Fonte: blogeko.iljournal.it
E’ arrivato un commento interessante al primo post relativo al Parco nazionale del Pollino che brucia da una settimana a causa di una moltitudine di incendi dolosi (sono andati a fuoco i preziosi, rarissimi pini loricati della Serra Dolcedorme): lo ha scritto una lettrice che si firma Cinzia.
Dice di aver assistito personalmente, agli esordi della tragedia, all’avanzata di un focolaio rimasto assolutamente incontrastato per ore.
Non posso sapere – ovviamente – se ciò che ha scritto risponde a verità: ma se lo è, si tratta di un fatto davvero grave. Mi sembra giusto riportare il commento di Cinzia per intero.
Ho visto l’incendio al suo inizio, almeno uno dei focolai, distante dalle pendici del Pollino, un fuoco lasciato a se stesso che a causa del vento ha raggiunto una pineta ed ha superato l’autostrada passando sotto i ponti e raggiungendo in un paio d’ore la montagna, senza essere minimamente contrastato.
Nutro dubbi che quell’incendio, di certo doloso, fosse concepito per colpire il parco. Almeno non quello, che con un intervento tempestivo avrebbe potuto essere fermato. Ma chi doveva fare qualcosa è rimasto a guardare.
La montagna brucia ancora, non da martedì 17 ma da lunedì 16. Sono d’accordo con Domenico, nulla a che fare con la criminalità organizzata.
Per la cronaca, il Domenico citato da Cinzia faceva presente in un altro commento che appiccare incendi è un modo in cui la manodopera occasionale potrebbe procurarsi un lavoro: il lavoro di spegnerli. Se fosse andata così, per me sarebbe comunque da archiviare alla voce “criminalità organizzata”.
Se Cinzia passa di qua, mi piacerebbe saper da lei se ha chiamato il 112 (carabinieri), il 133 (polizia), il 115 (vigili del fuoco). Trovo comunque sconvolgente che un fuoco possa bruciare indisturbato in quel modo per ore in un Parco nazionale, o anche solo ai suoi confini.
Secondo il direttore del Parco, il fuoco sul Pollino è stato appiccato in più punti da mani esperte. Ha anche detto che martedì il primo aereo antincendio Canadair è giunto con cinque ore di ritardo, cioè alle 18: solo il tempo per lanciare acqua due, tre volte e poi è stato costretto a fermarsi per la notte.
Gli aggiornamenti sui media più blasonati sono sempre scarsi. Meteoweb ieri ha riferito che stanno bruciando i pini loricati – i rarissimi e preziosi pini loricati cresciuti sulla cresta della Serra Dolcedorme, la vetta più elevata; aerei e uomini lavorano senza sosta “ma la vastità dell’area interessata non permette risultati definitivi”.
Su Diritto di Cronaca il Pollino brucia ancora
Su Meteoweb il Parco del Pollino continua a bruciare






























E’ necessario un aumento drastico delle pene per i piromani, almeno 15-20 anni di carcere.
Incendiare dei boschi secolari non è da meno che commettere un omicidio!!
I piromani andrebbero curati…i bastardi che appiccano incendi per interessi personali e di parte vanno bruciati, vivi ovviamente!
Chiaramente gli incendi non si appiccano solo e solamente per procurarsi lavoro, ma anche e soprattutto per PROCURARE TERRENO DISBOSCATO E FRUIBILE ALL’EDILIZIA SPECULATIVA!
Ritengo che nel Parco del Pollino si appicchino incendi dolosi (http://www.olambientalista.it/incendi-perfettinel-parco-del-pollino/) per distrarre uomini e mezzi impossibilitati a muoversi su altri fronti, quelli sì appettibili per far nascere dalle ceneri succulente aree edificabili! (http://www.olambientalista.it/inedificabilita-per-le-aree-bruciate-a-scanzano-jonico/)
Ho linkato l’esempio di Scanzano Jonico – precedente a livello temporale, e secondo me non a caso! – come informazione dal versante lucano. Cioè, molti impegnati a stabilizzare un’area devastata, ecco che ti servo subito un altro fronte e distraggo l’attenzione: solo immaginazione? None: solo feroce manipolazione della natura pro bono speculazione edilizia…senza tenere conto che la mano d’opera e i mezzi devono girare, la tensione deve rimanere altissima, etc etc
Mi pare abbastanza chiaro e logico che il delirio piromane debba essere affrontato intervenendo su altre questioni, che al Sud purtroppo significano occupazione, coatta o meno.
