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Cara Mucca, non essere così ingenua! Nessuno, in Argentina, verserà mai una lacrima per te, né prima, né durante, né dopo averti assassinato. L’unico liquido corporeo che gli argentini sapranno versare sarà quello delle ghiandole salivari e non di quelle lacrimali. Tutti, tranne gli animalisti, vedranno in te del cibo su quattro gambe anziché una persona dotata di sensibilità, individualità e diritti. Vedono in te bistecche e hamburger esattamente come Giacomone, in preda ad una fame accecante, durante la corsa all’oro del Klondike vedeva Charlie Chaplin come un grosso pollo e non come l’abituale compagno di baracca.

Vi sono dei momenti topici nella vita degli animalisti occidentali e uno di questi è la traversata di un mese che i cavalli argentini vengono obbligati a fare, nel chiuso di buie e puzzolenti stive di navi mercantili, per essere importati in Francia e Italia, paesi notoriamente equinofagi. Gli altri incubi spinosi sono gli agnelli trasportati dall’Ungheria all’Emilia Romagna, i cavalli dalla Russia alla Puglia e le mucche dalla Germania alla Tunisia, i primi due casi solo su camion e il terzo sia su ruota che per nave.

Quando il consumatore italiano di carne equina mangia la fettina sanguinolenta suggeritagli dal medico in funzione antianemica, dovrebbe considerare che quella povera carne ha affrontato un viaggio terribile in fondo alla stiva di una nave. Come gli africani che morivano o si ribellavano durante le traversate in direzione delle Americhe venivano gettati in mare, così anche i cavalli che non ce la fanno vengono gettati nello stesso oceano, anche se le direzioni di marcia sono opposte.

Tuttavia, sembra che tali questioni etiche interessino pochi lettori e allora mi adeguo spostando l’argomento su temi di economia sociale. Per la durezza dei vostri cuori, direbbe la Bibbia. Eccovi allora un’intervista a distanza fatta ad un argentino che vive in Italia da dodici anni.

Il trentaseienne Martin Alvarez vive in Trentino e si trova bene. Gli ho fatto alcune domande.

Cosa ha spinto un ragazzo ventiquattrenne a lasciare il suo contesto sociale per trasferirsi in Italia?

Il motivo per il quale sono partito è molto semplice. Quando arrivi ad un punto nel quale hai provato tutto per poter sopravvivere nella tua terra, senza riuscirci, prendi le tue cose e parti. Venivo dalla realtà di un padre disoccupato che non riusciva più a sostenere la sua famiglia, così io e i miei fratelli ci siamo dati da fare e ci siamo divisi, un po’ in giro per l’Argentina stessa, un po’ altrove.

Non ti racconto tutte le esperienze. Ho cominciato a lavoricchiare in nero qua e là a 17 anni, provando a studiare all’università e a lavorare allo stesso tempo, ma non ci sono riuscito. Ho conosciuto persone bene informate che mi hanno detto: “Fra un po’ crolla tutto. Il paese andrà a puttane. Se hai soldi in banca tirali fuori perché si prenderanno tutto, oppure portali fuori dal paese!”

Io, non avendo neanche un conto corrente, ho preso due stracci e uno zaino ed a portare fuori dal paese fu la mia pelle ed ecco che sono andato prima in Spagna, per una questione di lingua, dove sono stato “clandestino” per nove mesi, ma poi, quando hanno preso dei ragazzi peruviani che conoscevo e li avevano deportati, mi sono detto che era ora di andarsene anche da lì.

Con i risparmi di quell’epoca mi sono preso un biglietto aereo e sono finito in India. Per me era un sogno poter conoscere quel paese e la situazione calzava bene. Sono stato là per parecchi mesi. Poi sono partito per l’Italia e sono arrivato a Roma, dove ho conosciuto due ragazzi napoletani che stavano partendo per il nord.

In Trentino, è lì che c’è lavoro, mi hanno detto. Se vuoi lavorare in Italia non andare al sud, vai al nord! Cavolo, ho pensato, anche nel nord del mondo il sud è sfigato e così ho preso un treno per Trento, la città che mi ha ricevuto, mi ha dato un’opportunità ed una dignità che la mia cara Argentina non mi aveva dato.

