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Fonte: Linkiesta

Sergio Marchionne punta all’oro nella disciplina del “date la colpa ai tedeschi”. Per il manager italo americano i mali del mercato dell’auto europea sono esacerbati dagli sconti che applica Volkswagen e dal fatto che i marchi tedeschi, che a parte Opel stanno reggendo molto meglio alla crisi, non vogliono partecipare ad una riduzione collettiva della capacità produttiva. Niente male per un presunto uomo di mercato. Peccato che i dati non siano esattamente dalla sua parte.

Ormai dare le colpe ai tedeschi per i mali di casa propria è diventato uno sport nazionale. Ora però, forse complice il clima da olimpiadi, Sergio Marchionne ha deciso di puntare all’oro in questa disciplina. Per il manager italo americano i mali del mercato dell’auto europea sono esacerbati dagli sconti che applica Volkswagen e dal fatto che i marchi tedeschi, che a parte Opel stanno reggendo molto meglio di Fiat alla crisi, non vogliono partecipare ad una riduzione collettiva della capacità produttiva. Niente male per un uno che dovrebbe essere un uomo di mercato.

Le dichiarazioni di Marchionne sono in un articolo di oggi del New York Times che analizza il mercato dell’auto europea e la sua conclamata sovracapacità produttiva. Basta pensare che i dati dell’Associazione europea dei produttori d’auto prevedono quest’anno 12,4 milioni di auto vendute, tre milioni in meno che nel 2007. E il numero uno di Fiat rilancia le critiche ai produttori tedeschi, soprattutto verso la virtuosa Volkswagen, colpevole per via della sua politica di sconti aggressivi: «è un bagno di sangue sui prezzi e sui margini».

Ad essere in profonda crisi sono soprattutto i produttori del sud Europa. La francese Peugeot quest’anno perderà un miliardo di euro, sta lottando col governo francese per chiudere lo stabilimento di Aulnay mentre le agenzie di rating fanno sprofondare sempre più le sue obbligazioni in territorio “junk” e i cds, i contratti con cui ci si assicura contro il fallimento di un ente, ora danno un 51% di probabilità che il produttore francese vada gambe all’aria in 5 anni. Anche altri produttori come Ford non stanno navigando in buone acque e il New York Times ricorda che «secondo alcune stime l’industria europea nella sua interezza sta operando in una forchetta fra il 60 e il 65% della sua capacità. Come regola generale, dicono gli analisti, per essere redditizi gli impianti devono operare ad un tasso fra il 75 e l’80». Dati che potrebbero essere ancora peggio per alcuni stabilimenti Fiat e che non riguardano invece la gran parte dei produttori tedeschi come Bmw e Mercedes che continuano a produrre quasi a piena capacità. D’altra parte è anche vero che, mentre in Germania nei primi sei mesi dell’anno, le vendite d’auto hanno retto, in Francia sono calate del 14% e in Italia del 20%. A giugno poi Portogallo e Grecia hanno registrato una flessione del 40%.

Ecco allora la necessità di riorganizzare la produzione. E qui il manager italo-canadese se la prende con la riluttanza teutonica a partecipare a uno sforzo europeo di razionalizzazione. Marchionne chiede che se ne occupi Bruxelles: «quello che dovrebbero fare è coordinare una razionalizzazione dell’industria fra i produttori». Già perché «quelli che non hanno realmente agito in questo senso sono francesi e tedeschi che non hanno ridotto per niente la capacità» e quindi «tutti dovrebbero fare dei tagli». Un punto che, per un uomo di mercato come lui, fa saltare sulla sedia. Va bene i francesi, ma perché mai i tedeschi che, tranne nel caso Opel, sono più bravi a fare e vendere auto dovrebbero ridurre la loro capacità produttiva? E poi è davvero colpa del mercato se i consumatori non vogliono più le Fiat e preferiscono le Volkswagen?

