Il primo febbraio è iniziato a Palermo il processo contro la strage di Ustica, avvenuta trentadue anni fa e che causò la morte degli 81 passeggeri di un aereo civile. Sembra che ci sia un nesso tra quella strage e il disastro di Ramstein, avvenuto otto anni dopo. Com’è noto, durante un’esibizione delle Frecce Tricolori, oltre a 67 spettatori, morirono tre piloti della Pattuglia Acrobatica Nazionale, tra cui il Nutarelli e il Naldini, che avevano lanciato un allarme generale la notte del disastro dell’Itavia. Il Nutarelli, due settimane dopo l’esibizione di Ramstein, avrebbe dovuto testimoniare di fronte al giudice Rosario Priore, che gli avrebbe chiesto perché aveva lanciato un allarme mentre faceva un volo d’esercitazione lungo la rotta del DC9 dell’Itavia.
Che l’aereo passeggeri sia stato abbattuto nel corso di un combattimento aereo è ormai assodato e la morte di un testimone scomodo, che avrebbe potuto rivelare dettagli imbarazzanti, rientra nel più classico modus operandi della mafia, dei servizi segreti e, a questo punto, possiamo dire anche dello Stato italiano, poiché le differenze tra questi tre organismi si fanno sempre più sfumate.
Ad avanzare l’ipotesi che l’aereo del tenente colonnello Ivo Nutarelli fosse stato sabotato prima dello spettacolo di Ramstein è l’aeronautica militare tedesca, il che è tutto dire. Se confrontiamo questo fatto con il comportamento della nostra aeronautica militare, che ha mirato sempre ad insabbiare e depistare, ci rendiamo conto non solo di che tempra sono fatti i tedeschi, ma anche che gli italiani sono un popolo che si presta facilmente a intrighi, cospirazioni e giochetti rosacrociani vari. Non che i crucchi siano esenti dalle cospirazioni massoniche, ma in fatto di scienza, tecnica e verifiche d’incidenti forse sono un tantino più avanti di noi.
Del resto, è del tutto verosimile che i servizi segreti, anziché operare per il bene della Patria, lavorino a beneficio di alti dignitari e oligarchie più o meno occulte. E’ il loro mestiere e se riescono a farlo usufruendo del denaro dei gonzi contribuenti, tanto meglio!
Dopo il colpo di stato del massone Mario Monti, si sta notando non solo un giro di vite ad opera della Guardia di Finanza sul rilascio degli scontrini fiscali da parte degli esercenti pubblici, ma anche una criminalizzazione degli evasori fiscali. La Sinistra italiana da molto tempo aveva preso come bersaglio gli evasori, additandoli al pubblico ludibrio come parassiti e questo testimonia a favore del fatto che la Sinistra è, al pari della Destra, uno strumento nelle mani dei poteri forti internazionali.
Cadute le apparenti differenze tra compagni e camerati, assistiamo ad un ulteriore passo verso il Nuovo Ordine Mondiale, in cui un’oligarchia ricchissima e potentissima se la vedrà con enormi masse amorfe e anonime di lavoratori-schiavi, che dovranno solo chinare il capo e pagare senza battere ciglio. In altre parole, l’élite massonica che da sempre comanda il mondo sta venendo piano piano allo scoperto.
E nel frattempo dà mandato ai propri sgherri di commettere crimini di varia natura e vasta portata, avvalendosi da una parte della buona fede della maggioranza della popolazione e dall’altra della verosimiglianza dei disastri artificiali con analoghi disastri naturali.
Così, i terremoti causati da macchine potenti potranno essere scambiati per eventi naturali. Le alluvioni causate dall’irrorazione di sostanze chimiche in atmosfera potranno essere scambiate per alluvioni naturali. L’incidente di una nave traghetto mandata di proposito sugli scogli potrà essere scambiato per un errore umano e due grattacieli colpiti da altrettanti aerei di linea potranno essere scambiati per atti terroristici compiuti da una fantomatica organizzazione araba.
Per un DC9 che esplode in volo si potrà avanzare l’ipotesi di una bomba a bordo, messa da non meglio identificati terroristi che, ancora prima dell’Undici Settembre, avevano la stessa funzione politica che in cucina ha il prezzemolo: sta bene dappertutto!
Se solo fossero più credibili, i depistatori accuserebbero gli UFO di provocare incidenti aerei, ma con i terroristi si va sul sicuro, vista l’intrinseca malvagità della razza umana.
Ma i cieli sono frequentati anche da altri inquilini, che li bazzicavano ancora prima che Leonardo da Vinci cominciasse a studiare il loro volo. C’è voluto qualche secolo, da quando lo scienziato toscano ne studiava i movimenti, ma alla fine siamo diventati padroni anche del cielo. E per gli uccelli sono cominciati i guai.
Come una metastasi cancerogena, dal suolo siamo passati all’aria e agli oceani, sia sotto che sopra la superficie e abbiamo mandato i nostri sommergibili atomici anche sotto la calotta di ghiaccio dell’Artico.
Il primo impatto documentato tra un uccello in volo e un aereo risale al 1908. Da allora è stata tutta un’escalation di interferenze
nella loro vita. Nessuno si è mai preso la briga di contare gli uccelli abbattuti nei cosiddetti birdstrike, ma dei morti umani, quasi una specie di Nemesi, si sa che, nei soli USA, sono stati 47 dal 1912 al 2004, fra i civili, e 70 dal 1950 al 2002, fra i militari.
