Articolo di Penelope Griffith London.
Nell’antico continente carezzato dai venti del Nord, sono andati persi tutti i Segni, i simboli dell’Altro Universo, del Mondo semi-fisico dei Figli della Luce.
Segni di un linguaggio non parlato; di un linguaggio superiore che manca di parole, somigliando, questo, a quello degli uccelli e degli alberi. Un linguaggio che è un’universale trasmissione di energia; un’informazione simbolica tratta da un pensiero non pensato.
Attraverso quest’antico linguaggio, giungono ancora oggi fino a noi pensieri, concetti, parole sussurrate all’orecchio, dal Mondo semi-fisico dei Figli della Luce. Questi pensieri parlano del Grande Mentitore, del Ladrone che ruba le immagini della nostra vita, la nostra gioventù e l’intera nostra esistenza.
Questo Mondo, questa realtà in cui viviamo, è così oscura e ingannevole che pochi riescono a vedere cosa realmente stia accadendo. Sono pochi i guerrieri che ottengono di vincere, amaramente e quotidianamente, il combattimento alchemico contro il mondo illusorio del Grande Mentitore. In questo Mondo nemico, questi guerrieri sono stranieri. Sono entrati qui “come ladri nella notte…” per portare la loro energia e il ricordo della loro antica provenienza; per dimostrare con la loro stessa esistenza che, al contrario di quanto il Grande Mentitore ama far pensare a tutti i suoi sudditi, questo Mondo non gli appartiene totalmente; egli non ha il potere assoluto su questa dimensione, non ha affatto “già vinto” e i giochi non sono mai stati chiusi.
Tutte le informazioni che giungono alle nostre coscienze, parlano di un Mondo ormai perso, dominato da poteri ingannevoli che attraverso la finanza e le banche ci ha ridotto alla schiavitù e alla miseria. Sembra che dominino il nostro cibo e i nostri cieli; sembra che possano persino provocare terremoti ed attaccare paesi in grave crisi finanziaria attraverso la meteorologia, per spaventare, soggiogare il popolo attraverso la più sleale delle guerre: una Guerra in cui non viene mai dichiarata apertamente l’azione dell’attacco, né l’identità di colui che attacca. Avvolto e nascosto da questa nuvola di vigliaccheria, si muove il Grande Mentitore. Egli è aiutato dai traditori della propria razza e della propria specie, perché egli niente potrebbe se non fosse perennemente alla guida di un esercito di traditori della specie umana, di Dio, della patria, dello stato e del loro ruolo a difesa e protezione della Res Publica. Il Mondo illusorio del Grande Mentitore ha, ed ha sempre avuto, bisogno dei Traditori per poter esistere, per espandersi e tentare di possedere quella che lui ama credere la sua creazione, il suo mondo.
Il suo giogo è sottile. Il Grande Mentitore possiede il mercato della comunicazione oltre a quello della finanza; così Egli utilizza i suoi canali per diffondere l’immagine del suo universo illusorio che altro non è che un Universo-Campo di Concentramento, in cui tutti ci siamo inaspettatamente ritrovati mentre percorrevamo il cammino della nostra vita, che dal sogno di libertà degli anni ’70 ci ha portato in una prigione di cui non riusciamo ad intravedere chiaramente le sbarre.
Molti esseri umani si sentono profondamente traditi, perché lo sono stati. Sono stati ingannati dai Figli del Grande Mentitore, che nel corso di questo ultimo secolo hanno proliferato su tutti i piani e tutti i livelli di questo Mondo-Dimensione che noi chiamiamo Terra.
Molti esseri umani sentono di non poter più reggere l’esperienza della vita in questo Universo-Campo di Concentramento addobbato come Disneyland, in cui Topolino si trasforma inaspettatamente in Nightmare. Molti si sentono in trappola e pensano di non avere via d’uscita, ma così non è.
Il pensiero, la sensazione che diventa la certezza di non poter avere una via d’uscita è l’arma più letale del Grande Mentitore. Non è vero che non esiste una via d’uscita. Egli non possiede totalmente questa Dimensione-Mondo, altrimenti non avrebbe bisogno della vostra partecipazione per continuare ad espandere e consolidare i propri territori. Egli ha bisogno di voi. Ha bisogno che voi gli crediate. Ha bisogno che voi partecipiate alla Sua illusione. Lui ed il suo esercito di traditori non basterebbero a creare questa realtà.
