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di Gennaro Carotenuto

argentinaPoco piu’ di  dieci anni fa, tra il 19 e il 20 dicembre 2001, l’Argentina esplodeva. Fernando de la Rúa, ultimo presidente di una notte neoliberale durata 46 anni, appoggiato da una maggioranza nominalmente di centro-sinistra, sparava sulla folla (i morti furono una quarantina) ma era costretto a fuggire dalla mobilitazione di un paese intero. Le banche e il Fondo Monetario Internazionale gli avevano imposto di violare il patto con le classi medie sul quale si basa il sistema capitalista: i bancomat non restituivano più i risparmi e all’impiegato Juan Pérez, alla commerciante María Gómez, all’avvocato Mario Rodríguez era impedito di usare i propri risparmi per pagare la bolletta della luce, la spesa al supermercato, il pieno di benzina.

Il cosiddetto “corralito”, il blocco dei conti correnti bancari dei cittadini, era stato l’ultimo passo di una vera guerra economica contro l’Argentina durata quasi cinquant’anni. L’FMI era stato il vero dominus del paese dal golpe contro Juan Domingo Perón nel 1955 fino a quel 19 dicembre 2001. Attraverso tre dittature militari, 30.000 desaparecidos e governi teoricamente democratici ma completamente sottomessi al “Washington consensus”, l’Argentina era passata dall’essere una delle prime dieci economie al mondo all’avere province con il 71% di denutrizione infantile, dalla piena occupazione al 42% di disoccupazione reale, da un’economia florida al debito pubblico pro-capite più alto al mondo. Con la parità col dollaro, e con la popolazione addormentata dalla continua orgia di televisione spazzatura dell’era Menem (1989-1999), il paese aveva dissipato un’invidiabile base manifatturiera e tecnologica. Nulla più si produceva e si spacciava che oramai fosse conveniente importare tutto in un paese che aveva accolto, realizzato e poi infranto il sogno di generazioni di migranti e da dove figli e nipoti di questi fuggivano.

In quei giorni, in quello che per decenni il FMI aveva considerato come il proprio “allievo prediletto”, salvo misconoscerlo all’evidenza del fallimento, non fu solo il sottoproletariato del Gran Buenos Aires ridotto alla miseria più nera a esplodere ma anche le classi medie urbane. Queste, che per decenni si erano fatte impaurire da timori rivoluzionari e d’instabilità, blandire da promesse di soldi facili e convincere che il sol dell’avvenire fosse la privatizzazione totale dello Stato e della democrazia, si univano in un solo grido contro la casta politica e finanziaria responsabile del disastro: “que se vayan todos”, che vadano via tutti. Era un movimento forte quello argentino, antesignano di quelli attuali, e solo parzialmente rifluito perché soddisfatto in molte delle richieste più importanti.

I passi successivi al disastro furono decisi e in direzione ostinata e contraria rispetto a quelli intrapresi nei 46 anni anteriori. Quegli argentini che a milioni si erano sentiti liberi di scegliere scuole e sanità private adesso erano costretti a tornare al pubblico trovandolo in macerie. Al default, che penalizzava chi speculava -anche in Italia- sulla miseria degli argentini, seguì la fine dell’irreale parità col dollaro. Le redini del paese furono prese dai superstiti di quella gioventù peronista degli anni ’70 che era stata sterminata dalla dittatura del 1976. Prima Néstor Kirchner e poi sua moglie Cristina Fernández, appoggiati in maniera crescente dagli imponenti movimenti sociali, con una politica economica prudente ma marcatamente redistributiva, hanno fatto scendere gli indici di povertà e indigenza a un quarto di quelli degli anni ‘90. Al dunque l’Argentina ha dimostrato che perfino un’altra economia di mercato è possibile e dal 2003 in avanti il paese cresce con ritmi tra il 7 e il 10% l’anno.

