Fonte: www.wallstreetitalia.com * Link
Noi di Wall Street Italia abbiamo deciso gia’ da tempo di allertare gli italiani contro le politiche dissennate che in nome dell’Europa stanno distruggendo le vite di milioni di uomini e donne. Da oggi pero’ aiutateci per favore a segnalare voi stessi articoli e analisi reperiti dal web in questa importante funzione, civile e consapevole, di contro-potere. La decisione di inondare di nuovo il sistema finanziario di centinaia di miliardi, ennesima scelta disperata delle lobby, ha un solo scopo: evitare il pericolo di un collasso del sistema bancario. Ma non risolvera’ la crisi che sta facendo sprofondare in una terribile recessione paesi come Grecia e Italia. Serve solo a guadagnare tempo.
Cominciamo con l’articolo pubblicato qui sotto di un veterano dell’analisi economica indipendente, Alfonso Tuor, per tanti anni responsabile della sezione finanza del Corriere del Ticino. Seguiranno su WSI molti altri articoli e analisi, non solo scelti dalla redazione ma anche segnalati da voi lettori. E’ venuto il momento insomma di coinvolgere il maggior numero possibile di persone, per difendere con passione e con tutti gli strumenti che abbiamo la nostra liberta’ e autonomia contro le avide e miopi scelte dei “poteri forti”. (luca ciarrocca)
La BCE salva le banche, non l’economia
Articolo di Alfonso Tuor – Corriere del Ticino
Il sistema finanziario assomiglia sempre più ad un tossicodipendente che ha continuamente bisogno di nuovi soldi per non incorrere in una grave crisi di astinenza. E a provvedere all’uopo sono, come sempre, le banche centrali. Ultima in ordine di tempo è stata la Banca centrale europea che lo scorso mese di dicembre ha prestato agli istituti di credito del Vecchio Continente poco meno di 500 miliardi di euro per tre anni al tasso dell’1%. La BCE si appresta ad effettuare una operazione simile il prossimo 28 febbraio, soddisfacendo in misura illimitata le richieste del sistema bancario che – stando ad alcune stime – dovrebbero superare l’astronomica cifra dei 1.000 miliardi di euro.
La prima operazione è stata giudicata un grande successo, poiché ha ridato fiato ai mercati azionari (il rialzo di gennaio delle Borse è stato il più consistente dal 2008) e ai titoli bancari che hanno recuperato parte del terreno perso nei mesi precedenti e poiché sono diminuiti i tassi di interesse dei Paesi europei in difficoltà (e anche i loro spread) ad eccezione di quelli di Grecia e Portogallo.
Neppure il timore di un fallimento della Grecia ha intaccato l’ottimismo dei mercati finanziari indotto dalla droga di questa enorme liquidità. Tutto sembrerebbe dunque andare per il meglio, ma nonostante ciò appare opportuno interrogarsi se queste iniezioni di liquidità permettano di rilanciare la crescita dei Paesi europei periferici e quindi di risolvere la crisi dell’euro.
Questa enorme fame di capitali conferma lo stato estremamente precario del sistema bancario europeo che (soprattutto nei Paesi in difficoltà) non riesce più a rifinanziarsi sul mercato emettendo obbligazioni. Ora, grazie alla BCE, riescono ad approvvigionarsi di liquidità a basso costo senza più dover fare ricorso ai finanziamenti a breve termine sul sempre più ostile mercato interbancario.
Non sorprende che un quinto dei 500 miliardi erogati dalla BCE sia stato richiesto proprio dalle banche italiane, che li hanno poi in parte usati per acquistare titoli emessi dal Governo di Roma che consegneranno come pegno per ottenere nuovi prestiti dall’istituto di Francoforte alla fine di questo mese. In pratica si tratta di un enorme «carry trade» in cui le banche si indebitano all’1% per acquistare titoli che hanno rendimenti superiori e che permettono di ottenere un consistente utile. Secondo la Barclays, la diminuzione dei costi di raccolta dei capitali farà aumentare del 4% gli utili delle banche europee.
Tutto bene, quindi. Invece no, poiché sia il meccanismo messo in moto dalla BCE per erogare questi prestiti, sia gli investimenti delle banche esaltano il processo di balcanizzazione del sistema finanziario europeo. Il fatto che non esiste più un mercato unico è stato indirettamente confermato dalla decisione della BCE di risolvere la questione di quali titoli accettare come pegno demandandola alle vecchie banche centrali.
Per cui è la Banca d’Italia a decidere quali titoli presentati dalle banche accettare come collaterale e ad assumersi il rischio su questi titoli. Questo per quanto riguarda l’erogazione dei prestiti, altrettanto vale per gli investimenti delle banche che hanno privilegiato i titoli pubblici del loro Paese, mentre gli istituti di credito dei Paesi forti hanno continuato a vendere i titoli pubblici dei Paesi deboli. Tutto ciò conferma la sfiducia nella tenuta dell’euro.
Ma le banche europee non hanno solo un problema di liquidità, ma anche di solvibilità, come ha ricordato l’Autorità di sorveglianza europea che ha prescritto ad alcuni istituti di procedere a consistenti aumenti di capitale per complessivi 110 miliardi di euro.
