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Carpignano Sesia (Novara): tutto il paese e’ coperto da striscioni anti ENI

La professoressa Maria Rita D’Orsogna pubblica nel suo sito questo scambio di mail. Lo pubblichiamo perchè può servire meglio a comprendere le ragioni dei petrolieri e l’esigenza della società civile.
Buona lettura. ndr

Mi scrive un tale Giorgio Danieli, che lavora per la Saipem, gia’ filiale dell’ENI.
Ecco come i petrolieri se la rigirano fra loro, che sono dei santi.
Ecco come so che sto facendo qualcosa di buono.
L’email mi e’ stato mandata il 1 Giugno 2012.
 Gentile dott.ssa D’Orsogna,
Le scrivo in merito ad un suo video nel quale associa alle attivita’ di perforazione petrolifera la possibilita’ di provocare terremoti fino a 6 o 7 gradi della scala Richter.
 Cita in particolare un documento redatto dalla Shlumberger. Mi domando se Lei ha avuto in possesso tale documento e se ne ha vagliato e condiviso le premesse, la metodologia di ricerca e approfondito le conclusioni prima di diffondere una notizia come questa che, inevitabilmente, viene ripresa da molte persone che, essendo meno informate, sono facilmente impressionabili anche grazie alla autorita’ che Le viene dalla Sua docenza.
Caro Giorgio, intanto si scrive Schlumberger. Certo che l’ho letto e che sono in possesso di tale documento, e’ disponibile online, basta solo fare google e puo’ averlo anche lei e commentare direttamente a quelli dell’Accademia di Geofisica russa, chiedendo a loro di chiarire la loro “metodologia di ricerca”.
 Era un articolo di parte e dalla parte di voi petrolieri che lo avete commissionato, per cui credo che fosse veritiero – c’e’ lo stampo della Schlumberger, c’e’ lo stampo dell’Accademia Russa di Geofisica. C’e’ lo stampo del peer review.
Cos’altro vogliamo?
 E poi il metodo era semplicissimo.
 Non trivelli? Non ci sono terremoti.
Trivelli? Voila’. Ci sono terremoti.
Ma non c’e’ solo Gazli in Russia, c’e’ Coalinga in California, ci sono i rapporti dell’NRC, basta solo mettersi li in buona volonta’ e non coi paraocchi dell’ENI.
 Ma io lo so che ai petrolieri da fastidio qualsiasi cosa che possa andare contro il vostro scopo ultimo: far soldi, non importa come, dove e sulla pelle di chi.
 Io non credo che la gente sia scema e come dice lei ”facilmente impressionabile”.
Credo invece che la gente sia stanca di sentirsi dire che va tutto bene, che l’inquinamento non esiste, che la susbidenza e’ mero abbassamento del terreno, che i malati di Gela sono un prezzo da pagare per il progresso, che l’idrogeno solforato, i tumori, i pesci morti di Basilicata sono cose normali.
 Siete voi petrolieri che volete che la gente sia “facilmente impressionabile” cosi’, con lo specchietto del lavoro e dei soldi, potete andare e far razzie sul territorio.
Funzionava negli anni ’60. Adesso non funziona piu’.
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Io ho una conoscenza diretta delle attivita’ di cui Lei parla, con una , mi perdoni la franchezza, grande leggerezza.
Di fatto nel suo video Lei comunica con grande enfasi alcune informazioni corrette con altre (la stragrande maggioranza) che hanno pochissima, se non nulla, attinenza con la realta’:
1. E’ vero che per perforare di usano i cosiddetti fanghi di perforazione. Non e’ affatto vero che il mix e’ top secret in quanto non e’ molto dissimile dal normalissimo cemento di costruzione ma con additivi che lo rendano piu’ fluido. Sono normalmente reperibili in commercio e non vi e’ alcun segreto in merito. 
Chissa’ perche’ negli USA ci sono cause su cause su questa cosa. Sono noti gli ingredienti di base – ma non le formule chimiche di base. Cemento di costruzione?  Additivi che lo rendono piu’ fluido? E’ con questo che buchiamo la roccia? Ma va la.
Lei ha mai sentito parlare di componenti tossiche, radioattive, carcinogeniche?
Lo dice il Wall Street Journal, lo dice il New York Times, lo dice lo stato della Calfiornia, lo dice il governo norvegese, lo dice l’Ente per la protezione all’ambiente del governo americano. Anche qui, ci perda un po di tempo, prima di credere a tutto quello che le dice la sua casa madre.

2. E’ vero che possono occorrere degli incidenti. Il piu’ famoso e’ quello di Macondo in Golfo del Messico di un paio d’anni fa. Ma non e’ l’unica attivita’ in cui esistono dei rischi associati. Certo sono molto di impatto sulla popolazione civile ed e’ per questo che le Compagnie petrolifere si sono date le regole sulla sicurezza piu’ restrittive di qualsiasi altra industria al mondo, almeno dagli anni ’90 in poi. Sono sicuro, per esempio, che nella costruzione delle Universita’ che Lei ha visitato sono morte molte piu’ persone di quelle che siano morte durante le attivita’ di perforazione petrolifera. E che hanno intossicato molte piu’ persone con amianto e sostanze chimiche nei laboratori universitari di quante non ne siano rimaste intossicate di conseguenza alle attivita’ petrolifere. Ciononostante sono fiero di lavorare in una industria che si e’ data la regolamentazione piu’ stringente al mondo in termini di sicurezza sul lavoro e di protezione ambientale.

