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Il modo più sicuro per corrompere un giovane e di istruirlo a riservare la massima stima a quelli che la pensano allo stesso modo, piuttosto che a coloro che la pensano differentemente. (Friedrich Nitzsche)

Dopo aver pubblicato l’articolo in cui chiedevo al ministro Romani di rivelare l’eventuale pratica di fracking in Italia, ritorno sull’argomento per compiacere i più scettici e posto questi due articoli in cui la prof D’Orsogna parla proprio di questa pratica.

Quanto sono bravi i nostri detrattori quando ci chiedono prove! Che bravi a parlar di bufala. Se la mia supposizione è una bufala, il silenzio sulle pratiche di perforazione esistenti è una complicità. Le prove che tali pratiche non esistono le portino loro che sono i paladini del potere e ne hanno i mezzi! Le portino i ministri, le porti L’Eni o l’Aleanna.

La cosa certa è che le perforazioni sono autorizzate. Poi sta al governo intervenire e tranquillizzare la popolazione dicendo che non lo faranno nelle zone ad alta densità di popolazione, se così sarà.

Solo le anime belle possono pensare che chi sta intraprendendo una attività che può produrre terremoti lo venga anche a sbandierare a tutti! Suvvia, un pò di comprensione per favore! E’ invece importantissimo chiedere ai politici conto, di quanto sta accadendo e di far partire una indagine. Solo allora forse e ripeto forse, potremo saperne di più.

E allora leggete, leggete cosa c’è in serbo per noi e poi ci risentiamo.

Ricordate quanto per decenni ci hanno spiegato a scuola, e cioè che la Pianura Padana non è soggetta a fenomeni tellurici? Ebbene contrordine da oggi in poi è diventata una zona ad alta sismicità! A me la cosa puzza, non so a voi.

Se volete saperne di più sull’argomento ecco alcuni link

Fracking e terremoti 1

Fracking e terremoti 2
Fracking e terremoti 3
Fracking e terremoti 4

http://dorsogna.blogspot.it/2011/04/la-monnezza-del-fracking.html

Friday, April 22, 2011

Stefano Saglia: si fracking in Italia

Lo shale gas potrebbe aprire nuove strade per l’approvvigionamento energetico in un momento particolarmente delicato a livello globale.

L’Italia accoglie con favore l’avvio di approfondimenti a riguardo


Diventa strategica l’opportunita di produrre
gas naturale non convenzionale dalle gas shales

Stefano Saglia e’ il sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico che ogni tanto dice delle cose folli. Secondo me non sa di quel che parla.

E’ quello che un giorno ha detto che il limite delle 5 miglia della Prestigiacomo sarebbe stato tolto, solo per essere smentito il giorno dopo dalla stessa Prestigiacomo.

Ora viene fuori con un’altra delle sue: facciamo fracking in Italia!

 

Ecco allora specificatamente per lui un altro report del New York Times sul fracking, l’inquinamento dell’acqua e la malizia dei petrolieri, sperando che sappia l’inglese.

 

I democratici del Congresso americano hanno infatti sponsorizzato una investigazione di questa nuova pratica estrattiva di gas – il fracking – con la quale si mandano sottoterra iniezioni di sostanze chimiche tossiche e sabbia, si scatenano dei microterremoti, si spacca la roccia che cosi’ rimanda in superficie il gas incastratosi nei millenni.

Gli studi commissionati dal Congresso mostrano che dal 2005 al 2009 le ditte petrolifere hanno reiniettato sottoterra con piena consapevolezza di quello che facevano, miliardi e miliardi di litri di acqua di scarto – tossica – sottoterra, contaminando le falde idriche.

Oltre all’acqua usata, anche 866 milioni di galloni di fluidi perforanti – oltre un miliardo di litri di sostanze chimiche sparate nella pancia della terra.

Un miliardo di litri di robaccia chimica e chissa quanti altri miliardi di litri di acqua nei quali discioglierli.

Secondo il report, gli stessi petrolieri non sanno cosa ci sia esattamente dentro la miscela tossica che rimettono sottoterra. Sono stati identificati pero’ almeno 650 composti chimici che contengono materiale cancerogeno o inquinante, come il benzene e gli altri composti BTEX, toluene, xylene ed ethylbenzene.

