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La società sta cambiando, anche se i suoi membri non se ne accorgono. E quando mai il popolo ha da essere reso consapevole di come stanno le cose?

Al di là del generale impoverimento, la società non sta cambiando totalmente in peggio o totalmente in meglio, ma cambia sia in un caso che nell’altro, progressivamente, come una forbice che divarichi le due lame. Il divario tra i consapevoli e gl’ipnotizzati – ma si potrebbe dire anche tra i giusti e gl’ingiusti – diventa vieppiù considerevole.

Quando domenica 19 mi sono trovato in piazza del Popolo a Sacile (PN), per partecipare alla manifestazione di protesta degli animalisti contro la Sagra dei Osei, mi sembrava di essere nel film Idiocracy. Vedevo passarmi accanto masse d’imbambolati e ottusi manichini e ci mancava solo che gli uscisse la bava dalla bocca. In compenso i loro marmocchi s’ingozzavano di zucchero filato e di caramelle gommose, quelle fatte con le ossa degli animali macellati.

Adulti passavano con le loro scatolette traforate in mano, a riprova che la gita a Sacile non era stata infruttuosa e che un piccolo condannato a morte per inedia era stato comprato al locale mercato degli schiavi.

Naturalmente, sono orgogliosi del loro operato, passano davanti agli animalisti con un sorriso di compatimento stampato sul volto e pensano che non ci sia niente di più innocente che comprare un canarino a una sagra.

Lo pensano perché, come ho già detto, sono ipnotizzati da un continuo stillicidio propagandistico da parte dei loro padroni, che li vogliono sottomessi e che concedono loro di sfogarsi sulle bestie onde evitare che si sfoghino sui padroni stessi.

L’idea che il popolo abbia una categoria ancora più in basso su cui sfogare la rabbia della propria condizione di schiavi è stata da sempre propagandata dalle perfide guide religiose che sono in stretta collaborazione con la classe padronale, usufruendo di parte dei privilegi che la classe al potere arroga per sé.

Quando l’operaio sull’orlo di una crisi di licenziamento va alla sagra e si compra un bengalino è come quel maestro elementare maltrattato dalla moglie che, arrivato in classe, se la prende con gli allievi. Lo si può vedere nel film Pink Floyd The Wall.

Gli animali, in questa società gerarchica e oppressiva, sono sempre stati la valvola di sfogo delle frustrazioni, dei singoli sadici che commettono efferatezze, e delle masse inconsciamente contente di avere una categoria più in basso di loro. Facendo correre i cavalli a Siena e gli asini a Roveredo in Piano (PN), i contradaioli e i roveredani si tolgono una piccola soddisfazione e dimenticano che i veri quadrupedi da soma sono loro stessi, così come voluto dalle élite al potere.

Idem con gli uccelli in gabbia alla sagra di Sacile, che in quella annuale occasione viene completamente transennato.

Appena arrivato in piazza, dopo essere passato attraverso un varco tra le reti da cantiere edile, mentre i bigliettai erano distratti, ho chiesto di poter intervistare qualcuno degli animalisti. E’ stata chiamata Daniela Galeota, quarantaduenne di Pordenone. Ci siamo seduti sui gradini del palazzo veneziano sotto il cui portico colonnato gli animalisti avevano depositato zaini e materiale cartaceo.

L’anno scorso non c’ero e mi sono perso la baruffa tra Dario, un manifestante, e un espositore. Lo stesso che qualche anno prima aveva messo le mani addosso a Massimo Vitturi, dando seguito a un processo per violenza privata poi decaduto perché l’aggressore aveva chiesto scusa all’aggredito.

Il tizio c’era anche quest’anno, nonostante la Pro Loco, dopo l’aggressione dell’anno scorso, avesse promesso che i facinorosi sarebbero stati tenuti lontano dalla sagra.

E questo episodio, questa “indulgenza” verso le teste calde, denota sia che il business viene prima di qualunque cosa, sia soprattutto che l’intera faccenda è basata sulla menzogna.

Tutto ciò che viene detto dai promotori della sagra è falso e questa norma vale anche per il resto della società. Quella società che, non dimentichiamolo, sta cambiando.

