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Libertà e rispetto
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E’ notorio che Hollywood funga da altoparlante degli Illuminati.  Quando vogliono farci sapere cosa ci aspetta fanno uscire l’ennesimo film catastrofista. Tanto per metterci di buon umore. Negli anni Settanta probabilmente registi e produttori ricevettero nuove direttive: i pellerossa non dovevano più essere presentati come cattivi, alla maniera di John Wayne, ma come vittime dei cattivi Yankee. Uscirono così nelle sale “Soldato Blu”, “Un uomo chiamato cavallo”, “Piccolo grande uomo” e tanti altri. Anche Rin Tin Tin, in tivù, ci mise del suo!

Oggi incontro spesso persone innamorate della cultura pellerossa, che vanno confrontando il nostro stile di vita occidentale con quello degli indiani d’America e lo fanno con una specie di rassegnata nostalgia. Quando per esempio dico che gli occidentali sfruttano gli animali in modo industriale, mi citano i cacciatori pellerossa che chiedevano scusa alla preda prima di ucciderla, e lo dicono come se questo fosse segno di grande rispetto. Di armonia con la natura.

Anche Mano sulla Terra, domenica scorsa, ha commentato con indulgenza il fatto che i cani venissero mangiati, che le persone anziane venissero lasciate morire di fame e di freddo durante gli inverni rigidi e che le donne si amputassero le falangi delle dita in segno di lutto quando moriva un loro congiunto.

Mano sulla Terra è il nome indiano che le è stato dato dalla sua guida spirituale Aquila Solitaria, ma all’anagrafe lei si chiama Jasna, è italiana di madre lingua slovena e vive in provincia di Gorizia.

Mi ha raccontato alcuni aneddoti della sua interessante vita. Per esempio che il libro che lesse a tredici anni e che costituì la base di partenza della sua formazione, s’intitolava “L’uomo e la magia”. Per me, alla stessa età, è stato: “Animali estinti e in via d’estinzione”. Evidentemente, in molti casi, libri letti in quell’età sensibile, l’età dell’acquisizione di consapevolezza, determinano l’andamento futuro, in tutto o in parte, della vita del soggetto.

Tanto è vero che verso i vent’anni Jasna cominciò a sognare di uscire dal corpo e di fare voli astrali. Una notte sognò che nella sua camera c’erano due figure mantellate con la testa luminosa. Non ci fu comunicazione tra lei e loro, ma i due individui le facevano segni di assenso, mentre lei si sforzava di uscire dal corpo, come se volessero incoraggiarla a continuare.

La domanda che sorge spontanea è: fu solo un sogno? Corrado Malanga avrebbe qualcosa da dire in proposito.  Nello stesso periodo le capitò tre o quattro volte, al risveglio, di trovare nell’incavo del braccio il segno di una puntura, come se qualcuno le avesse fatto un prelievo di sangue. Quando mostrava quel piccolo puntino rosso alla madre, costei minimizzava la cosa, come avviene quasi sempre da parte dei congiunti che non intendono farsi trascinare in situazioni troppo sconvolgenti per essere accettate. Si tratta di una reazione di paura istintiva e non lo fanno solo i congiunti, ma anche gli stessi interessati.

Jasna ha una sorella che esegue la scrittura automatica. Non saprei spiegare come, ma la stessa guida spirituale della sorella, Aquila Solitaria, un giorno diventò anche la guida spirituale di Jasna e questo per me è il secondo caso di fratelli che mostrano di avere le stesse doti paranormali, o almeno gli stessi interessi. Nel caso di Jasna c’è qualcosa di più di un semplice interesse di natura culturale, come vedremo fra poco.

Se la sorella scrive sotto dettatura delle anime dei defunti, Jasna dipinge in stato di profonda meditazione, anche se non accetta di chiamarla trance. Ho visto uno dei suoi dipinti: molto bello. Non a caso Jasna ha studiato all’istituto d’arte.

Riceve messaggi da Aquila Solitaria direttamente nella testa e anche questo non deve stupire quando si tratta di addotti o canalizzati. Gli psichiatri stanno poco a liquidare l’intera faccenda come una forma di schizofrenia, ma nella Storia abbiamo avuto moltissimi casi di persone che sentivano voci nella testa, il più famoso dei quali è quello di Giovanna d’Arco. A lei è andata bene, a parte il rogo, perché è stata fatta santa, ma a molti altri addotti, che sentono voci nella testa, il destino riserva solo il rogo, sotto forma di elettroshock manicomiali.

