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Whitney-Houston la cantante inarrivabile

Troppo bella, troppo brava, troppo intelligente, troppo elegante, troppo cristiana. Non ha mai voluto scendere a patti con chi le prometteva il successo se solo avesse accettato di compromettersi sulla falsariga di altre cantanti tipo Gaga. Dopo Michael Jakson e Amy Winehouse i satanisti si sono presi anche Whitney Houston. Come per Jakson  e  Winehouse  ci dicono che è stata la droga e l’alcool a ucciderli e poi scopriamo che: il primo fu vittima del suo medico massone con tanto di foto col grembiulino, e per la seconda non fu  droga nè alcool.  I motivi vanno invece ricercati fra gli inquietanti  partecipanti al suo funerale… Di Whitney ci stanno già raccontando che è annegata addormentandosi in vasca da bagno. Mi ricorda quando ci dicono che persone  si suicidano in carcere o a casa loro soffocandosi con il sacchetto delle patatine, vedi Gabriele Cagliari o come nel caso di Raul Gardini si arrivò alla scemenza pura sostenendo che l’uomo si è suicidato con due colpi di pistola, due, dopodichè depose l’arma sul comodino. E la morte di Calvi del Banco Ambrosiano? Lì si disse che Calvi si era arrampicato da solo sul ponte dei Frati Neri con le tasche piene di sassi per poi impiccarsi, a Londra? Sarebbe andato  in quello schifo di città per suicidarsi? Suvvia!

Bene, mi direte ora che sto favoleggiando, riguardo la morte di Whithney, ma per me la favola è sempre quella che ci raccontano i giornali di regime. Di fatto personaggi pubblici che non si lasciano corrompere sono spesso presi di mira ed eliminati in un modo o nell’altro. E’ la legge di mercato o no? Cosa dice il Vasco nazionale, che al diavolo non si vende si regala! E se uno non ci stà? Sparisce con le buone o le cattive.

La molteplicità  di questi delitti di artisti ha però anche un altro significato: i criminali del Potere hanno fretta non possono più attendere. Non gradiscono intralci alla loro opera di indottrinameno mediatico delle masse giovanili. Vogliono tutto e ora.

Immagine anteprima YouTube

 

Cosa è successo a Whitney Huston?

Articolo di Neovitruvian * Link

Crescendo durante il periodo d’oro di Whitney Houston, osservarne la caduta e ieri la prematura morte, è stato difficile. Dotata della voce probabilmente più potente che l’intero settore musicale abbia mai sentito e con una personalità fiera e decisa, Whitney era l’archetipo della diva pop. La sua canzone I Will Always Love You è la canzone perfetta per il giovane che vuole dimostrare il suo talento.

Purtroppo, il detto “Più brucia la candela, più velocemente si consuma” calza alla Huston fin troppo bene. La ragazza venne scoperta mentre cantava nel coro della chiesa e continuò la sua carriera diventando l’artista femminile più premiata di tutti i tempi, alla fine discese in un inferno di droghe, abusi e traumi. Dopo aver appreso della sua morte, mi sono subito ricordato una particolare intervista che mi ha particolarmente inquietato. Fu la lunga intervista che concesse a Oprah nel 2009, dove descrisse i suoi abusi di stupefacenti e il suo rapporto tumultuoso con Bobby Brown. Mentre le sue parole erano inquietanti, era il suo contegno che mi impressionava. La personalità da diva era sparita. Il fuoco nei suoi occhi non c’era più. Semplicemente non era la stessa persona che vidi durante gli anni ’90. Quando salì sul palco per cantare il suo nuovo singolo, la voce celeste che ci aspettavamo era sparita. Sembrava che la sua anima le fosse stata risucchiata.

