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Il rovescio della medaglia

Dal 1 settembre dello scorso anno  sono sparite dagli scaffali dei negozi di elettricità  (o dovrebbero essere sparite) le lampadine con potenza maggiore o uguale a 100 watt, quest’anno scompariranno quelle da 75 e così via sino al 2012 quando le lampadine ad incandescenza non saranno più commercializzate in Europa. Questo  è il risultato della direttiva europea dello 8 dicembre 2008  assunta nel quadro del Piano clima-energia: quello famoso nel quale gli europei si auto imponevano il famoso piano “20:20:20″ sull’energia castrando la propria industria a vantaggio dei competitori dei Paesi che si erano ben guardati di applicare il protocollo di Kyoto ed i suoi limiti che si sono mostrati oggettivamente irraggiungibili.

Un aspetto della direttiva, come conseguenza della volontà del Piano di ridurre i consumi energetici del 20% entro il 2020, era quello di passare, gradatamente ma rapidamente, all’uso di lampadine a basso consumo, le LBC,  che hanno l’innegabile vantaggio di produrre la stessa quantità di luce consumando fino a cinque volte meno corrente e durando (questo è da vedere nella realtà) sino a cinque volte in più della vita media delle vecchie lampadine ad incandescenza.

Primi della classe nell’applicazione della Direttiva, Francia,Austria ed Irlanda che la hanno già inserita nella loro legislazione nazionale. Tutto bene quindi? Si attendono gli altri 24 paesi che stentano, però, ad esercitare il loro diritto al risparmio energetico con altrettanta solerzia.

Nella realtà, anche nei tre primi apripista dopo la corsa in avanti cominciano a nascere dubbi e problemi che rischiano di mostrare come questa scelta, forse, non sia stata proprio la migliore sotto molti punti di vista. C’è anzi chi direttamente indica che il cambio obbligato delle lampadine si sta rivelando una “falsa buona idea”. Vediamo perché.

Le lampadine ad incandescenza, LAI , sono formate da un bulbo leggero di vetro, riempito di gas inerte per evitare che rompendosi divenissero pericolose con l’esplosione in mille pezzi, e di  un leggero filamento di tungsteno che arrivava al calor bianco al passaggio della corrente. Da qui la prima critica; nelle LAI il 95% dell’energia elettrica serve a produrre calore mentre solo il 5% dà effettivamente luce: ne deriva bassa efficienza luminosa ma produzione di calore. Per una LBC questi valori si invertono. In inverno però, quando è maggiore la necessità di fare luce, le LAI contribuiscono anche a scaldare l’ambiente mentre è necessario compensare con altra energia la mancanza di riscaldamento prodotto dalle LBC.

Un altro punto importante è che il peso percentuale dell’energia consumata per l’illuminazione è marginale rispetto a quello di altre voci quali gli elettrodomestici o il condizionamento (in Francia è addirittura del solo 10%) per cui non si comprende quale enorme impatto l’uso delle LBC possa produrre effettivamente sui consumi energetici.

I problemi, però, sono altri e più rilevanti tanto che alcuni ecologisti più illuminati e seri all’estero stanno già mettendo il dito sulle piaghe reali che sono generate da questa scelta. In primis il fatto che le LBC contengono del mercurio; e questo con buona pace del fatto che sarebbe (e volontariamente usiamo qui il condizionale) presente non più di 3 milligrammi per lampadina in ossequio ai limiti stabiliti a livello comunitario. Il mercurio è altamente velenoso tanto che lo hanno eliminato da tempo  anche dai termometri levando il gusto ai ragazzini di giocarci quando il bulbo si rompeva.

Recentemente un’associazione di medici francesi con 2500 membri, l’ASEF, ha concluso uno studio dal quale emerge che le lampadine a basso consumo sono sì inoffensive… sintanto che non si rompono. Infatti, se si verificasse  questo caso, il suggerimento è di aerare la stanza dove si è prodotta la rottura per almeno una quindicina di minuti, di raccogliere i pezzi di vetro e quantaltro fosse fuoriuscito non con l’aspirapolvere ma con paletta e scopettino, indossando dei guanti, di raccogliere i pezzi in un contenitore ermetico e continuare a ventilare la stanza ancora per alcune ore. Catastrofismo o ragionevole precauzione?

