Monti, mai eletto, sempre cooptato, creava il governo dell’alta finanza, finalizzato a saccheggiare l’Italia di quel poco che resta: il risparmio degli italiani (tuttora cospicuo) le poche aziende pubbliche rimaste, l’oro, i migliori immobili, probabilmente le opere d’arte (sul modello delle orde napoleoniche; ma soprattutto, per stare a tempi recenti, sul modello delle razzie nei musei iracheni durante la seconda aggressione a Saddam; gli usraeliani sono sempre stati appassionati del settore).

È assurdo che il nostro Paese debba essere distrutto perché non ha la sovranità monetaria, perché  deve pagare interessi usurari su debiti, contratti dai nostri politici, che non hanno prodotto nessun beneficio per la popolazione; una classe politica forse tra le più stupide ed inutili del pianeta, oggi commissariata, ma pur sempre strapagata. La BCE, nemica dell’Europa, presta alle banche, invece che agli Stati, denaro all’1%. Gli Stati devono approvvigionarsi presso le banche al 6/7%. È evidente l’intento punitivo; i soldi, carta fasulla, costoro li fabbricano; quello che vogliono sono le nostre ricchezze, reali, non ancora in loro possesso.

Dell’integerrimo Monti si sa che, rettore della Bocconi, veniva indicato come candidato italiano per la nomina a commissario europeo nel 1994 dal governo Berlusconi I, assieme alla radicale Emma Bonino. Jacques Santer, presidente della Commissione, gli assegnava le deleghe a Mercato Interno, Servizi Finanziari e Integrazione Finanziaria, Fiscalità ed Unione Doganale. Nel 1999 la Commissione Santer si dimetteva in blocco, a causa di uno scandalo legato a cattive pratiche di gestione ed amministrazione da parte di alcuni commissari, ma Mario Monti non era coinvolto…; veniva nello stesso anno reinserito nel suo ruolo da D’alema.

Di una delle star del neogoverno, Corrado Passera, ricordavo un articolo, scritto da Gigi Moncalvo su La Padania del 2003, che raccontava fatti non chiari avvenuti quando Passera dirigeva Poste Italiane. L’articolo su internet non risultava rintracciabile; presso la sede della Padania, da me interpellata, l’argomento è proibito per timore di rappresaglie; un lettore che, bontà sua, aveva una collezione cartacea della Padania me ne forniva una copia.

[Qualche domandina per Passera & Bazoli (pdf) | Replica di Passera (pdf)]

Come mai un Corrado Passera lascia Intesa San Paolo ed uno stipendio di 3,8 milioni di euro annui per un posto di ministro? Che garanzie ha avuto, non sembrando, visto il suo livello rispetto ai nostri miserabili politici, un uomo che si metta in discussione con volgari elezioni?

Ora si pone il problema, per noi animali parlanti, di sopravvivere a questa feroce dittatura, considerando che siamo privi di rappresentanti politici che organizzino la rabbia latente presente in larghi strati della società, e che, probabilmente, almeno nei progetti dei vincitori, non voteremo più.

Possibili alternative

La Lega e Forza Nuova sono, almeno nelle aspettative di tanti, possibili oppositori.

Forza Nuova ha un valido leader, Roberto Fiore, ancora relativamente giovane (1958), intelligente, colto, arguto, con grande energia fisica, 11 figli (di cui uno seminarista, tutti dall’unica moglie) cattolico praticante, con una storia imprenditoriale di prim’ordine, esperienza politica, quasi quarantennale, intesa come missione, non nel senso castarolo odierno, con una conoscenza perfetta dell’inglese e dello spagnolo.

Il suo lato negativo è che non riesce o non vuole liberarsi dall’etichetta di neofascista, in Italia una tara insuperabile per chi vuol fare politica (il successo di Berlusconi e di Bossi è stato possibile perché nessuno ha mai potuto criminalizzarli in questo senso).

66 anni di martellamento, dalla scuola materna fino all’università, nel cinema, nella televisione, nella cultura, nel mondo del lavoro, persino nella Chiesa, oltretutto grande beneficiaria della politica fascista, la già menzionata  profonda corruzione nei costumi, non potevano non sortire effetti.

