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di Eugenio Benettazzo

L’altro giorno nella marca trevigiana mentre mi accingevo ad entrare in autostrada, in prossimità del casello vi erano due pattuglie di finanzieri che fermavano auto sportive di grossa cilindrata e verificano le varie generalità, in fila c’erano una Corvette, un Cayenne e un Q7 ed i relativi conducenti intenti a gesticolare o inveire. Un venditore presso un concessionario di un noto brand automobilistico d’elite mi ha confidato che negli ultimi tre mesi sono crollate le vendite e molte sono state annullate rimettendoci anche la caparra di fermo veicolo, sono esplosi invece i ritiri dell’usato di grande cilindrata indirizzato verso i paesi dell’area balcanica. Per anni in Italia non si è mai implementata seriamente una caccia all’evasore e tutto ad un tratto diventa la priorità nazionale. Forse più che priorità sarebbe da definirla la contingenza nazionale. In Italia si evade o si favorisce indirettamente l’evasione su larga scala ed a ogni livello, dal povero pensionato al grande industriale.
Tutto questo rappresenta una caratteristica genetica della popolazione, una sorta di vendetta silente contro le istituzioni e i loro rappresentati. Non possiamo farci niente, nella maggior parte dei casi è una sorta di salvezza per mantenere in piedi le piccole e medie imprese altrimenti schiacciate da una pressione fiscale soffocante che le porterebbe presto alla morte economica. Si evade a fronte di una constatazione oggettiva e tutto sommato condivisibile, almeno sul piano ideologico: perchè dare risorse e fondi a uno stato despota che non protegge le imprese dalla concorrenza sleale o dalla contraffazione ? perchè dare a uno stato che ha una classe politica fatta di mediocri, incompetenti e cialtroni ? perchè dare a uno stato che non incentiva ed aiuta chi crea occupazione ? perchè dare a uno stato che non punisce severamente i reati ? perchè dare a uno stato che mantiene un apparato amministrativo costituito in misura rilevante da fannulloni, raccomandati o paraculati ?
In questo momento in cui non si può non dare atto a Monti & Company di aver salvato l’Italia almeno dal baratro finanziario (ancora oggi ricevo insulti per questa mia presa di posizione, tuttavia in pochi sono veramente consapevoli dei rischi che abbiamo corso tra ottobre e novembre dello scorso anno) ci troviamo in un contesto quasi paradossale. La nazione ha vissuto per oltre 25 anni sopra le proprie possibilità senza mai curarsi di ristrutturare e ridimensionare il peso dello stato sociale e dell’amministrazione pubblica, adesso deve pensare di implementare tutto questo in meno di 25 mesi, in un periodo di stagflazione quasi mondiale. Pertanto si è obbligati a ricorrere a soluzioni del tipo “dalli all’evasore” con l’intento di drenare e raccogliere quante più risorse possibili per aumentare velocemente le entrate. Tuttavia lo stato di polizia fiscale che sta emergendo ormai da mesi produce l’effetto opposto ovvero quello di contrarre ulteriormente le entrate ed il gettito fiscale in quanto si arrestano i consumi, anche quelli dei contribuenti e risparmiatori che vorrebbero spendere ma temono nel farlo.
Solo con uno spudarato e scioccante taglio ai costi dello stato si può risollevarsi e con questo termine intendo il licenziamento di almeno un milione di posti di lavoro dal settore pubblico ed affini (soprattutto parlamento, sprechi, privilegi ed enti locali compresi). Nel mio manifesto economico ho proposto l’accorpamento amministrativo per i Comuni sotto i 25.000 abitanti e sono stato messo in croce dalla politica, dai politicanti e dai vari impiegati pubblici. Non è facile in un paese straconservatore come il nostro accettare una soluzione di questa portata, tuttavia solo diminuendo improvvisamente i costi degli apparati pubblici è possibile ipotizzare una diminuzione immediata e benefica della pressione fiscale. In parallelo si devono a quel punto creare le condizioni per un veloce reinserimento degli ex dipendenti pubblici attraverso una nuova politica industriale per il paese che incentiva fiscalmente chi crea occupazione e penalizza chi delocalizza fuori dai confini nazionali.
Quanto rimprovero adesso è il comportamento che sta ostentando il governo tecnico che di fatto è diventato un governo politico a tutti gli effetti in ricerca continua di consenso e concertazione tra le varie parti. Che senso ha chiamare un tecnico per risolvere una fase di stallo se dopo lo stesso deve riscontrarsi e ricevere il blessing continuo di chi ha impatanato e compromesso la crescita del paese per anni. Ancora una dimostrazione che in questa nazione della democrazia e dei partiti non te ne fai proprio niente. Ricordo spesso a mio padre che è nato durante un periodo di dittatura e che con molta presunzione morirà durante un’altra. L’Italia ha bisogno di una cambio di governance epocale che la ristrutturi brutalmente e coattivamente, improntando il rilancio del paese sulla meritocrazia e la polverizzazione dei vari conflitti di interesse, un cambio ed una svolta tamente radicale che a questo punto solo una dittatura può realizzare, nel bene e nel male, che piaccia oppure no. E adesso dopo questa ennesima mia presa di posizione avanti con le offese, gli insulti e le banalità da parte di italiani mediocri ricolmi e boriosi di classismo sociale.
Eugenio Benettazzo

60 Commenti a “TUTTO VERO TUTTO NERO”

  • ERRANTE:

    Ehi, moccioso, dove la trovi la governance epocale dittatoriale che non sia corrotta o corruttibile e senza conflitti di interessi? Tra i tuoi amici banchieri, finanziari ed economisti?
    Quando la finisci di pestare i piedi e fare i capricci?

  • Andrea:

    E questo milione di licenziati che fine fanno?
    Non sono cifre su un computer. Li eliminiamo? Li espatriamo? Confidiamo che alla loro sopravvivenza ci pensi la provvidenza?
    Nel bene o nel male sono uomini. E cittadini italiani.
    Cosa vogliamo fare? A me risulta che anche i pompieri, i tutori dell’ordine, moltissimi medici o netturbini siano statali. Tutti a casa? Chi ci va lo decidi tu? O i loro superiori fancazzisti?
    Sono basito da tanto massimalismo da bar sport.
    E pensare che “Duri e puri” ce l’ho portato io a Udine.
    D’altronde avevo una buona opinione anche di Blondet.
    Che delusione.

    • Fabrizio:

      Andrea perchè tra di noi ci perndiamo in giro ? Siamo stati noi ad assumere migliaia di forestali al sud col motto un forestale per ogni albero ? Siamo stati noi a creare enti su enti per voti clientelari assumendo a tempo indeterminato senza nesuna logica ? Una azienda privata secondo te assumerebbe una persona se non gli serve sapendo che poi la deve pagare ? Vanno cercati i responsabili di tuto questo, compresi quelli che hanno votato la legge per i baby pensionai, 14 anni e 6 mesi per andare in pensione a 35 anni, per te non è uno scandalo ? E’ giusto vivere sulle spalle di chi lavora onestamente tutta una vita? Se in un università il rettore fa assumere tutta la sua famiglia e un sacco di parenti senza criteri di merito per te è giusto ? O sarebbe più umano ovunque assumere davvero chi se lo merita a beneficio di tutti? Negare tutto questo è pura follia, e se siamo in pochi a vedere questo, santa pazienza, preferisco essere tra quelli che fanno la loro parte piuttosto che essere annoverato tra coloro che vivono rubando lo stipendio agli onesti.

  • Giacomo Faina:

    Chiamai in diretta il Sig. Eugenio Benetazzo in una trasmissione radiofonica agli inizi di febbraio di quest’anno, e gli chiesi come mai da un po’ di tempo a questa parte non parlasse più di signoraggio bancario e di moneta debito. Lui mi rispose che era troppo per la gente. Fatalità mi diede la stessa tipologia di risposta che il Sig. Beppe Grillo dà quando la gente gli chiede ancora del signoraggio. Scoprii qualche giorno dopo, leggendo un articolo di Orazio Fergnagni se non ricordo male, che Eugenio Benetazzio nel 2008/2009 si incotrò con Colaninno Junior (esponente del PD) il quale è braccio destro di De Benedetti, e quest’ultimo lavora per il ramo francese dei Rothschild. “Tutto torna” dissi subito dentro di me. Questo per dire semplicemente che gli insiders sono ovunque, e si infiltrano anche nei livelli più bassi dell’informazione. E’ ovvio che il Sig. Benetazzo, o è stato corrotto, o è stato minacciato, ma credo più alla prima ipotesi personalmente, e questo suo articolo ne è la prova schiacciante. Una persona che fino a due anni fa denunciava la truffa del signoraggio, non smette di parlarne così per caso, ma adirittura appoggia uomini come Monti che sono fautori di questa truffa.