Anche ammesso che Marchionne abbia ragione sulla politica dei prezzi di Volkswagen in Europa, certi prezzi in Europa Volkswagen magari se li può permettere perché guadagna soldi a palate sui mercati asiatici e in Russia. Cosa che Fiat, anche se va bene negli Usa con Chrysler, non può fare: guarda caso, i danni causati dai ritardi pazzeschi e dagli errori di Fiat in Cina ora saltano fuori in tutta la loro evidenza. A Fiat manca oggi il mercato asiatico, che non è stato aggredito quando era ora di farlo.

In una logica strettamente industriale poi, è ovvio che la posizione di Marchionne sia inattaccabile: in qualsiasi settore produttivo, gli stabilimenti superflui rispetto alla quantità di beni che il mercato può ragionevolmente assorbire vanno chiusi. E non c’è dubbio che, invece di spendere miliardi di euro per incentivare con la rottamazione agevolata dell’usato gli acquisti di auto nuove che i clienti non hanno più i soldi per acquistare e che non si sa più dove mettere, lo Stato italiano (ma perché non l’Europa intera?) avrebbe fatto meglio a destinare almeno una parte di tali somme alla rottamazione-riconversione assistita delle fabbriche di auto, e magari anche qualche spicciolo per quella dei concessionari che boccheggiano.

Tuttavia è anche vero che una parte delle difficoltà europee di Marchionne sono anche figlie delle sue decisioni. Prima di tutto non si capisce per quale motivo i mercati (italiani, europei o mondiali) dovrebbero ritornare ad assorbire vetture italiane che non ci sono. A qualunque osservatore, infatti, risulta immediatamente evidente che nel ventaglio di modelli Fiat, Alfa Romeo e Lancia vi sono dei buchi spaventosi e che il costruttore nazionale ha abbandonato interi segmenti del mercato a una concorrenza che certo non ha mancato di approfittarne. Non esiste, oggi, una giardinetta italiana, né una berlina media di taglio popolare, né un’ammiraglia di segmento medio-alto (a meno che non si consideri tale la Lancia Thema che in realtà è praticamente americana al 100% e che d’italiano ha ben poco) né una Suv medio-piccola, e neppure una berlina sportiveggiante Alfa Romeo, marchio un tempo famoso proprio per le vetture di questo tipo. E per il momento rimane avvolta nella nebbia anche l’erede delle Fiat Bravo e Lancia Delta, ormai al termine della loro vita utile, scomparse le quali, se non arriveranno le sostitute (almeno una), il gruppo Fiat rimarrà (fino a quando?) a presidiare il segmento “C”, quello delle “compatte” che ha fatto la fortuna della Volkswagen Golf, con la sola Alfa Romeo Giulietta.

Marchionne continua ad attribuire i problemi del gruppo che dirige a un mercato che, tuttavia, il gruppo stesso non sembra in grado di stimolare con nuovi prodotti. In altre parole, Fiat sembra essere prigioniera di un circolo vizioso: «non proponiamo, non inventiamo, non fabbrichiamo nuovi modelli, perché non li venderemmo. Ma meno ne proponiamo, meno ne vendiamo». E a proposito di nuovi modelli, Marchionne dovrebbe spiegare qual’è l’«inedita ricetta» (così si legge nel comunicato stampa di presentazione) che si nasconde dietro la Fiat 500L che esordirà sul mercato a breve, e quali sono le differenze fondamentali che, senza nulla togliere alla validitità del nuovo modello, lo caratterizzano rispetto alla Citroën C3 Picasso già in vendita dal 2009. Quanto al mercato, anche in quello italiano che va peggio di altri e che ha appunto chiuso il primo semestre 2012 con le immatricolazioni di auto nuove a -19,73% rispetto allo stesso perodo del 2011 (e un giugno con un disastroso -24,4%), non tutti piangono come Fiat (-20,56%), Lancia (-10,63%, ma grazie anche al contributo di Chrysler) e Alfa Romeo (-31,32%): nei primi sei mesi, Kia ha immatricolato il 47,25% di auto in più, Chevrolet il 12,70%, Dacia il 14,76%, Hyundai il 6,45% e Land Rover il 35,54%. Numeri che dimostrano che anche in tempi di crisi nerissima, chi dispone di prodotti appetibili non solo resiste, ma riesce anche a conquistare maggiori consensi. Ovviamente, anche a danno di chi i prodotti vincenti non li ha.

