
...lo hanno detto chiaro e tondo: applicare piano di pace, mobilitazione, risposta internazionale forte!
I governi fantoccio d’Europa diretti da Gran Bretagna, Israele, Usa si offrono per entrare in guerra contro Siria, Iran, ben sapendo che trascineranno dentro anche la Russia e la Cina. E’ un piano suicida, scellerato, già programmato e dato per scontato dai dominanti. L’incendio dell’Europa e del medio Oriente servirà a far collassare le civiltà europee nell’estremo tentativo di salvare la macchina infernale della speculazione finanziario bancaria basata sul dollaro e sulla sterlina oltre che sulla soppraffazione militare..
Nei paesi europei non vi è nessun allarme, la popolazione ha da pensare alla sua crisi e continua nella sua stupida e disastrosa incoscienza e vigliaccheria. I politici venduti ai poteri mondialisti occultano per bene ogni anelito di giustizia, ogni allarme proveniente dalla società civile.
L’Europa, presa dai suoi casini finanziari non vede l’ora di andarsene in ferie e sarà in quel momento che gli assassini mondialisti daranno fuoco alle miccie.
Ricordate cari lettori, lanciammo analoghe previsioni per la Libia. Con ciò non pensiamo che questo sia un epilogo irreversibile e improcastinabile. Le nazioni parassite dell’Europa potrebbero collassare prima di produrre danni e a questo punto ce lo auguriamo.
Tuttavia da quasi un anno con criminale determinazione i Nostri, disinformano sulla guerra infida che già conducono per procura utilizzando un esercito privato fatto di milizie criminali, terroristi comuni, autentici squartatori. I morti sono contati solo fra gli invasori e più volte per giunta. Con una pratica di aggressione sistematica e di assassinio della popolazione inerme favorevole ad Assad, una schiera di paesi sciacalli che va dall’Arabia Saudita, all’emiro del Qatar, oltre alla Turchia e Israele, fomenta disordini, esegue attentati, elimina i militari ed i loro famigliari.
Come in Libia gli europei alterano, anzi sovvertono la verità, derubando miseramente per conto delle banche occidentali, la Siria e l’Iran dei loro beni depositati nelle stesse banche. I politici camerieri Nato di Italia, Francia e Gran Bretagna, stanno ancora una volta pianificando la distruzione di nazioni libere e indipendenti che, colpevoli solo di non essere asservite al nuovo ordine mondiale anglousraeliano, devono essere distrutte come civiltà e modello. Se tutto questo nuoce gravemente ai nostri interessi nazionali non importa ai nostri venduti ed ai nostri burattinai, ovviamente, ma anzi, questo progetto è parte del piano prestabilito di sconquasso continentale. La lista degli stermini e delle nazioni distrutte si sta facendo lunga oramai: Iraq, Serbia, Afghanistan, Libia, Somalia e altre.
Come sempre dalla stampa serva escono solo belati di concorso e consenso alla pratica criminale di distruzione dei paesi liberi. I meschini sembra siano ovunque in questo finale di partita. Sparito Sarkozy, il sionista ungherese imposto dalla Cia alla guida della Francia, oggi abbiamo un altro zerbino e per giunta massone: Hollande. Un pò come per noi essere passati da Berlu a Monti.
L’Europa terrorizzata è oramai in mano atlantica sia a destra che a sinistra. Al potere vanno solo i loro uomini e resteranno fino a quando questo castello di menzogne, criminalità, non crollerà definitivamente per eccesso di stupidità.
LB
Siria: Terzi condanna strage di Hula, applicare piano di pace
26 Maggio 2012 – 15:00
(ASCA) – Roma, 26 mag – ”Il Ministro degli Esteri, Giulio Terzi, condanna con fermezza l’esecrabile strage di civili condotta dalle forze di sicurezza siriane ad Hula e torna a chiedere la immediata applicazione del piano di pace previsto dalla risoluzione del CdS 2043, a cominciare dall’assoluta cessazione delle violenze e dal libero ingresso in Siria delle organizzazioni umanitarie per fornire assistenza alla popolazione vittima della repressione”. Lo riferisce una nota della Farnesina.
