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Passano gli anni ma viene messa in scena sempre la stessa farsa!  Riscontriamo  una oggettiva carenza di fantasia.

Gli attentatori presunti anarchici dell’agguato ad Adinolfi, si smascherano da soli,  rivendicando, mettendo il nome di Bakunin all’inglese (Michael anzichè Mikail Bakunin), rivelando così la loro vera natura depistante. Poveri servizi segreti  anglofoni e ignoranti della storia internazionale e dell’ italica anarchia!

Nel frattempo gli zerbini mediatici del regime italtonto fanno a gara nel dire scemate ed intervistare giurassici personaggi che potificano dall’alto di una supposta conoscenza sull’argomento terrorismo, con colossali quanto ridicole dissertazioni socio culturali, per la felicità del popolo bue.

Ricordate l’anarchico Pinelli che fu suicidato dal balcone della questura e Valpreda (che nei giorni successivi alla Strage di Piazza Fontana fu additato come colpevole a causa della testimonianza del tassista Cornelio Rolandi? Furono arrestati al tempo anche altri cinque aderenti al Circolo anarchico 22 marzo e furono tenuti tre anni in gattabuia.

Ora, si sa, per quanto sobillatori a parole, gli anarchici sono gente  pacifica e nonostante ciò vengono regolarmente tirati in ballo quando si vuole depistare. Fu così per le stragi all’epoca  della Strategia della Tensione, che fecero 3500 morti.  Solo di recente s’è saputo  che i terroristi presunti neri si esercitavano a Tel Haviv come rivelato in un articolo dal Prof. Claudio Moffa e riportato da noi puntualmente   http://www.stampalibera.com/?p=43868 .

Questa storia dell’attentato al dirigente dell’Ansaldo  convince come l’invito perentorio da parte degli Angli a dividere Ansaldo – Finmeccanica; ultima azienda  nazionale d’eccellenza che per di più si occupa di mobilità all’interno del gruppo Finmeccanica. Ricordo che questultima è proprietaria di Alenia, una società che si distingue nel settore della progettazione aereonautica e spaziale avanzata. Bè, se dobbiamo cercare un movente, eccolo qua bello e pesante come un macigno.

Dopo i tentativi anglosassoni di rovesciare Putin, non gradito dai mondialisti per la sua poca arrendevolezza ai voleri degli atlantici e per il suo sostegno a Siria e Iran, gli anglousraeliani hanno individuato nell’Italia l’anello debole della catena.  Berlusconi l’istrione, il fautore dell’alleanza energetica con Libia e Russia è stato messo fuori gioco ed è oggi un ostaggio del potere giudiziario, dei soliti poteri giudiziari filo atlantici fin dai tempi della strage di Portella della Ginestra ad opera del bandito Salvatore Giuliano.

Oggi le banche armate non vedono l’ora di mettere le mani sul competitore internazionale dell’industria aereonautica e spaziale, ma anche bellica, che l’Italia conserva, ma chissà ancora per quanto…

Il recente sabotaggio (?) o se volete chiamarlo strano ed incredibile incidente del Sukhoi – Alenia, aereo di eccellenti prestazioni,  in fase di esibizione promozionale in Indonesia, proprio nel momento in cui Vladimir Putin rientrava da trionfatore al Cremlino, conferma l’intento di annichilire la nostra  aereonautica  spaziale ed in definitiva tutta la nostra industria meccanica d’eccellenza ed anche quella della Russia. Come dire hanno preso due piccioni con una fava, usando l’evento come avvertimento per il primo ministro russo, sminuendo e ridicolizzando la tecnologia di Alenia.

Come abbiamo scritto in articoli precedentemente pubblicati in questo sito, consideriamo la Russia come una possibile preda finale della famelica torma di nazioni Nato succubi e dipendenti dei poteri forti, desiderose di razziare qualche altra nazione indifesa o poco armata, ricca di gas o idrocarburi.

Per finire ecco qualche altro contributo al dibattito da parte di G Petrosillo di Conflitti e strategie.