La via d’uscita esiste. Eccome se esiste. Ma voi, cosa siete disposti a perdere?
Dovete sapere che tutto quello che avete pensato di costruire, lo avete costruito dentro questo Universo-Campo di Concentramento che è l’attuale dimensione del Pianeta Terra.
Dico “pensato di costruire” perché la vostra speranza di costruzione è un inganno, la peggiore delle illusioni: con un attimo di lucidità a tutti voi verrà facile comprendere che non si può veramente costruire nulla dentro un Campo di Concentramento. Non pensereste mai di costruirvi una casa e una vita dentro un Campo di Concentramento, se solo foste consapevoli di dove vi trovate realmente.
La più grande paura di molti esseri umani, in questo momento, è perdere quello che hanno: “perdere quello che hanno pensato di costruire”. Questo è il freno ed è la più grande arma del Grande Mentitore, che con un sottile inganno rende voi stessi suoi complici e suoi guerrieri, disposti a dare la loro vita per mantenere forti e salde le sbarre di questo Universo-Campo di Concentramento che molti chiamano il “Loro Mondo”.
Guardatevi intorno.
Questo è un Mondo in cui esistono Leggi che impongono ai pastori di buttare il loro latte in favore del commercio; che impongono agli agricoltori di macerare i loro frutti per acquistarli da paesi lontani, per acquistare e mangiare gli stessi frutti, ma acerbi e privi di vita. Esistono Leggi che regolamentano il mercato del cibo, limitando sempre di più la nostra possibilità di coltivarlo, di scambiarlo e barattarlo. In questo mercato alimentare governato da “Leggi e Multinazionali” dovremmo sentirci protetti, invece il cibo ci uccide. La qualità del nostro cibo è pessima. Ci ingrassa, non ci nutre ed è pieno di sostanze che portano alla malattia, e che non dovrebbero essere contenute in ciò che consumiamo per garantirci la vita.
Io ho il ricordo di una società contadina in cui ognuno aveva il suo orto, coltivava e scambiava con gli altri ciò che gli avanzava; ognuno faceva il suo pane, quello fatto col “lievito madre”. Quella era una società sana, ben nutrita; un mondo sociale, in cui si passavano le serate in compagnia, scambiandoci ricordi o racconti, e non soli ed in silenzio davanti ad uno schermo parlante.
È di fronte a quello schermo parlante che abbiamo iniziato ad immaginare il Mondo come il Grande Mentitore vuole farci credere che sia. È la televisione, e tutti i generi di comunicazione che portano tutti i giorni nelle nostre case la voce e il racconto che, del Mondo, ci fa il Grande Mentitore. Le sue parole penetrano in noi e ad un certo punto non siamo più capaci di vedere il Mondo con i nostri occhi; i cancelli e le sbarre del Grande Campo di concentramento vengono pian piano costruiti ma noi non li vediamo perché lo schermo parlante e tutta la comunicazione ad esso abbinata (giornali, riviste, radio, libri, internet, film…) ci dice come il corso della Storia dell’Uomo deve proseguire affinché questo diventi un Mondo migliore, un Mondo democratico in cui saremo tutti uguali. Ed è vero che saremo tutti uguali: saremo tutti uomini-robot; uomini formiche alla mercè del Grande Mentitore.
Siete uomini–formiche? O esseri umani? Liberi, Vivi, Indipendenti. Siete consapevoli di essere sulla Terra per giocarvi la vostra vita? Per VIVERE? Non per essere sicuri di ciò che farete fra 30 anni! Non per essere sicuri che mangerete un tozzo di pane acido nella baracca del campo di concentramento che chiamate casa? Se foste davvero consapevoli di dove siete, accettereste mai di regalare la vostra vita, quella dei vostri figli, i vostri sogni e la vostra anima al Grande Mentitore, in cambio di un tozzo di pane consumato nella baracca del vostro campo di concentramento?
Se siete ancora Esseri Umani, allora, uscite di lì.
Aprite le porte del Campo di concentramento e uscite subito di lì.
