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di Miguel Martinez

fonte:http://www.sinistrainrete.info/politica-italiana/1895-miguel-martinez-veneto-city.html

“Dovere, dignità, lavoro e responsabilità personale sono i valori che ha sempre sostenuto, fortemente radicati nelle tradizioni brianzole di profonda matrice cristiana.L’obiettivo che si prefigge, come leghista e come brianzola, è contribuire a difendere il territorio brianzolo già tremendamente ferito dalla cementificazione irresponsabile e di salvaguardare la cultura e la comunità brianzola minacciata dalla globalizzazione.”Così si presenta la signora Donatella Galli, sposata con due figli, artigiana del legno e consigliera della Lega Nord nel consiglio provinciale di Monza/Brianza.

Ci sta, no?

Infatti, l’Italia ama i Valori Assoluti.

Anzi, due sistemi di valori assoluti, perfettamente inconciliabili e in eterna lotta tra di loro, due rette parallele che non si incontreranno mai, sebbene – con qualche strappo alle regole della geometria – riescano sempre a scontrarsi.

Come definire le due rette dipende da quella per cui tifi.

Se appartieni alla retta A, dirai, “c’è chi cerca di fabbricare un melting pot di sradicati, e chi difende le nostre radici”.

Se appartieni alla retta B, dirai, “ci sono quelli che sono aperti al mondo, e quelli che si chiudono nella loro gretta nicchia identitaria”.

Si chiama il Gioco del Destrasinistra, ed è fondamentale per la mobilitazione emotiva.

Il problema è che quando giochi solo con i simboli e le astrazioni, vince sempre il banco.

Prendiamo un esempio.

Dolo è una cittadina lungo le rive del Brenta, a metà strada tra Cazzago e Cacco. Un tempo luogo in cui i signori di Venezia se la spassavano in splendide ville mentre i contadini mangiavano polenta a giorni alterni, Dolo è nel bel mezzo del Triangolo della Grappa, dove si sogna la Fabbrica dello Zucchero Filato  e dove nuota lo Squalo di Pozzanghera.

E’ terra ricca di fermenti, come dicono, se pensiamo che da quelle parti opera Mario Attombri, “guru unico al mondo”; e proprio a Dolo è nata una nostra vecchia conoscenza, il tele-esoterista Giorgio Medail.

Dolo del Brenta non va confuso con un altro Dolo, un polveroso villaggio etiope che attualmente ospita qualcosa come duecentomila profughi dalla Somalia; però anche il Dolo veneto si è trovato infilato nel Flusso Globale.

Infatti, Dolo sta per diventare la sede di qualcosa che si chiamerà Veneto City, grandiosa colata di cemento su terreno attualmente agricolo: ovviamente il vero nome del progetto è Veneto Green City, che fonde prevedibilmente l’anglo con l’eco.

Veneto Green City, un nome un programma, sarà il più grande centro polifunzionale d’Europa, che è un eufemismo per una città privata, una sorta di feudo post-moderno. Uno di quei non luoghi planetari, che ogni  giorno sarà frequentato – prevedono entusiasti i costruttori – da 70.000 macchine, e ogni sera si svuoterà.

Per quel che vale, ecco come si sognano il Veneto Green City, in una di quelle improbabili giornate primaverili in cui vivono gli architetti.

Ci saranno un centro commerciale, banche, cinema, palestre, “servizi alle imprese”. E siccome Veneto City è Verde e Sociale, ci saranno anche una serie di “università degli studi”. Sentite bene in cosa: scienze gastronomiche, hospitality management, odontoiatra e chirurgia estetica, moda e design. E ci sarà persino un “incubatore di talenti”. Ci sarà pure un museo, che non interesserà a nessuno, ma fa da universale lapide tombale a ciò che i capitali divorano.

Insomma, tutto ciò che serve per fabbricare l’umanaio globale, su una superficie grande come “140 campi da calcio di serie A“. Senza calcolare l’enorme lavoro di viabilità che si dovrà fare per alimentarlo.

