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Libertà e rispetto
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La gente in mancanza di risorse, sta riducendo i consumi all’essenziale e, parallelamente, prende coscienza dell’inutilità e inefficacia di tutti quei beni che acquistava meccanicamente al mercato del Grande Malfattore, in virtù di un sistematico lavaggio del cervello indotto dalla propaganda di regime. “E tu che lavori per produrli, li devi anche acquistare – altrimenti la fabbrica chiude e tu vai a spasso”.

Le varie ricette e strategie, che i cervelloni dell’economia e della politica mettono in campo, immaginando di contrastare gli effetti di quella che persistono a definire, una “crisi”, non sono che un mucchio di fesserie prodotte da menti malate prive del più remoto senso della realtà. Quelle poche persone, ancora oggi, dotate di buon senso, di logica e di consapevolezza e in grado di interpretare gli avvenimenti, concordano con la tesi che non si tratta di una comune crisi fisiologica ad un meccanismo perfettibile, ma l’apice di un Sistema che si è trovato a sbattere il testa contro il muro di una realtà volutamente rimossa – un sistema che si riteneva invulnerabile e refrattario ad ogni pericolo esterno ed interno ad esso e che oggi, nonostante il fallimento evidente e conclamato, persiste in maniera diabolica a decantare gli straordinari risultati e benefici prodotti, rigettando ogni accusa e negando l’evidenza dei fatti e degli effetti catastrofici sulla società. Ergo, definire tutto questo “UNA CRISI” é un maldestro esercizio di contraffazione. Ciò che sta accadendo, in verità, è la fine di un sistema, la fine di un’epoca: la fine del mondo.

Oggi il Sistema è saturo; bloccato. Ogni tentativo di rianimarlo, immettendo sul mercato nuova mercanzia, non fa che peggiorare il suo stato. Sarebbe come se un medico, per curare una pericolosa indigestione, costringesse il suo paziente ad una solenne abbuffata. Il Sistema, come il paziente indigesto, in preda a crampi, conati e nausee, sarà più propenso a vomitare, per liberarsi dalla schiavitù di un disagio non più sopportabile, e dal rischio di collassare. L’indigestione, in questo caso, è simbolica di un consumismo sfrenato, selvaggio e senza regole che ha congestionato ogni settore della nostra società. Nel bisogno di espellere per liberarsi, possiamo individuare l’ineludibile necessità di fare ritorno ad un passato, regolato dall’impianto etico originario; dalla consapevolezza, dalla conoscenza e dalla ragionevolezza.

Milioni di lavoratori e di famiglie dei paesi industrializzati, per decenni sono sopravvissuti acquistando e consumando tutti quei beni che la stessa classe operaia ha concorso a produrre in totale solitudine, al chiuso di caotiche e maleodoranti fabbriche fumanti. Un perverso meccanismo (circolo vizioso), in virtù del quale, se intendi mantenere il lavoro, devi acquistare ciò che hai contribuito a produrre per assicurarti il salario o lo stipendio – risultato ultimo di una condizione delirante di moderna schiavitù a piede libero, che ha defraudato l’individuo del suo sacrosanto tempo libero e di una vita degna, omologandolo all’idea dominante di sfruttamento sistematico, imposta dal Sistema Padrone Schiavista.
Partendo dal televisore, lavatrice, frigorifero, play station e cellulare, passando per tutto quel luna park di tecnologia ludica e infantile, fino all’ultimo più schifosissimo yogurt snellente e cremina rassodante, rappresentano tutti quanti insieme, il frutto velenoso di un lavoro sporco derivante da un’occupazione che ha privato l’uomo di ogni barlume di dignità e di prospettiva culturale, trasfigurandolo in una macchina che respira, senza un’anima e una logica!

Se non fosse la stessa “massa” (tutti noi) ad avere alimentato per decenni gli stomaci senza fondo “dell’imprenditoria dell’effimero”, le fabbriche avrebbero già chiuso da tempo e l’economia derivante dalla catena di montaggio, non sarebbe mai divenuta. Il risparmio dei cittadini che oggi, agli occhi del Sistema é visto come una sciagura planetaria, è stato per millenni il vero punto di forza di ogni società sensata e civile che, in ragione di questo, proiettava nel futuro la sua continuità.

Il Sistema dunque non si è auto/generato ma è cresciuto e si è sviluppato fino a questo punto, perché sistematicamente e metodicamente alimentato dall’insensatezza complice dei nostri comportamenti individuali e quotidiani.

Nel frattempo gli imprenditori delocalizzano le loro fabbrichette di merda nei paesi poveri, per incrementare i loro profitti speculando sui bisogni primari e ineludibili della gente. Il tasso di disoccupazione nazionale sale di ora in ora e molto presto, quando la cassa di integrazione, la mobilità, i sussidi assistenziali e ammortizzatori sociali, avranno prosciugato le ultime speranze di sopravvivenza dei lavoratori, il Sistema Bestia dichiarerà candidamente che il lavoro è un ritorno al passato, e la morte per inedia, il futuro.

Per tanto, quando sento ancora parlare di crescita e di sviluppo come i soli strumenti idonei per combattere la crisi del capitalismo, mi vengono i brividi e, ancora di più, prendo coscienza di quanto, le “conquiste” di questo secolo, siano state nefaste per tutta l’umanità.
Oggi abbiamo toccato il picco massimo di ogni bene prodotto e più fantasiosa aberrazione, e qualsiasi tentativo a proseguire e perseverare in questa direzione, si è reso impraticabile e suicida. La nostra relativa salvezza, diversamente, sta nella “decrescita”: una riduzione netta e pragmatica dell’attività economica industriale e tecnologica, fino al suo azzeramento.

Tornare al passato, dunque, è il percorso più praticabile e meno utopico, contrariamente del perseverare in questa direzione. Solo con un radicale intervento di riconversione del Sistema, potremo limitare i danni di una tragedia annunciata dai contorni apocalittici! Alla disoccupazione dilagante del comparto industriale, dobbiamo rispondere con un ritorno, alla terra. Altre soluzioni non ce ne sono e, “chi tardi arriva, male alloggia”.

