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Rosanna Carpentieri: i giornalisti hanno annientato l’opinione pubblica

http://andreacarancini.blogspot.it/

Vorrei condividere oggi questa interessante riflessione della mia amica facebook Rosanna Carpentieri sul giornalismo quale inavvertita arma di guerra (delle elite contro la popolazione civile)[1].

Noto che le osservazioni di Rosanna trovano in queste ore autorevole conferma dalle parole, tra gli altri, del sociologo Luciano Gallino, tra i firmatari di una lettera-appello – significativamente intitolata Furto di informazione – incentrata appunto sulla sottrazione di informazioni, in questo caso sulle scelte fondamentali della politica economica, di cui è oggetto l’opinione pubblica da parte “dei maggiori mezzi di informazione”[2].
Ecco il testo di Rosanna:
 …il giornalismo italiano di questi anni è uno dei principali responsabili del disarmo morale e sociale del paese.
Se l’oligarchia partitica ha annichilito e umiliato la società civile, vedendo nei suoi rappresentanti i potenziali rivali del suo prestigio, i giornalisti hanno annientato l’opinione pubblica, sostituendosi ad essa, manipolando il pensiero comune fino a convincersi che l’opinione non la fanno, addirittura “sono” loro.
Dell’Italia conoscono solo la parte più corrotta, le alleanze più opache, gli intrecci e gli intrighi più turpi, le pulsioni più proterve e vanitose, quelle che fanno cassa e che permettono di nascondere dietro allo scandalo sopportabile e ostensibile, l’ingranaggio perverso, il gioco d’azzardo rapace, la corsa ineluttabile verso la rovina. Trasmettono quello che gli si permette di far sapere, pagando la desiderata ammissione alle stanze segrete, agli arcana imperii, con la somministrazione oculata di informazioni nella convinzione che la verità, in fondo, può sempre essere posposta. Ai più benevoli possono apparire come altoparlanti cauti di sismologhi che temono di far sapere che quelle piccole scosse ancora impercettibili, minacciano un rovinoso terremoto. Ma la realtà è che salvo qualche caso, informano per sentito dire, accomodati nel protetto ventre della balena, muniti di ogni confort, compresi gli strumenti informatici, che li rendono onniscienti e onnipotenti, con la dismissione dell’esperienza diretta, dell’esercizio della critica e del pensiero indipendente.
 E perché dovrebbero muovere obiezioni a un sistema che per ora li ha benignamente risparmiati, che grazie alla loro accondiscendenza li garantisce e tutela, che in fondo rappresenta il migliore dei mondi possibili o almeno quello che per ora non ha alternative? In questo panorama i più oltraggiosi sono quelli che si prestano con la loro liturgia censoria o pedagogica a beneficio morale di un popolo bambino, che è meglio lasciare nell’ignoranza premiandone gli istinti più regressivi e impaurendolo perché sia maneggiabile: le dieci domande a intermittenza, le intercettazioni a intermittenza, la critica a intermittenza, il conflitto d’interesse a intermittenza, imprenditori ambiziosi ad intermittenza, perché nei governi ad personam, nella democrazia ad personam, nella giustizia ad personam, pare ci sia sempre qualcuno più “persona” di altri. Quelli che con l’elargizione generosa di retroscena e la somministrazione cauta di pasticche informative, sorretti da menti severe e sorrisi corrosivi, aiutano a rinviare indefinitamente il cambiamento risolutivo…

 

 


[1] Sull’argomento, più volte affrontato su questo blog, ricordo, tra gli altri, il post Il bosco di betulle, metafora dell’odierno giornalismo italiano: http://andreacarancini.blogspot.it/2011/12/il-bosco-di-betulle-metafora.html

21 Commenti a “Rosanna Carpentieri: i giornalisti hanno annientato l’opinione pubblica”

  • gibuizza:

    Pienamente d’accordo. La verità è manipolata, l’informazione viene negata e le analisi vengono fatte sulla base del nulla. Mi sembra che una soluzione possa essere quella di cessare di acquistare i giornali (leggerli gratuitamente online per comunque sapere cosa ci raccontano) e poi verificare le informazioni con i siti alternativi (tipo stampa libera) in attesa di capire chi dice il vero e chi il falso (il tempo è un ottimo consigliere). Poi sovvenzionare chi ci ha permesso di capire le cose in modo corretto (quelli che fanno combinare tutti i fatti accaduti secondo logica).