Gli stati piu’ colpiti il Colorado, il Texas e l’Oklahoma, ma non mancano altri esempi, come in Pennsylvania, dove a un certo punto il fracking ha contaminato l’acqua del fiume Allegheny con livelli di benzene 28 volte superiore alla norma.

Un cancerogeno 28 volte superiore alla norma.

L’equivalente del Ministero dell’Ambiente americano, the EPA – Environmental Protection Agency – sta facendo il suo studio indipendente sul fracking ma si lamentano perche’ le ditte petrolifere non vogliono cooperare e si rifiutano di dare le liste del materiale tossico che iniettano nell’acqua.

La societa’ americana che si occupa di petrolio – The American Petroleum Institute – ha ritenuto non opportuno dare alcuna dichiarazione al giornalista del New York Times che li ha contattati. Alcuni petrolieri hanno detto che lo studio e’ sbagliato (!!!)

I politici che hanno sponsorizzato questo studio sono  uno della California (l’ho votato anche io!) Henry Waxman, uno del Massachussetts, Edward Markey e una del Colorado, Diana DeGette.

Tutto il mondo e’ paese, ma noi altri queste cose le sappiamo PRIMA ed e’ per questo che dobbiamo imparare dagli sbagli degli altri e far sì che non accadano piu’.

A Saglia: dove la metteremo noi l’acqua inquinata? La vuole bere lei? Dove li facciamo i pozzi – numerosi e incompatibili con natura, agricoltura e alta densita’ abitativa? A casa sua?

Ma chi li sceglie i ministri cosi?

Come pensa un petroliere: Pierluigi Vecchia


Leggendo il blog del gruppo che lotta in Brianza contro la petrolizzazione del parco del Curone mi imbatto nel limpidissimo pensiero di Pierluigi Vecchia, geologo, uno dei manager della Po Valley e dunque uno stipendiato dei petrolieri. Di lui avevo gia’ parlato circa un anno fa qui. Riporto il suo pensiero come l’hanno trascritto gli amici del sito del parco del Curone, con le mie osservazioni di fisico, docente universitario e senza legame alcuno con l’industria petrolifera.

“Non sappiamo se troveremo la risorsa e in quali quantità fino a quando non facciamo il pozzo. Gli studi che facciamo a monte, così come quelli che abbiamo acquistato dall`ENI, sono di tipo indiretto. Finché non tocchiamo con mano il sottosuolo non possiamo sapere nulla”.

Cosa vuol dire questo? Se si trivella e non si trova niente, si sara’ soltanto deturpato un parco, se lo si trivella e si trova petrolio poi si chiedera’ di estrarlo, no? L’intelligenza vorrebbe che uno DECIDE A MONTE: siamo disposti, come collettivita’ ad accettare che questo parco venga trasformato in un campo petrolifero? Se la riposta e’ sì, allora si trivella e si osserva poi cosa offre il sottosuolo. Se si decide che la risposta e’ no, allora NESSUN tipo di trivella deve essere usata, né esplorativa né permanente. Che senso ha trivellare per scoprire cosa c’e’ sottoterra?

E’ la strategia del carciofo cosi’ cara a petrolieri di ogni tipo: inizano piano piano con un pozzetto, un’esplorazioncina, un’indagine per il bene dell’umanita’. Poi, lentamente ma inesorabilmente, arrivano al cuore di cio’ che vogliono: estrarre petrolio il piu’ indisturbatamente possibile. Questa e’ la stessa tattica che la Shell usa per la Majella, dicendo che a LettoManoppello vogliono solo studiare la conformazione geografica delle nostre montagne e vedere cosa c’e’ nel sottosuolo per amore della conoscenza. E lo dicono pure con convinzione!

“Questo modello, semplicemente, ci porta a dire che è stato possibile individuare un oggetto di modalità e dimensioni tali da ipotizzare la presenza in quantità economicamente sfruttabili di idrocarburi”.