L’anno scorso Dario si era avvicinato al venditore di uccelli e, sotto il sole di mezzogiorno, gli aveva gentilmente chiesto di mettere all’ombra le gabbiette. Per tutta risposta l’energumeno lo aveva prima spinto e poi afferrato per il collo. Anche in quel caso ci sarà un processo e tutti ci aspettiamo che chieda di nuovo scusa per le sue intemperanze: forse crede di poter prendere in giro la gente all’infinito, giudici compresi.

Qui sta l’essenza del mondo venatorio e della società necrofila in generale: dire di amare la natura e nel contempo ucciderne le componenti.

Lo fanno da anni e solo loro ci credono, autoipnotizzandosi beati. Le autorità di Sacile fanno la stessa cosa. Si vantano di essere al passo con i tempi e di rispettare la natura. E intanto mettono uccelli in gabbia, vendono strumenti atti a sterminarli e incrementano lo spaventoso mercato degli uccelli esotici.

Mi fanno quasi tenerezza i forestali quando allestiscono una mostra di trappole sequestrate, dicendo, come si legge nell’opuscolo distribuito dalla Pro Loco, che lo scopo è “di creare un momento interattivo di riflessione con i numerosi visitatori e appassionati, affinché possano maturare quelle necessarie sensibilità rivolte alla tutela e conservazione della biodiversità” (pag. 29).

Ci avete capito qualcosa? Io ho capito che con un linguaggio fumoso, che dice tutto e niente contemporaneamente, si vuole contrabbandare la caccia e l’uccellagione come compatibili con la conservazione della biodiversità. E poi, perché chiamarla biodiversità? Chiamarla natura fa schifo? Bisognerebbe prima spiegare alla gente cosa significa biodiversità, ma va bene anche così: meno ne capiscono e meglio è.

Come è sempre stato.

Daniela mi ha spiegato che il suo gruppo è il secondo anno che organizza la manifestazione anti-sagra, ma negli anni precedenti c’era qualcun altro. Io, la mia ultima manifestazione, credo di averla organizzata nel 1995. Poi c’è stato Unabomber, che inaugurò i suoi ordigni proprio in occasione di una sagra dei Osei e proprio nello stesso posto dove ci mettevamo noi a protestare (ma in quell’anno non c’eravamo).

Daniela mi ha anche raccontato che l’anno scorso il sindaco di Sacile, Roberto Ceraolo, era estremamente seccato che gli animalisti gridassero “Vergogna, vergogna” proprio nel cuore della città e ogni cinque minuti andava spazientito a chiedere ai poliziotti di far allontanare i dimostranti. Al che, i responsabili della questura gli rispondevano che la manifestazione era del tutto pacifica e che il prefetto e il questore avevano concesso l’autorizzazione a posizionarsi proprio lì.

E’ per questa ragione, per il grosso fastidio che avevano provocato al principale promotore della sagra, che Daniela Galeota e Massimo Lo Scavo, l’altro animalista organizzatore, hanno deciso di ritornare ancora in piazza del Popolo, pagando anche quest’anno i cinque euro cadauno di biglietto d’ingresso.

L’anno scorso questo era stato il motivo che mi aveva tenuto lontano: mai e poi mai avrei acconsentito a dare i miei soldi ai cacciatori. E infatti, Daniela si è subito affrettata a dirmi che a lei provoca un moto di disgusto dover finanziare i sagraioli, ma non può dire ufficialmente di entrare senza pagare. Se poi lo fanno i singoli, come in effetti con estrema facilità ho fatto io, lei non ha niente in contrario.

D’altra parte, finché lo fa un singolo, o anche più d’uno alla spicciolata, ci può stare, ma un centinaio di manifestanti che volessero entrare forzatamente non passerebbero inosservati. Se fossero tutti determinati e si rifiutassero di pagare il biglietto, interverrebbero le forze dell’ordine e succederebbe come in Val di Susa.

Daniela e Massimo Lo Scavo hanno scelto le via morbida, per facilitare l’arrivo dei manifestanti e non avere problemi, accettando di passare sotto le forche caudine del finanziamento agli aguzzini.