Lasciate perdere tutto ciò che pensate di perdere (la casa, il lavoro, la scuola, l’auto…), tutto ciò è un’illusione di appartenenza; tutto ciò lo pagate a caro prezzo con la vostra vita e quella dei vostri figli. Spegnete quella maledetta televisione, spegnete internet; buttate i giornali e i libri che vi invitano a sognare una vita nel Campo di Concentramento. Riprendetevi la Vostra Vita, i Vostri Pensieri, I vostri Sogni; riprendetevi la Vostra Libertà e il Vostro Mondo, perché è vostro, solo vostro questo Mondo, e nessuno può e deve rendervi schiavi. Ma soprattutto Voi. Siete Voi i primi a non dover permettere a Voi Stessi di rendervi schiavi, per paura, solo per paura.
Nessuno avrebbe paura di abbandonare un Campo di Concentramento.
O forse no! Forse, dopo molti anni in un Campo di Concentramento, siamo tutti così abituati a quella quotidianità, a quella vita, che pensiamo di conoscere e possedere in tutte le sue sfumature, per quanto amare, che il frutto di una possibile libertà può farci persino paura. Platone ci aveva avvertito, con il suo “Mito della Caverna” di quanto l’ignoto può farci più paura della prigionia. Perché l’animo umano è pieno di delicate sfumature.
Allora il mio invito è quello di superare noi stessi. Aiutiamoci a superare noi stessi.
Non ci sono debiti da pagare. Questo Mondo, così come avete immaginato che fosse non esiste.
Lasciamolo crollare. Guardiamolo crollare, perché insieme ad esso crollerà anche il Grande Mentitore con tutto il suo esercito.
Guardiamolo crollare senza paura, perché dopo il crollo nasce la speranza della ricostruzione.
Pensiamo alla ricostruzione di un mondo veramente libero, in cui noi stessi siamo i primi ad esser in grado di essere veramente liberi; in grado di giocarci la vita ogni giorno, insieme. Esseri Umani nuovi, più evoluti, perché l’esperienza della liberazione volontaria dalla prigionia è un’esperienza potentissima che il nostro animo non dimenticherà.
Siamo solo noi a decidere del nostro destino.
Il Mondo è ancora nostro.
Prendiamocelo.
Penelope Griffith London
































Incantevole!
Saggio….
.. bello e vero.. ed ancor piu’ bello e vero e’ lo spettacolo che ci aspetta.. prepariamoci, il crollo e’ vicino..
articolo stupendo bisogna avere fede non e questo il mondo che noi vogliamo ma un mondo di pace dove non deve esistere il nemico siamo arrivati alla meta,,finalmente giustizia santa
Bene….
Da 2 anni sono vegan con prevalenza al crudismo. Verdure, ortaggi, frutta. Esempio: nei lupini c’è una vastità di proprietà straordinarei. Quella dell’alimentazione è il primo piccolo grande passo che apre un mondo straordinario e simbiotico con la nostra reale natura.
Credetemi, la vera rivoluzione!
Ciao!
Da Vegano capisco cosa vuoi dire e confermo ciò che affermi!
Un gesto talmente semplice e rivoluzionario!
Spero che tutti un giorno arrivino a quello che si realizza con questo modo di vivere…
Presente! Autunno 2008 esordisce la Grande Crisi: senza pensarci due volte do le dimissioni da una ditta bolognese molto carina per la quale lavoravo a tempo indeterminato. Lascio Bologna raggiungo il Monferrato dove si trova il casolare che fu di mio nonno mancato nel 1994. 14 anni di abbandono, una vigna divenuta jungla. Oggi, quattro anni dopo, la vigna è stata a malincuore estirpata (troppo malata) ma al suo posto un orto, un frutteto, un pollaio che testimoniano la mia scelta: tornare alla terra. Tutto questo con risorse limitatissime: 1700 euro di liquidazione e lo stipendio da addetto alle pulizie di una cooperativa (lavoro che trovo una volta trasferitomi qui). Non è facile ragazzi: la terra è impoverita, le malattie si sono moltiplicate e con esse i veleni spacciati per rimedi e venduti dalle solite multinazionali. La terra ha ancora una gran forza, chi vuole ascoltarla sappia che ha ha sempre molto da dire. L’hanno fatta ammalare ma si può curare. Sa essere riconoscente ancora oggi. Abbandoniamo la civiltà industriale foriera di morte e distruzione.