Ho chiesto a Jasna quale tipo di comunicazione avviene tra lei e la sua guida spirituale e mi ha risposto che lei le rivolge domande di carattere spirituale. Io vedrei meglio un guru indiano, come elargitore di risposte spirituali, piuttosto che un indiano guru.  Vabbé che anche loro avevano i medicine man, come Toro Seduto e Alce Nero, ma penso che la cultura dell’India sia un tantino più elaborata e antica di quella dei nativi americani.  Sicuramente è più antica, ma in fatto di saggezza probabilmente anche i pellerossa erano discretamente dotati, prima che li sterminassero quasi completamente.

Una quindicina d’anni fa, Jasna e il compagno dell’epoca vollero partecipare a uno stage di una settimana in Slovenia. Anzi, lei fu chiamata a fungere da relatore per i workshop connessi. C’era chi insegnava a fabbricare gli acchiappasogni, chi mostrava come si predispone una capanna sudatoria e chi raccontava fiabe e leggende indiane, ma a presiedere il tutto c’era anche un vero indiano Navajo.

Ad organizzare l’evento fu un’associazione chiamata Gruppo Armonia e vi parteciparono diciotto persone. L’animatrice principale era una ragazza esperta nella trancedance, che diceva di parlare con il Grande Spirito e che, al termine dei sette giorni, chiese a Jasna e al suo compagno di fermarsi per altri quattro, per fare digiuni e altre cose riservate agli iniziati alle arti sciamaniche.

Jasna accettò.

La sera si riunirono in un fienile e tra le altre cose la ragazza della trancedance disse che quella notte sarebbero arrivati gli alieni. Poi si misero a dormire.

Com’è facile intuire, Jasna fu l’unica a sognare che quella notte nel fienile c’erano tre o quattro Piccoli Grigi, che si davano da fare attorno come folletti. Il “sogno” fu particolarmente vivido, Jasna però non ebbe alcuna paura e anche qui Corrado Malanga avrebbe sicuramente qualcosa da dire.

La sera dopo, Jasna vide che l’animatrice e altri suoi colleghi parlottavano tra loro in disparte e colse solo mozziconi di parole tra cui “….non so se è pronta”. Ebbe la sensazione che stessero parlando di lei. Poi le si avvicinarono e le chiesero se voleva essere sottoposta a un tipo particolare di massaggio. Sia lei che il suo compagno accettarono.

Si distese prona su un lettino. L’animatrice le si sedette sui glutei e cominciò a menarle manate sulla schiena con una forza tale che a un certo punto Jasna ebbe una reazione di difesa istintiva. Disarcionò la donna e fu colta da una crisi di pianto. Un uomo che assisteva alla seduta – mai termine fu più adatto – la prese fra le braccia per calmarla, cosa che funzionò, ma che probabilmente avrebbe funzionato anche se l’avessero lasciata piangere in disparte sul fieno. Lo stesso uomo la convinse a riprendere la seduta e questa volta fu lui a proseguire con i “massaggi”.

Al suo compagno, subito dopo, fecero lo stesso trattamento, ma senza controindicazioni. La sera, rientrati nel teepee, alla luce della piletta si accorsero che la schiena di Jasna era nera dai lividi. Fuori intanto sentivano sbattere portiere di macchine e gente che piangeva.

Decisero di scappare la mattina seguente, ma non prima che l’animatrice, che Jasna giudicava fortemente egocentrica e dotata di energia luciferina, le si avvicinasse per dirle: “Tu sei forte. Hai una potente energia. Potresti far parte del nostro gruppo”.

E’ facile intuire che il pensiero inespresso di risposta, di Jasna, fosse un cordiale, sincero, caloroso e convinto “Vaffanculo!”. Naturalmente, rispose con gentilezza che non se la sentiva, che aveva altri impegni e quando l’animatrice ricevette il diniego, Jasna vide la testa di lei ingrandirsi, per un attimo, dalla rabbia. Ve l’avevo detto che la mia intervistata ha delle doti speciali.

O forse è capace di autosuggestionarsi più del normale.

Dopo qualche tempo Jasna e il suo compagno seppero che il Gruppo Armonia era stato inquisito dalla polizia di Lubiana per violenza privata. Qualcuno li aveva denunciati.

