Domani, venerdì 22 Giugno 2012, dalle 9.00 alle 10.00, Nicolò Giuseppe Bellia sarà ospite dell’emittente radiofonica Radio Gamma 5 ( frequenza 94 MHz). Per chi non lo conoscesse, suggerisco questo post in cui espone l’Antropocrazia, una proposta sociale tanto semplice quanto radicale che ha trovato spazio su Stampalibera ancora nei primi anni di vita del sito, quando la comunità di lettori non era numerosa come oggi. Quindi… sintonizzatevi!
PS Ci scrive Domenico D’Amico:
Se vi sintonizzate un’ora prima ascolterete anche l’intervento del sottoscritto; si parlerà di moneta e debito, di come funziona il sistema attuale di emissione della moneta e di come il sistema bancario governa i flussi monetari, condizionando politica ed economia.
Si parlerà anche dell’appuntamento di Montegrotto Terme, sabato 23 giugno alle ore 15.30, presso il circolo culturale Ighina, in via Gramsci 6:
la proiezione in italiano del documentario “Moneta come debito”, a cura del movimento Moneta@Proprietà.
Entrata gratuita e dibattito a seguire il documentario.





























Se vi sintonizzate un’ora prima ascolterete anche l’intervento del sottoscritto; si parlerà di moneta e debito, di come funziona il sistema attuale di emissione della moneta e di come il sistema bancario governa i flussi monetari, condizionando politica ed economia.
Si parlerà anche dell’appuntamento di Montegrotto Terme, sabato 23 giugno alle ore 15.30, presso il circolo culturale Ighina, in via Gramsci 6:
la proiezione in italiano del documentario “Moneta come debito”, a cura del movimento Moneta@Proprietà.
Entrata gratuita e dibattito a seguire il documentario.
Ci sono altre frequenze su cui ricevere radio gamma 5 ? Sono a Milano e non riesco a prendere nulla sui 94 Mhz. Ciao e grazie.
Si colleghi sul sito di radio gamma 5 (in internet), quando le apparirà la videata prema con il mouse sul pulsante: ascolta.
Buon ascolto Daniela
A me sa di dottrina comunista
Purtroppo le frequenze della radio non arrivano a Milano.
Puoi seguire la trasmissione in streaming dal sito web di radio gamma 5.
Grazie Domenico.
Mariangela,
l’esatto opposto del comunismo…
La prima indicazione data da Bellia sulla possibilità di calcolo di un “reddito di cittadinanza”, compare nel suo primo scritto “La via d’uscita”, in cui egli espone le dinamiche che renderebbero possibile tale calcolo con le seguenti parole: “Tale reddito è calcolabile nella misura di 700 mila lire mensili attuali per ciascun cittadino, dalla nascita alla morte, in sostituzione della vecchia previdenza sociale”. Nello scritto non vengono però mai presentati quei calcoli, e si afferma solamente che essi sono calcolabili in base ad un nuovo modello fiscale che, anziché prelevare tasse dai redditi, dovrà prelevare direttamente dal capitale monetario italiano, valutato nel 1979 da Bellia a “più di 7 milioni di miliardi di lire”. Il 1979 è infatti l’anno dell’autopubblicazione de “La via d’uscita”.
L’ultima indicazione di Bellia sulla possibilità di tali calcoli è data dalla sua raccolta di scritti che vanno dal 25/01/1992 al 04/12/1996, intitolata “L’antropocrazia”, nella quale, in data 10 Ottobre 1992, è detto : “Se si adottasse in Italia una tale fiscalità […] si potrebbe prevedere come valido un valore mensile del Reddito di Cittadinanza di circa 700 mila lire in valore odierno”.
In ambedue questi scritti (“La via d’uscita” e “L’antropocrazia”) non sono riportati i calcoli del reddito di cittadinanza. Però in “L’antropocrazia” egli afferma, in data 25/01/1992, che “i dettagli nonché le rilevanze sociali positive di tale soluzione sono indicate nei due libri LA VIA D’USCITA del 1979 e LA NEOSOCIETÀ del 1991″. Ma questa affermazione è contraddittoria in due punti. Innanzitutto nello scritto “La via d’uscita” non compare – come sopra accennato – alcun “dettaglio” in merito ai calcoli del reddito di cittadinanza. La seconda inesattezza consiste nel fatto che – stando alla data di edizione, lo scritto “La neosocietà” non risalirebbe al 1991, ma al 1993.
L’osservazione di queste inesattezze è importante non tanto per la svista o per l’errore in sé, ma perché permette di dirigere l’attenzione sul fatto ben più importante che nei ragionamenti di Bellia, anche in quelli relativi allo scritto “La neosocietà” del 1993 – ed addirittura anche nella postfazione del libro “Verso l’antropocrazia”, edito da Bellerofonte nel 1998, che raccoglie tutti e tre i precedenti scritti – egli parla effettivamente di calcoli e di formule ma sempre attribuendo al capitale monetario italiano la stessa valutazione da lui fatta nel 1979, cioè al tempo dell’autopubblicazione de “La via d’uscita”, e pervenendo sempre al medesimo reddito di cittadinanza di 700 mila lire, calcolato in base a tale valutazione:
1979: “700 mila lire mensili attuali” (“Conseguenze della fiscalità monetaria” in “La via d’uscita”).
