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Fonte: ilsole24ore.com * Link

Pensare oggi a com’era la nostra vita dieci anni fa e cercare di immaginare come potrebbe cambiare nei prossimi dieci crea un misto di brivido ed eccitazione. Per Guido Jouret, responsabile del dipartimento Emerging technologies di Cisco, è un equilibrio quotidiano. Dal suo ufficio di San Jose, nella Silicon Valley, ha un punto di osservazione privilegiato sul futuro. È sul suo tavolo che arrivano le idee più avvenieristiche dell’azienda da trasformare in progetti e nuovi business. Non solo: il suo team è un incubatore interno per startup che arrivano da tutto il mondo. Incontriamo Jouret a San Diego, durante il Cisco Live, evento annuale del colosso di internet nato nel mercato dei router e cresciuto nel networking diffuso, le videoconferenze e i servizi Ip.

Come si immagina la nostra vita tra dieci anni? «Per la prima volta inizieremo a delegare alcune scelte alla tecnologia – risponde -. Ci sono già sistemi di comando vocale, come Siri di Apple, ma progressivamente non parleremo solo agli agenti virtuali. Chiederemo ai computer di prendere decisioni per noi. Organizzare il calendario della settimana, rispondere alle persone e così via».

Le macchine diventeranno più intelligenti, saranno in grado di capirci, parleranno le une con le altre. Nel frattempo crescerà la nuova era di internet, che dai pc è arrivato ai cellulari, tablet, tv, auto, elettrodomestici; presto connetterà i ponti, le strade, le vie di distribuzione di petrolio, gas e acque.

Per Cisco l’internet of things, definito da Jouret «il più grande trend del momento», è diventato realtà quando il numero di oggetti connessi ha superato quello delle persone con accesso a internet. Nel 2003 la popolazione mondiale era di 6,3 miliardi, i device connessi 500 milioni. Già nel 2010 erano 12,5 miliardi, saranno 25 miliardi nel 2015 e 50 miliardi nel 2020.

Oggi il monitor della nostra vita digitale è lo smartphone. Presto l’interfaccia potremmo essere noi. Diventeremo persone connesse con i chip sottopelle? «Penso di sì – continua – Per chi soffre di alcune patologie croniche, come il diabete e l’ipertensione, sarà parte del trattamento. Ovviamente con il loro consenso. In generale credo che i chip per la comunicazione, così come quelli biometrici, potranno diventare un’opzione “interna” per molto persone nella misura in cui rappresenteranno un vantaggio».

Al momento il team di Jouret è dedicato soprattutto a video e smart grid. Nel primo caso «la collaborazione online è molto cresciuta, oggi banche, governi e ospedali possono sfruttare singole competenze anche a distanza. Vediamo molta innovazione anche nella video analytics. Vuol dire collegare un software a una telecamera per riconoscere le targhe delle auto, segnalare i momenti di traffico, dire quando si sta formando una coda in un negozio e quindi aumentare la presenza della forza vendita, segnalare le zone dove i clienti vanno più di frequente. Sono solo alcuni esempi di come il video si trasforma in informazione».

Poi ci sono le smart grid. «La rete elettrica è la rete più grande al mondo. Anche nei paesi occidentali internet non arriva ancora in tutte le case, ma l’elettricità sì. Ogni smart meter (contatore intelligente) è un nodo della rete che manda informazioni. Oggi la fornitura di elettricità è sempre più variabile, per via del contributo intermittente di eolico e solare e gli equilibri con le altre fonti. Lo stesso vale per la domanda, che con la diffusione delle auto elettriche diventerà ancora più dinamica. L’aumento della comunicazione intelligente da entrambe le parti farà in modo che il rapporto tra domanda e offerta sia più veloce, efficiente ed economico».
Cisco lavora alle smart grid con il nuovo protocollo Ipv 6, in grado di gestire la connessione con più oggetti. Uno dei limiti all’espansione dell’internet delle cose è legato alla scelta di standard comuni. «L’Ip può fare un salto storico, per la sicurezza credo che sia meglio degli standard proprietari perché ci lavorano più persone. Anche per il wifi c’erano molte preoccupazioni, invece oggi le reti senza fili nelle aziende sono più sicure di quelle fisse».

