Seguo e leggo i libri di Bruce Lipton e del suo amico Gregg Braden da un po’ e li trovo molto interessanti.
Bruce Lipton parla di auto-guarigione e del potere della mente di attivare o disattivare certe informazioni contenute nel DNA che producono cambiamenti nella persona. In pratica dice chè è l’ambiente, insieme alle esperienze di vita, che modellano la persona e non il DNA. Il nostro destino non è pre-determinalto.
Gregg Braden, più spirituale, dice nella vita si manifestano situazioni, persone e fatti che sono “attratti” dal nostro modo di vedere la vita e dai pensieri dominanti che ci girano in testa. Insomma … siamo noi che creiamo la nostra realtà. Cambiando il modo di pensare, cambia automaticamente la vita.
Entrambi, alla fine, sostengono che è il “pensiero” a determinare il nostro percorso esistenziale.
Entrambi sostengono che, ad esempio, potremmo tranquillamente vivere bene ed in salute fino a 200 anni.
Entrambi, però, stanno vistosamente invecchiando…
Il sottile confine tra “verità oggettiva” e “ottima e coerente teoria” è molto sfumato, e ci sono sempre delle vistose contraddizioni (per chi le vuol vedere) che smontano tutto il castello.
Infatti: la vita è una cosa meravigliosa, ma come ogni cosa, alla lunga stanca
Magari “dall’altra parte” ci sono mondi interessantissimi da scoprire e noi rischiamo di stare qui anni ed anni a reiterare le stesse azioni e a godere delle stesse cose a circolo chiuso.
Sto per dire una cosa un po’ triste, ma in fondo in fondo la penso veramente:
Passati i 50 o i 60 anni, o anche 70 toh, che novità ci potrà mai riservare la vita? Innamorati ci siamo innamorati, figli ne abbiamo avuti, se era destino, nipoti anche, lavorare abbiamo lavorato, letto abbiamo letto, ubricature, qualche tiro di mariuana e altre corbellerie giovanili le abbiamo fatte. Ci siamo ingozzati, abbiamo girato il mondo, ci siamo occupati di tutto quello che ci interessava; abbiamo amato, odiato, sofferto, sperato, gioito ecc…
…arrivati a questo punto… sai che palle tirare fino a 200 anni?
@ Renzo: Hai perfettamente ragione, anche perchè se vivremmo 200 anni, dovremmo lavorare almeno fino al 190° anno.
E pagare pagare e pagare tasse….
Io non voglio morire, altrimenti lo sarei già, ma sono talmente tanto curioso di vedere cosa c’è di là, che non ne ho per niente paura.
Nella mia vita è stata sempre una corsa verso nuove esperienze, e quando sarò di là, ne comincierò tante altre.
Spero solo che, se mi devo reincarnare ancora sulla terra, di poterlo fare in un esemplare di una specie meno primitiva e più evoluta di questa attuale.
Renzo,
quello che intendo dire è che per smettere di invecchiare bisognerebbe come minimo liberarsi dall’attaccamento, mentre molti lo vorrebbero proprio in virtù del loro attaccamento.
Concordo sui mondi interessantissimi da scoprire
Uno scrittore che invece, pur avendo un linguaggio di scrittura un pò tecnico, ammettendo che non possiamo spiegarci tutto, poichè “ogni teoria rappresenta solo un singolo aspetto di una realtà sfaccettata” che noi non possiamo giudicare perchè dobbiamo: “riconoscere alle altre realtà il diritto di esistere e, fatto questo,lasciarsele alle spalle con indifferenza” è Vadim Zeland.
Soprattutto nel suo primo libro Reality Transurfing-Come scivolare attraverso la realtà-Lo spazio delle varianti- fa delle riflessioni estremamente interessanti: “un modo completamenbte nuovo di pensare…e non per cambiare se stessi ma per ritornare a sè”.
I libri di Gregg Braden si leggono meglio sono intrisi di spiritualità, però Vadim Zeland propone anche una tecnica per spostarci nelle linee della vita a noi più favorevoli.
Sì, è interessante quello che scrive, per esempio nella premessa: “Può anche darsi che non siate pienamente soddisfatti di voi stessi. Nel profondo dell’anima però non avete affatto voglia di cambiarvi. Ed è giusto che non vogliate. Non dovete credere a chi vi dice che siete imperfetti. Chi mai può sapere come dovreste essere? Non occorre cambiare se stessi. La via di uscita non è là dove la cercate.”
Lui sostiene che nello spazio delle varianti esiste un numero illimitato di varianti del futuro e che la corrente delle varianti contiene già in sé la soluzione di tutti i problemi.
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Seguo e leggo i libri di Bruce Lipton e del suo amico Gregg Braden da un po’ e li trovo molto interessanti.
