Fonte: quintoelementomusical.wordpress.com * Link

Qualcuno si chieda ancora come sia possibile il silenzio globale dei media su certe questioni “sensibili” (a fronte di sconcertanti evidenze). In realtà non è difficile intuirne la ragione se si prende atto che chiunque tocchi certi argomenti (anche a livello di ipotesi) è immediatamente destinato alla “morte civile“, sottoposto a pressioni, estromissioni, ridicolizzazioni, quando non aperte minacce.
Successe a me [Pepe Ramone] (nel mio insignificate ruolo) quando incominciai ad occuparmi di “Geoingegneria” e questioni connesse, successe all’Assessore all’Ambiente del Comune di Firenze Del Lungo quando decise di concedere una sala dell’assessorato per una conferenza nazionale sull’argomento (qui il video dell’intervento), succede oggi a Gianni Lannes, fino a qualche settimana fa stimatissimo ed apprezzato giornalista d’inchiesta ai massimi livelli (firma di giornali prestigiosi come Il Corriere Della Sera, La Stampa, RAI Radiotelevisione italiana , L’Espresso) ed oggi vittima di intimidazioni, attacchi infamanti a mezzo stampa, attacchi informatici, fino a vere e proprie minacce anonime di morte, a seguito anche dell’intervista rilasciata ai microfoni di Controradio . In attesa di aggiornarvi su ulteriori sviluppi della vicenda rendiamo disponibile l’ultimo articolo da lui scritto (Distruzioni e distrazioni di massa) e che al momento non è in grado di pubblicare a seguito del blocco del suo blog Su La Testa. Buona lettura…
Distruzioni e distrazioni di massa
Articolo di Gianni Lannes
Prove di pensiero unico. Ingresso omaggio. Siore e siori, avanti c’è posto: lo spettacolo è iniziato da un pezzo. Nel Belpaese c’è stato un colpo di Stato, poi una serie di attentati dei noti Servizi, perfino una strage in grande stile (tecnologicamente evoluta) e non ve siete accorti. Che peccato. Attivate il neurone che vi rimane: va in onda la disinformazione pilotata a dovere. Mentre l’Italia sempre più caotica ed inquinata, sta per collassare definitivamente sotto la speculazione finanziaria che ha imposto con un golpe in piena regola, un maggiordomo dell’alta finanza di nome Monti Mario (Trilateral, Goldman Sachs, Bilderberg, eccetera eccetera), senza neppure dire, muoio, due quotidiani tricolore – il 30 maggio 2012 – la sparano grossa all’unisono, prendendosi la briga di attaccare il dissenso espresso su Internet. Singolare coincidenza? Il Corriere della Sera (versione online) che ha per direttore Ferruccio De Bortoli, già ospite delle riunioni a porte chiuse del Gruppo Bilderberg, titola: “Il Sisma tutta colpa del complotto”. Occhiello: “C’è chi non crede alle cause naturali del terremoto dell’Emilia e sul web rilancia ipotesi alternative e fantasiose”. Gli fa eco il giornale di proprietà Fiat, ossia La Stampa – diretta Mario Calabresi, pupillo in ascesa dei poteri forti – che sbotta: “Terremoto: complottisti, scatenati sul web. Accusano fracking, trivellazioni e altro”. Anche l’Agenzia giornalistica italiana non è da meno. Perché tentare di ridicolizzare – tra l’altro maldestramente – chi non si adegua al pensiero unico ed ha puntato l’attenzione sulla genesi artificiale di determinati terremoti che hanno colpito la Penisola? L’onere della prova spetta a chi detiene il potere. Si dà il caso che – non sia un complottista esoterico -abbia lavorato per questi due ex autorevoli giornali. Ergo: ho voce in capitolo per smontare questa ignoranza honoris causa, propagata dalle testate padronali (anche in altre occasioni: No Tav, pro nucleare, a favore degli inceneritori di rifiuti e, così via). Tutto fa brodo per criminalizzare il dissenso e reprimerlo. Il sistema è disarmante: mescolare menzogne (tante) e mezze verità. In ogni caso, la Nato spieghi cosa ha combinato durante e dopo l’esercitazione bellica Proud Manta 12, ai piedi del vulcano sottomarino Marsili. Grazie.
Stampa di regime - Un dato di fatto che non teme smentite. Il Corsera non è più quello dei tempi delle cronache corsare del poeta Pier Paolo Pasolini (“Io so…”). Due anni fa (a marzo) hanno fatto il loro ingresso nel consiglio di amministrazione di Rcs Quotidiani, Giovanni Bazoli (Intesa Sanpaolo), Cesare Geronzi (Mediobanca), Diego Della Valle (Dorint), Luca Cordero di Montezemolo (Fiat), Giampiero Pesenti (Italmobiliare e Marco Tronchetti Provera (Pirelli). Dunque, non un solo editore nel patto di sindacato, ma solo mastodontici conflitti di interessi. A Torino, il gruppo Fiat, attraverso l’Itedi controlla La Stampa. E tralascio, ma solo in questa circostanza per via del taglio editoriale, tutto il resto dell’accozzaglia di potere, a partire da Carlo De Benedetti (Bildeberg Group) e Berlusconi Silvio (P2, tessera 1816). A proposito, è già stabilito: Montezemolo sarà il prossimo Primo Ministro con Berlusconi al Quirinale. In sostanza: in Italia non c’è il quarto potere, a parte, qualche raro collega, non esiste un sistema di informazione in grado di accendere un riflettore sull’intera casta al comando.