”Il nostro Paese – continua la nota – guarda con forte attenzione alla prossima riunione del CdS in cui l’inviato delle Nazioni Unite e della Lega Araba riferira’ sugli sviluppi della situazione e alla convocazione del Gruppo degli Amici della Siria che e’ opportuno torni presto a riunirsi, perche’ in tali sedi venga compiuta un’accurata valutazione degli sforzi di pace e siano formulate ulteriori indicazioni sulla strada da percorrere per porre tempestivamente termine ad una situazione che la comunita’ internazionale non puo’ piu’ accettare”.
Siria: Francia condanna ”massacri” di Houla. Chiede mobilitazione
26 Maggio 2012 – 12:47
(ASCA) – Roma, 26 mag – La Francia condanna i ”massacri” di Houla, in Siria, e le ”atrocita”’ inflitte al popolo siriano e chiede alla comunita’ internazionale di mobilitarsi ulteriormente. Lo ha detto questa mattina il ministro degli Esteri francese, Laurent Fabius. ”Prendo immediatamente contatti per riunire a Parigi il Gruppo dei Paesi amici della Siria”, ha aggiunto Fabius in un comunicato, denunciando una ”sanguinosa deriva” del regime di Damasco dopo la morte di oltre 90 persone, di cui 24 bambini, nella regione di Houla.
Siria: Londra chiede risposta internazionale forte a massacro
26 Maggio 2012 – 18:55
(ASCA-AFP) – Londra, 26 mag – Londra chiede una ”risposta internazionale forte” all’ultimo massacro siriano, accaduto a Hula, dove sono stati uccisi 92 civili, dei quali almeno 32 sono bambini.
”Serve una sessione urgente del Consiglio di Sicurezza dell’ONU nei prossimi giorni”. Lo afferma il ministro degli Esteri, William Hague, in una dichiarazione dopo che il monitoraggio delle Nazioni Unite ha confermato le relazioni degli omicidi a Houla.
Siria: Napolitano, tragico errore travestire repressione con stabilita’
25 Maggio 2012 – 17:44
(ASCA) – Roma, 25 mag – ”Commettono un tragico errore i governanti laddove, come nella vicina Siria, respingono con la forza e la violenza le legittime rivendicazioni dei loro popoli, travestendo la repressione sotto le mentite spoglie della stabilita”’. Lo afferma il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, intervenendo alla ‘giornata dell’Africa’ a Villa Madama.
Siria: strage Hula, l’Onu condanna il regime. Obama pensa a esilio Assad
28 Maggio 2012 – 09:10
(ASCA) – Roma, 28 mag – Il Consiglio di sicurezza dell’Onu ”ha condannato nei termini piu’ forti possibili le uccisioni di civili, causate da colpi sparati da vicino e da gravi abusi fisici come confermato dagli osservatori internazionali, di decine di uomini, donne e bambini e il ferimento di altre centinaia di persone”, in combattimenti che hanno ”comportato bombardamenti da parte dell’artiglieria governativa”. I responsabili del massacro ”saranno chiamati a risponderne”.
E’ quanto si legge nel testo della dichiarazione congiunta varata dai Quindici durante un vertice last-minute volto a deplorare il massacro della citta’ di Hula, durante il quale hanno perso la vita 108 persone, di cui 49 bambini e 34 donne uccise a bruciapelo da milizie di Shabiha fedeli al regime di Damasco, secondo quanto riferito dalle opposizioni in Siria.
Alla riunione del Consiglio, convocata in via straordinaria nella notte, ha partecipato in videoconferenza anche il capo della missione delle Nazioni Unite in Siria, il generale Robert Mood.
Tre ore di duro confronto, un braccio di ferro tra le potenze occidentali e Mosca, poi la condanna finale, approvata all’unanimita’, nella quale si ribadisce la richiesta del ritiro delle armi pesanti dalle citta’ siriane come previsto dal piano di pace dell’inviato speciale Kofi Annan. La Russia, principale alleato del presidente Bashar al-Assad, e’ tornata sui suoi passi dopo aver dichiarato di non ritenere responsabile il governo della strage.
Alla misura, sostenuta da Francia e Gran Bretagna, si era infatti opposta la Federazione russa, propensa ad adottare ”una dichiarazione di condanna piu’ generica” senza che il massacro venisse attribuito ai fedelissimi di Assad in vista delle dichiarazioni del ministero degli Esteri siriano, secondo cui ”l’omicidio di civili nella citta’ di Hula e’ un evento tragico che merita di essere condannato” ed ”e’ necessario esaminare seriamente le cause di quello che e’ accaduto”.
