fonte: No Censura
PAREGGIO DI BILANCIO IN COSTITUZIONE: MERCOLEDI’ (OGGI) GOLPE IN PARLAMENTO SENZA CHE GLI ITALIANI LO SAPPIANO.
FATECI FARE IL REFERENDUM!
Mercoledì il Senato voterà in seconda lettura il definitivo stravolgimento dell’articolo 81 della Costituzione, inserendo nella stessa il pareggio di bilancio. Si tratta di un rovesciamento della Costituzione perché le politiche neoliberiste verranno poste alla base dell’azione dei governi per l’oggi e per il domani. Con una norma di questo tipo – tanto cara ai nazisti fino all’ingresso in guerra – Roosevelt non avrebbe mai potuto fare il New Deal e le politiche keynesiane – che hanno permesso il miracolo economico – sono messe fuori legge. Si tratta di una aberrazione culturale e politica; si tratta soprattutto di un vero e proprio golpe finanziario. Questo governo e questo parlamento sono dei ladri di democrazia che stravolgono le regole democratiche senza che il popolo possa dire nulla. Per questo rivolgiamo un appello ai Senatori affinché non approvino questo provvedimento con una maggioranza di due terzi. Almeno il popolo potrà esprimersi in merito con un referendum.





























Anche se si dovesse fare un referendum sappiamo bene di che tipo di considerazione godono in questo paese, sarebbe solo un’ulteriore spesa a vuoto e l’ennesima presa per quel posto.
Bene, un altro passo passo concreto verso finanza statalista made in China. Con questo provvedimento, anzi legge, saremo sotto il tallone permanente dei tecno-burocrati europeisti… saremo uffcialmente dei dipendenti al servizio della plutocrazia globalista: un revival feudalista in stile piu’ tecnologico.
Lasciate perdere il parlamento, i senatori, i referendum… non contano una mazza e non contavano mai niente. Oggi e’ solo piu’ evidente per il “finale di partita”…
In questo sentore da Fine dei Tempi e’ piu’ importante riportare la propria anima verso il sentiero della consapevolezza e liberazione. Se poi dovro’ abbracciare un fucile come risposta, tanto meglio…
Appellarsi ai Senatori è come acclamare i Traditori.
Abbiamo il destino segnato.
Non siamo capaci di cacciare a calci in culo quattro scagnozzi in Parlamento che ci rubano anche le mutande figuriamoci se avremo la forza di piegare i poteri finanziari che attanagliano l’intero Continente.
Questa è una vera guerra e solo chi non ha più niente da perdere possiede l’imput della reazione. Peccato che preferiscono suicidarsi piuttosto che ribellarsi…
Domanda per tutti:e se questo scandalo della Lega fosse tutta una manovra per distrarre la gente dalla notizia del pareggio di bilancio? Del resto quello che si sta sentendo sulla Lega era noto da tempo ma solo ora, e tutto d’un colpo, si è arrivati al fango buttato sopra, allo scandalo senza rimedio. Come se queste cose non le sapesse nessuno.Mi ha fatto particolarmente riflettere il fatto che la sera prima del fattaccio del pareggio di bilancio TUTTI MA PROPRIO TUTTI i programmi di informazione trasmettessero quasi a reti unificate il “caso Lega”! Non avallo di certo le parole di Bossi che parla di complotto perchè se complotto c’è lui vi è dentro fino al collo però i fatti stanno accadendo tutti in modo molto strategico
questa potrebbe essere una ipotesi trovata su questa pagina del sito Movisol.org
Non si può non notare un accanimento particolare nei confronti della Lega, il principale partito di opposizione al governo Monti, promotore di una Legge di Iniziativa Popolare per la separazione tra banche commerciali e banche d’affari (Glass-Steagall) per cui si accinge a raccogliere 50.000 firme, e che ha già innervosito non poco le grandi banche speculative che hanno provocato la crisi.
