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Monte dei Paschi, la GdF ha perquisito anche la casa del presidente dellAbi

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Questa mattina la Guardia di Finanza ha fatto irruzione nella sede centrale del Monte dei Paschi di Siena a Rocca Salimbeni con l’obiettivo di perquisire gli uffici ed i computer che gestiscono una delle prime banche d’Italia. Le perquisizioni non si sono limitate alla sede centrale, ma hanno interessato anche le sedi di Firenze, Roma, Milano e Padova. Nel mirino delle Fiamme Gialle anche le abitazioni private di alcuni dirigenti del Monte dei Paschi.

Di sicuro il nome più altisonante, tra i dirigenti che hanno subito delle perquisizioni, è quello di Giuseppe Mussari ex presidente del Monte dei Paschi di Siena ed attuale presidente dell’Abi.

Le perquisizioni hanno coinvolto un gran numero di dirigenti. E’ stata perquisita l’abitazione del presidente Gabriello Mancini, e quelle dell’ex direttore generale del Monte dei Paschi, Antonio Vigni, e dell’attuale direttore generale della Fondazione Mps Claudio Pieri.

Le indagini riguardano l’acquisizione, datata 2008, da parte del Monte dei Paschi della Banca Antonveneta. A condurre le perquisizioni all’interno della sede principale del Monte dei Paschi di Siena è il sostituto procuratore Antonino Nastasi. Una delle prime azioni portate a termine dalla Guardia di Finanza è stata bloccare i server dove si appoggiano i computer della banca.

All’indagine sono interessate anche le istituzioni perché le perquisizioni hanno riguardato anche uffici del Comune di Siena e della Provincia di Siena. Gli indagati, però, sono due e sono entrambi esponenti del Monte dei Paschi. Non si conoscono ancora i nomi degli indagati.

I reati ipotizzati sono quelli di manipolazione del mercato e di ostacolo alle funzioni delle autorità di vigilanza. I fatti risalgono al 2008 quando il Monte dei Paschi ha acquisito la Banca di Antonveneta ed in particolare gli inquirenti sono interessati al reperimento dei fondi necessari per l’acquisizione, alle comunicazioni fatte agli organi di vigilanza e ad eventuali operazioni per alterare il valore di scambio del titolo in borsa. L’acquisizione di Banca Antonveneta è stata portata a termine pagando nove miliardi di euro a fronte di un valore di mercato di 2.3 miliardi di euro.

Intanto questa mattina il titolo del Monte dei Paschi è stato sospeso per eccesso di ribasso.

5 Commenti a “Monte dei Paschi, la GdF ha perquisito anche la casa del presidente dell’Abi”

  • AntiRettiliano2012:

    Ci siam giocati 500 anni di storia…

  • Simone Tretti:

    Non che la storia di una Banca mi renda chissà quanto orgoglioso.. al massimo mi fa sentire un poco OrgoglioNE..

  • Paolo Mare:

    Simone Tretti.. sei la tipica espressione della sindrome di tafazzi tutta italiana.. per cui “siamo tutti *******, corrotti, ce lo meritiamo, non siamo biondi ed efficienti come i biondissimi teutonici.. ecc ecc”…

    non capirete mai.. irrimediabili

  • Vasco:

    La faccenda meriterebbe di essere approfondita indagando sulla storia recente della Banca Antonveneta.
    Questa banca nata dalla fusione di Banca Popolare di Padova e Treviso con la Banca Antoniana fu ceduta alla ABN Amro (Amro come Amschel Rothschild) nonostante gli sforzi di Antonio Fazio di salvaguardarne l’italianità.
    La ABN Amro incriminata negli USA, nei Paesi del Golfo e in molti altri per truffe e malversazioni si limitò a spremere la Antonveneta come un limone e nel primo anno di gestione il numero di correntisti calò del 4 %.
    Il bandito Maniero dichiarò in tribunale nel 1996 che la ABN Amro di Chiasso (CH) faceva prelevare a Campolongo Maggiore (VE) i sacchi di banconote della banda i quali poi viaggiavano con copertura assicurativa. Incredibile, ma c’è una legislazione ad hoc per permettere al sistema bancario internazionale simili sconcezze e crimini.

    Appena entrata in possesso della Banca Antonveneta la ABN Amro ci addebitò un aggravio secco di Euro 40.- per ogni c/c.

    Perchè alla fine sia entrato in gioco il MPS nessuno lo sa.

  • Vasco:

    Correzione
    Nel primo anno di gestione il numero di correntisti calò del 40 %.

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