  • Tobia:

    Esatto
    I giornali si leggono interpretando il contrario di quanto dicono, ma sopratutto non si comprano

  • cristiano1970:

    Bella critica ma, sarebbe meglio essere più diretti e cominciare a puntare il dito.
    Ecco, vorrei cominciare io dicendo che quella persona a cui avete riservato un’immagine di primo piano, dovrebbe assolutamente cambiare cognome.
    Da quando c’è lei, il TG3, che seguo da sempre, è il peggior telegiornale di sempre…

  • archimede:

    Sinceramente scrivendo ogni qualvolta che leggo l’ANSA /La Stampa / La Repubblica / Il Corriere della Morte / etc..etc…mi girano i lampioni , spesso mando delle email al lor indirizzo di “zozza munnezza” elettronica nella quale manifesto tutto il mio disgusto sulla disinformazione che giornalmente diffondono Online , i miei auguri nei loro confronti penso che li possiate immaginare, se ognuno di noi manderebbe ogni giorno una sola email dopo aver letto i loro articoli ,penso che magari a qualcuno di loro passerà per la testa di diventare un “Kakamikazze”, il resto lo leggeremo il giorno dopo -

    • luca martinelli:

      ah-ah, caro amico. pensa che anch’io mi diverto a mandare mail alle varie redazioni, superfluo dire che non mi hanno mai risposto, nemmeno il direttore del giornaletto della mia citta’, che non userei nemmeno per incartare le acciughe. ma credo che siano perfettamente consapevoli di essersi prostituiti ai padroni.

  • Giuseppe:

    Non guardare i telegiornali, evitare di ascoltare i radiogiornali, non acquistare la stampa cartacea di qualunque tipo è una regola che ormai seguo da almeno un paio di anni e mi sento e credo di essere più informato di prima e meno gonzo.

    Rimango gonzo nel momento in cui, ancora, non riesco a sottrarmi al finanziamento di regime delle testate giornalistiche: non le compro ma le pago ugualmente…

  • Al.b.:

    E’ positivo che sempre più giornalisti denuncino questo fatto.

    Qualche giorno fa ho sentito una coraggiosa denuncia di questo genenere anche da un altro giornalista durante i pochi minuti televisivi che gli erano stati riservati (purtroppo ora non ricordo bene i dettagli).

    Non importa chi sia a denunciare, ciò che conta è che lo si faccia con l’intenzione “vera e pura” di far luce sulla verità. Se si arriva ad una “massa critica” sufficientemente grande queste denuncie “generiche” potranno davvero portare al cambiamento dell’informazione.

  • rosh:

    ho smesso di comprare giornali nel 2003 (ero un assiduo lettore) ed ho vietato guardare il telegiornale a casa mia. (la TV resta spenta quasi al 100% della sua esistenza a casa mia). Sto aspettando il coraggio di farla volare giu dal balcone. comunque anche tenendola spenta e’ gia qualcosa.

  • Alvaro:

    Un paio di giorni fa ricevetti una e-mail dal Corriere della Sera dove partecipo in qualche blog, che mi chiedeva la disponibilità a rispondere a un questionario.
    La prima domanda fu: ‘Quante volte ha comprato il giornale cartaceo negli ultimi tre mesi ?’ Risposi ‘mai’ e il questionario si chiuse bruscamente ringraziando per la risposta.
    Voglio illudermi che quei fraudolenti organi di informazione cartacea abbiano le vendite a picco e ne cerchino la ragione.