Come sei stato accolto all’inizio in Italia? Hai avuto difficoltà con la lingua?

L’inizio fu un po’ difficile con la lingua per il fatto d’essere capitato in paesi di montagna dove il dialetto predomina sulla lingua “ufficiale” e così fra tedesco, trentino ed italiano, ero un po’ confuso, ma quando sei solo al mondo tiri fuori tutte le tue capacità di sopravvivenza ed i sensi si “aprono”, così ho imparato in fretta il dialetto, l’italiano ed un po’ anche il tedesco.

Il Friuli e il Veneto hanno uno stretto rapporto di parentela, a causa dei nostri emigranti, con l’Argentina. Come si sono inseriti nel tuo paese, si sono fatti rispettare e quanto hanno contribuito alla sua crescita?

Praticamente un terzo degli argentini sono di origini italiane. In quanto ai friulani, furono fra i primi arrivati già nel 1877. Le prime famiglie di friulani vendettero le loro terre e con il dolore tipico dell’abbandonare le loro radici partirono alla ricerca di un benessere ed un futuro che allora in Friuli gli era negato. Esiste una cittadina a Cordoba, vicino a dove abitavo io, che si chiama Colonia Caroya ed è uno dei posti dove si sono stabiliti un gran numero di friulani; viene chiamato il secondo Friuli ed è interessante vedere come ancora oggi (forse di più che nello stesso Friuli) vi si conservano usi e costumi!

Comunque è interessantissimo sentire i vecchi raccontare le loro esperienze, sia di chi ha “fatto l’America”, sia di chi non l’ha fatta, di come già a quel tempo esisteva un “traffico” di immigrati, di come per alcuni queste onde di immigrati creavano preoccupazione, vedendo famiglie intere (e le famiglie dell’epoca erano composte di una media di 7 figli) che girovagavano per le strade delle città sperando di trovare un posto dove andare. Ci sono racconti dei giornali argentini dell’epoca che descrivono alcune situazioni di questo tipo. Qualcosa che sembra così vicina alla realtà di oggi, no?

Parliamo della dittatura. Come mai nei paesi del Sud America i golpe sono sempre stati molto praticati? E’ solo colpa della CIA o c’entra anche il temperamento latino? Qual è la situazione attuale in Argentina, dopo tanti anni? I colpevoli sono stati processati e puniti?

E’ vero che la CIA c’entrò con quasi tutti i colpi di Stato in Sudamerica, ed in Argentina particolarmente, per le ricchezze del paese che gli yankee volevano accaparrarsi, ma subentra secondo me anche un po’ di idiosincrasia della società che in maggior o minor misura ha permesso che ciò accadesse. Il sentimento di destra è molto forte a mio avviso per le stesse sue origini, perché la conquista di queste terre fu fatta sempre con violenza; ai nativi si strappò la terra con il  sangue!

Grazie a quello strappo, con lo sconvolgimento del tessuto sociale preesistente attraverso la violenza, non fu così strano né nuovo che si generassero le dittature. Forse il fatto di associare il governo militare all’ordine e alla sicurezza è quello che provoca in tanti un desiderio di dittatura. Poi ovviamente c’è chi l’oppressione non la tollera e lotta contro gli abusi e i soprusi anche lasciandoci la pelle.

Diciamo che è così complessa la storia che riassumerla in due righe è molto difficile. I cugini del nord (yankees) hanno sempre stimolato la paura del mostro comunista e combatterlo era una priorità. I sovietici stavano infiltrandosi in diversi paesi sudamericani, ma l’importanza di un Salvador o di un Nicaragua in confronto con l’Argentina non era paragonabile ( per motivi strategici e di ricchezza) che non potevano lasciar cadere in mani russe la mia terra. Così, approfittando della barbarie con la programmata “educazione” nella famosa Scuola delle Americhe negli USA, inserivano il tiranno di turno e questo adempiva come bravo soldatino al mandato degli Stati Uniti.

Parliamo delle Malvinas. Quando e perché l’Argentina perse quelle isole? Come mai ad un certo punto ha voluto riprendersele? Quanti morti ha prodotto quella piccola guerra? Come venivate coinvolti voi studenti?