Sulla matrice della strage, tuttavia, non vi e’ ancora un responsabile diretto. In una nota diramata ieri dal Palazzo di Vetro, il presidente dell’Assemblea Generale dell’Onu, Nassir Abdulaziz al Nasser, ha chiesto alle autorita’ siriane di porre fine alle violenze rispettando gli impegni assunti nel quadro di un cessate il fuoco fissato il mese scorso. Il vice ambasciatore Igor Parkin non e’ convinto che gli omicidi siano da attribuire alle truppe di Damasco. ”Dobbiamo stabilire se sono state le autorita’ siriane – ha dichiarato – ci sono elementi consistenti per credere che la maggioranza di quanti sono stati uccisi sono stati accoltellati o uccisi con un singolo colpo ravvicinato”.
Secondo Mood le vittime di Hula mostrano segni di colpi di ”schegge” di granata e di colpi d’arma da fuoco sparati a ”bruciapelo”. A fargli eco il segretario generale Ban Ki-moon, che in una lettera inviata durante la riunione del Consiglio ha confermato come le persone siano state trucidate a colpi di artiglieria dei carriarmati del regime.
Unanime la condanna della comunita’ internazionale.
Il ministro degli Esteri Giulio Terzi ha parlato di ”un orribile massacro di civili inermi”, aggiungendo di essere ”in contatto con i partner europei e della regione maggiormente interessati alla crisi in Siria per discutere degli ultimi drammatici sviluppi, a margine della conferenza internazionale sulla Somalia che si aprira’ a Istanbul giovedi’ 31 maggio”.
Gli Stati Uniti si sono detti ”inorriditi. Questi atti – ha aggiunto un portavoce della Casa Bianca – rappresentano un vile testamento da parte di un regime illegittimo che risponde a una protesta politica pacifica con una brutalita’ di indicibile disumanita”’.
A quanto scrive il New York Times il presidente americano Barack Obama starebbe anche pensando ad una soluzione sul modello yemenita: l’esilio di Bashar Al Assad e la permanenza al potere di una parte delle personalita’ della sua cerchia.
Il quotidiano statunitense riferisce che Obama avrebbe gia’ discusso la sua idea con il primo ministro russo Dmitri Medvedev, in occasione del recente vertice del G8 a Camp David e si appresta a parlarne direttamente con il presidente Vladimir Putin durante l’incontro che i due capi di Stato avranno il mese prossimo.
Il ministro degli esteri britannico William Hague si e’ pronunciato ”assolutamente nauseato” dalla strage e ha ricordato che la Gran Bretagna ”ha il potere” di bloccare i dignitari siriani che volessero venire a Londra per le Olimpiadi.
Lo Stesso Ban Ki-moon e l’inviato Kofi Annan hanno criticato ”nei termini piu’ forti” le uccisioni. ”Questo crimine orrendo e brutale – hanno affermato i due in una nota – e’ una flagrante violazione del diritto internazionale e degli impegni che il governo siriano ha assunto sulla cessazione della violenza prevista dal piano di pace”.
L’Alto rappresentante della politica estera dell’Unione europea, Catherine Ashton, si e’ detta ”inorridita dalle notizie del brutale massacro”. In un comunicato diffuso nella notte, il capo della diplomazia europea ha ”condannato questo atto efferato perpetrato dal regime siriano contro il suo stesso popolo nonostante l’accordo per il cessate il fuoco e la presenza degli osservatori Onu” invitando le potenze mondiali a continuare a ”parlare con una sola voce per chiedere la fine dello spargimento di sangue e le dimissioni di Bashar Assad al fine di consentire una transizione democratica” nel Paese.
































..staremo a vedere quanti saranno gli aerei stracolmi di vermi che prenderanno il volo in direzione meta sconosciuta-
Ma possibile che noi cittadini non possiamo dire la nostra e che questi figli di satana che stanno sopra di noi decidono su tutto ai danni di noi cittadini e di quelli di altre nazioni? Non credete che tutto cio’ debba finire? Io mi candido come boia quando un tribunale con una giuria popolarare estratta a sorte condannera’ questi criminali assassini che non stan facendo altro che dichiarare guerre ad altri Stati sovrani e al contempo facendo soffrire il popolo della nazione che pretenderebbero di governare: io questa gente prima di decapitarla con una scure voglio torturarla per settimane!