I principali contenuti del fascismo sono – forse – ancora percepiti positivamente da una risicata maggioranza, se per contenuti si intendono quelli tradizionali di sempre, cioè la religione – cattolica –, la famiglia, la patria, la difesa della nostra civiltà trimillenaria. La forma, l’estetica, la liturgia sono, invece, rigettate, dal 99,50% degli italiani, impedendo così la veicolazione di princìpi molto più condivisi. Un leader politico dovrebbe tenerne conto. Oltretutto oggi parteggiare per il fascismo è quasi come parteggiare per Antonio invece che per Ottaviano, o viceversa.

Tutte le componenti che hanno concorso alla nascita del fascismo (reazione alla violenza bolscevica, vittoria tradita, fortissimo spirito nazionalista erede del Romanticismo ottocentesco, base di reclutamento amplissima dovuta alla smobilitazione di milioni tra soldati ed ufficiali) oggi sono assenti. Al contrario una destra si deve confrontare con temi nuovi, assenti nel primo dopoguerra, quali il divorzio, l’aborto, la droga, l’omosessualità, la società multirazziale, la persecuzione fiscale, il prossimo avvento del Nuovo Ordine Mondiale.

Cosa dovrebbe fare pertanto Fiore? Consegnare il fascismo agli storici e fondare un partito cattolico.

Quanto alla Lega la classe dirigente è del tutto inadeguata, soprattutto a causa della formazione sovversiva di Bossi, padrone assoluto che ha sempre gestito la Lega in modo verticistico, al di là delle dichiarazioni verbali di democrazia, sull’esempio dei partiti rivoluzionari, con pieni poteri e un piccolo nucleo centrale che avvalla ogni scelta, mantenendo all’interno l’incertezza di ogni posizione raggiunta.

Agli inizi della sua attività politica gli amici di Bossi infatti erano:

Bruno Salvadori, dell’Union Valdotaine il maitre a penser che lo convinse che il modo migliore per combattere il sistema era quello di disintegrare il centralismo statale, sostituendolo col regionalismo federale;

Roberto Gremmo, fondatore del Marp, ebreo, collaboratore del Centro documentazione comunità ebraica, un passato di maoista;

Gipo Farassino, ex comunista, fondatore di Piemont;

Roberto Somaglia, repubblicano;

Manlio Cecovini, massone legato al Rito Scozzese statunitense e capo della vecchia lista autonomista di Trieste il Melone.

Gustavo Buratti, valdese.

Gli elettori invece hanno aspirazioni condivisibili:

- ribellione alla meridionalizzazione della politica italiana, intesa come incapacità, inefficienza, spreco, assistenzialismo clientelare, corruzione, rappresentanza di torbidi interessi mafiosi.

- lotta alla persecuzione fiscale

- protesta contro la demagogica ed indiscriminata accoglienza degli immigrati.

- problema della delinquenza.

L’idea portante della Lega è il federalismo, distruttore dello Stato nazionale. Chi vuole l’indebolimento e/o la disgregazione degli Stati nazionali, il federalismo al contrario? La simpatia per separatismi, regionalismi, ha radici nel passato.

L’OSS (la futura CIA) finanziò il Movimento Indipendentista Siciliano di Finocchiaro Aprile; nei programmi del Partito d’Azione, il più vicino agli ambienti americani c’era la divisione dell’Italia in regioni, così come volle ed ottenne poi Ugo La Malfa; tra i fondatori del Partito d’Azione c’era anche Emilio Lussu, figura eminente del separatismo sardo. Al disegno soprannazionale, finalizzato a cancellare la nozione di sovranità degli Stati nazionali, dedicava tutta la sua vita Jean Monnet, padre spirituale dell’Europa d’oggi.

In attesa di un governo mondiale, un unico Stato plasmato sui bisogni della finanza mondiale, gli Stati nazionali vanno indeboliti e delegittimati con richieste sempre più pressanti di autonomie locali. Edmund De Rothschild sosteneva: «La struttura che deve essere distrutta è quella della nazione».

