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di Fulvio Grimaldi

Anniversario di due capolavori dello Stato Canaglia numero 1
L’apprendista stregone
Vedo ora al tg che a Bengasi i salafiti , cioè Al Qaida, che ha il controllo militare sugli invasati tagliagole, hanno fatto fuori l’ambasciatore Usa, un funzionario, tre marines e bruciato il consolato. E che al Cairo turbe di salafiti stanno aggredendo l’ambasciata Usa. Sarebbe bello poter attribuire l’eliminazione del diplomatico Usa, consigliere dei ratti mercenari durante la guerra alla Libia, alla resistenza gheddafiana, del resto sempre più attiva in tutto il paese con  sabotaggi ed esecuzioni di assassini, torturatori, traditori e collaborazionisti. Non pare essere così. Un provocatore cinematografaro israeliano ha fatto circolare negli Usa un film in cui altro che le oscenità delle Pussy Riot contro Putin: si smerda l’intera religione islamica e si satanizza il suo profeta. L‘avesse fatto un musulmano con protagonisti il cristianesimo e Gesù, vedresti che extraordinary renditions verso Guantanamo e le altre carceri segrete della tortura e della sparizione di Obama.
E’ comunque positivamente abbagliante, per chi non serra gli occhi e non preferisce la cecità, il paradosso di un’America attaccata dagli stessi sgherri che aveva inventato, organizzato, fomentato, sparso per il mondo, affinchè fornissero, dall’11/9 in poi, alibi per le apocalissi belliche e le macellerie sociali dell’Occidente. Era prevedibile per un bambino, non per gli idioti invasati di egolatria di Washington e Wall Street. Componeva Goethe alla fine del ‘700, nel grandioso e metaforico “Apprendista Stregone”: Oh, rigurgito d’inferno / vuoi affogare ogni cosa? / Vedo già per ogni soglia / correre torrenti d’acqua. / Maledetta scopa che / non mi vuol più  ascoltare! / Legno che tu eri stato / fermati di nuovo lì… La morale, poi, è nel finale: “Gli spiriti che ho evocato / non li posso più fermare”.
Ci sarebbe poi anche un’altra ipotesi, alla luce della storia del più sofisticato terrorismo mossadiano. Un’operazione concepita a Tel Aviv, affidata a decerebrati manipolati, per fornire all’Occidente in generale e agli Usa in particolare un sonante pretesto per potenziare l’intervento nel continente e nella regione e rinfocolare lo “scontro di civiltà”. Mah. Si vedrà meglio più in là.
Non c’è niente di divertente in questi rigurgiti primordiali di belve forsennate, finora lige agli ordini e usi dettati da leccati gentiluomini al Pentagono. L’aspetto positivo potrebbe essere che qualcuno di quegli occhi dormienti si apra alla luce e incominci a capire di cosa si tratta quando si parla di “guerra al terrorismo”, o di “giovani rivoluzionari delle primavere arabe”.