Mario Monti, François Hollande e David Cameron preparatevi: la forca vi attende!
Sta arrivando la prova generale per Grillo e il suo movimento.
Aggiungo a questo accurato articolo, La storia si ripete, come in Libia, Irak, ecc. E cioè d’ora in poi sentiremo notizie dalla Siria di massacri sempre più violenti e la ragione e una e soltanto una: questi massacri vengono perpetrati non dal governo siriano, ma da degli infiltrati occidentali, che come l’articolo accenna ci sono in Siria e questo sarà il segnale per dire “basta, non possiamo più tollerare cose del genere, dobbiamo intervenire”
Riflettete, sono scontati, lo fanno in ogni paese che vogliono soggiogare, per costruirsi una scusa per attaccare.
L’hanno sempre fatto e ci hanno fatto credere per un bel po, che loro erano i palladini della libertà e gli altri tutti mostri.
Bene signori, noi non ci crediamo più al vostro perfido e criminale gioco, e sapete cosa vi dico? La cosa più grave è che neanche la Cina e la Russia ci credono…..!
e quel bastardo di Hollande a il coraggio di chiamarsi socialista!!
Hollande dovrebbe chiamarsi “l’associale asocialista”!
Ragazzi, dobbiamo svegliarci e svegliare quelli che abbiamo intorno. Diventa sempre più urgente, qui gli eventi accelerano di giorno in giorno. Prima delle prossime elezioni quel criminale, come dice giustamente Barnard, che abbiamo al governo ne avrà già combinata una delle sue!
Casca il veto russo sulla Siria
http://www.lettera43.it/attualita/bozza-onu-sulla-siria-assad-cessi-il-fuoco_4367552349.htm
Il Piano e’ stato ben definito ed elaborato. La Siria cadra’… Almeno fino ad adesso la strategia ha avuto un successo praticamente totale. Dipendera’ dalla Russia… ma se questi gli hanno promesso mezza Europa… beh, allora…
“Il Piano Yinon: Ordine dal Caos …
Il Piano Yinon, che è una continuazione dello stratagemma britannico in Medio Oriente, è un piano strategico di Israele per garantire la superiorità regionale israeliana. Insiste e stabilisce che Israele deve riconfigurare la sua area geo-politica attraverso la balcanizzazione degli stati arabi circostanti, in stati più piccoli e più deboli.
Gli strateghi israeliani vedevano l’Iraq come la loro più grande sfida strategica da uno stato arabo. Ed è per questo che l’Iraq è stato delineato come il fulcro per la balcanizzazione del Medio Oriente e del mondo arabo. In Iraq, sulla base dei concetti del Piano Yinon, gli strateghi israeliani hanno chiesto la divisione dell’Iraq in uno stato curdo e due stati arabi, uno per i musulmani sciiti e l’altro per i musulmani sunniti. Il primo passo verso la creazione di ciò, fu la guerra tra Iraq e Iran, che il Piano Yinon discusse.
The Atlantic, nel 2008, e l’Armed Forces Journal dell’esercito statunitense, nel 2006, pubblicarono le mappe ampiamente diffuse che seguivano da vicino lo schema del Piano Yinon. A parte un Iraq diviso, che anche il Piano Biden chiede, il Piano Yinon prevede Libano, Egitto e Siria divise. La divisione di Iran, Turchia, Somalia e anche Pakistan ricadono tutti nella linea di questi punti di vista. Il Piano Yinon chiede anche la dissoluzione del Nord Africa e prevede di iniziare da Egitto per poi scendere su Sudan, Libia e il resto della regione.
