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Libertà e rispetto
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L’adrenalina è come il colesterolo: c’è quella buona e quella cattiva. I suoi effetti fisici sono in entrambi i casi accelerazione del battito cardiaco, dilatazione delle pupille, erezione pilifera e sudorazione. Tutte reazioni animali sedimentate nei millenni della nostra storia evolutiva, di quanto dovevamo guardarci dalla tigre e dal leone dai denti a sciabola. E pure dalle tribù nemiche.

Oggi le cose non sono cambiate di molto, sia nella fisiologia che nell’antropologia, giacché un soldato che va in guerra, ovvero in missione di pace, reagisce nello stesso modo nei momenti di pericolo e considera il nemico come appartenente ad una specie diversa. Se in passato i Cro Magnon hanno contribuito a sterminare i Neanderthal, oggi gli imperialisti americani ci provano con gli arabi, dimenticando che appartengono anch’essi alla specie Homo sapiens. In ogni caso, difficilmente riusciranno ad estinguerli.

A parte coloro che si arruolano volontari, che lo fanno per i soldi, c’è chi cerca l’ebbrezza delle scariche adrenaliniche per gioco e per noia: chi va a caccia per vedere il fagiano esplodere in volo, chi entra in un villaggio di notte, armato di mitra, per far strage di civili dormienti e chi si getta da un ponte con grossi elastici legati ai piedi.

Mentre i primi due esempi hanno connotazioni etiche e incontrano in genere la disapprovazione popolare, il terzo non ha controindicazioni di natura sociale, se non quella sulla liceità della vita messa inutilmente a rischio. Il ragazzo di cui parlerò oggi, invece, ha provato forti scariche di adrenalina a fin di bene, per salvare delle vite in pericolo e si può definire a tutti gli effetti un eroe, benché non riconosciuto come tale dalle folle dormienti e manipolate.

Si chiama Walter Drigo ed ho già parlato di sua madre Graziella, raccontandone la storia travagliata. Ha trent’anni, vive e lavora in Germania. E’ volontario presso un’associazione che si occupa di recuperare animali abbandonati o sequestrati. Come fanno molti volontari, si è preso un Pitt bull come compagno di vita. Un giorno, trovandosi in un giardino pubblico di Norimberga, viene avvicinato da un balcanico che gli chiede se voleva guadagnare un po’ di soldi con il suo cane. Walter capisce di aver a che fare con un procacciatore di cani da combattimento e sta al gioco. Si finge interessato e si fa dare alcune coordinate.

Per inciso, a me non sarebbe successo perché difficilmente la mia Pupetta, a dispetto del caratteraccio, potrebbe essere considerata un Carlino da combattimento.

Walter viene a sapere che il 12 aprile si sarebbe tenuto un combattimento in un capannone di proprietà di Martin Tenbrik, a Fuhrt, dieci Km fuori Norimberga.

La sera del previsto evento, lui e sua madre si appostano nell’ombra, osservando le persone senza farsi vedere. Arrivano russi, rumeni e qualche turco. Chi porta il suo animale da combattimento e chi va solo come spettatore, per fare scommesse e cercare di guadagnare denaro illegalmente.

Come sono soliti fare gli organizzatori di combattimenti, prima di mettere nell’arena i campioni, gli fanno scaldare i muscoli gettando loro innocui cagnetti di piccola taglia, che in breve tempo vengono fatti a pezzi dagli affilati denti dei Pitt bull, dei Dogo argentini e degli altri molossoidi.

Una volta che hanno assaggiato il sangue, i combattenti sono belli carichi e lo spettacolo può avere inizio. Walter e sua madre non sono arrivati sul posto direttamente con la polizia, perché prima di scomodare l’intera caserma volevano essere sicuri che la manifestazione si tenesse.

Allorquando hanno visto gettare nell’arena un piccolo cane, Walter, in virtù del temperamento latino che si ritrova, ha rotto gli indugi ed è entrato nel capannone cercando di afferrare il cagnetto. Il Pitt bull a cui questo era destinato e tre russi gli si sono subito avventati contro, il primo azzannandolo a una gamba e gli altri tre prendendolo a pugni e calci. Con il suo metro e ottantasette e con la sua prestanza fisica non ha offerto cristianamente l’altra guancia e si è difeso bene.

