BERLINO – Il Nobel per la Letteratura ed il più grande poeta tedesco vivente prosegue la protesta alle politiche di Israele dalle colonne del quotidiano Sueddeutsche Zeitung. Dopo la dichiazione delle autorita’ sioniste che avevano bannato l’ingresso in Israele del poeta tedesco, Gunter Grass ha reagito ricordando che in passato anche altri due regimi dittatoriali, il regime della Germania dell’Est e la giunta militare del Myanmar, avevano imposto simili divieti contro di lui. In particolare, riferisce oggi il quotidiano Haaretz, Grass paragona il Ministro dell’Interno di Israele, che ha annunciato il bando contro di lui, al Ministro dell’Interno del regime della Germania d’Est Erich Mielke, capo della famigerata “Stasi”. Nel suo poema “Quello che deve essere detto”, Grass ha denunciato l’ipocrisia dell’Occidente sul programma nucleare israeliano ed ha ricordato che il nucleare israeliano e’ una minaccia alla fragile pace mondiale, considerate le minacce di guerra mosse da Israele contro l’Iran. Il poeta 85enne e’ incorso nell’ira dei sionisti per aver rivelato coraggiosamente che la vera minaccia per la pace mondiale e’ il nucleare israeliano e non quello dell’Iran. Grass chiedeva anche l’interruzione della vendita di armi da parte della Germania a TelAviv.





























Solidarietà a Gunter Grass.
La verità e’ un atto rivoluzionario. Bello che sia un tedesco ad affermarla.
nel mio piccolo sono accanto a questo poeta tedesco. grazie per quanto detto . condivido in toto.
Grande uomo, una occasione per riflettere quanto siamo in errore le volte che giudichiamo un popolo, un gruppo, una organizzazione dimenticando che essi, nella realta’, non esistono e che esiste solo il singolo con la sua anima e la sua coscienza.
Fare questo significherebbe scivolare di mano dal potere dei media e di coloro che ci vogliono fedeli ad un partito od ad una nazione od ancora ad una idea e che per questo malinteso senso di lealta’ riescono ad avere il via libera per compiere azioni infami.