Le smart grid sono un test importante per l’internet degli oggetti. Che andrà oltre: i sensori verranno distribuiti dappertutto e saranno in grado di trasmettere via internet dati che diventeranno informazioni e guideranno le scelte. «Penso agli oleodotti, i gasdotti, i ponti. Sensori nelle strade che possano regolare i flussi dei semafori. Le batterie si potranno ricaricare con la differenza di temperatura, dal movimento o con piccole celle fotovoltaiche».

21 Commenti a “«Internet nel 2020? Connetterà strade, ponti e lo smartphone diventerà un chip sottopelle»”

  • Prima di scaldarsi tanto nel fare piani super ipertecnologici aspettiamo (TUTTI!!) di vedere che succede alla fine dell´anno e anche dopo, poi se ne riparla. :)

    • NEO:

      Cara Cecilia, stai tranquilla, queste “innovazioni” non riguardano tutti noi.
      Mi spiego: presto succederà qualcosa, milioni/miliardi di persone moriranno, e i “”"fortunati”"” superstiti, vedranno di buon grado qualsiasi cosa che “lì proteggerà”.
      A loro (l’elite) sopratutto non interessiamo noi “vecchietti” che siamo nati con la Lira ed eravamo in analogico, ma i nostri figli che sin da piccoli li hanno (abbiamo) rincoglioniti con la tecnologia….
      Tu chiedi a (quasi) tutti i ragazzini ( e non solo) cosa ne penserebbero di giocare ai video giochi connessi direttamente al gioco?? Farebbero pazzie!!!!
      Altrimenti come si spiega il 3D, e tutte quelle diavolerie di Web Cam che puoi collegare al TV, PC, WIFII…..
      Ma credete che tutte queste stronzate le abbiano inventate x noi x farci divertire????
      Ma facitim o piacer…..
      La morte (fisica) ci libererà….

  • Jacopo Castellini:

    La deriva descritta può avvenire se il progresso tecnologico non è accompagnato da quello spirituale. La tecnologia è una proiezione esterna delle nostre vere facoltà:
    http://www.stampalibera.com/?p=34844
    Condivido l’opinione di Cecilia.

  • cristiano67:

    Io comunque il chip non me lo metto …

    • Domenico Proietti:

      Cortesemente è pregato di argomentare il link esposto. Non facciamo funzione di Google Search. Grazie.

      - Moderatore -

    • Mi scuso con l’admin ma mi sembrava evidente il mio giudizio negativo sull’implementazione del protocollo ipv6 che se da una parte risolve il problema degli indirizzamenti in rete rende ora possibile l’”internet delle cose”, un pervasivo controllo e un possibile indirizzamento di ogni oggetto nella rete. Si pensi alle implicazioni alla luce della implementazione delle nanotecnologie con l’”internet delle cose”. Diminuisce la liberta’ e l’autonomia e aumenta a dismisura la sorveglianza e la possibilita’ di controllo. Un potere esagerato per i padroni della rete.

  • leone:

    inquietante… il chip sottocutaneo… andiamo verso una schiavitù di massa, ben oltre il (già elevato) livello attuale?

    prima volontario poi obbligatorio per tutti… il marchio della bestia

  • Alba:

    Inquietante, ma credibile, per la velocità con cui “progrediscono” queste tecnologie….
    Già nel 2020 avremo un chip sottopelle?
    …che dire…come passa il tempo quando “ci si diverte”!
    ;)

  • Ermengardo:

    Questo è il delirante movimento transumanista, di cui fà parte il conduttore di Mistero D. Bossari, una corrente atea e prva di qualsivoglia valore che vede nell’ibridazione umano macchine uno dei loro primari obiettivi.
    Siamo di fronte ad esperimenti peggiori di quelli compiuti dai nazisti del III reich.

    • Nick:

      Coloro che ci hanno propinato il mito mendace degli ”esperimenti nazisti” sono gli stessi che stanno schiavizzando l’umanità prevedendo addirittura il microchip per ”divertirsi” nella loro perversione.

  • Domenico Proietti:

    C’è da ridere e non poco.

    Ve la immaginate una società… craccata? :-)

  • loto:

    Personalmente la tecnologia la lascerei al MINIMO INDISPENSABILE, su di me non ha alcun fascino, anzi!!! Se la tecnologia sa produrre brutture come quella della geoingegneria usata nei nostri cieli o la tecnologia delle armi psicotroniche (per fare degli esempi)per me è proprio da bocciare, forse non ci stiamo rendendo conto di dove stiamo andando.
    Il film AVATAR può dare un’idea di quello che può creare la tecnologia: l’aridità dei mezzi-cloni e mezzi-uomini nella battaglia contro la sacralità degli abitanti di Pandora.

