Terra Futura: Cia, donne in campo incontrano ambientalista Vandana Shiva
24 Maggio 2012 – 10:51
(ASCA) – Roma, 24 mag – Un vibrante appello per la difesa della biodiversita’, un patrimonio che l’uomo sta pericolosamente depauperando, con migliaia di varieta’ vegetali e specie animali che stanno scomparendo in Italia e nel Pianeta. Per questo, le donne imprenditrici della Cia scendono ”in campo” e, all’interno della manifestazione ”Terra Futura”, promuovono un incontro dibattito sul questa importante materia, ospitando l’attivista e ambientalista indiana, Vandana Shiva. La biodiversita’, secondo le ”Donne in campo” e’ di ”vitale importanza per l’uomo, visto che determina la fonte di cibo, acqua e aria pulite e svolge un’attivita’ di stabilizzazione climatica, veicola l’impollinazione delle specie vegetali selvatiche e coltivate e funge da protezione per le inondazioni. E’ una garanzia di equilibrio biologico per tutti gli habitat terrestri e quindi di salute per l’uomo”.
”Il nostro patrimonio genetico animale e vegetale, pero’, e’ provato – spiegano le Donne in campo – da una selezione esasperata, dall’impatto dell’attivita’ umana e ‘perde pezzi’ sempre piu’ velocemente. Il ritmo di estinzione delle specie e’ oggi mille volte superiore a quello naturale.
L’Italia e’ uno dei paesi europei piu’ ricchi di biodiversita’ sia animale che vegetale e lo stato d’Europa che conta il maggior numero di specie di piante con semi.
Anche la biovarieta’ italiana pero’ e’ messa in pericolo da molti fattori.
Le donne giocano un ruolo importante in agricoltura nell’uso e nel mantenimento delle risorse naturali, nella difesa del territorio e, non ultima, nella difesa della biodiversita”’.
Molte associate Donne in Campo sono impegnate da anni nella conservazione di semi a rischio scomparsa, nella coltivazione di varieta’ antiche di frutta e vegetali, nella preservazione di razze animali a rischio estinzione. Questa libera attivita’ si rivela quasi sempre un vantaggio economico e un fattore di competitivita’ che, evitando danni ambientali, aumenta la sicurezza in tempi di cambiamenti climatici. Riconnettere gli agricoltori alla natura: e’ questo il proposito dell’iniziativa di domani.





























Se è vera la storia della moria di api nel pianeta Terra, cosa molto probabile visto le porcherie con cui irrorano i nostri cieli, tempo cinque\dieci anni navigheremo a vista nel guano, mentre l’élite di cabalisti se la spasserà in festini e bunga bunga in lussuosissime basi sotterranee. Potrebbe essere un’ipotesi quella della depopolazione mondiale attraverso lo sterminio delle api con l’ausilio delle chemtrails. Quando sarà tutto finito usciranno come topi di fogna dalle loro tane per ripopolare il pianeta con le loro banche genetiche e magari implementare l’uomo nuovo, l’ultima generazione di schiavo del terzo millennio.
Io tutte queste donne che “giocano un ruolo importante in agricoltura” devo ancora incontrarle.
L’associazione “Donne in campo” potrebbe essere un elemento funzionale all’agricoltura convenzionale improntata a un sistematico avvelenamento della terra.
Cioè, anche gli agricoltori che fanno largo uso di veleni possono dire: “Ecco, vedete, anche noi siamo ecologisti!”. Un po’ la stessa tecnica da bispensiero usata dai cacciatori.
Inoltre, affermare che la biodiversità e di “vitale importanza per l’uomo” significa rimarcare quell’antropocentrismo che sta alla base di ogni fallimento etico e che ci pone da millenni gli uni contro gli altri, oltre che contro la natura stessa.
E’ una base filosofica sbagliata che va respinta.
quando sento la parola biodiversita’… comincio non so perche’ ad avere uno effetto orticaria sul corpo!
Iiihhh, perché tu hai tendenze……penniane!
Sono una donna, sicuramente femminista e conscia del mio potere e del mio ruolo.
Penso che le donne, come gli uomini, siano esseri pensanti con una dignita’.
Non amo le organizzazioni femminili piu’ delle organizzazioni maschili: promuovono solo una separazione quando, visti i tempi, ci si dovrebbe unire e collaborare come non mai.
Ho acquistato un pezzo di terra e scoperto tante cose dietro il bio che non avrei mai immaginato.
Optero’ per un orto sinergico e, dato che sono donna e faccio la spesa, continuero’ a non comperare i prodotti non etici.
A mettercisi di impegno rimane veramente poco da acquistare ma il lato buono della cosa e’ che posso fare molto, in maniera incisiva, collaborando con la mia famiglia e, non da disprezzare, risparmiando un bel po’.
Senza bisogno di farlo “contro” gli uomini e con tutto il rispetto per Vandana Shiva.