D’altra parte è noto che nel settore dell’auto per competere gli investimenti siano tutto, investimenti nel prodotto, nel sistema industriale e in ricerca e sviluppo. In un’intervista rilasciata a febbraio a Massimo Mucchetti del Corriere. Marchionne dice che «Fiat spende in ricerca e sviluppo il 5,3% dei ricavi, la media dei produttori generalisti europei è del 5,7%». I numeri sono veri ma il numero uno di Fiat fa il gioco delle tre carte. Infatti i ricavi di Fiat nel 2011 sono stati 59,6 miliardi e quelli di Volkswagen 159,3. Facendo due conti in base alle parole di Marchionne risulterebbe un investimento in R&D di 3,16 miliardi mentre estrappolando il dato sulla spesa di Volkswagen dall’ultimo
rapporto sulla spesa delle aziende in ricerca e sviluppo della Commissione Europea risulta che Volkswagen nel 2011 ha speso invece 6,26 miliardi. Proprio nel rapporto di Bruxelles si vede che Wolfsburg scivola dal quarto al sesto posto al mondo (la prima è la casa farmaceutica svizzera Roche) preceduta, fra le case automobiistiche, solo da Toyota (al 4°posto). Daimler è 13esima, Honda è 17 esima, Ford 23esima, Nissan 25esima, Bmw 38esima, Peugeot 46esima (era 39esima). E Fiat? Nelle prime 50 posizioni è non pervenuta.

La tabella con le spese in R&D nel 2011 tratta dal report «The 2011 Eu Industrial R&D Investment Scoreboard, pagina 23.

32 Commenti a “Quando c’è da vendere macchine Marchionne dimentica il mercato”

  • barbaranotav:

    il modello tedesco dimostra il totale fallimento di Marchionne ecco la verità.
    Per assecondare questo squallido sciacallo è stato consentito di tutto, trattare gli operari come cacca, rimpinguare fiat con flussi costanti di quattrini pubblici, a proposito di mercato per poi vedere chiudere fabbriche in italia e mettere i lavoratori in cassa e far aprire stabilimenti in polonia e serbia con costi di manodopera ultraridotti. E nonostante questo, nonostante a fiat fosse stato concesso di tutto e di più, nonostante i modelli Pomigliano e quant’altro Marchionne ha dimostrato di essere incapace e che le sue formulette ultraliberiste non servono a niente.
    Avessimo una nazione con dei leader che pensano al Bene Comune avrebbero nazionalizzato fiat ere fà e pagato stipendi come si deve e prodotto solo quanto serve, riducendo gli orari a parità di stipendio. Insomma, avrebbe adottato il modello Volkswagen

  • Fabrizio:

    Conosco bene i listini wolskwagen e non mi sembrano affatto prezzi bassi tuttaltro sono tra i più cari in assoluto, una golf, una passat, una sharan hanno prezzi elevatissimi, chi le vuole comprare deve sborsare cifre che vanno dai 25 mila euro per una golf tdi, per finire ai 35 – 45 mila euro per una passat o una monovolume, per non parlare di chi vuole fare l’ecologico con un caddy a metano le cui cifre si aggirano di poco inferiori ai 30 mila euro. Come al solito le informazioni sono fuorvianti, ci si chiede come sia possibile in tempi di famigerata crisi che la vw venda cosi tanto, la risposta è breve: perchè gli italiani vogliono correre con macchine di buona fattura e si sono stufati dei listini e delle magagne della fiat; ci si chiede come fanno gli italiani a pagare di più le auto tedesche, o a rate o i soldi ce li hanno pronta mano, basta vedere che si vendono bene in italia non solo vw, ma anche opel, audi, bmw e soprattutto mercedes. Tutte macchinone con prezzi elevatissimi, che in tempi di crisi non dovrebbero essere cosi vendute, ed è questa la vera domanda che ci dobbiamo porre, come è possibile ? Non è che la crisi stia imperando solamente nei media tv e giornali per convincercene ? E non sulle tasche degli italiani che continuano imperterriti a comprare tedesco, tanto la qualità non ha prezzo ?