In certi casi tocca storcere il naso, come diceva Montanelli, e scendere a compromessi. Per svolgere la nostra funzione educativa abbiamo dovuto versare un obolo nelle fauci del Moloch assassino. Gloti amar e spudà dolc (inghiottire amaro e sputare dolce), dicono dalle mie parti. E sembra che questo sia addirittura il segreto della vita.

Del resto, la sagra dei Osei di Sacile tocca tradizionalmente i 100.000 visitatori. Moltiplicando i 5 euro di biglietto per persona si ottiene mezzo milione di euro. Lo Stato italiano gongola, il Comune di Sacile pure: si potrà costruire un’aiuola in più, organizzare mostre che fanno tanto chic e forse consiglieri ed assessori potranno anche aumentarsi lo stipendio.

Si capisce che il dissenso non è gradito e si ricorre anche a pratiche anticostituzionali come quella di transennare l’intero paese.

Di modo che, in certi quartieri di Palermo i mafiosi transennano le strade per far correre i cavalli e, anche se la polizia chiude un occhio, rimane un’azione illegale, ma a Sacile è il sindaco a fare la stessa cosa, con apposita ordinanza, ed è tutto in regola.

In un caso c’è il business delle scommesse, nell’altro quello degli introiti nelle casse comunali. In entrambi i casi gli animali lo prendono in quel posto. Prepotenza consolidata.

E poi non si vorrà mica ostacolare quegli onesti commercianti che si guadagnano da vivere vendendo capanni da caccia, custodie per fucili, armadietti per arsenali domestici e animali in carne e piume?!?

Il lavoro, mostro sacro. L’indotto, parola magica. Ancora una volta il rispetto e l’etica vengono in secondo piano.

Se però qualcuno, che al rispetto e all’etica attribuisce importanza primaria, li rimprovera per i bassi istinti da loro seguiti, ecco che viene definito violento, mediante quell’operazione psicologica conosciuta come proiezione freudiana. Per capirci: il bue dà del cornuto all’asino.

Rapiscono, feriscono e uccidono animali selvatici, s’innervosiscono e diventano maneschi, ma ad essere violenti sono gli animalisti!

Rientra nel quadro generale della mistificazione in cui siamo da sempre immersi, in questa nostra società basata sulla menzogna. Una menzogna che ci viene propinata fin dal catechismo e che continua tutta la vita, passando attraverso le elementari, le medie e l’università, senza contare i giornali e le televisioni. Una grandiosa opera di modellaggio delle menti. E i risultati si vedono. Gente frustrata e incattivita. Basta leggere i demoralizzanti commenti dei lettori del Gazzettino.

Dev’essere proprio vero che qualche forma di malìa o di rimbecillimento diffuso viene messa in pratica dai nostri padroni. Statisticamente, non ci dovrebbero essere così tanti idioti in circolazione.

Fra tutte le forme di maltrattamento, Daniela mi ha portato l’esempio delle quaglie, messe in una specie di fiasco in vimini, facendole passare attraverso due sbarrette divaricate.

Da quel momento la quaglia non ne uscirà viva. Il mangime le viene buttato sul fondo del cesto, così che si mescoli ben bene con gli escrementi e solo la vaschetta dell’acqua rimane esterna. Siccome la quaglia, quand’è spaventata, tende a fare un salto verso l’alto, l’amorevole allevatore mette un pezzo di gommapiuma in cima alla fiaschetta, all’interno, così che il piccolo gallinaceo non si ferisca. Che premurosi questi uccellinai! E poi gli animalisti hanno il coraggio di parlare di maltrattamento!

Daniela mi ha anche fatto notare che da quando gli animalisti occupano piazza del Popolo, la premiazione della gara canora deve essere tenuta da un’altra parte, con grande scorno del sindaco Ceraolo e di tutti gli uccellatori, allontanati dal salotto buono della città. Se pagare il biglietto, per gli animalisti, è un duro pedaggio, forse si dovrebbe considerare che la nostra presenza è una spina nel fianco della Pro Loco, la cui presidentessa, Franca Busetto, ha chiesto a Daniela un incontro, tramite la giornalista del Messaggero Veneto, giunta anche lei ad intervistare la mia intervistata.

