
Il mare antistante Ravenna e punteggiato da pozzi di estrazione
E’ la prova di quanto sosteniamo da tempo?
Qualcuno ci ha criticato per avere, (con largo margine di anticipo sui fatti), correlato i terremoti alle estrazioni. Oggi siamo a evidenziare che purtroppo anche il terremoto di Ravenna ha analogie con quelli in Emilia e cioè la zona è zeppa di impianti di estrazione.
Non ce ne vogliano i lettori più sensibili e quanti hanno una laurea in geologia in tasca. Quì siamo di fronte a fatti collegati al puro raziocinio logico. Qundi ambasciator non porta pena!
Abbiamo invece l’esigenza di evidenziare il fatto, affinchè il territorio sia controllato e non lasciato in mano ad aziende private che hanno interessi contrapposti a quelli del bene comune. l’Italia non può continuare ad essere preda dei famelici interessi delle multinazionali del petrolio, senza nulla guadagnarci ma anzi tanto da rimetterci. Attendiamo che la Procura di Ravenna inizi a fare il suo lavoro.
Segue un ennesimo approfondimento che evidenzia il fatto tragico che buona parte dei giacimenti vengono concessi gratuitamente allo sfruttamento. Oltre al danno la beffa!
LB
Segue anche: Terremoto e trivellazioni, la procura di Modena apre un fascicolo
Italia Far west delle trivelle
Fonte: www.salviamoilpaesaggio.itNel nostro paese ottenere permessi per trivellare nuove aree, in mare o sulla terraferma, è piuttosto facile. E costa molto meno che altrove.
Il dossier di WWF Italia rileva come, nel 2010, le royaltyes per la concessione di coltivazioni in terra di idrocarburi liquidi e gassosi sono state pagate solo in 21 casi su 136. Mentre per le coltivazioni in mare, le amministrazioni pubbliche italiane hanno incassato le royalty spettanti in 28 casi su 70.
Nel dossier emerge inoltre come a pagare siano soltanto 5 compagnie (Eni, Shell, Edison, Gas Plus Italiana, Eni/Mediterranea idrocarburi) sulle 59 totali operanti in Italia.
Un vero e proprio incentivo per le compagnie che guardano all’Italia come terra di conquista, nonostante il petrolio estratto nel nostro paese sia notoriamente poco e di scarsa qualità (la produzione italiana di “oro nero” equivale allo 0,1% del prodotto mondiale, e l’Italia si attesta al 49-esimo porto tra i paesi produttori).
WWF Italia sottolinea in particolare che:
- le prime 20 mila tonnellate di petrolio prodotte, in un anno, su terraferma e le prime 50 mila tonnellate di petrolio prodotte in mare sono esenti dal pagamento di aliquote dello Stato. La stessa cosa avviene per i primi 25 milioni di smc di gas estratti in terra e i primi 80 milioni di smc in mare;
- a seconda che si tratti di idrocarburi gassosi o liquidi, l’aliquota oscilla tra il 7% e il 4% per le estrazioni in mare, mentre si sale al 10% (sia per gli idrocarburi liquidi che per quelli gassosi) per le estrazioni in terraferma.
La media delle aliquote applicate dagli altri stati, a livello mondiale, oscilla invece tra il 20 e l’80% del valore del prodotto estratto.
Questo è valso all’Italia la citazione come esempio di legislazione favorevole alle compagnie petrolifere, in occasione dell’Offshore Mediterranean Conference di Ravenna del 2004.
Eliminazione delle esenzioni di pagamento e adeguamento delle aliquote sul valore del prodotto: questi sono i punti chiave delle proposte che WWF presenterà al Parlamento. Si guarda inoltre con favore alla proposta di legge approvata lo scorso agosto dal consiglio regionale della Puglia, con cui si chiede di interdire nuove attività di prospezione, ricerca e coltivazione nel mare Adriatico.
E’ allarmante, infatti, pensare che dal Mediterraneo (che costituisce solo lo 0,7% delle acque del pianeta) passi ben il 25% del traffico petrolifero globale. Questo gli vale il poco invidiabile primato per la concentrazione di catrame in mare aperto: 38 mg per metro quadro.