La crescita economica è stata favorita da una serie di fattori propri del nostro tempo, dall’aumento dei prezzi dell’export agricolo all’arrivo della Cina come partner economico. Soprattutto però i governi kirchneristi sono stati, con Brasile e Venezuela, i grandi motori dell’integrazione latinoamericana, una delle principali novità geopolitiche mondiali del decennio. Le date chiave di tale processo sono due: Nel 2005 a Mar del Plata, soprattutto la sinergia Kirchner-Lula stoppò il progetto dell’ALCA di George Bush, il mercato unico continentale che voleva trasformare l’intera America latina in una fabbrica a basso costo per le multinazionali statunitensi mettendo un continente intero a disposizione degli Stati Uniti per sostenere la competizione con la Cina. Nel 2006 l’Argentina e il Brasile, con l’aiuto di Hugo Chávez, chiusero i loro conti col FMI: “non abbiamo più bisogno dei vostri consigli interessati” dissero mettendo fine a mezzo secolo di sovranità limitata. Per anni i media mainstream mondiali hanno cercato di ridicolizzare il tentativo del popolo argentino di rialzare la testa, l’integrazione latinoamericana e la capacità del Sudamerica di affrancarsi dallo strapotere degli Stati Uniti e dell’FMI. A dieci anni di distanza, tirando le somme, ci si può levare qualche sassolino dalla scarpa su chi disinformasse su cosa. Ancora un anno fa, nel momento della morte di Néstor Kirchner i grandi media internazionali –quelli autodesignati come i più autorevoli al mondo- avevano di nuovo offeso la presidente, con un maschilismo vomitevole, descrivendola come una marionetta incapace di arrivare a fine mandato. Il popolo argentino la pensa diversamente e il 23 ottobre 2011 l’ha confermata alla presidenza al primo turno con il 54% dei voti.

Cristina, e prima di lei Néstor, ad una politica economica che ha permesso all’Argentina di riprendere in mano il proprio destino, affianca una politica sociale marcatamente progressista dai processi contro i violatori di diritti umani alle nozze omosessuali. Perfino nei media l’Argentina è oggi all’avanguardia nel mondo nella battaglia contro i monopoli dell’informazione: non più di un terzo può essere lasciato al mercato, il resto deve avere finalità sociali e culturali perché non di solo mercato è fatta la società.

A dieci anni dal crollo l’Argentina sta vincendo la scommessa della sua rinascita. I paradigmi neoliberali sono sbaragliati e dall’acqua alle poste alle aerolinee molti beni sono stati rinazionalizzati per il bene comune dopo essere stati privatizzati durante la notte neoliberale a beneficio di pochi corrotti. I soldi investiti in educazione sono passati dal 2 al 6.5% del PIL e… la lista potrebbe continuare. Basta un dato per concludere: dei 200.000 argentini che nei primi mesi del 2002 sbarcarono in Italia (tutti o quasi con passaporto italiano) alla ricerca di un futuro, oltre il 90% sono tornati indietro: “meglio, molto meglio, là”.

33 Commenti a “L’Argentina in dieci anni dal collasso al rinascimento. Come liberarsi del Fondo Monetario Internazionale e vivere felici”

  • Luca:

    Son contento per gli argentini e triste per gli italiani. Loro non hanno mai smesso di lottare, noi non abbiamo mai iniziato. Che pena.

  • cristiano70:

    Era il 2002 quando incontrai ItaloArgentini che volevano ricominciare dopo il dissesto finanziario dei mesi precedenti.
    Avevano lo stesso sguardo avvilito ed il desiderio di rimboccarsi le maniche che abbiamo noi Italiani europei adesso…

  • Ezio:

    Domanda : il sig. monti in data 2 aprile ha scritto una lettera alla presidentessa argentina a riguardo di due aziende elettriche locali compartecipate anche da Enel in quanto sono andate in deficit in seguito al fatto che la Signora non ha aumentato le bollette elettriche (su Internet digitando il nome della signora compare l’articolo completo tratto dal “Sole 24 ore”) e non capisco bene dove stia l’inganno.
    Battuta : guardando il volto della presidentessa argentina penso alla faccia delle donne che noi abbiamo in parlamento (Fornero-Bindi-ecc. ) e mi viene da ridere, la natura con queste ha scherzato ma il costo lo paghiamo noi !

