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Articolo di Marco Cedolin * Link
Dopo l’esaltazione per le magnifiche sorti progressive della nazionale di calcio e la batosta che ha riportato sulla (sotto?) terra il calcio italiano, finalmente si sta tornando a parlare di cose serie e cosa potrebbe esserci di più serio dello spending review? La riforma taglia e cuci che Monti assicura non essere una riforma, bensì solamente un’opera di potatura da portare avanti senza l’ausilio dell’acetta, sta scaldando gli animi dentro e fuori i salotti della politica. Con i mestieranti tutti impegnati a recitare il ruolo imposto loro dal copione, si è dato il via al solito teatrino stantio, volto a dimostrare come esista una pluralità di vedute ed un serio confronto, fra il governo, i partiti politici e le forze sociali. Ostentando un pensiero autonomo che purtroppo non possiede, Mario Monti ha buttato sul tavolo il pacchetto dei tagli prossimi venturi, i partiti hanno domandato chiarimenti su ciò che dovrebbe essere fin troppo chiaro, la Cgil e la Uil hanno promesso battaglie epocali (senza avere gli strumenti per portarle avanti) nel caso i 10mila licenziamenti vengano portati a termine. I giornali hanno buttato la notizia in prima pagina, proponendo approfondimenti di ogni genere che in realtà non approfondiscono nulla.
Tutti fingono di essere impegnati nel decidere la sorte del paese, mentre in realtà ci si appresta semplicemente a tradurre in legge gli ordini impartiti dalla BCE nello scorso mese di agosto 2011, all’interno della lettera a firma Draghi e Trichet , recapitata all’allora Premier Silvio Berlusconi.

E’ sufficiente una lettura per sommi capi della missiva in oggetto, per rendersi conto di come ogni azione compiuta fino ad oggi dal governo dei banchieri risponda fedelmente agli ordini impartiti a suo tempo dalla BCE, senza alcuno spazio lasciato al pensiero autonomo o all’iniziativa personale.

La riforma delle pensioni che ha privato la maggior parte degli italiani del diritto ad un trattamento pensionistico, pur obbligandola a continuare a pagare i contributi INPS era stata imposta con veemenza:
>È possibile intervenire ulteriormente nel sistema pensionistico, rendendo più rigorosi i criteri di idoneità per le pensioni di anzianità e riportando l’età del ritiro delle donne nel settore privato rapidamente in linea con quella stabilita per il settore pubblico, così ottenendo dei risparmi già nel 2012.

Il cambiamento della Costituzione, con l’introduzione dell’obbligo del pareggio di bilancio, veniva imposto con decisione:
Sarebbe appropriata anche una riforma costituzionale che renda più stringenti le regole di bilancio.

Il decreto liberalizzazioni e quello “svenditalia” hanno tradotto in legge l’ordine perentorio:
a) È necessaria una complessiva, radicale e credibile strategia di riforme, inclusa la piena liberalizzazione dei servizi pubblici locali e dei servizi professionali. Questo dovrebbe applicarsi in particolare alla fornitura di servizi locali attraverso privatizzazioni su larga scala.

La riforma Fornero e relativa eliminazione dell’articolo 18 obbedisce a quanto ordinato in precedenza:
b) C’è anche l’esigenza di riformare ulteriormente il sistema di contrattazione salariale collettiva, permettendo accordi al livello d’impresa in modo da ritagliare i salari e le condizioni di lavoro alle esigenze specifiche delle aziende e rendendo questi accordi più rilevanti rispetto ad altri livelli di negoziazione.
c) Dovrebbe essere adottata una accurata revisione delle norme che regolano l’assunzione e il licenziamento dei dipendenti, stabilendo un sistema di assicurazione dalla disoccupazione e un insieme di politiche attive per il mercato del lavoro che siano in grado di facilitare la riallocazione delle risorse verso le aziende e verso i settori più competitivi.
Pur con qualche lacuna, come la mancata introduzione di una qualche forma di reddito di cittadinanza che nella lettera viene menzionato come “sistema di assicurazione della disoccupazione” e l’assoluta mancanza di norme che facilitino la riallocazione delle risorse (alias padri e madri di famiglia), probabilmente perché lacrima Fornero non è riuscita ad individuare settori e aziende che potessero considerarsi competitivi.