    • alboino:

      Concordo in pieno, è questione di qualità non di prezzo, almeno per auto di certe fasce.
      Io dal lontano 1991 non ho più comprato auto del gruppo Fiat, l’ultima fu una Lancia, che con l’avvicinarsi dell’inverno avevo a disposizione per una settimana. e per la settimana dopo era in officina. Con altre marche come Volkswagen, non ho avuto tutti questi problemi, diciamo di “gestione”.
      Se pago meno un’auto a parità di prestazioni, ma poi mi trovo sovente “a piedi”, preferisco spendere di più ma viaggiare tranquillo.
      La questione è elementare, fintanto che il mercato italiano era “chiuso”, tutto andava bene, ma all’atto del globalismo tanto voluto anche da Confindustria, i risultati si sono visti.

  • Pino:

    In America la Chrysler va bene perchè nonostante fabbrichi auto non proponibili esticamente e nei consumi di carburante,gli americani sono nazionalisti e comprano americano,per il momento.Se ricordate quando Marchionne voleva comperare,senza soldi, l’Opel tedesca,i tedeschi l’hanno apostrofato come il”mariuolo”.
    Gli italiani non possono comprare auto Fiat fabbricate in Polonia o chissà dove,il rapporto
    qualità prezzo non c’è.
    Il problema della Fiat è Marchionne,vende fumo a gogò,vedremo dopo Obama se in America gli andrà ancora bene.
    Io compro francese o tedesco,mi dispaice per i dipendenti Fiat che non hanno colpe ma,
    da un tipo come il loro A.D.non comprerei nemmeno un’auto usata.

    • Io non credo che il popolo americano sia così nazionalista, diciamo che lo è il suo governo…
      Il libero mercato è sempre stato unilaterale…vedi il NAFTA-TLC, con questi accordi gli USA possono invadere i mercati di altri paesi con le loro porcherie, ma questi non possono vendere i loro prodotti negli USA, perchè ci sono dazi altissimi…inoltre, ad esempio in Messico, i contadini non possono nemmeno vendere i loro prodotti a casa loro, perchè la concorrenza con prodotti Usa coltivati sul posto con manodopera a basso costo è insostenibile.
      Questo vale in ogni settore. Gli USA sono super protezionisti sulle loro “cose”.
      Non molto lontano da casa mia c’è lo stabilimento di Rana, ci lavora un mio amico. So che alcuni mesi fa Rana stava aprendo uno stabilimento negli Usa, per produrre i tortellini sul posto, perchè esportarli non vale la pena viste le tasse doganali.
      Credo che sia così per tutto.
      Io dico che, al punto in cui ci ha portato la Globalizzazione, un pò di SANO protezionismo non guasta in ogni paese, bisogna abolire la parola “mercato”.

  • corbox:

    LIbero mercato….ma è mai esistito per fiat ??? Agevolazioni statali, finanziamenti, tutte le macchine delle forze dell’ordine, dei comuni, delle provincie, delle regioni ecc tutte loro! e adesso questa bella uscita sul” fare cartello mettendosi tutti d’accordo” sui prezzi e capacità produttiva! Che grande manager….complimenti!! Che si applichi davvero il libero mercato….non solo ad operai o impiegati!

  • Ottimo articolo: un’analisi precisa e senza appigli. E’ anche quello che ho sempre sostenuto io, che non comprerei mai una FIAT, ho ancora una Volkswagen del 1974 e guido una Ford made in Germany che, durante 260mila km di percorrenza, non ha mai dato il minimo problema (ho ancora la frizione e lo scarico originali).
    La Fiat ha sempre vissuto sulle spalle degli Italiani, ha potuto permettersi per decenni di produrre con materiali di scarto e con costi ed inefficienze enormi, ma adesso finalmente deve confrontarsi con il mercato reale. E i risultati si vedono, in particolare in un momento in cui gli Italiani devono per forza aprire gli occhi.
    Nelle ultime ore ho anche apprezzato molto la reazione della Volkswagen alle ridicole argomentazioni di Marchionne.