    A voi il resto delle considerazioni.

    • Luca:

      Grazie Giacomo, colpito e affondato il ragazzino. Avevo forti dubbi su di lui da un paio d’anni, adesso che getta la maschera e col tuo contributo, tutto risulta chiaro. Che schifosi maledetti, tutti in fila a far la gara per il più ricco del cimitero. Mi fanno vomitare.

    • Giuseppe:

      D’accordissimo!

  • formic:

    è difficile da dire ma ad un certo punto, quando la gente si sveglierà dal torpore, si vedrà che la democrazia è solo una presa per il c..o.

    auguri

    formic

  • Neuro 64:

    Su questo argomento posso dire qualche cosa anch’io.
    Sono un lavoratore autonomo dal 1987, dopo essere stato un dipendente per 10 anni, svolgo il mio lavoro nell’industria, ciò significa che devo essere in regola con tutto. Ho letto questo articolo che mi ha confermato ancora una volta di essere un’idiota, già perché io non ho nessuna possibilità di fare qualcosa in nero, i miei clienti hanno tutti una voglia matta di scaricare più spese possibili, figurarsi se mi pagano senza regolare fattura. Nonostante questo sono riuscito a metter su famiglia e comprarmi un appartamento, non senza sacrifici. Conosco tantissima gente, lavoratori autonomi che svolgono la loro attività con i privati che sono riusciti a farsi anche la casa al mare oltre che la prima, alla faccia di chi paga le tasse.

    “La nazione ha vissuto per oltre 25 anni sopra le proprie possibilità …”

    Ma va, non mi sono accorto di aver vissuto al di sopra delle mie possibilità, o forse si, una volta ho comprato una macchina nuova.

    • ERRANTE:

      Anche io ho acquistato in vita mia una sola auto, ora ha nove anni e ci andro’ in fabbrica fino a 70 anni, se non muoio prima. Ma non mi raggiri Benettazzo, e’ tutta una manovra, distruggere tutto, per far rimanere solo la gente come te lassu’ a proporsi. Se tu ti sei venduto al diavolo io non mi vendero’ mai. A costo di morire di fame il denaro non diventera’ mai il mio padrone per mia scelta.

  • Simone Tretti:

    Benetazzo mi delude in questo messaggio: dovrebbe ben sapere che salvare l’insalvabile, è di per suo un paradosso.

    Per ripagare il famoso “debito” l’italia deve prostituirsi a morte. E lo sta facendo. Ma certamente non vivrà a sufficienza per completare il tutto, ed agonizzerà nel tentativo. Questo perchè sceglie (l’Italia) di restare al gioco ed al giogo del sistema attuale.

    No, bisogna cambiare tutto. Alla radice.

  • anton:

    tieniti stretti i tuoi banchieri golpisti, caro benetazzo, che noi ci teniamo a creare una vera democrazia dal basso priva dei partiti dei morti viventi.

  • catwalk:

    Mi piacerebbe sapere come vorrebbe collocarli Benetazzo il milione di dipendenti pubblici , perche’ non so se lo sa , ma nessuna impresa privata assumerebbe mai un dipendente pubblico , e chi li vuole a quelli , quasi sicuramente sono parassiti mai controllati , tutti diritti e malattie ….ma mi faccia il piacere !
    catwalk

    • Zingaro:

      Intanto a casa poi vediamo. Se restano nel pubblico saranno comunque un danno

    • Fabrizio:

      D’accordo con Zingaro intanto a casa e restituiscano anche il maltolto, perchè far finta di lavorare e prendere dei soldi, oppure far timbrare i cartellini ad altri e non presentarsi mai al lavoro, oppure timbrare il cartellino e poi andare per i fatti propri, si tratta di rubare lo stipendio e sarebbe anche truffa allo stato; perciò non solo a casa ma restituire alla collettività l’immeritato. Ricordo poi che il dramma della grecia di oggi ha avuto origine anche con l’assunzione di centinai di migliaia di statali greci a tempo indeterminato, cosa che oggi non si possono più permettere ed infatti si vedono le ovvie e relative conseguenze, cosa che i nostri italici non solo non vogliono rendersene cosnto ma addirittura sincazzano che qualche economista glielo ricorda.

  • ERRANTE:

    Spettabile moderazione, vedo che il mio primo commento in alto e’ in attesa di giudizio da parte della moderazione, per via del mio “moccioso”?
    Eppure ne ho visto di “paroline” passare tra altri commenti in giro per questo sito che leggo da un po’.
    Questo sedicente economista e’ un po’ che offende il popolo italiano. Che si vada a leggere il suo precedente intervento nel suo blog e riportato altrove per il web.
    La mia eta’, il sudore della mia fronte che ho versato per decenni, mi permette di poter appellare “moccioso” un ragazzo che potrebbe essere mio figlio.
    Saluti

    • luca martinelli:

      Non dobbiamo essere troppo severi con Benetazzo. Non è giusto fare gli eroi con la vita degli altri. Non possiamo pretendere che porti da solo la nostra bandiera. Ha fatto quello che doveva, ha denunciato il signoraggio e le varie truffe bancarie. Ora ha diritto di parlare di quello che vuole, corrotto o minacciato che sia. Siamo noi che dobbiamo fare la nostra parte…..per esempio cominciando a ritirare i nostri risparmi dalle banche. Buona domenica

    • Fabrizio:

      Ciao Luca volevo ringraziarti per il tuo commento il solo che ha capito che il pezzo di benettazzo è di forte provocazione e nulla più, fatta da un uomo che è rimasto innamorato dell’italia e che non ce la fa a vederla sprofondare. Lui stesso al contrario di molti altri si è esposto in prima persona ed in questo caso alle offese di coloro che si vedono minacciati dal taglio dei dipendenti pubblici (che comunque non avverrà mai) e mi chiedo se una azienda privata non assumerebbe mai dei parassiti pubblici, fannulloni, solo buone per ferie e malattie, perchè mai dovremmo pagarli noi con le nostre tasse ? Siamo forse tutti dei babbi natale? Se una azienda in rosso licenzia i suoi operai perchè lo stato che è la azienda più grande d’italia non lo deve fare? Mi sa che la maggior parte di coloro che hanno preso troppo sul serio benettazzo siano degli statali che proprio perchè sincazzano troppo per questo articolo danno a benettazzo implicitamente ragione, d’altro canto li capisco dove lo trovano un altro lavoro ben pagato a vita senza far nulla? Paura?

      • Domenico Proietti:

        Fabrizio cortesemente, posso sapere dove trova cotanta sicumera?

        Leggo dai commenti che si è trasferito a Malta, questo è il modo secondo Benettazzo e Lei di essere innamorati della propria Nazione?

        Oggigiorno delle persone, ci si fa un’idea diversa di poco tempo fa, si guarda più le azioni che alle aspirazioni.

        Badi bene, il mio non è un commento nei suoi confronti per prese di posizioni, ma l’apertura al dialogo visto da tutt’altra prospettiva.

    • Fabrizio:

      Grazie Domenico hai detto una cosa strafondamentale l’apertura al dialogo è lunica strategia che ci rimane, ti sei accorto che questo art. ha portato una marea di commenti astiosi, rabbiosi ed aggressivi che nessun altro art. su SL ha portato? Nemmeno quelli sulle guerre, eppure benettazzo non ha ammazzato nessuno, ha solo messo provocatoriamente in discussione una gigantesca lobby corporativa quale quella dello statale fannullone e super privilegiato, contro milioni di italiani ai quali nulla è concesso gratuitamente anzi, tutto è fatica e sudore; eppure è bastato mettere le manine sugli statali da mandare a casa (quelli ovviamente che se lo meritano e non quei pochi che lavorano davvero) per ricevere delle reazioni rabbiose da parte di chi ha goduto per decenni situazioni di ampio privilegio senza alcun merito.