Consolidare il Regno [notate che loro stessi lo definiscono il Regno... non a caso]: i progetti di Israele per destabilizzare Damasco
Il documento israeliano del 1996 chiede il “rollback della Siria”, già intorno al 2000 e successivamente, respingendo i siriani fuori dal Libano e destabilizzando la Repubblica araba siriana, con l’aiuto di Giordania e Turchia. Questo ha avuto luogo rispettivamente nel 2005 e nel 2011. Il documento del 1996 afferma: “Israele può plasmare il suo contesto strategico, in cooperazione con la Turchia e la Giordania, indebolendo, contenendo e anche respingendo la Siria, Questo sforzo può concentrarsi sulla rimozione di Saddam Hussein dal potere in Iraq – un importante obiettivo strategico israeliano di diritto – come mezzo per sventare le ambizioni regionali della Siria”. [1]
Come primo passo verso la creazione di un “Nuovo Medio Oriente” dominato da Israele e per circondare la Siria, il documento del 1996 chiede la rimozione del presidente Saddam Hussein dal potere a Baghdad, e allude anche alla balcanizzazione dell’Iraq e di forgiare un’alleanza strategica regionale contro Damasco, che includa un “Iraq Centrale” musulmano sunnita. Gli autori scrivono: “Ma la Siria entra in questo conflitto con potenziali punti deboli: Damasco è troppo preoccupata di trattare con la minacciata nuova equazione regionale, per permettersi distrazioni nel fianco libanese, e Damasco teme che il ‘asse naturale’ con Israele da un lato, con l’Iraq centrale e la Turchia dall’altra, e la Giordania, nel centro, stringerebbe e staccherebbe la Siria dalla penisola saudita. Per la Siria, questo potrebbe essere il preludio ad una ridefinizione della mappa del Medio Oriente, che potrebbe minacciare l’integrità territoriale della Siria”. [2]
Perle e il Gruppo di Studio su “Una nuova strategia israeliana verso il 2000″ chiedono anche di cacciare i siriani dal Libano e di destabilizzare la Siria, utilizzando gli esponenti dell’opposizione libanese. Il documento afferma: “[Israele deve distogliere] l’attenzione della Siria usando elementi dell’opposizione libanese per destabilizzare il controllo siriano del Libano” [3] Questo è ciò che sarebbe accaduto nel 2005 dopo l’assassinio di Hariri, che ha contribuito a lanciare la cosiddetta “rivoluzione dei cedri” e a creare la veemente anti-siriana Alleanza del 14 Marzo, controllata dal corrotto Said Hariri.
Il documento invita inoltre a Tel Aviv a “cogliere [l'] occasione per ricordare al mondo la natura del regime siriano”. [4] Questo rientra chiaramente nella strategia israeliana di demonizzazione dei suoi avversari attraverso l’uso delle campagne di pubbliche relazioni (PR). Nel 2009, i media israeliani ammisero apertamente che Tel Aviv, attraverso le sue ambasciate e missioni diplomatiche, aveva lanciato una campagna globale per screditare le elezioni presidenziali iraniane, prima ancora che si svolgesse, attraverso una campagna mediatica, e ad organizzare proteste davanti alle ambasciate iraniane. [5]
Il documento menziona anche qualcosa che assomiglia a ciò che è attualmente in corso in Siria. Esso afferma: “La cosa più importante, è comprensibile che Israele abbia interesse nel sostegno diplomatico, militare e operativo della Turchia e della Giordania nelle azioni contro la Siria, ad esempio garantire alleanze tribali con le tribù arabe che attraversano il territorio siriano e sono ostili all’élite al potere siriana.” [6] Con gli eventi del 2011 in Siria, il movimento dei ribelli e il contrabbando di armi attraverso i confini giordano e turco, sono diventati un grave problema per Damasco.
In questo contesto, non sorprende che Ariel Sharon e Israele dicessero a Washington di attaccare la Siria, la Libia e l’Iran, dopo che l’invasione anglo-statunitense dell’Iraq. [7] Infine, è utile sapere che il documento israeliano ha anche sostenuto la guerra preventiva per formare il contesto geostrategico di Israele e ritagliarsi il “Nuovo Medio Oriente”. [8] Questa è una politica che gli Stati Uniti avrebbero anche adottato nel 2001. ”
Fonte dell’intero articolo: http://www.eurasia-rivista.org/preparare-la-scacchiera-allo-scontro-di-civilta-dividere-conquistare-e-dominare-il-nuovo-medio-oriente/12492/
come gia’ a seguito delle precedenti crisi finanziarie del 1907 n e 1929 gli U$urocrati accenderanno una guerra in EURASIA da cui LORO usciranno “piu forti” e l’ europa “piu morta”
devono solo provocare il ” il cattivo ” di turno, che le altre volte fu la germania , mentre stavolta tocchera’ alla russia .
..ws, stavolta saranno gli Anglosassoni a uscirne con le ossa rotte, chi gioca con il fuoco prima o poi si scotta e di brutto, il problema è che a farne le spese saremo sempre noi cittadini , poi chissà-