E dopo? Se il petrolio c’e’ che ne sara’ del parco? Ce lo puo’ dire Mr. Vecchia? E se ci sara’ bisogno del desolforatore, dove lo faranno? E gli oleodotti? E le strade di accesso? La raffineria di Trecate e’ circa 50 km di distanza se non mi sbaglio, e io non sono cosi’ sicura che il petrolio italiano, saturo di zolfo, una fanghiglia melmosa, corrosiva e di bassa qualita’ possa essere trasportato su così lunghe distanze. In Basilicata stanno costruendo il secondo desolforatore a 20 km dal primo, perche’ e’ piu’ conveniente averne un altro piuttosto che trasportare il petrolio su distanza di venti chilometri.

“Su 130 anni di pozzi fatti in Italia, per un totale di oltre 6000 siti, Trecate è l`unico che ha registrato un incidente di inquinamento ambientale rilevante. Perché non si considerano i danni fatti da un`industria chimica o da una fabbrica di vernici? Ci sono attività industriali che passano molto più sotto silenzio rispetto alla nostra attività industriale”.

Altro mito promosso da una informazione al bavaglio. Gli incidenti legati all’industria petrolifera sono comuni in Italia. In Basilicata i riversamenti di camion con petrolio sono all’ordine del giorno, la puzza di idrogeno solforato pervade tutta la provincia di Potenza, non si contano i siti inquinati, anche all’interno del parco nazionale della Val d’Agri. Ogni tanto si vedono vampate nere. Le estrazioni petrolifere hanno inquinato le falde idriche della zona, ad esempio la sorgente di Calvello o dell’Acqua dell’Abete che sono chiuse. L’ENI e’ sotto processo per inquinamento ambientale in Basilicata. I giornali non ne parlano perche’ l’Agenzia Giornalistica Italiana e’ in mano all’ENI (la controlla al 100%), Lucia Annuniziata e’ al soldo della stessa ditta che la paga 150,000 euro per scrivere su OIL e Ferruccio De Bortoli, del Corriere della Sera e’ membro della fondazione Enrico Mattei.

Di Trecate, incidente del 1994, non si e’ potuto tacere perche’ la tragedia e’ stata troppo grande, proprio come a Sarroch. La zona di Trecate, e’ stata impraticabile agli agricoltori per più di un decennio.

Il fatto che l’industria chimica faccia nefandezze, non significa che dobbiamo per forza accettare anche tutto il resto. Non stiamo giocando a chi fa piu’ scempi sul territorio.

In Basilicata l’agricoltura e’ scomparsa, il vino, i pomodori, l’insalata, i fagioli sono diventati di pessima qualita’ dopo il petrolio. Lo riporta tutta la stampa lucana. Non so cosa ci sia dentro al parco del Curone, ma di certo le esalazioni dei pozzi bene non gli faranno. Si vivra’ con la paura di esalazioni e di scoppi e tutto sara’ reso secco dai vapori di zolfo, gli stessi che causano la pioggia acida. E’ tutto gia’ scritto.

Infine, ricordo che in interviste passate Mr Vecchia neppure sapeva cosa fosse Trecate, infatti faceva confusione con Tradate , che e’ in provincia di Varese e non di Novara.

“È chiaro che agli enti coinvolti abbiamo detto che la tipologia di compensazioni ambientali cambierà a seconda se le prove estrattive sono positive o meno. Chiaramente se la presenza sul territorio della PoValley dovesse prolungarsi nel tempo la compensazione avrà un altro valore”.

Ecco, come sempre il tentativo di trovare il COMPROMESSO. Soldi in cambio di distruzione. Da come la vedo io, non ci sono somme di denaro che possano compensare la perdita di un cuore verde e della salute delle persone, per il beneficio di una ditta petrolfiera australiana.

“Perché durante una riunione è uscito che già l`ENI una decina di anni fa aveva fatto una proposta simile e come geologo mi sono sentito di rispondere che si trattava di un`area ottimale”.