LB

NON CREDO ALLE FAI

14 maggio 2012

di

La gambizzazione dell’Ad di Ansaldo Energia da parte di sedicenti anarchici non ci riporta agli anni di piombo perché non è qualche colpo d’insolazione di squilibrati isolati che infuoca il clima sociale, ed anche se fischiano le pallottole non fischia il vento. Ma è proprio sulla rivendicazione dell’attentato che nascono molti, direi troppi, sospetti perché questa volta le cose potrebbero essere il contrario di quello che sembrano. Innanzitutto, lo spirito pauperistico e chierichettisco del volantino firmato dalle Fai, un documento di sangue rappreso bagnato da lacrime antiche sulla carne corrotta ed i sogni perduti dell’Uomo, causa lo sviluppo tecnologico che non serve le persone ma le rende serve.  Uno spreco di carta e d’inchiostro, un farfugliamento di idiozie sulla tecnica che uccide, sulla scienza che schiavizza, sull’energia che inquina dopo essersi presi la briga di organizzare un attentato per azzoppare un manager di spicco del Gruppo di Piazza Montegrappa. La discrepanza è troppo grande per essere vera. Un gesto di violenza così preciso contro un individuo talmente al centro dell’industria strategica nazionale avrebbe dovuto giustificarsi ricorrendo a definiti obiettivi politici e non ad uno sproloquiare  assoluto sui drammi atavici delle nostra epoca, con l’infilamento di tanti luoghi comuni ad uso ed abuso di chi adesso commenta soddisfatto e fintamente affranto il gesto scellerato. Chi impasta il suo disagio esistenziale con la metafisica sociale, rincorrendo il bene dell’umanità e della natura (sono parole della Fai), nelle sue battaglie apocalittiche per il mondo mondato dai suoi peccati, solitamente predilige i grandi bersagli, le azioni dimostrative, il sabotaggio d’impianti o la manomissione di strutture, al cospetto dei quali l’azzoppamento di un uomo, per quanto “funzionario” del capitale, è cosa piccola, relativa ed ingiusta. Dunque, eccessivamente in linea con i piagnistei dei tempi la dichiarazione intransigente delle Fai, ma troppo lontana nel passato l’azione “diligente” e rievocativa di chissà chi. Azzardiamo pertanto qualche altra ipotesi lasciando da parte quel che si vede e quel che si è visto chiaramente. L’attentato ad Adinolfi potrebbe avere altre matrici ed altri scopi e senza fare eccessive dietrologie basterebbe leggere il presente di quest’Italia perennemente sotto attacco da parte della finanza e di chi ne guida la mano. Finmeccanica è un fiore all’occhiello dell’impresa di Stato il cui potere di penetrazione dei mercati internazionali è superiore alla capacità del medesimo Stato italiano di proiettarsi nell’affollata sfera geopolitica di questa fase storica, direzionando e controllando le sue sorti. Finmeccanica può dunque essere ridimensionata dalle concorrenti e dai loro governi perché la sua protezione politica è ormai inesistente. Si parla di vendere molti suoi asset, compresa appunto Ansaldo Energia capeggiata da Adinolfi. Il giorno dopo gli spari a quest’ultimo il Presidente di Finmeccanica, Giuseppe Orsi, continuava ad annunciare tali importanti liquidazioni in nome del consolidamento societario e del recupero dei profitti per gli azionisti. E’ su questo indirizzo che occorre concentrarsi per discernere oltre l’ingarbugliamento della matassa. Osservata da detta posizione la situazione scopre il fianco a due opposte interpretazioni. C’è chi vuole che si faccia in fretta a vendere e dismettere ed allora il rumore dello sparo diventa simile al rumore della campana che annuncia la fine della messa industriale italiana. C’è chi, invece, non lo vuole affatto e ritiene che queste manovre sulla Conglomerata partecipata dal Tesoro stiano filando esageratamente lisce, con la distrazione di tanti e con gli infidi operatori dei saldi che tengono all’oscuro la pubblica opinione dei loro truci piani, estromettendo dalle decisioni altri apparati dello Stato meno inclini alle logiche liquidazionali totali. Lo sparo allora diventa simile ad un allarme che dovrebbe richiamare l’attenzione di tutti sulle pericolose iniziative in corso. Forse l’ho sparata grossa anche io ma non meno di chi adesso straparla di nuovo terrorismo rosso e di vecchi cattivi maestri i quali vorrebbero approfittare della crisi per fomentare l’odio sociale e buttare l’Italia nel caos. Il caos forse verrà, ma fomentato da altri pericolosi lidi internazionali ed assecondato da questi pretestuosi lai nazionali.

ADERITE AL NOSTRO MANIFESTO IN DIFESA DI FINMECCANICA

https://www.facebook.com/note.php?note_id=173584109327266

12 Commenti a “Pista anarchica? La solita buffonata!”

  • peppino:

    Non avevo dubbi il terrorismo ha il marchio di fabbrica dei servizi dello stato italiano, su licenza di quello anglo americano, c’era e c’è sempre stato su ogni bomba stragista, esplosa, in questa ridicola colonia, che chiamiamo paese. L’ansaldo deve aver soffiato qualche grossa commessa alle cricche giudaico massoniche oppure è un’altra mossa per smantellarla e svenderla allo straniero.

  • rayo:

    Sosia e bugie,sosia e bugie,così è facile,confondere le pecore.

  • Katerina:

    Anche io, come Peppino,
    non avevo dubbi !