38 Commenti a “QUESTA NON E’ UNA CRISI, MA LA FINE DEL MONDO!”

  • Caro Gianni,

    finalmente

    ti ho ritrovato!

    > CONDIVIDO E MOLTIPLICO IL TUO PENSIERO I< – balabou.com -

  • harald:

    é si.. temo proprio che l’apice del consumismo sia stato raggiunto da un bel pezzo….
    ora non ci resta che un sano ritorno alle origini…..il progresso a volte è regresso…
    questo è successo negli ultimi anni.
    Dobbiamo ritornare in sintonia con la terra e l’universo se vogliamo che i nostri figli i nipoti e pronipoti la raccontano.

  • Grazie Gianni, hai esposto il concetto con chiarezza e semplicitá, il ritorno alla Terra. :)

  • Vasco:

    Attenzioni ai Riccardi, quello di Sant’Egidio ora ministro per l’integrazione (e disintegrazione degli autoctoni). Quelli con la barba sono circoncisi o servi idioti dei circoncisi.

    Sta concordando con Monti e Napolitano l’abolizione ‘tout court’ di ogni forma di respingimenti delle orde terzomondiali che assalteranno l’Italia tanto più che ora sanno che la nazione è inerme e bacata dall’interno a causa di questi traditori sionisti.

    I 20 mila profughi libici (in effetti sono ex lavoratori africani in Libia o tunisini con scarpe griffate e cellulari, aspiranti mercenari di AlQaeda affiliazione CIA) a fine anno finiranno lo status di rifugiati e dovranno essere collocati al lavoro per risparmiare i 46.- euro al giorno che il governo gli assegna.

    Agli africani vengono confiscate le terre affinchè Monsanto e Cargill possano implementare monocolture OGM e avviati verso l’Europa così fra dieci anni l’Italia sarà irriconoscibile o solcata da bande di tagliagole come Bengasi, Misurata e la Siria nel 2011/2.

  • archimede:

    Concordo con Vasco dato che sono due anni che dico queste cose, i tagliagole hanno preso posizione in Italia , dopo tocca alla Svizzera dato che questo governo di troie che hanno scelto in Svizzera a breve firmerà l’entrata della Svizzera nella UE all’insaputa dei suoi cittadini, ….. aspettare per credere.

  • NEO:

    Per la maggior parte della gente comune, piuttosto che tornare alla terra, e rifiutare il “progresso”, si farebbe inc….. da un gorilla superdotato.
    Se pensate che c’è gente che non riesce a stare senza cellulare x qualche minuto/ora, figuratevi tutto il resto.
    Per alcuni poi il più grande sacrificio che sono pronti a fare, sarebbe quello di anzichè andare in pizzeria 4 volte al mese, ne vanno 2, vacanze ridotte da 2 ad una settimana, jeans tarocco anzichè originale….
    Io penso che siamo al capolinea, c’è bisogno di una ripulita, e in qualsiasi modo questa ripulita avvenga, a me sta bene.
    Se non sopravviverò a questo evento, “mi rammaricherò” solo x non aver avuto la possibilità di vedere il nuovo che sorge….
    Buona fortuna a tutti, specialmente a chi non riesce ancora a vedere il grande cambiamento che è già quì….

    • Ciao Neo, mi sono appena guardata il tuo video, mi avrebbe fatto piacere conoscerti quando eri in krukkonia, vabbé.

      Hai ragione nell´affermare che buona parte della gente stá vendendo tutto quello che ha e che non ha per poter continuare a comprare quello di cui non ha e non avrá mai bisogno, é vero,
      beh, quelle persone stanno raggiungendo il loro scopo, il vuoto si stá aprendo sotto e sopra di loro, il vuoto che li pervade e li possiede. Alcuni sono cosí persi che non si renderanno conto quando avranno veramente perso tutto.
      Se pensi che stia straparlando, beh, questo é l´effetto del tuo video!

      Ma non sono tutti cosí, tu non sei cosí, tante persone che conosci non sono cosí, e anche qua in SL tanti non sono cosí, quindi, la partita non é ancora finita, ma proprio per niente.
      La partita finirá quando noi non ci saremo piú e quando il ricordo di noi sará perso nel passato, ma fino ad allora, testa alta e cuori gonfi!! :)

      p.s.
      l´hai giá comprata ´na zappa?! :)

    • NEO:

      @ CECILIA Se conosci la permacultura, saprai che la terra non ha bisogno di essere zappata.
      Cmq la comprerò non appena mi servirà.
      Ma tu vivi in Germania? Dove esattamente?

    • Cris63:

      Questa e’ l’unica cosa buona di tutto questo bailamme che sta accadendo……il ritorno alle origini , alla terra, alle cose vere e buone, all’essenziale, ai veri valori, ci sara’ chi perira’ ma serve anche a questo ……….. come in natura…… a fortificare la spece umana……. vince il piu’ forte !