  • Spartaco:

    Ripeto a tutti che ci sono solo 2 soluzzioni a questi schifo:

    a) che venga DIO e facia giustizia

    b) la rivolta civile di massa o micro massa teroristica

    Alla prima soluzione, non si possono sapere i piani di DIO, anche se l’Apocalisse è scritta, non possiamo sapere i tempi. Anche se dai segni presenti nel mondo è già inizziata.

    La seconda soluzione la vedo sinceramente più percorribile. De resto è nella natura umana, che quando l’uomo è alle corde da il meglio di sè.

    E poi ragazzi ricordatevi il mitico urlo di guerra di Diego “VIULENZAAAAA”

  • Mat:

    Che schifo; e addirittura c’e’ gente che si entusiasma con queste cose…….

  • Leandro:

    Ecco il Robot dell’immagine è proprio l’idea dell’uomo del futuro, una macchian che esegue ordini senza volere, non ci sta nulla da aggiunger.

  • Simone Tretti:

    Ma perchè questo iphone ipad etc devon essere tirati in causa.. mi stan severamente sulle palle. Io stesso non li uso, resto col vecchio cell per chiamare e far sms e basta..

    Chip sottocutanei.. già ne avevo sentito parlare riguardando alla Francia, un modo per tenere sotto controllo i marmocchi che tendono a scappare (da parte dei genitori).
    Inoltre dovrebbe diventare legge obbligatoria nel 2013 negli USA.. United Slaves of America..

  • io:

    Fanno bene i marmocchi a scappare da genitori che li amano così tanto da microcipparli

    Sarete (mi escludo perchè per impiantarmi un microchip, prima mi devono ammazze) connessi con le strade, e quindi con i semafori; pensate non farete in tempo passare con il rosso che già vi avranno tolti, anzi no, vi avranno aumentato il debito sul Conto Corrente Bancario Obbligatorio di una cifra pari alla multa; pensate a quante file alla posta risparmiate, che comodità no ?

  • Franco Nerdiani:

    Accoppiata vincente chip RFID+protocollo globale di controllo informatico!

    Bingo! Abbiamo vinto la privazione della Sovranità Umana!

    Da tempo seguo il transumanesimo e con le scie chimche è forse l’argomento più
    inquietante e “pericoloso” per l’uomo stesso! proprio perchè il loro fine è quello di
    distruggere l’equilibrio tra corpo-anima-spirito!

    https://it.wikipedia.org/wiki/Transumanesimo

    http://www.transumanisti.it/

    http://transumanesimo.org/

    il Francus

  • Affascinante quanto inquietante!
    Lo scenario previsto sembra quello spesso raccontato dai filmati dei colossal hollywoodiani.
    Aspetti di una vita che da un lato sembrano magnificare (per ciò esaltandole) innovazioni tecnologiche in altro modo aberranti.
    Chi sarà il deus ex machina che guiderà tali innovazioni… donando noi la di Lui beltà ed il Suo buon candore?
    Come in ogni trama romanzesca che si rispetti, anche la meno blasonata, dietro ogni sofisticazione della realtà si cela sempre un male oscuro…
    Altrettanto…dietro un male oscuro si nasconde sempre una cellula “ribelle”!
    Chi delle due parti conquisterà il campo?
    Definitivamente o momentaneamente?
    Solo il ns ardore, la ns volonta e la ns attiva presenza potranno cercare di affermarlo/negarlo e/o stabilirlo/respingerlo!

    Un saluto,
    Elmoamf

  • Ma gli uomini hanno poca fede. Volgiamo lo sguardo, non blocchiamoci, la natura esiste, il cavallo esiste, non dico i cavalli dentro il motore, è tutto lì, è tutto vero come migliaia di anni fa, mentre tutto questa tecnologia esiste da circa 100 anni. I cavalli sono entrati nel motore da circa 100 anni meno e non di più. A Dio basterebbe un Click con il “Mouse” per spegnare questo circo “fantastico” che ha uomini usati per gioco, chiusi nelle gabbie come fossero animali.

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