A volte la realtà è talmente sconcertante che mortifica e annulla ogni più fervida fantasia, scaraventandoci nella più totale prostrazione e dentro uno stato di impotenza psicologica tale, da azzerare nell’individuo ogni eventuale, possibile reazione emotiva e giudizio critico.
E’ la coscienza che alimenta il cervello, ma la sua degenerazione, può innescare una “infezione” così grave (iperplasia o ipertrofia), da indurre l’individuo, all’autodistruzione. Questo è ciò che accade oggi all’uomo delle società moderne.
E’ possibile che l’uomo dei primordi (scimmia o non scimmia che fosse), abbia subito un trauma devastante, a tal punto inimmaginabile, da destabilizzarne e alterarne la sua coscienza di base, che utilizzava semplicemente per soddisfare le sue necessità e interagire socialmente. Tutto questo, potrebbe essere imputato all’impatto di un meteorite di grosse dimensioni con la crosta terrestre – a una pioggia radioattiva – a uno spavento oltre ogni capacità di comprensione; insomma, la visione sensoriale e traumatica di un fatto, talmente apocalittico da compromettere per sempre la capacità di codifica del cervello – di contemplare e quindi di assorbire un tale straordinario evento e, in seguito, di poterlo rimuovere.
Il solo modo a disposizione dell’uomo “per incassare il colpo”, è stato di alterare la sua coscienza di base in un’altra di natura relativistica. Prova ne è che, negli ultimi decenni, fra guerre, olocausti, visioni apocalittiche di ogni genere, notizie raggelanti sullo stato dell’ambiente, i vari accadimenti hanno, in brevissimo tempo, modificato le nostre coscienze in coscienze malate.
E’ una coscienza sana che nutre in maniera funzionale il cervello ma, una coscienza traumatizzata, lo distrugge e lo fa implodere.
Chi ha vissuto l’orrore dell’olocausto e la prigionia nei campi di concentramento nazisti, ha inevitabilmente modificato la propria coscienza in una coscienza ipertrofica, che ha prodotto una tale infinità di pensieri schizofrenici e di domande vane e irrisolte (vista l’assurdità di una tale condizione), da costringere il proprio cervello ad una inevitabile pressione contro le pareti della scatola cranica, con tutti gli effetti del caso.
Quanti suicidi ci sono stati dopo la liberazione dei deportati, e quanti soldati al ritorno dal Vietnam hanno fatto la stessa fine? L’uomo ha rinunciato alla terra per le macchine e questo, è segno di pura necrofilia, risultato di una coscienza frustrata e squilibrata.
Violazione e profanazione, che caratterizzano il nostro tempo (per brevità, definito moderno e civile), vanno ascritte a una serie di sistematici comportamenti – assunti in seguito a regole relazionali – che non hanno tenuto in nessun conto i ragionevoli limiti etici, da sempre regolatori e armonizzatori di ogni azione umana.
La cosa stupefacente si ricava dal fatto che, tutti noi, in maniera arbitraria, persistiamo a chiamare tali aberrazioni, diritti alla libertà.
*Quello fu il peggiore dei nostri giorni! La terra era li, una grossa palla sospesa nel vuoto. Circondata dal nulla, viaggiava a tutta velocità verso l’ignoto, forse attratta da un pianeta infinitamente più grande e dalla sua immensa forza di gravità; un mega pianeta così distante e così diverso dai soliti, che nessun marchingegno umano era in grado di scorgerlo. Un pianeta composto di pura energia, invisibile, silenzioso ma con un tale potere di attrazione, che tutti i corpi del sistema solare, prima o poi, sarebbero stati fagocitati dal suo devastante risucchio.
A questo pensavo! Allo stesso tempo la terra roteava su se stessa, e così l’Everest, la sconfinata muraglia cinese, l’oceano Indiano, il Pacifico e fiumi e laghi, senza che una sola goccia d’acqua si disperdesse nel circostante universo – e noi tutti eravamo li. E c’ero anch’io, in quella infinitesima parte di quel mondo mortificato, esposto a pubblico ludibrio. Un mondo che non avrei mai voluto vedere, un mondo violato, ridicolizzato, messo a tacere per sempre.
Era il 24 dicembre del 1968 e la televisione trasmetteva per la prima volta l’immagine della nostra terra vista dallo spazio.
Il mondo tutto festeggiò l’evento, ma forse nessuno si rese conto, capì, che quel giorno, segnava l’inizio del periodo più buio dell’umanità. Un oscuro senso di angoscia invase tutto il mio essere, e un’amara paura si fece spazio fra le speranze del mio domani. Da quel preciso momento siamo stati tutti condannati a pagare il prezzo della violazione e della profanazione del Mistero.