Sua madre, nel frattempo, era andata incontro alla polizia, arrivata subito dopo così da riuscire a cogliere i malviventi in flagranza di reato. Walter ne ha ricavato la frattura del setto nasale, ma anche i tre russi non sono usciti indenni dal confronto con il giovane italiano. All’inizio, sua madre era preoccupata che Walter venisse sanzionato per non aver aspettato l’arrivo della polizia, ma successivamente è venuta a sapere che le forze dell’ordine potrebbero avvalersi della sua collaborazione e arruolarlo come “agente sotto copertura” per questo tipo di reati. Squadra che vince non si cambia, semmai si arruola.

Prima che i poliziotti invadessero il capannone, Graziella aveva fatto in tempo a gettarsi nella mischia, cercando di recuperare i cagnetti di piccola taglia, destinati ad un’orribile fine. Anche in quel caso, alcuni russi presenti volevano impedirglielo, mettendole le mani addosso, ma quando Walter ha visto sua madre in difficoltà è riuscito a divincolarsi e a correre in suo aiuto.

Per fortuna, entro pochi secondi è sopraggiunta la polizia, altrimenti in due contro una ventina di buzzurri le cose sarebbero finite molto male, magari anche con accoltellamenti e sparatorie.

Alla fine del tafferuglio, sono stati eseguiti cinque arresti, i tre russi, un rumeno e il proprietario tedesco del capannone. Su retro sono state trovate le carcasse di cinque cani morti nei giorni scorsi, uno ferito e altri che non erano ancora entrati in lizza. Spetta allo psicologo cinofilo in forza alla polizia decidere quale molossoide potrà essere affidato a privati e quale dovrà essere abbattuto perché troppo aggressivo. I cinque energumeni rischiano da tre a sei anni e siccome l’opinione pubblica tedesca è furiosa contro questo genere di reati, la pena sarà scontata fino in fondo, non come succede in Italia dove anche chi ammazza la gente è fuori in breve tempo.

Non è la prima volta che i tedeschi vengono a conoscenza di questo esecrabile fenomeno e la cosa potrebbe avere anche risvolti xenofobi, dal momento che i combattimenti di cani sono cominciati subito dopo l’arrivo degli immigrati dai paesi dell’est e infatti anche l’unico tedesco arrestato è nato in Russia da genitori tedeschi, cioè è un discendente di quei soldati catturati dai russi che si sono fatti qualche anno di prigionia dopo il 1945 e, una volta liberati, hanno deciso di rimanere su suolo sovietico, rifacendosi una vita. Anche perché la Germania all’epoca era un deserto di macerie.

Non solo Martin Tenbrik, crescendo nel contesto sovietico ha adottato la mentalità dei russi, ma l’intera popolazione di religione ortodossa e di fede comunista, proprio a causa dell’isolamento dal resto del mondo dovuto alla Cortina di Ferro è rimasta in uno stato arcaico riguardo agli usi e costumi, privandosi di ogni evoluzione morale e ogni scambio culturale con l’Europa occidentale. Il comunismo, evidentemente, ha fatto molto male non solo alla gente, ma anche agli animali e lo vediamo in questi giorni con le stragi di cani in Ucraina, in vista del prossimo campionato di calcio europeo. Sembra che il vizio dei combattimenti si spinga ancora più a est, fino in Pakistan e Afghanistan.

E’ notizia del 17 aprile che lo Stato italiano pagherà le spese legali alle famiglie delle vittime della strage di Brescia. Che sforzo! In Germania fanno ancora meglio: pagheranno a Walter e a Graziella la giornata lavorativa persa per presenziare in tribunale, dove i cinque delinquenti sono stati processati per direttissima. In più, lo Stato tedesco risarcirà le spese di benzina sostenute per aver partecipato all’operazione di polizia e per essersi recati a testimoniare in aula.

Qui in Italia ci sogniamo tanti riguardi. Noi siamo indietro peggio della Russia ex comunista ed Edoardo Stoppa di Striscia la Notizia deve ancora correre dietro alle corse clandestine nel quartiere di Ballarò, a Palermo, badando anche di non farsi malmenare dai mafiosi locali, con le forze dell’ordine che sanno e fanno finta di non sapere. Se avessimo magistrati con gli attributi, queste cose non succederebbero, ma purtroppo, di solito, li fanno saltare in aria. I magistrati, non gli attributi.