    • luca martinelli:

      Caro Domenico, Benetazzo vive in Italia. A Malta è posizionato il suo fondo finanziario. Saluti

  • tiziana:

    Spero di non vedere più certi articoli su SL.

  • Elnis:

    Ricordo uno degli ultimi libri che ho leto sulla massoneria ” protocollo dei savi anziani di sion” e credo che Benetazzo sia nella busta paga di questi massoni,dallo scoop sulle vecchie 500 lire stampate dalla banca d’Italia allo scoop di Monti un notevole salto di qualità, peccato che su 500 mld di tasse incassate dallo stato nel 2009 130 mld sono andati in oneri finaziari 80 mld per il signoraggio primario e 60 mld di sprechi, a buon intenditore poche parole.

  • cristiano67:

    Dal profondo del cuore, senza alcuna cattiveria ma con puro e semplice realismo … banchieri, commercianti, industriali e mediatori, commercialisti e giuristi, capitalisti e comunist, puttani e puttane, cortigiani clown artisti e leccaculo andata tutti a fan ….
    Il lavoro ed il denaro, la fama ed il potere, come il peccato ed il paradiso, sono le armi dei nostri schifosi signori che chiamiamo dio (sotto le sue varie forme, anche quella luciferina) … nessuno ha la verità nessuno ha il diritto di comandare gli altri tutti hanno l’obbligo di aiutare il proprio prossimo e di rispettare l’ambiente in cui vivono … tutto il resto sono cazzate.
    Volenti o no, la verità è che siamo schiavi che hanno paura di perdere la loro prigione … per fortuna ciò significa che abbiamo toccato il fondo per cui o affoghiamo definitivamente o comiciamo a nuotare … in ogni caso è meglio di questa fottuta società ipocrita.
    Scusate per il linguaggio ma non ne posso più di questa società “buonista” dove si vuole salvaguardare anche il più piccolo diritto egoistico e si discute all’infinito su ogni stronzata mentre ci imbiancano il cielo di chi sa che cosa e ci privano lentamente di ogni diritto.
    Alla fine, alla luce della “legge dello specchio”, però sono arrabbiato con me stesso … è ora di non aver più paura …. è ora di togliersi lo spinotto dal cervello … matrix potrà anche prendere il mio corpo ma non avrà più il mio spirito.
    Qualsiasi cosa succeda, qualsiasi cosa Loro possano fare io sono già libero perchè so che cio che nasce muore mentre ciò che è sempre stato sempre esisterà.

  • eddy:

    PARADOSSO:

    Secondo il “bamboccione” Benetazzo 1 milione di persone dovrebbero essere “fatte fuori”, e questo per pagare un debito già ampiamente pagato il cui godimento andrebbe a poche migliaia di “maiali” già schifosamente ricchi, almeno la maggioranza.

    Ricchi che non consumano un ca….zo rispetto al milione di persone che, potendo, spendono ed alimentano l’economia, quindi meglio pagare il milione di dipendenti pubblici anche quelli meno stacanovisti, piuttosto che darli a questi pochi parassiti del ca…zo!

    Ahh Benetà, non è che hai dei BOT/CCT/CZZZT ed altra mer.a da incassare? Oppure hai già incassato per dire un MONTI di cazzate?!

  • leopardo:

    Quanto alla necessitá di evadere, concordo con l´autore, come si deduce da un mio commento di qualche giorno fa che mi permetto di riproporre:

    14 marzo 2012 at 03:11

    Se i quattrini evasi dovevano servire per pagare inutili caccia supersonici del valore di centinaia di milioni cadauno, generali nullafacenti, ministri disastrosi ed altri faccendieri del sottobosco politico, magistrati intoccabili nonostante errori paradossali, i capi di equitalia che ricevono persino commissioni su quello che rubano ai lavoratori, e via dicendo, a suon di 500.000 euro di stipendio , tutti sulla groppa di chi ne percepisce a malapena 10-20.000, allora fanno benissimo coloro che , cercando di evadere, evitano di alimentare la bestia che ci divora. Checché ne dica quel servo cialtrone di Monti che é venuto a farci sputare sangue per pagare i suoi padroni usurai. E tutti questi pirla , quelli dei 500.000 euro a noi estorti, a lodarlo come salvatore della Patria. Quando la capirete che non dovremo mai piú votare??Che dobbiamo bloccare il sistema! Che non dobbiamo pagare piú niente a nessuno. Che crepare per crepare, come accade in Grecia, tanto vale far crepare anche i nostri parassiti e le nostre sanguisughe! Essi possono solo obbligarci a farlo tramite forza pubblica. Ma i ragazzi della forza pubblica non sono forse nostri figli? E da che parte pensate che si schiereranno?Dalla parte dei generali che adesso viaggiano in maserati a nostre spese? Da quella che ha distrutto le loro famiglie ed il loro futuro??? Dalla parte della tale ministra napoletana che grazie ai suoi intrallazzi di sistema guadagna mille volte!!!! quello che percepisce uno di noi e come se non bastasse , mai eletta da nessuno di noi, ci viene a comandare a bacchetta insieme ai suoi colleghi. Ci é rimasta un po´di dignitá per ribellarci a questo stato di cose che rasentano la follia??
    Concordo anche col fatto che una dittatura, condotta da un uomo savio ed integro, per il benessere del popolo, é infinitamente migliore di quell´accozzaglia di ladri che siedono in Parlamento che si sono arricchiti in modo spudorato, grazie alla dabbenaggine di noi, schiavetti scemuniti indefessi ma autentici democratici.

    • boris:

      “Ma i ragazzi della forza pubblica non sono forse nostri figli? E da che parte pensate che si schiereranno?”
      Be, OVVIO dalla loro,come hanno sempre fatto!!!!!!!|
      Chiedi lo ai Valsusini da che parte stano “i nostri figli”

      @Benettazzo
      “In questo momento in cui non si può non dare atto a Monti & Company di aver salvato l’Italia almeno dal baratro finanziario (ancora oggi ricevo insulti per questa mia presa di posizione”
      Seccondo me dovresti essere preso a calci altro che insulti!!!

  • Jacopo:

    Perché licenziare solo un milione di dipendenti pubblici?
    Con l’introduzione dell’Antropocrazia, non ci sarà bisogno di creare posti di lavoro inutili per ricevere consensi elettorali.
    Lo smantellamento dello stato sociale, se accompagnato dall’introduzione di un reddito di cittadinanza universale, potrebbe assumere una valenza positiva.

    • Fabrizio:

      FINALMENTE !! GRAZIE JACOPO!! Chissà forse milioni di dipendenti pubblici non gliene frega niente dell’Antropocrazia a loro basta riempirsi la pancia e i consensi a costo zero, perchè cambiare? Pensiamoci bene per quale motivo i governanti pubblici dovrebbero votare leggi che vanno contro se stessi? Per quale motivo dovrebbero votare una legge in italia che permetta il licenziamento di statali che non fanno il loro dovere? Chi potrà cambiare se non lo fanno loro per primi? Chi mai vuole abbandonare una posizione di privilegio per condivierla con tutti gli altri ? Questo è il problema, ovvero la pubblica amministrazione è una casta tutta intera, intoccabile, clientelare, di mutuo servigio tra di loro, perchè in realtà dell’italia e degli italiani “normali” non gliene frega niente, il loro unico pensiero sono i loro diritti e i loro priviliegi decennali, i doveri lasciamoli al resto degli italiani, i privati, poveri deficenti.

      • Jacopo Castellini:

        Perdonami, Fabrizio, ma ho visto solo ora la tua risposta.
        Non posso darti torto, anzi. Ma anche gli statali più sfaccendati sarebbero agevolati dal cambiamento, perché con l’Antropocrazia potrebbero dedicarsi ad inseguire i propri desideri, anzichè parassitare gli altri.

