Le infamanti bugie di Guido Olimpio
febbraio 14, 2012 di byebyeunclesam
A seguire proponiamo un breve stralcio dell’intervista che Silvia Cattori ha realizzato con l’avvocato Luca Bauccio, difensore di Youssef Nada e Ali Ghaleb Himmat, due banchieri di Lugano residenti a Campione d’Italia che il giornalista Guido Olimpio, in un articolo pubblicato da Il Corriere della Sera il 20 Ottobre 1997, descriveva quali finanziatori del terrorismo.
Al termine di un lungo contenzioso giudiziario, la Corte d’Appello di Milano ha condannato Guido Olimpio a risarcire i signori Nada e Himmat, vittime delle sue falsificazioni, con 120.000 euro.
L’intervista merita di essere letta integralmente per capire quale sia il ruolo del tutto ambiguo svolto da certune note firme del giornalismo italiano, non da ieri peraltro.
“Silvia Cattori: I signori Youssef Nada e Ali Ghaleb Himmat, la cui vita è stata devastata e distrutta dalle infamanti bugie di Guido Olimpio, grazie alla sua coraggiosa difesa, hanno ottenuto in dicembre 2011 – dopo 14 anni di sofferenze e una lunga procedura giudiziaria – la condanna di Guido Olimpio. Per quale motivo la Corte d’Appello civile di Milano, condanna ora Guido Olimpio nei confronti dei signori Youssef Nada e Ali Ghaleb Himmat dopo che era già stato condannato in penale nel 2005?
Luca Bauccio: L’ultima condanna è della Corte d’Appello di Milano, Sezione civile. Il procedimento è nato come un procedimento penale. E anche la Corte d’Appello penale di Milano aveva condannato nel 2005 Guido Olimpio. Poi il procedimento è andato in Cassazione; poi è tornato alla Sezione civile, anche perché il reato intanto si era prescritto. È una sentenza di alcune settimane fa [26 dicembre]. Il motivo della condanna consiste in questo: la Corte d’Appello di Milano ha verificato che tutte le affermazioni di Guido Olimpio rivolte contro l’ingegner Nada e il signor Himmat erano false. Guido Olimpio in tutti questi anni, e in ben quattro gradi di giudizio, non è mai riuscito a dare prova della verità di uno solo dei fatti che aveva indicato. E dire che nel suo articolo si leggevano circostanze molto precise. Si affermava che nei conti della banca Al Taqwa erano transitati 40 milioni di dollari. Si diceva che la banca era coinvolta e che Hamas avesse un conto aperto con la banca. Si diceva che la banca era comunque coinvolta in un finanziamento, in un rapporto finanziario con Hamas, con l’estremismo islamico. Quindi con la galassia dell’estremismo e delle organizzazioni estremistiche di matrice islamiche presenti nel Medio Oriente. Le analisi, fatte dai procuratori di Lugano e anche di Milano, hanno dimostrato che in realtà non c’era nessuna di queste operazioni e che nessuna di queste circostanze si è mai verificata.
Guido Olimpio nel processo – questo è un fatto molto importante e in qualche modo lo giudico scandaloso – si è difeso producendo dei rapporti dei servizi segreti. Già questo è un fatto inquietante che un giornalista pretenda di dimostrare la verità delle proprie notizie con dei rapporti dei servizi segreti. Un giornalista non dovrebbe avere rapporti di quel tipo; e comunque dovrebbe trattare con molta cura e molta attenzione notizie riservate che sono fatte per un uso interno ai servizi. E non per diventare notizie da dare in pasto all’opinione pubblica mondiale.
In più, nel nostro caso, – lo aveva accertato già il Tribunale nel 2003 e oggi la Corte d’Appello lo ha ribadito – Guido Olimpio ha falsamente affermato che quei dossier dei servizi segreti avevano una data anteriore al suo articolo: “Io ho letto questi dossier e quindi ho pubblicato la notizia”. Ma noi abbiamo scoperto nel processo, e lo abbiamo dimostrato, che due dei tre dossier, quelli decisivi, erano successivi all’articolo. Quindi, come ha ritenuto anche la Corte penale d’Appello di Milano, è probabile invece che i servizi segreti abbiano copiato o preso spunto dall’articolo di Guido Olimpio e non il contrario.