Un altro problema che emergerebbe, sempre in Francia vista che il paese è partito lancia in resta sul tema, sarebbe dovuto al fatto che le lampadine produrrebbero dei campi elettromagnetici particolarmente forti  a piccola distanza i quali, potenzialmente, potrebbero essere pericolosi per la salute se queste affermazioni corrispondessero a verità. Su questo tema il dibattito tra catastrofisti da una parte e tecnici scettici dall’altra è acceso e solo agli inizi perché le misure necessarie non sono semplici e ancor meno lo è la modalità di standardizzazione delle stesse. Ad oggi la bagarre tra le due fazioni, i catastrofisti e gli scettici ad oltranza, continua senza che si sia arrivati a nulla di concreto: staremo a vedere se mai si otterranno risultati riproducibili e certificati.

Qui è opportuno fare soltanto alcune riflessioni comparando le vecchie lampadine ad incandescenza e le LBC: la composizione complessiva di queste ultime è certamente da tenere sotto controllo perché contiene materiali notoriamente inquinanti e pericolosi tanto che già adesso stanno nascendo opportuni centri di raccolta specifica e di smaltimento. Possiamo, forse, essere sicuri del controllo dei limiti di mercurio per quelle prodotte nei paesi avanzati ma molto meno fiducia andrebbe posta per i prodotti provenienti da altri paesi e che stanno inondando l’Italia soprattutto sulle bancarelle per le strade ed a prezzi pericolosamente stracciati.

Le LBC fanno consumare, a parità di luce prodotta, sino a cinque volte meno di quelle a incandescenza: è vero ma sono anche almeno cinque volte più massicce e pesanti racchiudendo vari materiali. La domanda da porsi, quindi, se veramente si vuole fare un bilancio energetico serio di un prodotto industriale e dei servizi che fornisce, non è soltanto il risultato finale della catena, cioè quanta sia l’energia risparmiata. Bisogna anche chiedersi, come ben sanno gli economisti, quale sia “ l’energia utilizzata” per la creazione di una unità di prodotto, cioè una singola lampadina a basso consumo ma cinque volte più pesante di una semplice ampolla a luminescenza.

Qualcuno presenterà mai dei dati per convincerci in maniera inequivocabile che era veramente necessario, energicamente giustificato ed utile per l’ambiente passare dall’incandescenza al basso consumo? Speriamolo.

9 Commenti a “Quello delle lampade a basso consumo è un business ad alto rischio”

  • Questa è l’ennesima farsa operata dal “sistema di controllo”.
    Obbligare la massa ad utilizzare un tipo di lampadine progettate(secondo gli “editti comunitari”)con il solo fine del risparmio energetico e di una migliore qualità della vita.
    Sono soltanto un altro “cavallo di Troia” che immettono nelle nostre case.
    Come scritto nell’articolo,queste lampadine dovrebbero consumare 5 volte meno di quelle tradizionali,emettere un tipo di luce più confortevole in termini di gradazione dell’illuminazione.Rendere quindi migliore la nostra vita e più “pulita” la nostra coscienza,in quanto,utilizzandole,contribuiamo al bene della società.
    Niente di più falso.
    Questo tipo di lampadine hanno un costo industriale decisamente maggiore delle lampadine convenzionali.Hanno bisogno di un packaging più complesso e costoso.
    2 caratteristiche che per essere attuate comportano un dispendio energetico difficilmente ammortizzabile con il solo utilizzo delle suddette lampadine.
    Come ricordato nell’articolo,sono costruite utilizzando mercurio e altri gas nocivi,che sono pericolosi per l’uomo in caso di rottura accidentale.Ma c’è anche un altro problema serio:lo smaltimento.Possiamo benissimo constatare che molte di queste lampadine hanno una durata effimera.Facendo un semplice calcolo che prende in considerazione il numero di lampadine LBC vendute(soprattutto dopo l’obbligatorietà di utilizzo stabilita dalla cee) e l’alta percentuale di scarsa durata,possiamo affermare che giornalmente ci troviamo di fronte ad un numero enorme di lampadine PERICOLOSE da smaltire,con costi sicuramente molto alti(naturalmente se lo smaltimento viene effettuato rispettando le regole…)e con conseguente dispendio energetico e finanziario.
    Per cui mettendo su un’ipotetica bilancia le 2 tipologie di lampadine al fine di valutarne pregi e difetti,non credo proprio che il gioco(produrre e installare lampadine LCB)valga la candela.
    Per cui,se è facilmente riscontrabile che questo tipo di lampadine non apportano tutti i vantaggi promessi,nasce spontanea una domanda:perchè ci obbligano a rimpiazzare le nostre vecchie care lampadine con queste a nuova tecnologia?
    Come detto,le lampadine LCB emettono un campo elettromagnetico molto più potente rispetto alle lampadine convenzionali.Un campo magnetico che guarda caso,lavora a frequenze (basse)che in parte interferiscono con le naturali frequenze del nostro cervello,abbassando il “livello di attenzione” del pensiero,condizionando i ragionamenti.Sono stati fatti diversi studi a riguardo.Studi che confermano questo aspetto.Così le nostre abitazioni pian piano stanno diventando delle vere e proprie sorgenti di onde elettromagnetiche che interagiscono con il nostro organismo:tv,forni a microonde e tutti gli altri piccoli elettrodomestici.Facendoci vivere a bassa frequenza,cioè in costante apprensione,sempre circondati da pensieri negativi.
    A parte l’aspetto di emissione di campi elettromagnetici,c’è un altro discorso da fare:
    il tipo di luce che emettono queste lampadine è diverso da quello tipico delle lampadine normali:sembra una luce più astratta,più distaccata ,più artificiale.
    Potete benissimo fare una prova:prendete una lampadina convenzionale e una LBC equivalenti ,e alternatele nel portalampada di una stessa stanza(riesce meglio in un corridoio o un piccolo ambiente come un cucinino).Rimanate nella stessa posizione a leggere o a fissare un punto per circa 5 minuti utilizzando la lampadina convenzionale e poi fate la stessa cosa con quella LBC.Alla fine dell’esperimento vi renderete conto della differenza,proverete una strana sensazione.La stanza è la stessa,l’ambiente è lo stesso,l’illuminazione è la stessa:cambiano solo le lampadine.Allora perchè dopo aver utilizzato quella LBC mi sento un pò più spento???????????????????????????????
    In definitiva:è solo un altro tassello che l’elite globale incastra nel proprio disegno di condizionamento e assoggettamento dell’uomo.