Salve Denis, conosci Masanobu Fukuoka?
http://www.associazioni.prato.it/ventiditerra/htm/labter.htm
ciao denis papa’ mio e morto a 94 annni faceva il contadino in vece dopo la guerra tutti i suoi amici sono morti di tumore.tutta qusta gente lavorava in stabilimento palmolive a contatto con quello che non ti dico.io ho lavorato in campagna negli anni 70 e gia’usavano i pesticidi .adesso abito in provincia di roma e il mio sogno e di comprarmi un pezzo di terra.immagino come stai a contatto della natura.ritorneremo a quei tempi..
Bellissimo articolo….grazie di cuore.
Salve arati. No, non conosco Masanobu Fukuoka, ora provo a documentarmi.
Ciao Pasquale: a chi dice che la vita si è allungata farei l’esempio dei miei cari: mio nonno vignaiolo è morto a 84 anni, in casa, lavorando fino al giorno prima su e giù per la collina. Mio padre spostatosi a Torino, sindacalista prima funzionario d’azienda poi è morto di tumore alle vie biliari a 69 anni. A chi insiste su tale allungamento propongo un giro nelle case di riposo per vedere come si invecchia.
Tornare alla terra è davvero una tra le poche vie percorribili, forse l’unico nel mondo della materia. Ripeto: geoingegneria, pesticidi, antibiotici, ormoni della crescita, diserbanti. Non è facile, ma con pazienza si può partire da una piccola porzione di terra. Se lo si fa con vero amore la terra non tradirà.
Molto interessante il punto di vista di Masanobu Fukuoka, voglio procurarmi il suo “la rivoluzione del filo di paglia”. Grazie arati per la segnalazione!
Musica per le mie orecchie. Il futuro e’nel passato,non ci sono dubbi su questo. Chi pensa di trascinarsi ancora in questo vecchio mondo non fara’altro che voler prolungare la vita ad un morto. Uscire da questa folle cultura consumistica occidentale equivale evadere da un enorme penitenziario.
Sono daccordo con il contenuto significativo, forse bisognerebbe convincerci e convincere. Mi spiego: lo Stato non fa niente per incoraggiare questo tipo di scelte. Dobbiamo realizzarci da soli. Esempio: io ho una lavoro pubblico e così anche la mia compagna, in due siamo abituati ad incassare 3.000,00 euro al mese. Ho un appartamento del valore di 400.000,00 euro. Ogni settimana dico ad Elisa (la mia compagna) di trasferirci in campagna. Alla fine mi ha detto: se vuoi farlo fallo tu, io resto al lavoro e viaggio 2.30 ore al giorno. Morale: io da solo mi sentirei abbandonato, poi dovrei fare il contadino e anche tenere pulita casa (desiderio di Elisa). Poi Elisa vuole una bella casa (io pure, però, se pago 350.000,00 euro la fattoria poi, come me li compro un paio di pantaloni?).
Come si fa? Devi prendere la tua decisione, poi chi ti sta vicino detta le sue condizioni, se mi vuoi dev’essere fatto così.
Io avrei voluto comprare un fondo di circa un ettaro con una casa appena dignitosa e li iniziare una vita nuova con almeno 300.000,00 euro in tasca per le cose che la terra non potrebbe darmi (vestiti, qualche volta un chilo di cozze, carburante). Mi rendo conto di essere un privilegiato perchè avrei un piccolo capitale di partenza e ciò nonostante è difficile, ma come fa uno che non ha nemmeno un soldino?
Temo che la maggior parte di noi resterà attaccato al suo lavoricchio finchè non dovessero scarseggiare le derrate alimentari dai supermercati, ma allora sarebbe già troppo tardi, perchè moriremmo prima di aver imparato i rudimenti dell’autosufficienza.
Dovremmo pretendere dallo Stato occasioni di cambiare vita, ci dovrebbero essere progetti per permetterci una decrescita serena, secondo me dobbiamo pretendere che ciò sia realizzato: ci hanno inculcato che non bisogna pretendere lo stesso lavoro tutta la vita adesso dobbiamo essere noi a pretendere un’occasione per scegliere anche una vita con un tenore di consumi più basso, senza mitizzare la vita bucolica, ma tutelare chi sceglie di consumare di meno. Oggi una mia collega, che ha un sogno simile al mio, ha chiamato l’ambulanza perchè muore dal caldo, non funziona l’aria condizionata, lei ha un progetto integrato agricoltura-turismo sociale-ristorazione ma nessuno se la fila, perchè?