Agli inizi degli anni 80 la società ormai era allo stremo con la “guerra sporca”, come viene chiamata la guerra dichiarata dallo stato (militare) ai sovversivi, composti in maggioranza da ragazzi che volevano solo un po’ di libertà. Questa situazione è interessante per capire meglio alcuni film come “La notte delle matite spezzate” o “Garage Olimpo”, che si trovano anche in italiano e sono basati su casi veri.

In quegli anni anche l’economia cadeva a pezzi, al potere era subentrato Galtieri, un ubriacone con le stelline sulle maniche che per distogliere l’attenzione dai fatti interni decise niente meno che di “riprendersi” le Malvinas, creando nella gente una coesione nazionale e innalzando l’orgoglio del paese.

Così, con ragazzini diciottenni di leva, vestiti con uniformi adatte al clima continentale argentino e non alle gelide temperature malvinesi (n.d.A. Anche gli alpini furono mandati in Russia in inverno con gli scarponi di cartone), armati con fucili della seconda guerra mondiale, il governo decise di invadere le Falkland.

Ovviamente, i kelpers (cittadini britannici delle isole) non potevano credere ai loro occhi e nemmeno i 10 soldati inglesi che “proteggevano” quelle terre. Il risultato è già conosciuto. Alla Tatcher, a sua volta, con i suoi problemi interni con i minatori, venne comodo rispondere a questi soldatini che avevano osato riprendersi un pezzo di terra che, anche se apparteneva geograficamente all’Argentina, lei non era disposta a cedere. Così, inviò i suoi soldati professionisti della guerra, insieme ai gurkas (che furono quelli che fecero più stragi e provocarono più terrore negli argentini), con l’appoggio degli yankees e del Cile, senza il quale sarebbe stato difficile anche per un esercito così forte riprendersi quelle terre australi.

Totale dei morti argentini 700; inglesi 200, ma non si contano i suicidi e gli invalidi argentini. Ricordo ancora oggi i cioccolatini che portavamo a scuola per essere spediti ai soldati al fronte, con tanto di letterine; avevo 8 anni e ricordo anche come tanta gente inviava oggetti di valore come gioielli d’oro, che dovevano servire alla “causa”, ma che non sono mai arrivati ai destinatari e sono andati ad ingrossare le ricchezze dei generali, quelli che nemmeno si sono sporcati gli stivali col fango delle Malvinas. (n.d.A. Anche in Italia, durante il Ventennio fascista, le donne regalarono gli anelli nuziali alla patria).

Fu una disgrazia nazionale, un colpo tremendo per il popolo argentino e fatale per la giunta militare. Il popolo argentino, grazie alla manipolazione dell’informazione e alla censura, credette quasi fino alla fine della guerra che stavamo vincendo. Solo qualche radioamatore che prendeva i segnali dell’Uruguay sapeva qual era invece la realtà.

E così il paese si ritrovò indebitato fino al collo da un regime militare, con un’industria distrutta ed il ritorno di una debole democrazia che non fu capace di mandare in galera neanche uno di questi assassini con gli stivali. Il loro potere era ancora forte.

Per tale motivo, quando in questi giorni sento la First Lady Kirchner tirare fuori il tema della “sovranità” e del diritto su quelle isole, mi vengono i brividi. Certo che è giusto pretendere che siano ritornate ma non col populismo, non per nascondere il disastro che combina col suo governo. Se una cosa accomuna così tanto Argentina ed Italia è la loro incapacità nella politica estera ed il ridicolo e l’imbarazzo che creano con le loro uscite.

Inoltre, pochi tengono in considerazione che gli isolani odiano gli argentini e non ne vogliono sapere di lasciare il britannismo per l’argentinismo! Lo sbandierare oggi queste questioni insieme alla ristatalizzazione delle risorse petrolifere è una dimostrazione di populismo e demagogia (oltre che d’ipocrisia) di chi vuole rimbambire ancora una volta la massa, che diventa “argentina”in queste occasioni come quando l’Italia diventa unita con il gioco della nazionale ai mondiali di calcio.

