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16 Commenti a “Il nostro pane quotidiano”

  • siouxsie:

    immagini potentissime, Lino. Fanno male e fanno pensare. La natura completamente manipolata e resa sterile e sintetica. I pulcini che, fuor di metafora,sono come noi, selezionati e ingabbiati da mani spietate. Mi e’ venuto da pensare al libro di Huxley “Un mondo nuovo” (1932) nel quale lo stato, proprietario dei bambini che venivano generati in provetta, li divideva poi in gruppi alfa, beta e cosi via. Solo i bimbi del gruppo alfa potevano avere uno sviluppo “naturale”, a tutti gli altri spettava un futuro di soppressione programmata attraverso l’assunzione di cibi e bevande adulterate. Siamo noi quegli ex bambini?

  • formic:

    se sei una persona SEMSIBILE da non vedere assolutamente!!!

    sono sempre più covinto che su questo pianeta gli umani siano troppi

  • Simone Tretti:

    Il video è interessante: il soggetto implicito è la “grandezza” dell’uomo nell’automatizzare il massacro.

    Sia esso di bestie o di uomini, ovviamente. Ma tutto sommato, siam tutti animali.

    Il pesce grande mangia il pesce piccolo. La vacca mangia l’erba. I vermi mangian le feci ed i cadaveri.
    L’erba vive sulle feci dei vermi.
    L’essere umano mangia sia carne che erba.

    La differenza tra uomini e bestie? Semplice: l’uomo è capace di meccanizzare le stragi, le bestie no.

    Del video la cosa più stomachevole, diciamo, è quando arrivano i gruppi di budella che vengon divisi in roba buona e non. Diciamocelo: strano ma vero sembra più cruenta la morte di una bestia che quella di un uomo.

    Oggigiorno la morte ci circonda, ma è sempre sfocata, sfumata. Una pallottola uccide tanto quanto lo sbudellamento di una vacca oppure di un maiale. Ma la pallottola è sterile, non si vede.. al massimo il forellino e la riga di sangue.
    Raramente la gente mette mano “alle budella”.

    Il video fa riflettere, indubbiamente. Ma le riflessioni (almeno le mie) son sulla natura brutale umana, implicita, più che sul mangiare o non mangiare carne.
    Il dilemma del vegetarianismo per me si risolve velocemente: ci sta un branco di lupi affamati ed un uomo.

    Secondo voi, LORO si porranno il dilemma etico se uccidere un uomo e mangiarselo, oppure se brucare la pia erbetta piuttosto?
    Direi di no. Così anche l’uomo non si pone simile dilemma. Siam tutti animali. Il più grande mangia il più piccolo, in qualsiasi ambito “competitivo”.

    • Mardukkino:

      Mi viene in mente leggendo le tue righe, che da qualche parte avevo letto di una certa consapevolezza dell’essere umano che lo distingueva da tutte le altre specie su questo pianeta, rendondolo cosciente e responsabile delle sue decisioni e atti, oppure erano solo alieni? No, no. Era proprio l’uomo, se non mi sbaglio.

      • Simone Tretti:

        Allora io dico che l’essere umano ha il dovere di distruggere tutto a priori data la sua capacità di distinguere tra bene e male e dalla distruzione c’è la rinascita..

        Insomma le frasi fatte vanno bene solo quando piacciono, ma se non piacciono, se son eticamente scorrette, allora no..

        Lei dice che l’essere umano si autodetermina.. anche un essere umano difettoso tipo Down ha questo diritto? Ed uno ancora più mentalmente retrogado?

        Insomma Lei mi parla come fa il politico: “La legge è giusta perchè lo dice la legge, anche se è visibilmente iniqua”.

    • Walter:

      A chi si ribella

      A chi sa che fra un po’ dentro la scatola dei diritti non ci sarà più niente
      a chi paga tasse che non bastano mai, perché gli evasori sono troppi e se la ridono
      a chi è salito sui tetti, perché per terra non lo cagava più nessuno
      a chi si oppone ai marchionni, casual di fuori e gerarchi dentro, che pretendono
      servi muti e striscianti
      a chi non vuole più altre “grandi opere” perché gli bastano quelle già fatte: grandi
      solo di corruzione, scempio e debiti che lasciano ai neonati
      a chi ha osato alzare la testa contro una dirigenza arrogante protetta da divise e
      lacrimogeni
      a chi pretende un orizzonte certo e invece la Gelmini gli propone solo un precario
      surrogato
      a chi è stanco di raccogliere pomodori al prezzo degli schiavi
      a chi vuol smettere di stare in dieci in una casa per due
      a chi non sopporta più di aver paura di camorristi, polizia e ronde
      a chi inoltre è anche donna e quindi per lei tutto è anche peggio
      a chi non accetta di far carriera come ruffiano o troia, o le due insieme che è
      ancora meglio
      a chi è incazzato perché ogni giorno gli rubano un po’ di vita e quindi, volendo,
      dovrebbe poter capire noi: quelli a cui la negano del tutto.
      Con la complicità passiva di una massa narcotizzata dalla TV e che non ammette di
      trovarsi già con un piede nel mattatoio dei vinti, vi state avvicinando alla nostra
      normale condizione di vita. Il secondino ogni giorno vi accorcia la catena,
      negandone la lunghezza che aveva ieri. Di questo siamo esperti: a noi i diritti li
      hanno macellati migliaia di anni fa e non ce li hanno mai più restituiti. Da allora,
      complici le religioni, ripetono che non li abbiamo mai avuti, che siamo a completa
      disposizione del genere umano. Da allora viviamo sopraffatti, bastonati dai ricchi e
      dai poveri, dai generali e dai soldati. Rappresentiamo l’allenamento umano alla
      repressione, la forma primitiva di sfruttamento resa poi “normale” da secoli di
      ripetizione. Per migliaia di anni l’uomo ci ha massacrato per farsi la guerra, ci ha
      frustato affinché trainassimo il suo progresso fasullo e ora continua a pagare il
      conto ammazzandoci.
      Mentre giustamente urlate contro chi recinta il vostro futuro col filo spinato,
      pensate ai miliardi di bestie internate che urlano e nessuno le vuol sentire. Allo
      sfruttamento assoluto dei più deboli di tutti.
      Non dimenticatevi dei senza tutto, senza voce, senza sindacati, senza bandiere,
      fecondati a forza, costretti a nascere, a crescere orfani, castrati, sbeccati,
      ingabbiati, munti, spiumati, incatenati, venduti ed infine spellati e fatti a pezzi.
      Per voi la prigione arriva dopo un processo, magari un processo che fa schifo, ma
      per noi l’ergastolo arriva subito, senza appello, appena nati. Per voi il pestaggio
      schifoso della Diaz è stato definito “macelleria messicana”: a noi ci macellano
      davvero sia in Messico che in tutto il resto del mondo, e nessuno processa nessuno.
      Per voi la pena di morte non c’è, nemmeno per chi brucia operai o fotte bambini e
      poi li sotterra: per noi esiste in tutti i paesi, anche nei più civili. Per voi
      l’aspettativa di vita è tale da mettere in discussione le pensioni: per noi
      normalmente è ridotta a un decimo e per come ci trattano gli allevatori è meglio
      così. Su di voi le terapie si accaniscono anche quando siete ridotti a larve: a noi ci
      ammazzano giovanissimi e in piena salute. Per voi lavorare può essere anche
      pericoloso: per noi è sempre fatale. Per voi le morti sul lavoro sono una vergognosa
      percentuale da ridurre: a noi ci ammazzano tutti. Per noi il lavoro è morire.
      Quando urlate a chi vi rinchiude o vi bastona – “ non siamo animali, non potete
      trattarci così ” – implicitamente ammettete che possano farlo a noi, consci che
      sfruttamento e prigione sono esercizi esclusivamente umani. Nessuna bestia
      pianifica la nascita, la reclusione e la morte di un’altra specie.
      E tutto ciò avviene non per questione di vita o di morte di chi ci mangia o ci
      strappa la pelliccia, ma per il lucro cospicuo di chi alleva e commercia e per il gusto
      o la vanità di chi compra. E, paradossalmente, tutto avviene anche col contributo di
      quegli oppressi che, preoccupati esclusivamente della propria difesa, contestano
      gli oppressori continuando, tranquilli e con cieca incoerenza, a divorare altri
      oppressi ridotti in polpette. Siamo condannati a morte per il disinteresse globale
      di padroni e servi e per soddisfare lucro e palato. E per ingrassare l’attitudine al
      non pensare.
      Forse non ve ne rendete conto, ma noi, da sempre, vi siamo molto vicini. Se aprite il
      vostro frigorifero noi siamo lì, nell’unico posto in cui troviamo pace.

