Pochi Veneti sanno che… come civiltà la loro è più antica di quella romana (Combatterono a fianco dei Troiani contro i Greci – descritti nell’Iliade – “Roma” e gli “Etruschi” all’epoca non esistevano) .
Pochi Veneti sanno che… il famoso Villaggio della Bretagna che i Romani non riuscivano a conquistare, era un villaggio Veneto (Giulio Cesare – De bello gallico libro II).
Pochi Veneti sanno che… a scrivere la storia di Roma fu un Veneto, Tito Livio.
Pochi Veneti sanno che… la vittoria dei Romani contro Annibale fu per merito dei soldati Veneti.
Pochi Veneti sanno che… i Veneti hanno salvato Roma per ben tre volte – due volte contro i Galli e la terza nella loro guerra civile
Pochi Veneti sanno che… che la prima nave con i cannoni ai lati (Galeazza) fu una loro invenzione.
Pochi Veneti sanno che… che il simbolo “@” fu inventato da loro nel XI° secolo per questioni commerciali.
Pochi Veneti sanno che… che a Treviso si trova il testo più antico al mondo di algebra, “l’Abaco”.
Pochi Veneti sanno che… il gioco del calcio veniva praticato nel territorio della Serenissima già dal XV° secolo e che esisteva un vero e proprio campionato.
Pochi Veneti sanno che… il gioco del Tennis Veniva praticato nel territorio della Serenissima già dal XV° secolo.
Pochi Veneti sanno che… i fratelli Zeno scoprirono l’America prima di Colombo, e che quest’ultimo arrivò in America grazie ad una copia di mappe Venete.
Pochi Veneti sanno che… Elena Cornaro nasce nel 1646 e fu’ la prima donna laureata al Mondo.
Pochi Veneti sanno che… Il canale di Suez fu progettato da loro nel XVII° secolo.
Pochi Veneti sanno che… la costituzione e la giustizia USA hanno copiato le leggi della Serenissima – Benjamin Franklin si intrattenne a Venezia per quasi un anno.
Pochi Veneti sanno che… il primo orologio a ingranaggi fu fatto a Padova.
Pochi Veneti sanno che… Salieri è Veneto.
Pochi Veneti sanno che… il pianoforte fu inventato a Vicenza nel XVIII° secolo.
Pochi Veneti sanno che… la parola più diffusa al modo, “ciao” è Veneta.
Pochi Veneti sanno che… “Schiavoni” erano dei soldati Dalmati e Istriani a servizio dei Veneti.
Pochi Veneti sanno che… la Repubblica Veneta esisté per più di 1100 anni .
Pochi Veneti sanno che… l’Istria e la Dalmazia sono Venete, non italiane.
Pochi Veneti sanno che… Cipro si chiamava Famagosta, ed era Veneta.
Pochi Veneti sanno che… Pietroburgo fu fatta da due architetti Veneti.
Pochi Veneti sanno che… nel 1866 diventarono italiani con l’imbroglio del referendum farsa.
Pochi Veneti sanno che… nel Congresso di Vienna del 1815 furono svenduti all’Austria.
Pochi Veneti sanno che… che l’inizio dei lori mali fu la nascita del nano corso chiamato Napoleone Bonaparte.
Pochi Veneti sanno che… che il primo Stato al mondo ad abolire la schiavitù, ufficialmente, fu la Serenissima nel XVI° secolo.
Pochi Veneti sanno che… la storia del “Fornaretto di Venezia” fu una balla inventata dai Francesi nel 1797 per giustificare la guerra contro la Repubblica Veneta.
Pochi Veneti sanno che… Galileo Galilei per scappare all’inquisizione si rifugiò in Veneto.
Pochi Veneti sanno che… il Santo patrono è San Marco.
Pochi Veneti sanno che… la parola Veneto, vuol dire popolo mite.
Pochi Veneti sanno che… più grandi artisti del Barocco e Rinascimento erano Veneti. (Tiziano, Palma il Vecchio, Giorgione, Canaletto, Tintoretto, Bellini, Mantegna, Veronese, ci vuole un libro per elencarli tutti)
Pochi Veneti sanno che… le campane suonano a mezzogiorno per la vittoria dei Veneti contro i Turchi nella battaglia di Lepanto del 7 ottobre 1571, dove si fermò l’avanzata islamica verso l’Europa.