  • illupodeicieli:

    E che dire delle lampadine alogene ? Ho visto che ci sono anche “a risparmio energetico”.

  • Condivido le perplessità sulle nuove lampade racchiuse nell’articolo pubblicato il 10 Marzo 2010 su http://www.loccidentale.it. L’energia richiesta per la loro produzione e quella relativa al loro smaltimento, rende inutile il risparmio energetico per l’Umanità. Utile l’utilizzo per l’illuminazione pubblica.
    Ricordarsi di spengere (spegnerne) la luce quando non serve è il vero risparmio.
    Sarebbe utile sapere, a distanza di due anni, quali sono gli effetti sulla vista dalla luce
    prodotta dalle LBC.
    Evitare lo spreco di energia è il vero risparmio.

    >I<

  • Se non ci avessero ingannato, la vita delle LAI sarebbe stata molto più lunga…
    di quella stabilità dal sistema.

    http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/esteri/lampadina-livermore/lampadina-livermore/lampadina-livermore.html

    Avrete sicuramente sentito parlare di obsolescenza programmata?
    Questo documentario è molto esaustivo anche per le LIA.

    >I<

  • marco:

    Usate lampadine tradizionali al tungsteno, finchè sono in commercio, poi solo più candele e niente lampade a basso consumo, così saranno obbligati a toglierle dal comercio

  • archimede:

    La commissione Europea ha deciso che anche le lampade Alogene devono essere vietate entro il 2012, come potete vedere la Osram e la Philips hanno distribuito bustarelle ben pasciute tra le file dei deputati(depravati) dei Verdi e Ambientalisti a Brussel, evitate ci comprare TV al Plasma e ai LED, se trovate ancora delle vecchie TV a Catodo tenetevele forte e fatele riparare “le Mivar sono le più resistenti e convenienti da far riparare e durano una vita”, evitate di usare lampade a basso consumo dato che come riportato nell’articolo sono esclusivamente una truffa a danno dei cittadini, per la tasca e per la salute, togliere le lampade subito dalle camere dei bambini dato che la frequenza che viene emessa durante la loro accensione e permanenza ,disturba le cellule cervicali , -

  • Giuseppe:

    Le lampade a basso consumo, di qualsiasi marca, durano molto meno di quelle ad incandescenza a causa dell’usura dei componenti elettronici sensibili all’accensione/spegnimento. E costano molto molto di più. Sono constatazioni frutto di un’esperienza casalinga che dura ormai da oltre 12 anni. E non noto ancora progressi.

  • Andy:

    Restando sempre in tema ,Devo ammettere che questi articoli e commenti sono molto >> > ILLUMINANTI < < < molto piu' delle lampadine…

  • Avrete sicuramente sentito parlare di obsolescenza programmata?
    Questo documentario è molto esaustivo anche per le LIA.

    Scusatemi ho dimenticato il link al video probabilmente andato in onda in Televisione (in Spagna!!!) sull’obsolescenza programmata.

    http://www.youtube.com/watch?v=v3LMnJtrSvw&feature=player_embedded

    >I<

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