  • Certi servizzi non si dovrebbero mai privatizzare.I treni ,le poste ,l acqua,l energia come anche altri servizzi essenziali tipo anche le banche.I guadagni che ne deriverebbero resterebbero al popolo che cosi pagerebbe meno tasse.Invece questi briganti corrotti non fanno altro che dire che bisogna privatizzare percche bisogna pagare i debiti.Bugiardi e ladri questo sono.Per mezzo dei loro mezzi di informazione non fanno altro che lavare il cervello della popolazione. Cosi non fanno altro che arricchirsi sempre di piu e quello che è piu grave è che ti tolgono la libertà ,attenzione impossessandosi di tutto ci tolgono la libertà DI VIVERE Nella Bibbia e scritto:guai a colui che aggiunge casa a casa terra a terra e non lascia nulla per gli altri .Questo e il pensiero di YAHVHE Purtroppo ce da dire che molti quando si tratta di lavorare per lo stato,siccome non si possono licenziare ,non fanno un tubo dalla mattina alla sera e cosi facendo tutto ciò che è statale va in malore e diventa esempio di mal funzionamento Bisogna finirla con sta mentalità del posto sicuro.Il posto deve essere sicuro per tutti quelli che lavorano e si impegnano non per i sciacqua culo fannulloni che non facendo il loro dovere sono piu ladri di chi li governa
    Saluti

  • Josep Guillot:

    Odio a morte Mario Monti e tutti quei politici italiani che hanno privatizzato e svenduto i beni che l’Italia possedeva. Spero che il popolo si riprenda il potere e la propria responsabilita’ con lo strumento della democrazia diretta come qualche altro lettore di stampalibera ha piu’ volte suggerito. Spero con tutto il cuore che i responsabili dello sfacelo del nostro paese vengano processati al piu’ presto e condannati a morte.

  • gabry:

    L’italia invece dalle stelle è arrivata alle stalle e con solerzia mai vista prima, si dirige verso la fossa settica, e il posto fisso tanto discusso non è il problema , l’italia ha problemi ben più seri.
    1) Aver abbandonato la coltivazione agricola, per andare a farsi spremere nelle fabbriche, l’italiano ammaliato dalle sirene come è capitato ad Ulisse.
    2) Avere troppe persone da mantenere è la nostra rovina, immaginando un ipotetico lavoratore su una catena di montaggio per otto ore giornaliere, di queste ore lavorate, due ore servono per mantenere tutti i ( Andreotto compreso) politici sia italioti che europei, un altra per il contorno tipo portaborse, autisti, autoblù ecc., un’altra ora per le forze armate vigili urbani inclusi, un’altra per finanziare le asl e ospedali, un altra per il settore delle scuole e università ne aggiungiamo un altra che risulterà il guadagno del tuo datore di lavoro, ora ne dovrebbe rimanere una sola, divisa in metà, mezza servirà a pagare la tua futura pensione, l’altra meta è quella che tirate le somme sarà la ricompensa del tuo lavoro.

  • Gianluca:

    Tutto vero.
    C’è solo una differenza. Noi non siamo argentini. Cioè, non abbiamo le palle. L’italiano non le ha più avute da dopo i Romani conquistatori di mezza Europa.
    Senza palle si deve stare a testa bassa da brava pecorella.
    Per cui dimentichiamoci di prendere di petto il problema.
    Italiani continuate a preoccuparvi del derby di domenica. Del Grande Fratello, dell’Isola dei famosi e della farfallina all’inguine di Belen.