Guardandola discutere con Oprah, continuavo a chiedermi: “Cosa diavolo è successo a Whitney?” La maggior parte delle persone avrebbe immediatamente risposto “droghe”. Avevo però la strana sensazione che ci fosse qualcosa in più. I suoi occhi tradivano un profondo trauma psicologico e persino spirituale. Marijuana e cocaina, le due droghe di cui ha ammesso l’utilizzo, non trasformano le persone in quel modo. Anche se si fosse fatta di crack o di qualsiasi altra droga, c’era qualcosa nei suoi occhi e sentì che Whitney stava tenendo nascosta la vera causa della sua rovina. Mi chiesi: era per caso sotto il controllo mentale? Erano coinvolti strani rituali, magia nera o altro? Che il suo contratto con “le forze invisibili” fosse scaduto?” Bobby Brown fu il suo handler? Questa parte dell’intervista di Oprah mi ha particolarmente colpito e, quando ho appreso della sua morte mi è subito venuta in mente:

Oprah: Pensavi che stesse succedendo qualcosa di particolare in quei giorni “tossici” in cui te ne stavi seduta per ore se non per giorni?

Whitney: C?erano delle volte in cui lui (Bobby Brown) distruggeva le cose, spaccava vetri in casa. Avevamo un ritratto gigante di me lui e nostro figlio. Ha ritagliato la mia testa dall’immagine. Cose del genere. E pensai: “Questo è veramente strano.” Immaginai che tagliarmi la testa in una foto del genere non fosse proprio normale. Questo fu un segno.

C’erano poi altre cose, iniziò a dipingere occhi nel mio letto. Solo occhi. Occhi malvagi che guardavano in ogni punto della stanza.
Oprah: Iniziò a dipingere sui muri?

Whitney: Già. Sui tappeti. Sulle pareti. Sulle ante dell’armadio. Se aprivo una porta, ci sarebbe stata sicuramente una foto. Allora le tenevo chiuse ma le immagini di occhi erano ovunque. Fu davvero strano. …

- Fonte

Marijuana e cocaina possono far fare cose folli, ma questo tipo di comportamento è sintomatico di qualcosa di ben più profondo. Il ritaglio delle teste e gli occhi “malvagi” sono due ossessioni delle vittime del controllo mentale (e / o di persone spiritualmente disturbate).Qualunque sia il caso, qualcosa di terribile è successo a Whitney Houston negli anni successivi il suo successo. Ma che cosa? Qual è stato il ruolo di Bobby Brown? Difficile da dire. Nella stessa intervista di Oprah, Whitney descrisse i tentativi della madre di salvarla.

Whitney: Disse: “Non ne vale la pena.” “Se ti muovi, Bobby, [lo sceriffo] butterà giù. Non muoverti.” Bobby se ne stava li spaventato.

“Bene. Facciamolo. Non voglio lasciarti andare. Non ti voglio lasciare a Satana. Voglio la mia figlia indietro. Voglio che torni. Voglio vedere quel bagliore nei suoi occhi. Voglio vedere la bambina che ho cresciuto. Perchè non la ho allevata in questo modo. Quindi fai la tua scelta qui ed ora perché ho un’ingiunzione del tribunale che dice che te ne devi andare. “…

- Ibid.

Ora, il giorno prima “della notte più importante della musica”, Whitney è stata trovata morta in circostanze strane (apparentemente annegata nella vasca da bagno), all’età di 48 anni. Come al solito, le droghe vengono menzionate come causa della morte. Tuttavia, come nel caso di Michael Jackson, Amy Winehouse e tanti altri, l’indagine sarà probabilmente un lungo processo noioso, pieno di dichiarazioni vaghe e molte contraddizioni. Ci sono già segnalazioni di Whitney vista in condizioni poco sobrie alcune ore prima della morte.

“In primo luogo ha fatto visita a Brandy, Monica, e Clive Davis al pre grammy, in cui un giornalista del Los Angeles Times la descrive visibilmente gonfia, spettinata con abiti inguardabili e non proprio sobria “Secondo il Times, quando la Houston non stava gesticolando selvaggiamente per Brandy e Monica – che stavano preparando un duetto – girovagava per la lobby dell’hotel senza meta o nei terreni dello stesso. Secondo quanto riferito, gli ospiti avrebbero chiamato la sicurezza dell’hotel per i suoi strani comportamenti.

