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Pubblicato da Pietro Cambi – dal blog di Debora Billi
Link: http://crisis.blogosfere.it/2009/07/i-costi-dell-energia-perche-il-nucleare-non-servira-a-diminuirli.html

albero e fungo atomico

L’avrete letto: Ci si accinge a ripartire con il nucleare in grande stile, anche nel nostro paese.

E’ una manovra in corso da tempo, ne abbiamo già parlato, ma ultimamente è in corso una accellerazione, anche a costo di esautorare il ministero dell’ambiente dei compiti di indirizzo ed interdizione in materia.

Anche a costo di parlare, con totale sprezzo del buonsenso e del pudore, di “nucleare sostenibile“.

Mi pare evidente quale sia la posta in gioco: tanti bei miliardi di euro in “grandi opere” qualche decina di migliaia di posti di lavoro ( provvisori, ovviamente, ma tant’è)  per la realizzazione delle centrali e qualche centinaio di belle poltroncine nuove di zecca da assegnare/distribuire.

Ovviamente non c’è bisogno che vi ripeta che i costi dell’energia nucleare, considerando anche quelli solitamente nascosti, relativi al decomissioning delle centrali, sono ben più alti di quanto ci raccontino .

Qui invece vorrei fare presente una cosa essenziale: Non è assolutamente detto che i prezzi dell’energia possano calare, anche in termini relativi, rispetto a quelli attuali e/o a quelli delle altre centrali elettriche, anche  ammettendo che non vi siano problemi di approvvigionamento del “combustibile” atomico ( insomma Uranio e Plutonio).Ricordiamoci che si tratta di una fonte energetica NON rinnovabile, nemmeno in tempi geologici, ed oltretutto affatto abbondante e probabilmente già in prossimità del picco di produzione.

Una dimostrazione?

Beh, qualche volta è semplice: i costi dell’energia elettrica in Italia sono alti.

Ci dicono, come in un mantra, che questo è colpa del fatto che non abbiamo centrali nucleari che garantiscono abbondante energia a basso costo….. bla bla bla ed ancora bla.

Bene.

Questo è falso.

Infatti, a quanto risulta in uno studio  della confartigianato lombarda, i costi dell’energia elettrica per le aziende italiane sono del 48% più alta rispetto alla MEDIA dei prezzi dell’energia elettrica ante imposte nei 10 paesi europei che NON hanno centrali atomiche sul loro territorio (Austria, Cipro, Danimarca, Estonia, Grecia, Irlanda, Lussermburgo, Lettonia, Portogallo e Polonia.

Cosa significa questo?

Semplicemente che gli alti costi italiani della corrente elettrica NON dipendono dalla mancanza di centrali nucleari.

Di conseguenza la loro (molto) eventuale costruzione non risolverà il problema, anche ammettendo che l’energia prodotta da una centrale atomica di ultima generazione sia davvero più a buon mercato di quella prodotta da centralie elettriche di altro genere.

Ma allora da cosa dipendono tali alti costi?

La risposta è quella che vi immaginate: inefficienza, scarsa trasparenza, scarsa concorrenza, e scorretta applicazione di addizionali tariffarie, una per tutte la famigerata cip6.

Anche a prescindere dai prevedibili magna-magna delle grandi occasioni e senza cadere nel tanto vituperato effetto “banana” è un fatto fondamentale, da tenere ben a mente, a monte di qualunque decisione strategica si intendesse prendere.

Ringrazio Leonardo Libero per la segnalazione.

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