Regole o non regole, gli incidenti ci sono sempre. Alla fine il discorso e’ uno solo: non ci sono regole a prova di bomba.
Intanto, sono i petrolieri stessi a violare i loro codici interni – non c’e’ ditta petrolifera esente da condanne, cause, litigazioni in tribunale per inquinamento e violazione di norme – ENI inclusa.
 L’amianto, il benzene etc etc, certo che sono cose tossiche. Ma il fatto che abbiamo usato queste sostanze in passato non vuole dire che dobbiamo continuare cosi e che dobbiamo giocare a chi fa piu’ disastri.
 Il suo metodo di pensiero e’: siccome altri hanno usato l’amianto, anche io posso contribuire a usare roba tossica, radioattiva e a inquinare – alla grande – il pianeta, a portare al surriscaldamento globale e ad aumentare rischi di ogni genere.
 Non funziona cosi.
A me hanno insegnato a prendere ad esempio chi e’ meglio di me e a puntare all’eccellenza, e non al ribasso, nascondendosi dietro a sottilissime foglie di fico.
 Buon per lei che e’ fiero di lavorare nell’industria petrolchimica.
Io mi andrei a sotterrare dalla vergogna.
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 3. Iperboli tipo “il 50% della superficie dell’Abruzzo” usato come area a disposizione delle trivellazioni…. beh queste affermazioni non depongono molto a favore della scientificita’ delle Sue affermazioni. Non so proprio come la gente possa credere a queste “notizie”. Inoltre mi piacerebbe capire quali siano le serie alternative alla produzione energetica che intravede Lei da “Fisica” quale si proclama. Produzione energetica che, Le ricordo, e’ necessaria per permetterle di insegnare all’universita’ e di muoversi tra tutte le varie universita’ per tenere i Suoi corsi e Seminari. Come si immagina in un mondo in cui si va a cavallo e si usano le candele per l’illuminazione?
Guardi questo lo dite voi. Vada sui siti degli investitori. Tutti sono li a sparare che hanno 800,000 acri di terreno, 3500 chilometri quadrati di concessioni etc etc. Lo dicono i petrolieri, non io.
E comunque e’ vero: il 50% dell’Abruzzo e’ coperto da concessioni minerarie. Vada sul sito dell’UNMIG e vedra’. Lo dite voi.
 E poi, la paranoia del mondo che torna alle candele e al mulo senza petrolio, l’ho gia’ sentita.
 Io non ho scelto di nascere in una fossil fuel economy.
Ma voglio fare tutto quel che posso per uscirne al piu’ presto e per evitare che anche dei posti sacri – La Majella, i campi del Montepulciano, il Parco del Curone, le isole Tremiti, Pantelleria, il delta del Po, Venezia – vengano trivellati.
 Si rende conto di cosa si vuol bucare?  E’ semplicemente folle.
 Il mondo e’ sempre andato avanti, e mai indietro. L’uomo riuscira’ a sopravvivere anche senza petrolio, vedra’. Siamo una specie intelligente e la nostra civilta’ non morira’ perche’ non c’e piu’ monnezza petrolifera da spremere. Semplicemente in questo momento e’ piu’ facile continuare con lo status quo, del trivellare, trivellare, trivellare.
 Dove vive lei, a San Donato Milanese? Beh, che ne dice apriamo un centro oli sotto la sua finestra?
Perche’ questo e’ quello che un giorno i suoi amici dell’ENI hanno fatto a Viggiano. Gente che non ha fatto niente di male, che un giorno si e’ svegliata e ha iniziato ad annusare H2S. Che bello, eh?
 L’ENI non ha neanche potuto dire: eccovi qui 100,000 euro, andate altrove che qui puzza e vi ammalate.
No, la gente deve vivere con rumori e puzza e loro devono contare fino all’ultimo centesimo di profitti. Una cosa vergognosa.
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La inviterei ad informarsi un pochino piu’ approfonditamente su tali tematiche e a considerare che con la Sua autorevolezza rischia di influenzare molte persone, anche quando tratta di argomenti di cui Lei non ha mai ne’ avuto una pubblicazione ne’ alcun trascorso, come si evince dall’esame del suo curriculum. 
E da questo Le ne deriva una grande responsabilita’ in cio’ che dice pubblicamente.