La Galeota ha declinato l’invito, perché giustamente dice che non può sedersi a un tavolo con aguzzini che l’unica concessione che potrebbero fare è quella di promettere – dico promettere – gabbie più grandi e maggiore attenzione a che gli uccelli stiano all’ombra.

La nostra filosofia non è gabbie più grandi, ma gabbie vuote, che è anche il titolo di un libro di Tom Regan.

Anche quell’eventuale promessa di ritocchi e miglioramenti rientrerebbe nella millenaria strategia di gettare fumo negli occhi della gente, suonando suadenti musiche per orecchie disposte a farsi incantare.

Ma gli animalisti non sono disposti a farsi incantare. Le condizioni sono di resa totale. Finché anche un solo animale, di pelo o di piuma, sarà detenuto illegalmente nelle carceri del Sistema, noi continueremo ad essere una spina nel fianco di questi prepotenti bellimbusti.

Alla Lega Nord, che sponsorizza la sagra, auguriamo di sparire totalmente dalla faccia della Terra, considerato che vent’anni fa auguravo la stessa cosa alla Democrazia Cristiana, di cui la Lega è solo la demoniaca continuatrice. La forbice si stava divaricando già a quell’epoca, ma noi che protestavamo contro la violenza dei cacciatori eravamo quattro gatti. Oggi siamo molti di più. Un centinaio di gatti, in mezzo a migliaia di velleitarie belve a due zampe.

La società cambia. Le folle diventano sempre più stupide. I giusti crescono di numero e se dovesse venire il giudizio universale, con i capri messi a destra e le pecore a sinistra del Signore, noi siamo pronti!

 

 

27 Commenti a “Gli ultimi sagrestani”

  • Sofia Ruggia ( Ma Deva Bindu ):

    Bravi, io ho cavalli di veneranda età, 22 anni, sani e in piena forma, mi hanno chiesto a volte di partecipare a piccole fiere ecc. Ho sempre risposto che non sono giocattoli, e che i bambini possono venire da me per conoscerli ed essere educati nel modo corretto, ma naturalmente sono stata isolata e trattata come fanatica, ma tanto sono cavalli, cosa vuole poi dire questa frase ! Ho perso soldi e lavoro, ma i miei cavalli sono belli forti e sani, felicissimi di vedermi e la mia coscienza é linda e in pace con il mondo della natura che mi ama e io amo, ascenderò con Madre Terra. Ho raggiunto il mio grande sogno della mia infanzia, essere custode della natura e degli animali, sono preparata per questo e attendo con amore il luogo per poter espandere queste mie qualità. vi ringrazio molto per il vostro difficile lavoro e le vostre informazioni, pace e luce e amore dall’ universo per tutti voi fratelli. MaDevaBindu

    • Grazie, Ma Deva Bindu!
      Dire: “Tanto sono solo cavalli” è una variazione sul tema “tanto sono solo animali”.
      Stiamo parlando sempre di specismo.
      Un abbraccio.
      Namasté.

    • Ezio:

      Visto che siamo in tema di cavalli mi permetto di segnalare il fatto mio personale a riguardo dei medesimi. Il mio cavallo ha 29 anni ed è in perfetta salute fisica, certamente non è piu’ scattante come un puledro ma riesce ancora ad impennarsi con me sopra. E’ un quarter horse nipote di un famoso cavallo americano citato nei libri come innovatore della razza e figlio di un campione italiano, l’ho acquistato quando aveva 8 mesi conoscendo la madre che era campionessa di bellezza e ho deciso di addestrarlo personalmente visto che tutti i cavalli precedenti acquistati dai soliti commercianti erano delle fregature. Nell’addestramento e nella cura ho seguito le regole dettate dalla cavalleria italiana nei primi del ’900 e posso garantire che tutto ha funzionato : box di 3×3 mt. in legno con tetto coibentato collegato con un recinto in sabbia di diametro 13 mt. quindi il cavallo può correre quando come vuole, ai lati del recinto un gruppo di alberi che gli permettono di stare all’ombra anche in pieno estate. La frusta l’ho usata nel modo corretto : quando il cavallo sbaglia UNA frustata subito e basta, infatti gli posso passare vicino con frusta, tridente, bastoni vari ma lui se ne frega tranquillamente, sa che non gli succede nulla. Con gli anni che conta ha quattro gambe perfette come un puledro anche se nel passato facevo passeggiate solitarie di oltre 40 Km, regola base della cavalleria : quando si esce a sella per la prima mezz’ora solo passo e trotto leggero su terreno morbido, dopo ogni ora di sella si scende e si fanno 5-10 minuti al passo col cavallo per mano, al ritorno, negli ultimi Km tutto al passo in modo che si rientri in scuderia col cavallo tranquillo e non co fiato in gola. Sull’alimentazione : 4 pasti giornalieri di fieno a intervalli regolari e 2 dosi di mangime dopo che il medesimo ha quasi terminato il fieno, non a stomaco vuoto. A questo proposito segnalo per curiosità che per risolvere il problema dei 4 pasti giornalieri a intervalli regolari mi sono fatto un distributore automatico di fieno programmabile (nel mio caso gli orari programmati sono : ore 6- ore 11- ore 16- ore 23). In quegli anni ero in contatto con una rivista di equitazione a cui avevo segnalato questo mio distributore e dietro loro invito l’ho fatto brevettare (Brevetto n. 01270451 del 5/maggio/1997). Tanto per essere in tema con quanto afferma Roberto Duria segnalo che quando il cavallo era puledro un mucchio di conoscenti che sapevano della genealogia di questo cavallo mi rompevano i timpani perchè lo facessi gareggiare nelle classiche gare per quarter, niente, a me le gare sulla pelle del cavallo per 4 soldi non mi interessano, segnalo ancora che il medesimo è anche stallone e non l’ho fatto castrare pur dovendolo usare con attenzione .Aggiungo ancora una nota finale : quando il cavallo era piccolo c’era un vecchio ferracavalli serio che lo ferrava, quando per motivi di età il suddetto ha smesso di ferrare ho chiamato un giovane del mestiere che per poco non me lo azzoppava, conclusione mi sono fatto insegnare il mestiere dall’anziano ferracavalli e così da circa 25 anni me lo ferro io al momento giusto, per quanto riguarda il fieno stesso discorso, mio padre buon’anima mi ha lasciato del terreno agricolo ed il fieno me lo faccio io, anche se all’inizio la moglie mi faceva battute pesanti su queste mie attività lontane secoli dal mio lavoro ordinario (progettista elettronico in una azienda locale). Chi fa da sè fa per tre.

      • Nella visione un po’ utopistica degli animalisti, l’unico rapporto consentito tra uomo e animali è quello basato sull’amicizia, ovvero quando è l’animale a scegliere di diventare amico dell’uomo.
        Il rapporto che hai avuto con il tuo cavallo, per 29 anni, è quello che si avvicina di più a quel genere di ideale.
        Grazie per la tua testimonianza.

  • Ottimo Roberto, sopratutto questo pensiero

    L’idea che il popolo abbia una categoria ancora più in basso su cui sfogare la rabbia della propria condizione di schiavi è stata da sempre propagandata dalle perfide guide religiose che sono in stretta collaborazione con la classe padronale, usufruendo di parte dei privilegi che la classe al potere arroga per sé.

  • highlander:

    Giusto proteggere gli animali ed il creato, ma vorrei vedere questa gente anche in piazza a manifestare contro l’attuale politica di schiavitù umana perpetrata dagli attuali governi italiano ed europeo !
    p.s. Io sono vegetariano,vegano, non sopporto di vedere ammazzati gli animali, di nessun tipo.