Nazifascisti per la Siria: la, shukran!
E’ semplicemente spaventoso il discredito che getta sulla solidarietà alla Siria – grande merito della codarda latitanza e degenerazione politica della “sinistra” – la manifestazione dei neonazisti allestita per la Siria davanti a Montecitorio il 20 settembre. Gira in rete un manifesto che chiama  a un presidio davanti alla Camera e a una successiva tavola rotonda e chi non conosce l’identità politica ed etica dei personaggi che vi figurano come relatori (vedi sotto) potrebbe anche illudersi di poter dare, partecipando, un contributo alla verità sul complotto antisiriano e alla difesa di quello Stato e di quel popolo che da 18 mesi resiste compatto contro l’attacco delle più sanguinarie e reazionarie forze del mondo. Peccato che i protagonisti dell’evento, a cui la sinistra criminalmente ha lasciato questi spazi, siano eredi diretti di altre tra le forze più sanguinarie, reazionarie, tiranniche della nostra storia recente, se non addirittura picchiatori neonazisti in proprio.
A individui di questa risma hanno prestato incosciente e colpevole copertura anche un esponente palestinese, come il vescovo Hilarion Cappucci, e addirittura un dichiarato compagno del PdCI, che della paradossale iniziativa è addirittura il promotore, cosa che ne rafforza il carattere mistificatorio. Ci si deve chiedere se all’ ambasciata siriana, o tra le autorità istituzionali siriane (di cui ho potuto direttamente conoscere l’impostazione ideologica nettamente all’opposto di questi detriti del nazifascismo), si rendano conto di che catastrofico effetto sull’immagine della Siria possa avere l’affidarsi alla solidarietà spuria di un’estrema destra revanscista, colonialista, imperialista. Una destra coinvolta in tutte le più sporche operazioni del terrorismo di Stato antioperaio e antistudentesco degli ultimi decenni. Una destra estrema che ai nemici e diffamatori della Siria offre su un piatto d’argento la migliore occasione per lo stereotipo dannante che la Siria è pappa e ciccia con il peggio della scena politica italiana.
Una destra che, su mandato del regime clerical-capitalista, alimentava la famigerata teoria degli opposti estremismi,  finalizzata a reprimere le proteste di massa e la lotta di classe dal basso. Una destra che si dice antisionista, ma il cui antisionismo degenera sistematicamente in antiebraismo, offrendo il destro al nazisionismo israeliano di criminalizzare come “antisemitismo” il sostegno alla Palestina e la critica a Israele. Una destra che rispunta in ogni fase dello scontro di classe, potenziale o attuale, e assume il compito di infiltrare e inquinare le forze di sinistra con parole d’ordine scimmiottate quanto confuse, sempre nel nome della triade del dominio: dio, patria e famiglia, intesa alla Ratzinger nella sua configurazione più rancida e razzista e in netto conflitto con l’impostazione che la Siria si è data, con il Baath e con le sinistre alleate, di Stato laico e progressista. Una destra il cui vantato antimperialismo si limita a opporre all’imperialismo Nato un vaticinato imperialismo di sapore carolingio, di reminiscenza “Blut und Erde”, di netto carattere autoritario e gerarchico, in assoluto contrasto con quanto hanno realizzato il presidente Assad, il governo, le forze progressiste (Baath, PCS, Indipendenti di sinistra), che hanno stravinto le recenti consultazioni elettorali e referendarie sulla modifica dell’assetto costituzionale del paese.
Più in basso troverete cenni biografici da far rizzare i capelli di ognuno di questi personaggi. Sono consapevole che questo mio pezzo susciterà l’agitazione dei tre verminai che brulicano attorno al corpo sanguinante della Siria. I promotori neonazisti della manifestazione mi denunceranno per diffamazione e mi accuseranno di aver tradito la Siria libera e sovrana per sofismi ideologici. I  presunti sinistri, spesso seguaci degeneri, o opportunisti, o  rincitrulliti, di Trotzky,  spesso al traino di forze palestinesi passate al nemico, che, allestendo chiassate contro Gheddafi e Assad davanti alle ambasciate di Libia e Siria, si sono accreditati presso la Nato e il munifico Qatar. E’ la componente più ignobile, la cui virulenza nasce dal sentirsi pestare la coda di rettile della propria coscienza  da chi mantiene dritta la barra dell’antimperialismo e coerente la visione di classe nel suo incondizionato sostegno alla Siria sotto attacco. Sono quelli che mi hanno sparato vituperi e deliri per aver partecipato a una manifestazione per la Siria la cui piattaforma inibiva la partecipazione di fascisti.
A  Roma, con piena consapevolezza, sono andato e ho parlato all’iniziativa per la Siria garantitami antifascista dal promotore, consigliere comunale del PdCI. Il tentativo di infiltrazione di quattro ridicoli bruno-vestiti di “Stato e Potenza” non ha potuto in quell’occasione adulterare l’egemonia progressista e antimperialista della maggioranza di compagni, checché vi vogliano far credere. A garantirlo c’è stato anche il mio intervento d’apertura, credo tuttora reperibile in rete. La successiva manifestazione a Milano, lanciata con un manifesto di netto sapore iconografico fascista e firmato “Stato e Potenza”, segnava già una repellente caduta di stile, di gusto e di politica. La bella faccia pulita della Siria veniva imbrattata dal discorso di un ceffo che, esaltando le potenze dell’Asse (quelle della genocida colonizzazione pre-Nato di Africa e Asia), ne compiangeva la sconfitta. Ora siamo alla terza uscita di questa cosca di nazisti, con deprimente corredo cosmetico di qualche ingenuo privo della più elementare discriminante politica, etica, culturale, addirittura umana, vescovo, o ex senatore che sia.
Relatori, moderatori, interventori nell’iniziativa del 20 settembre