Nuovo ordine mondiale – Il Corsera (25 novembre 2011) ha pubblicato “Bocconi, Trilateral e Goldman Sachs: il premier lascia tutti gli incarichi”. Occhiello: “via anche da Bilderberg”. Ecco cosa ha scritto Bocconi Sergio, in un articolo illuminato: “Mario Monti il Bocconiano ha lasciato la presidenza dell’università milanese e le altre cariche ricoperte finora nella Trilateral, nel Bilderberg group e in Goldman Sachs. Il neopremier farà dunque solo il premier, gli altri impegni sono stati annullati”. E poi ancora sul tecnico legato a nodo inestricabile ai poteri forti: “Anzitutto l’abbandono della consulenza in Goldman Sachs: la banca d’affari americana lo aveva chiamato come advisor (al pari di altri italiani politici e non, come Romano Prodi o Gianni Letta (…) Monti ha poi lasciato la carica di presidente europeo della Trilater Commission, il think tank globale fondato da David Rockfeller nel 1973. E che vede diversi altri partecipanti italiani: da Enrico Letta a Enrico Tommaso Cucchiani, finora in Allianz e da ieri neoamministratore delegato di Intesa Sanpaolo; da Carlo Pesenti al banchiere Maurizio Sella, dall’italiano per carica Dieter Rampl, presidente di Unicredit a Pierfrancesco Guarguaglini di Finmeccanica (…) Infine, il premier ha lasciato lo steering committee del gruppo Bilderberg, nel quale l’unico componente italiano è Franco Bernabé, presidente di Telecom». Allora, “Il Club Bilderberg” – incluse le sue diramazioni – non è un’invenzione esoterica, come propaganda il mainstream, se anche il “più importante” quotidiano italiota ne parla. E se a questo quadro di trasparenza aggiungiamo l’intervista al Presidente Emerito della Repubblica Francesco Cossiga (già responsabile insieme al prescritto per mafia Giulio Andreotti) dell’assassinio di Aldo Moro, rilasciato proprio al Corriere della Sera il 30 novembre 2007. Di che parlava il picconatore? Semplice: l’attentato per antonomasia: “Da ambienti vicini a Palazzo Chigi, centro nevralgico di direzione dell’intelligence italiana, si fa notare che la non autenticità del video è testimoniata dal fatto che Osama Bin Laden in esso confessa che Al Qaeda sarebbe stato l’autore dell’attentato dell’11 settembre alle due torri in New York, mentre tutti gli ambienti democratici d’America e d’Europa, con in prima linea quelli del centrosinistra italiano, sanno ormai bene che il disastroso attentato è stato pianificato e realizzato dalla Cia americana e dal Mossad con l’aiuto del mondo sionista per mettere sotto accusa i Paesi arabi e per indurre le potenze occidentali ad intervenire sia in Iraq sia in Afghanistan”.
Associazioni segrete – Il Gruppo Bilderberg nasce nel 1952, ma viene ufficializzato due anni più tardi, a giugno del 1954, quando un ristretto gruppo di vip dell’epoca si riunisce all’hotel Bilderberg di Oosterbeek, in Olanda. Tra i promotori – precisano alcuni studiosi della semi sconosciuta materia – occorre ricordare due nomi in particolare: sua maestà il principe Bernardo de Lippe, olandese, ex ufficiale delle SS, che ha guidato il gruppo per oltre un ventennio, fino a quando, nel 1976, è stato travolto dallo scandalo Lockheed; e Joseph Retinger, un faccendiere polacco al centro di una fittissima trama di rapporti con uomini che per anni hanno contato sullo scacchiere internazionale della politica e dell’economia. «La loro ambizione – viene descritto – era quella di costruire un’Europa Unita per arrivare a una profonda alleanza con gli Stati Uniti e quindi dar vita a un nuovo Ordine Mondiale, dove potenti organizzazioni sopranazionali avrebbero garantito più stabilità rispetto ai singoli governi nazionali. Fin dalla prima riunione vennero invitati banchieri, politici, universitari, funzionari internazionali degli Usa e dell’Europa occidentale». Invece, la Trilaterale nasce nel 1973, sotto la presidenza “democratica” di Jimmy Carter e del suo consigliere speciale per la sicurezza, Zbigniew Brzezinsky. A ispirare il progetto, le famiglie Rothschield e Rockfeller. Un progetto che ha irresistibilmente attratto i potenti del mondo, a cominciare proprio dai presidenti Usa, con un Bill Clinton in prima fila. Il giornalista Richard Falk, già nel 1978 scrive sulle colonne della Monthly Review di New York: «Le idee della Commissione Trilaterale possono essere sintetizzate come l’orientamento ideologico che incarna il punto di vista sopranazionale delle società multinazionali, che cercano di subordinare le politiche territoriali a fini economici non territoriali». E’ la filosofia delle grandi corporation, che stanno privatizzando le risorse del pianeta Terra, a cominciare dai beni primari, come ad esempio l’acqua: non solo riescono a ricavare profitti stratosferici ma anche ad esercitare un controllo politico su tutti i Sud – e non solo – del mondo. La logica della globalizzazione. E i bracci operativi di questo turbocapitalismo sono proprio due strutture che dovrebbero invece garantire il contrario: ovvero la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale. «Entrambi – scrive uno studioso, Mario Di Giovanni – sotto lo stretto controllo del ‘Sistema’ liberal della costa orientale americana. Agiscono a tutto campo nell’emisfero meridionale del pianeta, impegnate nella conduzione e ‘assistenza’ economica ai paesi in via di sviluppo». E proprio sull’acqua, la Banca Mondiale sta dando il meglio di sé: con la sua collegata IFC (Internazionale Finance Corporation) infatti sta mettendo le mani sulla gran parte delle privatizzazioni dei sistemi idrici di mezzo mondo, soprattutto quello africano e asiatico, condizionando la concessione dei fondi all’accettazione della privatizzazione, parziale o più spesso totale, del servizio. Del resto, è la stessa Banca a calcolare il business in almeno 1000 miliardi di dollari. Scrive ancora Di Giovanni: «Le decisioni assunte dai vertici della Trilateral riguarderanno sempre di più quanti uomini far morire, attraverso l’eutanasia o gli aborti, e quanti farne vivere, attraverso un’oculata distribuzione delle risorse alimentari. Decisioni che riguarderanno l’ingegneria genetica, per intervenire nella nuova ‘umanità’. In una parola, tutto ciò che definitivamente distrugga il ‘vecchio’ ordine sociale, cristiano, per la creazione di un nuovo ordine. Ma tutto questo senza particolari scossoni. Non vi sarà bisogno di dittature, visto che le democrazie laiche e progressiste, condotte da governi di ‘centrosinistra’, servono già così efficacemente allo scopo. Governi che riproducono – conclude – una formula già sperimentata lungo l’intero corso del ventesimo secolo e plasticamente rappresentata dal passato governo Prodi-D’Alema: l’alleanza fra la borghesia massonica e la sinistra, rivoluzionaria o meno». L’Alleanza Atlantica (Nato) è affiliata al Gruppo Bilderberg. Come mai?