Si è aperto così uno scenario davvero inquietante, dove il giornalismo diventa una fonte per alimentare dicerie, per alimentare calunnie, per alimentare sospetti, che poi diventano capi d’accusa, diventano notizie diffuse in tutto il mondo. E la Corte d’Appello di Milano ha severamente condannato questo falso di Guido Olimpio fatto durante il processo. E ha anche accertato come grande parte delle disavventure dei miei clienti siano scaturite proprio da quell’articolo. Noi abbiamo provato come il procedimento di congelamento dei beni abbia avuto come genesi, come origine, anche la pubblicazione di quell’articolo.
Questo dovrebbe far riflettere moltissimo sul ruolo della stampa. Anche sulla superficialità che talvolta le grandi organizzazioni internazionali hanno fidandosi di semplici notizie. Dovrebbe far riflettere anche i giornalisti sull’obbligo di verificare le fonti e di diffondere notizie in buona fede, con onestà e lealtà, pensando sempre che dall’altra parte ci sono esseri umani, le loro opere, la loro vita privata e pubblica, la loro dignità.
Ci sono voluti oltre dieci anni per avere una giustizia degna di questo nome. Siamo soddisfatti anche se i signori Himmat e Nada hanno pagato, come diceva lei, un prezzo altissimo.”
L’intervista continua qui.






























Non credete che sia ora di portare in Tribunale le seguenti Agenzie di guerrafondai camuffate da Agenzie di stampa?: ANSA / La Stampa / La Repubblica /Il Corriere /’???? sono 4 ,li possiamo chiamare benissimo i 4 dell’Apocalisse del Male assoluto in Italia, Rai e Mediaset,due organizzazioni al servizio dell’Elite e dei Pseudo politicanti con lo scopo di prendere per i fondelli i cittadini e trattarli come schiavi al loro servizio,mentre si sà che Costituzionalmente dovrebbe essere al contrario ,cioè ..loro al servizio dei cittadini ,guardate che casino stanno facendo perchè Celentano gli ha detto in pubblico la verità,ci scommetto che adesso si metterà in moto una campagna diffamatoria e discriminante nei suoi confronti, -
articolo interessante,peccato che alla fine come sempre,finisce nel dimenticatoio mediatico.Il pagamento di 80.000 euro e’ uno schiaffo morale per le persone danneggiate,per il vigliacco pseudo giornalista e per il corriere sera se la giustizia esistesse veramente(sic)andrebbero messi in galera e buttate le chiavi.Alla fine, purtroppo,avanti savoia….non cambia niente;il danno e le beffe alle due persone rimangono come onta.
Lettori,l’articolo va letto tutto,ma per quelli che tagliano corto eccovi un sunto di che stoffa e’ il famoso articolista(Olimpio)…a voi le conclusioni…
[1] Guido Olimpio, nato in Albania nel 1957, corrispondente del Corriere della Sera, collaboratore con la Jamestown Foundation, à Washington, fondata dalla CIA e il cui obiettivo è quello di servire gli interessi strategici di Israele e degli Stati Uniti, diffonderndo false notizie destinate a spargere odio verso il mondo arabo-musulmano
Si veda: « L’incredibile storia di Youssef Nada », di Silvia Cattori, 18 agosto 2008.