Pochi Veneti sanno che… il famoso “Galateo” fu scritto nell’abbazia di San Eustachio del Montello a Treviso.
Pochi Veneti sanno che… hanno una vera cultura millenaria.
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Inviato il 14/06/2012 alle 09:44 DA ALBA CANELLI
“nel 1866 diventarono italiani con l’imbroglio del referendum farsa” Beh direi che ai veneti è andata molto meglio dei meridionali…che sono diventati italiani con genocidi, deprivazioni, torture, campi di concentramento (Fenestrelle), sfruttamento di risorse umane ecc… Nell’Esposizione Internazionale di Parigi del 1856 fu assegnato il Premio per il terzo Paese al mondo come sviluppo industriale (I in Italia); Il Ponte sul Garigliano di Luigi Giura L’inaugurazione della ferrovia Napoli-Portici (l’arrivo del treno ai Portici) Le Officine di Pietrarsa, ora museo ferroviario Primo Sismografo Elettromagnetico nel mondo costruito da Luigi Palmieri; ECONOMIA: Bonifica della Terra di Lavoro; Prima flotta mercantile in Italia (terza nel mondo); La più grande Industria Navale d’Italia per numero di operai (Castellammare di Stabia, 2000 operai); GIURISPRUDENZA – ORGANIZZAZIONE MILITARE: Promulgazione del primo Codice Marittimo italiano; Cerimonia dell’inaugurazione del Bacino di Raddobbo nel porto militare di Napoli (15-8-1852), olio su tela. seconda metà del secolo XIX, Napoli Comando in Capo del Dipartimento Militare Marittimo del Basso Tirreno Prima applicazione dei principi della Scuola Positiva Penale per il recupero dei malviventi; SOCIETÀ, SCIENZA E CULTURA: Prima assegnazione di “Case Popolari” in Italia (San Leucio presso Caserta); La lista sarebbe ancora lunga… Solo un’ultima cosa: …Pochi Veneti sanno che… i telai furono portati a Valdagno, dove fu creata la prima fabbrica tessile nel Veneto, provenivano dal famosissimo complesso tessile di S. Leucio “rubato” e rimontato lì… «Gli oltraggi subiti dalle popolazioni meridionali sono incommensurabili. Sono convinto di non aver fatto male, nonostante ciò, non rifarei oggi la via dell’Italia meridionale, temendo di essere preso a sassate, essendosi colà cagionato solo squallore e suscitato solo odio» |






























Giorgio il discorso non è “terun” o “padrun”, è che bisogna anche avere un pò di umiltà per analizzarle ste cose, o no? Fare disamine storiche, dal mio modesto punto di vista non può essere lo spunto per dire che i meridionali si sono calati le braghe, o altre fesserie del genere. Nè tantomeno è sopportabile una visione che pretende di essere parzialmente genralista per due minchiate lette qua e là. Lo sapevo fin dall’inizio che esaltando quanto aveva ben scritto Alba avrebbe ingenerato una plausibile serie di polemiche, etc. Hai sentito o letto qualcuno dire evviva il borbone, evviva Napoli, evviva Palermo, Potenza, Bari??? Mi pare di no! E non perchè non si abbia orgoglio per la città, la terra. Ergo, fermiamoci prima e innanzitutto su quelle che sono le risposte delle persone: c’è chi non se ne frega niente, chi fa finta, chi aspetta solo questo spunto per tirare fuori di tutto e di più. Se ho scritto di determinate cose, anche un pò duramente e non ricevendone degna risposta, è perchè io non mi permetterei mai di dire che l’unità d’italia è stata una passeggiata perchè la popolazione era remissiva. Nè voglio fare del classico vittimismo (e il senso di sottolineare quanto scritto da Alba era anche quello: mica ne lamentamu per forza; sappiamo anche parlare per dati di fatto, e che dati!!).Però se il tuo incipit è che “la storia non è risolta”, ti dico francamente che c’hai ragione: il momento di risolverla ora e per sempre è lì che aspetta solo l’occasione. Il Sud deve prima risolvere tante contraddizioni e problemoni che ha al suo interno e poi si vedrà come far pagare 150anni di dittatura malsopportata, magari facendo pure un favore a chi inneggia ad altro! Tempo addietro proposi a tutti meridionali di lasciare i posti di lavoro al nord, mentre gli unici infermieri candidati in veneto (a Venezia mi pare di ricordare) erano rumeni o altro. Il problema al Sud sono lo stato inesistente o inquinante e i politicanti con le guardie appresso: una volta eliminati o regimentati quelli, si tornerà a respirare aria pura.