“Quando la terra era piatta e senza confini, l’uomo era degno e perciò felice – l’acqua scorreva pura fra le valli immacolate, fino giù, ai campi di grano, per dissetarli e onorarli con la sua fresca devozione. Quando la terra era piatta, l’aria danzava libera fra le foglie degli alberi, libera fra i capelli delle spose e tutte le cose vive, annusavano il nuovo giorno, inebriate da tanta fragranza – quando la terra era piatta, gli uomini potevano sognare e Dio governava le loro notti”.
Che cosa resta di Dio, oggi, e cosa resta dell’uomo?
Un incubo senza risveglio sovrasta le nostre vite. La paura, è il perno cancerogeno intorno al quale si consuma la nostra esistenza. Nessun potente farmaco o carezzevole parola, illuminato pensiero e strabiliante scoperta, sono più in grado, di liberare l’uomo moderno, dal dolore e dall’angoscia di questo mondo insensato.
































Della serie meglio non sapere per essere felici!? giusto per essere un pò meno pessimisti.
io credo che la conquista sia di conoscere assieme alla consapevolezza. le cosidette conquiste umane sono viste solo come tappe del progresso tecnicistico, cioè un antico modus umano di voler conoscere per dominare la natura, per conquistare sicurezza, per utilizzare a proprio uso e consumo ogni aspetto del nostro pianeta.
Il punto è che invece le vette di conoscenza, si possono raggiungere soltanto integrando un certo grado di consapevolezza, si comprende che più si conosce e meno si sà, proprio perchè più allarghiamo la visione e più si intuisce quanto siamo parte di un gigantesco organismo vivente chiamato universo nel quale noi non siamo i più importanti e non abbiamo privilegi speciali.
L’egoismo, la sopraffazione, la presunzione, avrànno poco tempo ancora come mainstream nel pensiero dell’umanità. I signori oscuri che governano il mondo sanno che il loro potere và frantumandosi sempre di più, in virtù del fatto chè l’uomo comincia sempre più ad acquisire una coscienza cosmica (ed è questo che essi veramente combattono) spostando lo sguardo verso l’interiore, lì dove si può comprendere l’immensità di Dio e dell’universo.
Sò che sembra utopia ma molte persone si vanno svegliando. cordialmente.
di sicuro sempre più gente si incomincia a fare domande profonde sull esistenza , domande che 50 anni fa erano impensabili
tanto comunque oggi siamo più confusi che mai , più cerchiamo di capire studiare dare un senso alla vita e alle cose e più non capiamo niente , non ce niente da capire , la vita dell uomo e di tutti gli altri esseri viventi del pianeta non hanno alcun senso , detto questo penso che bisogna non arrendersi mai e vivere fino in fondo , fino al nostro ultimo istante di vita
@ – jerome – conoscenza e sapere non hanno nulla a che vedere con la profanazione e la violazione! e i risultati si vedono tutti!! Territori e acque contaminati dai rifiuti e scorie tossiche e cancerogene rigurgitati da migliaia di fabbriche fumanti, aria resa irrespirabile, estinzione di specie animali e vegetali, bombe intelligenti al fosforo, batteriologiche e affini, disoccupazione e deriva etica e morale non sono paradigma di progresso e civiltà ma la prova del nove (inopinabile) di quanto, questo che tu definisci sapere, sia nefasto per tutta l’umanità!! Se poi non lo vedi, ti consiglierei una visita oculistica!! ciao
Do una formulazione del “senso della vita”: conoscenza del Se’ (anima, mente, spirito… e mettiamoci pure il corpo… le componenti che formano la Coscienza/Dio), attraverso il processo esistenziale, per diventare coscienti del Se’.
La Vita/Universo e’ uno specchio virtuale 3D (ologramma), per elaborare una forma all’infinito ed eterno (il quale, ovviamente, non ha forma)… una sua immagine, anche se speculare. Noi siamo i “codici” coi quali la Coscienza (la quale attiva questi codici, attraverso gli archetipi – la realta vera e non virtuale) si traveste per conoscersi. Sempre che ne abbiamo le capacita’…
PS: e’ solo una teoria…
@gianni tirelli.certo che questi orrori li vedo!!!ma lamia riflessione in merito al tuo post. il quale esalta condizione di ignoranza e verteva l’uomo del medioevo.. “Quando la terra era piatta e senza confini, l’uomo era degno e perciò felice “..io facevo notare che l’uscire fuori dai nostri confini terrestri , può immergerci inun grado di consapevolezza maggiore su ciò chesiamo nell’universo. ciao
E’ vero che il grande passo per l’umanità (intendo quello vero!) ancora non se visto,ma l’articolo mi sembra un po esagerato….
L’olocausto?? perchè è reale? ma questa gente per avere un pò di attenzione deve scrivere per forza qualche cazz….
Non dobbiamo avere PAURA!
Negativo e positivo si attraggono,e insieme
queste forze danno- luce,energia, vita, (realtà virtuale).
Quello che conta e la CONSAPEVOLEZZA dell’essere.