  • gliese:

    Gli americani sono schiocchi perchè comprano automobili nazionali?

  • Giuseppe:

    Assolutamente d’ accordo con barbaranotav.

    Aggiungo che fiat deve ancora imparare a costruire automobili!

  • andrea'65:

    FABRIIZIO
    a luglio la Mercedes-Milano ha un ” fuori tutto ” Classe A 1900d con cambio manuale Euro 13,500; che fa ti compri la Delta?
    Ricordati che WV Audi – BMW – Mercedes quando le rivendi sono assegni circolari, le Fiat solo rottamare puoi.

    • Fabrizio:

      andrea forse non hai colto bene il senso del mio commento, io ho avuto 3 vw dopo fiat, e concordo con te che mantengono il valore dell’usato più di qualsiasi altra marca..

  • Giuseppe:

    Anzi: sono assolutamente d’accordo con chi mi ha preceduto nei commenti!

  • Giuseppe:

    Aggiungo ancora: non confondiamo la m…a con la cioccolata!

  • barbaranotav:

    bisogna considerare sia gli stipendi tedeschi, il prezzo della benza in Germania ed oltretutto alla capacità di spesa della massa tedesca in generale, dato che a differenza degli italiani percepiscono un reddito di cittadinanza e non il nulla degli italiani.
    Anche i pensionati tedeschi sono alquanto ben messi, pensiamo a quelli italiani che in media percepiscono dai 500 ai 700 euri, che si possono permettere sempre che non debbano spendere buona parte della pensione in farmacia o per esami medici?

    • NEO:

      Prima di ripetere come un robot le solite stronzate sulla Krukkonia che vi dice la tv, andateci a vivere di persona lì, e poi mi direte se equivale tutto a realtà.
      Non avete capito una mazza se pensate che in Germania sia tutto roseo e bello….
      Evviva l’ignoranza…

  • Al di là dell’istintiva antipatia per Marchionne (ma questo non è un serio argomento)…
    Mi vien da pensare…! Quale progetto industriale è quel progetto che si basa solo ed unicamente su alchimie finanziare e sindacali?
    Quale progetto industriale è quel progetto che non è in grado di tener conto delle innovazioni e delle prospezioni sulla società futura?
    Quale progetto industriale è quel progetto che si basa solo sul ritorno economico?
    Quale progetto industriale è quel progetto che si basa ancora sulla vettura a quattro ruote alimentata a benzina?
    Ma Marchionne a mai frequentato il sito internet della DARPA?
    E’ proprio vero che al ridicolo non v’è mai fine.
    Se da una parte non poveri ominidi “medi” ci accontentiamo di muoverci con un motore a “scoppio” alimentato a benzina (addirittura preferendolo alla pur economica anzi costo zero bicicletta) anche per tragitti infinitesimali…è…eppur vero che sul ricatto sull’inefficienza della produttività degli stabilimenti italiani (a mio modesto avviso) il Marchionne abbia costruito la sua futile fama nazionale.
    Che vittoria di Pirro, osteggiare i sindacati tacciandoli di incuria, incapacità ed immobilismo!
    Sarebbe come sparare sulla Croce Rossa!
    In Italia il più furbo ed il più “mariuolo” è di solito il “Presidente”
    Quale futuro il Marchionne immagina per la ns produttività e quale benessere si atteggia a diffondere e condividere con i suoi “umili” azionisti?
    Come direbbe Toto: …ma mi faccia il piacere…!

    Un saluto,
    Elmoamf

  • Giuseppe:

    @ Elmo

    Prima ancora di finire di leggere il tuo commento mi è venuto facile l’ accostamento con l’ attuale presidente: tra molte altre figure di questi nostri anni, queste due sono le più decadenti, mistificatrici, manipolatrici… e potrei continuare, non per il gusto dell’offesa o dell’ingiuria ma per senso della realtà.