Guerra ambientale – Quando il generale Fabio Mini nel 2007 (non il primo pincopallino che sproloquia all’angolo del web), parlava di manipolazione climatica e di possibilità di ricreare artificialmente terremoti e tsunami, di sicuro doveva aver bevuto qualche bicchierino di troppo? Esiste un progetto USA che si intitola “Owning the weather in 2025” ossia controllare il clima entro il 2025 tutto documentabile e verificabile, ma evidentemente è più facile dare degli allucinati e dei complottisti agli altri, piuttosto che informarsi e indagare a dovere. D’altronde è sufficiente guardare i dati statistici per constatare di quanto gli eventi catastrofici siano aumentati da quando è in corso questa sperimentazione. Prima c’era un’alluvione dagli effetti devastanti ogni 10 anni nella peggiore delle ipotesi, ora son nell’ordine di 3-4 all’anno. Terremoti idem: prima l’intervallo di tempo tra l’uno e l’altro erano molto ampi, ora hanno una frequenza ravvicinatissima e seguono, anzi anticipano curiosamente gli eventi politici. Sul fatto di a chi giova poi non è che ci voglia la scienza per capirlo. Disastri? Uguale accise che finiscono nelle casse dello Stato. Ricostruzione? Per ricostruire servono finanziamenti e i soldi si chiedono in prestito alle banche che guadagnano sugli interessi e di certo non li regalano. Ricostruzione uguale appalti pubblici uguale mafia organizzata dallo Stato…ecco a chi giova, devo continuare? HAARP è un progetto governativo nord-americano, ufficialmente in grado di bombardare la ionosfera di onde radio. Sempre ufficialmente può influire sulle condizioni climatiche di una zona. La base principale si trova in Alaska ma ce ne sono diverse legate alle basi nato nel mondo. HAARP non è una base segreta, è quello che fa HAARP ad essere un segreto. D’altronde anche l’AREA 51 non è segreta, ma cosa succede lì dentro voi scienziati a pagamento forse lo sapete? Le teorie del Caos chiaramente indicano che ci deve essere una sensibilità alle condizione iniziale e di dipendenza dell’evento. Per cui dipende dalla quantità di prosciutti e forme di parmigiano che gravano sul territorio e dal rapporto con quelle esportate durante la congiuntura astrale. In altri termini, è stato tutto organizzato dai servizi segreti di Terronia per colpire la Padania ed in particolare per far cadere le vendite del parmigiano a favore dei vari pecorini del sud. Pensateci bene, è molto più attendibile delle altre teorie illustrate dalla stampa quotidiana. Scherzi a parte, evidentemente dare del complottista a chiunque tenti di ragionare sugli eventi catastrofici può essere più comodo. In fondo, la Terra gira in senso orario se la guardiamo dalla verticale sopra al polo sud, ma se la guardiamo dal polo nord gira in senso antiorario. Gli impiegati della comunicazione (asservita) non sbagliano mai, perché partono sempre dalle conclusioni. I pennivendoli hanno sempre una tesi da dimostrare e quindi vedono solo e soltanto le fantasie che la sostengono e negano l’esistenza dei fatti che la contraddicono. Insomma, sanno sempre tutto perché sono infallibili: sono infallibili perché sono dogmatici e sono dogmatici perché non sono liberi. Fa una bella differenza tenere la guardia un pò più alta e non essere dentro il club del parco buoi. Poi ognuno creda a quello che vuole, naturalmente, ma etichettare l’Altro nel recinto di una definizione dispregiativa (complottista, dietrologo, esoterista, esaltato e altro ancora) denota soltanto malafede e scarsità di neuroni. Parola di Henry Ford: “Meno male che la popolazione non capisce il nostro sistema bancario e monetario, perché, se lo capisse, credo che prima di domani scoppierebbe una rivoluzione”.
ATTENZIONE: questo blog non riflette necessariamente le posizioni e le convinzioni dell’emittente radiofonica Controradio.





























Chi controlla il passato controlla il presente,chi controlla il presente controlla il futuro…scriveva Orwell.
Ma non sarà strano che oggi possiamo (“facilmente”) renderci conto di ciò che in realtà va avanti da sempre?
Siamo più svegli noi o meno coesi loro?
No…c è una strategia da scorgere dietro tutto questo.Quella più evidente è lo specchietto per le allodole. I prestidigitatori sono abili a distrarti…no?