La Huston giovedì si era ridotta anche peggio. Quella sera, partecipò ad una festa presenziata da Kelly Price al Tru nightclub di Hollywood. Uscendo dal locale, sembrava ubriaca, e delle inquadrature alle gambe sembravano mostrare delle striature insanguinate sulle sue gambe, insieme a dei graffi sui polsi. “
- http://music.yahoo.com/blogs/stop-the-presses/blood-sweat-dishevelment-whitney-houston-tumultuous-final-days-144148765.html

Nonostante la sua morte, al quarto piano del Beverly Hilton Hotel, il tradizionale pre-Grammy show, con il suo glamour e sfarzo, ha avuto luogo nello stesso posto. Come si dice nel mondo dello spettacolo, “the show must go on”. Lo spettacolo andrà comunque avanti e sinceramente sono un pò reticente nel vedere il tributo che l’industria musicale le riserverà. Se Michael Jackson e Amy Winehouse sono esempi attendibili e coerenti, coloro che cadono dalla grazia dell’industria musicale non ottengono un tributo appropriato … ma una celebrazione del loro sacrificio.

Fonte

10 Commenti a “Omaggio a Whitney Houston – I Will Always Love You”

  • Linuccia:

    Secondo è stato l’ennesimo complotto dei gay…

  • sokratis:

    secondo il mio modesto parere, l hanno’ fatta fuori’. quando arriva un momento in cui l’artista rifiuta a ‘servire’ i maestri dell Hollywood (propagandare, )(vedi tanti altri, Amy winehouse, Michael jackson, ecc), vengono eliminati dalla scena. insoma quando nn servono piu

  • Fabrizio:

    Ciao Lino comprendo il tuo dispiacere per la morte inattesa di questa grande artista, a cui va sommato anche il mio, però permettimi di dirti che non è giusto fare di una erba un fascio; non accomuno per nulla whitney alle altre morti di artisti, infatti come da lei stessa denunciato lei assumeva droghe di sua spontanea volontà e non credo che questo sia un atteggiamento da brava cristiana, ma più semplicemente un giorno lei ha fatto una scelta sposando un produttore forse il suo produttore che grazie anche a lui ha permesso un successo mondiale; è stato lui che probabilmente l’ha portata “fuori strada”, probabilmente era lui in mano agli indiavolati e lei lo ha seguito; ricordiamoci che whitney poteva sempre cambiare, scegliere il bene e non il male, non è una stupida sprovveduta, non era una ragazzina illusa, proprio per essere di provenienza spirituale queste cose le sapeva bene, e non credo che farla passare solo per vittima le si renda giustizia. Whitney sapeva quello che faceva e la sua morte non è altro che una logica conseguenza nel cerchio della vita della somma delle sue scelte e delle sue non scelte, ha preferito ad un certo punto gettarsi via e conseguentemente tradire i suoi doni con i quali poteva “servire” il prossimo suo, personalmente cambierei totalmente la ricerca dei perchè della sua morte su che cosa profondamente nel suo cuore l’hanno portata a sposare le vie oscure, chissà quali ferite profonde nascondeva con la maschera del successo, chissà forse voleva denunciare il reale stato del suo cuore al mondo intero, dicendoci che stava male e che il mero successo non le serviva affatto per essere felice. E certo in questo caso la ricerca di complottismi a tutti i costi non c’entra nulla.

  • Anto:

    Perchè dite che era cristiana? Si era appena convertita all’islam!

    • Lino Bottaro:

      Grazie Anto sapevo del pregresso e questa sua conversione non fa altro che aumentare le supposizioni. Correggo l’articolo.

  • Quello che mi fa rimanere piu’ sconcertato e’ il fatto che lei non e’ l’unica artista morta misteriosamente.da decenni ci sono delle morti di artisti in modo piu’ o meno simile.diciamo che anno tutto dalla vita.e’ possibile che siano travolti tutti dagli stessi eventi e dalle stesse cause?e’ inquietante noo???datemi una spiegazione x questo grazie.

    • Fabrizio:

      Ma perchè continuate a dire che è morta misteriosamente ?? Una che ha deciso di drogarsi e quindi gettare via la propria esistenza da minimo 10 anni, è semplicemente ovvio che sarebbe finita cosi.. l’abbiamo vista tutti peggiorare in questo decennio divenendo irriconoscibile, e poi continuare a rinnegare la semplice realtà delle cose per avanzare ipotesi che non la riguardano, lo trovo semplicemente scorretto..