  • NEO:

    P.S. Questo video l’ho fatto io 3 anni fà, sempre più attuale… buona visione!!! http://www.youtube.com/watch?v=Xt05PYIlTE8

    • Sandra:

      @ NEO
      bello il tuo video!! bellissimo montaggio, complimenti! l’avevo capito da un pò che sei uno in gamba ;-)
      io da un mese, per la prima volta nella vita ho un’orticello, mi sto cimentando tra zucchine, melanzane, pomodori e tutto il resto, è una cosa bellissima. Verso sera, quando sto lì a innaffiare le piantine che ogni giorno crescono un pò, è il momento più bello.. ‘na magia! il profumo delle erbe aromatiche stordisce, insieme all’odore della terra bagnata.
      si sfiora quasi la felicità nel cerchio magico dell’orto…

    • NEO:

      @ Sandra, grazie x il complimento, cerco di fare del mio meglio.
      Per quanto riguarda l’orto ti invidio, x il momento io sono impossibilitato a fare lo stesso, ma presto farò parte del gioco anche io.
      Questo è il link del mio canale YT, se ti và dagli un’occhiata (sempre se non lo hai già fatto) ci sono vari altri video che potrebbero interessarti, (apparte i primi della mia “carriera” che ero un pò una frana).
      Saluti…..
      http://www.youtube.com/user/mchilupin?ob=0

    • Sandra:

      Neo, complimenti di nuovo, ma quanto lavori? certo che me li guardo i tuoi video, magari proprio stanotte, tanto con questo caldo assurdo non si dorme…
      fai l’orto appena puoi, vale 100 ore di meditazione e 300 di preghiere ;-)

    • NEO:

      @ Sandra, commenta qualche mio video, e se hai un canale YT, iscriviti al mio, o dammi il tuo che lo cerco.
      Sempre se ti và….
      CIAO….

    • Sandra:

      @ NEO
      io un canale You Tube?mi sopravvaluti! che video ci metto poi? Le zucchine e i pomodori che crescono?:-) magari con l’effetto Quanisquatsi e le musiche di Philip Glass?
      è vero che se uno ha talento riesce a fare un capolavoro anche con un film su una patata lessa, ma non credo sia il mio caso.
      Mi son guardata i tuoi video, e devo dire che tu invece sei bravo e fai un bel lavoro, continua. Commenterei volentieri i tuoi video, ma anche tu come Roberto e Wlady hai quel sistema che ci si deve iscrivere e io non mi sono mai voluta iscrivere neanche a facebook… mah, vedrò, per voi tre forse lo posso fare ;-)
      un saluto

  • volivar:

    @Vasco,ma dal articolo di Tirelli arrivi a queste conclusioni????..non penso hai capito un granché.
    più che le orde di terzomondialisti,io mi preoccupo per le orde di italiani che andranno per ennesima volta a sfamarsi
    per il mondo altro che invasioni gli africani sono affamati mica scemi….
    @ archimede…è da due anni che spari cavolate e non azzecchi una,dai,fra qualche anno quando gli svizzeri useranno gli euro
    ti chiederò scusa,in tanto lasciami ridere :-)

    • Spartaco:

      Ciao Volivar,
      be devo concordare con tè su tutto, ma Archimede ha ragione, l’unica soluzzione è il ritorno alla terra.
      Il probrema che gli Italiani non torneranno alla terra ma andranno in miseria, e hai ragione quando dici che si tornerà ad emigrare, infatti i dati danno l’emigrazione in forte aumento verso Australia, canada ecc..

      Ma…… la storia si ripete signori.

      Gli Italiani al posto di unirsi e risolvere i problemi a casa loro, si accontenteranno di tornare nelle miniere di carbone del belgio…..

      Siamo un popolo di criticoni e invidiosi…….

      L’unica cosa che ci difende per ora e solo momentaneamente, è che in Italia non si riesce a fare un cazzo per via delle mille correnti e l’anarchia che regna sovrana.
      Non tutti i mali vengono per nuocere direte voi?

      E no all’apparenza ci può salvare, ma alla lunga la regia Europea mondialista ci raserà a zero.
      Ma scusate monti cosa sta facendo.

      Ricordate se non puoi domare il leone allora uccidilo.

      L’altro giorno ho avuto l’occasione di parlare con un importante imprenditore, tanto per dire giro d’affari 700 miglioni, non piccolo quindi…..

      Sapete cosa pensa tutti i giorni?

      Che finiamo come la Grecia ne giro di 12 mesi e lui pensa di andare all’estero con tutta la produzzione.

      PER CHI NON L’ABBIA ANCORA CAPITO…. L’ITALIA è FINITA, FOTTUTA, NON NE RIMARRA NIENTE, PERCHè GLI ITALIANI SONO MOLLI ED INVIDIOSI.

      L’unica suluzzione è uscire dall’euro, dall’NATO, e dalla comunità europea….. Stringendo accordi con il BRIC, sicuramente non più buono dell’altro, ma perlomeno sono paesi che MANTENGONO LA PAROLA DATA E NON SONO GUERRAFONDAI.

      Buona settimana.

  • gianni:

    non è la crisi del lavoro o della economia , ma la crisi della società occidentale , del modo di vivere e pensare occidentale , qualsiasi cosa della nostra vita è in crisi

  • Pedro:

    La Svizzera non ha entrato nella trufa della EU per il semplice fatto che la gente decide, cosa che in europa questo e’ solo un sogno.

  • Mariangela:

    Ma quanti lacchè per non dir niente ma lingua lavora sodo spero sia la fine falsi giuda con la bandiera della pace

  • Andrea:

    Quando io, decenni fa, discutevo con i miei amici laureati in economia dell’impossibilità di crescita infinita in un mondo finito, ricevevo sguardi compassionevoli.
    Le teorie in voga allora prevedevano la “torta” della ricchezza come suscettibile di lievitare; non, quindi, composta da una quantità sostanzialmente invariabile di possibilità.
    La teoria trovava una collocazione perfetta in un tempo in cui le visioni economiche nel mondo erano sostanzialmente due e contrapposte: consumismo e comunismo.

    Io invece sostenevo la possibilità della “nicchia di mercato” la quale prevedeva che una ditta, una volta trovata la sua giusta dimensione, avrebbe dovuto semplicemente cercare di mantenerla, contenendo le oscillazioni nella quantità e alimentando quelle nella qualità. Come la classica bottega di paese. Però questa visione si scontrava con l’onda di apertura delle frontiere alla cosiddetta “libera circolazione dei capitali”. Io invece ero protezionista ed autarchico; una voce fuori dal tempo.