In questa fase dal tempo (virtuale) le forze negative vincono
su quelle positive. Ma interdipendono.
Il materialismo e la nostra meteorite.
Troppi falsi profeti,mentre coloro che si battono per giuste
cause vengono dirisi.
DA QUESTE FORZE NASCE LA NOSTRA REALTA
L’UNA NON PUO FARE A MENO DELL’ALTRA.
grazie S.L. vi seguo quotidianamente.
Giobbe 26:7Egli distende il settentrione sul vuoto,
sospende la terra sul nulla
Isaia 40:22
Egli è colui che sta assiso sul globo della terra, e gli abitanti d’essa sono per lui come locuste; egli distende i cieli come una cortina, e li spiega come una tenda per abitarvi;
Da come si puo leggere nella Bibbia il creatore di questa meravigliosa palla celeste per mezzo dei suoi profeti ,2600 anni orsono ci aveva informato riguardo alla terra
Da notare che i cieli di cui si parla in questi versetti sono in riferimento alla atmosfera e non ai cieli stellari.L atmosfera paragonata a una tenda cioè un tetto,una protezione che ci permette di dimorare cioè di vivere sulla terra Quello che il profeta Isaia 2600anni fà sotto ispirazione del creatore YAHVE DIO di Israele ha detto, la scienza moderna ha confermato
QUESTI VERSETTI CONFERMANO CHE LA BIBBIA E LA VERITà Ed è LA CONFERMA DELLA ESISTENZA DI YAHVE DIO
VIENI SIGNORE YAHUSHUA
VENGA IL TUO REGNO
Vi racconto una storia, accaduta oggi.
A pranzo, due famiglie che festeggiano il compleanno del nonno 80enne.
Ad un certo punto il cuoco (anziano) passa a salutarci e si mette a parlare col nonno di pesca, dei bei tempi, quando da ragazzi si andava a piedi o in bici a pescare nei fiumi e torrenti nei dintorni, nel Po.
Era bello sentirli raccontare, sembrava parlassero di un altro pianeta, di un altro posto.
Poi cambiando tono e umore hanno iniziato a raccontarsi quando tutto questo era finito: sono arrivati a parlare dei giorni nostri.
L’ultima volta che andarono a pescare fu nel ’98, a quei tempi qualcosa ancora si tirava su … ma poco. Poi … basta. Nulla.
Ora in quei torrenti non c’è più nulla, sono morti, soprattutto nel Po (un pò come succede nelle nostre istituzioni, ma anche nelle nostre città e paesi) vivono solo pesci grossi, siluri, carpe. Pesci piccoli non c’è ne, gare di pesca non se ne fanno più. Hanno concluso dicendo “vabbe … almeno a quei tempi ci siamo divertiti, sono stati bei temi! da ricordare”.
…..
Son passati alcuni minuti, abbiamo parlato d’altro. Ma qualcosa ronzava nella mia testa, qualcosa era cambiato. Poi ho capito, e l’ho manifestato agli altri. Ho detto:
“Sapete, i loro discorsi, quello che hanno detto, mi hanno messo tristezza, angoscia, loro l’hanno minimizzata ma noi no, noi non possiamo farlo. Noi quelle cose non le abbiamo vissute, non le abbiamo viste. E non le vedremo più.”
E a quel punto anche i miei amici commensali, guardandomi incuriositi, mi hanno risposto: “Ma pensa, anche io ho provato la stessa emozione, questi discorsi mi hanno angosciato, mi hanno messo tristezza, come quando ti accorgi di aver perso qualcosa di importante che d’ora in poi non tornerà più, di cui non potremo più godere”.
Punto.
Abbiamo perso definitivamente molte cose, non solo i pesci nei torrenti e fiumi, ma tante e tante altre cose. NON stiamo evolvendo, non credo che questo andazzo, questa era di sviluppo e scoperte scientifiche/tecnologiche si possa chiamare “evoluzione”.
Semmai il contrario: regressione.
Spero di sbagliarmi, e che ci troviamo semplicemente nella parte negativa dell’onda della frequenza della vita.
Ciao
Dario
” La Verità vi farà liberi “.
Pensi, Gianni Tirelli, che bello sarà quando utilizzeremo le tecnologie già esistenti che ci permettono di disinquinare le acque, di bonificare le zone contaminate, rimboschire le montagne, rinverdire il deserto! E pensi che bello sarà fotografare non solo la Terra, ma anche gli altri pianeti, dentro e fuori dal Sistema Solare, in compagnia dei nostri fratelli e cugini che li abitano. Io non vedo l’ora!
@ – Jacopo – risponderti mi sembra troppo!! Parlane con lo psichiatra e vedi un pò se ti può aiutare!! Ti sono vicino! un abbraccio
@ Gianni Tirelli. Credo si debba distinguere tra umanità (tout-court) e civiltà.
Noi non siamo l’umanità, semmai crediamo di esserla dopo secoli di condizionamenti.