Dentro, i muratori albanesi a costruire torri alte 80 metri che faranno sparire gli aguzzi campanili veneti; facchini marocchini a scaricare sotto la nebbia camion croati pieni di merci cinesi; riparati in cellule dove la temperatura non cambia mai, invece, chirurghi estetici brasiliani (come il noto proprietario dell’Ilha dos Porcos Grande) a spiegare le regole per trasformare commercialiste venete in copie botuliniche di attrici globali.

E fuori, i contadini che se ne vanno (intascati i soldi per la vendita dei terreni), i piccoli negozi rimasti che chiudono.

La popolazione della zona è, comprensibilmente, insorta.

In un simile caso, i compiti di una buona ronda padana preoccupata delle proprie radici dovrebbero essere piuttosto chiari. Non li spiego per non cadere in apologia di reato, ma ci siamo capiti.

Invece, le ronde padane si sono impegnate in ben altro modo.

Infatti, l’approvazione del progetto dipende dal sindaco di Dolo, la commercialista Maddalena Gottardo.

Ora, la signora Maddalena Gottardo (commercialista) è della Lega Nord, una formazione di cui abbiamo già discusso in passato, raccontando anche di un nostro incontro con Umberto Bossi.

Della Lega è anche Giuliano Zilio, il Candidato Numero Uno della lista con cui la commercialista è stata eletta. Zilo, sulla propria pagina web, spiega:

“La famiglia, la solidarietà e l’ambiente sono i cardini della mia vita e i punti su cui non faccio sconti.”

Il candidato Numero Cinque, tale Marco Cagnin, si impegna:

“Il mio impegno per un territorio ed una società di cui essere orgogliosi, le cose che ci circondano sono le nostre cose ed è nostro dovere e nostro diritto averne cura.”

La commercialista-sindaco comunque si assume un impegno:

“credo fermamente nella democrazia partecipata, nel senso che il Comune è la casa di tutti e tutti i cittadini hanno il diritto di essere ascoltati e coinvolti nella gestione del loro paese. Per questo istituirò da subito le Consulte, intese come luogo di confronto aperto a tutti.”

I Comitati Ambiente e Territorio  hanno raccolto 11.000 firme – il Comune di Dolo ha appena 15.000 abitanti – per chiedere al sindaco-commercialista di fermare il progetto di Veneto City.

La signora Gottardo, commercialista e leghista, ha riposto:

  • dicendo che «Per quelli di sotto [che manifestavano contro Veneto City] ci vorrebbe l’olio di ricino»
  •  convocando il consiglio comunale alla vigilia e – alla faccia delle radici cristiane – lo stesso giorno di Natale, perché approvasse il progetto entro la scadenza legale del 31 dicembre
  • denunciando per  interruzione di pubblico servizio, offese, minacce,e atti di violenza i cittadini di Dolo che avevano osato fischiare durante la votazione in sala comunale
  •  permettendo solo a 40 persone di entrare nell’aula del Consiglio comunale il giorno della votazione, in modo da impedire ogni protesta.

Ora, le 40 persone ammesse erano tutte militanti della Lega Nord. Ecco in cosa erano impegnate le mitiche Ronde Padane.

A questo punto, la palla è passata al Presidente della Regione.

Che, con una semplice firma, può dire di sì o di no.

Il governatore del Veneto è Luca Zaia,un signore eletto in quota viticoltori della notevole cittadina di Conegliano.

I lettori ricorderanno Luca Zaia come autore della prefazione del libro di Nello Rega,  un signore attualmente indagato per simulazione di reato.

Luca Zaia stesso è autore di un libro intitolato Adottare la terra. Per non morire di fame. Con prefazione di Padre Enzo Fortunato, Direttore della Sala Stampa del Sacro Convento di Assisi, che commosso scrive:

“Ci unisce all’autore un amore incondizionato per le nostre tradizioni culturali, secolari [...] Vogliamo imparare a stupirci dinanzi alla bellezza della natura, come ci insegna san Francesco, uno stupore che non è disincarnato, ma conduce a un’azione concreta, al rispetto per l’ambiente dove viviamo, che presuppone, inevitabilmente,il rispetto per ogni uomo,per gli uomini che vivono e amano la nostra «madre terra».