Non si contano i lamenti contro il «disordine» provocato dalle «tendenze protezionistiche» generate dalla «anacronistica» persistenza delle sovranità nazionali. Ciò perchè l’istituzione di un unico mercato mondiale resta l’obiettivo primario dell’oligarchia. Si tratta di creare lo spazio necessario alle operazioni delle multinazionali: quelle imprese, come ha spiegato George Ball (fondatore del CFR, banchiere della Kuhn & Loeb, ex sottosegretario di Stato) «impegnate a estrarre le materie prime da un gruppo di Paesi, a trasformarle in beni industriali usando la manodopera e gli impianti di un altro gruppo di Paesi, e a vendere i prodotti in una altro gruppo ancora… profittando delle comunicazioni istantanee, dei trasporti rapidi, dei computer, delle tecniche moderne di managementI confini politici degli Stati-nazione sono troppo ristretti per contenere le attività del moderno business»; l’ostacolo a questo progetto mostruoso sono le comunità nazionali, le patrie organizzate politicamente: gli Stati nazionali. Sono federalisti Pannella e la Bonino.

Anche adesso, al di là di chiacchiere demagogiche di protesta, cosa sta facendo la Lega?

Visto che nessun politico negozierebbe, del debito, almeno gli interessi usurari, pur pagando il capitale (carta straccia creata dal nulla) possiamo, in attesa del leader che si faccia carico di una lotta organizzata, opporci, singolarmente, al governo Monti. È molto difficile perché la popolazione, oltre che malata nell’animo è ormai minata in buona parte anche nel fisico (consumo di droghe, di alcol, di farmaci dannosi, sesso sfrenato, alimentazione nociva, vita sregolata, donne devastate da aborti e anticoncezionali).

Monti vuole le ricchezze del nostro Paese per trasferirle ai suoi referenti internazionali; cerchiamo di sottrargliene almeno in parte, ritirando, un po’ per volta, i nostri risparmi dalle banche.

Questa organizzazione delinquenziale va senza dubbio eliminata (ci spiace per i dipendenti di banca). I ricchi emolumenti del management sono soldi sottratti ai risparmiatori. I risparmi prelevati andrebbero almeno in parte spesi per acquistare quello che ci serve, in modo da non paralizzare il Paese con il blocco dei consumi, anche perché potrebbero gettarci addosso un’inflazione da Repubblica di Weimar quando, nel 1923, un dollaro americano comprava 4.200 miliardi di marchi, e per comperare un chilo di pane ci voleva più di un chilo di banconote.

Nel 2011 abbiamo conosciuto una persona, di livello, non uno sprovveduto, che ha perso 400.000 euro perché convinto da un promotore ad investire in titoli greci; quest’ultima è un’altra categoria che farebbe bene a scomparire. A parte la generalizzata incompetenza, i lauti guadagni di costoro, soprattutto del passato, provenivano in gran parte da continue movimentazioni, quasi sempre inutili, del portafoglio clienti. Adesso, grande scoperta, consigliano l’acquisto di oro. Ma l’oro poi, in caso di necessità, bisogna venderlo, e non è commestibile.

Chi non ha risparmi, ma debiti, patteggi con banche e finanziarie la restituzione del capitale e degli interessi legali. Vi metteranno in qualche lista nera? Pazienza; se vi sono inserite milioni di persone il danno di immagine è nullo. Tanto sappiamo che le banche non prestano più niente a nessuno e la segnalazione vanificherebbe solo una eventuale nuova richiesta di finanziamenti.

Molti lettori auspicano il cosiddetto sciopero fiscale. Le tasse ingiuste che imporrà Monti, tipo ICI, vanno rigettate; non si può però arrivare ad un rifiuto totale di dare soldi allo Stato perché quelli che ci governano sono talmente risoluti e privi di scrupoli morali che non pagherebbero più pensioni o sanità piuttosto che non pagare le grandi banche internazionali; di sicuro non rinuncerebbero a nessuno dei benefici di cui godono a spese degli italiani.