Questa si commenta da sola. Certo che un parco e’ ottimale per i petrolieri: non devi preoccuparti di espropri su vari appezzamenti privati, non devi preoccuparti di vicini, di case, di rumori, di strade anguste, di persone e puoi fare quello che vuoi in spazi aperti. Non per niente il posto piu’ adatto per trivellare e’ IL DESERTO. Un parco ideato a difesa e per il beneficio della gente dovrebbe essere protetto invece.

Infine, questo e’ quello che Pierluigi Vecchia diceva in un’ altra intervista, sul perche’ una ditta australiana voglia venire a bucare l’Italia:

“Le motivazioni sono di tipo geologico, economico e AFFETTIVO”

Affettivo? Ma a chi vogliono darla a bere? Cara Po Valley, cara MOG, cara Petroceltic, cari petrolieri d’assalto: andate a dare il vostro affetto all’Australia, alla UK, all’Irlanda e lasciate stare in pace quel poco di sano che e’ rimasto in Italia.

 

E se non credete ancora a quanto letto cari lettori di SL ecco un supplemento.

Fracking e terremoti 1
Fracking e terremoti 2
Fracking e terremoti 3
Fracking e terremoti 4
Fracking e falde acquifere
Fracking e donne

23 Commenti a “Stefano Saglia: si fracking in Italia”

  • Elyah:

    veramente tra gli “scettici” dell’articolo precedente, ci sono dei veri e propri “debunker” conosciuti in rete da diversi anni … occhio a chi ospitate in casa…

  • Sarevok:

    ok, si vede che non capisci nulla di come si fa un articolo scientifico
    se tu porti una teoria devi essere TU a portare le prove a sostegno
    non ha senso dire: “la mia teoria è questa, ora dovete portarmi le prove che è falsa”

    ah già, ragiono in termini di peer review, scusate tanto

    • Lino Bottaro:

      Ogni tanto leggo giornalettismo ed è appunto solo giornalettismo. Chi parla di carta straccia riferito all’articolo è proprio Sarevok a cui ho risposto sopra.
      Ma nessuno che si legga gli articoli fino in fondo e gli allegati prodotti dalla prof d’Orsogna? O vada a vedere quanti terremoti c’erano prima che arrivassero i nostri?
      In Italia di Soloni ne abbiamo a bizzeffe ma risposte concrete e precise alle sollecitazioni e dubbi della gente mai; e men che mai dalla politica.

  • Marco:

    Sugli effetti devastanti del fracking a livello ambientale anch’io non ho dubbi. Ma lei ha messo in relazione diretta il sisma di domenica con questa tecnica ed ora scrive che a scuola le hanno insegnato che la Pianura Padana non è soggetta a movimenti tellurici. Non so quale scuola abbia frequentato, ma le hanno insegnato male! Qui c’è la relazione dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia http://www.ingv.it/primo-piano/comunicazione/2012/05200508/ che in sintesi riporta il fatto che il contesto sismotettonico dell’area è in grado di generare un terremoto come quello effettivamente avvenuto. Sempre riguardo la sismicità dell’area, le ricordo che poco più di un mese fa la Regione Emilia Romagna ha negato l’autorizzazione a realizzare uno stoccaggio naturale di gas in località Rivara (Comune di San Felice sul Panaro) perchè in una zona sismicamente attiva.
    Lei sente puzza di qualcosa, io vedo solo un guazzabuglio di informazioni scorrette, non verificate e prive di alcun fondamento scientifico.

    • Sarevok:

      ovvia, qualcuno ha capito quale era la critica fondamentale
      anche a me tecniche come il fracking non vanno a genio, ma stabilire senza prove che il terremoto di domenica è colpa di questa tecnica è solo disinformazione
      inoltre non esistono zone non sismiche, varia solo la probabilità degli eventi, e una bassa probabilità è diversa da impossibile

      • Lino Bottaro:

        Caro Sarevok, lei crede di poter dire con sicurezza che i terremoti non sono riconducibili alle perforazioni?
        Allora le giro la frittata e chiedo: lei può stabilire (senza prove come farei io), che l’attività sismica non è riconducibile a prospezioni geologiche, estrattive varie?
        Allora visto che prove di una ben precisa attività estrattiva in un preciso posto ad una data ora non le abbiamo entrambi, non bastano gli elementi che ho prodotto per chiedere al ministro, che queste attività ha autorizzato, di informarci? Se ci sono migliaia di casi analoghi in America dove i terremoti non esistevano ed inspiegabilmente sono apparsi con il fracking, ciò non ci autorizza a fare un parallelo con l’Italia? O pensa che queste sconcezze qui non si facciano? Che esista uno Stato che bada al bene comune?
        Le do un consiglio caro amico: si faccia venire qualche dubbio!
        Con simpatia