caro francesco
aver provocatoriamente sottolineato alcuni aspetti puramente ideologici
e’ stato come un piccolo esperimento sociologico personale,
come nel gioco degli specchi ho stanato parti di me stesso e non solo mie
vedi,i libri che ognuno di noi legge non sono sciocchezze ma vere e proprie propagande di regime,compresi quelli trend sui massacri nel sud dove si nasconde la partigianeria della classe o ceto politico meridionale attenzione tutto e’ politica ed ideologia atta ad infiammare gli animi per dirigerne la direzione.
proporre di lasciare i posti di lavoro al nord e’ gia’ ideologia politica,
niente da ridire per carita’,lo approvo.
questo indipendentismo proveniente da movimenti politici piuttosto aggressivi come per es,IO SUD o i BORBONISTI che girano per Napoli con tanto di marcia reale ci fa’ comprendere bene cosa si nasconda molte volte dietro certe affermazioni qui’ postate da molti,anche i polentoni ogni tanto sanno pensare!
basta andare per esempio sul sito politica on line,leggere i post sia dei nordisti che dei sudisti per rendersi conto che il problema non e’ risolto!!!
e’ il gioco degli specchi che ce lo comferma tanto quanto la quantita’ dei post su questo
articolo.mah..facimmoci du risate,che l’e’ mej…
ciao alla prossima e viva o rre’
Caro Giorgio, è naturale che il tutto prevede provocazione: capirai il senso di far lasciare il posto di lavoro e tornare al sud dove…mah, non credo di doverti spiegare niente. Quando ho scritto in maniera un pò troppo accesa a Fabrizio era anche per sottolineare che forse bisognerebbe usare un pò di calma, oltre che una logica da storia comparativa o altre metodolgie: ripeto e se avessi qualche mio avo perito durante la presunta unità italica? Tanto quanto potrebbe aver patito Fabrizio altre ingiustizie, etc. Ma è proprio da quello che prendo spunto per ribadire che la conoscenza deve essere molto molto approfondita, per non cadere negli errori ti cui GIUSTAMENTE anche tu scrivi.
In ogni caso, fasemola ‘na risata, l’è mej, ghe certo che l’è mej (veneto un pò rabberciato, ma il senso si capisce)…ahahah! o rrè lasciamml’ sta addù stà, fora di ball, fora!!
alla prossima caro Giorgio
Pochi veneti sanno che… il primo ghetto per gli ebrei del mondo è quello di Venezia (1516), che Giordano Bruno è stato consegnato all’Inquisizione per essere bruciato vivo da un patrizio veneziano Giovanni Mocenigo, che i veneziani (e gli altri occidentali) conquistata Costantinopoli, nel 1204, si sono lasciati andare a uno dei peggiori saccheggi della storia, profanando le tombe degli imperatori, spogliando le salme delle gioie con cui erano adorne, gettandone gli scheletri ai cani (i bizantini li consideravano divinità), che il 26 settembre 1687 i veneziani di Francesco Morosini hanno bombardato e distrutto il Partenone. Terreni scivolosi quelli dei record mondiali.
Pochi Veneti sanno che…i veneti preromani non hanno nulla a che spartire con i veneti attuali.
Erano un popolo indoeuropeo del gruppo latino-falisco arrivato nella penisola italica nel II° millennio a.C. (fine Età del Bronzo), non erano Celti ma stretti parenti dei Latini che in seguito diverranno celebri come Romani, e non c’entrano nulla né con le popolazioni illiriche dal nome simile con i quali sono stati spesso associati (gli ‘Enetoi di Erodoto), né la mitologica attribuzione, di epoca romana, di una loro origine anatolica, né, tanto meno, con i Venedi della Vistola che erano viceversa Slavi.
La pianura veneta in cui si insediarono gli antichi Veneti era già abitata, e quando i Veneti arrivarono si mescolarono con gli Euganei pre-indoeuropei.
Dopo i Veneti arrivarono prima i Celti e poi i loro cugini Romani, i quali trapiantarono nella pianura padana non solo la propria gente latina, ma anche coloni Piceni, Equi o Sanniti.