Se vi siete asciugati le lacrime, permettetemi di proseguire.

Luca Zaia è un abile giocatore a Simulazioni Identitarie.

Ha fatto una campagna elettorale gridando che avrebbe introdotto “le radici cristiane” nel nuovo statuto della Regione (“invito anche il centrosinistra ad un confronto serrato che ci porti a definire nel nostro statuto, in modo condiviso, le origini giudaico cristiane del popolo veneto“).

Una mossa che ha eccitato gli animi di entrambe le parti. In pratica, dopo aver raccolto urla di “finalmente!” e di “fermiamo questo pazzo che vuole distruggere l’Italia!“, il signor Zaia ha partorito uno statuto che dice tra l’altro che:

“Il Veneto è costituito dal popolo veneto”

“La Regione, ispirandosi ai principi di civiltà cristiana e alle tradizioni di laicità e di libertà di scienza e pensiero, informa la propria azione ai principi di eguaglianza e di solidarietà nei confronti di ogni persona di qualunque provenienza, cultura e religione; promuove la partecipazione e l’integrazione di ogni persona nei diritti e nei doveri, contrastando pregiudizi e discriminazioni; opera per la realizzazione di una comunità accogliente e solidale.”

Ci sembra il più fantastico esempio di cerchiobottismo linguistico prodotto in anni recenti. Mentre l’accenno a scienza e Veneto meriterebbe una digressione a parte, per mano di qualcuno più competente di me.

Comunque, la regione del signor Zaia ci tiene all’ambiente, quello è sicuro:

“La Regione tutela il paesaggio e riconosce l’importanza delle attività rurali e forestali ai fini del miglioramento della qualità della vita, della tutela della biodiversità, della sicurezza alimentare e della salvaguardia del territorio.

L’autogoverno del popolo veneto si attua in forme rispondenti alle caratteristiche e tradizioni della sua storia.La Regione concorre alla valorizzazione del patrimonio culturale e linguistico delle singole comunità.”

Il signor Luca Zaia, fiero difensore dell’Identità Veneta nonché francescano amante della Madre Terra, ha preso in mano la penna, guardando la delibera forzata del Comune di Dolo.

Pensando alle parole del suo libro

“la ricchezza vera non è speculativa, e nasce,oggi come sempre, dal lavoro delle mani dell’uomo e non  dai futures che si vendono nelle vetrine dei maggiori centri  finanziari. Come si direbbe dalle mie parti, «scheo non fa scheo»”

vi chiederete se quest’uomo ha firmato o no per creare Veneto City.

Beh, ha firmato.

«Una firma da notaio – va ripetendo Zaia – io firmo se me lo chiedono i territori, gli enti locali»

Gli abitanti di Dolo non si preoccupino, comunque.

Luca Zaia promette infatti di fare ciò che può rendere spinosa la vita ai pur indispensabili muratori albanesi, facchini marocchini e posteggiatori peruviani che arriveranno a frotte per fare Veneto City, o almeno ai loro figli.

Infatti, commentando la proposta di concedere la cittadinanza a chi nasce in Italia, Luca Zaia dice:

“Di sicuro, l’attuale regime, legato al diritto di sangue, preserva la necessità che abbiamo e che vogliamo conservare di mantenere integra la nostra identità e di salvaguardare la continuità culturale con le nostre radici».