In parlamento la Cristina nazionale ha ottenuto il consenso per questo anche da Menem, il bastardo che vendette il paese e privatizzò ogni pezzo dello stato. Capisci perché mi arrabbio quando parlo di questa schifezza che governa e muove le redini di questo benedetto paese?

In questi giorni, sui siti di controinformazione, come si può leggere QUI e QUI, si porta l’Argentina come esempio da seguire, in relazione prima al suo esproprio delle risorse petrolifere e poi per essersi sganciata dal FMI.

Addirittura, Come Don Chisciotte riporta le parole di un giornale che fino a un anno e mezzo fa era di opposizione, ma che ora si è schierato dalla parte della Kirchner. Una frase che mi ha colpito è questa: “In Europa si suicidano. Da noi si va a ballare il tango esaltati dal senso ritrovato di una identità nazionale”. Qual è la tua opinione?

Come avrai capito, seguo molto da vicino le faccende argentine, sia attraverso giornali on line, che tramite famigliari e amici. Credimi, tutto questo è DEMAGOGIA da parte di questa presidentessa che si crede la reincarnazione di Evita (ti rendi conto che se così fosse il demone è rinato?!).

So che tutti i siti “anti-sistema” cantano vittoria ed elogiano questi fatti, ma anche l’Argentina è in una crisi nera, con un’iperinflazione ed una speculazione allucinanti. Il populismo ha fatto sì che la Kirchner non solo abbia dato questo colpo di coda, ma anche che stia tirando fuori ancora una volta il tema Malvinas. In Argentina negli ultimi giorni è diventato un argomento scottante. Spero solo che quella pazza non commetta un’altra follia. Quindi io chiederei, per favore, a tutti quelli che prendono in considerazione un “caso” unico e radicale, di non perdersi nei miraggi! Sarebbe come aver festeggiato la dittatura solo perché ha fatto la guerra agli inglesi! Ma ti rendi conto?!

Quindi, la notizia sulla rinazionalizzazione di YPF, siccome è una cosa che succede così lontano e per non perdere l’obiettività, non dovrebbe essere estrapolata, ma approfondita e contestualizzata.

In tanti s’illudono e credono ad un ritorno della sovranità, che vede in questi giochi un esempio per gli altri paesi nella lotta contro l’imperialismo, ma non si accorgono così di cadere nella faciloneria e nell’ignoranza di tutto ciò che sta dietro. Non si può estrapolare un fatto proveniente dall’estremo sud del mondo, con una realtà così particolare, e mostrarlo come esempio.

L’Argentina recupererà la propria sovranità quando recupererà l’educazione e la cultura e quando finiremo di vedere le partite della NBA, quando i ragazzi smetteranno di rimbambirsi con Cristina Agullera e Brad Pitt, quando la presidentessa invece di correre dietro a mister president, l’Obama di turno, riprenderà il dialogo con i vicini, l’Uruguay, il Brasile, il Cile, la Bolivia, quando i nostri ministri dell’economia finiranno di fare “master” ad Harvard, quando noi argentini smetteremmo di sentirci l’Europa in Sudamerica.

 

Grazie Martin per la tua appassionata e illuminante testimonianza. Come sito di controinformazione, dobbiamo stare attenti a non cadere nei luoghi comuni. Ma io aggiungerei che forse la ferocia dei militari verso i giovani dissidenti fu l’applicazione della ferocia della gente normale verso le mucche e il bestiame in genere. Se non è un luogo comune ciò che sto dicendo – e tu me lo potrai smentire – da un popolo che mangia carne a colazione, a pranzo e a cena, oltre ad avere alte incidenze di malattie degenerative, non ci si può aspettare niente di diverso da guerre, rivoluzioni violente e altrettanto violente repressioni. La regola vale per tutta l’umanità, ma in certi paesi dove si macellano milioni di mucche, vale in modo particolare.

Un saluto simbolico dal Friuli all’Argentina, anche se ora sei felicemente accasato in Trentino.