    • Caro Giuesppe,
      Non ricordo più chi direbbe (…e mai più calzante fu tale concetto per ogni “presidente”) il più pulito ha la rogna!
      La dotazione annua della presidenza della repubblica italiana (tra stipendi vari e vari oneri di rappresentanza) è di svariate centinaia di migliaia di euro…
      Non mi interessa entrare nei numeri perché, per chi volesse cercarli (non solo in rete) gli strumenti a disposizione sono più che sufficienti per successive e personali valutazioni.
      Rimane il fatto, Ovvio (purtroppo però è sempre necessario sottolinearlo l’Ovvio), che a fronte dei sacrifici richiesti sulla busta paga del lavoratore medio i benefici Ovvi della “dotazione” annua di taluni rimangano un dogma.
      La colpa non è solo di coloro che si arricchiscono sulle spalle degli altri ma soprattutto di chi tace in silenzio avallando una tale ingiustizia senza chiamare le cose con il loro nome…(forse me per primo chi lo sà)
      Marchionne come l’immacolato Napolitano non fanno eccezione… al loro pari molti altri presunti ignoti di questo mondo di squali…

      Un saluto,
      Elmoamf

  • gliese:

    Con la famiglia Agnelli e le sue frequentazioni romane nei palazzi che contano, le sue finanziarie i giornali, i sindacati venduti, la valanga di soldi statali a tal punto che lavorare in Fiat equivaleva ad un ente statale, le auto furono l’ultimo dei suoi pensieri. Ora puntare il dito su l’ultimo arrivato è troppo semplicistico.

    • alboino:

      @Gliese
      Ho lavorato per circa un anno a contatto con un’azienda del gruppo fiat nel lontano 1989, ed hai perfettamente ragione, sembrava proprio di lavorare con un ente statale.

  • Giuseppe:

    Beh… è un unisono!

  • archimede:

    ..e nel frattempo il Ministero della difesa ha ordinato 19 Maserati dal valore di 150.000 Euri ciascuno,mò le auto non saranno Blu, ma anche grigie come la loro anima, certo che camminare in città con una Uno Blu è vergognoso per i “sciaccuaroni”che giornalmente sporcano i banchi del Parlamento.

  • Simone:

    Marchionne ha ragione, c’è una competizione industriale molto sfavorevole per l’Italia.
    Dobbiamo metterci in testa che la germania ci ha imposto la deindustrializzazione forzosa, infatti basta fare l’esempio dell’Ilva per capire come andiamo a finire, anche se qui ci ha dovuto pensare la magistratura – evidentemente i bankster avevano le mani legate – , il succo è sempre lo stesso.
    Stasera, ascoltando radio24, mi sono fatto una idea dei perchè e percome di questa disfatta italiana;
    Prendiamo il caso Opel che è sotto il controllo US, per produrre un nuovo modello deve scucire da 800 a 1 miliardo di € e questo vale anche per i concorrenti, però, siccome è rimasta indietro rispetto a bmw-vw-daimler – che invece sono controllate interamente dalla germania – lo stesso investimento diventa un problema e le agenzie di rating non perdono tempo a fare banchetto, causando uno squilibrio nei tassi di finanziamento.
    La stessa cosa succede a Fiat ma in misura ancora maggiore, quindi si vede costretta a dover subire un tasso d’interesse ancora maggiore.
    In effetti il discorso – se ho sentito bene – non fa’ una piega, anzi spiega molto bene da dove arrivano i problemi per Fiat, o meglio al suo mancato rinnovamento.
    Il liberismo e la globalizzazione portano con se’ un messaggio molto ostile: “morte tua vita mia”.

  • A fiat , non interessava , vendere auto.
    Interessava vendere progetti o comprare e vendere brevetti, in p’o come la bancka delle idee ,(proposta grillica)
    Quelli over utili , li teneva nei cassetti.
    Il resto ai il popoli, dopati da tecnologia programmata, costosa . ( quando acquisti un pacco, non risparmi , spendi di più).
    L’ auto è come il telefonino, costa di più mantenerlo che acquistarlo.
    Quando acquisti un auto acquisti, un debito.
    Quando acquisti un auto , diventi un fasullo proprietario, perchè devi pagarne la tassa di propietà,( non la tassa di circolazione) , che garantiva il parcheggio o la strada.
    La stupidità autistica italiana , è riconosciuta in tutto il mondo, ( autostrade private, parcheggi privati , carburanti, costosi tasse ecc, ecc, ), un vero modello “democratico” da insegnare .