    • La tua è un’obiezione inconsistente, ma molto diffusa. Tutti sembrano avere la ricetta per risolvere i problemi del mondo e se dovessimo dare ascolto ai loro consigli dovremmo girare come trottole e occuparci di tutto il male che imperversa sul pianeta.
      Invece, si deve fare ciò che si può, scegliendo la propria specializzazione in base ai propri interessi e sensibilità.
      Come io non mi permetterei mai di dire a chi si occupa di anziani di lasciarli perdere per occuparsi di bambini, oppure a chi si occupa di tossicodipendenti di lasciarli perdere e di occuparsi degli operai in cassa integrazione, così non vedo perché qualcuno dovrebbe dire agli animalisti di lasciar perdere gli animali per occuparsi dell’attuale politica di schiavitù umana.
      Eppure, se vedi i commenti sul Gazzettino, ci sono tanti utenti che lo fanno.

  • gabriella:

    La divaricazione della forbice che si apre sempre più è una sensazione che anch’io ho spesso. E spesso, purtroppo, penso che la qualità mentale media delle persone è piuttosto bassa. C’è chi dice che derivi da sostanze tossiche che mettono in ciò che beviamo, mangiamo, respiriamo, ma io ricordo che quando ero piccola la consapevolezza media delle persone era ancora più bassa.
    Questo mondo non è fatto per persone consapevoli e intelligenti: negli anni ’70 qualcuno coniò la frase “fermate il mondo, voglio scendere”, pensiero che ho da sempre condiviso.
    Diversi anni fa lessi la notizia che un bambino americano, nato con una intelligenza superdotata, si suicidò, avendo constatato che il mondo “non poteva essere salvato”.
    A volte penso che se qualcosa dovesse distruggere questo pianeta, sarebbe meglio, per molte creature sarebbe la fine delle loro ininterrotte sofferenze.

    • In effetti, sembra che la deriva pessimistica sia quasi obbligatoria, per chi ha una marcia in più, cioè una sensibilità superiore.
      La storia di cui parli forse è stata messa su pellicola nel film “Il mio piccolo genio”, con Judy Foster, ma in quel film il giovane protagonista non si uccideva.

  • siouxsie:

    Condivido il contenuto dell’articolo e, tra le categorie “parafulmine” della frustrazione umana,oltre agli animali aggiungerei purtroppo i bambini.

    • Con la differenza che se un bambino viene in qualche modo violato, e la gente se ne accorge, rischia il linciaggio. Cosa che con gli animali non avviene ancora. C’è un divario abissale tra bambini e animali, anche se emotivamente ci possono essere molti elementi in comune.

  • giacomo:

    E quella ******* del palio di siena dove la mettiamo.? stranamente muoiono sempre i cavalli, stupendi animali, mai quegli ****** dei fantini. Adoro vedere qualche torero infilzato …

  • giacomo:

    Luigi Proietti

    Strano modo di censurare. Hai tolto due stronzate mie ed hai lasciato che un commentatore dell’articolo sull’Ecuador chiami lurido il befera. Ciao

    • Domenico Proietti:

      Egregio non essendo una macchina, anche io stacco e vado altrove, questo per indicarLe che non si può a me imputare ogni commento avvallato, quando anche altri avvallano.

    • Domenico Proietti:

      Mi indica il commento che Luigi Proietti non lo trova?

    • Infatti, Giacomo, le due parolacce te le ho censurate io. Domenico Proietti non c’entra.
      Non è elegante usare il turpiloquio e non è il caso di offendersi se qualche autore di Stampa Libera non lo gradisce.
      Suvvia, non è la fine del mondo.

  • Sofia Ruggia ( Ma Deva Bindu ):

    Perché non vado in piazza a farmi sentire ? Perché soffro molto di claustrofobia, perché mi sento male in mezzo alla gente e in città. Non sono forte al momento e sono più utile nel mio luogo, medito mando luce a tutti, curo i miei cavalli e altri animali con amore, quando certi giorni sono debole e mi gira la testa loro sono così gentili con me perchè sanno cosa vuol dire stare male e sanno che se sto male io arrivo sempre in orario e sanno anche che sono lenta in tutto quello che faccio ma sanno aspettare il loro turno, hanno ceca fiducia in me non li abbandonerei mai. Gli animali sono così, hanno una grande compassione e amore. Sono grandi maestri spirituali insegnano a chi sa imparare. Noi esseri umani parliamo e giudichiamo senza sapere le verità dell’anima.Ognuno fa quello che può, quello che è capace e quello per cui è nato. Anch’io spesso giudico e poi me ne pento. Sto imparando questa lezione. Un forte abbraccio a tutto il mondo pace MaDevaBindu

    • Esatto Sofia! Gli animali sono grandi maestri spirituali.
      Molti pensatori e filosofi se ne sono accorti (penso a Walt Withman).
      Purtroppo, la gran parte delle persone non ne è consapevole e li tratta come merce.
      Un saluto.
      Namasté.