Il giudice donna Seubert Hilliger martedì 17 ha condannato tutti e cinque gli imputati per i reati di maltrattamento e uccisione di animali, rapimento e traffico di cani, lesioni personali e associazione a delinquere. Ha inoltre posto sotto sequestro il capannone e disposto che le cure mediche di Walter, per l’operazione di rinoplastica, siano a carico dei contribuenti tedeschi.

Troppa grazia!

Walter avrà anche in custodia il cane ferito e lo psicologo canino ha deciso che nessun animale sarà soppresso, ma tutti verranno riabilitati; tra di essi anche una cagna incinta.

Gli scommettitori non arrestati sono indagati a piede libero e dovranno pagare multe che vanno dai 1.000 ai 10.000 euro. Due turchi trovati non in regola con il permesso di soggiorno sono stati espulsi dalla Germania e io m’immagino i commenti dei tedeschi nel leggere la notizia: “Due in meno!”. Breivik insegna.


Posso però anche rendermi conto del malcontento che queste mie note creano in alcuni lettori, che potrebbero tacciarmi di razzismo, ma a costoro rispondo preventivamente che l’arrivo di extracomunitari da altre nazioni porta inevitabilmente ad un livellamento verso il basso delle conquiste di civiltà fin qui faticosamente raggiunte. Esempio eclatante è la macellazione Halal, irrispettosa delle norme europee. Se qualcuno mi spiegasse come mai è più facile che i nostri usi e costumi soccombano regolarmente di fronte ai loro, più brutali con gli animali, farebbe cosa gradita. Io non ce l’ho con arabi e slavi, ma vorrei capire perché con il loro arrivo il welfare animale va sempre peggiorando.

Nel caso in oggetto, possiamo dire che per una volta tanto c’è il lieto fine, con un eroe soddisfatto di sé, una madre orgogliosa e l’opinione pubblica momentaneamente appagata.

A differenza degli sport estremi, con l’adrenalina che passa per osmosi da chi li pratica a chi assiste, nei combattimenti tra uomini e animali, tipo corrida, o in quelli con animali tra loro, tipo galli e mucche, c’è l’aggravante di coinvolgere coercitivamente soggetti non consenzienti. In un incontro di box, dopo le botte il pugile viene pagato, ma nelle arene l’animale viene ucciso. Nell’Ottocento, negli USA, come spiega Robert Sullivan, la gente assisteva anche all’uccisione dei ratti da parte di cani specializzati (chien ratier) e i campioni erano quelli che ne uccidevano di più nel minor tempo. Se c’era gente che godeva nel veder uccidere topi, vuol dire che si è raschiato il fondo del barile e questo mi fa pensare che pur di inebriarsi di forti emozioni, l’essere umano è disposto a reificare gli animali, ma anche a trasformare alcuni uomini in macchine da combattimento, con tanto di spettatori buongustai intossicati dal sapore dell’adrenalina. Quando cadono i freni morali, anche droghe naturali prodotte spontaneamente dall’organismo vanno bene.

Esclusa una minoranza di giusti, gli uomini sono i drogati abitanti del pianeta Colosseo.

 

 

21 Commenti a “Il pianeta Colosseo”

  • Maksimiljan Kodzak:

    Sono dell’idea che questi “rituali” siano una conseguenza della condizione patoligica a livello psico-spirituale che riveste certi individui, non in grado di connettere l’emotivita’ con l’empatia. Insomma, non hanno anima e quindi una coscienza persa e non connessa. Sono psicopatici allo stadio “selvaggio”. Casta inferiore del vertice elitario che si diverte in orge di sangue umano e compie genocidi invadendo Paesi.
    Come per lo zoo, anche questi combattimenti sono una rievocazione della conidizione umana. Insomma, si esorcizza il proprio stato di prigionerio e bestiame esteriorizzandolo e provocandolo ad altri esseri viventi. Se ci sembra tale comportamento alquanto frequente, in certi popoli dell’est, e’ probabilmente perche’ hanno vissuto in un regime che esprimeva una faccia piu’ diretta del Potere stesso. A noi (ci metto anche la Slovenia e la Jugoslavia) e’ toccata una forma piu’ mediatica del Potere, dove questi “esorcismi” vengono trasmessi via etere, come per esempio programmi eco-trash come Wild, dove un Bear Gryls ci mostra, mozzando la testa ad un serpnete, come si sopravvive nel deserto del Sahara… utile a saperlo per tutti noi, ovviamente. Per non parlare degli zoo…