E comunque, non è il primo gruppo esoterico a fare il lavaggio del cervello agli adepti. Altri, come Scientology, lo fanno in maniera molto più professionale e ci guadagnano pure un sacco di soldi!

Oggi Jasna continua ad interessarsi di sciamanesimo. Infatti mi ha detto che è impegnata nella ricerca della pietra femmina e della pietra maschio. Io sapevo della felce maschio, ma che anche le pietre avessero un sesso mi giunge nuova.

Jasna dice che le pietre sono trattenitori di memoria, a differenza dei cristalli che emanano energia. Le ho chiesto se conosceva le “lacrime d’Apache” e mi ha risposto che mineralogicamente si tratta di ossidiana, ma che per gli indiani d’America sono le lacrime dei sacri antenati.

Poi ha aggiunto che noi occidentali abbiamo dimenticato l’importante ruolo dei nostri predecessori e che lei si circonda sempre di fotografie dei nonni. Al che le ho fatto notare che in tutte le case dei contadini del Friuli non mancano mai i ritratti dei vecchi patriarchi, con le loro mogli dimesse, o la foto dello zio con i baffi austroungarici, morto nella prima guerra mondiale.

Infine, tra i suoi molteplici interessi, Jasna mi ha parlato del gruppo a cui aderisce attualmente. Vengono chiamate Costellazioni Familiari e si tratta di una terapia che lavora sulle emozioni, ma sempre in riferimento agli antenati defunti.

Per esempio, se in famiglia c’è un antenato che si è ucciso o è scomparso, i nipoti o i pronipoti potrebbero avere qualche fastidio perché è come se le anime degli antenati morti in maniera innaturale, prima del tempo, volessero rivalersi sugli ultimi nati.

Mia figlia Orsetta ha un bisnonno per parte di madre che faceva il diplomatico durante la seconda guerra mondiale. Un giorno salì su un treno ma non arrivò mai a destinazione, né si seppe più nulla di lui.

La prossima volta che incontrerò mia figlia le chiederò se ha qualche fastidio pertinente, anche se sospetto che i fastidi li abbiamo tutti indipendentemente dal nonno suicida.

Anche questa è cosa difficile da provare. Richiede un atto di fede.

Fra le tante cose positive, in Jasna c’è soprattutto il desiderio di recuperare i valori del passato, specie quelli che si riferiscono al nostro rapporto con la Madre Terra. La nostra casa comune. Non a caso il suo nome indiano è Mano sulla Terra.

 

 

20 Commenti a “Mano sulla Terra”

  • Andy:

    Mi e’ piaciuto l’articolo. In quanto ai film,anche io ne cito uno emblematico.sul film ROCKY 4, stallone recita queste testuali parole,alla fine. SE IO POSSO CAMBIARE……E VOI POTETE CAMBIARE………..TUTTO il MONDO PUO’ CAMBIARE

  • loto:

    Roberto, guarda che bella preghiera indiana ho trovato in rete:
    O GRANDE SPIRITO (nativi americani)

    Oh Grande Spirito,
    la cui voce ascolto nel vento,
    il cui respiro dà vita a tutte le cose.
    Ascoltami; io ho bisogno
    della tua forza e della tua saggezza,

    lasciami camminare nella bellezza,
    e fa che i miei occhi sempre guardino
    il rosso e purpureo tramonto.

    Fa che le mie mani rispettino la natura
    in ogni sua forma e che le mie orecchie
    rapidamente ascoltino la tua voce.

    Fa che sia saggio e che possa capire
    le cose che hai pensato per il mio popolo.

    Aiutami a rimanere calmo e forte
    di fronte a tutti quelli
    che verranno contro di me.

    Lasciami imparare le lezioni
    che hai nascosto in ogni foglia
    ed in ogni roccia.

    Aiutami a trovare azioni
    e pensieri puri per
    poter aiutare gli altri.
    Aiutami a trovare la compassione
    senza l’ opprimente
    contemplazione di me stesso.

    Io cerco la forza,
    non per essere più grande del mio fratello,
    ma per combattere
    il mio più grande nemico: Me stesso.

    Fammi sempre essere pronto
    a venire da te con mani pulite
    e sguardo alto.
    Così quando la vita appassisce,
    come appassisce il tramonto,
    il mio spirito possa
    venire a te senza vergogna”.

