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Libertà e rispetto
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Written by Cloro. Posted in Italia

Aurelio Mancuso è il “direttore” dell’associazione “equality italia”. Essa propugnerebbe -in teoria- una condivisione bipartisan dei diritti di chi è gay. In realtà, chi aspira alla non discriminazione di se stesso sulla base dei gusti sessuali e sociali, al nome di “mancuso” dovrebbe scappare dalla parte opposta, perchè la politica di equality italia è censorea, oscurantista, ambigua, filosionista e del tutto lontana da un pensiero che volesse coniare un concetto di libertà realizzabile  in un consesso di uomini liberi.

Un personaggio meschino, prono al potere e pervaso da volonta’ di dominio è “la mente” di quest’associazione “equality italia”. Che fa da settore collaterale del PD, notoriamente partito di centro-sinistra che pullula di cristiani, che di “abilitare” gay al ruolo di cittadini tramite concrete iniziative politiche non ce ne ha manco per gli zebedei.

Non vi è infatti alcun dubbio,  nella considerazione del PD , che la campagna a favore dei diritti dei gay “è costretto” a farla con degli escamotage penosi. Perchè buona parte dei suoi accoliti, i gay li considera “gente da tenere ai margini”, se non perchè “lo dicono le sacre scritture” per la ragione che ai benpensanti piddini, grosso modo, i gay dichiarati fanno schifo anche se al PD non fa comodo dirlo pubblicamente.

 

Non a caso il PD si affida a una nullità come mancuso, uno a cui gliene frega solo di essere citato nella campagna “ti presento i miei gay” -sui cui volantini compare la facciazza di paola (s)concia che lo presenta come una delle sue “perle” da eleggere- per riuscire a spuntare uno straccio di stipendio a montecitorio- visto che il suo valore è così approssimato allo zero che non potrebbe esser spinto in altro modo, se non tramite la paraculata di un grande partito amico degli affamatori, come il PD e i relativi amici.

Vediamo dunque la confezione massmediatica di un personaggio costruito come “positivo”  in tutto il suo fulgore. Intanto quando comincia la campagna elettorale compare questo manifesto qui in cui paola (s)concia, deputata PD con simpatie per casa pound, “presenta” i suoi gay come fossero scimmiette da esibizione. Tra costoro c’è il “simpatico sembiante” di aurelio mancuso, con il suo sorriso da falsone arrivista.

 

Dopodichè esce la notizia ufficiale dell’ufficio interno del PD: Bersani non sarebbe stato d’accordo con questa foto. In qualche modo essa gli sarebbe stata “carpita”, diciamo. Il frutto di una “campagna non del tutto vera” . Come dire: il PD in linea di massima è favorevole alle leggi anti-discriminazione (il matrimonio gay non lo menziona manco mancuso chè sa che è infattibile) ma la foto non è stata completamente autorizzata dal PD, come dire è ufficiale ma anche no. Insomma: la foto con Bersani nel gruppo passa come una campagna finta:  Bersani non ha mai autorizzato questa foto, quindi c’è e non c’è nelle foto ufficiali del PD epperò c’è.

E’ ufficiale ma anche no, nello stupendo stile Partito Democratico, che non sa con esattezza cosa fare, intanto si lascia derubare dai diritti di immagine, ma fa niente: come nella scommessa di pascal, se nessun fondamento esiste puoi sempre rinnegare la tua temporanea presa di posizione in ogni momento in cui vedi che hai cambiato idea.. Intanto però i gay sono agganciati. Molti di loro, per pigrizia o arrivismo, resteranno nelle nefande fila di quel partito.

La storia di mancuso la si conosce, peraltro. E’ colui che voleva sputtanare i politici sul versante dei loro gusti sessuali (non perchè rubano eh, quello è un dato marginale). E’ colui che al Roma-pride s’è espresso contro l’esibizione di una bandiera che caldeggiava il boicottaggio di Israele perchè non era in linea con lo spirito del Pride (mah!) ed è lo stesso tipo che per far parlare di se sporge denuncia contro un sito -umore maligno, che lo sanno anche i sassi che è un sito di satira- perchè lì vi si caldeggia -dice lui- “l’omicidio dei disabili” .

Il concetto di “provocazione” è totalmente estraneo alla sua labile mente: cozza logicamente e ontologicamente contro la sua “visione del mondo” : per il mancuso non è possibile che un sito per far satira usi l’ironia (dire una cosa dicendo il suo contrario) . Il mancuso vuole andare avanti nel non-ottenimento dei diritti dei gay con repressione e censura. La polizia ringrazia, che gli si facilita il lavoro di repressione inutile e mancuso aspetta ( e spera) in una sua promozione da vip di ultimo livello, a “deputato” a montecitorio.

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ps Mi hanno segnalato l’articolo di umore maligno incriminato dal mancuso. Il pezzo è fortemente dissacratorio: chi l’ha scritto finge di essere uno spregiatore di persone disabili, rivelando anche un certa attitudine al disprezzo di gay e stranieri.
A me non fa ridere e nemmeno sorridere, ma credo che sia giusto che “umore maligno” abbia potuto scriverlo: è vero dice tante terribili cose, ma l’intento satirico ne neutralizza il significato offensivo. La “fiction” satirica trasuda di quel disprezzo che moltissimi purtroppo ancora nel nostro paese condividono verso “la diversità” in generale: a me pare questo l’obiettivo comunicativo del pezzo e mi sembra che sia abbastanza chiaro da come è scritto.