    • Jacopo:

      Infatti, Alvaro, hanno le vendite a picco, ma questo non è certo un problema per chi è lautamente finanziato da terzi. Anche se metà delle copie andassero al macero, ci sarebbe sempre la convenienza a riciclare soldi ‘sporchi’. Il problema è la piccola editoria indipendente che si sforza di fare un’informazione sana, quella sì a rischio chiusura…

  • siouxsie:

    Analisi eccezionale e visione lucidissima, scritta in un italiano eccellente. Vorrei sottolineare come i pennivendoli della carta stampata/tv siano responsabili anche dell’impoverimento della comunicazione attraverso il degrado nell’uso della lingua, sempre piu’ utilizzata se prossima al becerume e sempre meno aulica. Si sa che all’imbarbarimento nell’uso della lingua consegue un imbarbarimento nei concetti. Grazie per avere condiviso questo articolo

  • oracolo:

    Sommossa popolare e incendi ovunque, in Italia non funziona niente, bisogna cambiare registro oppure sorbitevi sta monnezza quotidiana, vivo in Germania, ogni mattina incontro passanti educati e sorridenti tutti dediti al lavoro con serieta’ e dignita’, niente fronzoli o loschi individui ciondolanti che gesti colano nei Bar a sparare cazzate, ogni cosa funziona con efficienza, educazione e far play e’ la norma, nessuno menziona crisi, corruzione o politica inefficiente, strade pulite, polizia cordiale e rassicurante,ogni settore e’ garantito alla serieta’ della gente,bambini educati che vanno a letto alle 8 di sera, niente volgarita’ nonostante si pubblicizza un vibratore in prima pagina, e se vinci al lotto e hai perso la schedina niente paura i soldi ti arrivano in banca perche’ Lee giocate sono personalizzate, in Italia le sogni queste cose, con 10 euro ti fanno una TAC in 10 minuti, le auto sono tutte perfette e pulite mentre da noi sembra un girone dantesco con i demoni lava vetri ad ogni incrocio, marocchini che vendono cianfrusaglie e prendono per il culo le forze dell’ordine, falla qui una cosa simile e ti dimostriamo seduta stante, una giustizia veloce e implacabile nei diritti violati, da noi vige l’inconcludenza e siamo incapaci anche a smaltire i rifiuti, e se incontri uno con la Ferrari e c’e’ ne sono tanti, non se la tira come Dio, ma e’ uno come tutti gli altri solo che gli piacciono le auto sportive, giornalisti, ballerine, giocolieri, in Italia sono l’esempio da imitare, qui non li caga nessuno, se volete un posto migliore per vivere, bruciate tutto e ricominciate di nuovo da zero.

  • Renzo:

    Sarebbe ora che i giornalisti facessero “harakiri” sulle loro spaventose colpe in merito all’annichilimento della facoltà di critica del popolino italiano.

    Un po’ di colpa, però, se la dovrebbe prendere anche il popolino stesso, perché non c’è “carnefice duraturo” senza una vittima più o meno consenziente.

    Ma anche la capacità di autocritica della gente è stata annichilita, dalla cultura della “colpa alle istituzioni” che deresponsabilizza l’uomo comune da ogni sua mancanza di presa di posizione in merito a qualsiasi cosa lo riguardi direttamente.

  • freak70:

    Da quando non seguo più tg (e guardo molto poca tv) e leggo giornali mi sento decisamente meglio. Lo consiglio vivamente a tutti.