Lo spending review, che probabilmente verrà approvato in settimana, risponde in linea di massima a molte delle richieste espresse a suo tempo da Draghi e Trichet, compresa quella di comprimere la spesa pubblica attraverso la riduzione dei dipendenti statali e dei costi del sistema sanitario nazionale e più specificamente obbedisce in parte all’imposizione:

3. Incoraggiamo inoltre il Governo a prendere immediatamente misure per garantire una revisione dell’amministrazione pubblica allo scopo di migliorare l’efficienza amministrativa e la capacità di assecondare le esigenze delle imprese. Negli organismi pubblici dovrebbe diventare sistematico l’uso di indicatori di performance (soprattutto nei sistemi sanitario, giudiziario e dell’istruzione). C’è l’esigenza di un forte impegno ad abolire o a fondere alcuni strati amministrativi intermedi (come le Province). Andrebbero rafforzate le azioni mirate a sfruttare le economie di scala nei servizi pubblici locali.

Il teatrino al quale stiamo assistendo, finalizzato al recupero di qualche briciola di credibilità da parte dei partiti, della Camusso, di Angeletti e di quanti raccolgono consensi professandosi “difensori dei più deboli”, scolorirà molto presto fra le pieghe dello spread e del proposito di avere più Europa e si passerà al prossimo paragrafo della lettera al quale adempiere in silenzio e con la massima deferenza.

10 Commenti a “Spending review? No è la lettera della BCE!”

  • Ermengardo:

    Non capisco dove vogliano arrivare, premesso che l’Italia è stata espropriata della sua sovranità da organismi quale la Bce o il fmi, non riesco proprio a capire a cosa porteranno tutti questi tagli a pensioni e servizi e posti di lavoro se non all’esasperazione che prima o poi esploderà in ribellioni.
    Per la nazionale si è pronti a scendere a milioni nelle strade per festeggiare o protestare, ma nessuno che alzi un dito contro i soprusi di questo stato leviatanico.
    Purtroppo il progetto diabolico che si sta delineando è sempre più chiaro: il fallimento dei singoli stati nazionali a favore di una superstato totalitario europeo le premesse ci sono già tutte.
    A tutto questo aggiugniamo una spietata forza di polizia di orwelliana memoria (l’eurgendfor) e sistemi di controllo sempre più serrati.

  • Tidivic:

    Purtroppo noi italiani abbiamo un grosso difetto, più grosso di tutti gli altri. Siamo conigli. In più ad accentuarlo c’è il fatto che chi amministra la cosa pubblica chissà perchè in questo paese tende sempre a piegarsi ad un padrone esterno e se deve imbrogliare lo fa contro il suo stesso popolo avvantaggiando se stesso.Non saprei come definire tali caratteristiche e neanche se sia un modo di fare che tutti avremmo se potessimo degustare un pò di mani in pasta pure noi. Tutto questo determina un fallimento della nostra cultura e dell’immagine che mostriamo al mondo. Per questo quando si parla di italiani all’estero veniamo sempre dipinti come pigri, volgari e gente di cattivo gusto. Noi non siamo così anzi tutt’altro. Però questo nostro essere conigli fa si che ognuno si prenda gioco di noi senza nessuna conseguenza. Questo era il prologo per dire che quando Berlusconi ricevette questa lettera intimidatoria per tutto il popolo italiano avrebbe dovuto recarsi a Bruxelles per sbatterla in faccia a Draghi e Trichet e avrebbe anche dovuto dire che gli italiani non si piegano a queste barbarie. Perchè non lo ha fatto? E ritorno all’inizio. Non lo ha fatto perchè è un coniglio come tutti noi e poi perchè essendo amministratore della cosa pubblica ha l’istinto irrefrenabile di pararsi ed agevolare solo il suo didietro. Insomma quale futuro ci può essere per un paese morto, abitato da gente morta? Ancora l’altra sera parlavo con un signore sulla sessantina che mi ha detto “ma hai visto?Abbiamo vinto con la Germania e Monti ha messo a posto la Merkel. Abbiamo vinto da tutti i lati! Lo ha detto il tg.”A questo punto non credo che ci sia molto altro da dire