  • gabry:

    Inesorabile scorre il tempo senza perdonare, e quando i comuni non avranno più soldi per l’acquisto di energia elettrica e i lampioni rimarranno spenti, gli stessi serviranno per ben altri scopi, lascio ai posteri la mansione di destinazione d’uso.

  • Jimitaly:

    Io non so se Benetazzo sia un infiltrato, ma ha anche detto delle verità che vanno riconosciute. Altrimenti si rimane nella rigidità dell’ideologia (presa di posizione aprioristica). Le verità evidenti sono che Monti ci ha salvato da una catastrofe finanziaria ( chi in Italia era in grado di mettere in atto strade alternative come per esempio l’uscita dall’euro?). Un altra è che abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilita (€1900 miliardi di debito). Una delle ragioni è l’eccesivo numero di dipendenti pubblici, con leggi inutili e pratiche burocratiche per farli lavorare (quando lo fanno). Certo mandare 1 milione a casa sarebbe pesante, ma non vuol dire che non è un problema (anche i medici prescrivono il taglio dell’arto incancrenito per salvare il paziente). Vi faccio un esempio della burocrazia italiana che si puo moltiplicare forse per decine di migliaia di casi al giorno diversi nella forma ma con simile iter burocratico. Nel 1976 avevo portato dagli USA una moto con targa americana. La moto venne rubata a Roma. L’assicurazione italiana voleva una copia del libretto di proprieta della moto per risarcire il furto. Ma era sotto la sella della moto e pertanto sparita. Per avere una copia ho telefonato negli USA tramite una centralinista americana, spiegando il problema e chiedendo di parlare con un ufficio che poteva risolvere il mio problema. Non sapevo quale ufficio potesse aiutarmi (a quei tempi non c’era internet per ricercare l’informazione), ma l’operatore mi ha passato un ufficio che ha accettato la mia richiesta verbalmente e nel giro di un paio di settimane mi ha mandato una fotocopia del documento richiesto. In Italia, a parte che anche oggi è rarissimo che un ufficio pubblico abbia nei numeri che rispondono al telefono, avrei dovuto fare una denuncia alla polizia per lo smarrimento, andare alla motorizzazione civile, mettermi in fila, fare una domanda magari su carta da bolloe altri diritti, e poi nel 1976 aspettare 4-5 mesi per avere una copia. Una bella differenza e con quanti costi? Nel 1972 ho chiesto una linea telefonica a Troy nello stato di N.York e nel giro di 3 giorni era allacciata. Chi c’era a Roma a quei tempi si ricorderà che c’era da aspettare mesi (e forse senza esito) per avere una linea. Si faceva tutto tramite la SIP (l’ente telefonico dello stato, a cui non mancava certamente il personale). Secondo me l’italiano medio del dopo guerra si è venduto al politico (sia perche aveva paura di affrontare la vita ma anche in alcuni casi per un tornaconto egoistico- trovare un posto dove poteva lavorare poco con uno stipendio e posto sicuro) , per una pensione, per un invalidita falsa,per una raccomandazione, e in cambio il politico si sentiva libero di soddisfare le sue manie di potere e di denaro tramite le tangenti. E questo è andato avanti fino ad oggi. Forse Monti è solo una facciata, ma sembra che qualcosa voglia fare per cambiare tutto ciò. Nel frattempo potrebbe andare bene, poi speriamo che arrivino delle idee e persone capaci nuove per creare una societa piu giusta e fraterna.

    • Maksimiljan Kodžak:

      cit:
      “Le verità evidenti sono che Monti ci ha salvato da una CATASTROFE FINANZIARIA ( chi in Italia era in grado di mettere in atto strade alternative come per esempio l’uscita dall’euro?).”

      Definizione del termine “catastrofe finanziaria”: quando le banche non ti prestano piu’ la loro moneta (illegale). Quindi, la cd “crisi economica” non arriva per casuali ragioni di congiuntura economico-astrali, ma dipende nel seguire le direttive della plutocrazia bancaria, la quale, se non si e’ ancora capito, e’ la detentrice del sistema monetario istituzionale odierno.
      Che senso ha dire che “Monti ci ha salvati”, se e’ lo stesso Monti un’imposizione di tale sistema, per poter riprendere il processo debitorio nel suo normale procedimento (almeno finche’ vogliono che regga… probabilmente fino al conflitto NATO/Israele-Iran). Loro ti dicono: “No debito, no party”… per dire: “O segui le nostre direttive, oppure il denaro che vedrai sara’ solo quello del monopoli”. E’ la bancarotta, che provoca al Paese caos economico, sociale e politico… quello che i politici temono di piu’.
      La catastrofe finanziaria e’ un atto di volonta’ di qualcuno che detiene il potere di vita e di morte (il monopolio monetario) sui popoli. Altro e’ guerra psicologica.

      cit:
      “Un altra è che abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilita (€1900 miliardi di debito)”

      Che vale per tutti i Paesi occidentali. Ma non e’ giusto dire di aver vissuto al di sopra delle nostre possibilita’, ma solo in maniera inutile, seguendo cose senza senso (cosnumismo) e sognando una vita materialista opulenta, ma schiavizzante (carrierismo). Che e’ poi sempre una conseguenza della moneta debito: per ripianare il debito devi necessariamente produrre di piu’ e consumando anche; che produce necessariamente nuovo debito. E’ un incantesimo, retto dai maghi cabalistici della “stampante magica”.

  • Ceci:

    OK, lo ammetto: a volte prima di leggere un articolo su SL leggo i commenti, e questi sono cosí pieni di rabbia, disgusto e stupore, che dovevo leggere l´articolo dell´esismio Eugenio Benettazzo. WOW! stó ancora ridendo, ma perché ve la prendete cosí tanto per quello che scrive quel tipo?
    mannó, che vi rovinate il fine settimana!
    Non capisco se é un venduto, affittato, prezzolato, se é uno che ci fa o ci é!! fatto stá che quella specie di articolo che ha scritto non merita neanche di essere commentato.
    Intanto lui si fa i soldoni co ´sta crisi, di sicuro la macchina nuova ce l´ha anche e forse ha anche “vestitini” firmati, che carino!

    L´unica cosa di nero che ha lui spetta é la faccia, quella bisognerebbe fargliela nera di botte.
    Stó ridendo, non riesco a fermarmi, veramente, uno cosí non merita neanche gli insulti.

    buon fine settimana a tutti.

    • Fabrizio:

      Cara ceci ma dove vivi ? Lo stato italiano ci sta fottendo tutti dal primo all’ultimo, politici e caste varie escluse; sta affossando l’economia reale (aziende e p.iva) che cosi non sarà più in grado in futuro di pagare tutte le tasse vecchie e nuove, sta costringendo sempre più anche col ritocco dell’articolo 18 a futuri milioni di licenziamenti, e poi come faranno tutti questi nuovi disoccupati a pagare le tasse vecchie e nuove ? Se sempre meno gente avrà la possibilità di pagare le tasse, chi le pagherà al posto loro ? E se lo stato non avrà i miliardi di euro che gli servono per garantire che questo apparato pubblico elefantiaco sopravviva, dove andrà a prenderseli? in nuove ed ulteriori tasse ? Oppure al prelievo coatto dai nostri c/c ? Come se non fossimo già i primi al mondo come tassazione e nel contempo fra gli ultimi con i peggiori servizi pubblici.. mi chiedo e di fronte a tutto ciò tu ridi ? Ma dove vivi ? Anzi mi sorge un dubbio atroce, se davanti alla tragedia italia prossima ventura tu ti abbandoni al ridere senza fermarti, ma allora ti chiedo se ne hai il coraggio, ma non credo, ma che mestiere fai? Attendo..

  • Domenico Proietti:

    In pieno accordo con i commenti precedenti il mio, voglio esporre la mia idea filosofica sugli economisti.

    L’economista per assurdo, è l’unico soggetto che prende una laurea in economia per creare «debito» non a caso presta servizio, dentro casa di un banchiere.

  • giuseppe.quercioli:

    Sono stato ad ascoltare il maletazzo a Udine ,alcuni mesi fà,incontro democraticamente senza dibattito,ha avuto il coraggio di affermare che un terreno agricolo massacrato da decenni di chimica mortifera può solamente ospitare un impianto fotovoltaico…..dimenticandondosi che seminandoci la canapa può essere rigenerato e messo in condizioni di produrre “vita”.l ennesimo ingannatore.