..kamma Cristiano..kamma, i veri nemici del popolo sono anche i giovanotti che vanno dai 19 ai 29 anni, non tutti ma il 50% di sicuro , sono quelli che ancora oggi con la scusa di studiare fanno i magnaccia in famiglia, purtroppo è cosi, se non si muovono gli Over 50 /60 non succede nulla alla luce del sole , siamo arrivati al dolce e ancora tutto è amaro, quando arriviamo all’Amaro tutto diventerà dolce come la morte, ma stanne certo che prima di bere l’Amaro molti rimpiangeranno amaramente di non essersi associati al popolo -
Forse, amico, a parte che dubito che gli italioti sappiano cos’è il pareggio di bilancio. E’ passato di tutto in parlamento negli anni a nostra insaputa. Cio’ non toglie che la banda Bossi abbia rubato, come tutti. Sono i partiti che vanno aboliti perche’ non sono indispensabili alla democrazia. Le liste elettorali si possono fare in altro modo. Saluti
in un colpo solo due mosse:
1- ci scavano la fossa
2- si scavano la fossa
a sam mes bein
Anche quello che dice Luca Martinelli è vero. Hanno sempre fatto tutto quello che hanno voluto senza chiedere mai il consenso di nessuno però negli ultimi anni i media e i tribunali battono il tamburo più forte quando vogliono coprire altri rumori. Leggendo vari pareri sul web e facendomi una mia idea sono arrivata alla conclusione che si voglia stravolgere l’assetto di potere nazionale. Bossi è il passato mentre Maroni potrebbe essere il futuro”allineato”ai mondialisti. Questo governo tecnico non finirà tanto presto perchè il suo scopo è quello di cambiare totalmente e per sempre il sistema. Io dal mio canto non conosco altro che il bipolarismo perchè sono troppo giovane per avere contezza della DC e di Craxi però sono convinta che qualcosa di veramente grosso sta per succedere. Troppa gente che si pensava intoccabile sta venendo “fatta fuori”. Stanno togliendo ogni traccia del bipolarismo e del sistema che per 20 anni ci ha governati. A chi stanno facendo posto? Questo veramente non lo riesco a prospettare. Datemi lumi in merito
Alla dittatura mondiale … Orwell rulez
@ TIDIVIC
ho tratto un sunto da un documento programmatico scritto nel 1895, vedi se illumina
” abbiamo trasformato i Governi in arene dove si combattono guerre d partito,fra poco il Disordine ed il Fallimento appariranno ovunque.Chiacchieroni irrefrenabili trasformeranno le assemblee parlamentari ed amministrative in riunioni di controversia.Gornalisti audaci e sfacciati scrittori di opuscoli, attaccheranno continuamente i Poteri amministrativi.l’abuso del potere preparerà il crollo di tutte le Istituzioni e tutto cadrà sotto i colpi delle Popolazioni inferocite.” ” noi abbiamo l’intenzione di assumere l’aspetto di Liberatori del Popolo, venuti per affrancarlo da ciò che l’opprime…”" la FAME conferirà al CAPITALISMO dei diritti sul popolo infinitamente maggiori di quelli mai avuti dal Sovrano…” ” quando verrà il giorno dell’incoronazione del ns.Sovrano Mondiale useremo la plebe per abbattere gli ostacoli sul ns.cammino…”
Il “mitico” Protocollo n.3. Per chi non li avesse ancora letti, oppure li considera falsi: http://daemuk.ch/protocolli.pdf
Volevo pubblicare anche il nuovo articolo di Blondet, dove ci chiama alla guerra:
Maurizio Blondet09 Aprile 2012
Ciò che avviene in Italia – o meglio, ciò che «non», avviene – è un fenomeno storico inaudito, addirittura sbalorditivo. Voglio dire: mai è stato così chiaro l’imperativo politico, e mai è stato così tradito dalla classe politica.
Mai sono state così evidenti le «cose da fare», e mai è stata constatata una incapacità così totale a farle, o una così evidente cattiva volontà. Mai si è configurata una situazione così palesemente esigente una rivoluzione, il rovesciamento della classe politica, e mai s’è vista tanta passività.
Primo, plateale esempio: la necessità, l’imperativo di troncare ai partiti poltici i truffaldini rimborsi elettorali, che in realtà rimborsano 5 o 10 volte le spese. Sono quei milioni in più della Margherita (31 rispetto ai 10 di spese sostenute), e della Lega (41 milioni e mezzo di «rimborsi» contro i 3 spesi) la causa degli ultimi, rivoltanti scandali che hanno trascinato nel fango i leader dei due partiti: riformare converrebbe persino a loro. Glielo ripete persino il presidente Napolitano (tranquillo che i suoi rimborsi sono intoccabili), di legiferare al più presto una riduzione dei rimborsi, perchè qui è in gioco la «demokràtia». Macchè: quelli nei due parlamenti, gente non eletta che teme soprattutto le elezioni, si stanno mettendo d’accordo, sotto sotto, per una finta riformetta che mantenga loro i milioni indebiti; del resto, gliene stanno arrivando altri 200… È logico che non abbiano fretta (1).
