Da http://www.dorsogna.blogspot.com/2012/06/eppur-si-muove.html
Coincidenza vuole che proprio in questi giorni, il 15 Giugno 2012, Scientific American diffonda un rapporto del National Research Council (NRC) degli USA in cui si afferma che la re-iniezeione di fluidi di scarto dalle operazioni di fracking puo’ causare terremoti.
Questo dopo il gia’ citato rapporto dell’United States Geological Survey in cui si afferma, similmente, che l’origine di vari sciami sismici che hanno afflitto gli stati centrali degli USA e’ “quasi sicuramente” umana e dovuta al fracking.
Ma il rapporto odierno dell’ NRC va oltre il fracking ed afferma che anche le trivellazioni di gas e petrolio convenzionali possono portare a fenomeni sismici, non solo lievi.
Il titolo del rapporto e’:
“Induced Seismicity Potential in Energy Technologies” – “Potenziale di sismicita’ indotta da tecnologie energetiche”
e compila in maniera certosina tutti i casi che secondo il gruppo dell’NRC sono da considerarsi terremoti indotti dall’estrazione di energia o altro materiale dal sottosuolo – petrolio, gas, geotermia, acqua – sia con metodi tradizionali che quelli cosiddetti non convenzionali.
Il rapporto non stima le possibilita’ che questi terremoti accadano in futuro, semplicemente elenca quelli gia’ osservati e che possono essere attribiuiti, con buona probabilita’, all’uomo.
Notare la California dove il cerchio nero piu’ grande e’ associato ad estrazione di petrolio attorno alla citta’ di Coalinga, con un devastante terremoto il 2 Maggio del 1983 – magnitudo 6.5 Richter.
Gli altri due sono i terremoti di Kettleman North Dome – magnitudo 6.1 Richter e Whittier Narrows – magnitudo 5.9 Richter, tutti collegabili alle estrazioni di petrolio.
Ecco l’articolo originale del 1991 in cui i tre terremoti sono messi in connessione con le estrazioni di petrolio convenzionale
Eccolo qui il testo:
Il titolo, certo, e’ possibilistico, come e’ giusto che sia.
L’articolo pero’ mostra non solo la coincidenza spazio-temporale trivelle-terremoti ma si nota anche come il “momento sismico” sia in diretta correlazione con i volumi di petrolio estratti.
Il momento sismico M0, nell’equazione di cui sopra e’ una unita’ di misura per misurare l’energia rilasciata da un terremoto.
Dopo 20 anni dalla pubblicazione di questo articolo, l’NRC considera questi terremoti di California direttamente collegati alle estrazioni di petrolio.
Se non ci piacciono Coalinga, Kettleman e Whittier Narrows, California, ecco qui la lista intera di episodi di sismicita’ indotta dall’uomo – pagine e pagine – alcuni di magnitudo bassa, altri di magnitudo elevata e tutti avvertibili dalla popolazione.
La lista e’ quella compilata dal National Research Council degli USA, e non da me, io ho solo scaricato il testo e tradotto a scopo divulgativo.
Oltre Coalinga e le citta’ associate a Coalinga, ci sono le estrazioni di petrolio da Gazli 7.3 Richter – Russia, di cui abbiamo gia’ parlato su questo blog, da Montebello 5.9 Richter – California, e di 4.7 dal Kuwait, dalla Russia, 4.9 dall’Oklahoma, 5.2 dall’Illinois, 4.2 dalla Francia.
C’e la costruzione di una diga per acqua potabile in Cina, 6.1 Richter, e altre dighe in giro per il mondo.
Ci sono anche il Vajont, il Monte Amiata e Pieve di Cadore, sebbene con entita’ minore, circa 3 Richter.
Questo non vuol dire che io ho certezze su cosa e dove succederanno terremoti in Italia, o che se si trivella localita’ X necessariamente verra’ un terremoto.
Nessuno puo’ avere certezze, sarebbe sciocco, ma come nessuno puo’ avere certezze che accadano, nessuno puo’ avere neanche certezze assolute che non accadano.
Magari le probabilita’ sono remote, magari non succedera’ mai, ma la certezza matematica non te la da nessuno.
Il mio messaggio e’ allora molto semplice: nel dubbio, e siccome queste cose sono gia’ successe altrove,
e siccome alla collettivita’ ne viene indietro ben poco, e’ meglio non stuzzicare un territorio gia’ ballerino di per se, e su cui nel 2000 non siamo nemmeno capaci di costruire capannoni che reggano.









































grazie Maria Rita, un’altro articolo interessante come sempre lo sono i suoi.
Sta facendo un lavoro davvero importante, una raccolta di informazioni sul fenomeno che forse neppure chi di dovere e pagato caramente per questo si è dato la pena di fare..ancora grazie.
I topi stanno morendo a causa del surriscaldamento del sottosuolo che ha raggiunto i 44 gradi nei primi strati.
http://www.meteoweb.eu/2012/06/terremoto-emilia-romagna-foto-shock-dellingv-nel-sottosuolo-ci-sono-44c-e-topi-stanno-morendo/140257/#chiudi_adv