    Bisonte che Cammina
    (1871 – 1967)

    • Questa mi piace:

      “Aiutami a rimanere calmo e forte
      di fronte a tutti quelli
      che verranno contro di me”.

      Grazie.

    • Ezio:

      Grazie per la segnalazione di questa preghiera che condivido pienamente, ma, gli indiani d’america che ho sempre stimato per la loro saggezza nel gestire la terra e le sue risorse, animali e vegetali, che fine hanno fatto quando è arrivato l’uomo bianco ? In altre parole noi contro il nostro attuale nemico non possiamo fare nulla con un corretto comportamento ma dobbiamo usare contro di lui gli stessi metodi che lui usa contro di noi.

    • loto:

      Allora se ti è piaciuta quella frase, ti piacerà anche questa poesia di Kipling:
      Se
      Se riesci a conservare il controllo
      quando tutti intorno a te lo perdono e te ne danno la colpa,
      Se puoi avere fiducia in te stesso quando tutti dubitano di te,
      Ma prendi in considerazione anche i loro dubbi.
      Se sai aspettare senza stancarti dell’attesa,
      O essendo calunniato, non ricambiare con calunnie,
      O essendo odiato, non dare spazio all’odio,
      Senza tuttavia sembrare troppo buono, né parlare troppo saggio;

      Se puoi sognare, senza fare dei sogni i tuoi padroni;
      Se puoi pensare, senza fare dei pensieri il tuo scopo,
      Se sai incontrarti con il Successo e la Sconfitta
      E trattare questi due impostori allo stesso modo.
      Se riesci a sopportare di sentire la verità che hai detto
      Distorta da imbroglioni che ne fanno una trappola per gli ingenui,
      O guardare le cose per le quali hai dato la vita, distrutte,
      E piegarti a ricostruirle con strumenti usurati.

      Se puoi fare un solo mucchio di tutte le tue fortune
      E rischiarlo in un unico lancio di una monetina,
      E perdere, e ricominciare daccapo
      Senza mai fiatare una parola sulla tua perdita.
      Se sai costringere il tuo cuore, nervi, e polsi
      A sorreggerti anche quando sono esausti,
      E così resistere quando in te non c’è più nulla
      Tranne la Volontà che dice loro: “Resistete!”

      Se riesci a parlare alle folle e conservare la tua virtù,
      O passeggiare con i Re, senza perdere il contatto con la gente comune,
      Se non possono ferirti né i nemici né gli amici affettuosi,
      Se per te ogni persona conta, ma nessuno troppo.
      Se riesci a riempire ogni inesorabile minuto
      Dando valore a ognuno dei sessanta secondi,
      Tua è la Terra e tutto ciò che contiene,
      E — cosa più importante — sarai un Uomo, figlio mio!

      (Rudyard Kipling, Se)

  • Andy:

    Loto,credo sia fantastica.credo rispecchi esattamente lo stato d’animo di moltissimi di noi,ora.

  • SDEI:

    @LOTO,

    quello che hai postato come preghiera riempie il CUORE di LETIZIA & GIOIA;
    la Tua sensibilità su questi TEMI è la prova del Tuo cammino & crescita SPIRITUALE la si legge ma anche la si sente,
    quelli ESSERI che splendono di LUCE come Te fanno capire agli ALTRI che il difficile percorso della CONSAPEVOLEZZA è possibile ed è alla portata di TUTTI basta desiderarlo & volerlo questo IO penso !!!

    NAMASTE’-ALOHA-HASTA SIEMPRE
    SDEI

  • laura:

    Articolo molto interessante,anch’io amo gli indiani,perchè hanno molte somiglianze col popolo sardo.Lo diceva anche De Andrè nelle sue canzoni,dove diceva che i sardi e gli indiani si somigliavano,perchè li avevano rinchiusi in una riserva.Tranne,secondo me,i sardi,a differenza degli indiani,si sono lasciati impoverire,dalle loro terre e bellezze naturali,perchè alcuni disperati o venali,si sono lasciati abbindolare dal vil denaro.Una vera ipocrisia!