Anche internet ce l hanno dato facendo il doppio gioco…
Smettiamo di guardare dove vogliono loro…e magari vedremo il trucco.
Persino noi che ci prepariamo al peggio,che paventiamo l arrivo di un NWO,che vediamo strategie e sveliamo gli inganni…siamo sicuri di star guardando la mano giusta al momento giusto?O ci stanno solo diversamente ipnotizzando ?
Simsalabim a tutti!
Un certo disvelamento è funzionale al sistema stesso, per consentirgli di “riprendere il ciclo positivo” infondendo nuova fiducia, speranza e accettazione del “nuovo assetto” che verrà introdotto.
In quest’ ottica ci sta pure una veritiera quanto momentanea “sospensione” degli strumenti debitori ( signoraggio ecc. ): del resto è quanto già avvenuto ( Italia, Germania ecc ) in periodi di forte crisi economica per consentire il suo superamento e la reintroduzione di una fase di ripresa legata all’ economia “reale”.
EPPURE il disvelamento delle dinamiche del sistema è talmente ampio, e tanto prontamente diffuso pur con “fantasiosi” complottismi ( coi quali non sempre concordo, ma tutto ha un senso volendo fare il contropelo ad ogni immaginifico proposto ) da indurmi a chiedermi se sia solo propedeutico all’ introduzione del NUOVO CICLO, o piuttosto teso al definitivo superamento della modalità ciclica di conduzione della Storia fin qui adottata ( e di cui il debito è stato il necessario motore occulto ).
Insomma, si procede comunque verso il mondialismo, e il disvelamento diventa utile a farci capire quanto Stati, Politica, Religioni ci abbiano fin qui menati per il naso … LA DOMANDONA è: “Riusciranno davvero le galline a tornare a volare ??” … O sarà comunque loro imposto un superiore controllo tramite la reiterazione di strumenti analoghi ??
Io sono per la seconda ipotesi: il “pollaio globale” sarà più simile ad un ampio cortile recintato in cui le galline godranno di maggiore movimento rispetto alle gabbiette in cui sono state chiuse finora … ma esisterà ancora una rete di recinzione: l’ unica possibilità per le galline è quindi tornare a volare. E sembra comunque che qualcuno stia provando a insegnarlo, a queste ottuse galline, anche servendosi di un immaginifico fantasioso ( del resto certi concetti sono astrusi, meglio ricorrere alle parabole )
Letto tutto con attenzione……. ma alla fine mi sono chiesto……” e cosa c’è di nuovo”? va bene ricordare, ribadire e informare però così si affatica solo la vista!
su su …inizia a essere un martellamento che non porta a molto!
novità….se ci sono!
saluti
http://www.articolotre.com/2012/02/echelon-italia-orecchio-dei-servizi-segreti-capitolo-i/63580
Echelon Italia: Orecchio dei servizi segreti. Capitolo I
E appena uscito il libro che parla di questo, non sono riusciti ad impedirlo.
Nessuna novità? Dipende un po’ chi le dice le cose ed il modo anche…finché le verità restano in una nicchia non fanno male a nessuno.
Devo correggere e aggiungo: Il libro è stata stampato! Sarà presentato in via ufficiosa il 14 giugno a Lecce; e poi ufficialmente ad ottobre a Roma.
IL GRANDE FRATELLO
Strategie di dominio
scheda introduttiva con l’indice dei capitoli
di Gianni Lannes
«Quando i poteri pubblici violano le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all’oppressione è un diritto e un dovere del cittadino»
Giuseppe Dossetti
«Sono le azioni che contano. I nostri pensieri per quanto buoni possano essere sono perle false fintanto che non vengono trasformati in azioni. Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo»
Mohandas K. Gandhi
Introduzione
Echelon Italia
Colonia tricolore
Guerre in santa pace
Bombe amare
Leucemie belliche
Sulla pelle viva
Onda letale
Democrazia totalitaria
Terapia militare
Euro crac
Razzismo extra
Giornalisti a perdere
Su la testa
Introduzione
La fantascienza ha sempre intuito che l’essenza dei totalitarismi è il controllo tecnologico delle informazioni personali. La realtà le ha dato ragione e così, avanza l’incubo quotidiano. Lo aveva profetizzato George Orwell nel celeberrimo 1984. Stati totalitari e tecnologia deviata avevano ispirato allo scrittore inglese le telecamere a circuito chiuso che, conficcate nei muri come l’ombra oblunga di un occhio, sorvegliano costantemente la popolazione, libera, si fa per dire, soltanto di riprodursi senza amare e di divertirsi con i programmi televisivi, sotto lo sguardo onnisciente del Grande Fratello. Lo aveva compreso Orson Welles. Ma il cinico protagonista di Quarto potere fa sorridere se paragonato ai nuovi colossi dei media che hanno incrinato uno dei gangli vitali della democrazia: il pluralismo dell’informazione e la libertà di stampa. La macchina da indottrinamento al servizio di potentissimi, e occulti, poteri finanziari è per Noam Chomsky il vero Grande Fratello della società americana e occidentale. Un sistema di propaganda perfetto che si regge su due pilastri. Il primo sforna fiction, soap, reality show e sport per distrarre gli interessi della gente dai problemi reali. Il secondo indirizza le opinioni di lettori e spettatori, formando convenientemente le nuove classi dirigenti. Già nel 1932 eugenetica e controllo mentale conformavano Il mondo nuovo di Aldous Huxley. La nuova società è basata sul principio della produzione in serie: vale per i cervelli, come l’auto Ford “T”: la lettera vi sostituisce la croce. Aveva scritto nel 1992 Bruce Sperling, autore di Cyberpunk: «La gente che si trova nel mezzo della rivoluzione tecnologica sta vivendo al di fuori della legge: non perché intenda violarla, ma perché la legislazione è vaga, obsoleta, draconiana o inadeguata». La conoscenza è potere, la crescita dei sistemi informatici, dell’Information Society, stava avendo effetti strani e deleteri sulla distribuzione del potere e della conoscenza. «Non credo – concludeva – che la democrazia possa prosperare in un ambiente e dove vasti imperi di dati sono criptati, cioè di proprietà di qualcuno». La matrice – La matrice spezzata di Sperling è del 1985; il film dei fratelli Wachowski che ha attinto al romanzo risale al 1999. Matrix è il sistema di controllo cerebrale con cui la razza umana è tenuta nell’illusione di vivere in un mondo che non esiste più da centinaia di anni. Un hacker, Neo, deve liberare l’umanità dal gioco delle macchine e di Matrix, luogo virtuale di miliardi di programmi di controllo cerebrale. La battaglia di liberazione è un conflitto contro se stessi e le dipendenze, le ideologie e le assuefazioni indotte.