1992: “700 mila lire in valore odierno” (“Filosofia della fiscalità monetaria” del 10/10/1992, in “L’antropocrazia”.
1998: “beni monetari, che ammontano a più di 7 milioni di miliardi di lire” (N.G. Bellia, “Verrso l’antropocrazia”, Ed. Bellorofonte, Roma, 1998, Postfazione, pag. 248); “Le 700.000 scaturiscono dal calcolo del risparmio, degli interessi sul debito pubblico allargato, diviso per i Cittadini Italiani, diviso 12″ (ibid., pag. 251).
Qui la “svista” mi sembra un po’ troppo grave.
L’esposizione del progetto infatti non tiene assolutamente conto del fatto che l’ammontare della massa monetaria cresce, e di molto. Tant’è vero che già nel ’95 è pubblicato da De Simone il libro “UN MILIONE AL MESE PER TUTTI” (Ed. Malatempora). In tale libro è esposto che l’ammontare concreto del capitale monetario cresce mediamente ogni anno di circa 400.000 miliardi di vecchie lire!
Ora, dando per buona l’affermazione di Bellia che la base monetaria italiana del 1979 sia stata di 7 milioni di miliardi di vecchie lire, e dando per buona anche l’affermazione di De Simone sopracitata, dovremmo avere per l’anno 1998 (anno di pubblicazione di “Verso l’antropocrazia”), un incremento della base monetaria, già maggiore del doppio di quei 7 milioni di miliardi del ’79, affermati da Bellia:
1979 = 7 milioni di miliardi
1980 = 7 milioni e 400.000 miliardi
1981 = 7 milioni e 800.000 miliardi
1982 = 8 milioni e 200.000 miliardi
1983 = 8 milioni e 600.000 miliardi
1984 = 9 milioni di miliardi
1985 = 9 milioni e 400.000 miliardi
1986 = 9 milioni e 800.000 miliardi
1987 = 10 milioni e 200.000 miliardi
1988 = 10 milioni e 600.000 miliardi
1989 = 11 milioni di miliardi
1990 = 11 milioni e 400.000 miliardi
1991 = 11 milioni e 800.000 miliardi
1992 = 12 milioni e 200.000 miliardi
1993 = 12 milioni e 600.000 miliardi
1994 = 13 milioni di miliardi
1995 = 13 milioni e 400.000 miliardi
1996 = 13 milioni e 800.000 miliardi
1997 = 14 milioni e 200.000 miliardi
1998 = 14 milioni e 400.000 miliardi
Domanda: perché Bellia nel suo progetto non accenna, e neanche minimamente considera tale incremento?
Come si può farsi sostenitori dell’antropocrazia, cioè di un sedicente: “progetto culturale benefico per tutte le parti sociali” (“La Fiscalità Monetaria per l’Italia” in “La via d’uscita”, 1979), “progetto globale di riforma di qualunque sistema sociale” (“La questione sociale” in “L’antropocrazia”, 07/05/1992), “progetto definito in ogni sua parte” (N.G. Bellia, “Verrso l’antropocrazia”, Ed. Bellorofonte, Roma, 1998, Postfazione, pag. 247), in cui si parla astrattamente per 19 anni (dal 1979 al 1998) della medesima base monetaria del 1979?
Certamente, si potrà rispondere a questa domanda dicendo che per 19 anni si è parlato in tal modo della base monetaria, per semplificare la comprensione delle formule e della loro dinamica di applicazione.
Se però si cerca di applicare i dati di Bellia alla realtà del 1979, con lo scopo di osservare se si tratta davvero di un progetto definito realmente in ogni sua parte o no, si trova quanto segue.
A pag. 74 di “Verso l’antropocrazia” (Ed. Bellerofonte), Bellia scrive: “Se chiamiamo “Massa mon. gen.”, la massa monetaria della compagine sociale, “N° Cittadini”, il numero dei cittadini, e “Massa mon. pro cap.”, la quota monetaria pro capite, sarà “Massa mon. pro cap. = Massa mon. gen. : N° Cittadini”. Dunque, per applicare questa formula che individua la “Massa mon. pro cap.” occorre conoscere in concreto l’ammontare effettivo della “Massa mon. gen.” e dell’effettivo “N° Cittadini”. In merito alla “Massa mon. gen.”, abbiamo il dato sopra accennato di 7 milioni di miliardi. In merito al “N° Cittadini”, Bellia non da’ alcun dato, ma ognuno può risalirvi. Infatti, i cittadini italiani secondo il censimento del 1981, dunque due anni dopo il 1979, erano 55 milioni circa. Nella pagina successiva però , Bellia pone la massa monetaria pro capite al valore di 100 milioni: “Nell’attuale situazione italiana, ponendo la ‘Massa mon. pro cap.’ = L. 100 milioni [...]” (Ibid. pag. 75). Per risalire al “N° Cittadini”, basta dunque fare l’operazione inversa e cioè dividere la “Massa mon. gen.” per la “Massa mon. pro cap.”. Così facendo però si ottiene una popolazione di 70 milioni per il 1979, il che è impossibile. Infatti se è vero che il censimento dell”81 fu di circa 55 milioni, avrebbero dovuto morire in due anni ben 15 milioni di italiani!
