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di Lorecalle per Stampa Libera

Ratto in apparecchio di contenzione che sta per essere sottoposto ad un esperimento al cervello. (UK) Foto tratta da: Annual Pictorial Review della Scottish Society for the Prevention of Vivisection. (Epoca: anni '50 - primi anni '70)

Ratto in apparecchio di contenzione che sta per essere sottoposto ad un esperimento al cervello. (UK) Foto tratta da: Annual Pictorial Review della Scottish Society for the Prevention of Vivisection. (Epoca: anni '50 - primi anni '70)

Sin dall’antichità l’uomo aveva ottimi rapporti con gli animali (Ittiti, Indiani, Greci, Germani) considerandoli suoi amici. Nel corso del tempo questo rapporto ha subìto alcune modifiche con l’imposizione del giudaismo e della sua derivazione, il cristianesimo.

Eppure gli animali hanno molto da insegnarci, soprattutto nel modo di vivere. Niente gabbie, niente traumi, niente malattie.
Invece di rispettarli eccoli divenuti cavie da laboratorio, in nome della scienza!

Riporto un estratto dal libro “Il cancro e tutte le cosiddette malattie” scritto dal Dottor R. G. Hamer

Un criceto non si inquieta per il fumo che di solito nel suo ambiente naturale non comporta rischi per lui perché vive in buchi sottoterra e quindi non ha sviluppato un codice di panico. Un topo invece si eccita molto quando sente odore di incendio o sigaretta.
In passato quando bruciava il solaio tutti i topi scappavano dalla casa in un lampo, ancor prima che qualcuno notasse l’incendio. I topi hanno un naso sensibile all’odore di bruciato ed un codice di panico innato quindi possono patire una DHS (1) a causa del fumo, cioé un conflitto di “paura di morire” con focolai tondi al polmone.


Nei criceti é tutto diverso: nel corso di un grosso esperimento durato molti anni si sono affumicati con il fumo di sigaretta migliaia di criceti per tutta la loro vita, mentre un altro gruppo di controllo non veniva affumicato.
Si é riscontrato che nemmeno un solo animale aveva sviluppato un carcinoma dell’epitelio pavimentoso bronchiale né dei focolai tondi al polmone, e che i criceti affumicati avevano vissuto notevolmente più a lungo di quelli di controllo non affumicati. Però l’esperimento venne messo a tacere ossia relativizzato, cioé se si affumicavano dei topi di laboratorio (discendenti di quelli domestici) con del fumo di sigaretta, solo in pochi animali si riscontravano dei focolai tondi ovvero il cancro alveolare che l’uomo e i mammiferi manifestavano se patiscono un conflitto di “paura di morire”. Allora si disse: “Certo il fumo se anche non provoca il cancro ai bronchi causa però quello al polmone”. Con le statistiche  si può mentire così facilmente! (2)
I ricercatori americani spruzzavano sul naso dei ratti (il loro organo più sensibile) una soluzione di formaldeide(3), quella che si usa per disinfettare, che già normalmente é molto sgradita agli animali, ad una concentrazione di mille volte maggiore, per un anno, più volte al giorno
(4). Le povere bestie tormentate  nel modo più terribile con questo trattamento, evidentemente pativano una DHS e sviluppavano un cancro della mucosa nasale. Risultato della ricerca(5):  la formaldeide é cancerogena.
Si sarebbe potuto ottenere lo stesso effetto anche con una sperimentazione
fatta su delle persone a cui analogamente per un anno, più volte al giorno si fosse spruzzata sul naso della m….., ovviamente arrivando alla rigorosa conclusione che questa sia cancerogena!
(…)
La medicina ufficiale sinora ha fatto le sue  cosiddette scoperte sempre e solo per via statistica. Fintanto che i fatti vengono considerati  nel loro complesso la statistica é legale, ma se si collegano causalmente dei fatti statistici di ordine differente subentra l’errore, ad esempio:
- i pastori del Caucaso si ammalano poco di cancro
- i pastori del Caucaso mangiano molto formaggio pecorino.
Conseguenza statistica: il formaggio pecorino é anticancerogeno, impedisce l’insorgere del cancro (Lavoro scientifico dell’Ordinariato per la profilassi del cancro dell’Università di Heidelberg/Mannheim).

Ma perché non si eseguono degli studi statistici sul funzionamento della Nuova Medicina? Semplice, perché i risultati non sarebbero statistici, ma perfettamente comprovati. E questo, sappiamo bene, diventerebbe un grosso ostacolo per l’industria farmaceutica e non solo…
Ma anche queste sono cose che sappiamo bene. E così, sempre in nome della scienza, continueranno a maltrattare animali per assurdi esperimenti, quando la risposta é già qui ed é comprovata, SEMPRE.
Il vero problema é che gli animali non sono gli unici a venire maltrattati e lasciati morire.
Per questo dobbiamo informarci e smetterla di mettere le nostre vite in mano alla scienza statistica.

Note esplicative, tecniche…e qualche considerazione

1: DHS (o Sindrome di Dirk Hamer): é uno choc conflittuale grave, altamente drammatico e vissuto con un senso di isolamento, che coglie l’individuo in contropiede. La DHS insorge in un secondo, da un’esperienza scioccante, inattesa, quindi da un conflitto biologico. Inoltre stabilisce la localizzazione della formazione tumorale nell’organo in relazione al contenuto del conflitto biologico e alla localizzazione del focolaio nel cervello.
2: Il carcinoma al polmone viene scatenato dalla “paura di morire” che ha il soggetto.
3: La formaldeide è un potente battericida; le soluzioni acquose di formaldeide trovano largo impiego come disinfettanti per uso domestico, e nella produzione di tessuti a livello industriale viene utilizzata come battericida. Nella formalina vengono anche conservati campioni di materiale biologico. Trova del resto vasto impiego anche nelle tecniche di imbalsamazione.
4: Ma brutti bastardi!!! Sarebbe da farglielo a loro!
5: Risultato, secondo la Medicina ufficiale ovviamente.

3 Commenti a “Esperimenti sugli animali in nome della scienza”

  • Alberto Gramaccini:

    L’essere umano appartiene al regno animale ed è corretto dire bestia quando ci si riferisce a esseri viventi che non si esprimono con la parola.
    Gli altri animali o bestie, non solo hanno tanto da insegnare ma dimostrano spesso quella umanità che a molti degli appartenenti alla specie umana difetta.
    Si può imparare dalle bestie avendo il rispetto dovuto loro e la giusta attitudine mentale. Qualità sempre più rare nell’umano.

  • …quando ci decideremo a lasciare stare gli animali?
    …siamo veramente dei parassiti…che vergogna!

  • mary:

    La cosa piu’ sconcertante è che anche oggi le aziende piu’ ricche, le multinazionali tormentano ancora gli animalicon la vivisezione…e con tutti i soldi che gli diamo potrebbero riccorrere davvero ad altri tipi di esperimenti…certo non gli mancano i fondi con le scorrettezze che fanno e i guadagni che seguono…il problema comunque resta la massa…se tutti leggessero, si informassero, provassero a farsi delle domande, lentamente, anche questi colossi si troverebbero , forse, costretti a rivedere le loro politiche malate.

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