Ugo Gaudenzi, principale relatore, insieme al vescovo Cappucci. Fonda con Serafino di Luia (Avanguardia Nazionale) l’Organizzazione “Lotta di Popolo”, i cui membri venivano definiti “nazimaoisti” e che si ispirava ai neonazisti di Jeune Europe  e al loro ideologo “nazionalcomunitarista” Jean Thiriart. Il piano di “Lotta di Popolo”, dalla vita effimera per totale mancanza di coerenza teorica e comportamentale, era di cavalcare le lotte studentesche ponendosi alla destra del MSI e sfruttando il conflitto tra movimento del ’68 e un già normalizzato PCI. Con classica scelta fascista, LdP rifiutava esplicitamente le ideologie, ma, combinando diavolo e acqua santa, si diceva anticapitalista, antimperialista e antisionista, sostenitrice di Mao Ze Dong, come dei teorici della destra fascista ultrà.

Souad  Sbai, marocchina italianizzata, giornalista per giornali antimperialisti come il vescovile “Avvenire” e il destrissimo “L’Occidente”, frequente e vezzeggiata ospite all’Infedele di Gad Lerner e altre trasmissioni in cui si villaneggiavano leader da liquidare, come Gheddafi, e si farneticava sionisticamente su presunte atrocità dei loro regimi. Gradita ai fanatici antislamisti per la sua definizione eurocentrica e vagamente razzista dei costumi di quel mondo, ha scalato i gradini del potere e della notorietà arrampicandosi sulle sofferenze dei migranti maghrebini. Candidata eletta del PDL, nel 2008, nel 2010 fa il salto della quaglia verso FLI e Gianfranco Fini. Delusa dall’esito di quel cambio di casacca, torna rapidamente sotto le ali di Berlusconi. Il miglior retroterra possibile, questi partiti fautori e finanziatori di tutte le guerre d’aggressione, per la difesa di una Siria sotto tiro da parte di una piovra  di cui Fini e Berlusconi sono tentacoli.

Mimmo Srour, siriano italianizzato,  limpidissimo e coerente compagno antimperialista. Intimo di Mastella, segretario regionale e assessore per l’UDEUR e, prima, con la giunta Del Turco incriminata. Indagato per la truffa dei “Fondi Giovanardi”, in cui 12 milioni, con la complicità della Curia (“Mi fidavo dei vescovi”), sarebbero stati sottratti alle popolazioni terremotate. Sostenitore del candidato a sindaco del centrodestra De Matteis, appoggiato da MPA, UDC, UDEUR e Casa Pound. Si agitò pubblicamente in difesa della nota Sakineh, eroina Israelo-Nato, iraniana uxoricida destinata a “lapidazione”, che nessuno ha mai lapidato, né condannato a lapidazione, pratica che non esiste più dai tempi di Khomeini. Il principale alleato della Siria, l’Iran, ringrazia.
Alessandro Catalano,  candidato con Roberto Fiore, Forza Nuova, alle regionali del Lazio nel 2010.

Di Forza Nuova è anche il responsabile di un sito, tale fascistone Pilato, che, da Palermo, diffonde informazioni sulla Siria e che ora promuove e pubblicizza la manifestazione di Roma. Ecco cosa pubblica il 13/ 9 questo sito. Semplicemente raccapricciante.

“Anche Forza Nuova aderisce al movimento di unità nazionale per la Siria ed il 20 settembre sarà in piazza a Roma al fianco dei patrioti siriani e italiani onesti e di buona volontà
Forza Nuova ufficializza la propria partecipazione alle manifestazioni pro Siria del prossimo 20 settembre a Roma.
“FN sarà presente con una sua delegazione insieme a Filippo F. Pilato – coordinatore di Syrianfreepress.net Network – il cui ruolo di libero giornalista al fianco del popolo siriano – dopo il suo recente viaggio in Siria come parte di una delegazione siro-italiana, composta da uomini liberi di varia provenienza ideologica – ha ricevuto importanti riconoscimenti anche dalle stesse autorità di un Paese che si batte con coraggio per la propria sopravvivenza”, si legge in una nota dell’ufficio stampa del Movimento politico guidato dall’ On. Roberto Fiore.”