C’è da vergognarsi a ricordare nozioni lapalissiane, ma ricordiamo l’abc: quando nella cittadinanza emergono esigenze, aspirazioni o bisogni reali inappagati – spesso espressi come malcontento e malessere – l’ovvia ambizione dei politici dovrebbe essere quella di dare voce politica a quelle istanze che il potere lascia insoddisfatte, organizzare lo scontento in massa d’urto, blocco di voto o azione sociale, strutturarlo in programma politico.
Ditemi voi se, oggi, c’è un solo partito che si provi a dare espressione ed organizzazione ad una qualunque delle istanze reali che emergono così drammaticamente nella società: la disoccupazione giovanile, la miseria imminente per ipertassazione, il crollo del credito e il gigantismo parassitario, i suicidi di imprenditori, l’euro forte, il governo dei pignoratori internazionali, inteso a farci pagare il debito pubblico impagabile.
Voglio dire: dare voce «politica», ossia tradotta in un programma alternativo compiuto, non già quattro urlacci leghisti sul «Nord tartassato», o la difesa losco-sindacale del loro articolo 18 che non serve a nessuno ma è il «loro» pezzo di potere. Quella non è opposizione, è al massimo la mormorazione inarticolata e inconcludente della gente – quella appunto da organizzare, unificare attorno a un progetto, e lanciare nell’azione. E la «onestà politica» consiste nel non distorcere le istanze reali e maggioritarie verso falsi scopi: tipo «difesa dell’articolo 18», il matrimonio fra omosessuali («istanza magioritaria»?) o la «soluzione» dell’IDV, dare tutto il potere ai procuratori senza contrappeso, in una Mani Pulite permanente.
In altre parole: tutti i partiti oggi esistenti, che si dicono nostri rappresentanti e da noi strapagati, non ci rappresentano. Tutti, Margherita, ex-AN, Pdl, Pdl, Lega, sono sopravvissuti ai loro programmi politici (non importa qui se buoni o cattivi) da loro stessi abbandonati e traditi. E cosa li fa sopravvivere? Non tanto i voti (Rutelli, chi lo vota?), ma i rimborsi elettorali, che loro stessi si sono dati per legge, 10 volte superiori alle loro spese. Non avendo più alcun programma politico, non spendono più tanto in politica; spendono per i loro lussi privati, per piazzare figli amici e parenti nei lucrosi posti pubblici. Infatti non aspirano a radunare attorno a sè le maggioranze: a loro basta avere il 6% per godere dei rimborsi, e per avere il potere di ostacolo e dei veti incrociati, in cui consiste la politica senza programma. Intanto, sostengono il governo dei tecnici –agenti pignoratori dei poteri forti – contro la cittadinanza e i suoi bisogni più chiari. È così evidente, che ci si vergogna a dirlo.
I politici oggi sono la «democrazia» come nella famosa barzelletta romena dei tempi di Ceausescu e della sua dittatoriale famiglia (fame miseria e repressione):
«Che cos’è lo Champagne?». Risposta: «È il vino che il popolo romeno beve ogni giorno – tramite i suoi rappresentanti».
Sono dunque da rovesciare, mandar via, eventualmente appendere all’ideale piazzale Loreto. Questa oggi non è, come strillano il presidente Napolitano o il direttore del Corriere della Sera, «antipolitica»: l’antipolitica, è la loro. Appenderli a piazzale Loreto, è il necessario inizio del far politica di nuovo.
Naturalmente, non basta la jacquerie: occorre anche che si avanzi la proposta alternativa al programma Monti-e-banchieri.
Anche questa è estremamente chiara. Il programma di Monti lo conosciamo dai frutti, e sappiamo che ci conduce allo strangolamento economico, alla desertificazione di imprenditorialità e competenze, e infine, al fallimento comunque – perchè l’ideologia che lo conduce, quella dei creditori contro i debitori, è per sè votata al fallimento, esattamente come lo fu il programma comunista.
L’alternativa al programma Monti è dunque questa, di semplicissima enunciazione:
1) Avvertire la popolazione che non esiste soluzione indolore per la situazione presente.
2) Proporle di uscire dall’euro e ripudiare o svalutare il debito (del resto, l’hanno contratto i nostri oppressori, moralmente non siamo obbligati a pagarlo).