Viviamo in un’epoca in cui all’eccesso di “informazione” corrisponde un difetto di sapere: sovente l’extra nasconde le questioni più importanti e più compromettenti. Ma basta scalfire con un pò d’attenzione le apparenze che ad ogni costo ci vengono propinate, per comprendere quanto siano diverse le realtà. Vi stiamo osservando. Suona l’ allarme inascoltato: il futuro è dei militari, nel senso di potere illimitato nelle loro grinfie armate. Uno spettro attraversa il mondo globalizzato e la crisi finanziaria non c’ entra. La presenza inquietante che avanza è il paradigma militarista, vale a dire il potere crescente degli eserciti a tutte le latitudini. E il modello che ne consegue, gerarchico e autoritario, coltivato da tutte le caste con le stellette, siano esse democratiche o integralistiche, populistiche o rivoluzionarie, incombe sull’ immediato futuro di tutti. Questo potere in divisa era parso declinare dopo la fine presunta della guerra fredda anche a seguito della caduta del muro di Berlino; e invece oggi, smentendo le utopie pacifiste, si dimostra più vivo che mai: accompagna non solo l’ ascesa economica della dittatura capital-comunista cinese, ma anche, parallelamente, del modello tecnocratico e dinastico indiano, del nuovo militarismo gerarchico giapponese, delle rinnovate ambizione imperiali russe, e naturalmente di tutti i progetti americani fondati sul monopolio della forza e la diffusione a oltranza della democrazia. Qui dunque sta il dilemma: di fronte all’ impoverimento del terzo mondo, all’ inquinamento globale e all’ esaurirsi delle risorse (dal petrolio all’ acqua), come impedire che il modello democratico ceda il passo a quello autoritario? Il bellicismo Usa colpisce non solo l’essere umano a qualsiasi latitudine nel suo presente, ma anche nelle generazioni future. Il fenomeno ha un nome ed un cognome: sviluppo planetario di una biologia di guerra, orientata verso la strategia delle contaminazione territoriale per creare situazioni di terrore e crescita dei fattori di rischio per inedite malattie nelle popolazioni all’oscuro, nonché aree di mercato fertili per l’industria chimico-farmaceutica della iatrogenesi. Di conseguenza: distruggere il bene comune ed il senso di comunità degli esseri umani. Siamo immersi in un mondo inquietante, in cui gli uomini duri e armati accrescono fatalmente il loro potere, influenzando le scelte della politica. Oltretutto e soprattutto, i cosiddetti “custodi” saranno destinati ad invadere spazi riservati alla sovranità popolare, incrinando i pilastri stessi della democrazia. Nel bel mezzo c’è l’Italia che ha perso da più di mezzo secolo la sovranità militare ed ora ha abdicato a quella monetaria. Avanza la crisi e miete una tragedia annunciata. Il Belpaese è alla deriva.
Ci sarà un’altra guerra mondiale? Un conflitto globale è decollato da un bel pezzo. Te ne accorgi dal clima che si ingurgita da noi, dal cataclisma autoritario che spira sulle nostre perdute libertà. Nella società del rischio l’incertezza del futuro genera angoscia, insicurezza ed infine intolleranza. Recita lo slogan: cose buone dal mondo. Insomma, un cancro garantito e certificato a norma di legge. La nocività come strategia di selezione della specie. Tappa finale: la progressiva rarefazione dei beni ambientali di prima necessità: aria salubre, acqua pulita, terra sicura. I dati ufficiali parlano chiaro: 10 milioni di italiane ed italiani sopravvivono in aree gravemente inquinate. E va sempre peggio. Non a caso il codice penale del Belpaese ignora l’ecosistema. Il problema non è la destra o la sinistra, come aveva intuito Giorgio Gaber. C’è dell’altro. Con le mafie che fatturano il 20 per cento del prodotto interno lordo, è in atto una pacifica e duratura convivenza in vigore dallo sbarco degli Alleati. Segreti, misteri e sangue a fiumane per nascondere traffici di armi, occultamenti di rifiuti, strategie offensive. Stragi, omicidi, omissioni, insabbiamenti della verità per celare ruberie parastatali ed egemonie belliche. Vi siete mai accorti di quanto sia bello vivere in un paese a sovranità inesistente, che non può prendere proprie decisioni senza il nullaosta degli USA. Belpaese a sovranità limitata, o più precisamente azzerata, almeno a partire dalle clausole misteriose (ignote perfino agli storici di professione) dell’armistizio di Cassibile (anno 1943). Da noi imperversano tuttora segreti militari regolamentati da un regio decreto fascista del 1941 in aggiunta ad ombre di Stati e multinazionali del crimine