Ernesto Ferrante, secondo Wikipedia dirigente del Fronte Sociale Nazionale, formazione nazista erede del Fronte Nazionale de nazista Adriano Tilgher, sodale della “Destra” di Alessandra Mussolini, rivendica la matrice fascista della sua organizzazione contro le aperture a Berlusconi.
Stefano Bonilauri, militante di Eurasia, direttore della collana “Gladio e Martello” delle “Edizioni all’insegna del Veltro” di Claudio Mutti, successore di Franco Freda.

Ilaria De Candia, sarebbe la moderatrice della tavola rotonda Se è quella che si trova in rete, ha tutte le caratteristiche di una Olgettina: 5a classificata a “Miss Make Up” di Porto Rotondo, Costa Smeralda, ha concorso a “Miss Olbia” nel 2009, dichiara di voler fare la modella per Roberto Cavalli, pare organizzi riprese fotografiche di matrimoni. Siamo pronti a ricevere smentite. Sarebbe comunque la meno indecorosa.
Poi c’è di mezzo anche Fernando Rossi, cui arrise un fugace momento di celebrità quando coraggiosamente votò contro la guerra di Prodi e D’Alema, facendosi espellere dal PdCI. Cosa ci faccia tra quei campioni del travestimento malriuscito non si capisce proprio.
A proposito di Casa Pound e dei suo omologhi Forza Nuova e Fronte Nazionale (e dei loro consanguinei nazifascisti della manifestazione del 20), a ricordarci quanto questi detriti della strategia padronale degli opposti estremismi abbiano a cuore diritti, libertà, rispetto, democrazia, che esigono per la Siria, c’è, l’11 settembre a Roma, l’ennesimo vigliacco assalto a  studenti di un collettivo di sinistra da parte del solito manipolo di Casa Pound e del fascista Blocco Studentesco, una ventina di picchiatori con teste rasate, caschi, mazze. Quattro ragazzi all’ospedale, con fratture e ferite varie. Lottavano per una scuola pubblica, libera, sovrana e per uno Stato che la garantisse, fuori dalla morsa di chi la vorrebbe strumento di dominio e sfruttamento. Proprio come il popolo siriano lotta contro chi ne vorrebbe privatizzare e schiavizzare il paese. E  questi gaglioffi al servizio del regime svolgono lo stesso ruolo dei terroristi mercenari Nato in Siria. Di tutto ha bisogno la Siria, fuorchè di questi rigurgiti di un passato di colonialismo, despotismo, maschilismo becero e guerrafondaio. La, shukran! No, grazie.
Questo, dunque, è il manipolo con gladio che intende apparire a Montecitorio e sugli schermi tv per far capire agli italiani che solo fascisti e neonazisti possono apprezzare il “dittatore sanguinario” di Damasco. O almeno così verrà interpretato dai media gongolanti, da tutti i nemici della Siria, dagli sguatteri di Nato e satrapi del Golfo. Qualcuno vorrà dire che mi sono voluto rifare una verginità dopo la presenza alla prima manifestazione di Roma. Venendo da prostitute e lenoni, complici di assassini e torturatori, la cosa mi lascia indifferente. Piuttosto, quando certi soggetti di estrema destra, da sempre scoperti intrecciati ai servizi segreti, hanno provato a infiltrarsi nel movimento di solidarietà con l’Irlanda e la Palestina, sono stati messi alla porta in quattro e quattr’otto. Speriamo che i siriani facciano lo stesso. Ce ne sono di buoni anche in Italia.

Damasco per Assad, una settimana fa.
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Sì, facciamo parte del movimento anti-capitalista internazionale nel quale si riconoscono anarchici, trozkisti, femministe ecc. Il nostro anti-capitalismo non è né anti-occidentale né anti-europeo. Ci consideriamo parte dell’Occidente e frutto della cultura europea. Ci dà fastidio l’inefficienza del consumismo, ma non ci proponiamo di distruggere la società consumistica. Il fulcro della nostra ideologia è la libertà e il concetto di libertà è un concetto occidentale.
(Tratto da un intervista alle Pussy Riot pubblicata sul sito “Comedonchischiotte”)
Perché, infine, anche quest’altra drammatica differenza va segnalata,  tra i padri della patria che  nell’ ’800 vendevano i demani e gli attuali governanti. Quegli uomini avevano un’idea dell’Italia che volevano costruire.  I nostri  governanti, tecnici di lungo corso del capitale, annaspano nel caos che essi stessi hanno  contribuito ad alimentare. Il termine futuro, che ritorna ossessivo nei loro discorsi, è come la parola luce in bocca ai  ciechi, che invocano ciò che non vedono, testimonia lo smarrimento di ogni idea del nostro possibile avvenire. Nessun’altra prospettiva emerge dalle loro parole, se non rendere tutto il vivente perfettamente vendibile. La futura società che essi  riescono a prefigurare non è che un pulviscolo di individui e di presidi privati tenuti insieme dagli scambi monetari. Per questo, difendere  i nostri beni artistici, il  patrimonio collettivo della nazione, consentirà  di mostrare ancor più nitidamente il nulla verso cui marciano questi fautori della crescita, il cui unico orizzonte è quello di sciogliere la società nell’acido del mercato. (Piero Bevilacqua)