E intanto il Sacro Pino Loricato l’hanno coricato n’altra volta…che bestie, che bestie!!
La percezione che ho avuto di questa notizia è un’altra: c’è una regia occulta, dietro.
Siamo sotto attacco, con alluvioni, terremoti e crisi economiche.
E ora che con incendi mirati. Come il NORAD l’11 settembre non è intervenuto, così anche il Canadair è arrivato con 5 ore di ritardo. Inquietante analogia.
è tragico ma mi vien da ridere……….un esempio dell’interesse dei dominanti x le sorti del territorio
qualche anno fa nei mercati europei (causa incendi a ripetizione nei paesi del mediterraneo) fu offerto dalla beriev russa l’anfibio antiincendio beriev 200,moderno ed efficiente aereo propulso da 2 moderne turboventole ad un prezzo di molto inferiore al vetusto (progetto anni 40/50) canadair propulso da 2 antidiluviani motori stellari a pistoni,poi con 2 turboeliche……….
cosa hanno acquistato???????????
il canadair ovviamente…….
Sono d’accordo con chi attribuisce i fatti alla inettitudine lassismo e inefficienza delle pubbliche amministrazioni (di alcune zone d’italia). Che riguarda tutto, solo che gli incendi si notano di più.
Anche il maltempo che ha colpito ieri la Sicilia posso ben dire che era anomalo, il giorno prima il cielo è stato inondato con scie chimiche, l’indomani pioggia a bizzeffa che ha distrutto tutto il raccolto stagionale, ..bella cosa ne……, da precisare che da noi nella Sicilia orientale la pioggia nel mese di luglio è come Babbo Natale ad Agosto, mai successo, il bello èche i giornali scrivono che per fortuna è arrivata l’acqua per salvare la stagione ai contadini, una bella presa per i fondelli -
stanno irrorando a + non posso……almeno qui al nord-est………..
al mattino presto quando il cielo è blu partono, irrorano soprattutto (presumo)dalla fascia ovest (qui nord/est irrorano poco,ma si vedono) e al primo pomeriggio……..tutto lattiginoso, le nubi sono castrate, non si sviluppano in altezza,nonostante le temperature.
di conseguenza niente temporali pomeridiano/serali come ai bei tempi!!!
Letto su Marko’s Blog
Non e’ successo niente !!!
Solo parole
giovedì 29 gennaio 2009
Lega Nord, e i forestali del Sud li abbiamo scordati?
Riporto una interrogazione presentata al Senato nel 2007 da parte del senatore leghista Stefani. Chiedo, adesso che il ministero in questione è nelle loro mani, se quanto denunciato non sia più un problema.
Questo doppio pesismo mi urta assai.
Vedo una certa mancanza di coraggio e decisione nel Governo che ho votato e che, comunque, per ora non si è comportato male.