legalizzato. La nazione italiana occupata dagli Stati Uniti d’America, non è sovrana né indipendente, ma succube. La fragilità italica cova le radici proprio nella lunga sequela di misteri alimentati a dismisura. Infine, una sequela di accordi internazionali ha annichilito la Costituzione: ultimi in ordine temporale i Trattati di Prüm, Lisbona e Velsen, che assoggettano ogni Stato del vecchio continente ad una normativa sovranazionale, promulgata da legislatori oscuri e ratificata da parlamentari sulla cresta dell’onda. Tanti, troppi, sotto controllo totale. Alzi la mano chi ha mai sentito parlare di Eurogendfor: la nuova polizia militare europea che ha assunto poteri e compiti totalmente al di fuori del controllo democratico. Una decisione ratificata anche dal parlamento italiano (opposizione compresa), soltanto nell’anno 2010. L’Echelon italiana, capitolo intercettazioni e spionaggi è una regalo a parte. Il controllo dello Stato si esercita ogni giorno perfino sui nostri stili di vita individuali. Ormai, con l’ausilio delle nuove tecnologie, i funzionari della norma frugano ogni recesso della nostra esistenza. La nostra vita collettiva si dipana in una gabbia a cielo aperto. Il nostro corpo appartiene allo Stato: una legge del 1999 consente di prelevare i nostri organi al momento della morte, se in vita non l’abbiamo rifiutato espressamente. Questo padre degenere ha trasformato la pietà in reato come nel caso dell’eutanasia. In una termine: regressione: come quando intralcia la sofferta scelta dell’aborto. Allora a chi rendere conto delle scelte di Governo se le decisioni principali, ammantate dal segreto di Stato, vengono adottate da soggetti come nel caso dell’eterodiretto Monti (un maggiordomo dell’Alta Finanza)e del suo entourage, il popolo sovrano non ha mai eletto? Consumatori sempre più imbalsamati, telespettatori lobotomizzati e utenti imbambolati, avanti, fate il nostro gioco. Trivellano il cuore della Terra, oscurano il Sole, mentre la Luna l’hanno già bombardata. E noi?
Sembra quasi che tutti questi scenari si siano visti in molti film di Hollywood.
Sembra quasi che molte cose che si stanno attuando in questi periodi coincidano perfettamente con i piani occulti di secolari sette segrete ( tra gli altri i protocolli dei
savi di sion sono falsi, vero?).
Sembra quasi che tutto quello che si trova nel sito (in inglese) “iamthewitness.com” sia
credibile (no, ma e’ impossibile che esistano tali persone sul nostro pianeta, d’altronde
prima o poi dobbiamo morire tutti, quindi a che scopo? Che abbiano scoperto l’elisir di
lunga vita o il siero dell’immortalita’ ?!).
E’ triste vedere chi si adopera nel tentativo di produrre una reale informazione ad uso e consumo dei cittadini, per onore di una cronaca sincera e priva di doppi fini, essere additato come “COMPLOTTISTA”. Questo si legge sui giornali italioti: “I COMPLOTTISTI PENSANO”. Così sembra che quelli che tramano nell’ombra siano le persone che hanno l’ardire di porsi delle domande e cercare di formulare un pensiero alternativo alle verità imposte dal REGIME MONDIALISTA. Loro giocano con la psicologia delle masse nel distorcere l’utilizzo di termini per dare significanti fuorvianti ad un’analisi superficiale. QUESTO E’ IL MESSAGGIO CHE FANNO PASSARE QUESTI GIOCOLIERI PAROLAI SERVI DEL SISTEMA: SE SEI FUORI DAL CORO BELANTE DIVENTI AUTOMATICAMENTE UN NEMICO DELL’ORDINE PRECONFEZIONATO PER NOI PECORONI LOBOTOMIZZATI. Nn alimentiamo più questa fabbrica della disinformazione e stacchiamo la spina a questo malato terminale chiamato Governo Tecnico!
Certo che l’idea di B. al Quirinale e il Monteprezzemolato come Primo Ministro nn mi era mai venuta alla mente, uno scenario devastante, frutto della più pessimistica delle ipotesi e sogno pruriginoso del Bilderberg Group.
A parte la cavolata del primo ministro e del presidente, sono notizie che di nuovo non ci trovo niente. A partire dalla vicenda del Britannia circa 1993 che sono consapevole di chi detiene il potere.
Mancano solo 7 mesi, queste inutili vicende non esisteranno piu’.
Possiamo cambiare tutto quando vogliamo! Basta votare alle prossime elezioni per Movimento 5 stelle o Lega e basta e poi tutti questi “potentati” dovranno ricominciare da zero per corrompere tutti i nuovo politici, tra 10 anni basterà rivotare per altri e via così. Non ci riusciremo? Vorrà dire che ci va bene così.
Passi M5S, ma la Lega come si fa? Quindi ritieni che quelli della Lega, Bossi, Trota, Rosi Mauro e i cerchi magici siano stati vittima di un complotto?