  • SDEI:

    @Roberto DURIA,

    hai scritto un buon articolo/intervista viziato però dai Tuoi ormai radicati pregiudizi sugli UMANI carnivori & onnivori;
    nel caso dei miei antichi AVI i NATIVI AMERICANI e/o PELLIROSSA viste le difficili condizioni meteorologiche autunno/invernali erano costretti NON per LORO scelta ad ESSERE degli ONNIVORI a volte solo CARNIVORI,
    LORO a differenza di Te & SIMILI “vegetariani o vegani” NON avevano il supermercato o il contadino o il negozio specializzato dove acquistare l’ ortofrutta BIO,
    ma dovevano adattarsi all’ ambiente a volte ostile in cui vivevano come esempio gli INNUIT riesci a comprendere questo !!!???

    Per LORO “spiritualmente” molto avanzati tutta la MADRE TERRA era SACRA come del resto i REGNI che la popolano il MINERALE-VEGETALE-ANIMALE,
    tutti gli ANIMALI erano SACRI e nella LORO gerarchia assieme all’ AQUILA, l’ ORSO, il LUPO, il CERVO c’era il BISONTE del quale si nutrivano e vestivano in particolare era venerato quello BIANCO(=albino) rarissimo;
    il fatto che come scrivi lasciavano morire gli ANZIANI è inesatto era invece una libera scelta degli stessi che “sentivano” che il LORO ciclo vitale o attuale RE-INCARNAZIONE si era conclusa e che il GRANDE SPIRITO di MANITOU li stava aspettando,
    ricordiamoci anche che i BAMBINI/E erano accuditi & istruiti dagli ANZIANI della TRIBU’ per questo erano molto rispettati & amati COSI’ E’ STATO che crediate o no !!!!

    HASTA SIEMPRE
    SDEI
    CERVO BIANCO

    • Salve Cervo Bianco!

      Anche tu come Mano sulla Terra giustifichi i pellerossa per il loro stile di vita.
      Anche tu mi hai fatto notare, come lei, che non erano i membri della tribù a lasciar morire di fame gli anziani, ma erano questi ultimi ad allontanarsi quando giudicavano fosse venuta la loro ora.

      Pensa che gli Inuit anziani andavano lontano dall’accampamento e si sedevano sul ghiaccio aspettando l’orso che li avrebbe divorati, ponendo fine ai loro giorni.

      Il mio pensiero è questo: il passato è passato e non trovo giusto prendere come modello futuro né i pellerossa, né gli Inuit. Ho in mente un modello utopico che potrebbe smettere di essere tale se solo saremo in tanti a crederci.
      Chi ha avuto ha avuto.
      Chi ha dato ha dato e….
      scurdammoce u passato.

      Orso Incollerito ti saluta!
      Augh!

  • Atman:

    Roberto non ho capito onestamente cosa ci sia di ingiustificabile nello stile di vita dei nativi americani. In realtà, con le giuste differenziazzioni da ceppo a ceppo e anche da tribù a tribù i nativi non erano questi gran mangiatori di carne, come magari i westerns americani ci hanno mostrato, forse non a caso. Molte cose possiamo sicuramente impararle dalla loro cultura ancor di più al giorno d’oggi. Sicuramente possiamo imparare da loro il principio di fratellanza e non solo.

    Posso citare il popolo dei Seneca, e Chenufsio, la loro Città Nascosta che era situata non troppo lontano dal lago Ontario. Come collocazione temporale siamo quasi nel 1800 è.. ” Chenufsio era come la Roma di una vastissima regione, popolata da trecentomila abitanti, fatta di capanne e tepee, e fortificata tutt’attorno. Vicino alla cittadina si estendevano i campi e i frutteti. I Seneca, infatti, avevano vigne, molti alberi di mele, ciliegi, susini, e coltivavano anche tabacco e patate in quantità notevole. Metà dei circa duecento acri di zona coltivata erano destinati alla produzione di varie qualità di mais, insieme a zucche e fagioli, zucchine estive e invernali, e dappertutto crescevano girasoli di razza nana da cui si estraeva olio. Quando la stagione era buona, durante l’inverno nessuna delle cose necessarie alla vita mancava nella città. I granai erano pieni, una gran quantità di frutta secca era nei magazzini, e le cantine erano ben fornite. ”
    da ‘Le pianure di Abramo’ di J.O. Curwood.

    Come vedi qualcosa possiamo apprenderla :)

    • Nulla da eccepire e tanto di cappello, ma resta pur sempre un mondo ormai tramontato, di cui parliamo con una specie di struggente nostalgia.
      Grazie per aver presentato un quadro fuori dagli schemi.