«Non sono qui per tirarvi su il morale. La situazione e’ la piu’ seria e difficile che abbia sperimentato nella mia vita» ” questo dice Soros a Newsweek ” «stiamo andando incontro ad un periodo estremamente difficile, paragonabile per molti versi agli anni ’30, quelli della Grande Depressione. Nel mondo sviluppato ci attende una colossale ‘riduzione delle spese’ che minaccia di portarci ad un decennio, o piu’, di stagnazione (se non qualcosa di peggio). Lo scenario migliore sarebbe un periodo di deflazione, lo scenario peggiore…un crollo del sistema finanziario».Sembra quindi che abbia investito i propri soldi in vista di questa tempesta. Ma ancora piu’ allarmante e’ cosa fara’ seguito al crollo finanziario, secondo Soros…«Al montare della rabbia, saranno inevitabili le rivolte per le strade dell’America. E quasi maliziosamente ripete: ‘Si, si, si’, la reazione alle rivolte potra’ essere piu’ violenta delle rivolte stesse. Le rivolte saranno usate come scusa per ‘reprimere’ e per mantenere l’ordine e la legalita’, anche usando armi pesanti. Cosa che, spinta all’estremo, potrebbe condurre ad un sistema politico repressivo e ad una societa’ nella quale la liberta’ individuale sia molto piu’ ristretta; fino all’estrema conseguenza che ci portera’ a rompere con la tradizione degli Stati Uniti d’America».

20 Commenti a “NAZIFASCISTI E FARLOCCONI? LA SIRIA MERITA ALTRO.”

  • gliese:

    Fulvio Grimaldi…..eia eia alala..xxxxxxxxxx.come scrive ella….

    • freak70:

      Fulvio lo conosco personalmente e sarà ospite presso il nostro circolo il 24/10. Sei ospite GLIESE, non scherzo, vieni, lo conosci, ci parli e vedrai che cambi idea. Anche perchè dare del codardo ad uno che ha nome e cognome pubblico facendosi chiamare GLIESE è un pò ipocrita.
      Se ti interessa ti mando tutti i riferimenti.
      Senza rancore

  • Maksimiljan Kodžak:

    Cioe’, secondo Grimaldi, qualcuno, che si espone e manifesta per qualcosa di giusto, e’ comunque nel sbagliato perche’ non ha la nomenclatura “giusta”. Roba da matti… Questi “anti” a tutti costi sono veramente dei ….. Peccato, perche’ Grimaldi espone certi argomenti e questioni in molta lucidita’, ma quando gli toccate il dogma marxista…
    E poi qualcuno gli ricordi che il Baath e’ un partito di derivazione nazionalsocialista (anche in Irak con Saddam), retaggio ideologico dell’alleanza tra la Germania e il mondo arabo-islamico. Quindi i cd “nazifascisti” (volgarizzazione estrema) hanno diritto piu’ di tutti a minifestare per la Siria.