Anche per questo motivo, reputo il discorso di Bellia sulle formule eccessivamente semplificatorio e superficiale. Il progetto, così com’è non è ancora un vero e proprio progetto, ma un piccolo inizio di progetto, che abbisogna di ulteriore studio e riformulazione delle parti, con normali esempi di applicazione delle formule. Proprio perché lo stesso Bellia lo ritiene conforme, almeno nei suoi tratti generali, all’idea della triarticolazione (o tripartizione) dell’organismo sociale. Quest’idea fu proposta verso la fine dell’Ottocento in modo romantico da St-Yves d’Alveydre, e in modo scientifico-spirituale da Rudol Steiner agli inizi del secolo passato.
Ecco perché, in quanto studioso dell’opera sociale di Steiner, per anni ho ripetuto a Bellia tutta questa problematica, chiedendogli spiegazioni e dicendogli a più riprese che la gente non è scema e se vuole sa fare i calcoli. Oggi, a quanto pare, Bellia sembra avere recepito il problema del signoraggio (che nel 2005 reputava un’invenzione diabolica di Auriti in cerca di fama). Ma per il resto non sono stato mai ascoltato. Quindi deve ancora rispondere alla mia domanda con concreti esempi pratici di applicazione delle sue formule, perché – come egli afferma – “chiunque aderisce liberamente ad un gruppo, lo fa solo se è certo che da tale adesione non scaturisca alcun pericolo per la propria sopravvivenza” (La neosocietà).
“Comunismo” … “Esatto opposto” … Ah parbleu, mi sa che qui dentro si parli molto ma si razzoli malissimo …
E comunque sveglia, il ritorno alle sovranità nazionali ( sovranità monetaria ) è illusorio e imperseguibile.
Ma questo ha poco a che fare con un eventuale e perseguibilissimo “sviluppo sociale e territoriale orizzontale”.
E’ il conseguimento di un eventuale potere “verticale” non controllabile che disturba i manovratori, non certo il menage della Casalinga di Voghera.
Cordialmente, Mondart
Mondart,
l’affermazione “mi sa che qui dentro si parli molto ma si razzoli malissimo” andrebbe applicata a tutta la rete. Non ne capisco il significato se riferita all’Antropocrazia.
Come ci consigli di “razzolare”?
Grazie.
No castellini, mi riferivo ( mi sembrava lessicalmente ovvio e ben intelligibile ) a questo “spingere” ancora sulle solite dicotomie. Non mi sembra che una “filosofia” ( quale sostanzialmente è l’ antropocrazia, ossia una “weltanshauung”, una visione complessiva di vita ) possa essere -squallidamente e impropriamente- fatta rientrare in queste “opposizioni da politichetta parrocchiale”, che dovrebbe invece tendere a superare.
Così come tale filosofia non può essere strumentalizzata ai fini di un recupero delle sovranità nazionali che a questo punto ( nell’ hic et nunc ) mi sembra francamente utopico, irrealizzabile, nonchè forse ormai anacronistico. Ma soprattutto “antistorico” nel senso della direzione impressa alla Storia dai superiori manovratori verso il progressivo concretizzarsi di un’ idea ben precisa di cui anche il futuro “multipolarismo” non è che la prossima fase. ( Ma questa è una mia osservazione, e può essere opinabile ).
Ben venga invece ogni idea e dibattito volto a conseguire un miglioramento delle condizioni sociali “oltre” le ideologie, cosa che alla fine è quella che ci riguarda direttamente tutti da vicino …
Cordialmente, Mondart
Grazie Mondart.
Condivido sulle dicotomie, ma l’Antroposofia è un progetto preciso, non solo una visione del mondo. Anch’io accolgo volentieri “ogni idea e dibattito volto a conseguire un miglioramento delle condizioni sociali “oltre” le ideologie, cosa che alla fine è quella che ci riguarda direttamente tutti da vicino”.
Buona domenica.
Assistenzialismo è quello che predica perciò comunista
Mariangela,
il reddito di cittadinanza e la fiscalità monetaria permettono l’abolizione della baracca assistenzialista. La sinistra sfrutta l’odio sociale derivante dalla mancanza di queste misure per ottenere consenso. Infatti in Svizzera, dove ci si sta mobilitando per introdurre un reddito di cittadinanza universale, gli epigoni del socialismo sono assolutamente contrari.
Ovviamente il progetto antropocratico può essere compreso se letto nella sua totalità, prelevandolo gratuitamente dal sito di Niccolò Bellia.
Alla prossima.
La prima indicazione data da Bellia sulla possibilità di calcolo di un “reddito di cittadinanza”, compare nel suo primo scritto “La via d’uscita”, in cui egli espone le dinamiche che renderebbero possibile tale calcolo con le seguenti parole: “Tale reddito è calcolabile nella misura di 700 mila lire mensili attuali per ciascun cittadino, dalla nascita alla morte, in sostituzione della vecchia previdenza sociale”. Nello scritto non vengono però mai presentati quei calcoli, e si afferma solamente che essi sono calcolabili in base ad un nuovo modello fiscale che, anziché prelevare tasse dai redditi, dovrà prelevare direttamente dal capitale monetario italiano, valutato nel 1979 da Bellia a “più di 7 milioni di miliardi di lire”. Il 1979 è infatti l’anno dell’autopubblicazione de “La via d’uscita”.