Pubblicato il 31 luglio 2007
Seduta n. 206
STEFANI – Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali. –
Premesso che:
è sotto gli occhi di tutti lo scempio del territorio italiano dovuto al proliferare degli incendi di questi giorni che stanno devastando i boschi, e che ha costretto lo stesso Governo a dichiarare gli incendi calamità;
oltre al danno al patrimonio boschivo si devono aggiungere al bilancio anche morti e feriti tra la popolazione e tra gli addetti allo spegnimento dei focolai;
un’inchiesta recente de “Il Sole-24ore” torna infatti a squarciare il velo sul Corpo forestale dello Stato rivelando la straordinaria ed ingiustificabile disomogeneità tra il numero degli addetti in servizio nelle regioni del Mezzogiorno e quelli in servizio nelle regioni del Settentrione;
complice la molteplicità e la discordanza dei dati nazionali, le cifre esatte non sono disponibili ma c’è abbastanza materiale per concludere che, per quanto riguarda i forestali, esistono “due Italie”. C’è l’Italia del Nord, dove il numero di addetti è compreso in un numero che varia tra i 50 e i 1.050, e l’Italia del Sud, dove il numero supera la quota 30.000;
dai dati emerge il caso della Sicilia dove, secondo le stime della Flai Cgil, operano attualmente 30.754 forestali. Una cifra di per sé eclatante, che tuttavia diventa ancora più singolare se rapportata ai 68.308 forestali complessivamente censiti nel Belpaese. Dunque la Sicilia assorbe da sola la metà del Corpo forestale dello Stato;
il caso siciliano, tuttavia, non è isolato e semmai è la punta di un iceberg che, con la sola eccezione della Puglia (dotata di 990 addetti), si estende uniformemente per tutto il Mezzogiorno: 11.200 forestali in Calabria, 7.000 in Basilicata, 6.500 in Sardegna, 5.040 in Campania. Risultato: cinque regioni del Sud impiegano da sole 60.000 dei circa 68.000 forestali italiani. La sproporzione, visibilissima, è accentuata ulteriormente dal rapporto tra la superficie forestale regionale e il numero di addetti;
la Calabria, tra guardie forestali statali, stagionali e assunte dalla Regione (persone che comunque sono retribuite con risorse statali visto l’andamento dei conti pubblici calabresi), riesce ad avere sino a 35.000 guardie forestali;
con brevi calcoli, si scopre che in Sicilia ogni forestale ha un raggio di competenza di 12 ettari, in Calabria di 56, in Basilicata di 52, in Campania di 97, in Sardegna di 191. Una bazzecola in confronto ai 7.000 ettari a testa che toccano a un forestale friulano o ai 4.220 del collega emiliano o ai 3.910 del ligure;
al Nord i forestali sono pochi e devono “sgobbare come matti” mentre al Sud sono tantissimi con poco o nulla da fare, infatti non sono conosciuti e nemmeno preparati i piani di utilizzo degli stessi e, visti i risultati, che sono evidenti a tutti, è da chiedersi quale sia il loro effettivo utilizzo nell’arco dell’anno o se vengano impiegati in un’attività qualsiasi;
appare inutile chiedersi perché lo Stato non metta mano a questo squilibrio. A giudizio dell’interrogante del tutto evidente, infatti, che il Corpo forestale viene adoperato come una soluzione politica a metà tra l’ammortizzatore sociale e il voto di scambio, garantendo livelli minimi d’occupazione da un lato e livelli massimi di consenso ai partiti dall’altro;
basti dire che in Calabria un accordo sindacale è stato in grado di bloccare una legge regionale che aveva stabilito il trasferimento di un migliaio di forestali dalla Regione alle Comunità montane; e a nulla, per ora, è servito il biasimo della Corte dei conti che ha eccepito sul fatto che “un semplice verbale, neppure ascrivibile tra le fonti secondarie del diritto, abbia disatteso il contenuto di una fonte primaria come la legge regionale”;
il partito della Lega Nord da sempre si batte contro questa logica di gestione delle risorse e spreco di denaro pubblico;
anche nel corso della XIV Legislatura, in occasione sia delle varie leggi finanziarie che sono state approvate, sia dei provvedimenti che hanno proposto la riorganizzazione della struttura del Corpo forestale, la Lega Nord si è fortemente opposta ai continui finanziamenti e rifinanziamenti di capitoli di spesa che andavano solo ad aumentare un sistema clientelare senza creare una vera struttura con compiti di responsabilità effettive del territorio, ma soprattutto indicando una diversa allocazione delle risorse presenti in tutto il Paese,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga utile e necessario riferire urgentemente su come intenda procedere ad una radicale ristrutturazione del sistema degli operatori forestali, nell’ottica di quanto da tutti riconosciuto, cioè che la prevenzione è uno dagli strumenti principali per evitare le tragedie che si verificano ogni anno, predisponendo inoltre un serio e definitivo piano di razionalizzazione e riallocazione delle risorse umane nell’intero sistema Paese.