    • ardito:

      Giusto, incominciamo a coltivare la canapa, e i terreni torneranno fertili e disinfettati, e tutti avranno di che nutrirsi, spariranno moltissime malattie, come pure i tumori che oggi dilagano a velocità supersonica, la CANAPA può salvare molta gente, salvando il suolo terrestre.

  • freak70:

    Anche il Circolo a cui appartengo io ha ospitato Benettazzo su mio invito. E’ da un po’ che ricevo i suoi post ed onestamente mi sento tradito. Già al tempo, nonostante parlasse di signoraggio e NWO rimasi stupito dal suo razzismo più becero (ma quanti negri avete quà in Emilia, ecc. ecc.), ora leggendo questo suo ultimo articolo è entrato nella mia lista personale di personaggi che ritengo nemici della Democrazia nel senso più alto della parola. E’ chiaramente un servo delle banche e del sistema, per lui viene prima il PIL che le persone, d’altronde lui vive a Malta e se ne strafrega di tutto il resto (basta ospitarlo in TV o fargli fare qualche spettacolo che il suo stipendio arriva). E’ poi chiaro che uno che ragiona solamente in base alla borsa ed alla risposta che la finanza da ad ogni manovra non puo’ rappresentare nessuno al di là di poteri forti, banche e politici corrotti. Sono contento perchè quando un nemico si svela diventa tutto più facile.
    Meno un’altro, avanti con il prossimo capopopolo camuffato.
    Un abbraccio resistente

  • francesca:

    Devo dire che gli economisti , e i guru dell’economia, incutono su di me un grande senso di meraviglia e di ammirazione perché navigano disinvolti tra i flutti di argomenti per me molto difficili da capire. Condivido i commenti che precedono il mio e aggiungo bisogna essere onesti nel momento in cui ci si accinge a fornire una analisi di qualche fenomeno. Onesti e professionali, perché se uno mi fornisce un’analisi viziata e superficiale di un fenomeno significa che o non ha studiato abbastanza o che qualcuno lo paga per raccontare distorcendo gli eventi. La matematica serve anche in economia per descrivere un problema e trovarne la soluzione. Qui mancano le condizioni iniziali e le condizioni al contorno. Mancano umanità moralità senso etico senso sociale e rispetto ed onestà.

    • Fabrizio:

      Ciao francesca non ho capito se la mancanza di umanità moralità senso etico senso sociale e rispetto ed onestà si rifersce al’art di benettazzo, perciò ti chiedo uno stata che timbra di nascosto i cartellini di lavoro di altri colleghi che non si presentano a lavorare, secondo te è un fatto pienamente morale, etico e sociale? Uno statale che aprofitta della sua già privilegiata posizione per alimentare la corruzione facendosi dare le mazzette per lavori pubblici, è un fatto pienamente morale, etico e sociale? Un dottore statale asl che d’accordo con le farmacie (altra casta intoccabile) per falsificare le fustelle ed intascare svariati milioni di euro è un fatto pienamente morale, etico e sociale? Impiegati pubblici in sovrannumero presso gli enti causa voto clientelare che cazzeggiano dalla mattina alla sera “rubando” lo stipendio agli italiani onesti è un fatto pienamente morale, etico e sociale? Gli impiegati comunali che leggono i giornali tutte le mattine o cazzeggiano con i colleghi del più e del meno senza occuparsi dei problemi dei loro cittadini è un fatto pienamente morale, etico e sociale? Le lungaggini burocratiche perpretate da funzionari pubblici che hanno poca voglia di fare causano danni economici gravi al tessuto economico del territori facendo perdere anche posti di lavoro privati, è un fatto pienamente morale, etico e sociale?
      Se rispondi di si mi prendo la responsabilità di dirti che sei fuori di testa, se rispondi di no allora è per me l’occasione di dirti che proprio questo diceva benettazzo nel suo articolo. Perchè mai non leggiamo o non vogliamo capire veramente cosa vuol dirci una persona che scrive articoli invece di abbandonarci ai pregiudizi ?

    • Andrea:

      Posso darti un consiglio?
      Non lasciarti abbindolare dal tecnocratese dei nostri moderni economisti.

      Io la materia l’ho studiata un po’ e ti posso garantire che è quanto di più lontano da una scienza esatta. E poi è un’invenzione recente. Guarda un po’ il caso ma l’economia, intesa come materia scolastica, è nata a seguito del filosofeggiare astratto di nobiluomini inglesi al tempo in cui l’Inghilterra poteva vantare un impero economico mondiale: non è che la coincidenza ti fa scattare qualcosa? Stiamo parlando di teorie – ribadisco – nate e cresciute in un clima di monopolio e monarchia e il raggiungimento dello status di “verità assoluta” è stato possibile grazie al lavoro capillare di una serie di “sponsors” (diciamo così) che ha spinto quelle a discapito di altre.
      “L’uomo-bue”, “la mano invisibile che guida i mercati” e via dicendo… tutti concetti non solo opinabili ma che i due secoli che sono passati dalla loro formulazione hanno rivelato essere palesemente falsi!
      Perché le teorie economiche non sono state fatte da eminenti genii multidisciplinari, capaci di tener conto dell’interazione tra fattori ambientali, pscicologici, sociali ed altro. Si tratta per la maggior parte di gentlemen benestanti e ben introdotti nella upper class dell’epoca, operanti in un rapporto simbiotico di reciproco vantaggio. Diciamo che erano funzionali allo scopo.
      Spingendoci oltre, potremmo ben capire perché un pensiero economico alternativo (e molto più realistico) come quello marxista fosse visto, all’epoca, come il fumo negli occhi da certa gente.

      L’economia è un’invenzione dell’uomo, non viceversa. Ed esiste in funzione dell’uomo. Non si regola da sola perché è soggetta alle regole della psicologia, di massa ed individuale, le quali peraltro si evolvono nel tempo, ed è sempre relativa alle condizioni sociali ed ambientali, le quali sono a loro volta mutevoli nel tempo e nello spazio.
      Qualunque economista dovrebbe partire da questo assunto, ammesso e non concesso che il suo intento sia puramente scientifico e non animato da secondi fini.

      Non voglio tediarti ulteriormente.
      Ti lascio con questa riflessione: lasciando da parte tentazioni “complottiste” (anche se qui ci starebbero proprio tutte), ti sei mai chiesta come mai super economisti come Deusemberg – gente che ha gli strumenti per influire sugli accadimenti MONDIALI – non azzeccano una-previsione-una, eppure sono portati in palmo di mano, sui loro errori la stampa glissa sempre volentieri e non perdono per questo il loro prestigio?
      Qui i casi sono due: o l’economia non è affatto prevedibile (con le teorie studiate e propalate da siffatti individui, almeno) e allora la loro stessa esistenza è inutile; oppure non la raccontano giusta e tramano nell’ombra per farsi gli affarucci loro alle spalle dell’umanità ignara. In entrambi i casi non ci fanno una gran bella figura e non meritano alcun rispetto.

      Questi sono apprendisti stregoni che, a pensar bene, applicano le leggi matematiche della Terra piatta in un mondo tridimensionale.
      Dov’è il super euro e la stabilità monetaria che infallibilmente avrebbe portato?
      Dov’è il benessere per tutti gli europei senza distinzioni che c’avevano promesso?
      Io in campo economico vedo sempre la solita vecchia storia del forte e del furbo che prevarica il debole e l’onesto: non serviva inventare una materia di studio nuova per arrivarci.
      L’impero romano è caduto quando non c’erano più schiavi da utilizzare come forza lavoro a costo zero, quello inglese (e spagnolo, olandese, portoghese) quando è finito l’oro americano da rubare. Diceva Hobbes: “homo homini lupus”. Finchè l’economia sarà basata su una filosofia predatoria, non ne verremo fuori.

      Ecco: se non puoi mandarli a zappare la terra – come si meriterebbero – almeno togli loro quest’aura di saggezza che, davvero, non si meritano.

  • Damiano:

    incommentabile.