  • archimede:

    Durante il giorno leggo più volte l’Ansa e son tante le risate che fà male la pans(z)a, poi passo su La Stampa e mi sembra di essere nella Pampa sconfinata dove vivono i Cow Boy di cioccolata, sulla Repubblica trovo la costante truffa pubblica, sul Corriere della Sera ..ancor oggi la giusta informazione si dispera, -

  • 20 Anni a questa parte non ho mai notato un giornale che possa contradirsi l’un-l’altra nei articoli di “peso”ma semplicemente cercano solo abellire il titolo ed il contenutu rimane sempre quello,cioè balle-balle soltanto balle che i podroni sono soddisfatti…
    Vedete come un B.VESPA,E.FEDE e tanti come loro illustri giornalisti,sono pieni di verruche nella lingua(a forza di leccare)e di conseguenza quando devono fare informazione gli si distorcono le frasi involontariamente ,manco loro stessi se ne accorgono perche sono trasformati in robot della dis-informazione…le possinno ammazza…poveracci,che vita li tocca a fa per 68 000 euro al mese.E viva ITALIA.

  • braveheart77:

    la signora Carpentieri dice cose sacrosante ma anche qui ho da offrire un pensiero positivo:
    c’e’ in atto un grande rinnovamento che va estendendosi che consiste nel disattivare/boicottare/ignorare i mass media tradizionali e ricavare le notizie per proprio conto da internet…. :)

    Sempre più persone, sto notando, hanno imparato a crearsi una lista di propri siti di informazione cosiddetta “alternativa” dal quale si ha sempre una chiara, precisa visione d’insieme.

    E’ da oltre un anno che ho smesso completamente di guardare la tivu … anche un film o un documentario, o vedere una partita di calcio in diretta… è reperibile su internet.

    Pensavo di essere tra i pochi e invece vedo che questa pratica di tenere perennemente spenta la tivu (o addirittura privarsene materialmente) si è diffusa parecchio… :)

    Non seguo da un sacco di tempo nessun telegiornale o approfondimento o qualsivoglia programma televisivo … eppure sono molto più informato di un telespettatore diligente e interessato a conoscere le notizie.

    Noto per esempio che tra me e altri miei conoscenti che si aggiornano sulle vicende nel mondo dalla televisione … c’e’ un vero e proprio abisso di informazioni. Loro sanno molto poco e rimangono increduli dalle nozioni “aggiuntive” che gli dico io.

    Per esempio mio padre (persona colta e istruita) segue fedelmente Mentana e altri programmi di dibattito… non sapeva assolutamente nulla sullo “scandalo libor”. Per me invece è un argomento gettonatissimo …. :)

    Io non guardo più la tivu proprio come scelta personale e radicale… non guardo neanche Report e nemmeno Zelig e neanche un filmetto per passare la serata.

    Internet colma alla grande la mia sete di conoscenza riguardo l’attualità e non solo. Se poi aggiungo di tanto in tanto qualche libro (anch’esso comprato on-line) si può avere una conoscenza ancora più solida e profonda di un dato argomento by-passando tranquillamente i canali tradizionali promotori di notizie false, censurate, distorte, incomplete … :)

    La tivu … e con essa tutti i vari giornalisti…. per me è diventata non solo inutile, ma qualcosa di arcaico, obsoleto.

    • Jacopo:

      Grazie per questo tuo commento, Braveheart.
      Anch’io da anni ho smesso di guardare la tv, che accendo molto di rado e ritengo molto invadente, tanto da non riuscire nemmeno a stare in un locale in cui sia accesa.
      La maggior parte delle persone non riesce a staccarsene per paura della solitudine, del silenzio: siamo arrivati ad una tale involuzione che perfino spegnere un televisore è un atto di coraggio che la maggior parte delle persone non è in grado di fare. Meglio sarebbe non farla mai guardare ai bambini.
      Se poi si pensa che la realtà viene creata attraverso la visualizzazione, la produzione di un’aspettativa e la fede, si capisce come la tivù sia lo strumento attraverso cui gli Illuminati usano le masse, intontite, per creare la realtà che loro vogliono.
      Per questo dovremmo costituire una massa critica, focalizzandoci su ciò che desideriamo (per noi e per l’umanità) e, inevitabilmente, guardando con più distacco la realtà che ci circonda, che è solo una delle tante possibili.
      Buona giornata!

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