  • Mauro:

    Magari un accenno,
    al fatto che il default dell’Argentina ha coinvolto milioni di famiglie nel mondo (450.000 solo in Italia) rimaste pressochè a bocca asciutta stante le condizioni capestro offerte dall’Argentina per la ristrutturazione del debito; al fatto che per chi non ha aderito alla ristrutturazione pende un ricorso internazionale (ICSID) che molto probabilmente porterà ad un condanna del paese; al fatto che l’Argentina non rispetta sentenze a lei sfavorevoli emesse in ambto internazionale; al fatto che l’Argentina non puo accedere ai mercati finanziari esteri (solo il Venezuela gli presta denari a tassi elevatissimi); al fatto che fonti non controllate dal goverso stimano l’inflazione reale del Paese al 25%; al fatto che il giornale Economist ha dichiarato che cesserà la pubblicazione di ogni relazione economica-finanziaria diramata da fonti governative argentine in quanto ritenute non affidabili (vuol dire false); al fatto che il c.d. rischio Paese ha raggiunto livelli così preoccupanti che non si esclude la possibilità di un ulteriore default…
    e la lista può continuare…

    • Luca B:

      Scusa Mauro, potresti citare le fonti di quanto riporti nel tuo commento? Grazie

    • coldemano:

      Ma con tutte queste condanne e percentuali negative e tutti questi ICSID ed Economist e dei rompimaroni di turno, cosa vuole che gliene importi agli argentini, dopo tutto quello che hanno passato, non ultime le decine di migliaia dei morti ammazzati dai vari regimi di un passato ancora molto vivo nei Loro ricordi; non è ora di finirla una buona volta di tutte queste imprese internazionali che sanno solo ficcare il naso negli affari di uno stato ancora sovrano (per fortuna loro). Non è il caso sig. Mauro di pensare pure che sono tutte queste sigle e quant’altro che sono interessate a dire falsità a spese degli altri, come succede anche a noi tutti i santi giorni? Ma basta…, lasciate vivere un pò la gente, almeno Loro, che se lo strameritano, alla faccia di tutti i pervertiti che li vogliono annullare per il loro tornaconto. N.B.: l’Argentina è un paese autosufficiente, vastissimo e ricco di ogni ben di Dio. Non come noi, che come diceva mio padre non abbiamo neanche più la strada per andare a messa!

    • freak70:

      in che puntata di Studio Aperto hai appreso tutto cio’? Hai poi dimenticato di dire che loro sono cattivi e noi buoni
      A sam mes bein

      • Edo:

        Ecco le fonti:
        economist.com

        L’Argentina é assolutamente un bluff…

        Per quanto riguarda le famiglie truffate guardati un qualunque Annozero o report di qualche anno fa … vedrai le TANTE famiglie italiane fregate dai ‘Tango Bond’.

    • monica:

      Perfettamente d’accordo. Il problema grosso è che in tanti non hanno seguito il furto peerpetrato dagli argentini. A Coldemano vorrei ricordare che, proprio perchè paese ricco di ogni ben di Dio, non è ammissibile che unilateralmente decida di fregarsene delle regole del vivere civile. Mi piacerebbe che capitasse a lui di vedersi sequestrata la casa per “interessi comunali o nazionali” e poi vedere che gli stessi non rispettano le sentenze che prevedono il rimborso del dovuto. Facile parlare in questi casi. son tutti bus@ni con il c..o degli altri. Alla Zelig.

  • Marco:

    Mauro & Luca:
    l’Argentina è un paese sovrano che ha avuto il coraggio di non pagare interessi agli investitori usurai internazionali (tra questi metterei anche i risparmiatori italiani, che hanno rischiato o si sono fatti truffare dalle banche, tassi elevati rischi elevati) e quindi ne paga le conseguenze sull’accesso al credito internazionale.
    Ma a un paese sovrano come lei stessa ha dimostrato di essere, interessa solo il benessere dei propri cittadini e per questo lavora il Governo, il resto della propaganda e calunnia internazionale vorrebbe solo derubare nuovamente il paese del benessere creato, ma questa volta gli argentini non si fanno più fottere e come ha fatto il Venezuela stanno nazionalizzando le compagnie estere….. sono paesi liberi anti-USA e quindi da rispettare e levarsi il cappello, soprattuto visti da cittadino italiano codardo e stupido (oltre l’80%)