  • Tidivic:

    Benissimo ora anche Benetazzo fa parte del libro paga. Non ci sono parole. Questo è un esempio della fine che fanno quelli che si presentano come controinformatori. Vanno a finire tutti sulle ginocchia del potere. Neanche lo immagina questo tizio la melma che ha smosso con questo articolo. Purtroppo sono quelli come lui che spengono ogni speranza di cambiamento. Prima si fanno seguire e poi indirizzano la gente sul pensiero del pagante. Gente…niente di nuovo sotto il sole!

    • Fabrizio:

      Tidivic ti do ragione quando dici che l’art. ha smosso la melma, basta vedere il numero di commenti ben al disopra della media di 4-5 per articoli anche più importanti di questo. La melma che dico io è quella composta da magnoni, escort, parassiti della società, politicanti di mestiere, aprofittatori della cosa pubblica, corrotti e corruttori, opportunisti, fautori del ce n’è per tutti; lo credo che tutti questi melmosi esseri sincazzano col benetazzo reo di averli scoperchiati e di aver adittato loro come i primi traditori del nostro paese perchè mangiare per decenni sulle spalle della gente onesta e nel contempo sputare adosso all’economia reale unica e sola a mantenerli nelle loro pubbliche sedie, questo si che è abominevole, però a quanto pare nessuno, almeno fino ad adesso, si è accorto nelle parole dell’autore, che per una volta ha fatto quadrato nelle responsabilità istituzionali. Volevate che se la prendesse anche con le banche ? Dategli tempo..

  • Andrea:

    per 25 anni abbiamo visstuto sopra le nostre possibilità? NOn esageriamo. Diciamo che una ristretta elite ha vissuto ben oltre le proprie possibilità, oltre ogni limite immaginabile. Gli altri invece si sono fatti il culo lavorando onestamente, per cui basta eliminare questa elite di parassiti e il Paese torna normale senza il bisogno di ricorrere alla caccia alle streghe e mettere in croce i piccoli imprenditori.

  • francesca:

    Per Fabrizio e per Andrea.
    Non sono una dipendente statale.
    L’introduzione al mio commento voleva essere ironica.
    Siamo tutti sulla stessa barca, e non mi piace proprio (la barca). Mi è difficile pensare che le responsabilità siano di qualche casta più o meno privilegiata. Vi garantisco (soprattutto per Fabrizio dico questo) che ho ben chiara l’inettitudine del nostro sistema sanitario o dell’apparato burocratico che sta soffocando se stesso. Ho rifiutato in questi giorni di aderire ad un partito (vi lascio indovinare quale) perché credo che non si possa continuare ad essere ottusamente in buona fede. I verdi al governo non mi sono proprio piaciuti ( ecco vi ho dato un indizio..) e non serve che vi spieghi perché. Governo anche locale. Tornando alle considerazioni di Benetazzo le trovo parziali e superficiali: siamo su questa barca perché abbiamo un debito che cresce con modalità incontrollabili, siamo chiamati noi, che qui ci stiamo quasi insultando, a pagarlo.
    Forse che lo abbiamo contratto responsabilmente noi? abbiamo idea di come lo pagheremo? mentre i salvatori dello stato sorridono cortesemente ci stanno preparando un futuro di lacrime e sangue che noi siamo pronti a rendere ancora più doloroso sputandoci addosso.
    Se non sono ben chiara chiedo scusa, leggo SL a strappi, durante il lavoro, ho un lavoro che mi concede questo privilegio (privilegio che vi assicuro pago) e rispondo anche a strappi. Se facessi una lettura continua e rispondessi con un bel discorsone significherebbe che non ho lavorato, quindi spero di continuare con gli strappi.

    • Fabrizio:

      Grazie francesca per la tua risposta ti assicuro che se avessi colto il lato ironico del tuo commento non avrei risposto cosi, per il resto condivido con te quanto ora hai scritto, ahimè la barca è veramente per tutti, e pubblico e privato dovrebbero parlarsi molto di più, ma molti ovviamente non vogliono e ti lascio indovinare da che parte stanno.. per quanto riguarda l’art. di benetazzo ti assicuro si tratta di uno sfogo pesante unito ad una forte provocazione, lui come diceva sopra anche jacopo è di ben altra levatura, ma ha voluto regalarci questo scossone (ed il numero crescente dei commenti lo dimostra) perchè anche lui non ne può più, infine assicuro a tutti che se lui se ne fregasse dell’italia e degli italiani non sarebbe cosi.. con serenità..

    • francesca:

      Grazie a te Fabrizio, spero che ci si possa parlare sempre così tra di noi, hai usato un bel termine: serenità. Grazie ancora, è raro trovarlo tra noi “rabbiosi”, la distensione gioverebbe molto per camminare insieme.

    • Andrea:

      Veramente neanch’io avevo colto il lato ironico!
      Mi sembrava, invece, un commento piuttosto lineare.

      Ad ogni modo concordo che tutti questi commenti astiosi rivelino semplicemente che chi li scrive abbia dei rancori in primis verso sè stesso…

      Io ho lavorato per i tre quarti della mia carriera nel settore privato, cambiando spesso mansione e ambito, accettando spesso lavori molto umili; ho fatto l’impiegato e l’operaio; ho lavorato da solo e in team, come “sottoposto” e come capo. Da qualche anno, a seguito di un concorso, sono entrato nello Stato. Come operaio. Nonostante la mia formazione, esperienza e cultura mi rendano “sprecato”, professionalmente parlando, per il ruolo che ricopro; ma va bene così, per tutta una serie di motivi.
      Quindi mi sento di poter affermare di possedere una certa visione d’insieme, vissuta peraltro sulla pelle, più che letta sui libri.
      Con gli assegni familiari prendo 1.300 euro al mese circa; per 36 ore la settimana; per 12 mesi.
      Non mi sento un privilegiato.
      Allo stesso modo non provavo sentimenti d’invidia per gli statali quando lavoravo “nel privato” e ribadisco che, secondo me, chi invece li prova, farebbe bene a guardare dentro di sè e mettere un po’ di ordine.

      Certo che nello Stato ci sono situazioni inaccettabili: gente che non lavora e però percepisce lo stipendio come me che arrivo a casa la sera con la giusta stanchezza di chi ha fatto il suo onestamente. Certo che c’è clientelismo, raccomandazione e la meritocrazia e assente.
      Ma io queste stesse cose le ho viste, identiche, nel privato!
      E allora? Hanno davvero senso queste lotte tra poveri?

      E allora sarebbe bene che noi, per primi, la smettessimo di stare al gioco di quei burattinai che, da sempre, giocano sulla divisione delle persone per comandarle.
      “Divide et impera” – dividi e comanda.

      Statali contro privati.
      Dipendenti contro imprenditori.
      Evasori contro tartassati.
      Comunitari contro extracomunitari…
      Come cantava Gaber: “Dest’, sinist’! dest’, sinist’!… e basta!”

      L’italiano è come lo smemorato di Collegno, che un po’ ci è e un po’ ci fa.
      Il lavoro non è un valore in sé. Lo è diventato da quando la classe mercantile ha soppiantato la casta nobiliare. In America, la patria dell’esaltazione del duro lavoro, i contadini vengono ancora chiamati sprezzantemente “redneck” – colli scottati dal sole.
      Fino a davvero poco tempo fa anche da noi l’abbronzatura era un disvalore, il marchio del bracciante, e il duro lavoro era assimilato alla fatica dei muli, delle bestie.
      Il primo articolo della costituzione italiana recita che l’Italia è una repubblica fondata sul lavoro; il primo articolo: il più importante.
      Ora io ti chiedo: come mai non sulla “solidarietà”, visto anche il nostro pesantissimo retaggio cattolico? In fin dei conti siamo persone, non formiche laboriose… o forse no?
      Guarda che non sono questioni da poco. Una parola, alle volte, fa la differenza tra la vita e la morte e certamente questa scelta non è stata casuale ma meditata a lungo, pensata con lungimiranza verso gli eventi futuri.

      Ogni bene.

