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I soldi dopo un mese e mezzo, non sono ancora arrivati (ma guarda i casi della vita…) e i sindaci sono costretti a rivolgersi alle banche per ottenere “anticipazioni di cassa” ovvero soldi sulla quale pagheranno, ovviamente, gli interessi… ecco che il terremoto diventa business per le banche. 
Banche che – in Emilia come in Abruzzo in precedenza – hanno bloccato le carte di credito ai terremotati perché a rischio insolvenza. Banche che hanno imboscato i soldi delle donazioni via sms utilizzandoli non per beneficenza, come era NATURALE trattandosi di OFFERTE dei cittadini… ma per PRESTITI: dopo aver decurtato direttamente il 10% della somma per le spese di gestione. I cittadini regalano i propri soldi via SMS, e loro li prestano ai terremotati: che li restituiscono alla banca pagando un tasso di interesse… roba da ITALIA.
staff nocensura.com e di seguito l’articolo di Annalisa Dall’Oca e Giulia Zaccariello per “Il Fatto Quotidiano”

 

Fino a oggi, 44 giorni dopo la prima scossa, sono arrivate soltanto carte da firmare. “I lavoratori vanno pagati, le fatture anche e non ci resta che chiedere anticipazioni di cassa”. Milioni di euro tra solidarietà e fondo della Protezione civile bloccati dalla burocrazia
Finora ci sono solo fatture su fatture da saldare. E richieste di prestiti con i relativi interessi. Di soldi liquidi, a 44 giorni dalla prima scossa, i sindaci dei tanti paesi emiliani messi in ginocchio dal terremoto ne hanno visti ben pochi. Per toccare con mano le donazioni private infatti bisognerà aspettare mesi. Almeno due solo per quanto riguarda gli oltre 15 milioni di euro raccolti attraverso i messaggi sms solidali. Così come sarà necessario attendere ancora delle settimane per poter attingere ai 50 milioni del Fondo nazionale della protezione civile. Intanto però i fornitori battono cassa e così come i dipendenti comunali, che da più di un mese lavorano senza sosta, sabato e domenica compresi. Così ai comuni non resta altra soluzione che rivolgersi alle banche.
“I lavoratori vanno pagati – mette in chiaro il sindaco di Novi di Modena, Luisa Turci -. E senza entrate sono obbligata a chiedere anticipazioni di cassa. Certo, non sono a costo zero. Ma è l’unico modo per ottenere liquidità immediata”. Per ora, infatti, i paesi colpiti dal sisma hanno potuto usufruire solo delle donazioni spontanee versate sui singoli conti correnti, aperti ad hoc dalle amministrazioni comunali all’indomani del terremoto del 20 maggio. Come spiega Rudi Accorsi, amministratore del piccolo comune modenese di San Possidonio: “Fino a oggi abbiamo ricevuto solo i 52 mila euro versati sul nostro conto. Ma ne servirebbero molti altri per rimettere in piedi la città”. Per riavviare l’economia, ripristinare il tessuto abitativo e recuperare il patrimonio artistico “non bastano i 140 mila euro donati alla nostra città – aggiunge il sindaco di San Felice sul Panaro, Alberto Silvestri – servono risposte dal governo. Le spese sono enormi, ci sono tutti gli interventi di messa in sicurezza, di puntellatura, di sgombero macerie. La lista è infinita”. Insomma, ritornare alla normalità ha un costo che i comuni da soli non riescono a sostenere.

 

Entro una settimana, fanno sapere dalla Protezione civile, la Regione dovrebbe ricevere la prima tranche, pari a 10 milioni, del Fondo nazionale del dipartimento, messo a disposizione subito dopo il primo terremoto. Briciole se si considera che solo il comune di Finale Emilia ha già investito circa 3,3 milioni di euro per i progetti di ricostruzione. “E ancora non sappiamo se ci verranno rimborsati completamente o solo in parte – sottolinea il sindaco Fernando Ferioli – Per pagare stiamo accumulando debiti”. Cavezzo, tra pasti, servizi igienici, interventi strutturali agli edifici e messa in sicurezza del centro storico ha già sborsato oltre 500 mila euro. Cifra simile a quella spesa da San Possidonio e da San Felice sul Panaro.
E mentre le fatture da saldare si moltiplicano, i soldi raccolti dalla macchina della solidarietà rischiano di rimanere intrappolati in un labirinto burocratico che diluisce i tempi di mesi. Prima di tradurre le migliaia di sms solidali in moneta sonante, per esempio, passeranno almeno 60 giorni. Il tempo necessario alle compagnie telefoniche per le verifiche sulla solvibilità degli abbonati. In altre parole, i gestori dovranno controllare le bollette dei clienti che hanno partecipato alla raccolta, assicurandosi, tra le altre cose, che i messaggi non siano stati inviati da telefoni aziendali. Solo una volta terminata questa operazione, gli operatori potranno trasferire la somma al Fondo per la protezione civile. Che a sua volta, facendo da intermediario, la farà arrivare alle regioni colpite dal sisma, ossia Emilia Romagna, Lombardia e Veneto.
Queste ultime non gestiranno solo le donazioni arrivate tramite il cellulare, ma l’intera somma raccolta dai diversi enti e associazioni. In assenza di una legge che obblighi a dichiarare preventivamente la destinazione specifica delle offerte, spetterà infatti ai presidenti delle tre regioni l’ultima parola sull’utilizzo di questi soldi.