  • Sandro:

    I miei familiari avevano investito Euro 14.000,00 nei bond argentini divenuti poi tango bond e successivamente liquidati in transazione con la banca promotrice a complessi Euro 2.700,00 con una perdita capitale 11.300,00.
    Sai cosa Vi dico. Bene.
    Felice che manchino dall’eredità.
    Colpa nostra in primis …
    Colpa della banca che avevo tutto l’interesse a collocarli falsificandone il rischio …
    Ad ogni modo, che fossero tanti o pochi, valgono la libertà di un popolo …
    … verrà un giorno (non lontano) in cui (la ruota che girà farà sì che) altri si trovino a scontare pari trattamento sui BTP italici … allora in parte saremo rientrati dalla perdita.

    • luca martinelli:

      Certo amico, la colpa è delle banche. I famosi Tango-bond non erano destinati ai privati cittadini bensi’ agli investitori istituzionali. Quando le banche hanno sentito odore di bruciato li hanno rifilati ai privati.

  • Mauro:

    Mi si chiedono fonti…
    Per motivi personali seguo la vicenda da ca. dieci anni…
    comunque chi vuole vagliare i dati che ho indicato, è sufficiente che digiti quanto vuole ricercare su un qualsiasi motore di ricerca e troverà le risposte, magari non desiderate, ma veritiere.
    Aggiungo, a commento degli altri post, che proprio perché l’Argentina è un Paese ricchissimo di materie prime è evidente l’incapacità di governare dei suoi politici;
    ricordo che FMI ed altri organismi internazionali (ad oggi manca il Club di Parigi) sono pressoché rientrati integralmente dei crediti che vantavano verso l’Argentina e coloro che si sono ritrovati defraudati dei loro risparmi sono i (piccoli) investitori privati, e non si faccia l’errore di credere che questi ultimi siano tutti dei “malvagi speculatori” bensì si pensi a loro come comunissimi risparmiatori che negli anni precedenti al default avevano acquistato titoli di un Paese considerato nostro “cugino”: titoli che offrivano, udite udite, tassi di interesse in linea con quelli offerti dai nostri BTP!
    Chi vuole valutare la situazione argentina con maggiore obiettività approfondisca quanto sta accadendo in Argentina in questi giorni relativamente all’”esproprio” Repsol.

    • Woland:

      Un paese anche ricco di materie prime, se non ha la tecnologia e le aziende di trasformazione dipende comunque dagli altri. Il ripudio del debito ha avuto la conseguenza di far trovare l’argentina in uno stato di semi-embargo.
      La kirchner ha risposto coi dazi e con le quote di mercato: se un’azienda estera vuole vendere in argentina oltre una certa percentuale del prodotto che viene venduto nella nazione ha l’obbligo di produrlo in argentina e con capitale al 50% argentino.
      Con questi metodi l’argentina si sta risollevando nei dati reali (occupazione, ricchezza distribuita, livello di vita) e senza debito.
      A me sembra una via giusta, da imitare. L’alternativa sarebbe pagare il debito il che è 1) impossibile 2) ingiusto 3)inutile (infatti nonostante i tentativi di onorarlo è fallita lo stesso, come farà l’italia entro un anno e mezzo)

  • Fabrizio:

    Come già detto altre volte la via del default alla fine è la migliore perchè toglie in un colpo solo le montagne di soldi pubblici a tutti i corrotti e corruttori di turno, a tutti quelli che mangiano senza ritegno dalla cosa pubblica, a tutti i privilegiati senza merito, e ovviamente a tutti quelli che occupano senza lavorare la carega pubblica. E come successo in argentina appena arrivato il default chi se ne è scappato via ? tutta la governance che aveva ingannato il popolo argentino, non certo per la vergogna ma soltanto perchè mancando all’improvviso i soldi era decaduta la motivazione principale per cui occupavano le varie cariche politiche ed istituzionali. Vi ricordate il nostro politico teleripreso di nascosto che aveva candidamente ammesso che lui è al senato solo per i soldi altrimenti col cavolo che veniva a roma. Ebbene sarà cosi anche da noi, appena arriva il default tutti i magna magna scompariranno come la neve al sole, solo che gli effetti nefasti del default italiano sarano di molto peggiori dell’argentina e non basteranno 10 anni per recuperare ma servirà molto ma molto più tempo, perchè molto danno hanno fatto i pubblici in italia.