Un incidente come quello accaduto nel Golfo del Messico nell’aprile del 2010 avrebbe, su un bacino così ristretto ma al contempo ricco di biodiversità, un impatto devastante.
Fonte:http://www.impresaitalia.info
Elenco delle trivelle in Ravenna
ENI SPA VIA BAIONA 107
48100 – RAVENNA (RA)
Tel. 054460051
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ENI SPA VIA BAIONA 232
48100 – RAVENNA (RA)
Tel. 0544451391
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ENI SPA VIA LACCHINI PRIMO 101
48100 – RAVENNA (RA)
Tel. 054444401
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ENI SPA VIA MANZONI ALESSANDRO 601
48100 – RAVENNA (RA)
Tel. 054449331
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ENI SPA VIA TRIESTE 290
48100 – RAVENNA (RA)
Tel. 0544293111
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ENI SPA VIA ROMEA SUD 119
48100 – RAVENNA (RA)
Tel. 054465102
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HALLIBURTON ITALIANA SPA VIA DEL MARCHESATO 25
48100 – RAVENNA (RA)
Tel. 0544537811
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HYDRO DRILLING INTERNATIONAL S.P.A. VIA TRIESTE 206
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Tel. 0544424011
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M – I ITALIANA S.P.A. VIA ROMEA NORD 158
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Tel. 0544454661
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SCHLUMBERGER ITALIANA S P A VIA RAVA LUIGI 4
48100 – RAVENNA (RA)
Tel. 054432214
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SCHLUMBERGER ITALIANA S P A VIA SANTI FERDINANDO 1
48100 – RAVENNA (RA)
Tel. 0544684041
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SCHLUMBERGER ITALIANA S P A VLE RANDI VINCENZO 44
48100 – RAVENNA (RA)
Tel. 0544400453
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SOND POZZI S.N.C. DI LOMBARDINI UGO E C. VIA SALENTINA 5
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Tel. 0544560405
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Terremoto e trivellazioni la magistratura di Modena indaga
Dopo gli allarmi sul web per le presunte attività di fracking per lo stoccaggio del gas, capaci di generare scosse, ora arrivano gli accertamenti della magistratura.

Per ora c’è un accertamento, inserito in un fascicolo sul terremoto in Emilia Romagna cosiddetto “modello 45″ cioé per “fatti non costituenti reato” e dunque con una delega di indagine ad ampio spettro. Tuttavia la conferma c’è: la Procura di Modena sta indagando a tutto tondo e quindi anche sulle presunte trivellazioni legate al progettato mega-deposito di gas a Rivara di San Felice sul Panaro. Quel progetto entra dunque a far parte verifiche che i magistrati modenesi metteranno in campo dopo le due disastrose scosse del 20 e 29 maggio. Il fascicolo è in mano al procuratore aggiunto Lucia Musti ed è stato aperto dopo i crolli di capannoni che hanno causato la morte di operai.
Cosa dovrà verificare l’indagine? Presto per dirlo, di certo c’è che anzitutto occorrerà capire se le trivellazioni sono state fatte o meno e chi le ha fatte. In caso positivo si dovrebbe poi verificare se queste perforazioni hanno o meno un qualsivoglia collegamento coi crolli e il sisma.

La vicenda perforazioni è stata oggetto, soprattutto sul web, di innumerevoli ipotesi e illazioni, alcune anche piuttosto fantasiose. Di cosa si tratti è presto detto: c’è un progetto d’un gigantesco deposito di gas della Erg Rivara Storage (Ers) da ubicare a Rivara. Progetto che nei giorni scorsi, dopo il sisma, è stato accantonato definitivamente con lo stop alle autorizzazioni dato dal ministero dello Sviluppo economico, che ha preso atto del no della Regione Emilia-Romagna. Si prevedevano 3,2 miliardi di metri cubi di gas in acquifero profondo, un piano unico in Italia e tra pochi al mondo. Il progetto riguardava San Felice sul Panaro e coinvolgeva anche altri quattro comuni della stessa area del sisma a cavallo delle province di Modena, Ferrara e Bologna.
