Articolo di Maria Rita D’orsogna
Giorgio Mazzenga: vada a trivellare a casa sua!

Plaquemines, Louisiana – Marzo 2012. Un pozzo dismesso.
Immagini che valgono mille parole
P.J.Hahn – Grazie!
Sono vecchi pozzi dismessi nel golfo del Messico
Le immagini di cui sopra NON sono correlate allo scoppio della BP. Non si sa di chi sia quel pozzo che riversa in mare petrolio. Si sa solo che in teoria era dismesso e non attivo.
Ma gli incendenti a Plaquemines non sono nuovi. Un altro pozzo diverso da quello che si vede qui gia’ esplose il giorno 27 luglio 2010, dopo un urto con una nave rimorchiatore. Ci furono 10 metri di altezza di rigetto di petrolio. In teoria li ci sarebbe una area ecologica sensibile.

E come poteva questa zona rimanere immune dallo scoppio del golfo? Non poteva, ed allora ecco qui le immagini delle morie di pesci a Plaquemines nel Settembre 2010. Questo e’ stimato essere per colpa diretta del pozzo BP incendiatosi nel 2010, e a 80 miglia dal punto dallo scoppio
Quello che si vede non e’ asfalto, sono pesci morti.
Prossimamente nei mari italiani, courtesy of Passera, Saglia, Assomineraria, ENI, Clini e compagnia varia.
Sunday, March 18, 2012
L’arcivescovo dell’Alberta contro i petrolieri
Mt 21, 28-32
As the Bishop of the Diocese of St. Paul in north-eastern Alberta, it is my responsibility to provide moral advice and leadership on questions that affect the faithful who live in my diocese. It is therefore impossible for me to ignore the moral problem created by the proposed one hundred and fifty billion dollars oil sands developmentsThe critical points made in this letter are not directed to the working people of Fort Mc Murray, but to the the oil company executives in Calgary and Houston
A global Catholic moral consensus now exists:
the environmental crisis is real and it requires a religious and moral response.
I wish to thank the efforts of ecologists working for the oil industry as well as the ongoing work of environmentalists. The people of the Diocese of St. Paul are deeply indebted for their dedication.
Lettera pastorale contro i petrolieri dell’arcivescovo
di Saint Paul, Alberta, Luc Bouchard, 2009
Gentili arcivescovi di Basilicata:
Agostino Superbo,
Vincenzo Orofino,
Giovanni Ricchiuti,
Gianfranco Todisco,
Salvatore Ligorio,
durante il periodo di Pasqua del 2011 scrissi una lunga lettera a ciascuno di voi con varie informazioni collegate alle estrazioni petrolifere in Basilicata, le cui problematiche e conseguenze drammatiche per i lucani sono impossibili da nascondere e che certo conoscete.
Vi ho mandato testi scientifici, traduzioni e dati a testimoniare in modo inequivocabile che le estrazioni di petrolio hanno inquinato campi, falde acquifere, riserve di acqua potabile, sorgenti, aria, frutti, miele.
L’ENI e la Total hanno distrutto tutto quello che hanno toccato in questi anni in Basilicata, hanno tolto speranza ai giovani che emigrano in massa, hanno portato ad aumenti di malattie, puzza, corruzione e rassegnazione.
L’ISTAT ha stabilito che la Basilciata e’ la regione piu’ povera d’Italia, nonostante quasi 20 anni di petrolio.
Vi chiedevo di dire qualcosa, di agire per fermare quella follia che sara’ il raddoppio delle estrazioni di petrolio dalla Basilicata. Vi chiedevo di usare il vostro immenso potere per essere utili alla collettivita’, in maniera sincera, cristiana – ma per davvero – e senza paura.
Sono passati nove, dieci mesi. Non ho avuto risposte ad eccezione che da uno di voi che mi ha ringraziato e farfugliato qualcosa sul nucleare, senza poi fare granche’.
Questo silenzio, non alle mie lettere, ma di fronte alla realta’ lucana che vi circonda, e’ qualcosa di inaccettabile, perche’ sa molto di Ponziopilatesco e non ha assolutamente niente di cristiano.
E’ triste vedere che non ve n’e’ importato niente della vostra stessa gente e che il messaggio piu’ autentico di Gesu Cristo sia passato in secondo piano di fronte alle paure, alla voglia di mantere lo status quo e al quieto vivere di memoria Don-Abbondiesca.
Cosa, avete paura dell’ENI?
Di Vito De Filippo?
Di Paolo Scaroni?
E non avete paura della vostra coscienza?
Lo so che e’ scomodo prendere posizioni di fronte a poteri forti, ma VOI SIETE un potere forte e dovreste usarlo per la difesa dei deboli, del creato. Per la giustizia. E senza delegare a nessuno.
Ecco invece l’arcivescovo di Saint Paul, Luc Bouchard, a darvi una lezione civica, morale, cristiana con parole semplici ma efficaci contro la follia petrolifera.
L’arcivescovo Bouchard vive nello stato dell’Alberta, un petrol-stato, dove estraggono petrolio dal bitume delle tar-sands, con tecniche altamente distruttive, e dove, proprio come in Basilicata, i petrolieri hanno inquinato aria, acqua e polmoni delle persone. La zona maggiormente affetta e’ l’area dell’Athabasca, ricca di fiumi e dove si distruggono intere foreste boreali per tirare fuori asfalto.