L’ultima indicazione di Bellia sulla possibilità di tali calcoli è data dalla sua raccolta di scritti che vanno dal 25/01/1992 al 04/12/1996, intitolata “L’antropocrazia”, nella quale, in data 10 Ottobre 1992, è detto : “Se si adottasse in Italia una tale fiscalità […] si potrebbe prevedere come valido un valore mensile del Reddito di Cittadinanza di circa 700 mila lire in valore odierno”.
In ambedue questi scritti (“La via d’uscita” e “L’antropocrazia”) non sono riportati i calcoli del reddito di cittadinanza. Però in “L’antropocrazia” egli afferma, in data 25/01/1992, che “i dettagli nonché le rilevanze sociali positive di tale soluzione sono indicate nei due libri LA VIA D’USCITA del 1979 e LA NEOSOCIETÀ del 1991″. Ma questa affermazione è contraddittoria in due punti. Innanzitutto nello scritto “La via d’uscita” non compare – come sopra accennato – alcun “dettaglio” in merito ai calcoli del reddito di cittadinanza. La seconda inesattezza consiste nel fatto che – stando alla data di edizione, lo scritto “La neosocietà” non risalirebbe al 1991, ma al 1993.
L’osservazione di queste inesattezze è importante non tanto per la svista o per l’errore in sé, ma perché permette di dirigere l’attenzione sul fatto ben più importante che nei ragionamenti di Bellia, anche in quelli relativi allo scritto “La neosocietà” del 1993 – ed addirittura anche nella postfazione del libro “Verso l’antropocrazia”, edito da Bellerofonte nel 1998, che raccoglie tutti e tre i precedenti scritti – egli parla effettivamente di calcoli e di formule ma sempre attribuendo al capitale monetario italiano la stessa valutazione da lui fatta nel 1979, cioè al tempo dell’autopubblicazione de “La via d’uscita”, e pervenendo sempre al medesimo reddito di cittadinanza di 700 mila lire, calcolato in base a tale valutazione:
1979: “700 mila lire mensili attuali” (“Conseguenze della fiscalità monetaria” in “La via d’uscita”).
1992: “700 mila lire in valore odierno” (“Filosofia della fiscalità monetaria” del 10/10/1992, in “L’antropocrazia”.
1998: “beni monetari, che ammontano a più di 7 milioni di miliardi di lire” (N.G. Bellia, “Verrso l’antropocrazia”, Ed. Bellorofonte, Roma, 1998, Postfazione, pag. 248); “Le 700.000 scaturiscono dal calcolo del risparmio, degli interessi sul debito pubblico allargato, diviso per i Cittadini Italiani, diviso 12″ (ibid., pag. 251).
Qui la “svista” mi sembra un po’ troppo grave. L’esposizione del progetto infatti non tiene assolutamente conto del fatto che l’ammontare della massa monetaria cresce, e di molto. Tant’è vero che già nel ’95 è pubblicato da De Simone il libro “UN MILIONE AL MESE PER TUTTI” (Ed. Malatempora). In tale libro è esposto che l’ammontare concreto del capitale monetario cresce mediamente ogni anno di circa 400.000 miliardi di vecchie lire!
Ora, dando per buona l’affermazione di Bellia che la base monetaria italiana del 1979 sia stata di 7 milioni di miliardi di vecchie lire, e dando per buona anche l’affermazione di De Simone sopracitata, dovremmo avere per l’anno 1998 (anno di pubblicazione di “Verso l’antropocrazia”), un incremento della base monetaria, già maggiore del doppio di quei 7 milioni di miliardi del ’79, affermati da Bellia:
1979 = 7 milioni di miliardi
1980 = 7 milioni e 400.000 miliardi
1981 = 7 milioni e 800.000 miliardi
1982 = 8 milioni e 200.000 miliardi
1983 = 8 milioni e 600.000 miliardi
1984 = 9 milioni di miliardi
1985 = 9 milioni e 400.000 miliardi
1986 = 9 milioni e 800.000 miliardi
1987 = 10 milioni e 200.000 miliardi
1988 = 10 milioni e 600.000 miliardi
1989 = 11 milioni di miliardi
1990 = 11 milioni e 400.000 miliardi
1991 = 11 milioni e 800.000 miliardi
1992 = 12 milioni e 200.000 miliardi
1993 = 12 milioni e 600.000 miliardi
1994 = 13 milioni di miliardi
1995 = 13 milioni e 400.000 miliardi
1996 = 13 milioni e 800.000 miliardi
1997 = 14 milioni e 200.000 miliardi
1998 = 14 milioni e 400.000 miliardi
Domanda: perché Bellia nel suo progetto non accenna, e neanche minimamente considera tale incremento?
Come si può farsi sostenitori dell’antropocrazia, cioè di un sedicente:
“progetto culturale benefico per tutte le parti sociali” (“La Fiscalità Monetaria per l’Italia” in “La via d’uscita”, 1979),
“progetto globale di riforma di qualunque sistema sociale” (“La questione sociale” in “L’antropocrazia”, 07/05/1992),
“progetto definito in ogni sua parte” (N.G. Bellia, “Verrso l’antropocrazia”, Ed. Bellorofonte, Roma, 1998, Postfazione, pag. 247),
in cui si parla astrattamente per 19 anni (dal 1979 al 1998) della medesima base monetaria del 1979?
Certamente, si potrà rispondere a questa domanda dicendo che per 19 anni si è parlato in tal modo della base monetaria, per semplificare la comprensione delle formule e della loro dinamica di applicazione.