  • Atman:

    E’ vero se ne parla sempre con nostalgia, forse perchè è da adolescenti che solitamente ci si appassiona della vita dei pelli-rossa e si leggono libri tipo Alce Nero parla, Nuvola rossa e il suo popolo, Gambe di Legno ecec.
    I Seneca erano principalmente agricoltori non avevano bisogno di cacciagione se non quando facevano lunghe spedizioni di guerra o c’erano le carestie. Altre tribù più bellicose guardacaso avevano una alimentazione più carnivora.

    Vorrei citare un ultimo libro che ho letto in adolescenza e che si intitola die weissen indianer, anche se non centra niente. E’ una storia vera. Praticamente nel 1200 un gruppo di norvegesi durante una spedizione al nord, finiscono nella Baia di Hudson. Si intrufolano nell’interno e vengono catturati.. qualche secolo dopo nel 1700 un capitano francese certo De Verandrier trova in una pianura un pò sotto i grandi laghi, un castello medievale, con intorno un fossato con l’acqua e il portone apribile a mò di ponte, abitato da indiani con i capelli biondi e gli occhi azzurri.. In pratica era successo che i norvegesi catturati dagli indiani avevano portato le loro conoscenze e avevano fatto progredire (o regredire dipende dai punti di vista) nel giro di poco tempo una tribù dall’età della pietra fino al medioevo. Una delle prove di questa storia è la cosiddetta Pietra di Kensington che si trova nel museo nazionale di Washington.

    Ciao e grazie a te per l’articolo

  • freeanimals:

    C’è addirittura una pagina Facebook, con belle foto:

    http://www.facebook.com

  • laura:

    Anch’io condivido ciò che dici SDEI,non dico che la vita degli indiani era un modello di vita o questione di nostalgia,ma va’ rispettata,nel loro profondo,bisogna viverla quella vita,per capire meglio il concetto.Però nei tempi di allora,che non erano eruditi e manipolati dai media di oggi,il loro modo di concepirla la realtà era molto diversa,non era scandita dal ritmo frenetico di oggi,o dalle assuefazioni quotidiane.Ma era una sopravvivenza continua,si doveva agire così,nel rispetto di tutto,di tutti,della madre terra o natura.Per quanto riguarda i vecchi,esistevano anche nella cultura sarda,dei tempi passati.Un vecchio si immolava,o si faceva far cadere o buttare,in voragini,per sacrificio o per non soffrire troppo se era malato o quando vedeva che il suo tempo era arrivato.Era molto brutto e triste,ma era una realtà accettata.

  • Freeanimals:

    SDEI, in Toscana c’è una mostra che parla dei tuoi antenati Lakota.
    Non dovresti perdertela!

    http://www.arte.it

  • Lucio:

    Buon giorno Roberto.
    Conosco Jasna e conosco anche Mano sulla Terra.
    Entusiasta com’è sempre, mi ha raccontato della tua intervista, per poi raccontarmi della delusione che ha provato nel vedere le sue parole ed i suoi concetti profondi completamente stravolti e manipolati da te.
    Quello che ho letto oggi mi ha trasmesso tanta … confusione.
    L’ego crea giudizi e preconcetti, mai oggettività.
    Ti auguro di trovare la tua strada, e ti ringrazio per avermi aiutatato a comprendere meglio me stesso.
    Namastè

    • Trovo ingiusto nei miei confronti essere accusato di aver stravolto e manipolato le dichiarazioni di Jasna.
      Sono stato ben attento a ciò che mi diceva e ho preso appunti accuratamente.
      Se poi è uscito un articolo che non corrisponde in tutto o in parte al pensiero di Jasna, non è colpa mia.
      Direi che è fisiologico e non c’è stata assolutamente cattiva volontà da parte del sottoscritto.
      Si tratta forse di quel fenomeno noto agli inquirenti in base al quale se cinque persone assistono a un incidente o a un crimine, verranno raccolte cinque testimonianze completamente diverse le une dalle altre. A volte anche contrastanti e contradditorie.
      E’ un fenomeno conosciuto, anche se non so come si chiama.
      Diglielo, per favore a jasna, se la vedi, perché io prima della seconda domenica di ottobre non la vedrò.
      Grazie.

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