11 Commenti a “Terremoto: i fondi non arrivano e i sindaci si rivolgono alle Banche!”

  • tonin:

    Una buona occasione per giustificare l emissuione di moneta propria, da parte delle municipalità coperta dai propri *******.
    Un fervido augurio.

  • Gino:

    Finalmente i compagni emiliani e romagnoli che sino ad oggi hanno creduto ciecamente nei loro amministartori, potranno constatare quali sono i veri interessi di loro potentanti politici locali e regionali.

  • Giuseppe:

    A me, personalmente, queste cose (SMS, Telethon e compagnia cantando ) mi hanno sempre puzzato…

    Ormai i programmi Tv “appeal” sono diventati mezzo ( con tanto di discorsi strappalacrime e leva sui sensi di colpa ) per raccogliere fondi per “ricerche” e quant’altro… robaccia inguardabile per i contenuti e per questo…

    Ma, veramente, è roba da matti: abbiamo giornali e stampa che diffondono disinformazione e che siamo costretti a finanziare; televisione, a canone obbligato, ( perchè chiunque abbia un qualsivoglia aggeggio in grado di ricevere i programmi di Stato è in obbligo di canone ), che diffonde disinformazione, modelli culturali demenziali, falsi “consigli per gli acquisti ecc…

    La ricchezza che produciamo, lavorando, non ci appartiene… e quel poco che ci viene lasciato gestire ci viene “sfilato” in tanti altri modi…

    Riusciamo a comprendere bene in che razza di società “umana” viviamo ?!

  • Ermengardo:

    @Giuseppe

    Dopo anni in cui mi interrogo sul reale significato di questa “civiltà” sono giunto alla medesima conclusione.
    Siamo dentro ad una trappola che definire diabolica è poco, nemmeno i peggiori incubi di Orwell avrebbero partorito cotanto lerciume è spaventoso.
    Gandhi a proposito di questa civiltà, che non tiene conto né della morale né della religione, che si basa su una immoralità più o meno manifesta, e persegue unicamente il benessere materiale, la definì “la civiltà satanica” e arriverà al punto di autodistruggersi da sola.

  • alboino:

    Qualcuno può darmi indicazioni in merito all’acquisto di parmigiano a favore dei terremotati, senza passare da baracconi di stato, organizzazioni parassitarie, banche, ed intermediari in genere?
    Grazie

  • Com’è ancor possibile!!??che la strafottenza ineguagliabile delle banche italiane,prevale sopra ogni norma o legge!!!Non esiste ancora, in questo paese, un Magistrato con 2 grosse PA..E ad indagare a fondo come Dio comanda!!!Sperò con tutto il cuore che qualcuno di ques’ultimi si risvegli la coscenza e darsi da fare al piu presto…..
    Sono un padre di 4 figli,e materialmente,in questo momento, non posso,MA SONO SOLIDALE CON LA MENTE e IL CUORE CON LA POPOLAZIONE TERREMOTATA,dicendoli di NON MOLLARE MAI DAVANTI A NULLA….DIO VI BENEDICA TUTTI.

  • archimede:

    …non indagare, subito arrestare e poi indagare ,tanto colpevoli lo sono al 100%-

  • Jack:

    Quello che sta succedendo a questi italiani mi fa provare solo rabbia, non hanno piu la casa, le fabbriche, hanno perso tutto e ora si ritrovano devono fare i conti con un sistema birocratico elefantiaco che invece di mettersi al servizio dei cittadini fa l’opposto. Penso che le responsabilità di quello che sta succedendo siano da imputare ad una classe politica incapace di tutto tranne che di accapararsi i soldi per essa, mi auguro che alle prossime elezioni i cittadini colpiti da questa catastrofe, i cittadini di questa italia martoriata, tradita da chi doveva difenderla si ricordino e caccino via questa gentaglia che da sempre ci sta prendendo per il culo.

  • tonin:

    X ultimare il frettoloso commento di stamani vorrei, chi fosse interessato, ad qpprofondire la storia di Woergl, cittadina del basso Tirolo, la quale finanziò (1931) importanti lavori pubblici emettendo moneta Municipale. Ad oggi una targa su di un ponte ricorda il”miracolo” di Woergl e come lo stesso ponte fosse stato finanziato coi crediti municipali. Va da sè che il credito a tale moneta si basa sulle capacità contributive e sopratutto sugli attributi (******) della cittadinanza tutta.
    Forza e salute a tutti.

  • crumblingland:

    Gli alieni…o siamo NOI o sono LORO. In ogni caso un gruppo è di troppo…

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Gianni Lannes
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