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L’Italia è una repubblica fondata sugli intrallazzi. Siano un popolo di santi, poeti, navigatori e furbetti. Se possiamo imbrogliare il prossimo proviamo un godimento tutto particolare. Se riusciamo a farci eleggere, insediandoci (da sedia) e impoltronendoci (da poltrona) in qualche posto di potere, ecco che riusciamo a dare il meglio di noi stessi.

Il clientelismo e i favori agli amici degli amici diventano la norma. E anche la traviata e il rigoletto. Il clientelismo dei parlamentari è il parente laico e povero del nepotismo di papi e monarchi. Eclissati questi, il fenomeno si ripresenta in versione democratica. Sparita la monarchia, i privilegi prendono la strada della repubblica. E le raccomandazioni fioccano copiose come nelle peggiori nevicate invernali. L’ultima, in tema di nevicate, è quella dei maestri di sci, dell’ex ministro Sacconi al ministro Fornero.

Scandinavi e anglosassoni guardano sgomenti all’andazzo italiano e perfino il nostro cugino francese si scambia un sorrisino di compatimento con la “culona inchiavabile”, termine che ormai passerà alla storia com’e successo con la “lady di ferro” inglese.

Quando il Monti ufficiale & gentiluomo, cameriere & beccamorto, va a far visita agli altri camerieri, culoni o meno, si salvano le apparenze, per comune accordo, e i telegiornali imboniscono i telecreduloni con parole magiche come “fiducia”, “ripresa economica” e “scudo anti spread”, che poi non significa altro che “Rothschild anti poveracci”.

Se poi si dovesse verificare che l’Europa dei banksters si lasci scappare una legge che effettivamente servirebbe per il Bene e il Meglio, ecco che neanche tanto inaspettatamente si trasforma in sterile grida manzoniana, in mera dichiarazione di principio, in latrato di risibili botoli buffi.

Eppure, era una legge nata da buoni intenti, da menti oneste che miravano a salvaguardare il pianeta e che sono state rese funzionali, insieme ai loro propugnatori, al piano diabolico delle élite mondialiste.

Tra tutti i deputati scaldapoltrone, obbedienti a logiche di partito, con un cervello bell’e che andato, c’è sempre qualcuno che si salva, qualche coscienzioso cittadino che prende il suo mandato parlamentare sul serio.

Io ne ho incontrato uno, sabato 15, sul pullman che ci portava a una manifestazione contro la caccia, a Brescia, capitale della medesima. Si chiama Andrea Zanoni, ha 47 anni ed è originario di Paese, in provincia di Treviso.

Presidente della Lega Abolizione Caccia del Veneto, è subentrato a Luigi De Magistris il 12 settembre 2011, come parlamentare europeo per l’Italia dei Valori, quando quest’ultimo è diventato sindaco di Napoli.  A Bruxelles siede nella commissione ambiente,  salute pubblica e sicurezza alimentare ed è vicepresidente dell’intergruppo per il benessere animale.

Appellandosi alla più antica direttiva CEE in materia d’ambiente, la cosiddetta Direttiva Uccelli del 1979, che ora compie 33 anni, Zanoni ha coinvolto il commissario europeo per l’ambiente, lo sloveno Janez Potocnik, sul tema dell’avifauna migratoria massacrata in Italia. Benché fosse slavo e quindi non ostile a una visione venatoria dell’esistenza, il signor Potocnik e gli altri funzionari della commissione ambiente sono rimasti scioccati vedendo il filmato ripreso sul colle San Zeno, in provincia di Brescia, l’anno scorso, con il tiro al bersaglio ai piccoli uccelli di passo che tentavano di valicare il maledetto triangolo delle Bermude di casa nostra.

Il video, sconcertante anche per noi italiani di media cultura e sensibilità, è finito anche sul Corriere della Sera on line. E questo non deve stupire se si pensa che illo tempore anche Indro Montanelli aveva messo a disposizione il suo ufficio per raccogliere le firme contro l’uccellagione, segno che i giornalisti, come anche altri uomini di cultura, si scandalizzano per le stragi di piccoli volatili, senza peraltro battere ciglio per quelle di animali più grossi. A meno che non siano esotici.

Nonostante l’Italia sia tra i membri fondatori della CEE e benché abbia aderito alla Direttiva Uccelli del 1979, da una decina d’anni a questa parte quattro regioni promulgano calendari venatori che includono come cacciabili specie che in Europa sono protette. Si tratta di fringuello, peppola, pispola e prispolone, tutti sconosciuti al grande pubblico se si esclude forse il primo.

Di queste quattro regioni, Liguria e Marche sono rimaste in ombra rispetto a ciò che stanno facendo le ricche Veneto e Lombardia, segno che la ricchezza non è automaticamente sinonimo di civiltà. Dal 2002 infatti ogni anno ai cacciatori viene fatto il regalo di poter cacciare le quattro specie protette, probabilmente perché di tordi ce ne sono sempre meno e si sta raschiando il fondo del barile.

Anche il Friuli recentemente si è accodato, perché se lo fanno i veneti, non si capisce perché non possano farlo anche i cugini friulani. D’altra parte, “polenta e osei”, cagione di tanto accanimento contro uccelletti che pesano la metà della cartuccia impiegata per ucciderli, è tuttora un piatto tipico sia del Friuli che del Veneto.

Importarli congelati dalla Cina non è conveniente, oltre al fatto che non sono buoni come quelli prelevati sul posto, se si fa attenzione a sputare i pallini di piombo. Sul tavolo di certi ristoranti, conosciuti solo agli amici degli amici, c’è una sputacchiera apposita, da usarsi con discrezione e bon ton.