(http://www.silviacattori.net/article513.html)
[2] È stato definitivamente condannato dalla Corte d’Appello di Milano, il 6 dicembre 2011, alle spese di procedura e a versare 80.000 euro ai signori Nada et Himmat per averli diffamati nell’ articolo “Hamas perde metà del tesoro »
(http://archiviostorico.corriere.it/1997/ottobre/20/Hamas_perde_meta_del_tesoro_co_0_971020562.shtml),
pubblicato il 20 ottobre 1997 dal Corriere della Sera. Sulla base di notizie provenienti da servizi segreti Olimpio aveva affermato che i banchieri Youssef Nada e Ali Ghaleb Himmat, finanziavano il terrorismo.
Si veda: “Youssef Nada et Ali Ghaleb Himmat obtiennent justice”, di Silvia Cattori, 23 gennaio 2012.
(http://www.silviacattori.net/article2732.html)
[3] Luca Bauccio
(http://www.studiobauccio.it/index.cfm?fuseaction=bauccio.12675&lan=it),
giovane avvocato, opera a Milano e si occupa di diritto penale e di diritto dell’informazione. Ha la passione dei diritti umani e da sempre si dedica alla difesa delle minoranze. Ha rappresentato come parte civile la moglie di Abu Omar nel processo contro i suoi sequestratori e difende dirigenti politici che in varie parti del mondo si oppongono ai tiranni. Combatte dalla parte dei diffamati contro lo strapotere dei media, non ama e non è amato dai diffamatori di ogni genere. È l’autore di :
“Primo, non diffamare” (edito nella collana il mio libro.it. 2011)
(http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=648170)
“L’accertamento del fatto reato di terrorismo internazionale” (Giuffrè, 2005).
“Io, presunto terrorista” (Aliberti Editore, 2006)
[4] Si veda: « Islam : Il nemico inventato », di Silvia Cattori, 24 novembre 2008.
(http://www.silviacattori.net/article627.html)
[5] Molti suoi articoli diffondono notizie inventate e infamanti verso avversari di Israele e degli Stati Uniti. Esempio; il 31 agosto 2011 ha pubblicato nel Corriere della Sera un articolo dicendo, sulla base di una notizia falsa, che l’organizzazione libanese Hezbollah, stava preparando attentati contro obiettivi israeliani in America latina utilizzando Cuba e il Venezuela come “base” senza nessuna prova.
Grazie Lino e buona giornata a tutti…S.L compresa.
[1] Guido Olimpio, nato in Albania nel 1957, corrispondente del Corriere della Sera, collaboratore con la Jamestown Foundation, à Washington, fondata dalla CIA e il cui obiettivo è quello di servire gli interessi strategici di Israele e degli Stati Uniti, diffonderndo false notizie destinate a spargere odio verso il mondo arabo-musulmano
Si veda: « L’incredibile storia di Youssef Nada », di Silvia Cattori, 18 agosto 2008.
(http://www.silviacattori.net/article513.html)
[2] È stato definitivamente condannato dalla Corte d’Appello di Milano, il 6 dicembre 2011, alle spese di procedura e a versare 80.000 euro ai signori Nada et Himmat per averli diffamati nell’ articolo “Hamas perde metà del tesoro »
(http://archiviostorico.corriere.it/1997/ottobre/20/Hamas_perde_meta_del_tesoro_co_0_971020562.shtml),
pubblicato il 20 ottobre 1997 dal Corriere della Sera. Sulla base di notizie provenienti da servizi segreti Olimpio aveva affermato che i banchieri Youssef Nada e Ali Ghaleb Himmat, finanziavano il terrorismo.
Si veda: “Youssef Nada et Ali Ghaleb Himmat obtiennent justice”, di Silvia Cattori, 23 gennaio 2012.