Durante l’Impero, nel territorio dei Veneti si erano ormai stanziati gruppi provenienti da ogni angolo dello Stato romano, dalla Britannia all’Egitto, dall’Armenia all’Iberia.
Dal III secolo d.C. in poi arrivano nella venezia le più disparate tribù germaniche e sarmate: Marcomanni, Quadi, Iazigi, Carpi, Vandali, Svevi, Burgundi, Alani, Sciri, Franchi, Alamanni, Gepidi, Turingi, Rugi, Sassoni.
Nel 476 d.C. l’intera penisola italica diventa un regno degli Eruli, nel 493 diventa un regno Goto, dal 569 un regno Longobardo e, dal 774, un regno dei Franchi.
Insomma, rivendicare la diretta discendenza dei Veneti attuali dai Veneti latino-falisci è semplicemente assurdo.
Pochi Veneti sanno che…la matematica non l’hanno inventata i veneti, figurarsi millantare di aver scritto il testo più antico in merito…ci sono volumi ellenistici, romani, arabi, indiani e bizantini in merito più antichi.
Pochi Veneti sanno che…il calcio nasce nell’XI secolo AVANTI CRISTO in Giappone, altro che “Serie A della Serenissima”.
Pochi Veneti sanno che…il Tennis è menzionato per la prima volta nel mondo bizantino, in europa si afferma nel Regno di Francia. Anche qui niente Wimbledon in gondola.
Pochi Veneti sanno che…l’America l’ha scoperta il vichingo islandese Leiff Eriksson, con buona pace dei navigatori veneziani e del genovese Colombo.
Pochi Veneti sanno che… Elena Cornaro fu la prima donna laureata al mondo, ma in confronto ad Anna Comnena era una mezza ignorante.
Pochi Veneti sanno che…il canale di Suez fu progettato e realizzato dai faraoni della XXVIa Dinastia nel VI° secolo AVANTI CRISTO, e come se non bastasse, rifatto dall’Imperatore persiano Dario I e ristrutturato più volte dai sovrani tolemaici, dai romani, e dagli arabi, che lo abbandonarono nell’VIII° secolo d.C.
Pochi Veneti sanno che… il primo orologio meccanico era cinese (1086 d.C.), ma già i greci erano in grado di creare strumenti molto più complessi interamente meccanici (come la macchina di Andikithíron).
Pochi Veneti sanno che… Salieri è Veneto, e non lo conosce quasi nessuno, mentre l’austriaco Mozart…
Pochi Veneti sanno che… il pianoforte fu messo a punto a Firenze da Bartolomeo Cristofori nel 1698.
Pochi Veneti sanno che… la parola più diffusa al modo, “ciao” è Veneta, e significa “schiavo”…cazzo che bel primato di cui andar orgogliosi.
Pochi Veneti sanno che… la Repubblica di Venezia esisté per 949 anni come Stato sovrano, ma fino a metà del XII secolo non era definibile repubblica. Repubblica che, tra l’altro, non era affatto democratica.
Pochi Veneti sanno che… l’Istria e la Dalmazia sono dei popoli che le abitano da secoli, non degli invasori veneziani o italiani.
Pochi Veneti sanno che…Famagosta era una città cipriota, tra l’altro fondata in età ellenistica, e di Cipro era solo la capitale nel periodo di dominio veneziano.
Pochi Veneti sanno che…San Pietroburgo fu realizzata dall’Architetto svizzero Domenico Trezzini di Astano, sotto la direzione dello Zar Pietro il Grande che, a sua volta, aveva studiato architettura in Olanda ed apprezzava l’architettura olandese. La bonifica delle paludi della Neva venne invece affidata ad architetti torinesi.
Pochi Veneti sanno che…con il Congresso di Vienna furono ceduti all’Austria, sotto il cui governo il Veneto ebbe il suo periodo migliore tra tutti i periodi trascorsi dal Veneto sotto governo straniero, italia inclusa.
Pochi Veneti sanno che…la schiavitù non esisteva in Stati come l’Egitto dei faraoni (checché ne si dica nei consueti luoghi comuni), nell’Impero Persiano di Ciro il Grande, o nell’Impero Bizantino. Venezia la abolì quando ormai non era per essa più redditizia, in quanto esclusa dalle rotte schiavili tra Africa ed Americhe.
Pochi Veneti sanno che… la storia del “Fornaretto di Venezia” fu una balla inventata dai Francesi nel 1797 per giustificare la guerra contro la Repubblica Veneta.
