Gentili LETTORI/LETTRICI di SL,
visto il vostro notevole interesse manifestato per i POST del DENTIFRICIO & della STEVIA pubblicati recentemente; voglio proporvi un altro POST simile ai due precedenti dal significativo titolo di “LISCIVA: detersivo ecologico…….fai da Te”, vi anticipo che ne ho già un altro in cantiere anch’ esso tratto dal sito DIONI fonte inesauribile di CONOSCENZA pratica & sopratutto UTILE al nostro vivere quotidiano !!!
NAMASTE’-ALOHA-HASTA SIEMPRE
SDEI
Lisciva: il detersivo ecologico fai da te
La lisciva o liscivia è una soluzione liquida, ottenuta dalla semplice bollitura di cenere (meglio di legna) setacciata.
Veniva usata in passato soprattutto per lavare e sbiancare i tessuti, ma anche per tutte le altre pulizie casalinghe e, estremamente diluita, anche per la pulizia di tutto il corpo, grazie al suo potere detergente, sgrassante e disinfettante e al delicato e piacevole odore che rilascia simile al sapone di Marsiglia.
La qualità ecologica della lisciva dipende dal fatto che vengono impiegati soltanto sali del tutto solubili in acqua e quindi biodegradabili al 100%. Da non trascurare poi il fatto che non contiene fosfati, sbiancanti ottici e antimpaccanti.
E’ possibile acquistare la lisciva i alcuni negozi, tipo quelli biologici o acquisto solidali, oppure nelle vecchie ferramenta. La lisciva si vende sia sfusa (un pò meno di 2 euro al chilo) o in pacchi da 5 chili (1€ al chilo). L’importante è usarne una quantità inferiore rispetto ai normali detersivi per lavatrice ed è meglio metterla direttamente nel cestello del bucato.
Istruzioni per fare la lisciva fatta in casa
Ingredienti:
CENERE e ACQUA in un rapporto 1: 5 (ovvero 1 bicchiere di cenere per 5 bicchieri d’acqua)
Procedimento:
- Setacciare la cenere.
- Disporla in una grossa pentola, rispettando il giusto rapporto cenere/acqua ed aggiungervi l’acqua.
- Portare ad ebollizione, a fuoco lento, mescolando di frequente all’inizio e di tanto in tanto quando la cottura si è stabilizzata.
- Far bollire circa 2 ore. E’ consigliabile, verso fine cottura, assaggiare giusto una goccia del composto da posare sulla lingua per valutarne la potenza: se ha bollito sufficientemente pizzicherà appena. Non eccedere nella bollitura, in quanto la lisciva ottenuta diventerebbe troppo forte ed aggressiva per la pelle e per l’ambiente.
- A cottura ultimata, lasciare raffreddare e decantare per qualche ora.
- Preparare un recipiente e qualche straccio di cotone pulito che non scolorisca.
- Tendere sul recipiente lo straccio.
- Versare il contenuto della pentola sullo straccio nel recipiente, con l’accortezza di non agitare il liquido, cercando cioè di mantenere separata la parte solida da quella liquida. Si mette ancora a riposo e si aspetta cosicchè altre particelle solide cadranno sul fondo. Poi filtrare nuovamente. Se necessario ripetere più volte fino ad ottenere una soluzione trasparente
- Versare la lisciva in un flacone di plastica.
La lisciva è pronta! e si conserverà per anni.
Cosa si ottiene da questo procedimento:
• Una parte liquida, la lisciva propriamente detta.
• Una pasta cremosa, che possiede un certo potere detergente e che può essere utilmente usata per lavare i piatti e come sapone per le mani, poiché non sporca ed è meno aggressiva rispetto alla cenere d’origine, destinando la lisciva ad altri impieghi più esigenti e specifici.
Uso della Lisciva:
Si può impiegare in molti modi.
Per i piatti: aggiungerne circa 50ml nell’acqua del lavaggio insieme al detersivo, per piatti e pentole particolarmente sporchi.
Per il bucato: in lavatrice come sbiancante e per aumentare l’azione pulente del detersivo o del sapone (80ml circa ad ogni lavaggio).
Per i pavimenti: aggiungerne un tappo o più nell’acqua del secchio.
Per tutte le superfici lavabili: (ad eccezione di marmo e legno): in questo caso si può riempire uno spruzzino con la lisciva ed aggiungere una decina di gocce di oli essenziali, come limone e/o tea tree come igienizzanti. Lo spruzzino si può utilizzare per tutte le superfici lavanbili (piano della cucina, scrivanie in formica ecc..), lavandini, piani cottura e mattonelle.
E’ indicata anche per la pulizie dei vetri.





























In sicilia,facevano la liscivia,anche dalla cenere dei gusci delle mandorle.Per i tessuti delicati come lana e seta,invece veniva usata la radice della saponaria officinalis.Anche qui vale il rapporto 1:5,cioè 500g di radice in 5l. d’acqua.Uso:bollire 500g di radice di saponaria,con 5 l.d’acqua per 15min o anche meno.Poi togliere la radice(conservare il liquido dell’ebollizione) e farla bollire di nuovo con 1l. d’acqua per altri 15 minuti,per estrarre tutta la saponina.Unire i due liquidi,lasciare raffreddare e mettere in ammollo i panni.Risciacquare con acqua e dopo candeggiare con succo di limone,perchè il liquido della saponaria,tende ad ingiallire leggermente i tessuti.Risciacquare di nuovo,senza strizzare e stendere il bucato all’ombra.Per profumare il bucato,perchè la saponaria,non ha un buon profumo;fare una tisana di lavanda,possono bastare 2 cucchiai di fiori secchi,in 200ml o 250ml di acqua e bollire per 10 minuti;oppure preparare un infuso di bacche di alloro.Si può usare anche l’edera,sia per il bucato,che per l’igiene personale,proprio come la saponaria.
Interessantissimo grazie!
errata corrige:l’infuso descritto sopra,non si fa con bacche d’alloro,ma con foglie d’alloro,una manciata di foglie, in una tazza d’acqua 200ml o 250 ml.
Per quanto riguarda l’edera.Bollire 50 foglie tenere e verdi,sane,con 1l. d’acqua per 10 o 15 minuti e lavare i tessuti delicati.Per i capelli usare solo 10 foglie in 200ml. d’acqua.Si può usare allo stesso modo della saponaria,anche l’erba medica,sia le radici,che foglie e i fiori secchi.Oppure si può optare per le castagne di ippocastano,sbucciate e tagliate a pezzettini:250g o 300g di castagne di ippocastano e lasciarle macerare in 1l. d’acqua bollente per 1 ora.Poi,scolare il liquido e conservarlo,mettere a bollire le castagne con un po’ d’acqua,per 10 minuti,per estrarre tutta la saponina.Lasciare intiepidire o raffreddare e mettere in ammollo il bucato,ma solo quelli scuri,lavare ed infine risciacquare.Con tutti questi prodotti italiani,a portata di mano,evitate di comprare le noci saponine,che vengono importate.