In passato ci siamo già occupati dello IOR (qui) e della lotta interna al Vaticano (qui), con i suoi riflessi in Italia nel mondo.
Fonte: ANSA
ROMA - “Sono dibattuto tra l’ansia di spiegare la verità e il non voler turbare il Santo Padre”. Lo dice all’ANSA Ettore Gotti Tedeschi, ieri sfiduciato dalla presidenza dello Ior. “Il mio amore per il Papa – aggiunge – prevale anche sulla difesa della mia reputazione vilmente messa in discussione”.
Gotti Tedeschi parla a poche ore dalla decisione del board dello Ior che ieri sera lo ha sfiduciato e da una parte si dice “dibattuto”, dall’altra conferma il suo sentimento verso Benedetto XVI. “Non voglio dire nulla per ora – ha detto – perché sono ancora dibattuto tra l’ansia di spiegare la verità e non voler turbare il Santo Padre con dette spiegazioni. Il mio amore per il Papa oggi prevale su ogni altro sentimento, persino di difesa della mia reputazione che vilmente viene messa in discussione”.
GOTTI TEDESCHI SFIDUCIATO,LASCIA GUIDA IOR
di Fausto Gasparroni
Finisce l’epoca di Ettore Gotti Tedeschi alla presidenza dell’Istituto Opere di religione (Ior), la “banca” vaticana al cui vertice sedeva dal 2009. L’economista e banchiere è stato infatti sfiduciato all’unanimità dai membri dal Consiglio di Sovrintendenza dell’Istituto: una decisione ampiamente condivisa tanto che contro Gotti Tedeschi ha votato anche il rappresentante della sua stessa banca di provenienza, il Banco Santander. Le motivazioni ufficiali, rese note dallo stesso board dello Ior, sono le contestazioni su gravi carenze nella governance dell’istituto, ma da autorevoli fonti vaticane si apprende che Gotti tedeschi sarebbe anche accusato di essere uno di coloro che negli ultimi tempi avrebbe fatto filtrare all’esterno notizie riservate del Vaticano. Interpellato dall’ANSA, Gotti Tedeschi non ha voluto rilasciare alcun commento. “Preferisco non dire nulla – ha detto raggiunto telefonicamente – altrimenti dovrei dire solo brutte parole. Abbiate pazienza”. Ha dichiarato comunque questa sera la Sala stampa vaticana che, nel tempo, la governance dell’Istituto “ha destato progressiva preoccupazione nel Consiglio e, nonostante ripetute comunicazioni in tal senso al prof. Gotti Tedeschi, presidente dell’Ior, la situazione è ulteriormente deteriorata”. Quindi, dopo una delibera, “il Board ha adottato all’unanimità un voto di sfiducia del presidente, per non avere svolto varie funzioni di primaria importanza per il suo ufficio”. Il board – recita la nota emanata dallo stesso organo dello Ior – adottando la mozione di sfiducia ha quindi “raccomandato” a Gotti Tedeschi “la cessazione del suo mandato quale Presidente e membro del Consiglio”. I membri del Consiglio si sono detti “rattristati per gli avvenimenti che hanno condotto al voto di sfiducia, ma considerano che quest’azione sia importante per mantenere la vitalità dell’Istituto”. Il Consiglio adesso “guarda avanti, al processo di ricerca di un nuovo ed eccellente presidente, che aiuterà l’Istituto a ripristinare efficaci ed ampie relazioni fra l’Istituto e la comunità finanziaria, basate sul mutuo rispetto di standards bancari internazionalmente accettati”. L’uscita di scena di Gotti Tedeschi sarà ratificata domani dalla Commissione Cardinalizia di vigilanza, presieduta dal cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone, alla quale appartiene il potere decisionale. Verrà formalizzata anche la nomina di un presidente ‘ad interim’, che sarà l’attuale vice presidente Ronaldo Hermann Schmitz, rappresentante della Deutsche Bank nel Consiglio Ior. La “banca” vaticana, dunque, torna ad attraversare un periodo di turbolenza, con il quale questa volta avrebbe a che fare anche il caso ‘Vatileaks’, cioé la pubblicazione di notizie e documenti riservati del Vaticano che negli ultimi tempi hanno fatto molto discutere. Gotti Tedeschi – da quanto si é appreso da autorevoli fonti – sarebbe tra i sospettati di aver fatto filtare notizie riservati. Questo si è aggiunto alle preoccupazioni e alle contestazioni sulla gestione dello Ior, sulle quali l’ormai ex presidente non avrebbe dato risposte adeguate. L’estromissione del “banchiere del Papa”, non avrebbe a che fare, invece, dicono ancora fonti vaticane, con l’attuazione delle nuove normative vaticane in materia di anti-riciclaggio
Il maggiordomo del Papa non è solo. In Vaticano spuntano nuovi corvi
Lo hanno preso. Sarebbe lui, uno della “famiglia pontificia” (l’insieme di persone al servizio del Papa che vivono nell’Appartamento Papale), ad aver trafugato carte e documenti segreti vaticani. Come abbia fatto per almeno un anno lo dovranno scoprire i magistrati vaticani: per il momento la vicenda dei Vatileaks, delle carte più o meno riservate uscite dai Sacri Palazzi con risultati di vario genere, dal presunto “complotto” per uccidere Benedetto XVI allo scontro furibondo sul controllo dell’Istituto Toniolo (la cassaforte dell’università Cattolica), passando per i documenti sul caso Boffo pubblicati in questi giorni da Gianluigi Nuzzi nel suo libro “Santo Padre”, sembra essere arrivata ad un punto. Non sappiamo se sarà il punto fermo, ma è certamente un punto di svolta. Che l’aiutante di camera del Papa sia IL corvo, su questo non è certo facile mettere la firma. Difficile credere all’esistenza di UN solo corvo: in realtà, come abbiamo raccontato su Affaritaliani in questi mesi convulsi per la Santa Sede, i corvi sono molti di più e alcuni di essi hanno scelto di prendere carta e penna o far uscire qualche documento perché stanchi dell’attuale vuoto di potere generatosi in Vaticano.
