Poi, rileggendo gli appunti, mi sono accorto che durante la chiacchierata con Fabrizio Belloni, collaboratore di Maurizio Zamparini, sono saltati fuori ben quattro Movimenti: 1) il Movimento 5 Stelle, attualmente alla ribalta della cronaca; 2) il Movimento per la gente, di cui ci vogliamo occupare qui; 3) il Movimento per le autonomie, il cui esponente più famoso è Raffaele Lombardo e 4) il Movimento per la Sicilia Territoriale.
Se poi ci aggiungiamo il Movimento per la vita, nato con lo scopo di combattere l’aborto e il Movimento Verde, con il quale mi sono presentato la prima volta alle elezioni regionali FVG del 1982, arriviamo a sei movimenti che hanno avuto più o meno incisività nella vita sociale degli italiani e si possono classificare come formazioni politiche solo un gradino più in basso dei partiti.
Tutti questi movimenti, tranne forse quello di Raffaele Lombardo, quando nascono hanno in comune la volontà di non diventare mai partito, cosa che nel caso dei Verdi e dei Grillini è stata disattesa.
Se avessi voluto scrivere un articolo come Dio comanda sulla conferenza tenuta a Palermo domenica 24 giugno, avrei dovuto essere
presente. Ma, per me, andare nel capoluogo siciliano è come arrivare al Circolo Polare Artico. Poiché c’era, Fabrizio Belloni mi ha riferito che il Politeama era stracolmo, con mille persone assiepate anche nei palchi e 200 in piedi. C’erano anche una ventina di sindaci, e Leoluca Orlando.
Al quale, il Movimento per la gente chiede una mano, ma a patto che rimanga nell’ombra perché si preferisce non dare spazio a politici riciclati. Secondo Belloni i voti dei cattolici sono trascurati e il Movimento per la gente, alle prossime elezioni che si terranno in Sicilia in ottobre, potrebbe andare incontro alle loro esigenze. Anche Lombardo, che si è dimesso dal Movimento per le autonomie, potrebbe essere coinvolto nella formazione politica che si presenterà in ottobre, ma anche per lui vale lo stesso principio dell’aiuto discreto e non appariscente.
Posto che Maurizio Zamparini, promotore della conferenza, non si presenterà in alcun caso alle elezioni, c’è un altro personaggio che gode della stima del Movimento per la gente: Nello Di pasquale, sindaco di Ragusa.
La filosofia del Movimento per la gente è improntata alla sostituzione dello stato autoritario, a differenza del Movimento di Beppe Grillo che invece mira a semplici miglioramenti. Detta così, la faccenda sembra piuttosto pretenziosa, ma se si pensa all’idea evangelica del lievito che fa crescere la massa del pane, si deve riconoscere che sono le minoranze, nel bene o nel male, che fanno la Storia. Al momento, Zamparini e la sua formazione politica tendono a contrastare Equitalia e il sistema di tassazione che va a colpire la spina dorsale della società, le imprese che producono reddito.
Infatti, ho conosciuto Belloni proprio in occasione di una manifestazione a Udine davanti all’agenzia delle entrate, il 29 maggio scorso.
E’ un po’ la vecchia storia di Davide contro il gigante Golia e bisogna avere una grossa dose di ottimismo per riuscire a immaginare la vittoria della gente sul Leviatano statale. Di fatto, dall’avvento dell’era Monti sono state introdotte 53 nuove tasse e il malcontento si è diffuso e radicalizzato nella popolazione, tanto che forse neanche il calcio riuscirà a contenere a lungo i malumori della gente.
Purtroppo, come giustamente dice Belloni, nello scontro sociale, anche quando non è manovrato dai servizi segreti, vincono i violenti e se si vogliono ottenere quei miglioramenti che si auspicano, l’unica strada da seguire è quella del confronto democratico. E’ la strada più lunga, ma l’unica praticabile.
Il Movimento per la gente sogna uno stato che non umilii i cittadini e che produca beni, servizi e cultura. La gente deve ritornare ad essere protagonista e questi concetti hanno sollevato l’entusiasmo dei mille partecipanti alla conferenza del 24.
Personalmente credo che anche i politici di professione dicano le stesse cose, per lo meno quelle rare volte che mi capita di sentirli
in tivù, ma la differenza è che Zamparini e collaboratori ci credono veramente, mentre un Casini o un Bersani usano questi concetti come una musica ipnotica che ammalia solo i loro fedelissimi seguaci, una specie di canto delle sirene per cercare di sopravvivere il più possibile nei posti in cui si trovano, con stipendi da favola.