Dal Collettivo Tiqqun:

“Non venite a parlarci di «città» e «campagna», né della loro ormai antiquata opposizione. Quel che ci circonda non vi assomiglia affatto: è una coltre urbana unica, senza forma né ordine, una zona desolata, indefinita e illimitata, un continuum mondiale di centri storici museificati e parchi naturali, di grandi conglomerati e immense aziende agricole, di zone industriali e lotti abitativi, di agriturismi e bar fighetti: la metropoli. E’ esistita la città antica, quella medievale e quella moderna. Non esiste una città  metropolitana. La metropoli esige la sintesi del territorio nel suo complesso. Tutto vi coabita, non tanto in senso geografico quanto attraverso le maglie delle sue reti.”

P.S.

Un ringraziamento per l’ispirazione a Rossland  (da cui ho appreso dell’esistenza di Veneto City) e a Guido per i sempre azzeccati riferimenti a Tiqqun.

16 Commenti a “Veneto City L’urbanistica ai tempi del leghismo reale”

  • archimede:

    l’ho detto e ve lo ripeto, il Partito “Padania” fà parte del programma Globalizzazione a tutti i costi senza risparmiare nessuno, dividi e impera è il loro Motto ,prima ve li togliete dalle palle sti 4 pezzenti e morti di fame e meglio è per il Nord Italia, noi al Sud abbiamo a che fare con coloro che la NATO fà sbarcare nelle nostre coste e di sicuro verranno sopra da voi -

  • tonin:

    Informo il sig. Archimede che ho l’onore di considerarmi uno dei “4 pezzenti e morti di fame….” .
    PIAVE!!!!!!!

  • mario socia:

    Ormai non ci resta che vergognarci, lo dice un veneto che pur amando i luoghi natii, si sente veramente schifato da questi 4 cialtroni padani. L’unica cosa che mi rende felice è il sapere che dopo aver fatto il tutto i primi a lamentarsi saranno proprio questi famosi 4 cialtroni vestiti di verde.

  • Tiziana:

    Purtroppo temo abbia ragione archimede. Il nord-est sta solo difendendo la pagnotta che si sono consiquistata prendendo a calci l’etica.
    Vi ricordo la gran parte del biologico commercializzato viene dalle loro parti. Il quadrilatero più inquinatao d’europa. Se non è globalizzazione e profitto a tutti i costi, cos’è?

  • archimede:

    Egregio mister Tonin, non credo che lei sia abbastanza informato su che cosa si basa il partito Lega Padania, innanzitutto specifico che i cittadini godono tutto il mio rispetto, ma se lei è uno di quei 4 pezzenti e morti di fame Politici che stanno dissanguando la popolazione non credo che sia il caso di presentarsi in questo sito a scrivere i suoi commenti che alla fine trovo sempre …PIAVE… capisco che si riferisce ancora alla prima guerra mondiale, le ricordo che sul Piave ci furono cittadini del Sud che la pensavano come i cittadini del Nord lasciandoci la vita e i loro sogni, quindi..non faccia politica basata sul razzismo come la fà la Lega, le faccio pure presente che il vostro Capo “Bossi” ha imparato a sentirsi italiano nel periodo che ha lavorato come operaio a Termini Imerese , l’altro infame cocainomane “Boccuccia di Rosa” Maroni ha svenduto la nostra libertà ai suoi “sbraca fondello” USA con la scusa del terrorismo , un Castelli che diffama chi protesta per i diritti di noi tutti “vedi i Forconi” e ci scommetto che l’idea dei mafiosi tra i Forconi è venuta a lui usando quel demente di Lo Bello in Sicilia come suo portavoce, come vede..i pezzenti e morti di fame li trova dappertutto e sempre pronti ad approfittarne alla spalle dei cittadini, quindi se lei si sente di essere uno di questi e crede di avere le palle “quadrate” che fanno le scintille , scriva il seguente cartello ” IO SONO UNO DEI 4 PEZZENTI E MORTI DI FAME CHE VI STANNO PRENDENDO PER IL FONDELLO ” lo indossi e cammini per la città dove vive 10 ore al giorno,poi venga a scrivere un altro commento sul Sito-

    • Lino Bottaro:

      Caro Archimede, la Lega in Veneto purtroppo non ha fatto bene il suo lavoro non so se per il fatto di essere condizionata dai lombardi e questi a loro volta dal pdl o cosa. I media di regime non perdono occasione di evidenziare i peggior folclore del fenomeno. Tuttavia gli aneliti autonomisti sono e resteranno vitali per un popolo che devolve in Sanità il 61% del suo budget, metà del quale è regalato al resto d’Italia per quella legge detta della sussidiarietà. Una maggior autonomia permetterebbe una miglior qualità della vita e qualche fondo in più per asfaltare le strade dei paesi veneti dove siamo a livello di Monzambico. Le esternazioni razziste di fatto sono solo folclore. In Veneto ai migranti si dà la casa popolare normalmente. In alcuni paesi già ora la lingua principale è il cinese o l’arabo. Credo quindi che si stia spesso scivolando nei luoghi comuni che vogliono un Veneto razzista. E’ una campagagna mediatica condotta dai media di De Benedetti in anni e anni di disinformazione su L’Espresso, Repubblica, Il Fatto, e poi l’Unità ecc ecc Ricordi la rubrica Profondo Nord dove un emerito cretino pontificava su cose che non conosceva? Insomma mi vien da fdire che le notizie che hanno formato le nostre convinzioni sono false. La Verità è invece quella di una regione che si stà autodemolendo ed è vessata da una tassazione usuraia. Ti dico questo con congnizione di causa.

    • Fabrizio:

      Concordo in toto con lino bottaro inoltre archimede a conferma di ciò vai sul sito di venetostato.org scoprirai che il veneto è sempre meno leghista e sempre più indipendentista, stufo di essere preso in giro da chichessia (bossi compreso) e stufo di mantenere il resto d’italia con una pressione tributaria senza precedenti. Ma te lo immagini se il veneto un giorno passa dalle parole ai fatti e non versa più un euro alle casse centrali? Ebbene sarà la fine di tutti coloro che pontificano sul sudore dei veneti, ricordo anche di ripassare la storia vera dell’italia, dove il veneto non faceva parte nel 1861 oggi tanto ricordato, ma anzi eravamo stranieri, tanto che nella terza guerra d’indipendenza l’esercito serenissimo sconfisse e sbaragliò totalmente la marina italiana (senza alcuna menzione nei libri di storia, fatalità), peccato che gli austriaci fossero poi sconfitti dai prussiani e cosi siamo stati noi veneti ceduti ai francesi e barattati poi a cavour come merce di scambio e quindi annessi; questo per dirti che nemmeno storicamente siamo italiani e vedrai che nel mondo ci sarà dato questo riconoscimento come è già accaduto per la catalogna e la baviera. Un italia senza il veneto che paga tutto e tutti, è finita e dovrete cominciare a lavorare finalmente.. statali compresi ovviamente..

  • andrea'65:

    Quindi senza il Veneto l’Italia sarebbe una landa economicamente depressa abitata da lazzaroni senza arte ne parte….iniziamo con tagliare i 5miliardi per il MOSE di Venezia, pensateci voi veneti alla vs. capitale.

    • Lino Bottaro:

      Caro Andrea, il Mose è un pozzo senza fondo che ancor prima di essere iniziato si sapeva essere completamente inadeguato allo scopo. Ne ho prove personalmente. E’ esclusivamente un pretesto per far rubar soldi. Da Corruzione ad alta velocità del giudice Imposimato, abbiamo appreso che la tecnica è sempre la solita, l’opera è eseguita esattamente con un quinto del valore dichiarato, mi sembra di ricordare che altre parti vanno ai poteri forti come Eni, Italcementi, Impregilo ecc…, un altro va alla mafia, un altro ai politici, uno va all’azienda che ha preso l’appalto ed un’altra a chi esegue che di solito sono aziende locali.
      No, l’Italia senza il Veneto starebbe molto meglio in quanto avrebbe da tempo provveduto a migliorare ed a perfezionare le sue politiche assistenziali ed economiche e forse non avremmo questo colossale parassitismo. Il Veneto è defunto, o meglio, i Veneti non nascono più, ne contano qualcosa a livello politico. Giganti economici e nani politici.