NON È FINITA- È inutile illudersi: con quest’operazione della Gendarmeria le cose nella Chiesa non cambieranno. Gli ecclesiastici continueranno a mugugnare e a criticare. È sotto gli occhi di tutti che vari personaggi collegati o collegabili al cardinale Segretario di Stato, Tarcisio Bertone, non abbiano dato sufficiente prova delle loro migliori qualità. Passi improvvidi, interviste rilasciate alla stampa in cui alcuni di essi si sono perfino spinti a smentire frizioni tra Benedetto XVI e Bertone (neanche fossero Padre Federico Lombardi, il portavoce Vaticano); documenti scappati fuori dalle Mura Leonine contenenti ufficiose precise accuse di corruzione, diffamazione e appropriazione indebita e altrettante puntuali smentite ufficiali; biglietti di raccomandazione o promozione per questo e quel “figlioccio” veri o presunti: Vatileaks non ha mostrato una buona immagine della Chiesa. Ma non è con clamorosi arresti che si cambia la Chiesa o si ascolta l’umore dei propri sottoposti. Né, tantomeno, processando i giornalisti che quei documenti hanno pubblicato. I giornalisti – piaccia o meno ad anime belle e meno belle – fanno il loro mestiere. E la Barca di Pietro dovrebbe essere forse più attenta, pena morbose attenzioni e ulteriori fughe di documenti.
I CORVI CONTRO BERTONE- Una cosa è certa: i corvi non si fermeranno. Sono figli del malcontento e della critica al cardinal Bertone, degnissima persona e altrettanto degno ecclesiastico ma che non sempre ha purtroppo incontrato il favore dei diplomatici vaticani; avvertono un vuoto di potere in fondo fisiologico a causa dell’età del Pontefice e la salute non sempre in grado di assisterlo (la pedana mobile, gli impegni centellinati, e così via). Le continue illazioni su un prossimo conclave, i futuribili scenari delineati in questi mesi (dimissioni del Papa e quant’altro), non si fermeranno. Il Papa è anziano e non è persona da alzare la voce come a volte è stato dipinto, non è nel suo stile: è un uomo più che onesto, ma che lascia sedimentare - a volte – situazioni delicate. Sta compiendo, per quanto possibile, la sua missione: ha sopportato accuse infamanti e immeritate nei giorni amari dello scandalo dei peti pedofili nel 2010; ha intrapreso una riforma per la trasparenza bancaria non sempre apprezzata; e ha ricordato ai cardinali in occasione del Concistoro del febbraio scorso che è lui il Papa ed è lui a reggere il timone della Chiesa. Ma questo ai corvi ed agli scontenti non è evidentemente bastato.
BERTONE RESTA. FORSE- Che cosa succederà domani? Difficile immaginare al momento una defenestrazione di Bertone. Non pare ci sarà: nella grande diplomazia e tra i grandi nomi nessuno sembrerebbe disposto a smuovere mari e monti per arrivare, domani, a fare il Segretario di Stato per un tempo relativamente poco lungo. C’è chi dice in queste ore che l’asse Bertone-Ratzinger si sia indebolito, che tra qualche mese anche don Tarcisio dal Canavese andrà in pensione ed al suo posto arriverà, chissà, forse il cardinale Mauro Piacenza o un tedesco, magari il cardinale Schonbron di cui abbiamo già scritto. Ma la sensazione, in tanti, è invece che l’asse si sia rafforzato per due motivi: il primo, nel fatto che le sibilline dichiarazioni dell’appena licenziato ex presidente dello IOR Ettore Gotti Tedeschi, che ha detto di tacere per non turbare il papa, potranno essere usate dai sostenitori di Bertone a conferma della sua serietà e saggezza nello scegliere i collaboratori; il secondo, nel fatto che una giustizia efficiente e relativamente rapida, che in pochi mesi scopre il colpevole e lo assicura alla giustizia, è la miglior garanzia per lanciare un segnale a tutti i corvi che, appollaiati nei sacri corridoi, aspettavano il loro turno per cantare. Ma lo stormo è grande, a differenza di quel che possono pensare nei Sacri Palazzi. Magari gracideranno, ma i corvi canteranno ancora.
































Pare abbiano individuato lo spifferone VaticAno.
http://www.lettera43.it/attualita/vaticano-corvo-in-manette_4367552149.htm
Giov II. 13 Si avvicinava intanto la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. 14 Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe, e i cambiavalute seduti al banco. 15 Fatta allora una sferza di cordicelle, scacciò tutti fuori del Tempio con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiavalute e ne rovesciò i banchi,
Chissa’ quante teste mozzate ci saranno negli scantinati dello IOR…
IL SANTO PADRE! E cosa c’e’ di cosi santo in una persona che manipola fior fior di quattrini? La facessero finita. A questi SIGNORI INTERESSANO SOLO I SOLDI ED IL POTERE. I tempi purtroppo per loro stanno cambiando. Sara’ sempre piu’ difficile tenere sotto scacco le persone con le loro fesserie. Dio per me e’ amore,pace, uguaglianza,solidarieta’,semplicita’,onesta’,trasparenza.
Ci sono più di un Corvo, tra i quali pure una donna molto vicina al papa.
http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/vaticano-ano-ano-c-anche-una-donna-tra-i-corvi-del-vaticano-una-laica-39462.htm