  • Chicca:

    Purtroppo la gente crede di essere la specie piu’ evoluta della terra, convinzione che fa’ sbellicare di risate perfino le pietre.

    La specie umana e’ talmente involuta che non ha la piu’ pallida idea di come sopravvivere ad un eventuale black out di qualsiasi genere, mentre uno scarafaggio od un topo non farebbero neppure una piega.

    Piagnucolano per avere il diritto di distruggere la terra e di uccidere gli animali e non solo con la sola scusante che serve alla loro sopravvivenza ed al lavoro od al commercio e chi chiede un comportamento che dimostri un minimo di evoluzione vera e di responsabilita’ oppongono il fantasma della miseria e della disoccupazione.

    In nome del lavoro e del nutrimento una parte dell’umanita’ ritiene di avere il diritto di fare qualsiasi cosa.

    Per fortuna, come dice Roberto, la forbice si sta’ aprendo sempre piu’.

    • Citazione:
      “la forbice si sta’ aprendo sempre più”

      Fino a quando collassa, in base al principio che a tirare troppo la corda si spezza.

    • gabriella:

      La convinzione di essere la specie più evoluta sulla terra, e che può disporre come vuole degli animali, deriva dalla “sacra” bibbia, e dal fatto che la “chiesa”, con rarissime eccezioni, non spende una parola sulla crudeltà verso gli animali, anzi, la cosa non figura nemmeno nell’elenco dei peccati.
      Ora alcuni di noi sanno quello che avevano sempre sospettato (io, sin da quando ero piccola): il tizio della bibbia non era Dio, bensì qualcos’altro, e Biglino e Freixedo parlano apertamente di alieni, e anche cattivi.
      Il problema è che, nonostante internet, siamo ancora in pochi…

  • Sofia Ruggia ( Ma Deva Bindu ):

    L’immagine più bella che ho nel mio cuore e che racconto a tutti i carnivori che mi parlano dei benefici del mangiare la carne é questa ! Tutti i cuccioli ( umani ed animali ) dovrebbero correre nei prati e nei boschi, giocare insieme, fare pisolini e carezze sulla nuda terra. Quando il mondo diventerà così vuol dire che il mondo é salvo ed é tornato a casa dal suo creatore.
    Buona giornata a tutti MaDevaBindu

  • Alex:

    E’ di ieri la notizia del Messaggero Veneto di Vannia Gava, una che di osei non ne vuol sapere. Dopo averli presi ora non gli van più bene e chissà se un domani farà la fine che fan tutte: andare in chiesa a cantare con l’”organo”….
    Quindi fin che le proteste vengono innalzate da certa gente che vuole la visibilità stile Brambilla copiandola in tutto e per tutto nella carriera iniziata in porno (http://web20.excite.it) e finita con l’interesse per il cane (da lecco?) qui abbiamo quella con l’uccello, e la gente gli ride in faccia, ovvio…
    Quindi che alcuni commercianti abbiano esagerato con la piccolezza delle gabbie questo ci sta, ma prima di andarli a demonizzare con stupide manifestazioni animaliste si dovrebbero passare in rassegna tutti i negozi di animali, togliere loro mangimi e gabbie, dopodichè vietare l’uccello in gabbia a tutti i privati e allora ecco che la sagra se la si vuol far scomparire, naturalmente scomparirà. Queste di protesta sono solo mosse politiche per non far vedere i veri problemi che abbiamo nel paese, visto che l’argomento animalista tira tanto vale parlare di osei che tirano ancora di più.

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