Se però si cerca di applicare i dati di Bellia alla realtà del 1979, con lo scopo di osservare se si tratta davvero di un progetto definito realmente in ogni sua parte o no, si trova quanto segue.
A pag. 74 di “Verso l’antropocrazia” (Ed. Bellerofonte), Bellia scrive: “Se chiamiamo “Massa mon. gen.”, la massa monetaria della compagine sociale, “N° Cittadini”, il numero dei cittadini, e “Massa mon. pro cap.”, la quota monetaria pro capite, sarà “Massa mon. pro cap. = Massa mon. gen. : N° Cittadini”. Dunque, per applicare questa formula che individua la “Massa mon. pro cap.” occorre conoscere in concreto l’ammontare effettivo della “Massa mon. gen.” e dell’effettivo “N° Cittadini”. In merito alla “Massa mon. gen.”, abbiamo il dato sopra accennato di 7 milioni di miliardi. In merito al “N° Cittadini”, Bellia non da’ alcun dato, ma ognuno può risalirvi. Infatti, i cittadini italiani secondo il censimento del 1981, dunque due anni dopo il 1979, erano 55 milioni circa. Nella pagina successiva però , Bellia pone la massa monetaria pro capite al valore di 100 milioni: “Nell’attuale situazione italiana, ponendo la ‘Massa mon. pro cap.’ = L. 100 milioni [...]” (Ibid. pag. 75). Per risalire al “N° Cittadini”, basta dunque fare l’operazione inversa e cioè dividere la “Massa mon. gen.” per la “Massa mon. pro cap.”. Così facendo però si ottiene una popolazione di 70 milioni per il 1979, il che è impossibile. Infatti se è vero che il censimento dell”81 fu di circa 55 milioni, avrebbero dovuto morire in due anni ben 15 milioni di italiani!
Anche per questo motivo, reputo il discorso di Bellia sulle formule eccessivamente semplificatorio e superficiale. Il progetto, così com’è non è ancora un vero e proprio progetto, ma un piccolo inizio di progetto, che abbisogna di ulteriore studio e riformulazione delle parti, con normali esempi di applicazione delle formule. Proprio perché lo stesso Bellia lo ritiene conforme, almeno nei suoi tratti generali, all’idea della triarticolazione (o tripartizione) dell’organismo sociale. Quest’idea fu proposta verso la fine dell’Ottocento in modo romantico da St-Yves d’Alveydre, e in modo scientifico-spirituale da Rudol Steiner agli inizi del secolo passato.
Ecco perché, in quanto studioso dell’opera sociale di Steiner, per anni ho ripetuto a Bellia tutta questa problematica, chiedendogli spiegazioni e dicendogli a più riprese che la gente non è scema e se vuole sa fare i calcoli. Oggi, a quanto pare, Bellia sembra avere recepito il problema del signoraggio (che nel 2005 reputava un’invenzione diabolica di Auriti in cerca di fama). Ma per il resto non sono stato mai ascoltato. Quindi deve ancora rispondere alla mia domanda con concreti esempi pratici di applicazione delle sue formule, perché – come egli afferma – “chiunque aderisce liberamente ad un gruppo, lo fa solo se è certo che da tale adesione non scaturisca alcun pericolo per la propria sopravvivenza” (La neosocietà).
caro nereo che dire sei un grande
vedo che sei molto informato sull’argomento e pare che ci sia proprio qualcosa che non torna almeno evito di perdere tempo
ciao
Grazie Nereo per l’intervento.
Lascio a Nicolò Bellia la risposta alle sue osservazioni.
Domenico de Simone ha calcolato l’ammontare della liquidità giacente in Italia a circa 800 milioni di euro: con un prelievo del 2% mensile si può creare un reddito di cittadinanza universale di 960 euro a cittadino. Mi sembra una buona applicazione, anche se parziale, della proposta di Bellia.
Buona giornata.
Caro Dioniso, ti ringrazio della fiducia. Ma non perderai mai tempo a studiare la fiscalità monetaria di Bellia. Nel 2000 mi telefonava quasi tutti i giorni e parlavamo per ore di queste cose che reputo ancora sacrosante, anche se ancora primitive. Solo che poi quando ho incominciato a fare queste domande mi ha tolto l’amicizia anziché approfondire. Credo si sia comportato così per pigrizia. Ha ragione anche Mariangela a fiutare delle incongruenze ma non nel senso del comunismo, bensì nel senso del materialismo storico, dato che per Bellia è assolutamente esatta la massima aristotelica “primum vivere, deinde philosophari”, nel senso che “prima bisogna avere la pancia piena e poi si può anche ragionare”, dimenticandosi che questa è una massima molto spuria, anzi aberrante, di un “Aristotele” arabizzato da Avicenna e da Averroè. Saluti. Non conoscevo questo bel sito di libertà.
Grazie Castellini.
Mi perdoni se entro nel merito del suo secondo commento, ma si tratta di buon senso, a mio avviso, non di materialismo. Se si è impegnati per la ricerca del cibo o si fugge da un pericolo, difficilmente ci si può cimentare in attività intellettuali, non trova?
admin,
lo vedete come cambia il tutto quando nel dibattito entra gente competente?
oggi e’ stato un caso che Nereo ci sia capitato al volo ma quante altre volte il caso fara’ capitare cio’ che e’ capitato oggi?
occorre stare per piu’ tempo sugli argomenti e non rimpiazzarli con altro “mordi e fuggi”.
occorre capire, non basta solo ascoltare…..
ovviamente, e voi lo sapete, quello di oggi non e’ stato un caso ma la conferma a quello che andavo dicendo nei giorni recedenti. niente e’ per caso.