    Io allora mi ero letto qualche Smith o Keynes e mi ero fatto un’idea del tutto diversa del paradigma dominante; e cioè che queste teorie economiche erano state in realtà elaborate in una situazione socioeconomica di monopolio, sfruttamento, classismo e immobilismo (l’imperialismo britannico ottocentesco, poi trasferitosi nei sempre anglosassoni Stati Uniti): l’esatto contrario di quanto propugnavano, cioè: concorrenza, libera impresa, meritocrazia e dinamismo sociale.
    Dall’altra parte, una potenziale rivoluzione copernicana della società umana come quella teorizzata dal socialismo si rivelava da subito troppo “ideale” per essere applicata con profitto nel contingente; non tenendo conto, come troppo succede a questi pensatori astratti, della natura dell’uomo, ecco che una buona intenzione si è subito trasformata nel cosiddetto “socialismo reale”.

    Però, e qui so di attirarmi gli strali della maggior parte dei frequentatori di Stampa Libera, questi richiami “alla terra”, “alla sobrietà dei costumi”, a un “regredire per progredire” suonano – perdonatemi – ingenui, triti e insinceri.

    - Ingenui perché, come ho più volte ribadito, non è mai esistita l’Arcadia (se non nei cartoni di Capitan Harlock) e non è vero che “si stava meglio quando si stava peggio”. Si stava peggio e basta.
    Il mangiare non era più sano di adesso perché le contraffazioni erano all’ordine del giorno e i controlli inesistenti. Le casi erano insalubri, mal illuminate e mal riscaldate.
    Il lavoro era inconcepibilmente più duro e monotono di oggi (state scrivendo da un computer che va a corrente o sbaglio?) e i diritti sociali un sogno. I padroni c’erano anche allora, e più cattivi: si chiamavano “latifondisti” ed erano i Signori, assieme ai preti e ai nobili perché “la conoscenza è potere” ma i libri costavano e solo i ricchi potevano permettersi un’istruzione (non come adesso che chi è ignorante lo è per scelta). Un Paese essenzialmente agricolo, non dimentichiamolo, è poi un Paese a “scarso valore aggiunto” cioè, in soldoni, non ha granché di valore da scambiare coi vicini: meno scambi, meno commercio, meno ricchezza per tutti, economica e culturale. E uno Stato “povero” non può permettersi ospedali, servizi e assistenza sociale (pensioni comprese) degne di questo nome.
    Ho insegnato la differenza tra “società semplice” e “società complessa” a mia figlia di dieci anni e l’ha capita. Spiace trovare qui l’ennesimo commento “da bar”, seppure in buona fede. La situazione è più complicata di come ci piacerebbe che fosse: più una comunità cresce, più sorge la necessità di una burocrazia e leggi sempre nuove per regolamentare la convivenza tra individui. Lo avevano già capito nelle città-stato sumere tra i 5.000 e i 7.000 anni fa.

    Sono argomenti triti perché noi siamo ancora qui a bramare il “ritorno alla terra” come panacea a tutti i mali della società moderna quando si è visto che la Storia (con la ESSE maiuscola) se ne fa un baffo delle nostre velleità. Esiste da un sacco di tempo la “comunità degli Elfi” ed altre realtà simili, che portano avanti gli ideali delle comuni sessantottine: ognuno è libero di aggregarsi e provare. In uno degli episodi della serie comica “My name is Earl” la questione viene affrontata meglio di mille parole. Io le ho viste in azione dal vivo e so di cosa parlo. Provate anche voi e mi direte.

    Infine, questi auspici li trovo insinceri perché sanno tanto di Savonarola e hanno due vizi principali: innanzitutto spostano il problema “al di fuori da sé”, quasi a dire che il problema non deriva da noi ma dalla pervertita società industriale, dai maledetti riccastri o dagli infidi alieni grigi; ma se non siamo noi la causa, non possiamo neppure essere la soluzione; e poi mancano di quel sereno distacco dovrebbe essere presupposto essenziale di qualunque proposta sensata.
    Perché dai toni che leggo spesso nei commenti sapete che impressione che ne ho ricavato? La stessa della “volpe e l’uva” di Esopo.

    Perché vi dà tanto fastidio che la gente crei, produca, venda e acquisti cose sempre più nuove, quantunque fossero inutili? Chi le compra? Non è mica obbligatorio. Ho avuto modo di conoscere e frequentare gente davvero ricca (non benestante) ma non mi è mai capitato di invidiare i loro beni; e se li ho trovati poco piacevoli, ho giudicato le persone, non le loro cose.
    La società umana si evolve e crea non solo oggetti ma anche professioni che anni fa non solo non esistevano ma non erano neppure ipotizzabili. Che male c’è? Io direi che è solo bene. Ma cosa credete: che l’uomo spogliato dei suoi beni diventi improvvisamente buono? E’ un concetto infantile e antistorico. E’ come per la prostituzione: esiste l’offerta perché a monte c’è una domanda.
    Io ho studiato la storia della mia regione: quando la ricca Dominante, cioè Venezia, ha deciso di appropriarsi dell’entroterra friulano per ragioni strategiche, si è trovata alle prese coi nostri contadini che ai loro occhi dovevano apparire come dei trogloditi; ebbene: sapete cosa dicevano di loro? Che si ammazzavano per una zucca.

    Chi non conosce la storia, è destinato a ripeterla.

    • Spartaco:

      Ciao Andrea,
      devo fare un appunto,
      gli iteliani la storia la conoscono bene, ma la storia si ripeterà sempre per loro, perchè sono un popolo di grandi persone ma non unite.
      Dal’tronde l’italia non è mai stata unita, intendo nord e centro sud, troppe differenze sul modo di lavorare e vivere.
      I banchieri lo sanno e ci mettono tutti contro tutti, vincendo la battaglia.

      Buona settimana.

  • braveheart77:

    Ormai dobbiamo predisporci mentalmente al nuovo che avanza.
    E’ evidente l’inganno del capitalismo, assieme a tutte le sue contraddizioni. Abbiamo già appurato la truffa perpetrata eternamente dai poteri centrali verso il popolo.