      Walter Giordano

  • Mardukkino:

    E cosi come noi trattiamo gli animali e le piante, cosí i nostri governanti e controllori fanno con noi. È una ruota che gira, fino a quando non si inceppa, …, e manca poco…

  • Faccio i complimenti all’autore del documentario che riesce nel bene e nel male a dire la “verità” non dicendo nulla, Geniale ! Purtroppo non ho retto, non l’ho visto tutto. Anzi consiglio di astenersi dal vederlo alle persone sensibili. Questo documentario mostra di come noi bestie trattiamo con Nonchalance i nostri fratelli, siamo capaci di commettere gratuitamente orrori e olocausti e perpetuarli all’infinito. Mi vergogno di far parte della razza umana.

  • Chicca:

    Quello che non capisco e’ il consiglio dato, in buona fede io credo, di non guardare il video alle persone sensibili.

    Credevo che la sensibilita’, l’empatia, la compassione fossero insieme alla saggezza le piu’ grandi virtu’ dell’uomo.

    Proprio le persone sensibili e percio’ piu’ umane devono sapere cosa c’e’ dietro al nostro “pane quotidiano”, devono sapere per poter scegliere.

    Ci sono mille modi di incidere sulla realta’ ma i modi giusti e proficui nascono obbligatoriamente dalla consapevolezza.

    Quanto a coloro che possono dire di essere “non sensibili” e VERAMENTE si considerano semplicemente in cima alla piramide alimentare, quelli per capirci che non lo dicono per rassegnazione ma per reale convincimento, credo sinceramente che non facciano piu’ parte degli esseri umani.

    • Michele:

      cara Chicca, il fatto è che le persone “sensibili” già le sanno le cose che sono nel video e proprio per la loro sensibilità, non riescono a guardarlo per la grande sofferenza che provano nel veder trattare gli animali e la natura in quel modo. Mi dispiace pure aggiungere che le persone sensibili sono una minoranza e che questo video dovrebbero vederlo tutti gli altri…sia ben chiaro che non sto classificando in buoni e cattivi ma semplicemente in coloro che hanno preso coscienza di una determinata realtà e di coloro che non conoscono nulla di ciò che succede al cibo che arriva sulla tavola..

  • LungaVitaAlPiccioneCagatoreSulMioTerrazzo:

    Quelle bestie siamo noi. Così ci trattano i nostri governanti.

    • Lino Bottaro:

      In effetti lo dimostrano le scene che descrivono lo squallore della vita di quelli che lavorano in quei posti di morte.

  • Edoxxx:

    Ma alla fin fine non vedo nessuna differenza tra una macellazione tradizionale e quella industriale.

  • Dante:

    Ma in fin dei conti, ci nasciamo mangiatori o ci diventiamo? Una pianta di insalata preferirebbe rimanere con le sue radici piantate nel terreno o digerita dai succhi gastrici di qualche altro vivente? L’energia elettrica che utilizziamo, da quanto mortifero inquinamento viene prodotta? Vogliamo parlare della carta e degli alberi? La vita presuppone la malattia, la sofferenza e la morte: non possiamo farcene una colpa noi

  • il Cibo prodotto in ambenti fuori natura, da cicli non biologici è vuoto di ogni essenza spirituale ,senza ritmi energetici cosmici astrali , (trasmette , sofferenza e veleno).
    Questa è la sostanziale differenza taciuta, dai pubblicitari del cibo a marcketing, forma peso volume o vita snella, quello approvato è omologato sanitariamente.
    Le false verità, propagandate che fanno eco, tra gli agricoltori più arricchiti, che non considerano la salute ,sono: Le piante si nutrono di chimico.Stop.
    Chi determina il mercato, del profitto agro alimentare, distrugge il concorrente economicamente il più povero, che a proporzione fatica ,non produce i volumi ettaro programmati dall’industria banckiera, (una vera guerra occultata).
    Quando il sistema economico, diventa padrone di quello agricolo, comporta gli evidenti risultati, che sono la sovra produzione, di cibo che non è cibo, di uomini che non sono uomini .
    Ai risultati nulla da dire, sono i risultati della nostra indubbia imbecillità.
    Sono poche , le aziende che operano con sistemi biologici, non sufficienti numericamente .
    Gli uomini hanno già deciso,( la terra è bassa e le vacche cagano).
    Preferiscono fare soldi, con rapide ingegnose, lauree brevi a buon mercato, che elevano l’immagine, che camuffano la sostanza.
    Inevitabili le conseguenze.

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Gianni Lannes
Corso Nuova Fotografia
Antonella Randazzo
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