    • francesca:

      Ad Andrea, grazie anche a te. Come Fabrizio hai usato una nuova parola ed anche la tua getta un ponte tra te e gli altri, tra noi e gli altri, ed hai perfettamente ragione quando affermi che una piccola parola può fare molta differenza. Tento un pensiero sul perché la nostra Costituzione, pur scritta da persone che di retaggio cattolico dovevano abbondare, non affidi la convivenza sociale anche alla solidarietà. Siamo disposti a commuoverci e addolorarci per tutte le immani sofferenze dell’umanità, sentiamo forte il dolore per le popolazioni stremate dalle carestie, sentiamo forte il dolore e la rabbia per le vittime delle guerre, per le stragi che stanno devastando le nazioni così vicine a noi e..l’elenco sarebbe lungo. Ma la sofferenza del vicino di casa che perde il lavoro non ci tocca così profondamente, la precarietà che mina gli equilibri più intimi dei giovani non la percepiamo con la stessa intensità. I bisogni a cui si deve rispondere più in fretta sono beni materiali di effimera durata e ancor più effimero valore. Mi chiedo spesso come saremmo se non ci fosse la televisione, e penso che avremmo una vita completamente diversa. Corriamo per procurarci beni che ci allontanano gli uni dagli altri, che fanno leva sul naturale egoismo umano che andrebbe invece ridimensionato, troppo pericoloso far crescere il senso di fratellanza, la solidarietà. Non avrebbe permesso l’allucinante crescita dei consumi, la devastante predazione della Terra, il sovvertimento delle più semplici regole del vivere insieme. Adesso parliamo di consumi consapevoli e di sviluppo sostenibile ma l’impronta è la stessa. Abbiamo bisogno di fermarci. Per vivere. Con amore con serenità con solidarietà.
      Dovremmo impedire che il tetro disegno dei manovratori arrivi a compimento.
      Possiamo liberarci da “quel” retaggio cattolico, per il quale la solidarietà è un modo per rastrellare le tasche di chi pensa di potersi così pulire la coscienza.
      Credo che possiamo farlo, cercando di comprendere i perversi meccanismi che ci hanno portato fino a qui e sabotarli con le armi che tu e Fabrizio avete proposto.

    • Fabrizio:

      Per Andrea: grazie per la tua testimonianza e anchio concordo sul fatto che ci stanno mettendo tutti contro tutti, ecco perchè occorre il coraggio del dialogo ma permettimi con molta, ma molta onestà. Mi devi spiegare perchè se una azienda cerca operai non ne trova nessuno mentre ai concorsi pubblici si presentano in decine di migliaia, qualcosa vorrà dire, no? Un mio conoscente artigiano autonomo che lavorava molto guadagnando anche molto un giorno era raggiante perchè mi hadetto di aver vinto un concorso in comune come tecnico generico, confidandomi che si sente come uno che ha vinto la lotteria perchè finalmente ha finito di lavorare, percependo però ugualmente lo stipendio; potrei farti numerosissimi casi che io stesso ho visto di statali che non lavorano quando dovrebbero ma se ne vanno in giro a farsi le loro spese; non è truffa allo stato? Noi siamo tutti noi che alla fine li paghiamo come collettività? Ma pensa ho trovato anche un caso contrario a tutto ciò che mi da ancora un po’ di speranza, un operaio di una officina di auto è stato convinto ad entrare in ente casa di riposo statale dalla sua fidanzata (statale anche lei) ovviamente con concorso taroccato, e si è ritrovato a “lavorare” con altri 5 giardinieri generici, quando vi era il lavoro per almeno una persona soltanto, cosi si ritrovava a dover passare le giornate senza far nulla ma col stipendio assicurato; dopo 2 settimane ed avvertendo che stava entrando in depressione in quanto lui non riusciva a starsene fermo o ad imboscarsi in quanto abituato da sempre a darsi da fare, ha mollato tutti e se ne è tornato a lavorare in officina. Mi dici perchè deve trionfare l’ingiustizia ? Non è arrivato il momento che anche la pubblica amministrazione atterri sul pianeta terra? Non possiamo tutti assieme affermare agli statali: finora vi è andata bene, avete cercato lo stipendio più privilegi e li avete trovati, ora però diamoci tutti una calmata e cominciamo a darci da fare concretamente, col buon senso, con serenità e anche perchè l’uomo non è stato creato per percepire lo stipendio (sulle spalle della collettività) ma è stato creato per apportare la propria creatività ed inventiva, perciò avanti, cominciamo a cambiare noi stessi e quindi anche la pubblica amministrazione.

  • roberto:

    Vivo in Veneto e ho visto “nascere” il personaggio Benettazzo su radio gamma5, una radio indipendente della zona del padovano. Personalmente l’ ho sempre ritenuto un personaggio ambiguo nelle sue esternazioni, sia in radio che ai suoi convegni. Mi risulta che anche quelli di radio gamma5 lo abbiano rinnegato ultimamente.

  • Tidivic:

    Per favore non mi assecondate il pazzo! Ora vorreste dire che questo tizio le spara grosse per attirare l’attenzione? Vorrei informarlo che il metodo è già stato brevettato da Paolo Barnard quindi che almeno gli pagasse il diritto d’autore! Ragazzi dai un pò di buon senso…non perdo neanche il tempo di elencare le enormità che ci sono scritte in questo articolo perchè vi reputo abbastanza intelligenti da trarre le conclusioni. Non mi dite che lo fa per sollevare la melma dei fannulloni, dei partiti, ecc,ecc perchè quella in confronto alla montagna di letame che c’è dietro non è niente. Poi diventa qualunquismo e mi pare che Benetazzo ci sia dentro fin al collo

  • Alboino:

    Benettazzo è originario di Molvena, sopra Marostica salendo verso l’Altopiano, e mi risulta che spesso è presente nel vicentino anche per i suoi convegni (ad es. a Bassano).
    Comunque concordo con Luca Martinelli, come ho già scritto più volte, bisogna prelevare i soldi dai conti correnti, poi vediamo il sistema bancario quanto dura, e tutta le caste corrotte, parassitarie, come faranno a campare alle spalle degli altri.
    Il debito è impagabile, e lo dicono i numeri. Chi ha un minimo di basi matematiche lo capisce benissimo.
    Il governo Monti sta affondando quel poco di economia reale che ancora regge, pur di mantenere i privilegi delle caste.
    Per quanto mi riguarda la penso come Errante, non mi venderò mai per denaro, ma oggi molta gente non conosce il significato della parola dignità.

  • Marduck:

    Ricordo le prime volte che navigavo nel suo sito, c’erano queste frasi ad effetto sotto la
    scritta Eugenio Benettazzo che recitavano più o meno:
    “il Beppe Grillo del settore finanziario”
    “il Tyler Durden dei mercati finanziari”
    Per un pò di anni ha dovuto sudare ed ha partecipato a numerose trasmissioni, ha fatto spettacoli si è fatto notare, si è fatto conoscere: “ci sono anch’io e le sparo grosse
    a qualcuno da fastidio?…pronti?…mi sentite?”…
    Come certi partiti come la lega: noi di qui, noi faremo, noi siamo onesti, noi facciamo la rivoluzione…e l’unica che hanno fatto è stata quella delle “cadreghe” leggi sedie, al parlamento.
    Come le remore con gli squali, un tempo gli serviva accompagnare il suo nome con qualcuno di “famoso”…adesso manco gli serve più.
    Oggi sotto il suo nome sul suo sito web c’è un asettico:
    “il più autorevole economista fuori dal coro in Italia”
    che io a sto punto cambierei con:
    “il più autorevole economista del coro in Italia”
    Voi che dite?

  • Andrea:

    PER FABRIZIO

    Ciò che scrivi, io lo sento in giro e lo vivo anche di persona.
    A fronte di una squadra di quasi una decina di operai, che lavoriamo a pieno regime siamo in… due! E ti garantisco che non è piacevole lavorare anche per quelli che non lo fanno. E ti ridono pure dietro, perché loro sì che sono furbi!