(http://www.silviacattori.net/article2732.html)
[3] Luca Bauccio
(http://www.studiobauccio.it/index.cfm?fuseaction=bauccio.12675&lan=it),
giovane avvocato, opera a Milano e si occupa di diritto penale e di diritto dell’informazione. Ha la passione dei diritti umani e da sempre si dedica alla difesa delle minoranze. Ha rappresentato come parte civile la moglie di Abu Omar nel processo contro i suoi sequestratori e difende dirigenti politici che in varie parti del mondo si oppongono ai tiranni. Combatte dalla parte dei diffamati contro lo strapotere dei media, non ama e non è amato dai diffamatori di ogni genere. È l’autore di :
“Primo, non diffamare” (edito nella collana il mio libro.it. 2011)
(http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=648170)
“L’accertamento del fatto reato di terrorismo internazionale” (Giuffrè, 2005).
“Io, presunto terrorista” (Aliberti Editore, 2006)
[4] Si veda: « Islam : Il nemico inventato », di Silvia Cattori, 24 novembre 2008.
(http://www.silviacattori.net/article627.html)
[5] Molti suoi articoli diffondono notizie inventate e infamanti verso avversari di Israele e degli Stati Uniti. Esempio; il 31 agosto 2011 ha pubblicato nel Corriere della Sera un articolo dicendo, sulla base di una notizia falsa, che l’organizzazione libanese Hezbollah, stava preparando attentati contro obiettivi israeliani in America latina utilizzando Cuba e il Venezuela come “base” senza nessuna prova.
Ecco la stoffa di questa specie di pennivendolo, per non parlare poi di chi stampa l’/gli articolo/i, in questo caso il Corriere della sera.Altre carte imbrattate(leggi giornali) sono alla stessa stregua…chi piu’ chi meno! Buona giornata
La cosa che mi fa più indignare,anzi direi schifo,è che questa carta igienica stampata, è finanziata con i soldi pubblici,un miliardo di euro l’anno! per stampare menzogne,caxxate di ogni genere,per disinformare.
Arrabbiarsi,sbraitare,accendere dibattiti sulla assolutà faziosità e falsità dei media,serve soltanto a fare il loro gioco.
Sappiamo tutti cosa si nasconde dietro le notizie manipolate,alle notizie che espongono “il nulla”,che danno peso a fatti insignificanti e censurano importanti verità.
I contributi statali versati ai giornali sono vergognosi ed è mia opinione che siano solo un metodo per foraggiare il sistema della finta informazione.
Si pagano i giornali e si ha diritto a “dettare” loro cosa scrivere.
Ormai trovare un VERO giornalista è compito arduo.
Sono tutti asoggettati al sistema.
Si può notare semplicemente analizzando lo schema dei vari articoli,così come nei vari servizi dei tg:nessuna fantasia,solo schematicità per evidenziare alcuni aspetti, manipolarne altri,omettere la verità.Si da sempre più spazio a notizie farlocche,che magari colpiscono l’emotività delle persone,cercando gli aspetti morbosi per solleticare la curiosità.(i casi di cronaca italiana degli ultimi anni,da Cogne ad Avetrana ne sono un fulgido esempio).
In questo modo,si riempiono i vari “contenitori informativi”(giornali e tg)di notizie inutili,e si evita di parlare di cosa realmente succede ,tenendo a bada chi fruisce dei mezzi di informazione,evitando loro di pensare e dare una propria interpretazione dei fatti,fornendogli una versione “ufficiale”(articoli,immagini,foto sempre uguali,a prescindere dal canale o dall’editore).
Abbiamo potere di scelta:possiamo acquistare i giornali ,guardare i tg,ascoltare la radio.
Informarci quindi,attenendoci a ciò che ci propinano come vero.
Oppure,possiamo far finta che non esistano,ignorarli completamente.
Placare la nostra sete di informazione attingendo ai vari siti web che lottano per divulgare la VERA informazione.
Sono veramente impressionnata dai commenti che il caso Olimpio solleva. Almeno ci sono delle persone in Italia che sanno molto bene cosa è il ruolo di giornalisti scandalosi come Guido Olimpio…Ero veramente stupita di vedere che Mediachip publica articoli di Olimpio. Non hanno capito questi siti alternativi che se dice una cosa vera in suoi articoli ne dice altre false. E la tattica dei servizi di propaganda…