Una domanda si impone ma quanti milioni di euro si son fatti fuori i politici di ogni partito?
La vicenda di Lusi è l’ennesima campana a morto per i politicanti. E a cascare dalle nuvole, come Cicciobello, si fa solo aumentare la rabbia

Il giorno che la procura della Repubblica di Milano, nella persona del pubblico ministero Tonino Di Pietro, agguantò il primo socialista ladro, Mario Chiesa, il patron della Baggina, vi ricordate ciò che proclamò Bettino? Spiegò che si trattava di un mariuolo isolato, un singola mela marcia capitata nel cesto delle mele sane. Era il febbraio 1992. Fu allora che iniziò a soffiare la bufera di Mani pulite e venne alla luce l’enorme verminaio di Tangentopoli. Non immagino che seguiti abbia la storia del tesoriere della Margherita. Ma so per certo che è l’ennesima campana a morto per i partiti italiani. Stiamo scrivendo sino alla nausea che l’antipolitica sta dilagando. Però lo facciamo dall’interno delle redazioni dei giornali. Senza mettere la testa fuori dal buco per dare un’occhiata a quanto accade all’esterno dei nostri bunker di carta stampata. A me capita di farlo, perché non ho più l’obbligo di stare in redazione. E quel che vedo e ascolto, nel piccolo centro dove vivo, comincia a incutermi un terrore profondo.
L’uomo della strada, l’italiano medio e senza potere, odia i politici. Li considera fannulloni, ladri, parassiti della società alla quale succhiano il sangue. Non li sopporta più e sarebbe pronto a pagare chiunque sia in grado di sopprimerli. Considera tutti i partiti dei clan mafiosi. Giudica il Parlamento un ente inutile che andrebbe cancellato. Qualcuno comincia a domandarsi se non esista qualche forza esterna in grado di disfarsene.
Nella Prima Repubblica si parlava spesso di un colpo di Stato. Soprattutto le sinistre lo temevano, pensando che il rischio venisse dal versante di destra della Democrazia cristiana o da qualche settore dell’Arma dei carabinieri. In realtà era un timore infondato perché non accadde mai nulla di serio. Allorché entrarono in scena le Brigate rosse, una quota consistente di italiani sperò che Curcio e compagni prendessero di mira la partitocrazia nostrana. Non è vero che, quando le Br rapirono e uccisero Aldo Moro, l’Italia intera pianse sulla sorte del leader democristiano. Una parte del Paese, insondata dai media, pensò che Moro avesse ricevuto quel che meritava. E si augurò che la stessa fine venisse riservata a un big della sinistra. Per esempio, a Enrico Berlinguer, considerato il complice di Moro nella politica del compromesso storico.
Oggi le Br sono morte e sepolte, per fortuna. E in Italia non s’intravede nessuno in grado di mettere fuori gioco i partiti. A parte un governo europeo che molti cominciano a considerare un’opportunità per legare le mani alla Casta nostrana. In compenso sono le parrocchie politiche a lavorare contro se stesse. Stiamo assistendo a un fenomeno non ancora studiato dai politologi. È quello dei partiti che, giorno dopo giorno, allestiscono da soli il golpe che li distruggerà. Siamo di fronte a una congiura invisibile e suicida. Come testimoniano le storie del tesoriere ex Margherita e del senatore del Pdl Riccardo Conti, immobiliarista professionale, che in un giorno solo ha saputo guadagnare 18 milioni di euro. «Questi partiti sono pazzi!» sentivo esclamare al bar del mio paese. «Fanno l’impossibile perché la gente si auguri la loro morte».
Tutti i membri della Casta devono stare molto attenti. Sono già stati messi fuori gioco dal governo dei tecnici. Una delle ragioni del successo di Mario Monti e dei suoi professori sta proprio nel lavoro di supplenza che svolgono nei confronti dei partiti in cancrena. Quando sento strillare alla democrazia sospesa, come fa di continuo Di Pietro, mi viene da ridere. Consiglierei al capo dell’Idv di frequentare qualche bar in incognito, come farebbe qualunque commissario Basettoni. Potrà aggiornare la propria strategia politica. Uno che forse dovrà frequentare i luoghi pubblici in abito simulato sarà Francesco Rutelli, ex capo della Margherita sino al 2007, ossia al momento della fusione con i Ds nel Partito democratico. Lo consideravo da tempo un disperso in guerra, a cavallo di un partituccio, l’Api, praticamente sconosciuto. Ma adesso le maledette carte del tesoriere margheritone lo stanno mettendo nei guai.