 

 

15 Commenti a “Non piangere per me, Argentina!”

  • naifites:

    Una forte testimonianza, la cui netta presa di posizione fa riflettere sui differenti livelli di realtà in cui ci vogliono far vivere, grazie all’ignoranza, l’incapacità di ragionamento e gli interessi celati dietro a tutte le manovre politiche di tutti i paesi del mondo, che vengono sostenuti costantemente da chi regge il potere. In questo racconto di vita, l’Argentina è un esempio di una forma di agire e decidere che, in maniera più o meno sanguinosa e feroce, viene globalmente portata avanti dai governi dei nostri tempi…finché le mucche non decideranno di ribellarsi…E speriamo che questo momento non sia troppo lontano!

    • Grazie per il tuo delicato e ragionevole intervento. Condivido il tuo auspicio riguardo alla ribellione da parte degli animali alla tirannia umana. Purtroppo, a parte casi sporadici di toreri infilzati nelle arene, tale ribellione per il momento è avvenuta solo nella “Fattoria degli animali”, di George Orwell e in pochi altri casi letterari.
      Ciao

  • renato:

    insomma…..in ARGENTINA non si e’ arrivati da nessuna parte ,meglio restare in ITALIA ancora.

  • Ghilagamesh:

    Sono due anni che sono completamente vegano.
    Quanta disinformazione e preconcetti verso una alimentazione integralmente fatta di soli prodotti agricoli nonostante gli evidenti e profondi vantaggi di tale scelta. Tali e tanti che la parola ed il concetto di etica ne diventa un semplice postulato. È un cammino olistico avremmo dovuto semplicemente poter percorrere dalla nascita. Padri, Madri non abbiate paura di far crescere i vostri figli nella conoscenza. Lasciateli sperimentare il mondo ma solo dopo averli resi forti di ció che voi siete portatori. Mangiare nel rispetto del nostro apparato digerente escludendo tutti i cibi industriali, d’allevamento, animale ed i suoi derivati per sperimentare la grandezza di cui siamo fatti è sorprendente. Cosí, proprio Come nelle logiche monetarie in cui la sovranità del Popolo su di essa è la semplice logica del buon senso e dell’equilibrio, riappropriarsi della libertà alimentare (so che a molti suonerà contradittorio dal momento che l’eliminazione del cibo di provenienza animale sembra una rinuncia e quindi una restrizione alla libertà di scelta) significa avvalersi di Energie e capacità
    inimmaginabili. Soprire che con una alimentazione coerente con le proprie caratteristiche biochimiche riduce enormemente il rischio di ammalarsi aumentando la velocità di recupero da un acciacco senza farmaci è solo una delle tante riconquiste.

  • sandra:

    a me degli argentini non me ne frega niente, ogni popolo ha qual che si merita, noi compresi purtroppo… invece per le mucche mi dispiace parecchio… perdonatemi! :-)

  • martin:

    @sandra,ma le mucche sono anche argentine !!!! ;-)

    • sandra:

      no, Martin, le mucche non hanno nazionalità nè diritti, sono schiave degli argentini, che ne fanno quel che hanno voglia di fare…le allevano, le caricano nei vagoni e nelle stive e se quando devono scendere hanno le gambe spezzate (e succede molto spesso) le tiran giù con gli argani e con le bastonate, dopodichè le macellano, ne fanno tanti pezzi sui quali la gente si avventa golosa e se ne riempie la pancia. Questo è. E naturalmente non solo in Argentina. Un mese fa mi son trovata sull’autostrada Firenze Siena, c’era un qualche lavoro in corso kilometri più avanti e il traffico procedeva lentissimo,quasi a passo d’uomo, su due file parallele, disgrazia ha voluto che la mia auto fosse proprio a fianco di un camion che trasportava mucche destinate a qualche macello (non credo le portassero in vacanza). Ad ognuna delle frenate, ovvero ogni due o trecento metri, sentivo i colpi fortissimi delle mucche che sbattevano sulle pareti con violenza e tra loro, i muggiti e le urla di terrore coprivano l’autoradio accesa…. ho sofferto le pene dell’inferno a star lì impotente, con l’autista del maledetto camion che frenava con furore perchè era incazzato, chissà, magari c’era la partita e lui stava perdendo tempo per quelle bastarde di mucche, che continuavano a urlare. Gli altri automobilisti erano completamente indifferenti a tutto questo, chissà, magari avevano già l’acquolina in bocca.. e poi ci si stupisce della violenza e dell’indifferenza della società… se queste sono le basi, se ci si nutre (in senso letterale) di paura, violenza e macellazione, ma dove vogliamo andare? ma che ci raccontiamo?