    Sappiamo benissimo che i popoli sono stati sottomessi con le armi, con la televisione, con la propaganda mediatica, con i dogmi, con le paure e la coercizione, con l’inganno scientifico. Dura da secoli questa storia, si sono alternati governi, re e imperi ma il meccanismo è sempre stato lo stesso: sottomettere l’individuo, privarlo della capacità di connettersi con il suo io interiore e indurlo a prostarsi ad un potere centrale a lui superiore.

    Scopriamo rileggendo i nostri personali decenni vissuti che l’uomo (soprattutto occidentale) è stato considerato un individuo passivo sul quale ritagliargli intorno uno stile di vita basato su canoni, dogmi, schemi mentali, stereotipi, per renderlo un diligente consumatore e un individuo da incastonarsi perfettamente nella “società”. Il cittadino inteso come diligente pecorella al servizio del sistema, che non si pone domande, che non riflette, che vive la sua esistenza basandosi su cose materiali e su concetti pre-costituiti fatti apposta per lui.

    Sappiamo che il consumismo è la conseguenza del capitalismo … sono la stessa cosa, come padre e figlio.

    Ok… questo lo sappiamo e ci sono centinaia di articoli che ne parlano con enfasi, oltre alle nostre vite e visioni del mondo che hanno già sentenziato l’era degli inganni.

    Io propongo, già da qualche tempo, di non puntare più il dito sulle cose che già conosciamo…. :)
    Ma cominciare a parlare CONCRETAMENTE di soluzioni e di nuove prospettive… :)

    Non ha più senso, almeno per me, continuare a parlare delle tragiche assurdità del sistema consumistico-capitalistico che ci ha reso tutti schiavi… bene, lo sappiamo questo… ma ora cosa vogliamo fare? come ci immaginiamo il futuro?

    QUAL’E’ IL FUTURO CHE VORRESTE?
    è di questo che dobbiamo parlare ragazzi … andiamo oltre e cominciamo a delineare il nostro futuro.

    Ho conosciuto ragazzi coraggiosi che stanno dando vita a progetti secondo me molto, molto interessanti come la creazione di ECO-VILLAGGI. Un modo per rilanciare uno stile di vita sostenibile, mettendo la vita dell’individuo al centro di tutto. Un eco villaggio per coltivare la terra e mangiare i prodotti della terra, per meditare, per stare più a contatto con la natura e a contatto umano con le altre persone … solo queste “piccole” cose, se diventano routine e abitudini di vita generano un gran bel beneficio individuale e collettivo….. :)

    Questa dell’eco-villaggio è un’idea… ho conosciuto ragazzi/e che si stanno prodigando con grande entusiasmo, tutti consapevoli che il sistema ha fallito, che l’economia mondiale è ad un passo dal crac assoluto. Quindi vi è da parte loro la voglia di “ricominciare” senza piangersi addosso ma rendendosi subito creatori del proprio futuro…. :)

    Quello che dovremmo fare anche noi ragazzi …. cioè cominciare a predisporsi mentalmente al nuovo che avanza, a nuove idee. Abbiamo capito tutti che siamo stati finora schiavi di un sistema ingrato, criminale, bugiardo… ma la domanda è:

    COSA VOGLIAMO FARE ADESSO PER RICOMINCIARE??

    Da qui dobbiamo partire!!! basta con gli articoli che denunciano il sistema, sappiamo già come funziona il denaro, cos’è lo spread, cosa sono i derivasti SWAPS, cosa fanno le banche finanziarie e gli Stati, sappiamo con precisione quali sono i connotati del Bidelberg e della Commissione Trilaterale …

    ma ora parliamo di idee e progetti. Perchè nessuno di “loro” ci darà una risposta. Loro affonderanno assieme alla nave capitalistica/economica e ci moriranno insieme … questa nave sta affondando e noi non dobbiamo affondare con loro…. giusto? siete d’accordo?

    Pensiamo a predisporci mentalmente a nuove idee… parliamone, discutiamone, forniamo link su queste idee.

    Cominciamo per esempio a parlare su come coltivare un pezzo di terreno… 10 metri quadrati possono sfamare una famiglia, ve lo dico per esperienza personale… :)
    2 pomodori, un pò di insalata, zucchine, 2 patate… cose di questo tipo. Abbiamo bisogno che il futuro sia questo o qualcosa di assolutamente alternativo, dobbiamo prepararci e dobbiamo esserne consapevoli, altrimenti non cambierà proprio nulla… :)

    Nulla cambia se non saremo noi a volerlo intensamente e soprattutto … dobbiamo pensare a come sopravvivere nell’era POST CAPITALISTICA (che metaforicamente può essere definita anche POST APOCALITTICA)

    Tutto dipende da noi, da quello che sappiamo fare e che possiamo (vogliamo) ancora imparare.
    Se vogliamo il cambiamento dobbiamo anche essere pronti ad assumerci delle responsabilità nel futuro, essere fin da ora pronti psicologicamente ad azioni concrete, cambiamenti radicali. Si perchè se critichiamo tanto il sistema attuale (giustamente ed io sono sempre stato con voi in questi mesi) dobbiamo essere ora coraggiosi da accettare sistemi alternativi al sistema e grossi cambiamenti.

    Anche un 50 enne che ha sempre lavorato in fabbrica, ha fatto sempre la stessa mansione per decenni, può riscoprire un nuovo mestiere “agricolo”, può riscoprire un nuovo talente e trovarsi molto felice e stimolato nel farlo.

    Parliamo del futuro, parliamo di idee già esistenti, di progetti alternativi che si stanno creando o che sono già attivi… abbiamo bisogno di questa nuova ondata di consapevolezza. Abbiamo bisogno di idee e soluzioni, di rimetterci in gioco, di cambiare drasticamente le nostre abitudini.