Ho l’impressione che “Franciasco”, ovvero Cicciobello, si stia difendendo male. Ha scelto una linea senza futuro, quella di sostenere di non aver mai saputo niente dei traffici dell’amico. E temo che si stia cacciando nei pasticci da solo. Lo temo in base all’esperienza professionale, l’unica arma di un cronista anziano. Conosco bene quanto sia fragile questa strategia per averla vista applicare da un altro disperso, Achille Occhetto. Nel luglio 1992 incontrò i quadri milanesi del partito, in pieno choc per aver saputo che Mani Pulite aveva scovato le tangentone incassate dal partito ambrosiano. Al termine di due assemblee molto incavolate, tenute in via Volturno, la mitica sede della federazione comunista e poi diessina, Baffo di ferro si difese, borbottando angosciato: «Io non sapevo. I fatti emersi io non li conoscevo».
Due mesi dopo, era il settembre 1992, venni invitato alla Festa nazionale dell’Unità che quell’anno si svolgeva a Reggio Emilia. Il dibattito era uno dei tanti, sulla crisi della politica. Lo moderava un cauteloso Gad Lerner, il più annoiato nel gruppo sul palco. Pensai di dare una scossa all’ambiente, osservando: «Occhetto sostiene di non aver mai saputo nulla delle tangenti. Però sbaglia, mostrando di essere un ingenuo o un bugiardo. Ma in entrambi i casi non può continuare a guidare un grande partito d’opposizione come l’ex Pci». Pensavo che il pubblico mi avrebbe fischiato. Invece i mille compagni presenti sotto il tendone si alzarono in piedi applaudendo entusiasti. Molti gridavano: «Bravo! Ci voleva qualcuno che lo dicesse!». Per questo mi sento di consigliare a Cicciobello: «Attento a come ti muovi». E soprattutto non partecipare ad assemblee di ex margheritucci.
di Giampaolo Pansa





























Rutelli crebbe nel turpe vivaio di Pannella poi trasmigrò fra i Verdi. Non è laureato non fu educato sulla base dei valori fondamentali dell’uomo, non celebrò il matrimonio con la ‘raccomandata’ Palombelli ma divenne sindaco di Roma.
Fu allora che emissari del Nuovo Ordine Mondiale sionista e massone lo agganciarono prospettandogli una carriera al loro servizio.
Abbracciò la fede cattolica, fu accolto in Vaticano e si sposò con la sua compagna. Il suo talento stava nel coraggio di tradire il popolo elettore e nel tenere aperto il sacco ai ladroni.
Ora si scopre che ruba in proprio trafficando con i cespiti del Partito (cattolico) della Margherita, un partito che si credeva defunto dal 2006 ma che sta ancora introitando i rimborsi elettorali.
PS: Non li tollera più nessuno. Giovanna Melandri sostiene in un’intervista la legittimità di godere la pensione dal 50. anno di età in base ai diritti acquisiti.
Ecco la Melandri cittadina americana è nata a New York nel 1962 e fu cooptata al vertice del fu PCI da D’Alema. Non occorrono altre spiegazioni.
Mi sovviene di un’altra americana nata nel 1959 da famiglia ebrea ucraina sovietica, Anna Politkovskaya, sovvenzionata dal Congresso per seminare il caos globale.
Quando ho scritto che il gradimento di Monti e del suo governo non è così elevato come riportato,ad esempio, dai rilevamenti statistici comunicati nel Tg di Mentana, mi hanno risposto (in un blog/sito) che “avevo informazioni errate”. Eppure erano le parole sentite per strada e nei bar, luogo di frequentazione suggerito a Di Pietro. Ora c’è da dire che è forse un classico che gli italiani aspettino la manna dal cielo, oppure che arrivi un altro cavaliere che, facendo i conti dovrebbe arrivare l’anno venturo, con le prossime elezioni e sempre se si terranno. Ora ritengo che i media stiano cercando di separare i politici dai tecnocrati messi lì a liquidare il paese, a renderlo di fatto povero: e povero in tutti i sensi. Povero di idee. Infatti non ci sono proposte valide e se ci sono, come quelle del Prof. Piga, non hanno risonanza e non vengono valutate. Per i partiti invece sembra che valga ancora la regola che esistono due paesi: il loro e quello del popolo.Il loro è come una riserva di caccia che ora come ora i tecnocrati stanno,pian pianino riducendo: tolgono infatti aree di competenza e di maneggio.Però loro i politici, confidano che per loro,se eletti e se questo sistema sopravviverà, ci sarà ancora da vivere senza lavorare. L’altro paese è quello dei vessati da Equitalia, da chi è ambulante ed è in movimento dalle 5 del mattino, da chi scarica camion dalle 3 del mattino nei grandi magazzini alimentari,dai prof stivati nei treni per pendolari, dall’avvocato che aspetta le udienze dalle ore 9 e seguenti. Un altro paese che non ha la forza di agire e nemmeno le idee chiare.