Interessante anche quest anno la lista definitiva con i nomi degli ‘as…….ini’ del gruppo Bilderberg chee questi giorni si trova nel hotel Chantilly dello state Virginia negli USA. Ho letto che alcuni topics fondamentali dellaa loro agenda sono: 1. come possono affrontare e distruggere tutte quelle situazioni, persone o rendono difficile il proprio lavoro della realizzazione della globalizzazione ossia il nuovo ordine. 2, hanno intenzione di fa chippare tutti i cittadini dell europa. Obama negli states ha gia deretato legge di chippare tutti gli americani dal 2013
interessanti i rappresentanti italiani…. e non solo
Chairman
FRA Castries, Henri de Chairman and CEO, AXA Group
DEU Ackermann, Josef Chairman of the Management Board and the Group Executive Committee, Deutsche Bank AG
GBR Agius, Marcus Chairman, Barclays… plc
USA Ajami, Fouad Senior Fellow, The Hoover Institution, Stanford University
USA Alexander, Keith B. Commander, US Cyber Command; Director, National Security Agency
INT Almunia, Joaquín Vice-President – Commissioner for Competition, European Commission
USA Altman, Roger C. Chairman, Evercore Partners
PRT Amado, Luís Chairman, Banco Internacional do Funchal (BANIF)
NOR Andresen, Johan H. Owner and CEO, FERD
FIN Apunen, Matti Director, Finnish Business and Policy Forum EVA
TUR Babacan, Ali Deputy Prime Minister for Economic and Financial Affairs
PRT Balsemão, Francisco Pinto President and CEO, Impresa; Former Prime Minister
FRA Baverez, Nicolas Partner, Gibson, Dunn & Crutcher LLP
FRA Béchu, Christophe Senator, and Chairman, General Council of Maine-et-Loire
BEL Belgium, H.R.H. Prince Philippe of
TUR Berberoğlu, Enis Editor-in-Chief, Hürriyet Newspaper
ITA Bernabè, Franco Chairman and CEO, Telecom Italia
GBR Boles, Nick Member of Parliament
SWE Bonnier, Jonas President and CEO, Bonnier AB
NOR Brandtzæg, Svein Richard President and CEO, Norsk Hydro ASA
AUT Bronner, Oscar Publisher, Der Standard Medienwelt
SWE Carlsson, Gunilla Minister for International Development Cooperation
CAN Carney, Mark J. Governor, Bank of Canada
ESP Cebrián, Juan Luis CEO, PRISA; Chairman, El País
AUT Cernko, Willibald CEO, UniCredit Bank Austria AG
FRA Chalendar, Pierre André de Chairman and CEO, Saint-Gobain
DNK Christiansen, Jeppe CEO, Maj Invest
RUS Chubais, Anatoly B. CEO, OJSC RUSNANO
CAN Clark, W. Edmund Group President and CEO, TD Bank Group
GBR Clarke, Kenneth Member of Parliament, Lord Chancellor and Secretary of Justice
USA Collins, Timothy C. CEO and Senior Managing Director, Ripplewood Holdings, LLC
ITA Conti, Fulvio CEO and General Manager, Enel S.p.A.
USA Daniels, Jr., Mitchell E. Governor of Indiana
USA DeMuth, Christopher Distinguished Fellow, Hudson Institute
USA Donilon, Thomas E. National Security Advisor, The White House
GBR Dudley, Robert Group Chief Executive, BP plc
ITA Elkann, John Chairman, Fiat S.p.A.
DEU Enders, Thomas CEO, Airbus
USA Evans, J. Michael Vice Chairman, Global Head of Growth Markets, Goldman Sachs & Co.
AUT Faymann, Werner Federal Chancellor
DNK Federspiel, Ulrik Executive Vice President, Haldor Topsøe A/S
USA Ferguson, Niall Laurence A. Tisch Professor of History, Harvard University
GBR Flint, Douglas J. Group Chairman, HSBC Holdings plc
CHN Fu, Ying Vice Minister of Foreign Affairs
IRL Gallagher, Paul Former Attorney General; Senior Counsel
USA Gephardt, Richard A. President and CEO, Gephardt Group
GRC Giannitsis, Anastasios Former Minister of Interior; Professor of Development and International Economics, University of Athens
USA Goolsbee, Austan D. Professor of Economics, University of Chicago Booth School of Business
USA Graham, Donald E. Chairman and CEO, The Washington Post Company
ITA Gruber, Lilli Journalist – Anchorwoman, La 7 TV
INT Gucht, Karel de Commissioner for Trade, European Commission
NLD Halberstadt, Victor Professor of Economics, Leiden University; Former Honorary Secretary General of Bilderberg Meetings
USA Harris, Britt CIO, Teacher Retirement System of Texas
USA Hoffman, Reid Co-founder and Executive Chairman, LinkedIn
CHN Huang, Yiping Professor of Economics, China Center for Economic Research, Peking University
USA Huntsman, Jr., Jon M. Chairman, Huntsman Cancer Foundation
DEU Ischinger, Wolfgang Chairman, Munich Security Conference; Global Head Government Relations, Allianz SE
RUS Ivanov, Igor S. Associate member, Russian Academy of Science; President, Russian International Affairs Council
FRA Izraelewicz, Erik CEO, Le Monde
USA Jacobs, Kenneth M. Chairman and CEO, Lazard
USA Johnson, James A. Vice Chairman, Perseus, LLC
USA Jordan, Jr., Vernon E. Senior Managing Director, Lazard
USA Karp, Alexander CEO, Palantir Technologies
USA Karsner, Alexander Executive Chairman, Manifest Energy, Inc
FRA Karvar, Anousheh Inspector, Inter-ministerial Audit and Evaluation Office for Social, Health, Employment and Labor Policies
RUS Kasparov, Garry Chairman, United Civil Front (of Russia)
GBR Kerr, John Independent Member, House of Lords
USA Kerry, John Senator for Massachusetts
TUR Keyman, E. Fuat Director, Istanbul Policy Center and Professor of International Relations, Sabanci University
USA Kissinger, Henry A. Chairman, Kissinger Associates, Inc.
USA Kleinfeld, Klaus Chairman and CEO, Alcoa
TUR Koç, Mustafa Chairman, Koç Holding A.Ş.
DEU Koch, Roland CEO, Bilfinger Berger SE
INT Kodmani, Bassma Member of the Executive Bureau and Head of Foreign Affairs, Syrian National Council
USA Kravis, Henry R. Co-Chairman and Co-CEO, Kohlberg Kravis Roberts & Co.