Gentile Maya o jo quel che voleva dare ad intendere lo avevo già compreso, ma converrà che non posssiamo andare a fare cernita di elementi competenti nella rete, essendo gli utenti stessi ciò che sono e intervengono se interessati ad intervenire.
Lei forse non si accorge di quante volte io venga retarguito, cercando di applicare la mera Netiquette, quando gli utenti si azzuffano, riprendono chi non sa scrivere o scrivono in maiuscolo, il più delle volte non sapendo quello che fanno, esprimendo ciò che sono. Essere aperti a tutti però implica anche questo, i più intelligenti comprendono ringraziano e chiedono scusa, mentre quelli suscettibili non li leggi più, ma questo fare non vuole essere una selezione! Per mio conto, sarei più propenso che la gente imparasse a stare in mezzo alla gente in modo civile, attendendo il turno per esprimersi e dire a loro volta quello che hanno da dire.
Una cosa è certa, non si può pretendere da tutti tutto e questo vale per me quanto per Lei.
- Admin -
Maya, Nereo Villa ha semplicemente prodotto delle confutazioni di carattere metodologico, che non intaccano in nulla, a mio avviso, il contenuto dei testi di Bellia citati. La ‘competenza’ quindi non c’entra.
Credo che spetti primariamente al lettore approfondire e cercare di capire gli argomenti proposti, lasci i ‘tecnici’ a Palazzo Chigi.
Domenico,
non si tratta di andare sempre a cercare qualcuno ma di chiedergli di venire qui a scrivere quello che gia’ scrivono sui loro siti ed essere aperti al dibattito, tutto qui.
sarebbe sufficiente riunire quello che gia’ esiste sparso per la rete, fare una specie di piazza dove si incontrano i migliori. uno, due o al massimo 3 per ogni sezione, quelli che rimangono fuori entrnao nei commenti.
poi certamente voi fate quello che volete come del resto ognuno fa ma quando una cosa viene dal cuore la devo scrivere perche’ un motivo c’e’.
siamo nel caos, c’e’ confusione, non la sentite anche voi questa cosa?
il vostro lavoro e’ certamente ammirevole ma porta ad altro caos, non porta ad avere certezze.
proviamo a chiedere quanta gente che legge quello che pubblicate e’ riuscita ad avere quelle certezze necessarie per fare le scelte che si credono giuste.
nessuna, questa la risposta, anche se volendo si puo’ pure mentire.
al caos della informazione ufficiale di parte si e’ aggiunto il caos di quella alternativa che ha il merito di cercare di capire ma alla quale manca ancora il metodo giusto per arrivare alla comprenzione.
dove sta l’utilita’ in cio’ che si legge? cosa ci ricavo in concreto? queste sono le domande da porsi, al momento io credo che l’utilita’ sia quasi unicamente quella di avere uno sfogo per la propria rabbia, per il proprio sconforto ma siamo assai lontani dal capire la verita’, oltretutto essendo questa sempre in continua evoluzione.
io ripeto non sono qui a criticare, credo infatti che fino qui sia stata perfetta la strada scelta, e’ solo che adesso sento che si e’ raggiunto il plateau, uno stallo.
stiamo stallando nel gossip del mordi e fuggi e non ci porta da nessuna parte, non ci fa raggiungere la necessaria comprensione utile a migliorare cio’ che non ci piace.
siamo in stallo e io credo lo sentiate tutti quanti, tanto parlare ma non cambia niente, per forza, niente ci e’ stato utile, niente da applicare in concreto. aumenta solo la confuzione e da un lato fa pure nascere l’illusione di aver capito, cosa che invece non e’ per niente avvenuta.
non basta dire “tutti in galera” per aver capito e per cambiare il mondo in quello che desideriamo. manca ancora il capire cosa desideriamo, come lo vogliamo.
siamo in stallo.
Mi trovi del tutto d’ accordo per quanto riguarda “il peso e la frequenza d’ aggiornamento” degli articoli: facendo due rapidi conti si vede come la frequenza ottimale sarebbe di UN ARTICOLO OGNI TRE GIORNI. Questo favorirebbe il dibattito, anche se non certo il contatorino.
Del resto, una volta conseguito con tecniche del tutto UGUALI A QUELLE MAINSTREAM un sufficiente seguito, non si vede perchè non prendere in considerazione una SVOLTA TATTICA DECISIVA: più selezione, più qualità, più articoli CHE PUNTINO ALLA TESTA INVECE CHE ALLA PANCIA, ossia al ragionamento invece che all’ emotività, e MINOR FREQUENZA, in modo da dare “respiro” a quanto esposto.