I Veneti però non ammetteranno mai le balle che hanno inventato loro (Veneti brava gente, Serenissima Stato libero e democratico, Austriaci cattivi dominatori, Croati feroci e selvaggi, Slavi e Greci felici della dominazione veneziana, pulizia etnica jugoslava, etc.).
Pochi Veneti sanno che… Galileo Galilei non scappò mai dall’inquisizione e, quindi, mai si rifugiò in Veneto.
Pochi Veneti sanno che… la parola Veneti, da wenetoi, vuol dire “gli amichevoli”.
Pochi Veneti sanno che…la lista di grandi artisti del Barocco e Rinascimento Veneti è così lunga che ci vuole un libro per elencarli tutti…figuriamoci per elencare quelli non veneti.
Pochi Veneti sanno che…le campane suonano a mezzogiorno su richiesta di Papa Callisto III, per chiamare i fedeli a pregare per la salvezza della città di Belgrado, difesa da János Hunyadi, il quale nel 1456 respinse l’assedio del Sultano Mehmed II.
Pochi Veneti sanno che…senza le flotte di Genova, Malta, Toscana e, soprattutto, Spagna, i Veneziani a Lepanto non avrebbero mai vinto da soli…anzi, erano l’unico membro della Lega a tenersi in contatto con gli Ottomani nel tentativo di stipulare una economicamente vantaggiosa pace separata, altro che “baluardo della cristianità”.
Ad ogni modo, la vittoria di Lepanto non fu veneziana, ma di tutta la Lega, la flotta di Venezia non costituiva nemmeno metà dello schieramento alleato nonostante fosse la più grande potenza navale cristiana del Mediterraneo, e le sue galee erano a corto di soldati e rematori al punto che la Spagna dovette fornirne di propri, altrimenti la spedizione non sarebbe mai partita.
La vittoria la si deve più a don Giovanni d’Austria, don Álvaro de Bazán, Luis de Requesens, Marcantonio Colonna, Andrea Provana di Leinì, Gianandrea Doria e Papa Pio V, che non a Sebastiano Venier.
Pochi Veneti sanno che…è proprio all’infingardaggine veneziana che si devono le due cadute (1204 e 1453) del vero baluardo della cristianità: Costantinopoli.
Nel primo Venezia fu in prima persona alla guida della coalizione che conquistò la città, rendendosi protagonista di saccheggi e sacrilegi che non hanno uguali nella storia (dopo aver fatto altrettanto con la pacifica Zara, che si trovava lungo il percorso, ed aveva l’unica “colpa” di non volersi sottomettere a Venezia);
nel secondo Venezia preferì assicurarsi con gli Ottomani il mantenimento degli stessi privilegi commerciali accordati loro dai bizantini, e pur avendo promesso aiuti nessun soccorso veneziano arrivò mai nella Costantinopoli assediata, che venne presa da Maometto II dopo un’eroica resistenza.
Eroica resistenza di cui furono viceversa protagonisti in forze i Genovesi.
La brama egoista di potere e denaro dei veneziani spalancò la porta dell’Europa cristiana al più terrificante dei nemici per i seguenti 5 secoli.
Pochi Veneti sanno che…nonostante fosse spesso in guerra con gli Ottomani, a causa dei loro possedimenti in prima linea, e nonostante la sua potenza navale, nessuno Stato europeo si fidava a stringere alleanze con Venezia, nemmeno in funzione anti-turca. Era ben nota l’attitudine veneziana ad accordarsi con il nemico e persino a rovesciare le alleanze, quando le si prospettava un vantaggio economico o territoriale.
Pochi Veneti sanno che…le popolazioni greche e slavo-balcaniche erano così felici del liberale e tollerante dominio veneziano che, pur cristiane (ma in maggioranza Ortodosse), preferivano farsi governare dai Turchi Ottomani.
Pochi Veneti sanno che…”galateo” deriva da Galeazzo Florimonte, vescovo della Diocesi di Sessa Aurunca (Caserta), che ispirò a monsignor Giovanni della Casa la stesura del libro “Il Galateo overo de’ costumi”‘, primo trattato sull’argomento, pubblicato nel 1558.
Pochi Veneti sanno che…hanno lo stesso una grande storia, ma preferiscono dimenticarla per correre dietro a queste pagliacciate.
Continuate così, bravi!