Gli scenari rischiano di diventare apocalittici, tipo Terminator; droni, perfezionati rispetto agli attuali, gireranno per i cieli sciogliendo ogni assembramento, supportati a terra dall’inquietante EUROGENDFOR, Polizia europea  svincolata dal controllo del governo e del parlamento nazionali, che gode di una totale immunità: inviolabili i locali, i beni e gli archivi; le comunicazioni non possono essere intercettate; i danni a proprietà o persone non possono essere indennizzati; i gendarmi non possono essere messi sotto inchiesta dalla giustizia dei Paesi ospitanti. Una serie di privilegi inconcepibili in uno Stato di diritto. Può darsi che rimpiangeremo Monti, il Kerensky della situazione, che svolto il suo compito sarà sostituito da qualcuno ancora più vicino al centro di potere.

Potrebbe essere una soluzione organizzarsi in piccole comunità omogenee, dove siano in comune competenze diversificate e risorse vitali quali l’acqua, che potrebbe tra un po’ diventare onerosa come il Barolo, l’energia elettrica e una presumibilmente necessaria autodifesa, un po’ come avvenne all’inizio del periodo feudale. Soprattutto è però fondamentale il costante rapporto con la Chiesa, dispensatrice di grazie infinite e la continua preghiera.

Da parte nostra (EFFEDIEFFE) andiamo avanti, da oltre 7 anni, ad informare, col giornale, e a formare, con lo shop librario, e di ciò ringraziamo Dio – oltre che i lettori – perché il pesantissimo lavoro di routine, gestionale, informatico, amministrativo, relazionale è superiore ai nostri modesti meriti e alle nostre limitate capacità.

Fabio de Fina

 



1
) La prassi di non ricorrere al voto alla caduta di un governo – e di formarne uno nuovo non eletto – non si era mai verificata nella repubblica, se non nei confronti di Berlusconi.
2
) Ma chi seleziona i candidati, almeno quelli che fanno riferimento a Berlusconi? In base a quali criteri? Capiamo il criterio se si tratta di donne; ma per gli uomini l’arruolamento non dovrebbe essere come quello dei calciatori. Sarebbe necessaria una lunga intervista, per verificare in profondità le tendenze, le idee e la storia personale dell’aspirante politico.
3
) 103 processi, 2.500 udienze, 530 perquisizioni…
4
) Un avvertimento c’era stato in attesa delle effettive dimissioni di Berlusconi, quando il titolo Mediaset perdeva il 13,5%, in fumo 410 milioni di euro, con danno per la famiglia di 160 milioni di euro. A luglio 2011 c’era stata la sentenza che condannava Berlusconi a pagare allo svizzero De Benedetti lo spropositato indenizzo di 560 milioni di euro per il lodo Mondadori.
5
) Gabriel García Moreno nacque a Guayaquil (Equador) nel 1821, studiò a Parigi e fu poi nominato rettore dell’Università di Quito; dominò la vita dell’Ecuador, essendo capo del partito dei conservatori cattolici intransigenti. Eletto presidente della repubblica (1861-1865) promulgò nello stesso anno una Costituzione che istituiva il suffragio universale. Nel 1863 firmò col Vaticano un Concordato; instaurò un regime teocratico, soppresse la libertà di stampa, riservò l’insegnamento alle Congregazioni religiose, specie ai Gesuiti, affidò l’amministrazione della giustizia alle autorità ecclesiastiche e infine consacrò l’Ecuador al Sacro Cuore di Gesù. Ritornato al potere nel 1869, promulgò una nuova Costituzione, ma nonostante un’amministrazione fiscale abile e prosperosa, entrò in contrasto con l’opposizione liberale (accentuatamente anticlericale). Governò l’Ecuador fino all’agosto 1875, quando fu assassinato.
6
) Con la nomina, a parte l’ennesimo emolumento, di cui crediamo però non avesse bisogno, Monti entrava a far parte della casta dei politici.
7
) Oltre ai trascorsi prima fascisti, poi comunisti/stalinisti, sempre però con aperture verso gli USA, il personaggio Napolitano è ben descritto dal video qui allegato, titolato Napolitano eurodeputato tallonato da TV tedesca su rimborsi, mai passato su nessuna televisione italiana:

Vero principe dei castaroli.

Un Commento a “Niente oro alla patria”

  • Gerog:

    Berlusconi è una marionetta e, come tale, esegue quanto gli viene ordinato. Oggi come nel 1994.
    Pena la privazione di tutti i privilegi che gli sono stati concessi in cambio della sua sudditanza.

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