  • beppe:

    La gente non ha capito che la vera ragione perchè stanno svuotando lo stato e per preparare la strada verso l’europa politica..
    perchè secondo voi stanno eliminado provincie e parlamentari??

    pensateci!
    ciao

  • Gozer:

    Nella notte sono ripartiti i voli criminali per irrorare i cieli di schifezze chimiche, la Capitale alle 6.30 era tutta velata. Erano più di una settimana che nn lavoravano questi delinquenti.

  • Ermengardo:

    Faccio fatica a seguire i telegiornali proprio a causa della disinformazione esasperata, ma tra le righe il messaggio è chiaro: “unione politica”, i passi in avanti del burattino Monti a questo puntano.
    Temo che di qui a poco l’Italia diventerà una regione povera e peroferica di questo orribile superstato europeo.
    L’italiano medio non è ne buono ne cattivo, semplicemente dorme e si beve tutte le panzane che gli vengono propinate per vere come la favoletta di Supermario che è stato chiamato per mettere a posto tutto.
    A sentire certi discorsi si accappona la pelle, ma possibile che nessuno si accorga di quanto la situazione stia degenerando?, Tutti a dormire di fronte al televisore senza accorgersi che il risveglio sarà un caffè amaro.

  • CARLO:

    Leggete Les Echos di oggi dove è apparsa la notizia che anche la Slovenia -filiale tedesca- è in procinto di chiedere aiuto alla Eu.
    Sembra che una sua importante banca sia in procinto di saltare.
    Ma di quale stati uniti d’Europa stiamo parlando.
    L’euro è fallito!

  • tonin:

    La soluzione finale del problema BCE consta in un sacrosanto VAFFA! Ci saremo costretti prima o poi, solo che col tempo ci sveneranno a puntino ed ogni forza, financo di pensare lucidamente, sen sarà ita. Ergo prima si comincia il lavoro più forze avremo per finirlo prima.
    napo orso capo dice che finirà la sua esperienza di presidente della Repubblica la prossima primavera. Beato lui che è sicuro di arrivarci.??!
    !!
    PIAVE!

  • gabry:

    I politici attuali e passati, hanno creato tutto loro e solo loro il marasma attuale, in quanto una volta eletti sistemavano nel settore pubblico, i loro parenti ed amici, anche i partiti che si vedevano il loro candidati silurati alla fine riuscivano a piazzarli in accordo con gli altri partiti dentro un ente pubblico, infatti per riuscire a piazzare i parenti legiferavano leggi su leggi, senza mai togliere quelle precedenti, nascevano quindi i responsabili delle nuove normative, ma rimanevano pure i responsabili delle vecchie, quindi ogni ufficio oggi, si può dire che abbia un responsabile, senza rammentare il responsabile della sicurezza, della privacy, una persona non immagina neppure lontanamente quanto sia complicato lavorare in un ente pubblico quando poi tutti gli anni i politici cambiano leggi e normative, evidente poi che per una pratica il cittadino deve passare diversi uffici, perché essa deve essere accompagnata con la scia, la certificazione antimafia, oppure il durc, ecc..ecc..se non snelliscono la burocrazia prima di snellire il personale il caos sarà molto maggiore di prima.

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