Io sono solo un blogger. Chi non mi vuole leggere/credere/sentire puo’ ignorarmi, o se vuole confutare le mie argomentazioni. Finora non e’ successo mai – dati alla mano perche’ sono uber informata.
 E poi, non ha importanza che io non abbia mai pubblicato niente in geologia, sono un fisico! Ma so leggere, e so leggere bene gli articoli di scienza, so leggere i comunicati agli investitori, so scovare i testi inviati alla SEC americana, so leggere i rapporti governativi, e li so leggere in modo critico.
Conosco una miriade di attivisti in tutto il mondo e so comunicare con loro.
 So parlare con medici, geologi, chimici e ingegneri, e tutti – tutti – quelli con cui ho avuto a che fare e che non sono a soldo dei petrolieri concordano con me, che il tempo del petrolio e’ finito e che un giorno ne pagheremo care le conseguenze del continuare a bucare l’imbucabile.
 Non ho mai attivamente fatto niente per cercare tutta questa “notorieta’”. Semplicemente ho parlato chiaro, e spiegato le cose come stavano.
Nessuno aveva fatto mai tutto cio’ rendendo i temi accessibili al cittadino medio, quello che secondo voi e’ “facilmente impressionabile” e lo so che ora questo vi da fastidio.
 Non e’ colpa mia se la gente crede a me e non a voi.
 Voi siete dei petrolieri che con questo bucare l’Italia ci portate a casa soldi – voi ed i vostri investitori. Io no.
Non ho portato via una lira da questa storia, e sono qui solo per amore di patria.
Credo allora che la responsabilita’ pubblica di quello che fate sia nei vostri fatti, nelle vostre menzogne, nei vostri fumi tossici, e non certo nelle mie parole libere di libera persona di scienza.
Cordiali Saluti

10 Commenti a “No ai pozzi di petrolio davanti casa”

  • guido:

    a Maria Rita D’Orsogna , tanti,tanti, tanti Complimenti.

  • silvano:

    GRANDISSIMA

  • Martino Titton:

    Piccoli piccoli petrolieri…….mi sembrano come i consulenti bancari italiani (Falliti & bugiardi anche se ogni tanto sono solo ignoranti)
    A Maria Rita D’0rsogna un grandissimo grazie.

  • sauro:

    caro Giorgio Danieli, volendo pensare in buona credo tu possa essere al massimo il magazziniere dell’ENI, vista la qualita e la pochezza dele tue parole…

    Ma ad essere maliziosi( come diceva Andreotti e’ peccato ma spesso ci si indovina) credo tu sia semplicemente un misero servo!

    @ Maria Rita D’Orsogna
    Grazie per il tuo coraggio, purtoppo ormai il mondo scientifico cosi come lo abbiamo pensato non esite piu, esistono solo i ricercatori servi al soldo delle multinazionali, e i per fortuna ancora ricercatori veri in nome della scienza, quindi poveri in canna e screditati dalla propaganda di regime.

  • Franco Nerdiani:

    ahaahahah che ridere!
    Il petroliere che La minaccia di andare all’università a cavallo!!!
    Evidentemente è all’oscuro di tutte le alternative che abbiamo da scegliere!
    nn a caso la toyota sta già proponendo più auto ibride che mai!
    Strano che solo i giapponesi ci abbiamo pensato… e la fiat invece ti dice compra la 500 e
    ti facciamo pagare la benzina un euro per tre anni!!!
    morale della favola:

    La scelta è sempre solo Nostra!! Ricordiamolo sempre!

    Un sentito grazie alla Prof. D’Orsogna che tutela i nostri diritti con dedizione e vera
    partecipazione!

    Franco più che mai!

  • Giuseppe:

    a Maria Rita D’Orsogna

    Grazie,
    Giuseppe

  • elvis:

    sei stata semplicemente sublime…grazie Maria Rita!

  • freak70:

    Se l’ENI ha incaricato sto tizio a scrivere vuol dire che sono messi molto male. Mentono sapendo di mentire (strano eh?), si auto proclamano fisici, scienziati, tecnici, professori ma sbagliano sempre il vero aggettivo: ladri, di vita e di denari. Grazie per le informazioni che ci dai e la tua battaglia è la nostra battaglia.
    A sam mes mel

  • Lino Bottaro:

    Ricevo da Maria Rita D’Orsogna la seguente e-mail con la quale ricambia i ringraziamenti dei lettori

    Lino,
    grazie – hai fatto bene a postare – io sono sempre in giro e non ho
    troppo tempo per usare la password e lo user name che mi hai dato,
    ma ogni tanto lo faro’. ora sono in Italia per qualche giorno di vacanza.

    grazie anche ai lettori di SL- ciao!
    MR

  • Ogni mattina

    Ogni mattina il mio stelo vorrebbe levarsi nel vento
    soffiato ebrietudine di vita,
    ma qualcosa lo tiene a terra,
    una lunga pesante catena d’angoscia
    che non si dissolve.
    Allora mi alzo dal letto
    e cerco un riquadro di vento
    e trovo uno scacco di sole
    entro il quale poggio i piedi nudi.
    Di questa grazia segreta
    dopo non avrò memoria
    perché anche la malattia ha un senso
    una dismisura, un passo,
    anche la malattia è matrice di vita.
    Ecco, sto qui in ginocchio
    aspettando che un angelo mi sfiori
    leggermente con grazia,
    e intanto accarezzo i miei piedi pallidi
    con le dita vogliose di amore.

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Gianni Lannes
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