  • gliese:

    Concordo con Simone, analisi perfetta. Il resto dei commenti racchiude in sintesi la filosofia italiota…uomo-nulla-con cellulare…

    • Simone:

      E’ come un invasione di cavallette, dove passano radono al suolo.
      I trattati sovra-nazionali imposti dalla ue hanno molta forza sugli stati e denotano un comportamento totalmente inuquo, per non dire anarchico.
      Poi mi vien da piangere quando sento dire: “abbiamo vissuto al di sopra delle nostre finanze”, “i tedeschi sono l’esempio da seguire”, “siamo pecoroni, quindi ci meritiamo l’austerità”, “la Sicilia e la Calabria sono cicale”, “che l’Ilva deve essere chiusa per non far morire i soliti coglioni che pensano di campare d’aria”, ecc…
      Ovvio che andiamo a finire male, ci hanno tolto la possibilità di creare moneta, ci hanno imposto la deindustrializzazione, ci hanno imposto una burocrazia impossibile, ci hanno imposto di buttare al cesso migliardi di € di materie prime con la scusa del cancro…

      E’ finita, ma non senza ifone, quello non deve mancare mai, altrimenti saremo trattati come sfigati.
      Bella soffisfazione !!!

  • alessandro:

    Queto signore, considerato dai comunisti del pd meno elle un riformatore ed un genio , si è dimostrato un truffatore. Fra poco la nostra industria dell’auto farà la fine di quella inglese.
    Io prima di comprare una Fiat mi taglierei le palle! amo questo paese e sinceramente mi fa male pensare che i miei soldi vadano ad un vampiro sfruttatore!
    Che vada all’estero oppure fallisca, basta con i soldi pubblici !!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  • gliese:

    Allessandro…dal contenuto del suo commento, pieno di inesattezze è il classico modello di italiota.

  • Agli stupidi si fa credere , che FIAT sia Fabbrica Italiana Automobili Torino.
    Non ha “mai” costruito,i migliori motori di precisione per caccia targati USA, neanche missili,
    ( naturalmente).

    Lo sport , bianconero e l’unica cosa appassionante , di FIAT ergo sum .
    E poi , di “motori” non capisco nulla, devo ancora imparare,dai manerger scoscianti da scrivania ,su come funzionano motori accessoriati di autoradio varie, in quanto “troppo ignorante”, preferisco motori Mitsubisci.
    Ps: Devo correre, a tirare lo sciaccuone, dopo la magica defecazione.
    Giusto per ringraziare sputasentenze,che sicuramente non hanno mai lavorato sottoscocca.
    __
    I motori auto li faceva general motor, per le tutte le maggiori case prestigiose, (Made in Korea).
    Agli uomini moderni , piace doparsi su carrozzoni , a culo di maiale e muso da squalo.
    Non interessa , il rapporto numero piante, ossigeno in aria.
    Non interessa, considerare che il costo mantenimento carrozzone e superiore al valore di acquisto.
    Non interessa considerare quanta plastica andrà rifusa, o che sostanze andranno in sfera.
    Non è importante , sapere, quanta merda piove e si beve ( se piove).
    Gli uomini egoisti, penseranno con propria coscienza soltanto,(a piedi freddi in orizzontale).

  • gliese:

    Brunotto, persa un’altra occasione per tacere. Non tirare l’acqua del water consumi risorse preziose e la tua merda usala come concime, nei kibbutz è una risorsa il letame.

    • Simone:

      E’ del tutto inutile rispondere, andiamo a finire male comunque.
      Poi ci saranno i nuovi anarchici che cercheranno chi non la pensa come loro.
      Il liberismo non è nato con la taccer e quell’altro attore che adesso mi sfugge il nome, è nato molto prima, adesso però ci rimangono solo le armi, e che si usino bene, mi raccomando !!!

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