    Però, come spesso accade nella vita, le cose sono allo stesso tempo semplici e molto complesse.
    Innanzitutto è vero che alcuni pensano di entrare nello Stato e smettere di lavorare ma ti garantisco che sono una minoranza; poi mi sento di poter smentire il luogo comune che prevede che si cercherebbero operai dappertutto ma che non si trovano “perché la gente non ha più voglia di lavorare”: per esperienza diretta ti garantisco che di gente che vorrebbe lavorare ce n’è tanta, ma almeno altrettanti sono quelli che sfruttano, sottopagano o maltrattano la manodopera. Io, come ho scritto, ho girato un po’ di posti e, almeno per la mia esperienza, gli imprenditori “illuminati” sono una sparuta minoranza, mentre invece abbondano i furbacchioni e i disonesti. Alla faccia dei proclami della Marcegaglia (la cui famiglia è coinvolta in pesanti procedimenti per corruzione, concussione, falso in bilancio)!
    In Italia il lavoro manuale, tanto osannato da questi squali d’alto bordo, è duro e mal pagato: per questo lo fanno solo gli stranieri. Che si provassero a pagarlo meglio e poi vediamo se le cose continuano così.
    Io ci lavoro, con finti malati e tangheri che cercano di sgamare il lavoro in tutti i modi.
    Però qui si parla di operai. Come si comportano i loro responsabili, che percepiscono emolumenti di gran lunga superiori proprio per controllare il lavoro di questi? Te lo dico io: danno loro per primi il cattivo esempio, comportandosi come se l’ente in cui lavorano fosse roba loro e preoccupandosi solo di arrivare alla fine del mese con minori rogne possibili: tutto ciò che si frappone fra loro e la paga deve arrecare il minor disturbo possibile.
    E poi, soprattutto: non esiste la meritocrazia.
    E non sto parlando di qualcosa di circoscritto alla mia esperienza personale. Anche in enti molto piccoli, come i comuni, dove la conoscenza delle persone è approfondita e scontata, che tu lavori tanto, poco o nulla… alla fine del mese i soldi sono gli stessi. E la considerazione pure.
    Non ci sono scatti di anzianità per tutte le posizioni; come nel privato, chi è più in alto ha solo vantaggi (e nessuna responsabilità reale – lasciamo perdere quelle nominali), mentre chi occupa i gradini più bassi della scala gerarchica è pagato poco, tenuto in scarsa o nessuna considerazione ed è il più sacrificabile in momenti di crisi; inoltre risponde di persona per le più lievi mancanze, se colto in fallo e ad insindacabile giudizio del superiore.

    Come nel privato, il lavoro d’ufficio viene, nello Stato, tenuto in considerazione molto maggiore che non quello manuale; e questo a fronte di una fatica fisica più pesante (per quella mentale, non mi pronuncio per pudore). Difatti, in caso di concorsi, tutti mirano ad occupare posizioni impiegatizie. Come nel privato, d’altronde…

    Puoi credermi o meno ma io sono più che convinto di una cosa: questa mitizzazione della presunta superiorità del privato sul pubblico è servita solo a smantellare uno stato sociale dal valore inestimabile (che aveva i suoi costi, sì, ma che funzionava), per svenderlo per trenta denari agli amici degli amici.
    E l’Italiano, tonto, se l’è bevuta fino in fondo.
    Anche se le autostrade costano sempre di più a fronte di un servizio immutato.
    Anche se l’aeronautica civile italiana è stata fatta fallire.
    Anche se i treni sono sempre sporchi e arrivano tardi o addirittura mai.
    Anche se l’immondizia viene smaltita poco e male, a fronte di tasse elevatissime.
    Anche se le strade sono sporche e sempre meno curate e sicure.
    E potrei continuare…

    In sintesi: l’apparato statale è stato messo in condizioni di non funzionare e la cosa, ne sono convinto, è stata artatamente progettata e messa in atto per fini meschini e contari all’interesse nazionale.
    Non so se lo sai ma, nel dopoguerra il “lavoro statale” è stato un potentissimo strumento di pace sociale, garantendo a molti (specialmente in aree economicamente depresse) un lavoro sicuro ancorché poco retribuito, a confronto di quello offerto dal privato, allora enormemente più abbondante di adesso. Poi è successo che la politica ha riempito questo serbatoio di raccomandati e trombati senza alcun talento e inoltre, nel frattempo, i salari del privato si sono abbassati così come l’offerta. Insomma: siamo arrivati alla guerra fra poveri.

    Per questo io non sopporto le sparate demagogiche “alla Brunetta”. I salari legati alla meritocrazia? Perfetto! E con quali strumenti di valutazione? E chi dovrebbe valutare chi vale e chi no? I politici trombati e parassiti di cui sopra, che si sono accaparrati tutte le posizioni di potere all’interno dell’amministrazione pubblica? Quelli sono la vera casta degli intoccabili, in Italia. Benettazzo, con la sua retorica da bar sport, sacrificherebbe UN MILIONE di salariati a 1.200 euro al mese (gente che, chi più chi meno, lavora e contribuisce a mandare avanti i servizi essenziali al Paese e, in più, fa girare l’economia), ben sapendo che i veri parassiti statali continuerebbero impunemente ad ricoprire le loro cariche, spesso inutili e strapagate. Davvero un bell’affare per l’Italia! Però queste stronzate (mi si passi il francesismo) sono musica per le orecchie del popolino, che gode a dividersi sulle cose più minute ed ha sempre bisogno di un nemico su cui riversare il proprio odio represso.
    Il “padrone cattivo” sa bene – infatti – come sviare da sé il sano odio del “dipendente vessato” e indirizzarlo verso altri obbiettivi.
    Berlusconi ne è stato l’esempio più lampante, ancorché non l’unico. Le cose vanno male? La colpa è dei comunisti. O, a scelta, degli stranieri, dell’euro, dello spread… Basta che non sia sua.

    E poi direi che sarebbe il caso che la gente si svegliasse un poco da questo aut-aut per cui o tutto è bianco o è nero. Per certe cose serve il privato, per altre lo stato; non è “meglio” o “peggio”: che problema c’è? Il lavoro manuale ha lo stesso valore di quello intellettuale, almeno finché ci nutriremo ancora dei frutti della terra. Lo Stato non è un’entità astratta ma è composto da persone che si uniscono per vivere, assieme, in condizioni migliori di quelle che toccherebbero loro se fossero sole; non è luogo di conquista o di predazione.

    E questo non è socialismo, filosofia o altro ma solo puro buon senso.

    Spero di non averti tediato.
    Ogni bene.

    • Fabrizio:

      Caro Andrea non mi hai tediato anzi ti leggo con piacere, direi che possiamo rafforzare ciò che ha detto jacopo all’inizio dare uno stipendio a tutti a prescindere il cosidetto reddito di cittadinanza universale, cosi facendo eliminiamo i problemi della pubblica amministrazione e non solo quelli ovviamente, in un colpo solo, a presto.

  • Stefano:

    Se permettete riprenderei il commento di cristiano79.
    Gli evasori fiscali si dimostrano essere alla fine l’ennesimo falso bersaglio. L’ultimo di una lunga serie utile per nascondere fini più occulti o semplicemente meno palesi. E’ la solita storia ma avremmo dovuto capirlo prima. Cito Cristiano79 perchè ha introdotto un argomento un po’ fuori tema ma importantissimo quello delle scie chimiche, è evidente che in questo momento sulle nostre teste (sulle nostre vite) gettano consapevolmente sostanze in grado di avvelenarci, di inebetirci, di affamarci, di ledere i nostri bisogni essenziali, cioè ci privano della dignità di essere uomini. Come ben diceva Primo Levi.
    Il resto appartiene ai poveracci che si scannano per nulla, combattono per valori e sentimenti falsi, rendono più brutto questo mondo (finchè non alzano la testa per guardare il cielo, aggiungo io).
    Precisamente gli evasori di cui parliamo.
    Si potrà difendere il lavoro, il suo significato, sia da destra che da sinistra, senza però ignorare il fatto che siamo pedine, se non guardiamo il tutto dall’alto.
    Un saluto a tutti

  • massimo:

    “In questo momento in cui non si può non dare atto a Monti & Company di aver salvato l’Italia almeno dal baratro finanziario…” Mi ero semplicemente illuso che, questo signor Benettazzo, potesse contribuire a fare chiarezza per aumentare la cosapevolezza nel nostro paese dei danni procurati da questi governi tecnici non eletti, neoliberisti e atlantisti.Uno in meno.

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