  • Ottimo pezzo. Ho scritto sull’argomento sul sito http://www.ilmoralista.it

  • coldemano:

    @ Monica. Vorrei sapere in quale periodo sono successe queste abominevoli malefatte che Lei descrive. Se si sono compiute prima dell’avvento al potere della Kirchner nel dicembre 2007 le dò ampiamente ragione e le condanno vivamente. E’ dal ’76 che i folli al potere hanno cominciato a martoriare l’ntera popolazione in un modo perverso e coercitivo che, non aveva niente da invidiare ad una epurazione di stampo staliniano. Se invece è successo negli ultimi quattro anni rimango allibito da cotanta cattiveria e, mi dispiace assai perchè mi immedesimo perfettamente nella disperazione di dover perdere il proprio focolare in si nefanda guisa. Oltretutto, sembra che la Kirchner lavori molto bene per la sua nazione, e, gli argentini sono risollevati nell’animo e nuovamente in palla. Non sarà mica un depistaggio escogitato dai soliti noti per farci sentire ancora più piccoli ed insignificanti? La saluto cordialmente e tanta fortuna. C

  • Gino:

    che il sangue innocente ricada su Monti e la sua famiglia….

    • Domenico Proietti:

      Cortesemente scriva in minuscolo, questa volta ho modificato io con word – in rete il maiuscolo indica “gridare” e immagino non sia questa la sua intenzione, vero? ;-)

      - moderatore -

  • ojalà!:

    Luca Martinelli,quanto belle sono le favole,specie se viste da lontano,molto lontano….l’Argentina d’oggi in mano alla demagogia,e ipocresia kirchenrista è una pentola a pressione,lo sa quanto è l’inflazione oggi? lo sa che il paese è fermo?lo sa che la insicureza è tale di fare salire ai limiti mai visti nel paese della compra di armi? lo sa che siamo uno dei paesi piu corrotti al mondo? che se non sei kirchenerista come ai tempi di Peron,non ottieni nulla?ma fino a quando vi mangiarete la favoletta dei Kirchner !!!!! ancora una volta vi invito al “paese delle meraviglie”venite a fare un giretto e vedrete i “miracoli”di Cristina in persona e non da edulcorati racconti internauti….
    P.S: vi passo solo un dato da quando “Aerolineas Aregentinas” fu re-statalizata,ancora oggi da mezzo millione di dolari di perdita al giorno….
    sa cosa è la yerba mate per un argentino? provi ad informaesi su quel che sta accadendo con questo prodotto in questi giorni….
    saludos y dulces sueños !!

    • luca martinelli:

      Caro amico, mi impressiona sapere che il paese è fermo, dopo avere letto i dati del Pil argentino (+7%). Che gli yankee dicano bugie? Forse. Dicono bugie i miei amici argentini che sono tornati in patria e mi raccontano il contrario di quello che invece mi dici tu? Forse. Dici che l’inflazione è alta? Quando ero giovane l’Italia aveva una inflazione del 25% e andava benissimo. Non sempre l’inflazione alta è un brutto segno. La “Aerolineas” sono in perdita? Non è detto che sia un male. Tutto cio’ che è dello stato (e quindi del popolo) NON deve essere per forza in attivo. Deve solo offrire un servizio al cittadino, a prezzo calmierato. Dici che siete corrotti? Anche noi, forse di piu’. Cresce la vendita delle armi? Non so che dire, è un problema che non conosco. Comunque è verissimo che vedo l’Argentina da oltre oceano. Quindi il mio giudizio è parziale, ma sono certissimo che l’inflazione alta è sempre meglio del generale Videla o della svendita del paese agli yankee. Hasta luego y suerte.