Purtroppo c’è il rischio che gli scettici della politica, i disgustati della partitocrazia non discriminino tra la casta menzognera e corrotta e i movimenti che nascono dal basso. Se il linguaggio è simile è facile confondersi.
Di fatto, a Palermo, la questione focale dell’incontro è stata la nascita di una moneta locale. Non è la prima moneta locale che nasce in Italia, ma voci di corridoio sussurravano anche il nome che potrebbe avere: Trinacria. Non molto originale, ma per la Sicilia azzeccatissimo.
Belloni, tuttavia, mi ha fatto notare che Zamparini ha evitato di proposito il concetto di moneta locale. In realtà potrebbe trattarsi di certificati di credito, emessi dalle istituzioni siciliane dopo la promulgazione di un’apposita legge da parte del parlamento regionale.
Lo statuto della regione Sicilia lo consente e l’iter prevede che all’inizio, in accordo con le banche, i certificati di credito verrebbero usati per pagare gli stipendi nella pubblica amministrazione. Poi, via via, il loro uso si allargherebbe al resto della società e lo scopo finale sarebbe, dopo un periodo di convivenza parallela con l’euro, di arrivare alla tanto agognata sovranità monetaria.
Cosa quest’ultima a cui molti aspirano e di cui sui siti di controinformazione si discute assiduamente.
In linea generale, Belloni prevede che in Italia ci si troverà presto di fronte a un bivio e che diventerà sempre più impellente la
necessità di sostituire l’attuale stato-vampiro con un delinquente come Draghi (nome non fu più azzeccato) che agisce dietro le quinte e che, in ossequio agli ordini delle banche e con la collaborazione dell’attuale primo ministro golpista, sta impoverendo l’intera società italiana.
Nel mondo si stanno delineando quattro centri di potere: 1) il nord America, compreso il Messico 2) il sud America, con il Brasile come forza trainante, 3) l’Oriente, con Cina e India in testa e 4) l’Europa.
Al momento attuale, gli Stati Uniti, che vedono perdere credibilità economica a livello internazionale, non trovano niente di meglio che affossare l’Europa, cioè le loro stesse radici etniche. Questo spiega gli enormi sconvolgimenti che colpiscono l’Europa. Io aggiungo: spiega anche le catastrofi presunte naturali, visto che gli americani hanno le tecnologie militari per implementarle.
Spiega anche, collateralmente, la rinascita dei movimenti nazionalisti, che non ci stanno a farsi colonizzare dagli Yankee.
Secondo Belloni il liberalcapitalismo è già morto, mentre il suo fratello gemello, il socialcomunismo è defunto nel 1989, con la caduta del muro di Berlino. Io non so dove il signor Belloni trae tanta sicurezza, e mi ricordo che Giorgio Ruffolo, ancora nel 2008, scrisse “Il capitalismo ha i secoli contati”, però può darsi che a quell’epoca mancassero i tasselli di cui disponiamo oggi.
Certo, sono d’accordo con Belloni quando afferma che il mondo sta andando incontro a una grossa crisi, cosa che può leggersi anche come una possibile guerra mondiale.
Se paesi come l’Italia non contano niente e sono destinati a subire le scelte degli americani, c’è però un paese che potrebbe dare qualche fastidio ai padroni del mondo americani: la Germania. Se la Merkel dovesse fare un accordo con Putin, con scambi di risorse, materie prime e tecnologia, gli USA sarebbero piuttosto contrariati e farebbero di tutto affinché non nasca l’asse Berlino/Mosca.
Ma intanto noi, sperando che qualche pazzo, più pazzo degli altri, non schiacci il bottone della fine del mondo nucleare, come profetizzato da Italo Svevo ne “La coscienza di Zeno”, possiamo cercare di riprenderci la sovranità monetaria, sapendo che le nostre idee, le aspirazioni, le speranze e le buone intenzioni sono come allodole dalle ali di cristallo, che cantano alte nel cielo la voglia di giustizia e libertà, ma che un qualsiasi cacciatore potrebbe abbattere in un solo istante. Come disse il poeta, si sta come d’autunno, sugli alberi, le allodole.





























Con tutto il rispetto per Ungaretti, credo che per immaginare un mondo nuovo l’atteggiamento ermetico, con tutto il suo disincanto, sia una ben debole fondamenta su cui costruire.
Noi entusiasti siamo, si, come “deliziose allodole dalle ali di cristallo” ma, vi assicuro che non sara’ facile, per il potere occulto o palese che ci spinge sempre piu’ in catene, abbatterci.