USA Kravis, Marie-Josée Senior Fellow, Hudson Institute
INT Kroes, Neelie Vice President, European Commission; Commissioner for Digital Agenda
USA Krupp, Fred President, Environmental Defense Fund
INT Lamy, Pascal Director-General, World Trade Organization
ITA Letta, Enrico Deputy Leader, Democratic Party (PD)
ISR Levite, Ariel E. Nonresident Senior Associate, Carnegie Endowment for International Peace
USA Li, Cheng Director of Research and Senior Fellow, John L. Thornton China Center, Brookings Institution
USA Lipsky, John Distinguished Visiting Scholar, Johns Hopkins University
USA Liveris, Andrew N. President, Chairman and CEO, The Dow Chemical Company
DEU Löscher, Peter President and CEO, Siemens AG
USA Lynn, William J. Chairman and CEO, DRS Technologies, Inc.
GBR Mandelson, Peter Member, House of Lords; Chairman, Global Counsel
USA Mathews, Jessica T. President, Carnegie Endowment for International Peace
DEN Mchangama, Jacob Director of Legal Affairs, Center for Political Studies (CEPOS)
CAN McKenna, Frank Deputy Chair, TD Bank Group
USA Mehlman, Kenneth B. Partner, Kohlberg Kravis Roberts & Co.
GBR Micklethwait, John Editor-in-Chief, The Economist
FRA Montbrial, Thierry de President, French Institute for International Relations
PRT Moreira da Silva, Jorge First Vice-President, Partido Social Democrata (PSD)
USA Mundie, Craig J. Chief Research and Strategy Officer, Microsoft Corporation
DEU Nass, Matthias Chief International Correspondent, Die Zeit
NLD Netherlands, H.M. the Queen of the
ESP Nin Génova, Juan María Deputy Chairman and CEO, Caixabank
IRL Noonan, Michael Minister for Finance
USA Noonan, Peggy Author, Columnist, The Wall Street Journal
FIN Ollila, Jorma Chairman, Royal Dutch Shell, plc
USA Orszag, Peter R. Vice Chairman, Citigroup
GRC Papalexopoulos, Dimitri Managing Director, Titan Cement Co.
NLD Pechtold, Alexander Parliamentary Leader, Democrats ’66 (D66)
USA Perle, Richard N. Resident Fellow, American Enterprise Institute
NLD Polman, Paul CEO, Unilever PLC
CAN Prichard, J. Robert S. Chair, Torys LLP
ISR Rabinovich, Itamar Global Distinguished Professor, New York University
GBR Rachman, Gideon Chief Foreign Affairs Commentator, The Financial Times
USA Rattner, Steven Chairman, Willett Advisors LLC
CAN Redford, Alison M. Premier of Alberta
CAN Reisman, Heather M. CEO, Indigo Books & Music Inc.
DEU Reitzle, Wolfgang CEO & President, Linde AG
USA Rogoff, Kenneth S. Professor of Economics, Harvard University
USA Rose, Charlie Executive Editor and Anchor, Charlie Rose
USA Ross, Dennis B. Counselor, Washington Institute for Near East Policy
POL Rostowski, Jacek Minister of Finance
USA Rubin, Robert E. Co-Chair, Council on Foreign Relations; Former Secretary of the Treasury
NLD Rutte, Mark Prime Minister
ESP Sáenz de Santamaría Antón, Soraya Vice President and Minister for the Presidency
NLD Scheffer, Paul Professor of European Studies, Tilburg University
USA Schmidt, Eric E. Executive Chairman, Google Inc.
AUT Scholten, Rudolf Member of the Board of Executive Directors, Oesterreichische Kontrollbank AG
FRA Senard, Jean-Dominique CEO, Michelin Group
USA Shambaugh, David Director, China Policy Program, George Washington University
INT Sheeran, Josette Vice Chairman, World Economic Forum
FIN Siilasmaa, Risto Chairman of the Board of Directors, Nokia Corporation
USA Speyer, Jerry I. Chairman and Co-CEO, Tishman Speyer
CHE Supino, Pietro Chairman and Publisher, Tamedia AG
IRL Sutherland, Peter D. Chairman, Goldman Sachs International
USA Thiel, Peter A. President, Clarium Capital / Thiel Capital
TUR Timuray, Serpil CEO, Vodafone Turkey
DEU Trittin, Jürgen Parliamentary Leader, Alliance 90/The Greens
GRC Tsoukalis, Loukas President, Hellenic Foundation for European and Foreign Policy
FIN Urpilainen, Jutta Minister of Finance
CHE Vasella, Daniel L. Chairman, Novartis AG
INT Vimont, Pierre Executive Secretary General, European External Action Service
GBR Voser, Peter CEO, Royal Dutch Shell plc
SWE Wallenberg, Jacob Chairman, Investor AB
USA Warsh, Kevin Distinguished Visiting Fellow, The Hoover Institution, Stanford University
GBR Wolf, Martin H. Chief Economics Commentator, The Financial Times
USA Wolfensohn, James D. Chairman and CEO, Wolfensohn and Company
CAN Wright, Nigel S. Chief of Staff, Office of the Prime Minister
USA Yergin, Daniel Chairman, IHS Cambridge Energy Research Associates
INT Zoellick, Robert B. President, The World Bank Group
Rapporteurs
GBR Bredow, Vendeline von Business Correspondent, The Economist
GBR Wooldridge, Adrian D. Foreign Correspondent, The Economist
I giornalisti del Corriere della Sera e de La Stampa Invece di fare una seria inchiesta si limitano a deridere, sono solo dei mediocri,