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Articolo di Luca Lombroso – 16/02/2012    Fonte: il cambiamento

Temperature minime giornaliere alle Svalbard, polo Nord (in rosso) e a Modena (giallo) dall’1 al 10 febbraio

Per caso, facendo i “giochini” con i numeri e le osservazioni meteo, sono finito a guardare il tempo alle Isole Svalbard, terra di orsi Polari. Ricordo alcuni anni fa che rimasi stupito dalla pioggia alla stazione meteo di quell’isola, in pieno gennaio e ne parlai  Che Tempo Che Fa. Ora è febbraio, la temperatura media a quelle latitudini dovrebbe essere di circa -9°C per le temperature massime e sui -18°C per le temperature minime. E invece… ho fatto una “scoperta”, non scientifica se vogliamo, ma osservativa, significativa degli sconvolgimenti meteoclimatici in corso.

Fra il 6 e l’8 febbraio, al culmine del freddo in Italia, con -7°C a Modena città e -18°C nelle campagne della bassa pianura emiliana e perfino -23,-24°C in Piemonte la stazione meteo delle isole Svalbard, prossima al polo Nord, passava da 0°C con neve a +6°C. Contemporaneamente, mentre da noi nevicava copiosamente con 4-5 gradi sotto zero in Emilia, in quell’isola affascinante a quasi 80° N di latitudine, pioveva…  si avete capito bene, in un’isola polare dove vivono più orsi bianchi che homo sapiens, pioveva in pieno inverno artico! Come se non bastasse, i primi dieci giorni di febbraio segnano perfino temperature medie più basse qui a Modena (e non solo, ovviamente) che alle Svalbard, dove addirittura le temperature massime erano quasi sempre sopra lo zero, fino a +6°C,  prossima (ma non ho dati precisi) ai record di caldo di quelle zone; il giorno 8 febbraio nemmeno la temperatura minima è scesa sotto lo zero!
Alla conferenza di Copenhagen partecipai ad un interessante side event (per questi, forse più che per i negoziati, val la pena investire nel viaggio alle COP) sui ghiacci artici. Come meteorologo previsore, non avevo dubbi sul fatto che il deficit di oltre un milione di chilometri quadrati di ghiacci marini polari potesse avere pesanti ripercussioni, ignote ma importanti, sulla circolazione generale dell’atmosfera;  chiesi qualcosa in merito a scienziati norvegesi: mi dissero che erano in corso alcune ricerche di cui si attendeva l’esito. Nel frattempo alcuni risultati sono usciti sulle riviste scientifiche, ripresi da alcuni blog come in  Pianeta Serra che  ha appena scritto de La neve e il “global warming”, e il blog “cassandra” in  L’ondata di freddo e il cambiamento climatico: c’è una relazione?. Ma forse la risposta sta arrivando anche dai fatti.

2 Commenti a “Piove al Polo Nord”

  • andrea:

    sarà, io non ho mai creduto alle scie chimiche, ma guarda caso, ho cominciato a notare, che dopo il passaggio di aerei militari, abbastanza insistenti, in pianura padana a certi orari, l’indomani cambia sempre il clima…………..la prima volta pensi al caso , poi 2,3,4 maHHH!!!!!!

  • Giorgio:

    A questo aggiungiamo il crollo delle temperature (anche di 12°) nel emisfero australe.

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