Questo Stato canaglia deve aprire delle comuni, dove chi non ce la fa più a vivere in questa “matrix” si possa ritirare prima di essere troppo vecchio (a 68 anni sognerò solo una casa e cibo spazzatura, sarà troppo tardi).
Dobbiamo essere noi cinquantenni di oggi a combattere perchè ci venga riconosciuto il diritto all’autodeterminazione dello stile di vita, dobbiamo creare un partito politico che privilegi i desideri dei cittadini contro il mostro consumistico che ci nutre di porcherie e ci svuota l’anima, ci inquina il corpo, ma dobbiamo farlo adesso, ogni minuto che passa ci avvicina all’omologazione definitiva. Bisogna sognare e desiderare che i nostri desideri si avverino e mettere sul piatto azioni che vadano nella direzione giusta. Io pago 15.000 euro all’anno di tasse, voglio essere libero di destinare 5.000 euro di questi a progetti di decrescita felice, il parlamento e l’esercito si mantengano da soli, basta con i contributi ai costruttori che hanno riempito le nostre campagne di case che non verranno mai vissute, basta con i cartelloni pubblicitari che tolgono l’orizzonte a chi ancora vuole guardare lontano.
Come si fa amici? io sono qui, pronto a lavorare per rendere realtà i nostri sogni, chi ci sta a creare un partito con scopi che dobbiamo ancora decidere, ma che vadano nella direzione della riumanizzazione dei nostri stili di vita? Non è uno slogan, è un urlo disperato, ho paura che il mio tempo stia per passare, così temo anche molti di voi, smettiamola di piangere dentro, iniziamo a guardare realizzare i nostri sogni!
Alle prossime elezioni sento che voterò Grillo per protesta, ma se ce l’ha fatta lui, cerchiamo di farcela anche noi, ogni anno che passa ci allontana inesorabilmente dalla realizzazione di un mondo più giusto, per chi ancora ci crede.
A PROPOSITO DI GRANDI MENTITORI
Grillo e l’affondo a Israele
Dopo il successo alle amministrative italiane, Beppe Grillo si è lanciato sulla politica estera. E anche in questo caso non ha evitato di alimentare polemiche.
Stavolta l’argomento di discussione è stato il Medio Oriente, di cui il leader del Movimento 5 stelle ha parlato in un’intervista al più diffuso quotidiano israeliano Yedioth Ahronot.
Grillo ha spaziato dal Mossad all’Iran, ricevendo critiche dallo stesso giornale di Tel Aviv per le sue opinioni.
Sui massacri in Siria, per esempio, ha sostenuto: «Ci sono cose che non possiamo capire. Non sappiamo se sia una vera guerra civile o si tratti di agenti infiltrati nel Paese».
«PENA DI MORTE ANCHE NEGLI USA». L’Iran di Ahmadinejad? «Un giorno ho visto impiccare una persona, su una piazza di Isfahan. Ero lì. Mi son chiesto: cos’è questa barbarie? Ma poi ho pensato agli Usa. Anche loro hanno la pena di morte. Hanno messo uno a dieta, prima d’ucciderlo, perché la testa non si staccasse. E allora che cos’è più barbaro?».
DIRITTI DELLE DONNE. In merito ai diritti delle donne, Grillo ha affermato: «Mia moglie è iraniana. Ho scoperto che la donna, in Iran, è al centro della famiglia. Le nostre paure nascono da cose che non conosciamo».
Ma il regime iraniano? «Quelli che scappano, sono oppositori. Ma chi è rimasto non ha le stesse preoccupazioni che abbiamo noi all’estero. L’economia lì va bene, le persone lavorano. È come il Sudamerica: prima si stava molto peggio. Ho un cugino che costruisce autostrade in Iran. E mi dice che non sono per nulla preoccupati».
Ma Mahmud Ahmadinejad vorrebbe cancellare Israele dalle mappe: «Cambierà idea», ha detto Grillo. «Non penso lo voglia davvero, lo dice e basta. Del resto, anche quando uscivano i discorsi di Bin Laden, mio suocero iraniano mi ha spiegato che le traduzioni non erano esatte».
LOBBY EBRAICHE. Infine Grillo ha sostenuto l’esistenza di una lobby ebraica che controlla le informazioni: «Tutto quel che in Europa sappiamo su Israele e Palestina, è filtrato da un’agenzia internazionale che si chiama Memri. E dietro Memri c’è un ex agente del Mossad. Ho le prove: Ken Livingstone, l’ex sindaco di Londra, ha usato testi arabi con traduzioni indipendenti. Scoprendo una realtà mistificata, completamente diversa».