    Con affetto,
    Alessandro

  • Luca Ds:

    Io ho un parere diverso.Sono d’accordo sul fatto che le risorse non stanno al passo con il consumismo e l’espansione demografica mondiale,ma non mi trovo d’accordo sul fatto che le risorse siano già FINITE.Il vero problema è che ci vogliono prendere per i fondelli sostenendo questo e facendoci rassegnare all’idea di dover essere poveri e sempre più inculati da chi invece ci dovrebbe tutelare (i governi).Le risorse e le tecnologie ci sono,ma sono amministrate in modo sbagliato e a puro scopo di lucro.Il futuro non sarà nel ritorno alla terra come si crede,ma nella disobbedienza civile e l’affermazione dell’intelletto umano per risolvere quei problemi che sempre più ci turbano,ovvero il mantenimento di un tenore di vita decente.Le persone oggi,più che andare a prendersi un pezzo di terra da coltivare (anche perchè si può fare benissimo sui balconi,i tetti delle case e i muri dei palazzi),dovrebbero pensare a come liberarsi dalle società che ci schiavizzano e ci tolgono sempre più beni da noi posseduti.Invece di comprare l’auto nuova e fiammante la gente dovrebbe spendere 10.000 euro da un ingegnere per farsi fare un sistema in casa di produzione energetica con rinnovabili e fonti energetiche anche semplici come dei cazzo di motori magnetici attaccati ad una dinamo (se ne trovano tanti esempi fatti in casa su youtube),in modo da staccarsi dall’ENEL e dall ENI (elettricità e gas).Per l’acqua non sò ancora come si può fare,ma intanto pensiamo a quello che si può già fare.Il petrolio è obsoleto,se uno in casa produce energia 24 ore su 24 si potrebbero usare solo auto elettriche senza pagare neanche l’energia che usano per andare (quindi carburante a costo 0),o mi auguro anche che escano le auto ad ariacompressa o altri modelli innovativi a bassissimo costo rispetto a quelle a benzina.Dobbiamo darci una svegliata tutti quanti,iniziare da soli e fare da esempio per gli altri.Ci sono 1000 modi per fare tutto in maniera migliore di come si fà adesso,dalla produzione del cibo,all’uso di alcuni beni che si potrebbero usare solo all’occorrenza ed a tante ma tante ma tante altre cose.Chi ha visto l’ultimo Zeitgeist sà bene di cosa stò parlando.Economia delle risorse e sviluppo tecnologico.La storia insegna,ed il benessere dell’uomo è sempre andato di pari passo al suo sviluppo tecnologico.Invece nel mondo dove viviamo siamo tenuti sott’acqua da una mano avida di potere,che se non ci limita sà benissimo dove possiamo arrivare.Un mondo senza guerra,senza fame o povertà.dove la natura spirituale e culturale delle persone è il primo trend o moda o valore.Loro non lo vogliono,perchè a loro piace fare i signori di tutto,con ricchezze infinite e di granl lunga oltre il normale e l’accettabile.Non possono fermarci se siamo uniti e ci opponiamo tutti insieme.Pensateci.Nessuno và a fare la guerra o diventa soldato,nessun poliziotto vuole eseguire gli ordini contro cittadini innocenti.Nessuno più compra petrolio elettricità e paga le tasse.Infine i governi e le multinazionali sarebbero costretti ad accontentare il mondo,in quanto ne rimarrebbero esclusi e diventerebbero LORO i pezzenti.Bisogna iniziare subito.Non possiamo permetterci grossi catastrofi,nuove guerre mondiali o altre stronzate che a quei maiali vengono in mente per tenerci sotto controllo.è ora di dire basta e di far capire che siamo esseri intelligenti dotati di un umanità che non ci permette più di assistere a questa mancanza di umanità e di logica che regna sulla Terra.

    • Andrea:

      Tutto giusto.
      Sono perfettamente d’accordo con te.

      Ma bisogna fare i conti con l’animo umano, che è poco evoluto spiritualmente e molto materialmente, come dice la Montalcini.
      Siamo bravi a fare cose e crearne sempre di nuove ma molto meno a usarle a dovere. Vestiti e società organizzata non offrono ancora nessuna garanzia che il troglodita che c’è in noi non salti fuori quando meno ce l’aspettiamo.

      La sai la storiella della rana e lo scorpione?
      Una rana e uno scorpione sono bloccati da una piena. Lo scorpione chiede alla rana di poter attraversare il corso d’acqua sul suo dorso. La rana non vuole perché è sicura che lo scorpione la pungerà ma quello la rassicura: “Non ti farò del male”. A metà traversata, lo scorpione trafigge la rana che, stupita, gli dice: “Perché l’hai fatto? Moriremo tutti e due!”. “Perché è la mia natura”, gli replica allora l’altro.

      Noi siamo (ancora) così.

  • Andrea:

    @ SPARTACO

    Concordo.

  • Gozer:

    Popolo bue goditi queste ultime partite di calcio, perché ben presto gli stadi verranno utilizzati per altri scopi.

  • Mariangela:

    quanti cantastorie imbonitori azzeccagarbugli imbroglioni ciarlatani giocolieri saltimbanchi voi i polli da spennare

  • archimede:

    Mariangela…..se cerchi amante benestante devi andare nel sito dei Bilderberg ,qui trovi solo persone normali ma con attributi da far paura pure a Tori e Asini, i tuoi commenti mi riportano indietro di 30 anni quando mostravo i co……….i a certe persone e li scambiavano per lampioni.

    ..auffikkensehen.