  • Molti in questi giorni si sono affrettati a paragonare impropriamente la morte di Withney Huston a quella di Michael Jackson. Il cantante è stato ucciso e il suo assassino è stato riconosciuto colpevole e condannato a quattro anni di carcere. Qui le motivazioni della condanna, espresse direttamente dal giudice:

    http://www.youtube.com/watch?v=ZmpA_fNQyNw&feature=share
    http://www.youtube.com/watch?v=mGYdZxxAORg&feature=related

    Tuttavia non concordo con Pastor quando sostiene che Murray avrebbe ingannato AEG; probabilmente sapevano tutto; qui c’è una parte di verità, sulla morte della pop star, che è stata nascosta: http://www.truth4mj.it/mj/index.php?option=com_content&view=article&id=254:il-piano-di-rec upero-parte-sec onda&catid=34:articoli-verita -sulla-morte&Itemid=61
    .
    Se leggerete l’articolo vi renderete anche conto che è fuori luogo qualsiasi paragone riguardo presunte dipendenze da farmaci: dagli esami tossicologici effettuati sul corpo di MJ non si evincono dipendenze e tanto per la cronaca: nel suo stomaco non c’erano farmaci. Inoltre Il Propofol, il farmaco che lo ha ucciso, è un ANESTETICO che NON agisce sui circuiti cerebrali del piacere, quindi NON può generare alcuna forma di dipendenza fisica. Quest’ultima può scaturire dall’assunzione di benzodiazepine, sostanze concomitanti nella morte di Michael Jackson, ma dall’analisi dei mandati di perquisizione risulta che gli venne prescritta una benzodiazepina a dicembre del 2008 (temazepam, di cui assunse 27 pasticche su 30) e due ad aprile 2009 (clonazepam: assunte 22 su 30 e lorazepam: 21 su 30: in circa due mesi,) e, come si può notare, non terminava nemmeno le confezioni, piuttosto insolito per un “dipendente” (tabella consultabile a questo link: http://www.megaupload.com/?d=N3UUZEC7) . Riguardo alle somministrazioni di farmaci per endovenosa, nulla è dimostrabile poiché, conseguentemente ad una delle numerose, gravi negligenze di Murray,il suo assassino, non esistono cartelle cliniche che le abbiano registrate.
    Durante il processo al medico, oltre ai dottori direttamente coinvolti nel caso, come il medico legale della contea di Los Angeles, il tossicologo forense o i medici del pronto soccorso, hanno testimoniato al processo 3 specialisti per l’accusa: il Dottor Shafer, esperto in farmacocinetica e propofol, il quale ha precisato di non aver chiesto alcun compenso per la sua testimonianza; il Dottor Kamangar, esperto in medicina del sonno e il Dottor Steinberg, cardiologo e revisore esperto per la California Medical Board, ovvero responsabile della revisione delle azioni di altri medici a tutela degli standard di cura. Quelli che hanno testimoniato per la difesa sono stati 2: il dottor White, esperto di propofol ma non di farmacocinetica, pagato 11.000 dollari più 3.500 dollari per ogni apparizione in tribunale, e il dottor Waldman, unico esperto in dipendenze. NESSUNO DI LORO, BASANDOSI SULLA DOCUMENTAZIONE DEL CASO, HA DEFINITO MICHAEL JACKSON UN DIPENDENTE DAI FARMACI. Il Dottor Steinberg ha sostenuto che se il cantante lo fosse stato, si sarebbe iniettato sempre tutto da solo e subito; persino il dottor Waldman, testimone della difesa, ha affermato che forse stava sviluppando una sorta di tolleranza al Demerol, che vuol dire avere necessità di una quantità sempre maggiore per ottenere l’effetto desiderato, quindi, nel caso di Michael Jackson, per sottoporsi ad alcuni trattamenti dermatologici, ma che sarebbe altamente azzardato definire Michael Jackson un tossicodipendente. Questo azzardo, naturalmente, alcuni giornalisti o pseudo giornalisti non se lo sono risparmiato, in barba alle dichiarazioni sotto giuramento degli esperti intervenuti al processo e ai documenti scientifici disponibili.
    Tanto per la cronaca: MJ non faceva uso di droghe.

    Ciò che ho esposto è verificabile sul web poiché le udienze del processo Murray sono visibili su you tube.

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