Ovvio che significa andare in controtendenza … ma a questo punto occorrerebbe anche chiedersi QUALE SIA LA VERA PRIORITA’
Cordialmente. Mondart
PS: lo stesso Grillo ( e i Casaleggio, a parte tutto, qualcosa di comunicazione la sapranno ) non ha MAI superato la frequenza di un post al giorno … qualcosa vorrà pur dire.
magari si posso fare due sezioni principali:
1- stampa libera “gossip” (la chiamerei proprio cosi’, senza eludere niente direi la verita’)
2- stampa libera “approfondimento”
la prima rimane come ora, la seconda e’ un esperimento diverso. la prima fa i click, la seconda cambia la vita (il sapere e’ la base delle azioni, chi fa tv lo sa molto bene)
il termine “gossip”, veritiero, fa magari sentire qualcuno un po’ stupido e gli fa leggere qualcosa di piu’ nella sezione “approfondimento”.
Ripeto ( e parlo da semplice lettore e curioso qual sono ): a questo punto fossi nei redattori mi riunirei cercando appunto di STABILIRE LA PRIORITA’ EDITORIALE.
Perchè un’ evoluzione ci deve pur essere, non si può sempre “girare in tondo alle questioni alla CdC”, per intenderci. Chi finisce su questi siti inevitabilmente finisce per chiedersi: “Ma possibile che dopo tanta ricerca della verità non si riesca ad intravvedere alcuna evoluzione del “logos” ??” ( modo di affrontare ed approfondire le tematiche proposte, che rimane sempre lo stesso: in questo sono simili al mainstream, più che negli argomenti …. è una questione di METODO ).
Se si punta a “tirare acqua ad un qualche mulino” facendo numero in un modo o nell’ altro, l’ approccio “di pancia” va bene, ma ormai sarebbe tempo di dichiarare allora una direzione ( più che chiamarlo “gossip” che comunque non è veritiero ): del resto è la svolta che, più o meno dichiaratamente, hanno ormai intrapreso tanti siti. Questo provocherebbe la perdita di qualche disilluso, ma se uno dice cose interessanti inevitabilmente viene letto anche da chi non è concorde, non fosse altro che per pura necessità di confronto ideologico.
Se si punta ad un veritiero processo di maturazione, allora la proposta delle due sezioni avanzata da Maya mi sembra ottima: una sezione “for dummies” che potrebbe continuare a “proporre” le più svariate tematiche senza approfondirle, associate ad una sezione “Advanced”, molto più LENTA nella proposta, dove invece si dia più spazio alla discussione e interazione “ponderata”. ( il che potrebbe essere semplicemente realizzabile allegando un “forum” )
INSOMMA: Maya non ha torto, ed anche secondo il sottoscritto a questo punto una differenziazione si impone.
Cordialmente, Mondart
Rileggendo il tutto la proposta e nonostante le negazioni finora espresse, l’impostazione suggerita non solo mi piace ma mi stuzzica.
Vedrò di farne partecipe il titolare del sito.
Prendete questo mio appunto come una interazione, non come una promessa eh.
oggi e’ un bel giorno
magari a mondart, che e’ un esperto di comunicazione, potrebbe venirgli voglia di entrare nel progetto.
Domenico,
diciamo che se la qualita’ si eleva facendo scrivere ad esperti allora ecco che anche quella del lettore si eleva, di sicuro cominciano a leggere anche persone che stanno nelle stanze dei bottoni, piu’ o meno in alto non ha importanza.
adesso le risposte ai commenti sono un po’ bassine perche’ l’impostazione e’ un po’ bassina, e’ la stessa dei quotidiani on line che fanno gossip, cambia il contenuto ma e’ troppo poco per chi vuole sapere e va bene solo a chi si vuole sfogare. come ho gia’ detto non do’ un giudizio negativo, non mi interessa, tutto e’ in continua evoluzione, il passato di 5 minuti fa e’ gia’ storia, mi limito alla descrizione di cio’ che vedo dal mio punto di vista. se puo’ interessare.
Maya loro non sono disposti a dialogare loro chiodo dopo chiodo martellano il cervello con la loro verità intoccabile e non interagibile pacchetti tipo dword o protocolli di notizie inconfutabili muniti di password per sola lettura
ha la verità in bocca l’egocentrico sindacalista
Altra questione su cui mi permetto di intervenire sono i Trolls: li si riconosce subito dal modus operandi, senza neanche stare tanto a leggerli.
Un “Mariangela” ( a meno che non sia funzionalmente introdotto dalla redazione stessa ), io non starei a valutarlo ulteriormente … ovviamente non è che la mia impressione.
Ciao.
Invece dei new trolls il citare, Splengler, Tepper, Artus, i quali a studi economici su rotture di unioni monetarie potrebbero invece insegnare.
OK: “Mariangela” ha la barba, gli occhiali, ed anche i coglioni of course ( in ogni senso ) e mi è anche personalmente molto simpatico … ma che senso ha questo gioco ??
… Tantopiù che l’ Euro crollerà da solo, per dinamica interna … è stato creato apposta per crollare, parbleu !
Nereo Villa,
mi scusi se la importuno, ma, lei ha posto al centro il dito trascurando la luna.
I suoi calcoli di alta matematica non mi sembra apportino contributi di sorta all’economia spirituale.
In che misura lei conosce R.Steiner?
Il Dottore, per quanto mi riguarda, è intoccabile!
Lei possiede la visione dei mondi spirituali tramite il terzo occhio?
Se cosi fosse mi prostrerei al suo cospetto!
Ai posteri……
Mariangela,
non me ne voglia, ma il sindacalismo diverrà superfluo con l’adozione dell’Antropocrazia. Nel frattempo, attendo volentieri le sue proposte.