  • Sandra, l’esperienza da te descritta è una delle peggiori che possano capitare a noi animalisti. Viene da piangere per la sensazione di impotenza e di pietà. E’ come passare davanti a un macello e vedere gli animali legati alle staccionate, pronti per il loro turno. E’ un annichilimento dell’anima che solo noi riusciamo a capire. Un silenzio cupo scende fin dentro le viscere e ci stordisce. Se Dio, gli alieni o chissà chi altro dovessero scegliere un criterio per decidere chi eliminare e chi lasciar vivere fra gli esseri umani, io mi permetto di suggerire questo discrimine: chi ha Compassione vivrà, chi ne è privo verrà annientato. Se nell’universo esiste quel che noi conosciamo come Giustizia, questa è la cosa da fare. E io spero che i tempi siano maturi perché sia fatta.

  • martin:

    @Sandra,dal tuo pensiero che ogni uno ha quel che si merita,la conclusione sarebbe che anche le mucche hanno quel che si meritano,se io non ho scelto un colpo di stato,o non ho votato uno stronzo/a che mi governi,perchè dovrei meritarmelo? allora la mucca che finisce alla griglia meriterebbe il suo fine,tanto quanto una altra finisce i suoi giorni coccolata e adorata dai Hare Krishna !!!!

  • Matias:

    Anch’io sono argentino e abito in Italia da qualche anno; ma scusate, voi italiani non la mangate la carne anche voi !?? Non solo carne di mucca ma anche pesce, polli, ecc ecc?! Sono d’accordo col fatto che non si dovrebbe mangiare la carne, ma non siate degli ipocriti.
    E riguardo alla politica, siete messi anche voi molto male purtroppo.

    • Prima di far scattare l’accusa di ipocrisia dovresti renderti conto che esistono solo due razze sulla Terra: i buoni e i cattivi. Queste due razze sono trasversali a tutte le nazioni e a tutti i popoli e li si può distinguere dalla volontà o meno che ogni singolo individuo ha di ridurre al minimo il male inferto agli altri.
      Naturalmente, non c’è una netta linea di demarcazione, ma grosso modo puoi individuare la loro collocazione a seconda di quanto male infliggono al prossimo più o meno consapevolmente.
      Ovvero, se tu acquisisci la consapevolezza che la tua alimentazione carnea è frutto di ingiustizia e reca dolore a vittime innocenti, se vuoi appartenere alla categoria dei buoni cambi le tue abitudini alimentari, mentre se vuoi continuare ad appartenere alla categoria dei cattivi, perché non reputi necessario fare alcuno sforzo di cambiare, allora continuerai a mangiare carne e cercherai pretesti e scuse per continuare a farlo.
      Allora, in tal caso, possiamo cominciare a parlare di ipocrisia, ma in coloro che si sforzano di migliorare se stessi è semplicemente ingiusto rivolgere la critica di essere ipocriti.
      Ciao e grazie per il tuo intervento.

  • sandra:

    x Martin
    la tua riflessione è interessante, ed hai ragione a dire “se io non ho votato uno stronzo/a che mi governi,perchè dovrei meritarmelo?” la stessa cosa ti potrei dire io, che da decenni sono governata da stronzi che non ho votato e che fanno ribrezzo.. credo che qui entri in gioco la coscienza collettiva (o meglio la non coscienza!) di un popolo, e per popolo non intendo gli argentini o gli italiani o altri, chè pari sono, intendo queste enormi masse lobotomizzate e dormienti, siano essi argentini o italiani o cinesi, che nulla si chiedono e tutto digeriscono, sia con lo stomaco che con l’intelletto. E proprio per questa inesistente educazione, per questa rassegnazione al brutto e al losco, che noi “ci meritiamo” quello che abbiamo, perchè l’abbiamo accettato, e in nome della “democrazia” lo subiamo anche io e te, che pure non eravamo daccordo, ma che siamo pochi, siamo nulla rispetto alla grande massa che non ha, non vuole avere una capacità critica, in parole povere non gliene frega niente “purchè se magna”.
    Anche le mucche hanno quel che si meritano? Se così fosse allora potremmo dire che anche i fiumi meritano di essere inquinati, e le foreste di essere rase al suolo, e
    il pianeta intero di essere avvelenato e distrutto. Non penso sia così, le mucche, i fiumi e le foreste non votano, non fanno guerre, non creano mercati finanziari, non sfruttano e non schiavizzano i loro simili per trarne profitto o perversioni, questo riguarda solo l’essere umano, gli altri esseri viventi semplicemente vivono, anzi vivrebbero, se questa metastasi planetaria che è l’uomo non distruggesse sistematicamente la Terra ogni giorno per gli scopi più infami.
    Ho letto l’intervista con te, sei in gamba e la tua vita ne è l’esempio, ma ti ripeto, sei una minoranza assoluta. Dici dei tuoi connazionali ” quando finiremo di vedere le partite della NBA, quando i ragazzi smetteranno di rimbambirsi con Cristina Agullera e Brad Pitt”
    io posso dirti dei miei connazionali che ieri, col mondo che sta crollando, la crisi, i suicidi, la corruzione politica, la notizia più letta dagli italiani sul corriere risultava essere il flirt di Belen e del suo nuovo fidanzato…. Come vedi non è questione di nazioni o popoli, l’ottusità è globale.. e quindi, come non pensare che alla fine le masse hanno quel che si meritano?
    Sinceri e cari saluti, a presto(ci ritroviamo qui) :-)
    Sandra

    • martin:

      Sandra,grazie per il chiarimento,la mia era ovviamente una provocazione,questo discorso più si approfondisce e più ci si rischia di cadere in astratta filosofia,è vero che in questo sistema “democratico”le minoranze di solito subiscono,quanto è vero che nella natura il più forte di solito sopraffà al più debole,dalla foresta dove le piante più grosse tolgono la luce alle più piccole,ai mari dove il pesce più grosso ( o aggressivo) mangia al più piccolo o debole o la terra dove il branco di lupi uccide il bisonte,fino al più evoluto animale “uomo”che fa fuori la foresta,il mare e la terra !!!! se ci dovesse essere un ordine naturale, stai tranquilla che la idiozia prevarrà sulla “evoluzione”e così gli “equilibri”verrano ripristinati,se questo “ordine”oltre che naturale dovesse essere anche divino,bisognerebbe accettarlo così come è,siccome io credo nel primo,lascio alla coscienza di ogni uno la responsabilità di ogni azione,dal voto al cibo,sperando che la espansione di questa prevalga sulla “involuzione”e la idiozia….
      ciao

    • Sandra, mi piace questo passaggio: “anche i fiumi meritano di essere inquinati, e le foreste di essere rase al suolo”.

      Veramente originale!
      Ciao

  • sandra:

    x Matias
    mi dispiace che tu abbia frainteso il mio intervento come un attacco agli argentini, mentre in realtà è un intervento contro la stupidità umana globale, ma penso che leggendo il mio post qui sopra in risposta a Martin il mio pensiero ti sarà completamente chiaro, non me ne importa nulla dei nazionalismi, la mia è una amara e realistica constatazione sulle masse. Pertanto, dicendomi per rivalsa “E riguardo alla politica, siete messi anche voi molto male purtroppo.” sfondi una porta aperta, o se preferisci chiudi una porta chiusa ;-)
    Riguardo all’ipocrisia sul mangiare la carne io non ne mangio da decenni, e neppure i derivati, quindi se permetti non mi sento ipocrita per niente. Semmai sarà ipocrita dire “lo so che non si dovrebbe fare ma lo faccio lo stesso” E’ proprio su questo concetto che tutte le cose, non solo l’alimentazione, vanno avanti così, e si trascinano ottusamente.
    Spero di averti chiarito che non ce l’ho con gli argentini e ti saluto.

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