  • C’è una costante nell’attività degli speculatori, indipendentemente che il loro campo d’azione sia la salute umana, il territorio o la finanza: acquisire il massimo dei profitti con il minimo dei costi e scaricare questi ultimi sulla collettività.
    Lo hanno sempre fatto. Tuttavia, ci sono larghi strati della popolazione che non sono d’accordo con tale andazzo e avanzano richieste di rispetto della salute umana e del territorio.
    Per fronteggiare queste difficoltà, gli speculatori, che nel caso specifico si chiamano petrolieri, hanno creato task force di loro dipendenti il cui compito è depistare le indagini e disinformare, in modo da tranquillizzare quanti si sentissero preoccupati per le conseguenze delle loro azioni.
    Anche questo è un fatto incontrovertibile.
    Io che non sono un geologo non posso sapere con certezza se il fracking causi terremoti, ma non posso nemmeno credere a quanti hanno conflitti d’interesse, ovvero a geologi che siano pagati dalle industrie del settore. Ci vorrebbe un geologo indipendente, ma sono rari perché se non lavori con le ditte che sfruttano il territorio, non lavori proprio e la disoccupazione è una brutta bestia, per tutti, anche per i geologi.
    L’ideale sarebbe un giornalismo indipendente, visto che la regola del ricatto occupazionale vige anche per i giornalisti, e andare sul posto, in Basilicata o al largo delle Tremiti a vedere, di visu, cosa sta succedendo, sentendo magari l’opinione della gente.
    Non è necessario essere laureati in geologia per sapere se una certa attività è buona o cattiva.
    Ma chi di noi può andare in loco a verificare?

  • Maksimiljan Kodzak:

    Credo che il problema sia proprio la non garanzia sul controllo di tali pratiche. Il fatto e’ che possono fare quello che vogliono e chi glielo impedisce? Il governo? Suvvia… Non siamo complottologi per caso… ;) Il governo (qualunque… e la storia a darci ragione) se ne infischia delle conseguenze sul territorio e sulla popolazione, basta che nessuno lo sappia. E come puo’ effetivamente un cittadino comune andare a controllare cosa diavolo stanno combinando? Per i debunkers e’ tutto ok se il governo/stato/media “autorevole” dice che lo e’. Per noi no! E’ una brutta bestia la paranoia :D Ecco perche’ persino condivido l’articolo precedente, perche’ richiede a chi di dovere di dare spiegazioni su pratiche sospette. Poi, come ho detto, potrebbe essere una preocupazione eccesiva, ma intanto si evidenzia il problema. Non vorrei che saltasse fuori dopo anni, quando ormai il danno (enorme) e’ stato gia fatto.

    Per i terremoti e’ un’altro discorso. Difficile che qualcosa di completamente artificiale provochi terremoti, ma puo’ incentivarli. Ecco, perche’ penso che lo stesso HAARP (e smili) non provochi terremoti, ma puo’ indurli (in certe zone particolarmente sismiche) e portare alle massime conseguenze la loro forza distruttiva. Stiamo parlando di un equilibrio di forze particolarmente delicato.

  • Stefano:

    Scusate, ma se quello che c’è scritto quì è vero, questi porci hanno trovato il modo per farci fuori tutti senza nemmeno scatenare la terza guerra mondiale.

    http://dioni.altervista.org/Fukushima.html

  • Inquisizione:

    Che il fracking crei devastazioni sismiche è provato.
    Che questa pratica disumana sia ammessa ed effettuata in pianura padana è provato.
    Che ci sia stato un terremoto “strano” in una zona a bassissimo rischio sismico è provato.

    La correlazione NON è diretta, ma chiunque la escluda per principio è in malafede e complice di EVENTUALI danni gravissimi.