    A proposito poi di razzismo. Proprio ora ho letto un articolo (la prima parte) sulla storia della razza bianca o ariana. Mi piacerebbe che qualcuno lo legesse per tastare la sua uniformata’ ideologica, l’appiattimento mentale e la mortificazione spirituale: http://www.neovitruvian.it/2012/04/17/lantico-segreto-della-svastica-e-la-storia-segreta-della-razza-bianca-pt-1/

    … non e’ casuale che fin da bambino volevo aprofondire il tema del nazismo. Spiritualmente sapevo dove collocarmi, senza nemmeno che leggesi Evola… e poi Hitler era un animalista convinto… ;)

    Un saluto a tutti…

    • I tuoi commenti, Maksim, si leggono sempre volentieri. Mi hai fatto venire in mente, a proposito della propensione degli asiatici per i combattimenti, non solo che le arti marziali sono nate in estremo oriente, ma che come da noi lo sport nazionale è il calcio, in Mongolia lo è la lotta libera.
      Se fanno combattere uomini tra loro, possono anche permettersi di far combattere gli animali tra loro, in virtù dello specismo di cui sono portatori, come noi del resto.
      Non vorrei che anche i miti tibetani facciano combattere tra loro anche gli Yak.
      Permettimi però di farti notare una tua caduta di stile, laddove affermi che Hitler era animalista convinto. Solo perché nel 1933 la Germania ha promulgato una legge contro il maltrattamento degli animali? Forse Hitler l’ha solo firmata, senza neanche sapere cosa firmava.
      Se poi mi tiri in ballo il suo presunto vegetarismo, allora è un altro discorso e ce ne sarebbe tanto da discutere.
      Ti cito anche una frase di Mussolini: “Chi maltratta gli animali non è italiano!”.
      Dunque, secondo te anche Benito Mussolini era animalista?

    • Maksimiljan Kodzak:

      Ciao Roberto. Il mio riferimento a Hitler non voleva essere considerato come logica di dire tutti gli animalisti sono potenziali Hitler, anzi… Che poi definire chi era veramente Hitler e’ praticamente impossibile dimostrarlo. Si riscontrano in lui forme patologiche di schizofrenia, probabilmente causa di controllo mentale, efettuata attraverso tecniche di possessione (e’ un fatto comprovato che lo stesso Churchill chiese ad Aleisteir Crowley di fargli (a Hitler) una esorcismo; anche il Papa lo fece… per non parlare delle visioni notturne di Hitler di strani esseri venuti dal cielo… un addotto, insomma… ;) ). Il mio riferimento, invece, era per constatare che il nazismo considerava l’evoluzione (non mi piace sta parola, ma tant’e') dell’Uomo, come un ritorno alla purezza razziale in armonia con la natura, dove il rapporto doveva diventare quasi simbiotico… proprio spiritualmente. Parecchio New Age, insomma. E non credo che Hitler non sapesse cosa stava firmando… stiamo parlando del Furher, mica di un Bersani qualsiasi… :D

      Un’altra considerazione sulle arti marziali: non e’ propriamente lotta, ma uno stato mentale, dove la Forza trascende il corpo, attivandola attraverso tecniche precise. E’ una forma molto elaborata di meditazione e disciplina, dove la prestanza fisica conta relativamente, oppure non conta affatto. Si e’ visto parecchi nanerottoli abbattere energumeni il triplo di loro con queste tecniche. Che queste arti siano nate in zone specifiche non e’ una casualita’ e nemmeno l’atrazione di noi bianchi per queste fiolosofie e altro…
      Ciao.

    • Maksimiljan Kodzak:

      “Ma tu di che nazionalità sei di preciso?”