Bruce Lipton parla di auto-guarigione e del potere della mente di attivare o disattivare certe informazioni contenute nel DNA che producono cambiamenti nella persona. In pratica dice chè è l’ambiente, insieme alle esperienze di vita, che modellano la persona e non il DNA. Il nostro destino non è pre-determinalto.
Gregg Braden, più spirituale, dice nella vita si manifestano situazioni, persone e fatti che sono “attratti” dal nostro modo di vedere la vita e dai pensieri dominanti che ci girano in testa. Insomma … siamo noi che creiamo la nostra realtà. Cambiando il modo di pensare, cambia automaticamente la vita.
Entrambi, alla fine, sostengono che è il “pensiero” a determinare il nostro percorso esistenziale.
Entrambi sostengono che, ad esempio, potremmo tranquillamente vivere bene ed in salute fino a 200 anni.
Entrambi, però, stanno vistosamente invecchiando…
Il sottile confine tra “verità oggettiva” e “ottima e coerente teoria” è molto sfumato, e ci sono sempre delle vistose contraddizioni (per chi le vuol vedere) che smontano tutto il castello.
cit:”Entrambi, però, stanno vistosamente invecchiando…”
quando si dice che in teoria tra teoria e pratica non c’è differenza ma in pratica la
differenza c’è..
Prima di tutto chiediamoci perché vorremmo smettere di invecchiare.
Non si può mettere vino nuovo in otri vecchi.
Infatti: la vita è una cosa meravigliosa, ma come ogni cosa, alla lunga stanca
Magari “dall’altra parte” ci sono mondi interessantissimi da scoprire e noi rischiamo di stare qui anni ed anni a reiterare le stesse azioni e a godere delle stesse cose a circolo chiuso.
Sto per dire una cosa un po’ triste, ma in fondo in fondo la penso veramente:
Passati i 50 o i 60 anni, o anche 70 toh, che novità ci potrà mai riservare la vita? Innamorati ci siamo innamorati, figli ne abbiamo avuti, se era destino, nipoti anche, lavorare abbiamo lavorato, letto abbiamo letto, ubricature, qualche tiro di mariuana e altre corbellerie giovanili le abbiamo fatte. Ci siamo ingozzati, abbiamo girato il mondo, ci siamo occupati di tutto quello che ci interessava; abbiamo amato, odiato, sofferto, sperato, gioito ecc…
…arrivati a questo punto… sai che palle tirare fino a 200 anni?
@ Renzo: Hai perfettamente ragione, anche perchè se vivremmo 200 anni, dovremmo lavorare almeno fino al 190° anno.
E pagare pagare e pagare tasse….
Io non voglio morire, altrimenti lo sarei già, ma sono talmente tanto curioso di vedere cosa c’è di là, che non ne ho per niente paura.
Nella mia vita è stata sempre una corsa verso nuove esperienze, e quando sarò di là, ne comincierò tante altre.
Spero solo che, se mi devo reincarnare ancora sulla terra, di poterlo fare in un esemplare di una specie meno primitiva e più evoluta di questa attuale.
Renzo,
quello che intendo dire è che per smettere di invecchiare bisognerebbe come minimo liberarsi dall’attaccamento, mentre molti lo vorrebbero proprio in virtù del loro attaccamento.
Concordo sui mondi interessantissimi da scoprire
Uno scrittore che invece, pur avendo un linguaggio di scrittura un pò tecnico, ammettendo che non possiamo spiegarci tutto, poichè “ogni teoria rappresenta solo un singolo aspetto di una realtà sfaccettata” che noi non possiamo giudicare perchè dobbiamo: “riconoscere alle altre realtà il diritto di esistere e, fatto questo,lasciarsele alle spalle con indifferenza” è Vadim Zeland.
Soprattutto nel suo primo libro Reality Transurfing-Come scivolare attraverso la realtà-Lo spazio delle varianti- fa delle riflessioni estremamente interessanti: “un modo completamenbte nuovo di pensare…e non per cambiare se stessi ma per ritornare a sè”.
I libri di Gregg Braden si leggono meglio sono intrisi di spiritualità, però Vadim Zeland propone anche una tecnica per spostarci nelle linee della vita a noi più favorevoli.
Molto interessante. Ti ringrazio della dritta. Mi piacciono questo genere di argomenti.
Sì, è interessante quello che scrive, per esempio nella premessa: “Può anche darsi che non siate pienamente soddisfatti di voi stessi. Nel profondo dell’anima però non avete affatto voglia di cambiarvi. Ed è giusto che non vogliate. Non dovete credere a chi vi dice che siete imperfetti. Chi mai può sapere come dovreste essere? Non occorre cambiare se stessi. La via di uscita non è là dove la cercate.”
Lui sostiene che nello spazio delle varianti esiste un numero illimitato di varianti del futuro e che la corrente delle varianti contiene già in sé la soluzione di tutti i problemi.