I sindacati sono complici di questa situazione papponi come tacchini da giorno del ringraziamento
http://0z.fr/11wvd
Nereo Villa,
Venerdì prossimo, 29 Giugno, Nicolò Bellia sarà presente dalle ore 8.00 in poi su Radio Gamma 5, 94 MHz. In quest’occasione, potrà esprimere le sue osservazioni direttamente al Dott. Bellia, intervenendo in diretta oppure scrivendole via sms al numero che verrà indicato dal conduttore.
Signor Castellini, La ringrazio. Come Le ho scritto privatamente, non ho niente da chiedere a Bellia oltre a quanto gli ho già chiesto da anni ed a cui egli non è mai stato in grado di concretamente rispondere. Se Bellia ha voglia di farlo, può benissimo rispondermi in questo sito. Ho ritenuto di esporre in esso le mie obiezioni all’idea generale di Bellia in quanto non mi sembra giusto presentare, come egli fa, formule che fino a prova contraria non possono essere verificate con esempi chiari e validi per tutti circa la loro applicazione, né dipingersi come “grande studioso e conoscitore dell’Antroposofia di Rudolf Steiner” (http://www.stampalibera.com/?p=15877) quando invece contraddice in pieno le basi dell’idea della triarticolazione dell’organismo sociale auspicata da Steiner, trasformandole ancora una volta in uno statalismo mascherato. La tassazione Bellia non c’entra nulla con l’idea di Steiner. Steiner dice di tassare casomai le uscite, non le entrate (Rudolf Steiner, “Cultura, politica, economia”, Monaco, 2006, pag. 95). Bellia invece dice di tassare tutta la base monetaria, nella quale vi è ancora reddito, costituito dai risparmi della gente, quindi tassa ancora le entrate (tanto reddituali quanto risparmiate). Quindi il suo passare dalla fiscalità reddituale a quella monetaria è solo – fino a prova contraria – un’illusione.
Nereo,
non è stato Nicolò Bellia a definirsi “grande studioso e conoscitore dell’Antroposofia di Rudolf Steiner”, ma l’ha definito così Lino Bottaro, nella premessa da lui scritta all’articolo di Bellia che lei ha indicato.
Per il resto, Lei cosa propone?
http://0z.fr/FtcRl
Innanzitutto provare a pensare una rimozione totale del welfare (che non funziona) in cambio del corrispettivo in soldi, vale a dire della sua concreta sostituzione pratica per la separazione del lavoro dall’introito. Vedi a questo proposito la pagina di proposte http://0z.fr/6Ija1 ricavata dall’intervista di Götz Werner intitolata “È arrivato il tempo del reddito di fondo incondizionato” realizzato da Wolfgang Weirauch e pubblicata nel libro “Lo spirito del tempo” (Novalis, collana Quaderni di Flensburg).
Per il finanziamento di tale reddito basterebbe realizzare una semplice banda magnetica su ogni tipo di strumento finanziario (banconota di carta, metallo, elettronica, pagherò, ecc.) in modo che il 10% di ogni spesa dell’individuo (dalle sigarette alla casa fino agli strumenti di produzione) possa diventare reddito di base per tutti dalla nascita alla morte, cioè soldi che ognuno percepisce come diritto alla vita, indipendentemente dalla sua personale vocazione lavorativa. Quindi tassazione delle uscite, non delle entrate.
Queste cose sono state esplicitate nel mio blog di Creativefreedom perfino a partire dall’etimologia stessa di “economia” (http://0z.fr/flb95) e dall’abolizione di ogni interventismo di Stato nella sfera economica (http://0z.fr/oJtFg). Poi bisognerebbe anche saper distinguere fra reddito di cittadinanza e reddito di base (http://0z.fr/c9QZw). È chiaro che nell’attuale sistema di monopolio bancario dell’emissione dei soldi non si può fare alcunché. Quindi anche la questione del free banking auspicata da Steiner deve diventare patrimonio delle coscienze individuali… Ce ne sarebbero di cose da dire.
Ora ho indicato solo alcune pagine che ho cercato a partire dalle prime scritte nel blog.
Ma andrebbero approfondite insieme.
Ed è così che procede il blog con altri studiosi della triarticolazione. Nessuno ha la verità in tasca.
Ciò che conta è essere se stessi ed essere sinceri, e dire ciò che si pensa.
Io sono certo che queste cose si realizzeranno per tutti perché io le ho realizzate facendo un lavoro che mi piaceva. Certamente non si realizzano dall’oggi al domani e credo che tutto sia in mano all’individuo, più che al gruppo… Occorre credere nell’uomo. Io ci credo non in senso morale o moralistico ma in senso fisiologico. Abbiamo in ognuno di noi tre sistemi (sistema nervoso, sistema cardiocircolatorio, e sistema metabolico) essenzialmente diversi fra loro, ma fra di loro articolati in modo armonioso, così che i compiti di un organo non possano essere svolti da un altro (se il cuore volesse assolvere alla funzione dei nervi avrebbe continue sincopi e morirebbe, viceversa se fosse il nervo a comportarsi da cuore, genererebbe forti mal di testa, ecc.). Allo stesso modo i tre principali sistemi dell’organismo sociale (economico, giuridico, e culturale) dovrebbero lavorare ognuno nel proprio campo senza intromissioni negli altri due…
La ringrazio per la risposta e appena potrò approfondirò le sue proposte.
Buona continuazione.