Questo arcivescovo, a differenza vostra, prende e scrive una lettera pastorale di una decina di pagine, indirizzata ai suoi fedeli, ma anche a tutti i capoccioni petroliferi a Calgary, e ai governanti di Edmonton, la capitale dell’Alberta, e di Ottawa, la capitale del Canada.
Dice che lui e’ dalla parte della gente e degli ambientalisti, che e’ concorde con le argomentazioni prodotte da questi ultimi e anzi, li ringrazia per quanto fatto.
Con cosi tanta semplicita’ e gentilezza, dice che lui, vescovo, e’ debitore verso gli ambientalisti per la loro dedizione.
Nel suo testo, “L’integrita’ del creato e le tar sands dell’Athabasca”, l’arcivescovo e’ schietto, e non ha paura di prendere posizioni, di dare pane al pano e vino al vino, senza paura. Dice che:
Capite? Questo arcivescovo dice che lui sente la responsabilita’ – parola cosi bella e cosi difficile – di essere una guida morale ai suoi fedeli, dice che non e’ etico continuare a pompare bitume in Alberta, e che non dovrebbe essere estratto neanche un solo barile in piu’ finche’ non si riesce a garantire la sicurezza assoluta dell’ambiente. Non un solo barile in piu’. Dice che lui concorda con gli ambientalisti e che le loro argomentazioni sono giuste e morali.
Nel primo capitolo della sua lettera, l’arcivescovo presenta i motivi che secondo lui impongono la difesa dell’ambiente come un obbligo religioso. Dice che dal 1965 ad oggi ci sono state circa 40 lettere pastorali scritte da vescovi da ogni parte del mondo a favore dell’ambiente.
Nel secondo capitolo poi l’arcivescovo fa una lista, dettagliata, accurata, scientifica, dei problemi che i petrolieri hanno portato all’Athabasca:
1. distruzione dell’ecosistema e della foresta boreale
2. danni al sistema acquifero dell’Athabasca, il terzo piu’ grande del mondo
3. le emissioni di gas serra
4. l’uso di gas naturale per estrarre il bitume
5. la creazione di pozzetti a cielo aperto di rifiuti tossici
E poi aggiunge:
Any one of the above destructive effects provokes moral concern, but it is when the damaging effects are all added together that the moral legitimacy of oil sands production is challenged.
Ciascuno di questi effetti distruttivi provoca preoccupazioni morali, ma quando tutto questi effetti sono messi assieme, emerge la questione della legittimita’ morale dell’intera opera di sfruttamento petrolifero.
Nel terzo capitolo invece si parla di cosa fare, e qui l’arcivescovo dice che la produzione attuale deve essere rallentata, e che occorre diminuire le emissioni di anidride carbonica, che devono esserci minori emissioni di roba tossica, che i diritti degli indigeni devono essere rispettati, che non si deve piu’ abbattere foresta e che i lavoratori siano adeguatamente protetti.
Musica per le mie orecchie.
Infine, l’arcivescovo condanna i nostri usi eccessivi, gli sprechi, ringrazia di nuovo gli ambientalisti e invita tutti i suoi fedeli a contattare i rappresentanti politici per fare pressione sulle loro decisioni.
Cioe’ dice alla gente di rompere le scatole!
Nel testo dell’arcivescovo Bouchard la parola “morale” compare almeno 20 volte.
E voi cari vescovi di Basilicata? Dove siete voi a parlare con la vostra gente? A scrivere lettere a quelli dell’ENI e della Total? A scrivere a Vito de Filippo? A Monti? A dare supporto e a ringraziare gli ambientalisti, cosi derisi? A ricordare che la difesa dell’ambiente e’ prima dei profitti? A dire alla gente di rompere le scatole, e a offfire il vostro contributo?
A usare le parole “morale”, “responsabilita’”, “dovere”?
Dove siete? O queste parole si applicano solo per la gente “normale” e non per voi?
A chi fu dato molto, molto sarà chiesto. Lc 12, 39-48
A voi, in Italia, e’ stato dato un potere immenso.


































Gentile Maria Rita, lei crede davvero che personaggi come questi ( in nomen omen), o qualcuno dei loro superiori, faranno mai qualche cosa per la loro gente e per l’ambiente? Loro che accettano il voto di castità a parole ma non a fatti, e solo per mantenere le ricchezze all’interno della chiesa, nei secoli dei secoli? Con una storia millenaria di crociate e inquisizioni, con milioni di morti in nome della loro fede ? Mi sembra un illusione grande almeno quanto la loro riguardo ad un dio buono e giusto. Proverei a convincere i proprietari dei terreni coinvolti, forse loro la ascolteranno. Buona battaglia.
Forse mi sbaglio ma quando entrano in ballo i rappresentanti della “santa madre chiesa” ci sono rari commenti. Sembra di toccare la spada laser di Darth Vader. I signori con le loro croci lucenti appollaiate sullo stomaco in bella evidenza non fanno più paura a nessuno ormai. Luca ha ragione su tutto. E’ una società che è ora che fallisca e paghi il proprio debito!