    • freak70:

      Maksimilijan in parte concordo con te (contro le ingiustizie non bisogna dividersi tra destra e sinistra, o bianchi e blu ma unirsi e combattere insieme) però anche tu sbagli a dare del debosciato a Fulvio Grimaldi. Sai che fu l’unico giornalista prsente al Bloody Sunday, testimoniò il fatto e fu fatto uscire di notte dagli irlandesi perchè ricercato dalle guardie di Sua Maestà? Sai che si licenziò dalla Rai quando, in una riunione redatoriale all’alba della guerra serba, tutti i giornalisti furono invitati a non parlare male della missione perchè promossa da D’alema (conosci altri giornalisti in grado di farlo?)? Sai che in Libia ed in Siria lui c’e’ stato veramente e senza coperture? Anche io leggendo questo articolo ho avuto qualche dubbio, però non posso permettermi di offendere chi la vita l’ha rischiata veramente per fare informazione. Poi vedremo come presenterà la manifestazione la Stampa ufficiale e se la farà passare come una parata neonazista i benefici saranno solo per i pro-NATO.
      Un abbraccio

    • Maksimiljan Kodžak:

      Grimaldi e’ un ottimo giornalista, anche intellettualemnte onesto, quando espone in maniera completa la sua devozione ideologica (ormai tutti si nascondono dietro ad una neutralita’ di facciata), ma non capisce – o non vorrebbe capire – che la politica da lui desiderata e’ quella “fascista”. E per qeusto diventa schizofrenico quando condanna i “compagni” traditori. La sinistra e’ sempre doppiogiochista, da Marx in avanti: condannava il capitalismo, per proporre un monopolio produttivo che chiamo’ comunismo, che e’ esattamente quello che sta producendo il capitalismo avanzato odierno; infatti Marx non condanno’ la finanza (di domino ebraico), ma solo i propretari industriali, di beni concreti e produttivi; nella stessa Unione Sovietica la banca centrale era gestita sia dal politburo (pieno zeppo di ebrei), ma anche dai banchieri giudei anglo-sassoni, come Harrimann, proprietario del circa il 20% della Gosbank sovietica.
      Grimaldi e’ un fascista senza nemmeno saperolo di essere… prima se ne rendera’ conto e’ meglio sara’ per lui.

      PS: una considerazione sul “fascista” Pinochet… e cioe’ che non era fascista, ma tutt’altro: un liberista estremista (lui stesso propose un regime di “democrazia totalitaria”). Un fascista avrebbe nazionalizzato l’apparato economico-finanziario, invece opto’ per il contrario, cioe’ svendita di tutti i beni comuni alle corporaZIONi americane. Era un uomo dell’ebreo Kissinger, quindi si poteva immaginare dove andava a parare.

      • luca martinelli:

        Può essere che tu abbia ragione su Pinochet. Sicuramente era soprattutto un criminale assassino. Quando aveva 30 anni era un capitano dell’esercito. Scoppiò uno sciopero selvaggio da parte dei minatori di una regione del sud del Cile. Il governo mandò la conpagnia di Pinochet a porre rimedio: quasi 150 morti ammazzati, tra i minatori, ovvio.

      • freak70:

        Tutto vero, la truffa dx sx è limpida, il sionismo governa, perfetto! Ma cosa c’entra Pinochet? Ha dei meriti?
        A me spaventa un pò rivalutare certi soggetti anche perchè, forse ci si dimentica, che erano tutti burattini dei sionistinatousa.
        Un abbraccio

      • Maksimiljan Kodžak:

        Freak70, non capisco dove io abbia evidenziato qualche merito di Pinochet (come uomo di Kissinger, come avrei pututo affermare questo). Ho solo detto, che per i canoni politici comuni, non poteva essere considerato un fascista. Se questo e’ un merito? Forse per un sinistronzo, levando una certa etichetta, poteva diventare adirittura un “compagno”.

  • Andy:

    .Vogliono evitare la Transizione,innescando panico e rabbia.IL PRIMO stadio (di punto di MASSA CRITICA) e’ stato raggiunto.l’attacco ad ambasciate, e’ il segnale .(Loro vogliono cercare di esercitare ancora il dominio nel nuovo mondo) NON CI RIUSCIRANNO,SE RIMARREMO FORTEMENTE CENTRATI

  • gliese:

    E’ semplicemente spaventoso il discredito che getta sulla solidarietà alla Siria – grande merito della codarda latitanza e degenerazione politica della “sinistra” – la manifestazione dei……….chi l’ha scritto? freak70.

  • luca:

    A Fulvio,e che pall.. sempre con nazi-fasci,fisci-nazi ecc… veramente,il comunismo ha fatto talmente di quei morti che non basterebbero decine di matematici per fare il conto,e tu vai in giro per le tue conferenze per farti pubbilictà con la bandiera rossa,quasi come fosse qualcosa di cui essere fiero..che tristezza!