  • Antizionism:

    Ma quanti “venduti” ci sono in questo paesuculo di ladri e m******?
    Farebbero e direbbero di tutto per quattro soldi! non per ignoranza …per quattro soldi!
    che gente di m*****!

  • massimo:

    Esiste un comitato di cittadini, del comune di San felice sul Panaro, che nel 2008 ha inviato una relazione tecnica ai ministeri competenti riguardo a rischi sismici in seguito alla realizzazione di “stoccaggi di gas in acquifero in Italia nella nella circoscrizione di Rivara.

    http://comunesanfelice.net/tecnico/images/stories/Stoccaggiogasrivara/comitato%20ambiente%20e%20salute%20di%20rivara-%20osservazioni%20ostative%20al%20progetto%20di%20stoccaggio%20con%20allegati.pdf
    In questa relazione mi colpisce il punto seguente:
    “La tecnologia di stoccaggi di gas in acquifero in Italia non è mai stata
    utilizzata; pertanto a seguito delle considerazioni geologiche sopra riportate,
    si ritiene che il progetto presentato non offra garanzie di sicurezza per le
    popolazioni interessate.
    5.- Nel documento ERS_01_0_00_ R_SIN_01_00 Capitolo 3 dal titolo
    “Perché un nuovo stoccaggio a Rivara” a pagina 7 si legge: “… è in
    un’area debolmente sismica. Lo stoccaggio non influisce sulla sismicità
    attesa. Un terremoto non causerà nessun danno…”
    Tali affermazioni apodittiche sono in contrasto con asserzioni dubitative
    formulate dalla proponente in altre documentazioni prodotte e non tengono
    conto dell’accertata esistenza di una faglia attiva codificata da INGV con
    sistema DISS 3.1.0: Seismogenic Source ITCS051 – Novi-Poggio Renatico.
    La faglia in questione viene associata ad una massima magnitudo pari a Mw
    5.9 scala Richter.”
    Praticamente ci dicono :non fate operazioni troppo invasive in quelle terre perchè c’e’ una faglia attiva. Anche altri esperti come Davide Scrocca, dell’Istituto di geologia ambientale e geoingegneria, Igag del Cnr ci mette in guardia “La fratturazione delle rocce, spiega Scrocca, ”comporta dei piccoli tremori sismici ma non creano problemi e a volte sono anche impercettibili. Il problema c’e’ se il processo di estrazione viene fatto in zone dove ci sono delle faglie attive”. In quel caso, ”si rischia di indurre un terremoto che ci sarebbe stato comunque”.
    http://www.meteoweb.eu/2012/01/shale-gas-grande-opportunita-ma-attenzione-ai-rischi-ambientali/110040/
    Quindi sia che noi trivelliamo e sia che noi pompiamo gas in stoccaggi sotterranei possiamo variare l’equilibrio geologico delle zone che hanno faglie attive.
    La società che dovrà realizzare in quelle zone gli stoccaggi,che il comitato di cittadini non vuole, chiarisce all’ agenzia Radiocor ,oggi 21 maggio,:”Non e’ stato stoccato gas sotto le aree del modenese. Lo affermano dalla sede di Erg Rivara Storage (Ers), joint venture che fa capo all’85% al gruppo Independent Resources e al 15% al gruppo Erg dei Garrone, a precisazione di alcune ipotesi circolate nei giorni scorsi. “La nostra societa’ – riferiscono all’agenzia Radiocor alcuni responsabili di Ers – si e’ limitata alla fase di ricerca, in corso da circa un anno, che non prevedeva iniezioni di gas ma approfonditi studi a livello geotermico per accertare sicurezza, tenuta e funzionalita’”.
    http://www.borsaitaliana.it/borsa/notizie/radiocor/prima-pagina/dettaglio/nRC_21052012_1249_123173691.html
    La società ci informa che hanno fatto nell’ ultimo anno solo verifiche geologiche,ma ci spiega “Modena 2000″, sul suo sito, come la società le attua. “Le prospezioni geofisiche a riflessione funzionano con lo stesso principio delle ecografie.. le onde vengono provocate utilizzando piccole cariche di esplosivo sistemate in pozzetti sigillati profondi dai 10 ai 20 metri ..Saranno verificate la capacità della roccia serbatoio di contenere gas, la completa tenuta della roccia di copertura, la sismicità locale e l’eventuale influenza che lo stoccaggio potrebbe avere su di essa…la perforazione di 3 pozzi con una serie di analisi e monitoraggi. .. interesserà i comuni di San Felice sul Panaro, Finale Emilia, Mirandola, Medolla e Camposanto”… e poi prosegue la società nell’ illustrare il tutto..”Nel caso dell’accertamento tecnico di Rivara la detonazione sarà minima, e verrà avvertita solo nelle immediate vicinanze del pozzetto: il terreno non subirà alcun cambiamento e le zone abitate non saranno per nulla interessate. Ogni eventuale disturbo verrà in ogni caso compensato o rimborsato.”
    http://www.modena2000.it/2012/04/27/gas-rivara-erg-rivara-storage-ha-presentato-il-programma-di-accertamento-autorizzato-dal-decreto-di-via/
    Mi domando se sia opportuno effettuare questo tipo di lavorazioni in zone a così rischio sismico. Mettere delle cariche esplosive per verificare la tenuta delle cavita terrene, in una faglia attiva, mi sembra di capire sia un po’ pericoloso.