3) Rendendo chiaro che questo programma provocherà due anni di tragedia, ma con la certezza della ripresa. E del futuro per i nostri giovani.
4) Chiarire che questa è «la guerra», il che significa mobilitare le energie profonde della parte onesta del popolo per lo scopo collettivo supremo, con una ragionevole speranza della vittoria finale. Dichiarare guerra significa infatti chiamare all’unità di intenti, formare e organizzare l’unità – nonchè en passant, fare processi sommari a traditori, profittatori di guerra e sabotatori dello sforzo bellico.
È un programma semplicissimo? Perfino semplicistico?
Ricordiamo l’abc: i grandi programmi politici sono sempre semplici da enunciare. La semplicità è la loro qualità caratteristica. Difficile è la loro realizzazione: bisogna saper convincere, suscitare onesta fiducia, organizzare il consenso, strutturare il piano in azioni singole e concrete.
Perchè nessuno raccoglie questa bandiera? Colpa dei «nostri» politici attuali, certo. Non hanno nessuna delle qualità che si richiedono a statisti, e con la loro ostruzione e le loro legiferazioni impediscano che ne possano emergere per vie istituzionali.
Ma colpa di una qualità che manca a loro come a noi, cari lettori (ed elettori di costoro): il coraggio. L’audacia. La qualità più essenziale, in cui consiste «l’onestà» del politico, ben diversa dall’onestà del privato cittadino, che non ruba denaro pubblico e si nega fastosi piaceri. Del politico, si deve vedere «perchè» ruba. Cesare aveva continuamente bisogno di miliardi, era pieno di debiti, e s’impadronì di miliardi pubblici. Ma per trasformare la repubblica in impero universale, mica per dare uno stipendio al figlio Trota, e la scuola Bosina alla moglie…
È ovvio, è lampante che un popolo vile si faccia governare da malvagi oppressori. Che un popolo che non fa più paura, finisca saccheggiato e sfruttato, è – diceva Plotino – persino giusto.
Questa viltà e pochezza traspare, lettori, da tanti dei commenti con cui avete gratificato l’articolo «Lega Terrona». Anzitutto, proprio dai simpatizzanti leghisti: tutti a dire che il programma della secessione era impraticabile, inattuabile. E che quindi, loro, gli elettori e i militanti, si contentavano di votare gente che fingeva. Barbari sognanti e celti immaginari.
Dunque c’è una sorta di complicità oggettiva fra la nullità dei politici e la nullità dei loro militanti; gli uni creano gli altri, e si sostengono a vicenda nella passività disonesta.
Giustamente un altro lettore fa’ l’esempio dei croati, che si sono staccati dalla Yugoslavia serba, subendo anni di guerra, quasi disarmati. Poteva fare quello degli sloveni, che assestarono un audace colpo iniziale all’armata serba, da farle rinunciare subito ad ogni programma di riannessione.
Certo, per i capi leghisti, il programma avrebbe significato guai, difficoltà, clandestinità, magari anche anni di galere (i Carabinieri li avrebbero braccati subito). Ma perchè dire fin dall’inizio che era impossibile secessionare, e mandar via Miglio? Pensate a Nelson Mandela: anni di galera, oggi padre della patria in un Sudafrica negro. Come ho detto, non importa che il programma sia buono o cattivo; importa che chi lo propone e lo impone, se ne assuma con coraggio l’attuazione. Oggi Bossi, per non aver rischiato la galera per motivi politici, assiste alla propria rovina per futili e bassi motivi, allo sgretolamento del suo monumento di carta stagnola.
Molto rivelatori certi commenti di questi difensori ultimi del leghismo e del Bossismo: «Al Direttore, cui piacciono i confronti storici…». «Blondet, così colto e documentato su molteplici tematiche, così abile nel fare l’analisi semantica dei bagaudi, quella estetica dei rozzissimi militanti di celtica ascendenza…» (2). In queste ironie c’è la convinzione che la cultura sia un ornamento superfluo, un po’ ridicolo. Invece la cultura – e specialmente la cultura storica – qui viene intesa nel senso più funzionale: serve per l’azione politica. Ricordare i bagaudi non è un ozioso sfoggio di erudizione, è un esaminare cosa è accaduto in situazioni simili all’oggi, per prevedere cosa accadrà e se possibile, ammaestrati, guidare gli avvenimenti futuri. La cultura, cari lettori, serve. È utile (3).