Questi problemi di solvibilità inducono le banche a vendere attività e soprattutto a razionare i prestiti alle famiglie e alle imprese per evitare di dover chiedere nuovi capitali al mercato. Quindi l’enorme iniezione di liquidità operata dalla Banca centrale europea non allenta la stretta creditizia effettuata dalle banche. In altre parole, ha scarso o punto influsso sul rilancio della crescita economica già fortemente depressa dalle misure di austerità che sono state adottate dai diversi Paesi europei.
Per questo motivo la politica monetaria di Mario Draghi ha il fiato corto: l’uscita dalla crisi avverrà unicamente quando le economie dei Paesi deboli dell’Europa riprenderanno a crescere e a ridurre il loro svantaggio competitivo rispetto alla Germania.
La decisione di inondare il sistema finanziario di centinaia di miliardi è una ulteriore scelta della disperazione tesa ad evitare il pericolo di un collasso del sistema bancario e non un passo per risolvere una crisi che sta facendo sprofondare in una recessione sempre più grave numerosi Paesi europei, facendo lievitare la disoccupazione e aumentando il numero delle persone che non ce la fanno ad arrivare alla fine del mese.
C’è quindi da chiedersi se la ripetizione dei salvataggi del sistema bancario sia la strada che permetterà l’uscita dalla crisi oppure – come è legittimo temere – sia solo tesa a guadagnare un po’ di tempo.





























Sono un bancario ma sono completamente daccordo con quanto scritto nell’articolo. L’unica cosa che mi consola è che lavoro in una banca di crecito cooperativo e, forse, riusciremo a rimanere a galla nel mare finanziario in tempesta.
Io vivo in Trentino ma qui la gente non si rende conto della portata della crisi.Molti vivono ancora al di sopra delle loro possibilità e quando arriveremo ai livelli greci saranno lacrime e stridore di denti.
Stanno guadagnando tempo per risolvere la questione “schiavitù ad oltranza” i tre personaggi “Draghi-Merkel -Sarkozy” sono stati scelti per portare un’altra guerra in Europa, i maiali di Brussel fanno da copri spalle a via di leggi e imposizioni, tutte le classi politiche Europee hanno il compito di fare la parte dei tutori delle Pseudo costituzioni ,ma nel frattempo firmano documenti INCOSTITUZIONALI al fine di calmare le acque nele popolazioni..dichiarando che sono necessarie per evitare un collasso finanziario…e i dementi che stanno dalla mattina alla sera davanti alla TV ci credono e acconsentono, le forze dell”Ordine hanno ricevuto l’ordine di comportarsi come se fossimo in costante coprifuoco e di usare violenza indiscriminata nei confronti dei dimostranti o cittadini che chiedono spiegazioni manifestando per strada., troppe sceneggiature da parte dei Politicanti..credo sia ora di muoversi -
La rivoluzione dovrebbe essere quella delle coscienze. Finché la gente non capisce che vivere al di sopra delle possibilità che il pianeta offre, non è un bene ma un male, e che il consumismo è una trappola mortale, e il costo del denaro non significa nulla, e la scoietà così com’è è strutturata è un fallimento totale! le cose no cambieranno facilmente!
La risposta giusta è vivere in modo più semplice.
Sono le false convinzioni,che hanno portato le masse a questo punto. Quindi è auspicabile un default totale, così si ricomicieranno da valori più profondi e soprattutto più veri!
Io consiglierei una visitina al carnevale di Viareggio (o su youtube) i temi dei carri sono davvero interessanti, almeno mettono di buon umore:
Ma dov’è questa crisi http://www.youtube.com/embed/Q6bVfWHRq0A
Lasciate ogni speranza voi ch’entrate…all’Agenzia http://www.youtube.com/embed/5-K3aB7gaiA
Grandeur http://www.youtube.com/embed/bWglChKICTM
2012, un solo futuro: il passato http://www.youtube.com/embed/wKGwmzcm21M
Se non funzionano i singoli link su riportati digitando su youtube ad es”.Viareggio 2012 Ma dov’è questa crisi”, sulla dx dello schermo si possono vedere anche gli altri.
Sono tutti temi più che attuali, vale la pena di vederli.
Un appunto che esula da quanto su scritto, tanto per rientrare in discussione.
Ho conosciuto una miriade di persone nella mia vita, i più imbecilli sono usciti dalla “Bocconi”.
C’è da fidarsi di Draghi o Monti? Fate voi.
Al minimo, fiondateli nel cesso se li ritenete meri stronzi con tanto di titolo, al massimo, se ne avete la capacità polverizzateli.
Chiamasi riciclaggio, dai il denaro agli amici prima della botta finale. La casta acquisterà terreni agricoli, oro, argento, senza mezzi termini tutto questo denaro sono coriandoli e bit, senza valore appena creati, ma prima della distruzione trasformati in terreni agricoli, oro e argento. Alla plebe resterà solo il ricordo dei bei tempi, però le loro braccia affamate saranno utili nei lavori dei campi acquistati dalla casta prima del botto finale.