GIORNALISTA INDIGNATO. Ciò è bastato a provocare la replica indignata del giornalista Menachem Gantz, che ha scritto: «Se un giorno Grillo farà parte del governo italiano, il suocero avrà un ruolo fondamentale nella politica estera».
E ancora: «Il leader del Movimento 5 stelle è confuso, prigioniero di pregiudizi».
Il giornalista ha anche intervistato Grillo su altri temi, dai matrimoni gay all’uscita dall’euro, ricevendo però risposte troppo vaghe. Così lo ha criticato ancora: «Grillo è un buon attore che sa che cosa vuole il suo pubblico. Ma non sa dire che cosa vuole».
MA QUANTO E’ ABILE QUEST’UOMO NEL MISTIFICARE QUELLO CHE E’ REALMENTE? CIOE’ UN BUGIARDO FILO SIONISTA AMICHETTO DEI SASSOON TRAFFICANTI D’OPPIO.
Io personalmente,ho tanta stima per GRILLO,e penso che attualmente, è l’unica alternativa positiva in Italia anzi che vedere una classe politica vecchia di massoni in palazzo madama e monte citorio.Si sà, che, chi sputtana Grillo,teme di affrontare la verità del domani…
Ciao a tutti.la pace sia con voi.
Articolo favoloso per stile, contenuti e ampiezza di vedute, grazie per averlo condiviso.
@Francesco Costantino: sono d’accordo con tutto ciò che dici, tranne col partito. Per dirla come l’autrice dell’articolo sopra, anche i partiti fanno parte del Campo di Concentramento. Per come la vedo io, le cose vanno fatte e basta senza bisogno della legittimazione di un sistema che ha perso ogni parvenza di legittimità, e che non permette certo di essere “smontato” dall’interno. Il massimo che un “partito” può fare, sottostando alle regole del Campo di Concentramento è sottoporre quel campo a un restyling variando un po’ la forma, ma lasciandone immutata la sostanza.
@Gozer
ti sei superato. Complimenti!
Ti segnalo un libro (in 3 volumi) dal titolo “Uomo Bianco, Uomo Nero”.
Lo trovai a un mercatino 7-8 anni fa e mi pare sia stato edito negli anni ’60 ed era opera di studiosi vari, se puoi prova a cercare in qualche biblioteca.
Il libro tratta principalmente delle guerre coloniali in africa e contiene interessanti informazioni su Rhodes e tutto il contorno di massoni, nobili, banchieri e sanguisughe varie che hanno deportato e massacrato le popolazioni indigene.
Saludos
Grazie per la segnalazione. Di Cecil Rhodes e della sua Rhodesia ho potuto leggere sui libri di Icke, cmq cercherò questo testo
Un saluto.
Articolo eccezionale.
Purtoppo noi siamo PESCI nati dentro un ACQUARIO e non riusciamo ad immaginare che esiste l’OCEANO.
A noi sembra che non possa esistere vita fuori dall’ACQUARIO.
E’ veramente dura poterci convincere che esistono MARI ed OCEANI che ci ATTENDONO.
Non perdiamo la speranza e prendiamoci il GIUSTO TEMPO.
Piano piano ci arriveremo. E’ di estrema importanza che ALCUNI fra di NOI vedano la LUCE e la INDICHINO.
Affidiamoci ai proverbi: La Verita’ vien sempre a galla.
Il mentitore ed i traditori, per loro natura, si faranno lo sgambetto ed arriveranno a fine vita Stanchi ed Esausti e con tanta RABBIA in cuore.
Quella RABBIA sara il VERO NEMICO/AMICO
Da quella RABBIA potra’ nascere il Cambiamento oppure ci sara’ una PROSECUZIONE PEGGIORATIVA.
Tocchera’ ad ognuno di NOI essere fratello del nostro nemico per poterlo AIUTARE.
La via della SANTITA’, della LUCE dell’AMORE.
Abbiamo davanti una grandissima SALITA da percorrere. La partita e’ anche in Mano Nostra ed e’ tutta da giocare.
Anche noi abbiamo dei POTENTISSIMI ALLEATI. Prima di tutti la MADONNA.