  • Gozer:

    INTERVISTA ALLO «SPIEGEL»
    Schäuble e il dossier di Berlino: «Se crolla l’euro l’economia tedesca cadrà del 10%»

    Il ministro tedesco dell’ Economia: «No alla disintegrazione, ci saranno 5 milioni di disoccupati A rischio anche viaggiare»

    Il ministero delle Finanze tedesco Wolfgang Schäuble (Epa/Langsdon)

    BERLINO — È un vero incubo il futuro economico della Germania, e con lei di tutta l’eurozona, se la moneta unica dovesse crollare. A tracciare i dettagli di questo scenario pauroso è uno studio dei tecnici del ministero delle Finanze tedesco, il gigantesco palazzo della Wilhelmstrasse, già quartier generale di Hermann Göring e dell’amministrazione militare sovietica, dove ora regna Wolfgang Schäuble, uno dei protagonisti dell’europeismo tedesco. Il rapporto è stato rivelato, nei punti fondamentali, dal settimanale «Der Spiegel», che ha citato un funzionario del ministero, secondo il quale «di fronte a queste prospettive, anche un salvataggio dell’euro a caro prezzo appare come il minore dei mali».

    IL DOCUMENTO – L’articolo dello «Spiegel», intitolato «Uno sguardo sull’abisso », è corredato da una serie di dati che confermano indicazioni «molto tetre» per tutti i Paesi dell’eurozona. In un grafico, una freccia nera indica l’aumento della disoccupazione nel primo dei due anni successivi alla eventuale fine della moneta unica, mentre una freccia rossa indica la contrazione dell’economia. E molti di questi valori percentuali, nei vari Stati, superano la doppia cifra, in particolare per quanto riguarda le nazioni più esposte, come per esempio l’Italia, dove il tasso di disoccupazione salirebbe al 12,3 per cento. Ma anche la locomotiva tedesca, e questo è il vero punto critico dello studio degli uomini di Schäuble, verrebbe pesantemente danneggiata. L’economia della Germania subirebbe una caduta del 9,2 per cento mentre il numero dei disoccupati salirebbe al 9,3 per cento.

    DISOCCUPAZIONE – I senza lavoro supererebbero i 5 milioni, una cifra quasi doppia rispetto a quella attuale Il ministero della Finanze tedesco non ha smentito né confermato le rivelazioni dello «Spiegel », secondo cui il documento è stato tenuto fino a oggi riservato nel timore che i costi delle iniziative per salvare l’euro uscissero fuori da ogni controllo. «Non prenderemo parte a speculazioni su presunti rapporti segreti», ha detto una portavoce. Ma a fianco dell’articolo del settimanale di Amburgo, in una lunga intervista, è lo stesso Schäuble ad avvertire che una disintegrazione «sarebbe assurda» e che l’unione monetaria, non solo non è stato assolutamente un errore, come gli era stato chiesto, ma è stata la «logica conseguenza» dell’integrazione comunitaria. Il ministro, esponente di punta del partito cristiano democratico che fu di Helmut Kohl, avverte inoltre che una rottura della zona euro rimetterebbe in questione conquiste che sono ormai entrate nel patrimonio acquisito di tutti i cittadini, come il mercato unico e la libera circolazione.

    PAREGGIO DI BILANCIO – Le rivelazioni sui calcoli che si sono fatti a Berlino sulle conseguenze di un collasso della moneta unica arrivano proprio in una settimana decisiva per il futuro europeo, con il vertice dei Ventisette che sarà chiamato il 28 e 29 giugno a trovare delle ricette in grado di contribuire a superare la crisi. In realtà, la linea cauta di Angela Merkel—convinta della necessità di non distaccarsi da un rigido controllo delle discipline di bilancio, contraria alla condivisione dei debiti con i Paesi meno virtuosi dell’eurozona, indisponibile a provvedimenti per stimolare la crescita che si traducano in nuove spese—è sempre partita dalla premessa, almeno a parole, di un impegno prioritario per la difesa della moneta unica. «La fine dell’euro — è stata una delle frasi più frequenti della cancelliera — sarebbe la fine dell’Europa». Intanto, sempre questa settimana, alla vigilia del summit di Bruxelles, Schäuble presenterà la nuova legge finanziaria che prevede nel 2013 il pareggio di bilancio. Questo dato era stato anticipato da alcuni istituti di ricerca, che avevano avvertito però nello stesso tempo delle pesanti conseguenze per i conti pubblici tedeschi di una escalation della crisi europea. In tutti i casi, insomma, la Germania non può dormire sonni tranquilli.

  • Mariangela:

    infatti è la tesi che sostengo polli con….e niente cervello

  • CortoMaltese:

    Una critica verso il violentamento dell’ambiente e del concetto di lavoro.

    Siamo sicuri che la Decrescita basti? Ne sento parlare da anni non ho mica scoperto questo termine stamattina. Io penso che oggi non basti più, bisogna demolire l’idea che la società ha del lavoro che viene considerato come un valore, ma allora anche la produzione e il consumo sono dei valori. Il lavoro porta inevitabilmente al consumo. Niente lavoro, zero consumi, con conseguente stop netto alla distruzione del pianeta. Che senso ha parlare della quantità delle risorse esistenti, se la terra che ci ospita è ambientalmente compromessa? L’unica speranza è nella non azione, nella cessazione dell’azione contro la natura, insomma un rifiuto di percorrere la via del progresso.
    Un anno e mezzo fa, quando parlavo di decrescita ( avevo un nick differente) nessuno qui mi dava retta, anzi, il Duria mi prendeva per radical chic..