    • Fabrizio:

      Si l’italia senza il veneto starebbe da Dio, con un futuro roseo di stimoli per la propria crescita ed enormi opportunità di sviluppo oggi sopite, ma il veneto senza italia ? Da chiedere forse agli altoatesini…..

  • Tidivic:

    Purtroppo è la base che è marcia. I veneti e i nordici si sono fatti abbindolare da quattro ignorantoni che acquistano proseliti nella parte più burina della popolazione (vedere raduni della lega, ci sono personaggi veramente divertenti). La base sono i politici della lega che tra un investimento in Tanzania, l’acquisto di innumerevoli proprietà immobiliari con intestazioni dubbie, imprese sotto prestanome, finanziamenti alle scuole private delle loro mogli, figli messi in consiglio regionale a guadagnare 6000 euro al mese (e voglio essere clemente), mogli di altri a rivestire altissime cariche in regione (Veneto) senza concorso e senza requisiti. Come vi sentite voi abitanti del Veneto e del nord di fronte a tutto questo? Come vi sentite ad essere sempre presi in giro e manipolati per spostare la vostra rabbia su un nemico lontano che siamo noi del sud o gli extracomunitari? Le vostre imprese non chiudono per colpa del meridione. Io sono sicura che voi vivete in un’Italia migliore di quella in cui vivo io. Se avessimo preso noi le vostre risorse non credete che staremmo meglio di così? E poi chi vi ha raccontato che la pressione fiscale cel’avete solo voi? Venite al sud a parlare con i commercianti, gli impiegati, i pensionati e vedrete che tutto quello che vi hanno raccontato sono solo balle. A loro serve che voi siate distatti contro altri così potranno farsi le loro cose in pace. Io invece dico di mandare a casa loro e quelli come loro perchè ci stanno ammazzando tutti al nord e al sud…BASTA CON QUESTA PSEUDO DEMOCRAZIA DOVE I POVERI SONO SEMPRE PIù POVERI E I RICCHI E POTENTI PERPETRANO IL LORO POTERE PER GENERAZIONI A FIGLI E NIPOTI MENTRE LA GENTE MUORE DI FAME!!!!!

    • Fabrizio:

      Già ma un veneto non si lascia fregare due volte, il veneto è sempre più indipendentista e sempre meno leghista, lo vedrai alle prossime elezioni comprese le amministrative; il fatto è che la lega lombarda conosceva questa spinta autonoma veneta e ha provato a cavalcarla illudendo i veneti, illudendoci che ci avrebbero pensato loro col federalismo fiscale e altre cose mai attuate; ma il veneto oltre a vergognarsi di essere stato preso per il naso, poi riparte per la sua voglia di essere autonomo come le regioni confinanti e come altre esperienze tipo la catalogna e la baviera, segno tangibile che si può fare..

  • archimede:

    Scusate picciotti, non è che avete letto male quello che ho scritto nel commento precedente? io me la prendo con i Politicanti e non con i cittadini,che siano stati costretti a far parte dell’Italia ,che lo abbiano fatto di propria volontà ..non stà a noi deciderlo, siamo tutti nelle stessa barca che stà affondando e si litiga ancora tra Veneti-Lombardi e Sud?…..h semplicemente detto che la Lega và bannata perchè non fà gli interessi dei cittadini ,cosi come vanno bannati sti dannati politicanti-

  • tonin:

    Egregio mister Archimede, non credo lei sia consapevole che insultando i rappresentanti di un gruppo elettorale insulta e disprezza in anzitutto gli elettori che si identificano coi primi.
    Vedo che ha letto qualche mio commento, con ciò la mia posizione dovrebbe esserLe assolutamente chiara, tanto da escludere che io sia un politico connivente. Ciò nega la sua successiva ipotesi (” ma se lei è uno di quei 4 pezzenti e morti di fame Politici che stanno dissanguando la popolazione non credo che sia il caso di presentarsi in questo sito a scrivere i suoi commenti che alla fine trovo sempre …PIAVE…”) e la denuncia solo come pretestuosa e strumentale al lanciarsi nello sfogo patologico della sua frustrazione. Inoltre nel suo commento del 18/02/12 Lei si riferisce al partito della LEGA quando lo gratifica di tutta la sua “comprensione”. Ebbene la prima e più importante componente del partito, le ricordo, è la base ed è l’intero partito che lei disprezza ed insulta.
    Cosa significhi per Lei PIAVE mi è assolutamente indifferente, ognuno capisce quanto può (o quanto gli fa comodo).
    Questo beninteso lo dico solo dopo averLa pesata, e non deve essere inteso come cinismo verso i poveri morti e le sofferenze senza nome che hanno subito da vivi.
    Quanto all’ accusa di far politica, solo per esprimere un concetto tramite una singola parola cui lei non potrà mai arrivare e che pure si permette di ridurre e censurare (“…quindi..non faccia politica basata sul razzismo come la fà la Lega… “) , vi constato evidende il ricorso al solito liso stereotipo di razzista che usano normalmente in questi contesti quanti, vilmente, si nascondono dietro idee di supporto politicamente corrette, per attaccare coloro i quali dissentono (sacrilegamente) dalla loro opinione (condizionamento) segno di una dipendenza caratteriale irrisolta e di una immaturità irreversibile. Inoltre non si arroga il diritto di dirmi cosa fare o meno.
    Quanto alla sua citazione “…, l’altro infame cocainomane “Boccuccia di Rosa” Maroni ha svenduto la nostra libertà ai suoi “sbraca fondello” USA con la scusa del terrorismo…” reca evidente il riferimento di infame anche a Bossi. Bene Maroni è uno dei pochi ministri degli interni ad avere fato qualcosa di tangibile (in primo luogo appioppando un morso alla caviglia, dopo essere stato atterrato,all’agente che lo aveva manganellato ai tempi dell’incursione squadrista in via Bellerio)
    Proseguendo: “…quindi se lei si sente di essere uno di questi e crede di avere le palle “quadrate” che fanno le scintille , scriva il seguente cartello ” IO SONO UNO DEI 4 PEZZENTI E MORTI DI FAME CHE VI STANNO PRENDENDO PER IL FONDELLO ” lo indossi e cammini per la città dove vive 10 ore al giorno,poi venga a scrivere un altro commento sul Sito…” . Ancora la sua ipotesi non stà in piedi e vale quanto riportato al capo I, inoltre a giudicare dal tono e dai termini nel suo primo commento, nonchè dal tenore della mia replica, chi crede di avere (o più probabilmente vuol far credere di avere) ” le palle quadrate…” è solo Lei mister Archimede.
    Inoltre signore, Lei non si arroga il diritto di dire cosa fare o non fare fintanto che non ne ha la forza di imporlo altrimenti ne esce solo come un patetico perdente.
    Va da sè che il cartello ” IO SONO UNO DEI 4 PEZZENTI E MORTI DI FAME CHE VI STANNO PRENDENDO PER IL FONDELLO ” invito Lei ad indossarlo, e magari ad issarlo come bandiera della sua Tribù, fino alla consumazione dei secoli e oltre ancora.
    Non posso, eticamente, esprimermi in dettaglio sulla situazione personale che si legge chiaramente dai suoi scritti e dalle sue posizioni, mister Archimede, mi limito (senza polemica) a consigliarLe un giornaliero “esame di coscienza”, troppe sono le forzature logiche e le contraddizioni che , in percentuale non fisiologica lei manifesta.
    Da ultimo ricordo che il nord est è sempre stato ospitale, una terra che ha saputo accogliere gli stranieri, cominciando dai Turchi.
    PIAVE!!!!!!!

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