Credetemi almeno una volta. È l’abc di una cultura politica, di cui abbiamo bisogno – per non confonderci nel clima delle passioni «sub-politiche» e mediatiche, per non parteggiare a vuoto, per non perdere altro tempo dietro scopi secondari o falsi. Senza assolvere noi stessi, per i politici che abbiamo.
Si impone la citazione di Ennio Flaiano:
«I nomi collettivi servono a far confusione. Popolo, pubblico… Un bel giorno ti accorgi che siamo noi. Invece, credevi che fossero gli altri».
1) In 18 anni, i partiti hanno incassato 2,3 miliardi in «rimborsi», ma ne hanno effettivamente spesi 580 milioni. Nelle elezioni del 2008, di fronte a spese accertate di 110 milioni, i partiti se ne sono presi 503. Che si sono tenuti nei loro «tesoretti» amministrati di nascosto dai Lusi e dai Belsito, con la combutta dei segretari. Che adesso devono far finta di non sapere. Vorrei ricordare che per anni, quando denunciavo come problema principale gli emolumenti eccessivi dei parlamentari, e la necessità di tagliarli, molti lettori mi rispondevano: ma non saranno questi tagli a risanare la spesa pubblica. Ora, invece capiranno? Non solo le paghe così alte sono diventate «lo scopo» per cui si entra in Parlamento e ci si resta ad ogni costo; sono anche il motivo del furto ulteriore, in miliardi di euro, per cui la spesa pubblica è cresciuta mostruosamente senza controllo. Sono soldi dei contribuenti, soldi nostri. Capiranno i lettori questo altro abc della cultura politica? Già Bersani e Casini tirano fuori il discorso: bisogna pagare bene i politici, altrimenti farà politica solo Berlusconi, il miliardario. Quanto ci vuole a respingere un simile sofisma da 4 soldi (e da 2,3 miliardi)?
2) Altro commento inqualificabile per bassezza e viltà, un lettore scrive: «Siete un sito cattolico: a parte una assoluta mancanza di carità, (cerebro leso a chi ha subito un ictus) se giudicaste santa romana Chiesa, coi suoi affarucci bancari, (…) vedreste che i peccati di Bossi (che, diversamente da tanti capi partito si è comunque dimesso) sono abbastanza veniali…». Qui la viltà morale non teme di farsi confusione mentale, rissa da osteria: «Noi? E allora voi!?», e mettere sullo stesso piano la Chiesa con la Lega; come se poi qui noi tacessimo le magagne della Chiesa… Di questo vomiticcio, mi preme solo rispondere alla presunta «mancanza di carità». Dò a Bossi del cerebroleso perchè lo è, e la sua dipendenza psichica dal «cerchio magico» lo dimostra. La carità dovrebbe essere volta a pensionati con le pensioni tagliate per dare i soldi a Bossi, Rutelli e alla scuola Bosina (della moglie di Bossi). Ogni milione che questi si accaparrano di denaro pubblico, è denaro tolto a pensionati, a malati lasciati senza assistenza, ad anziani bisognosi, a ciechi senza assegno d’accompagnamento, a famiglie numerose senza assegni familiari; è denaro che manca a scuole all’altezza dei tempi, a istituti di ricerca che possono produrre brevetti; sono le opportunità negate a 200 mila giovani italiani esiliati all’estero perchè le loro qualifiche sono «troppo» alte per un Paese di cialtroni strapagati. Ogni Trota in Regione a 12 mila al mese, è un meritevole in meno che occupa un posto di responsabilità che gli spetta. La mia carità si volge ai giovani con il futuro troncato dal debito pubblico fatto da questi politici, ai ricercatori che un decimo dei soldi messi da parte dalla Lega basterebbe a mantenere per anni in laboratori avanzati. Non si deve mai dimenticare il danno che tali politici fanno ai poveri, ai deboli, ai giovani, ai meritevoli: questa è la carità a cui mi attengo.
3) Vorrei ricordare che Cesare, mentre valicava le Alpi in lettiga, scriveva il De Analogia, un trattato di linguistica dedicato a Cicerone (che lo odiava e istigò i congiurati delle Idi di Marzo). E Napoleone, sotto la tenda fra le nevi della Russia, stilò il minuzioso regolamente della Comédie Francaise. Senza essere propriamente degli intellettuali – erano uomini d’azione, che è il contrario – i grandi politici possedevano una forza, vivacita e potenza dell’intelligenza, che si manifestava persino in questi esercizi apparentemente superflui dell’intelletto. Da lì, la loro ampiezza di visione, magnanimità e sicurezza di programma (unita invariabilmente a pelo sullo stomaco, corruzione, insaziabilità: difetti grandiosi che in politica possono essere virtù). Erano il contrario di «specialisti», di tecnici.