    • sauro:

      Ho aperto un giornale di regime (credo repubblica ) per esserne sicuro; come ho letto sembra ci siano le BR dietro mi e’ stato subito chiaro tutto…ora siamo passati agli anarchici…domani saranno stati i NO TAV!
      Che schifo di paese

  • Il giusto mezzo:

    …a giudicare dal comunicato direi che se questo e` quello che riesce ad escogitare la casta per trovare strategie difensive allora siamo messi bene: sono dei deficienti, degenerati da generazioni di nepotismo….e` giusto che si estinguano lasciando il passo ad altri.
    Forse e` la volta buona che in Italia ci si libera di questi pirla che spadroneggiano da ben troppi decenni.

  • Vincenzo:

    Cari Amici Lettori,

    il vile attentato nei confrontti del Dott. Adinolfi, dirigente all”Ansaldo Nucleare, appartenente al gruppo Fnmeccanica, un prezioso gioiello del panorama industriale italiano, sarebbe da ricercarsi nel mondo delle lobby petrolifere, di estrazione anglo-americane, appartenenti logicamente agli Illuminati di Baviera, cioè alla cosiddetta
    Elitè Globale. La motivazione è da ricercarsi nel mondo della ricerca scientifica, in quanto
    l’emerito dirigente avrebbe espresso grande interesse nei confronti della Fusione Fredda, la maniera per produrre energia pulita con investimenti alquanto irrisori.
    Tanto è vero che una quindicina di giorni prima del vile attentato, il malcapitato è stato
    invitato in Emilia Romagna per partecipare ad un convegno trattante la materia
    avente una prospettiva radiosa in un futuro non troppo lontano.

    Per smorzare qualsiasi iniziativa industriale in merito, al Dott. Adinolfi gli avrebbero inflitto un avvertimento doloroso per farlo rinsavire dall’insano proposito contrario
    agli interessi stratosferici delle multinazionali sospettate.

  • Chicca:

    Per Vincenzo:

    Come fai a saperlo?
    Hai delle prove?
    Se hai delle prove, per favore, scrivile per tutti e poi diamoci da fare per farle girare, ma non solo nel web.

    Io amo stare al computer ed informarmi, e’ una strada preziosa ma la vera informazione dobbiamo farla arrivare a chi non la cercherebbe mai attraverso una tastiera.

    Ciao.

  • giorgio:

    Finmeccanica è leader mondiale nella costruzione di elicotteri, aerei da guerra, elettronica per la difesa e sicurezza. Di recente, attraverso la consociata Alenia Aermacchi, ha firmato un contratto con il governo israeliano per la fornitura di aerei e addestramento delle forze aeree israeliane. Gli aerei saranno consegnati a giugno 2014. Non spero che la vendano, spero che fallisca.

    • giorgio:

      Tra l’altro, giusto perchè la crisi è roba passata, anzi non è mai esistita, la Difesa acquisterà un centinaio di Joint Strike Fighter, gli F35, per una spesa complessiva di circa 15 miliardi di euro che lo Stato, con i nostri soldi, provvederà a distribuire all’industria bellica italiana e straniera.
      Materiale bellico che poi utilizzeranno contro i poveri del mondo e contro di noi quando la situazione qui si scalderà.

  • Land:

    Posso dire per conoscenza diretta, cioè ho avuto a che fare con il management di Finmeccanica, che la cessione del ramo Ansaldo corrisponde (corrispondeva almeno fino a qualche anno fa) ad una precisa strategia della Società, per concentrare tutte le risorse sulle industrie militari.

    Viceversa il management si lamentava proprio che queste cessioni non fossero possibili a causa delle resistenze politiche.

    Concordo sulle critiche mosse alla pista anarchica.

  • e bravo lino… Bell’articolo… Hanno citato il noto Massone Bakunin scrivendo male il nome, tra parentesi in america qualche giorno fa un altro gruppo di anarchici americani avevano tentato di far saltare un ponte a Cleveland (si e’ scoperto una strana relazione con degli “informatori” dell’FBI) e le facce effettivamente sembrano proprio i classici scapegoats con la scatola cranica che suona a vuoto.

    Bravo bottaro analisi politica e storica eccellente

  • Claudio:

    In un video postato su Youtube (Nucleare pulito – Intervento del Prof. Fabio Cardone – Chieti 24/5/2008) si parla di ricerche innovative in ambito energetico. Al minuto 6.50 della parte 3 ( http://youtu.be/ehOS_o5b_2w ) viene detto che l’Ansaldo ha preso l’onere di creare un impianto pilota per sfruttare le scoperte lì enunciate (creazione di energia, abbattimento della radioattività, ecc…)…. Potrebbe forse esserci un collegamento con “l’attentato”???

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Gianni Lannes
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