Di Rivara – oggetto di polemica già dal 2005, dopo un primo sì da parte dei governi Prodi e Berlusconi – nelle ore immediatamente successive al sisma si era parlato ipotizzando il rischio del “fracking”, ovvero la cosiddetta la “fratturazione idraulica” della roccia iniziata da una trivellazione, capace secondo alcuni esperti di determinare rischio sismico.
Il presidente di Federpetroli, Michele Marsiglia, aveva rassicurato: “Nel corso degli anni, su riferimenti reali, non abbiamo situazioni di onde sismiche di alta scala in seguito a trivellazioni per ricerca di idrocarburi”. Smentite nette dalla Ers che ha più volte dichiarato di non aver mai trivellato a Rivara: “Mai toccato il terreno a Rivara, non abbiamo fatto carotaggi, non abbiamo perforato o immesso gas o acqua”. Ora, l’inchiesta e la Ers si dichiara tranquilla: “Purtroppo – rileva Ers -le autorità locali responsabili hanno gravemente tardato nello smentire attività illegali quali le perforazioni senza autorizzazione”.
continua su: http://www.fanpage.it/terremoto-e-trivellazioni-la-procura-di-modena-apre-un-fascicolo/#ixzz1x01qESEg
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L’IP sarà uguale ma da dove scriviamo ci sono almeno qualche migliaio di pc.. fai bene i tuoi controlli.. io il sognor F non lo conosco proprio!
e mi dispiace anche non conoscerlo…
L’IP mio e del signor F. sarà anche lo stesso ma da dove scriviamo ci sono migliaia di pc e quindi probabilmente siamo nella stessa struttura.. mi accusate davvero ingiustamente.. fate bene i vostri controlli!!!
Anzi.. e quando trovate il signor F. ditemi chi è che vado a stringergli la mano!
Chiedo spiegazione sul perchè il mio intervento sia considerato vergognoso.
Il nostro indirizzo IP è il medesimo perchè, evidentemente, siamo colleghi e lavoriamo nello stesso palazzo (contenente circa 3000 postazioni).
Caro F è stato solo un equivoco. Purtroppo siamo un po’ sulla difensiva per via di qualche provocatore, molto pochi a dire il vero.
Buongiorno a tutti,
ho letto l’articolo e capisco molto la preoccupazione, (io sono a Ravenna) e vorrei esprimere il mio parere dettato dalla mia esperienza.
E’ giusto e corretto cercare di capire a fondo il perchè delle cose, così cerco di portare il mio contributo, ma non pretendo di essere ascoltato.
Inizierei col dire che gli idrocarburi sono un bene dell’Uomo infatti le compagnie chiedono autorizzazioni allo Stato per estrarle al quale pagano delle Royalties che dovrebbero essere reinvestite a favore delle persone.
Certo l’immagine che le compagnie petrolifere hanno non è molto buona ma gli idrocaburi in senso lato fanno parte della nostra vita: vestiti, trasporto, energia, bitumi che asfaltano le strade che percorriamo, i lubrificanti e grassi, solventi, estratti aromatici, additivi, elastomeri (quelli che trovate nelle suole delle vostre scarpe, articoli tecnici, nastri adesivi, guarnizioni di cavi ed elettrodomestici, latex usato per la patinatura della carta) potrei continuare ma credo di aver reso l’idea che il petrolio non sia solo benzina, e tutti voi chi più chi meno ne fanno uso e consumo.
La sola emila autosostiene una buona parte del suo fabbisogno energetico grazie al gas che permette di estrarre. Se anche decidessimo di stoppare le perforazioni lo dovremmo comunque estrarre da altre parti, spostando il paventato problema in un’altra parte del globo.
Fatta questa noiosa premessa, rifletto su alcuni aspetti tecnici, concreti e reali.
Mediamente un pozzo a gas (in emilia) arriva a 2500 m (qualcuno è più profondo altri decisamente più superficiali) se le operazioni in pozzo potessero creare sismi a 25 km (ma anche a 15 per dire) non pensate che nei pressi del pozzo l’effetto sarebbe devastante? ma non avviene perchè le vibrazioni sono presenti ma non problematiche.