  • ojalà!:

    Luca !!!!!!!! guarda,veramente,se hai amici in Argentina,ti prego fate un vieggio e poi posta un tuo articolo,con quello che hai visto e sentito tu di là….ne sarei veramente felice,uon perchè vedrai una bellissima terra,poi perchè forse ti avicinerai di piu alla verità.Non capisco il fatto di che la inflazione sia positiva,se oggi il pane lo pago 5 pesos e domani 10,e dopo 15…ma il mio stipendino è fermo??? Aerolineas da perdita perchè un “servizio per la societa???? bella questa sai quanti argentini si possono permetere di volare ?????? sai quanto costa un biglieto da Buenos Aires a Cordoba per esempio???? 1600 pesos clase economica…sai quanto guadagna al mese un operaio???? 3000 pesos….Svendita del paese agli yankees??? hai mai sentito parlare delle mine d’oro a cielo aperto dalla Patagonia a Catamarca???? dili ai tuoi amici che ti dicano qualcosa sul “proyecto Las calandrias” en Santa Cruz….solo per dare un esempio….ma lo sai che non c’è politico in Argentina che non gli venda il culo agli yankees ??? e che ormai questi sono gia padroni insieme agli europei della magior parte delle terre argentine??? mi ridere della re-statalizzazione di YPF…perchè non restituiscono le terre rubate ai nativi ??? forse perche non c’è il magna-magna ??? e non è reditizio quanto una industria petrolifera??? lo sai quanto gli argentini hanno le palle piene di questa demagogia???? proba a leggerti qualche giornale argentino online,con pazienza lo spagnolo si capisce benissimo,poi forse qualche domanda ti sorge….
    hasta luego y buen dia !!!!

    • luca martinelli:

      Amico mio, se continuiamo la nostra discussione senza porre dei punti fermi non arriviamo a nulla. La situazione attuale argentina non nasce all’improvviso, ma nasce nel 1976 (e forse prima ancora) e si conclude con il default di 10 anni fa. Default significa che il tuo bellissimo paese era alla fame, distrutto. Come puoi negare che da allora vi stiate riprendendo? Certamente non credo che sara’ possibile arrivare al benessere per tutti in pochi giorni. Credo che il percorso sara’ ancora lungo. Le lobby faranno resistenza ai cambiamenti. Sicuramente farete degli errori ma le scelte politiche di indipendenza dagli avvoltoi del Fmi e dalla Banca mondiale sono scelte giuste e coraggiose. Ti sarai accorto del rapido declino italiano e del prossimo default. Non siamo stati capaci di imparare la vostra lezione e ci siamo affidati agli stessi avvoltoi. Buona fortuna.

  • ojalà!:

    P.S: certo che tirare fuori Videla per dire che la situazione oggi è meglio,la trovo poco azecata,per te era meglio la Italia durante la seconda guerra mondiale oppure oggi? per te era meglio morire sotto un bombardamento o scrivere bello comodo su un computer come adesso???
    saludos de nuevo !!!

  • ojalà!:

    Luca guarda alcune immagini se vuoi te ne mando altre,solo per capire il personaggio…..http://t2.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcTXYLVp66kathZpaUMpl3nNO_qCE_M4p1rq9lMqlFEQX9OjwPVUHA

  • ojalà!:

    Luca,potrei inoltrare altre foto,e articoli,era solo per farte vedere che nei tempi di Videla,il paladino della “sinistra”era culo e camicia col regime militare….non era piu coerente forse,essere stato in piazza a lottare con quelli che dopo sono diventati “desaparecidos”???? questi sono dei volta gabbana schifozzi,cancellano col gomito lo scrito col pugno,la specie piu repugnante,
    saludos

  • xxxxxxxxx mario monti……………….

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