Per rendersene conto basta vedere quante strade secondarie si e’ aperto, come vie di fuga, per salvarsi dalla volonta’ e dall’intento impeccabile (in senso castanediano) di una moltitudine che gonfia come un pane messo a lievitare.
Si arrampicano sugli specchi, decisi ad ipnotizzarci ancora con NWO, Alieni, New Age, Scie chimiche, Haarp, Calcio, Religione, Vaccini e chi piu’ ne ha e piu’ ne metta.
Non servira’ a nulla. E’ tutto finito.
E’ come per certe stelle, ci arriva ancora la luce ma oramai sono morte.
“Si sta’ come d’autunno, sugli alberi, le allodole” calza a pennello, ma non per noi, per LORO.
Caro Roberto Duria, perchè esponi gli SCEC e il loro logo nazionale senza spiegare bene cosa sono e come funzionano? E dove si trovano e come si possono avere? E quale è la loro innovazione, il loro messaggio (anche etico e sociale)? E poi sotto un post dal titolo totalmente non coerente con i buoni SCEC. Non voglio fare polemica, credimi, anzi. Leggo sempre e con molta cura (condividendoli) i tuoi post su questo che ritengo essere uno dei migliori siti per informarsi.
Mi corre l’obbligo di spiegare, e ti ringrazio per il tuo commento che me ne dà l’opportunità, come è nato il titolo.
Eravamo in un bar, ieri, io e Belloni. Quando si è avvicinata la cameriera giovane e carina, da irriducibile Dongiovanni qual è, Belloni l’ha ringraziata proprio con quella frase: “Grazie, mia deliziosa allodola dalle ali di cristallo”.
Evidentemente abituata, la ragazza non ha battuto ciglio.
Siccome non sono un tecnico e di economia ne ho sempre capito pochino, ho scelto quel titolo in stile Maurizio Milani per lasciar emergere la mia vena poetica, ammesso e non concesso che io ne abbia una.
Non c’è solo l’arida esposizione dei fatti, ma anche l’interpretazione creativa dei medesimi.
Questo è il mio stile.
E, parafrasando Groucho Marx, questa è la mia opinione, se non vi piace ne ho mille altre.
Quanto allo SCEC, non ne ho parlato dettagliatamente per il semplice fatto che durante la chiacchierata con il mio intervistato non se n’è parlato. Il giorno in cui troverò qualcuno che ne sa qualcosa non mancherò d’intervistarlo.
Per stavolta le cose sono andate così.
Ciao
Buona fortuna!
Anche se credo che una soluzione olistica possa essere l’adozione del progetto antropocratico…
Ringrazio per il bell’articolo, che non merito. Alcune precisazioni, probabilmente dovute ad una mia non chiara esposizione: Il Movimento per la Gente NON chiede nessuna mano a Leoluca Orlando Cascio, casomai è lui che cerca di avvicinarsi. Ma è un “riciclato”!. “da Lombardo mi guardi Iddio, che dai nemici mi guardo io”: parafrasando l’adagio popolare si capisce cosa pensiamo dall’attuale presidente della Regione Sicilia. Infine: il Movimento per la Gente non è, non può diventare per Statuto, ma soprattutto non vuole diventare un Partito politico: come con efficace immagine ha scritto, vogliamo essere il <>>, l’amalgame di tutti i movimenti, liste, forze che condividono i nostri principi. Ancora un caloroso ringraziamento, Fabrizio Belloni
Grazie Fabrizio! Il proverbio dice: “Lungo la strada si aggiusta la soma” e io facevo affidamento su ulteriori precisazioni da parte degli utenti per migliorare l’articolo.
Quando poi è l’intervistato stesso a intervenire è tutto grasso che cola, altro modo di dire.
Ciao
Sugli alberi d’autunno non ci stavano le foglie?
Ci stavano anche le licenze poetiche.
Caro Roberto, se vuoi info sugli SCEC, non devi fare altro che approfondire il tema sul sito http://www.scecservice.org Là trovi tutto. Se poi ti viene voglia di sentire qualcuno in merito, eccomi qua. Rappresento, con vero piacere e con grande onore (per me), l’Isola friulana degli SCEC (che sai essere articolati in un Arcipelago Nazionale, come dal logo che hai pubblicato). L’economia locale soprattutto e di conseguenza noi tutti, potremmo trarre grossi vantaggi dall’utilizzo di questi buoni di uno “SConto chE Cammima” o di una “Solidarietà ChE Cammina”. Con i più vivi complimenti per i tuoi post!!
Grazie. Ti scrivo subito, in privato.
Ciao