Come meccanismo psicologico, posti di fronte ad un determinato problema, in questo caso gli impatti tra uccelli e aerei, abbiamo differenti modi di vedere le cose. Se paragoniamo la quantità di uccelli uccisi dai cacciatori in confronto a quella uccisa dai velivoli, dobbiamo ammettere che le morti causate da questi ultimi sono quasi insignificanti, anche perché dietro la doppietta c’è la volontà di uccidere, mentre in chi siede al posto di guida dell’aereo no. Ma, se fossimo cacciatori troveremmo sicuramente una scusa per rendere nobile e necessaria la nostra attività.
Se volessimo confrontare gli aerei di linea con quelli da guerra, dovremmo concludere che, siccome le guerre non le vuole nessuno, dei caccia e dei bombardieri facciamo volentieri a meno. Ma, se fossimo piloti dell’aeronautica militare troveremmo sicuramente una scusa per rendere nobile e necessaria la nostra attività.
Se volessimo puntare il nostro indice accusatore contro lo stile di vita frenetico di milioni di occidentali ricchi, dovremmo suggerire che spostarsi da un capo del mondo all’altro in nave si può fare meglio e bene, con solo lo svantaggio di metterci più tempo. Ma, se fossimo dipendenti di qualche compagnia aerea troveremmo sicuramente una scusa per rendere nobile e necessaria la nostra attività.
E via avanti, in un carosello di autogiustificazioni che non ci porterebbe da nessuna parte.
Nessuno farà mai un passo indietro. Gli uccelli continueranno a morire per mano dei cacciatori e degli aeromobili. Gli aerei militari continueranno a fare le loro incursioni mirate in territorio nemico e a rilasciare nell’atmosfera sostanze tossiche, come ordinatogli dall’élite mondialista.
E le guerre continueranno ad essere doviziosamente realizzate.
Almeno fino al giorno in cui di kerosene non ce ne sarà più e gli aerei, civili e militari, resteranno a terra. Con grande gioia di gabbiani, piccioni e cicogne che potranno riappropriarsi dei loro spazi, per troppo tempo arbitrariamente invasi.
































Peccato. L’articolo era iniziato molto bene, contrariamente al solito, e stavo rallegrandomi per la lucidità dell’analisi degna di un Franceschetti.
Ma poi, purtroppo, lo scritto ripiomba nella solita noiosa solfa sugli uccellini…. e basta co sta storia!
Collinitus, dipende solo dal fatto che non sei mai stato educato a considerare con rispetto gli animali e i loro diritti civili, da sempre calpestati.
A questo serve un articolo del genere: a colmare gravi lacune etiche nella società.
Pensaci!
Gli aerei nelle foto sarebbero fatti dello stesso materiale di quelli che hanno sfondato le torri gemelle?
Lexicondevil, capisco il senso della tua domanda. Non sono ingegnere aeronautico, ma per me è ovvio che i due aerei che si sono schiantati contro le torri gemelle non sono potuti entrare dentro la struttura di cemento.
L’idea che mi sono fatto è che fossero telecomandati e che siano andati a schiantarsi nel punto esatto in cui erano state messe delle cariche, che sono esplose nel momento dell’impatto. C’era un’apparecchiatura elettronica che attirava gli aerei esattamente in quel punto. Non credo che a bordo ci fosse nessuno.
Anche se al momento attuale non c’è nulla di preciso, arriverà il momento in cui sapremo la verità. Basta aspettare.
Condivido assolutamente l´ipotesi di Duria. Tutti gli aerei implicati nel maledetto 11 settembre erano telecomandati. Infatti soltanto con la perfetta coordinazione a distanza , gli eventi hanno potuto verificarsi seguendo minuziosamente uno schema logico programmato a priori in ogni dettaglio.
Non sapevo che i tedeschi avessero compiuto dei rilievi e avessero ipotizzato il sabotaggio..
Grazie Roberto
E sabato ho saputo che lo psicologo delle Frecce Tricolori, colui che raccoglieva le confidenze dei piloti, a un certo punto preferì dimettersi dall’incarico e intraprendere la carriera del dentista, sua originaria professione.
Fu trovato impiccato a un termosifone, a Udine, e la magistratura archiviò il caso come….suicidio.
Ne aveva parlato anche Franceschetti che, in quanto avvocato, considerava quell’archiviazione alquanto sospetta, poiché è praticamente impossibile impiccarsi a un radiatore domestico.
Quindi a perforare i muri di cemento armato del Pentagono è stato un gabbiano.
Non è stato un gabbiano e neanche la slitta di Babbo Natale, ma un missile teleguidato.
@Roberto Duria : non voglio entrare in polemica sulla questione Plane, No Plane ma credo sia abbastanza evidente che se uno studia un po la fisica dell impatto si rende conto che l’aereo mai potrebbe entrare nelle torri semmai spiaccicarsi e cadere giù , ma a parte questo, la cosa che più mi ha stupito nella questione degli schianti aerei è che non esiste un video con una risoluzione degna di questo nome , quelli che abbiamo sembrano veramente spezzoni presi da videogiochi , e li c’era la miglior tecnologia di ripresa video a riprendere il grande spettacolo del 2 impatto.
Secondo me gli aerei che hanno impattato contro le torri gemelle erano reali, probabilmente vuoti, e i loro frantumi, in parte entrati in parte no, si sono fusi insieme al resto del materiale della struttura (cemento, acciaio, ecc.) grazie alla nanotermite che sviluppa altissime temperature.