Basta solo invocarli, pregare e poi GIOCARE A TUTTO CAMPO, senza PAURA ma con tantissima FEDE.
saluti Giovanni
Per capire come realmente funziona il mondo in cui viviamo, bisogna conoscere il nostro passato, almeno la storia che va da circa la metà del 1600 fino ai nostri giorni. Purtroppo però non basta cercare nei testi ufficiali, bisogna mettere da parte i pregiudizi e leggere di tutto, anche cose “blasfeme” e avere un minimo di esperienza vissuta.
Molto importante, è un po’ di sensibilità per poter ascoltare il vento, sapeste quante cose riesce a raccontare.
Per avere il quadro completo, bisogna inoltre conoscere la storia dal punto di vista economico.
Giustamente Ezra Pound disse:
“La storia che trascura l’economia è pura sciocchezza; una mostra di ombre, e non più comprensibile di quanto lo sia la lanterna magica per un selvaggio ignaro della causa delle immagini. È una sorta di magia, come il grammofono o il telefono per un beduino che li ascolta per la prima volta.”
Questo è un commento che mandai in una discussione fatta tempo fa su di un forum e che ho voluto proporvi.
Non mi stancherò mai di ripetere, l’unica via d’uscita che abbiamo da questo stile di vita che ci sta distruggendo, è di crescere finalmente, diventare responsabili delle proprie azioni, scegliere una volta per tutte con chi stare.
Rimanere tra i parassiti, vendendo la propria dignità, essere complici dei vari misfatti e partecipare al dividendo.
Oppure stare con chi li combatte con parole e opere. Non è più ammissibile lamentarsi soltanto e non far nulla, neache il minimo sforzo di informarsi.
Conosco gente che mi dice apertamente che non vuole sapere di certi argomenti, perchè altrimenti la mette in ansia.
Ma ci rendiamo conto, non sono ancora arrivato a prendere a sberle questo tipo di “persone”, ma a fagli capire che Dio è stato molto tirchio con la loro intelligenza questo si. Ho perso anche delle amicizie per questo, ma non me ne importa. L’argomento purtroppo è terribilmente importante.
Quello che dice questo articolo, “senza la responsabilità e conoscenza della gente”, vuole in parole povere dire: “abbandonativi tranquillamente all’idea di non avere più niente di proprio, ma siate a tutti gli effetti docili e sereni schiavi senza pretese”.
il grande mentitore = satana
@ Francesco Costantino
Ciao. Di anni ne ho 34, nel mio caso la fortuna (se così si può chiamare) mi è stata vicina. Il casolare l’ho ereditato con un pezzetto di terra intorno, l’età mi permette di affrontare il doppio lavoro (nel frattempo sono diventato operatore socio sanitario e lavoro in casa di riposo) e la mia ragazza, benché inizialmente titubante, mi ha seguito nell’avventura ed ha accettato di seguire l’orto e la casa. Anche tra mille difficoltà e rate da pagare (un minimo di ristrutturazione era necessaria) stiamo riuscendo a raccogliere ogni anno i frutti del nostro lavoro. Quello che ho davvero imparato in questi quasi quattro anni è che per uscire dalla gabbia occorre davvero tutta l’energia che si possiede. Io non voto, lo Stato è un potere esterno di cui rispetto le leggi per onestà ma che considero ostile all’autodeterminazione dell’individuo. Cerco legami con altri individui, piano piano si sta creando un gruppo, una squadra di persone che collaborano al progetto: chi ci viene ad aiutare a tagliare l’erba, chi ha creato un gruppo di acquisto e si serve da noi, il vicino col trattore e la sua abilità da meccanico. La strada che cerco di percorrere è questa, tra intoppi, cadute e l’orizzonte irraggiungibile della fine del mese. L’aspetto meraviglioso è il cambiamento ottenuto: dai rovi all’orto, dal rudere ad una casetta modesta ed accogliente. Se devo raccontare delle spaventose malattie della vite comparse negli ultimi vent’anni, dell’inutilità di enti come coldiretti, della mancanza di ricambio generazionale tra gli agricoltori, della loro grettezza che non permette lungimiranza… beh non mi fermo più e mi incazzo come una iena così preferisco evitare. Se hai due soldi affitta un terreno e vacci due volte a settimana… basteranno per garantire la sopravvivenza delle piante. Ciao!