  • Maksimiljan Kodzak:

    Spero di fare un servizio utile: propongo un’incredibile invenzione di Pierluigi Ighina (che consoscevo gia’, ma non ero a conoscenza di tutte le sue invenzioni) della valvola contro il terremoti. Sembra funzionare! Tentar non nuoce… io intanto ho salvato sul mio pc le schede e disegni tecnici. Li posto anche qui, se qualcuno se ne interessera’: – http://ighina.wordpress.com/2012/05/20/e-la-valvola-non-ce-pi/
    - http://cambiomondo.wordpress.com/2010/12/19/replicata-la-valvola-antisismica-di-ighina/

  • A Lino Bottaro:
    Sono stato censurato immotivatamente da Giornalettismo, nello stesso articolo da me linkato. Avevo scritto pacatamente una mia opinione riguardo alle motivazioni per le quali lo Stato italiano potrebbe mettere bombe in virtù di quella che viene chiamata “strategia della tensione”.
    Censurando il mio commento, Giornalettismo si mostra per quello che è: un sito depistante, covo di vipere e di sciocchi debunkers.
    Da oggi ha perso un lettore, me.
    Un sincero grazie a Stampa Libera, che è tutta un’altra cosa.

  • Lino Bottaro:

    Caro Roberto meno male che te ne sei accorto! Credimi Stampa Libera è tutta un’altra cosa non c’è donchisciotte o fatto o giornalettismo che tengano!! Siamo ormai attorno ai 20.000 lettori giorno e andremo avanti!! Guarda l’articolo che ho postato sui pozzi e poi mandalo a quei decerebrati che ti hanno bannato il commento!
    A presto

  • santluis:

    A tutti i lettori di SL ed debunkers compresi,naturalmente:
    l’ignoranza e’ una brutta malattia, ma continuare e perseverare nell’ignoranza e’ malattia
    peggiore del CANCRO-almeno da quello ogni tanto si si salva-l’ignorante e i debunkers sono quelli che pensano di saper sempre una pagina in piu’ del libro dopo aver letto la parola fine.
    Alzi la mano quanti di voi hanno mai lavorato in perforazione,quanti di voi hanno mai visto una trivellazione petrolifera dal vivo se non in TV od al cinema!Io sottoscritto, conosco bene come funzionano e che pro e contro comportano-e vi posso dire che sono molti CONTRO che pro e quante porcherie chimiche vengono pompate sotto e dentro la terra.
    Ci sono stato 35 anni in perforazione-ricerche minerarie-petrolio ed acqua ma, le piu’ dissestanti sono proprio le ricerche petrolifere-prima-durante e dopo.Non posso dire con convinzione se il terremoto nella pianura padana sia successo per via del “fracking”
    ma vi posso dire una cosa-quando togli dalle cavita’del sottosuoloqualche cosa- naturalmente resta il vuoto-e nel fracking, anche se viene iniettato della sabbia nelle aperture, la sabbia non sa’ mai come la roccia madre per il solo fatto che non e’ compatta e non essendo compatta(granelli) e’ scivolosa;aggiungete il tutto in una zona sismica qual’e’ l’Italia piena di faglie…….e potete calcolare le probabilita’di eventi strani.
    Non mi dilungo ancora,dovrei scivere un trattato sulle tecniche di perforazione….sono in pensione ormai e non mi interesso piu’ se non sporadicamente di certe cose ma, spero di aver fatto comprendere-specie ai debunkers come funzionano certe cose.
    Poi, metteteci pure l’ignoranza e la corruzione dei parassiti al governo e la cinquina e’ fatta. Buona giornata.