    @luca ds

    la tecnologia che ci garantisce agi e comodità, ci ha addormentato e quello che dici ne è un esempio. Chi oggi per arrivare ad una completa emancipazione è disposto a rinunciare al comfort ed al consumo?

    http://forum.aamterranuova.it/forum_topics.asp?FID=6&SID=c58d449z-425e-c4532c7e-36d42c7a-a8ddb486&title=ecovillaggi-e-comunit-intenzionali

  • L’imbarbarimento culturale e l’ignoranza in cui e’sprofondato l’occidente (l’Italia paese di ignoranti ladri e veline e’un esempio piu’unico che raro),l’assoluta mancanza di consapevolezza del mondo che ci circonda ha prodotto la cultura e il mondo in cui viviamo ora. Il materialismo dialettico ha dato i suoi frutti. Liberarsi o allentare la presa del sistema parassita e sfruttatore, richiede un riorganizzare le mappe mentali e cognitive,con sforzo quotidiano e continuo. Concepire un mondo diverso e una vita differente e’possibile, ma va spurgato il cervello da anni di edu-castrazione. Sono d’accordo con Andrea quando afferma che nel nostro piccolo quotidiano possiamo fare la differenza,cercando di diminuire al massimo l’invadenza del sistema nella nostra vita. Per esempio: non comprare beni di consumo inutili, investire nella formazione personale su argomenti di impatto zero, coltivare ortaggi fai da te, come risparmiare energia,efficenza energetica delle abitazioni, imparando a costruire ecologiche, le case fatte con balle di paglia in trentino sono un esempio, naturali al 100% con un risparmio di energia del 96% rispetto ad una casa tradizionale cc..Uscire dalla triste logica comune che ci ha fatto tutti uguali e omologati, aspettando in fila come pecoroni, che qualcuno scaltro e fiero di se ci dica cosa fare.

  • Gozer:

    IL CARO VECCHIO SOROS

    Al mini-vertice a quattro di Roma della scorsa settimana il presidente del Consiglio Mario Monti, il cancelliere tedesco Angela Merkel, il presidente francese Francois Hollande e il premier spagnolo Mariano Rajoy si sono detti d’accordo a compiere passi per fare progredire l’unione bancaria e rafforzare il fiscal compact.

    Tuttavia, Merkel “ha opposto resistenza a tutte le proposte sui modi per dare sollievo a Italia e Spagna” e questo “rischia di trasformare in un fiasco il summit di giugno, cosa che potrebbe risultare fatale perché lascerebbe il resto dell’Eurozona senza firewall sufficientemente solidi contro la possibilità di un’uscita della Grecia”. Parole dure, che arrivano dal finanziere George Soros, in un intervento sul Financial Times, nel quale punta l’indice contro la Germania senza mezzi termini: “anche se questo intervento fatale può essere evitato, le divisioni tra paesi creditori e debitori saranno rafforzate e i Paesi periferici non avranno modo di riguadagnare competitività”.

    Una situazione di questo genere, dice ancora Soros, potrebbe tornare utile alla Germania, ma metterebbe Berlino “al centro di un impero e metterebbe la ‘periferia’ in posizione subordinata permamente”. Secondo il finanziere, non è la Banca centrale europea a dovere risolvere da sola i problemi fiscali dei Paesi membri, come hanno per altro detto sia Merkel che il governatore della Bce Mario Draghi, mentre sarebbe d’aiuto la creazione di una European Fiscal Authority che, “in collaborazione con la Bce potrebbe fare quello che la Bce non può fare da sola”.

    In particolare, potrebbe creare “un fondo per la riduzione del debito”, una versione modificata dell’European Debt Redemption Pact, che “in cambio dell’impegno di Italia e Spagna a portare avanti specifiche riforme strutturali, acquisterebbe e manterrebbe una significativa quantità del loro debito”. Secondo Soros “non è troppo tardi per una dichiarazione politica che fisserebbe non solo gli obiettivi di lungo termine dell’unione politica ma anche la road map verso un’unione fiscale e bancaria”, ma l’ostacolo maggiore sono appunto la Germania e la sua “politica del non si può fare”. In particolare, la posizione di Merkel, che insiste sul fatto che un’unione politica dovrebbe precedere quella fiscale e bancaria, per il finanziere “non è realistica né ragionevole”.

  • Alan:

    posto per la prima volta un commento, ho letto le vostre opinioni che condivido alcune in toto altre in parte. Effettivamente si ratta di cose trite ma è sempre bene rammentarle soprattutto a beneficio di chi certa di comprendere qualcosa in più della realtà che gli hanno fatto comprendere media, tv, giornali, ecc. Leggo SL praticametne sempre ma anche altri sitti della cosiddetta “disinformazione” e c’è sempre un altricolo interessante e ogni volta si scopre qualcosa di nuovo, credo che questo sia capitato anche a tutti voi. La storia economica (Marx in particolare) conferma che il capitalismo non è la soluzione ma è destinato a finire, per la verità lui non aveva nemmeno idea di cosa sarebbe accaduto nell’epoca successiva, tantomeno in questa che viviamo ora eppure, aveva già intuito che il capitalismo doveva necessariamente finire a causa della meccanizzazione e della concorrenza fra i capitalisti (di allora). Che dire allora della globalizzazione? la globbalizzazione che ci è stata imposta non è altro che l’ultimo atto di un processo già alla fine e che dovrà necessariamente lasciare il posto ad un nuovo modello socio-economico. Il cambiamento non sarà facile ne tantomeno immediato, io credo che servirà qualche decennio (uno già è passato)….ma alla fine di tutta un’analisi che ho fatto, sono arrivato ad una conclusione, anzi ad una domanda alla quale non mi so dare una risposta.
    Possiamo essere di destra, di centro, di sinistra, popssiamo criticare i vari gruppi bildemberg, trilaterale, massonerie varie, ma il problema purtroppo rimane, la domanda che mi sono posto non vuole indurre ad una risposta obbligata o a pensarla necessariamente in un certo modo, è una banale domanda che anche gli econonomisti del 700 si facevano sebbene avessero problemi ben diversi da quelli attuali.
    Come possono mai reggere gli attuali livelli di consumo e di bessere 700 milioni di persone quando ben 4.3 miliardi di persone aspirano ad avere la stessa condizione ? La risposta credo di averla…ma non è piacevole.

    • Gozer:

      E’ solo questione di tempo, ma quello che pensi e temi lo faranno sicuramente, sono capaci di arrivare anche all’utilizzo dell’atomica, tanto LORO sono pieni di basi sotterranee dove poter vivere senza il rischio di subire l’effetto delle radiazioni.

  • Pino:

    Tutto vero, ma la terra da zappare con la merda che spruzzano in cielo sarà sempre più inquinata e noi con le .

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