      Sloveno, sloveno… anche se sono un chilometro dal confine italiano… e culturalmente l’influenza mediterraneo-veneta (anche etnica) e’ parecchia. Vabbe’ ho il padre di origine Serbe e la mamma esattamente da qui. E’ tutto per adesso.. :)

  • sandra:

    Grazie Andrea, come sempre un bellissimo articolo, e una volta tanto è finita bene. Mi diceva un amico di Torino che molti veterinari dei mattatoi hanno fatto obiezione di coscenza perchè i metodi “religiosi” coi quali devono essere uccisi gli animali “da carne” di alcune comunità sono talmente dolorosi e crudeli che i veterinari, pur abituatissimi ai macelli nostrani, si rifiutano di lavorarci, in particolare la macellazione con rito ebraico. Che dire? Sono assolutamente daccordo con te che l’immigrazione sta livellando al basso le conquiste civili così faticosamente raggiunte, non è questione di razzismo, è questione di fatti concreti. Purtroppo da noi non emigrano gli Esseni, ne vorrei a migliaia di immigrati così!
    Cari saluti
    Sandra

    • Gli esseni, come gli alieni, sono già tra noi. E si chiamano animalisti. Stanno sullo stomaco a molti: farisei, zeloti, filistei e sepolcri imbiancati vari.
      Quanto alle macellazioni rituali, Lilia Casali, animalista di Bologna ancora anni fa protestava davanti al Palazzetto dello sport della sua città, in occasione di una festa musulmana.
      Gli arabi non gradirono, aggredirono lei e i suoi compagni, strapparono i manifesti, presero a calci il megafono strappatole di mano e oltre agli insulti l’accusa principale nei confronti degli animalisti era rappresentata dal grido: “Razzisti, razzisti!”
      Il che è molto simile alle lamentele degli ebrei, che ci accusano di essere antisemiti nel momento in cui mettiamo in discussione l’olocausto. E in tante altre occasioni.
      Dunque, arabi ed ebrei, in Italia, grazie ai camerieri travestiti da politici che stanno al governo, possono fare quello che gli pare, gli animalisti sono….razzisti e gli animali vengono macellati crudelmente.
      Che nausea!
      :-(

  • sauro:

    Caro Roberto,
    direi che il tuo articolo inizia con una falsa affermazione:

    “L’adrenalina è come il colesterolo: c’è quella buona e quella cattiva”.
    Questo e’ assolutamente falso, ambo i tipi di colesterolo sono fondamentali e l’assenza o la bassa quantita di ognuno dei due e’ causa di problemi metabolici (si chiamano in terminis cientifici acidi grassi ESSENZIALI!)
    Questa affermazione e’ figlia della informazione di Regime, atta a vendere prodotti anticolosterolo creati dalle multinazionali della chimica contro ovviamente il nemico di turno (omega6 in questo caso specifico). Causa delle ostruzione dei vasi e conseguenti malattie coronarico_cardiache in primis, non e’ il colesterolo, bensi il junky food. Questo tipo di cibo genera infezioni sulle pareti dei vasi sulle quali poi va ad aderire il colesterolo, crenado in fine le occlusioni quindi infarti etc etc. Additare al colesterolo la colpa e’ come dire che il blocco del traffico dovuto ad un ponte crollato sia dovuto alle auto in sosta, non al fatto stesso che il ponte sia crollato.
    Non e’ mia intenzione fare il professorino o il sapiente, solo mi piacerebbeelevare innalzare ancora il livello di liberta”intellettuale” di questo sito (che realmente apprezzo), scrollandoci di dosso anche quella forma di parlare “Mainstream”.
    Cordialmente
    Sauro

    • Grazie Sauro per la precisazione! Hai fatto bene a correggermi. Della Nuova Medicina Germanica ho letto solo “Grazie dottor Hamer”, di Claudio Trupiano. Non ricordo se parlava del colesterolo.
      Dev’essere come tu dici e il mio errore riguardante il colesterolo buono e quello cattivo (come si sente spesso dire nelle pubblicità di certi farmaci), temo non sia l’unico. Su medicina e salute ho ancora molto da imparare.
      Ora ci starò più attento.
      Ciao.
      :-)

    • Nick:

      Non viene chiarito che significato può avere la colesterolemia famigliare. Una bambina di sei anni che presenta 500 di colesterolo, a che problemi andrà incontro ? Se problemi dovessero esserci, c’è un rimedio o ci sono dei precedenti nella letteratura medica dove si descrivono gli sviluppi di una tale situazione ?

      Il colesterolo LDL cattivo sono i mattoni che costituiscono la vita. Il colesterolo buono HDL è lo spazzino che riporta al fegato il colesterolo in eccesso.