  • Giusto per rimanere in tema di tecniche di “fracking” lascio di seguito il link di un interessantissimo articolo letto stamane:
    http://www.zcommunications.org/how-rural-america-got-fracked-by-ellen-cantarow
    Riguarda le ex spensierate colline del Wisconsin.
    Quando si parla di fracking, purtroppo, non ci si può riferire soltanto ai terremoti artificiali.
    E’ necessario valutare l’impatto socio-ambientale nella sua devastante ampiezza.
    L’inquinamento delle falde acquifere in primis (http://www.ecoblog.it/post/13971/il-fracking-causa-linquinamento-delle-falde-acquifere) con conseguenziale ripercussione sui prodotti della terra, sul ciclo biologico e sulla catena alimentare.
    Per non parlare poi del depauperamento naturale e dell’erosione del territorio.
    Perseguire (in nome di un distorto disegno economico fatto di crescita produttiva fine a stessa) un modello di sviluppo che non contempli nessuna lungimirante visione del futuro delle ns generazioni… Perseguire tale disegno, in nome dell’avidità, del possesso, del dominio…è quanto di più assurdo io possa immaginare.
    Sarebbe molto più economico ed efficacie volgere l’attenzione e la ricerca su altri progetti di sfruttamento dell’energia a minor impatto ambientale…che pure esistono!
    Ed insegnare l’utilizzo civico delle risorse, direttamente nelle scuole, sin dall’infanzia.
    Ridurre lo spreco che ogni giorno, inconsapevolmente ed incoscientemente, pratichiamo rispetto al ns troppo scontato benessere.
    Potrei continuare per ore ma per ora mi fermo.
    Un saluto,
    Emloamf

  • ZioBill:

    Fracking in Svizzera.
    Basilea, Svizzera, fine 2006 inizio 2007, fratturazione a 5 Km di profondita’ per progetto geotermico della Geopower, vari terremoti, progetto annullato.
    http://www.swissinfo.ch/ita/Prima_pagina/Archivio/Un_progetto_geotermico_fa_tremare_Basilea.html?cid=5618254

  • Andrea:

    Se davvero è colpa delle società petrolifere americane andrebbero sterminati i dirigenti di quelle imprese

  • Lorenzo77:

    Ringraziamo tutti il governo del sig.Monti ed il suo staff (in particolare Stefano Saglia) e di tutti i venduti che firmano carte bianche ai petrolieri. Ma d’altronde è evidente che Monti è arrivato proprio per rendere l’Italia appetibile ai mercati bisogna ammettere che sta svolgendo il suo compito in maniera impeccabile….. I politici locali delle zone interessate dal sisma di cui si sa essere responsabili degli accordi presi con i petrolieri NON DEVONO ESSERE VOTATI. Devono morire socialmente e politicamente, utilizzate l’unica arma che abbiamo a disposizione: il voto. Devono sentirsi sgraditi anche al bar quando prendono il caffè questi bastardi

  • Gianna Messori:

    Leggi che ti leggi, cosa salta fuori? NOMISMA, la società di Prodi e della moglie Franzoni, che lavorava pure per il governo (sfornava statistiche. Ma non c’era già la superpagata ISTAT?). Ma tu guarda i casi della vita. E dire che non credo mai alle coincidenze…

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