In Palestina due mila anni fa circa, dalle parti del tempio il figlio di falegname di Nazareth, avrebbe additato la Bindi con una sola espressione : SEPOLCRO IMBIANCATO.
Aggiungiamoci noi un bell’AMEN.
Il perchè i partiti si stanno suicidando da soli e abbastanza chiaro.Per chi però non lo sapesse basta leggere un pò i protocolli dei savi di sion,e presto saprà il perchè e cosa capiterà a loro,a tempo debito naturalmente..ognuno viene in questo mondo per recitare la sua parte,prima e venuto ai partiti,poi ai governi “tecnici” e poi alla fine arriveranno direttamente loro a fare la loro parte.Buona fine settimana a tutti!
La Casta esegue gli ordini della Finanza Internazionale da almeno 20 anni. Mani Pulite è servita a distogliere l’attenzione del popolo sulla svendita dell’Italia e l’uccisione di Moro, Falcone e Borsellino da parte dei servizi segreti e della Mafia son servite a questo: eliminare tutti gli ostacoli che potevano frapporsi tra l’elite e il loro obiettivo: la distruzione delle nazioni europee tramite la cessione delle sovranità nazionali e il loro controllo da parte dei banksters, seguito dal nuovo ordine mondiale. Direi che ci siamo quasi.
“Sono già stati messi fuori gioco dal governo dei tecnici. Una delle ragioni del successo di Mario Monti e dei suoi professori sta proprio nel lavoro di supplenza che svolgono nei confronti dei partiti in cancrena” Se pensa che il monti sia un bene per gli italiani è meglio che vada in pensione, siamo semplicemente passati dalla padella alla brace.
Apprezzo moltissimo l’articolo del prof. Pansa, del resto erano cose che ognuno di noi conosceva. Nei vari commenti si parla dei politici e dell’odio che si tirano addosso e delle maledizioni che ogni mattina la gente indirizzaloro. Ma pensate che nelle prossime elezioni non ci saranno più politici? Ci devono essere per forza, è scritto nella costituzione e quindi giocoforza o questo o quello andrà a scaldare la sedia. Quello che fa senso è che la Rosy, Baffetto e tutto l’entourare sia di sinistra che di destra saranno ancora la, cambierà solo qualche maldestro che non si è creato il suo sistema elettorare fatto di false promesse e di bugie.
Stiamo morendo di democrazie, questa democrazia che tanto ci è cara ma che si è trasformata in “delegare ai ladroni di sorvegliare la casa”.
Purtroppo in Italia non si riesce più a fare niente, questo no, quello, no quello ha un impatto ambientale, quell’altro c’è il veto della provincia, quello della regione, quell’altro dal comune. Per lavoro mi reco spesso in Cina e ogni volta faccio questa considerazione “ma come può un popolo di idioti come i cinesi dominare il mondo”c’è solo una risposta. Siamo diventati più idioti di loro.
Secondo me l’unica e ultima speranza è che DiPietro e Grillo si uniscano in un solo partito, che faccia piazza pulita di tutta questa schifezza per ricominciare da capo.
Vi siete accorti della falsità di rosy Bindi solo ora? Io lo dico da almeno 15 anni, quando era ministro della famiglia aveva raggiunto l’apice del falso, tanto che se ne sono accorti anche tutti i circoli cattolici che la invitavano ai vari meeting, dopo 2 anni da ministro ed appurato che per la famiglia non aveva fatto assolutamente nulla di concreto ma solo vagonate di belle parole, nei vari meeting qualcuno glielo ha fatto presente, e lei come ha reagito? incazzandosi ed abbandonando la sala: complimenti. Una volta l’ha sbugiardata in diretta a ballarò anche il vecchio amico casini, che gli ha detto fuori dai denti: rosy è l’ora di smetterla col tuo attegiamento non siamo più nella vecchia DC, oramai non ti crede più nessuno. L’unica cosa a cui Rosy bindi tiene veramente è la busta paga, la poltrona, e tutte le trasmissioni, meeting dove poter esercitare l’unica cosa che sa fare veramente: parlare e sparlare.