…@Non si può non notare un accanimento particolare nei confronti della Lega, il principale partito di opposizione al governo Monti, promotore di una Legge di Iniziativa Popolare per la separazione tra banche commerciali e banche d’affari (Glass-Steagall) per cui si accinge a raccogliere 50.000 firme, e che ha già innervosito non poco le grandi banche speculative che hanno provocato la crisi.
esatto, ma consideriamo che Bossi si sia dimesso per salvare il fondello a Maroni dato che stà canaglia fà parte integrale del sistema che controlla noi tutti, quando era Ministro “del Menga” ha fatto approvare tutte le leggi restrittive con la scusa del terrorismo,facendo spendere ai cittadini italiani centinaia di milioni Euro per delle Apparecchiature inutili che di sicuro hanno portato nelle sua tasche delle belle sommette di denaro, se Bossi non lo avrebbe fatto ,Maroni avrebbe perso credibilità nei confronti dei suoi padroni , fanno finta di scannarsi tra di loro ma alla fine a pagare siamo sempre noi cittadini, questi vanno impiccati sul posto nessuno escluso che faccia parte della casta Politica nostrana-
@ Lino Bottaro:
ma che cosa era successo in questi ultimi due giorni su stampalibera?
Tutti gli articoli erano scomparsi e mi e’ venuto da pensare che qualcuno avesse boicottato o sabotato il sito: ho provato un senso di tristezza e di vuoto, anche perche’ sia io che tantissimi miei amici almeno una volta al giorno facciamo un salto su stampalibera per vedere quali sono le novita’ e leggerci qualche articolo, e vedendolo per due giorni completamente morto ci ha come dato l’impressione di una citta’ vuota dopo un’esplosione termo-nucleare. Son contento che siate tornati!
Ti prego, spiegaci in ogni caso che cosa e’ successo!
Con simpatia,
LJF
Sembrava che il sito fosse stato censurato.e’ tutto scritto su http://www.stampa libera.com censurata(ma era un falso allarme credo)vero????
Bhe, una bella chiarificazione sarebbe auspicabile, da mettere in testata, siete stati protagonisti dellle tastiere di tutti i blog, e non con poca aprensione.
Comunque son contento di rileggervi, spargerò la notizia che Siete ancora on-line.
wlady
Prima o poi verranno censurati tanti siti internet(ancora non sappiamo quale imprevisto è stato la causa del “buio” di stampalibera), per adesso la maggior parte della popolazione usa la televisione e la radio per informarsi, e ci credono alla grande alle notizie. Solo una piccolissima parte della popolazione si sforza di voler conoscere.
Ma la nuova generazione, diciamo tra meno di 10 anni essendo nata nel bel mezzo della rivoluzione tecnologica usa internet come fosse la televisione, perciò qualche anno ancora internet è disponibile senza molti filtri.
Al contrario la censura in Cina o in Oriente è voluta per difendersi dalle rivoluzioni silenziose, in quanto internet è nato ed è uno strumento militare dell’Impero.
Viene usato principalmente come mezzo di penetrazione geopolitico in aree del mondo non ancora colonizzate. In Occidente il problema come prima detto sarà tra meno di 10 anni, internet non sarà più come lo conosciamo, ma i motori di ricerca come guardiani fedeli dell’Elite creeranno una nuova architettura di controllo.
E ci meravigliamo? Ormai passa di tutto. pochi giorni fa si è dimessa la commissione che si doveva occupare dei tagli agli stipendi dei parlamentari, bersani ha difeso a spada tratta i finanziamenti ai partiti (non ha mica difeso i diritti dei lavoratori), e ci meravigliamo del pareggio di bilancio?…è la fine. la terza guerra mondiale si avvicina statene pur certi.
Se non è cambiato qualcosa … a mia insaputa, le modifiche della Costituzione dovrebbero passare, per la loro ratifica, attraverso l’approvazione popolare ( referendum). Se ciò non avvenisse si potrebbe denunciare l’incostituzionalità del decreto. Per questo c’è la corte costituzionale a vigilare, che dovrebbe sentenziare in senso negativo. Se anche questo non dovesse avvenire siamo nella cosidetta… e non ci resta che la rivoluzione.