  • gliese:

    Dimenticavo freak70…..sei invitato la prima domenica di maggio alla “Piccola Caprera” Ponti sul Mincio, Mantova, alla cerimonia in ricordo della gloriosa X Flottiglia Mas…..senza rancore…

    • freak70:

      Il mio istinto anarchico mi aiuta a non sventolare nessuna bandiera ne’ di destra nè di sinistra. Tu fai più fatica a fare questa distinzione. Siamo partiti da un’articolo di Grimaldi, sicuramente opinabile (io stesso guardo con favore qualsiasi movimento di protesta, non mi interessa se di dx o di sx) e su questo bisogna rimanere. Il tuo invito ad una cerimonia della “gloriosa decima mas” te la rigetto in quanto a me i militari non sono mai piaciuti. Come fai poi ad abbinare la parola Libera a gente graduata che esegue ordini un giorno me lo spiegherai. Ho amici dichiaratamente fascista, amici di “terroristi neri” tra cui Concutelli il quale “esorta i camerati ad uscire dalla logica contro i compagni ma di unirsi contro IL nemico comune”. Ecco questo è un discorso propositivo fatto da un “camerata” il resto è divisione dove in piazza ci si legna tra rossi e neri (e casualmente la polizia è sempre schierata da una parte) ed i nostri amici potenti si divertono a legiferare in nome di sicurezza limitando sempre più le nostre libertà. Se ti interessa venire presso il nostro circolo sei benvenuto e ti darò le coordinate altrimenti buon raduno nostalgico.
      Un abbraccio

  • Barbarigo:

    qui ognuno,per screditare l’altro, gli dà del “fascista”: fascista!, no fascista sei tu!! etc..
    il “male assoluto” aleggia più che mai. Se questa è l’armata (brancaleone)….

  • andreaa:

    Conosco benissimo la situazione cilena e non è vero che sono morti 60.000 persone ne sono morte tristemente circa 3000 tanto per restare nel vero.
    Va sempre condannata la dittatura o i colpi di stato ma mi pare che la dittatura Sionista USA-GB-F- Israele attuale abbia fatto milioni di morti e nessuno ne parla : Iraq, penisola arabica ecc

  • emiliano:

    Con tutto il rispetto per le idee di ognuno pero’ non vi rendete conto che lo scontro ideologico destra sinistra fascisti comunisti e’ stato creato ad arte dai sionisti per tenerci occupati a scontrarci tra di noi mentre loro prendevano il dominio del mondo con la finanza.Io credo che se vogliamo tentare di fare qualcosa per sottrarci al loro dominio bisogna andare oltre gli schemi del passato e cioe’ creare un fronte comune di tutte le forze che si vogliono opporre al progetto di dominio del mondo dei sionisti in particolare secondo me il piede di porco che puo’ scardinare il sistema e’ il ritorno ad una moneta sovrana e il non pagamento del debito truffa dopo quando saremo riusciti a fare questo potremo se vogliamo ritornare a dividerci.Percio’ ora non e’ il momento di parlare di pinochet x mas che guevara ecc. ma di come riuscire a creare un fronte comune per entrare in parlamento e cercare di scardinare il sistema dopo si vedra’

  • Paola:

    Mi spiace molto che Fulvio Grimaldi sia attaccato cos’ per l’articolo pubblicato. Non lo conosco perchè non mi occupo di giornalismo, nè di politica, fuggo ( per quanto posso ) i telegiornali e i quotidiani, mi occupo principalmente del mio risveglio personale perchè so che l’unico mondo che posso cambiare è il mio.
    Però conosco bene l’Egitto, mantengo rapporti di amicizia con egiziani copti che sono là e capisco il mondo arabo. Sono stata spesso al Cairo ed ho visto nascere il movimento che ha portato ai fatti di piazza Taharir e di solito sto zitta quando qualcuno parla delle ” primavere arabe “perchè ciò che penso è diversissimo da ciò che si dice in occidente.
    E’ diverso persino sa ciò che pensa e spera una mia amica siriana che vive qui da venti anni.
    Ma qualche tempo fa ho letto un articolo in Stampa Libera che contiene le mie stesse identiche convinzioni : è di Thierry Meyssan Tichreen e parla delle ” rivoluzioni americane ” perciò scrivo oggi in difesa ( non che abbia bisogno del mio aiuto ) di Grimaldi e del suo articolo.
    Mi trovo d’accordo sulla prima parte dove Grimaldi enfaticamente mette in dubbio la spontaneità e l’origine di queste ” primavere ” e per capire meglio la seconda parte in cui si scaglia contro quelli che chiama “nazifascisti per la Siria ” mi sono letta molto attentamente l’articolo di uno dei promotori della manifestazione del 20 settembre, che sta in home page.
    Non posso giurare sull’appartenenza politica di questi signori, ma vedo che hanno le stesse argomentazioni della mia amica siriana occidentalizzata : libertà, uguaglianza, giustizia, ect.
    Belle parole sì ma quando mai una rivoluzione le ha portate ? Il progresso umano ha una legge fondamentale, che sia individuale o collettivo : è fatto di piccoli passi.
    Ciò che le rivoluzioni hanno lasciato dietro sè sono sempre stati un impoverimento, sia materiale che spirituale, delle persone comuni e l’emergere di una nuova classe a spartire il potere.
    Vedo dietro a queste primavere gli interessi americani e dietro ai gruppi da essi sostenuti gli illusi di turno : fazioni islamiche che vogliono il potere nell’ottica della creazione di una grande nazione araba che assomigi all’unione europea tenuta insieme però dal credo religioso prima che dal denaro.
    Fazioni occidentalizzate di islamici che credono davvero di avere il pensiero USA di libertà universale come loro alleato.
    Mi dispiace. Mi dispiace davvero, sopratturro per l’Egitto che, tra tutti, è quello che conosco meglio.
    Mi dispiace per la gente comune che soffre la guerra civile e ha in cambio maggiore povertà e morti e feriti.
    Ricordo la bellissima, immensa piazza Taharir com’era. Lì si affaccia il Museo Egiziano con i suoi tesori. Dall’altra parte della piazza c’era un fast food all’egiziana dove si potevano consumare molti tipi di pizza ( tutti buonissimi ) e verdure con salse arabe.
    Ricordo il profumo di cibo orientale per le strade di quella immensa metropoli , ma gli egiziani sanno cucinare benissimo anche il cibo di altre nazioni perchè sono cuochi eccezionali : al Cairo ho mangiato il miglior risotto alla milanese della mia vita.
    E che dire del loro carattere sempre scherzoso, curioso, affabile e rigorosamente onesto ?
    Sì, negli scambi commerciali cercano sempre di imbrogliare per ottenere il maggior profitto possibile, ma quello è il gioco arabo a “chi è più furbo ?”che tradizionalmente si usa nel commercio e fa parte del divertimento; anche perchè si riconosce sempre sia la bravura dell’avversario che la sconfitta e il fine è potersi lasciare sorridendo per ritrovarsi la volta dopo come amici e non più come sconosciuti in un’arida transizione d’affari.
    L’Egitto era, prima della “primavera ,” una nazione con l’economia fortemente in crescita.
    Era in crescita spaventosa anche il numero della popolazione, in parte per l’immigrazione dai paesi “arabi ” e in parte ( a mio personale parere ) per gli insegnamenti tenuti in alcune moschee dove novelli predicatori incitavano a prolificare il più possibile a gloria dell ‘Islam. Ne’ più ne meno come succedeva in occidente tempo addietro a cura della Chiesa cristiana per la gloria del Signore e per santificare il matrimonio che altrimenti non aveva ragione d’essere.
    Il presidente, ora deposto, stava cercando con tatto ( per non offendere gli imam ) di far capire alla popolazione anche ragioni di economia provenienti dai problemi di sovrapopolamento. Cercava soprattutto, tramite la moglie e le associazioni femminili da lei sostenute, di introdurre tra le giovani donne e gli studenti idee meno religiose rispetto alla procreazione e più pratiche. Sforzi adesso interrotti
    Vorrei tanto poter farvi vedere l’Egitto che conosco io, i suoi profumi, la sua gente, la sua forza e vorrei che fosse posta fine al suo sbandamento, alla sua rabbia fomentata.
    So che l’Egitto vero, quello della sua gente e non degli arrabbiati del venerdì, aspetta di poter cominciare a ricostruire, aspetta la pace, la quotidianità serena e operosa che è il solo stato d’essere in cui si provocano i miracoli.
    Glielo auguro tanto a tutti gli egiziani e a tutti le perone di buona volontà che subiscono le primavere dell’orgoglio e della abbia.

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