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Il nostro pane quotidiano
Lino Bottaro | 15-09-2012 Categoria: Alimentazione [Salute] Stampa

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=8TOuI9-ueDk[/youtube]

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Commenti (10)

Scritto da brunotto
16-09-2012 08:09

il Cibo prodotto in ambenti fuori natura, da cicli non biologici è vuoto di ogni essenza spirituale ,senza ritmi energetici cosmici astrali , (trasmette , sofferenza e veleno). Questa è la sostanziale differenza taciuta, dai pubblicitari del cibo a marcketing, forma peso volume o vita snella, quello approvato è omologato sanitariamente. Le false verità, propagandate che fanno eco, tra gli agricoltori più arricchiti, che non considerano la salute ,sono: Le piante si nutrono di chimico.Stop. Chi determina il mercato, del profitto agro alimentare, distrugge il concorrente economicamente il più povero, che a proporzione fatica ,non produce i volumi ettaro programmati dall'industria banckiera, (una vera guerra occultata). Quando il sistema economico, diventa padrone di quello agricolo, comporta gli evidenti risultati, che sono la sovra produzione, di cibo che non è cibo, di uomini che non sono uomini . Ai risultati nulla da dire, sono i risultati della nostra indubbia imbecillità. Sono poche , le aziende che operano con sistemi biologici, non sufficienti numericamente . Gli uomini hanno già deciso,( la terra è bassa e le vacche cagano). Preferiscono fare soldi, con rapide ingegnose, lauree brevi a buon mercato, che elevano l'immagine, che camuffano la sostanza. Inevitabili le conseguenze.

Scritto da Dante
16-09-2012 07:09

Ma in fin dei conti, ci nasciamo mangiatori o ci diventiamo? Una pianta di insalata preferirebbe rimanere con le sue radici piantate nel terreno o digerita dai succhi gastrici di qualche altro vivente? L'energia elettrica che utilizziamo, da quanto mortifero inquinamento viene prodotta? Vogliamo parlare della carta e degli alberi? La vita presuppone la malattia, la sofferenza e la morte: non possiamo farcene una colpa noi

Scritto da Edoxxx
15-09-2012 23:09

Ma alla fin fine non vedo nessuna differenza tra una macellazione tradizionale e quella industriale.

Scritto da LungaVitaAlPiccioneCagatoreSulMioTerrazzo
15-09-2012 21:09

Quelle bestie siamo noi. Così ci trattano i nostri governanti.

Scritto da Chicca
15-09-2012 21:09

Quello che non capisco e' il consiglio dato, in buona fede io credo, di non guardare il video alle persone sensibili. Credevo che la sensibilita', l'empatia, la compassione fossero insieme alla saggezza le piu' grandi virtu' dell'uomo. Proprio le persone sensibili e percio' piu' umane devono sapere cosa c'e' dietro al nostro "pane quotidiano", devono sapere per poter scegliere. Ci sono mille modi di incidere sulla realta' ma i modi giusti e proficui nascono obbligatoriamente dalla consapevolezza. Quanto a coloro che possono dire di essere "non sensibili" e VERAMENTE si considerano semplicemente in cima alla piramide alimentare, quelli per capirci che non lo dicono per rassegnazione ma per reale convincimento, credo sinceramente che non facciano piu' parte degli esseri umani.

Scritto da Costanzo
15-09-2012 20:09

Faccio i complimenti all'autore del documentario che riesce nel bene e nel male a dire la "verità" non dicendo nulla, Geniale ! Purtroppo non ho retto, non l'ho visto tutto. Anzi consiglio di astenersi dal vederlo alle persone sensibili. Questo documentario mostra di come noi bestie trattiamo con Nonchalance i nostri fratelli, siamo capaci di commettere gratuitamente orrori e olocausti e perpetuarli all'infinito. Mi vergogno di far parte della razza umana.

Scritto da Mardukkino
15-09-2012 20:09

E cosi come noi trattiamo gli animali e le piante, cosí i nostri governanti e controllori fanno con noi. È una ruota che gira, fino a quando non si inceppa, ..., e manca poco...

Scritto da Simone Tretti
15-09-2012 19:09

Il video è interessante: il soggetto implicito è la "grandezza" dell'uomo nell'automatizzare il massacro. Sia esso di bestie o di uomini, ovviamente. Ma tutto sommato, siam tutti animali. Il pesce grande mangia il pesce piccolo. La vacca mangia l'erba. I vermi mangian le feci ed i cadaveri. L'erba vive sulle feci dei vermi. L'essere umano mangia sia carne che erba. La differenza tra uomini e bestie? Semplice: l'uomo è capace di meccanizzare le stragi, le bestie no. Del video la cosa più stomachevole, diciamo, è quando arrivano i gruppi di budella che vengon divisi in roba buona e non. Diciamocelo: strano ma vero sembra più cruenta la morte di una bestia che quella di un uomo. Oggigiorno la morte ci circonda, ma è sempre sfocata, sfumata. Una pallottola uccide tanto quanto lo sbudellamento di una vacca oppure di un maiale. Ma la pallottola è sterile, non si vede.. al massimo il forellino e la riga di sangue. Raramente la gente mette mano "alle budella". Il video fa riflettere, indubbiamente. Ma le riflessioni (almeno le mie) son sulla natura brutale umana, implicita, più che sul mangiare o non mangiare carne. Il dilemma del vegetarianismo per me si risolve velocemente: ci sta un branco di lupi affamati ed un uomo. Secondo voi, LORO si porranno il dilemma etico se uccidere un uomo e mangiarselo, oppure se brucare la pia erbetta piuttosto? Direi di no. Così anche l'uomo non si pone simile dilemma. Siam tutti animali. Il più grande mangia il più piccolo, in qualsiasi ambito "competitivo".

Scritto da formic
15-09-2012 19:09

se sei una persona SEMSIBILE da non vedere assolutamente!!! sono sempre più covinto che su questo pianeta gli umani siano troppi

Scritto da siouxsie
15-09-2012 16:09

immagini potentissime, Lino. Fanno male e fanno pensare. La natura completamente manipolata e resa sterile e sintetica. I pulcini che, fuor di metafora,sono come noi, selezionati e ingabbiati da mani spietate. Mi e' venuto da pensare al libro di Huxley "Un mondo nuovo" (1932) nel quale lo stato, proprietario dei bambini che venivano generati in provetta, li divideva poi in gruppi alfa, beta e cosi via. Solo i bimbi del gruppo alfa potevano avere uno sviluppo "naturale", a tutti gli altri spettava un futuro di soppressione programmata attraverso l'assunzione di cibi e bevande adulterate. Siamo noi quegli ex bambini?

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