Le acque di reiniezione non dovete immaginarle come un inquinante aggiuntivo, semmai viene rimesso nel luogo di origne un fluido depurato dagli idrocarburi originariamente presenti. E’ importante reiniettare acqua in formazione per ripressurizzare. Sostanzialmente si restituisce alla natura ciò che la stassa natura ha originato, non si sta fornendo uno scarto inquinante (cosa invece che si ha con le scorie radioattive delle centrali nucleari).
se avete domande dirette proverò a rispondere compatibilmete con gli impegni lavorativi e la possibilità di connettermi, se mi conderate un geologo (si sono un geologo e leggo pure Rat-Man) incompetente, non disturbero più.
un saluto a tutti
marco
Grazie Marco per il contributo
piccola aggiunta,
gli eventi, in tempi geologici, della spinta della placca africana, hanno creato la situazione geologica attuale.
gli idrocarburi dopo essersi formati nella “roccia madre”, spesso migrano per accumularsi in quelle che solitamente sono “trappole statigrafiche o strutturali”, quelle strutturali spesso sono legate a faglie e pieghe.
Quindi trovare pozzi in prossimità di queste aree spesso è una conseguenza di “movimenti” terrestri NON la causa.
mi rendo conto di aver fornito una spiegazione forse un pò sintetica, però servirebbe più tempo, spazio ed immagini…
scusate
m
Lo stesso IP è dovuto al fatto che la rete aziendale permette l’uscita solo da un certo numero di IP, ma sicuramente non devo insegnare niente a nessuno in merito.
Personalmente, pur lavorando per la stessa azienda di Elisa e F., sento che qualcosa scricchiola nelle mille versioni che girano in rete, ufficiali e non.
non difendo a spada tratta le trivelle, ma nemmeno le condanno a priori; dal 29 maggio mi sto documentando su quanto avviene e sto formando la mia opinione personale, leggendo sia le versioni ufficiali delle testate nazionali, sia le versioni della stampa di controinformazione, soppesando i pareri e riflettendo.
e così penso che dovrebbero fare in tanti, siano essi giornalisti, petrolieri o geologi.
Già, forse la sig. Elisa non ha tutti i torti. Stampa libera è libera oppure è la bocca dei sacce nti? Di oracoli se sacerdoti divini, noi tutti siamo pronti al responso. Altrimenti accettiamo il pensiero di ognuno in buona fede.
Le nozioni che hanno un senso dal punto di vista tecnico e una logica appropriata è stata elencata dal sig. Marco. Viene denigrato e accusato di non fare prevenzione. Già, mi ritorna in mente un geologo di fama, sempre sulla notizia, in televisione, divulgatore scientifico, oracolo, ora il geologo Tozzi perché non prevenuto l’accadimento?
Il servizio di Elena Comelli del Corriere del 7 6 2012 da tutta l’impressione di assumere una posizione troppo di parte e difensivistica nei confronti delle ditte appaltatrici, ritengo inoltre che il tempismo e il testo dell’articolo, sprigionino una massiccia dose di ingenuita’ mista a incongruenze dovute nel dichiarare a priori, come se la giornalista fosse presentedurante l’imbastmento e l’inizio lavori, che la ditta per certo non ha potuto effettuare nemmeno un buco per il sopraggiunto sisma, se permettete queste sono dichiarazioni arbitrarie senza nessuna prova a carico. Non volendo sembrare ostruzionista a oltranza e complottologo a tutto campo, consiglierei i signori Geologi di visionare il recente servizio postato su SL che spiega in modo chiaro la tematica in corso, con risvolti oscuri circa il modo di gestire dalle amministrazioni locali, solo per fare cassa in tasca loro, e delle ditte appaltatrici sul loro modo di operare solo per mero guadagno, ditte che puta caso sono le stesse oggetto delle discussioni, visionando detto servizio, che solo qui su SL si puo’ vedere, i signori tanto indignati potranno se lo riterranno coscienzioso, rivedere certe convinzioni per le quali si battono, e chissa’ forse se onesti e non al soldo di qualcuno, essere protagonisti nella ricerca di giustizia e verita’ . Oracolo