  • Andrew:

    Ciao Roberto,
    interessante l’articolo e molto bella la storia da te raccontata. Però siccome si tratta indubbiamente di un fatto di cronaca, potresti riportare un articolo di giornale (anche tedesco) in cui viene menzionato questo accadimento? :)
    Grazie mille.

    • Una utente di questo sito, che poi è la madre del protagonista, potrebbe risponderti meglio di me.
      Ora la avviso di questa tua legittima esigenza.
      Ciao e grazie.

    • graziella:

      x Andrew
      sono la mamma di Walter Graziella
      no al momento non ci sono giornali che riportano la notizia forse perche´stanno ancora indagando

      se ci sono novita´ve lo faccio sapere

      saluti Walter e Graziella

  • sandra:

    Roberto, scusami, ti ho chiamato Andrea! E’ che ho un amico Andrea col cognome similissimo al tuo, scusami ancora :-/ Bella la storia degli Esseni tra noi, o meglio..noi.
    Mi sento onoratissima, non c’è titolo più bello al mondo per me.
    Saluti cari

    • Mi hanno chiamato in mille modi diversi, nella vita, ma Andrea è la prima volta!
      :-)

    • Maksimjlian, in effetti, Hitler rimarrà forse uno degli enigmi del XX secolo: non si sa neanche se è morto veramente nel bunker di Berlino!
      Ho conosciuto molti animalisti tedeschi. Lo stesso Walter, italiano trapiantato in Germania, ha fatto una cose che ben pochi animalisti italiani avrebbero avuto il coraggio di fare. Ma i ragazzi tedeschi che ho conosciuto io erano veramente in gamba. Ti faccio solo un esempio. In macchina, d’estate, quando attraversava la strada, volando, una farfalla, con il suo volo disordinato e fluttuante, alcuni di loro rallentavano fino a fermarsi.
      Trova tu un italiano, anche animalista, che faccia una cosa simile!

      Quanto alle arti marziali, sono già in parola con un mio amico cintura nera di karate per un’intervista. Vedremo cosa salta fuori.
      Intanto ti ringrazio molto per i tuoi commenti.
      Ma tu di che nazionalità sei di preciso?
      :-)

  • sauro:

    Roberto Duria:
    18 aprile 2012 at 17:18
    —————–
    Grazie a te Robero e a Stampa Libera, fate bene al cuore :-)
    Quanto è piu bello costruire che distruggere!

  • Cinzia Bianchi:

    La regista Liliana Cavani nel film “Portiere di notte”, descrive la storia di un soldato delle SS e di una prigioniera ebrea, che, dopo la caduta del nazismo si ritrovano e di loro spontanea volonta sceglieranno di ripetere i giochi sado-maso che facevano nel lager. Un film che mostra cosa e’ ” la coazione a ripetere”, un meccanismo psicologico insito nell’ essere umano che spinge a voler ricreare la stessa emissione ormonale, anche se spiacevole.
    Stesso tema nel libro di Robin Norwood: “Donne che amano troppo”.
    Infatti l’ addestramento dei militari prevede la visione di scenari di terrore e sangue.
    E i films che ci propinano da qualche decennio? Un certo tipo di Rap? Lady Gaga’? cosa sono? un’ addestramento per renderci insensibili o sanguinari?
    L’ unica via che conosco al momento e’ il ricordo di se’: essere coscienti della propria natura divina e coltivarla.

    • Se ho capito bene il tuo pensiero, stai dicendo che da secoli esiste una coazione a ripetere i combattimenti, con tanto di emissione ormonale. Qualsiasi tipo di combattimento, tra umani, tra umani e animali e tra animali. Purché scorra sangue.
      Sì, dev’essere così.
      L’uomo è una belva assetata di ormoni insanguinati.
      Ciao e grazie.

  • Cinzia:

    La coazione a ripetere ci spinge a voler riprovare le emozioni a cui siamo abituati.
    Per cui ricerchiamo o creiamo il piu’ delle volte inconscientemente le situazioni adatte.
    Fa’ parte della nostra meccanicita’.
    Per quanto riguarda l’emissione di adrenalina e chissa’ quant’altro, penso sia iniziata tanto tempo fa’.
    E la cultura corrente fa’ del suo meglio per tenerla viva.
    Per uscirne bisogna prenderne coscienza e proporsi/proporre delle alternative attraenti.
    Una cultura dell’ estasi non sarebbe male….

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