L’autore si mette nei panni dell’uomo sprezzante e ne sviscera i pensieri, in totale assenza di toni “politically correct”, senza censure e senza inibizioni. E’ un pugno nello stomaco in effetti: tutti i luoghi comuni sulle persone disabili (ma anche sui gay e gli extracomunitari) vengono sciorinati senza alcuna concessione al buon gusto. Posso anche capire che qualcuno lo abbia letto e si sia sentito offeso…

Tuttavia è satira: l’intero sito lo è e questo è il loro manifesto e la satira lavora sull’ironia. In questo caso lo scritto non vuole colpire i disabili, quanto quegli ipocritoni che nascondono dietro pensieri “pietosi”, “civili” e “politically correct” pulsioni bestiali come quelle descritte nell’articolo.

Ci sono moltissime persone che pensano quel che l’articolo illustra. Nazisti che sarebbero favorevoli a provvedimenti di tipo genocida contro la sovrappopolazione e contro la spesa pubblica a favore dei disabili. Eredi dell’eugenetica hitleriana che vorrebbero una società di sani, belli e “ariani” da mettere a lavorare 20 ore al giorno col sorriso sulle labbra.

Io credo che la satira di umore maligno prenda di mira queste persone, il cui “sentire” in questo momento storico è incarnato dal governo monti, che ha tolto un importante sussidio alle famiglie dei disabili gravissimi, costringendo questi ultimi allo sciopero della fame.

Umore Maligno scrive di handicap usando un’iperbole dopo l’altra: il tono di questo scritto è talmente grottesco che se ne capisce benissimo l’intento dissacratorio.
Comprendo però anche le ragioni di chi non riesce a superare le parole volutamente cattive con cui questa satira viene confezionata, se mi metto nei panni della mamma di una persona disabile non so se riuscirei a parlarne con lucidità, sinceramente.

Tuttavia la libera espressione delle idee di ciascuno è il presupposto irrinunciabile di ogni democrazia: personalmente mi incazzo oltremodo quando la polizia con i suoi manganelli cerca di tacitare i dissenzienti. E non è che le forze dell’ordine manifestino un occhio di riguardo quando sono al cospetto della disabilità, per esempio.

Credo che la conquista di diritti per tutti sia maggiormente compatibile con la libertà che con la repressione di essa. L’articolo di umore maligno, per quanto sgarbato, offensivo, grottesco e ripugnante richiama l’attenzione sui luoghi comuni (anche criminali) che costituiscono il nucleo “pensante” di certi individui che sono al potere (purtroppo).

In questo post, umore maligno infastidisce e sconvolge, certo, ma non vuole proprio la morte di nessuno. Chi vuole la “morte dei disabili” non scrive sul blog ma scrive regole nazionali che tolgono tutto a queste persone e ai loro familiari. In questa nazione la sottrazione di fondi, medicinali, assistenza, centri diurni a danno dei portatori di handicap (e non solo) uccide per davvero.
E questi reali problemi non si risolvono chiudendo la bocca ad un blog satirico: dietro “i sentimenti” turbati di mancuso non c’è nulla, non c’è un’alternativa politica che dica cose diverse da quelle che sono lo status dello smantellamento dei diritti di queste persone (e dei diritti di tutti), perchè il PD (cui mancuso è affettivamente e politicamente legato) appoggia con caparbietà e convinzione questo schifo di governo monti.
I cui effetti, veramente, uccidono e senza bisogno di iperbole e di vituperio.

VN:F [1.9.18_1163]

3 Commenti a “Il nulla simbolico: Aurelio Mancuso, impegnato a farsi eleggere nel PD, con il pretesto dei diritti dei gay”

  • barbaranotav:

    Eredi dell’eugenetica hitleriana che vorrebbero una società di sani, belli e “ariani” da mettere a lavorare 20 ore al giorno col sorriso sulle labbra.”

    a parte che l’eugenetica risale agli inizi del 900 ed è nata in Usa proprio dalle “vittime” del successivo olocausto, dai Rockefellere e Rotschild di turno, ma come motto sembra mlto più funzionale al capitale, rappresentato molto bene dagli Usa che “sconfissero” i brutali nazisti.
    Per assicurarsi che il lavoro rende liberi, i partigiani come ringraziamento si premurarono di scriverlo in Costituzione. L’italia è una repubblica fondata sul lavoro. Se non ce l’hai, crepa sotto i ponti e zitto. Questa è la bella civiltà dei liberatori, a proposito di diritti civili.

    • Jacopo Castellini:

      Barbara, se adottassimo l’Antropocrazia?

    • Massimiliano:

      beh, sai, stiamo parlando di persone e ideologie che hanno fatto della mistificazione e della coartazione la loro più intima essenza; con la differenza che, mentre il nazismo si è presentato fin da subito nella sua demoniaca malvagità, questi signori si sono presentati come “liberatori dei popoli”. Del resto, la matrice è la stessa: interpretazione distorta del pensiero di Hegel da una parte e altrettanto dall’altra parte

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