Prima che Andrea Zanoni entrasse al parlamento europeo, c’erano già state delle denunce che avevano portato all’emissione di quattro sanzioni nei confronti dell’Italia, ma erano rimaste lettera morta, come morti viventi erano i funzionari italiani che le hanno ricevute accusando ricevuta.

Erano denunce presentate da associazioni come la L.A.C. e la LIPU e quindi da privati cittadini e ai commissari per l’ambiente europei deve essergli sembrato cosa di poco conto. Doveva arrivare Zanoni con il famoso video e altra documentazione fotografica per svegliare dal torpore la commissione ambiente europea.

Ora sembra che le cose si siano messe in moto e Zanoni mi è sembrato speranzoso ed entusiasta. Direi a ragione. Infatti, il 24 novembre del 2011, dopo due mesi dalla nomina,  la sonnolenta commissione spediva una lettera al Premier italiano minacciando di passare l’ennesima sanzione alla Corte di Giustizia di Strasburgo nel caso l’Italia continui a violare la Direttiva Uccelli.

Purtroppo, c’è quel maledetto articolo 9 della Direttiva che permette agli stati aderenti di derogare in casi eccezionali qualora si verifichino danni gravi alle colture agricole, danni alla stessa fauna selvatica e per proteggere i voli degli aerei negli aeroporti.

Gli italiani – e in questo caso possiamo specificare: i veneti e i lombardi – furbescamente hanno usato l’articolo 9 per permettere la caccia ai quattro passeriformi summenzionati, senza che ci fossero le condizioni per farlo. Furbi, siamo furbi!

E infatti ha funzionato. Per dieci anni quel tipo di selvaggina è stata data in pasto alle belve in tuta mimetica e anfibi militari.

Ora pare che le cose stiano cambiando. La minaccia di Potocnik è stata consegnata. Se l’Italia persevera nell’errore, la Corte di Giustizia farà pervenire una multa calcolata dalla rivista L’Espresso pari a un miliardo di euro, contando anche gli arretrati.

Lo Stato italiano si appellerà al principio di rivalsa, contenuto nella legge nazionale n. 11 del 2005, e girerà la multa alle due regioni incriminate, Veneto e Lombardia, ma siccome non è una bella notizia neanche questa, che cioè debbano essere solo i contribuenti veneti e lombardi ad accollarsi l’onere del pagamento, per colpa dei cacciatori, Zanoni l’altro ieri ha fatto visita al procuratore capo della corte dei conti di Venezia, Carmine Scarano, esponendogli i fatti.

Per l’alto funzionario ci sono gli estremi per far pagare la sanzione direttamente a Formigoni e Zaia, rispettivamente governatori di Lombardia e Veneto. Fino ad oggi le paventate multe sarebbero state spalmate su tutti i cittadini, ma se il commissario europeo e il procuratore capo faranno fino in fondo il loro dovere, come hanno promesso di fare, c’è la possibilità che siano i governatori a pagare di tasca propria. Stiano attenti, dunque!

Un precedente c’è, anche se poco conosciuto. Luciano Falcer, vent’anni fa assessore alla caccia del Veneto, commissionò un documentario sulla fauna indigena, costato 500 milioni di lire di denaro pubblico. Venne denunciato e fu lo stesso magistrato della corte dei conti di Venezia, che all’epoca era sostituto procuratore, a comminargli la multa, che, rateizzata, Falcer sta ancora pagando.

Bisognerebbe che qualcuno lo facesse sapere a Zaia e a Formigoni. Così, come promemoria. Resta però da vedere se – fatta la legge, trovato l’inganno – i due governatori regionali abbiano santi in paradiso e siano in una botte di ferro, che noi comuni mortali non vediamo, e che permetta loro di fare il bello e il cattivo tempo.

Così sono riuscito a infilare quattro frasi fatte in un unico periodo!

Zanoni è convinto che i nodi stiano venendo al pettine (eccone un’altra!), ma se gli Illuminati che comandano il mondo dovessero essere azionisti delle fabbriche di morte della Val Trompia, com’è molto probabile che sia, e dovessero accorgersi che il commissario europeo a Bruxelles e il procuratore capo a Venezia hanno veramente intenzione di diminuire anche di poco i loro sanguinari guadagni, non ci vorrà nulla a fare le opportune pressioni acché i due battaglieri funzionari siano messi in riga.

Anche Potocnik e Scarano tengono famiglia!

Può essere che tutt’e tre i V.I.P. di questa storia, Zanoni, Potocnik e Scarano, non si rendano conto di essere pedine di un ingranaggio più grande di loro, che la democrazia è una gran presa per il culo e che né essi né tanto meno i comuni cittadini hanno le forze per cambiare lo status quo.

Non a caso per dieci anni, dal 2002 ad oggi, i cacciatori veneti e lombardi hanno avuto questo regalo, in cambio della promessa di votare i loro mafiosi amministratori. Non può essersi trattato di una svista, perché se si è trattato di una svista, allora la comunità europea a che serve?

Solo a fare gl’interessi dei banchieri? Ci stanno prendendo in giro con le direttive per salvare l’ambiente? Fumo negli occhi di creduloni sempre più intossicati?

Intanto in Arkansas e in Emilia Romagna gli uccelli cadono regolarmente dal cielo, con satanico gaudio dei cacciatori che non ne sono responsabili e noi siamo qui, dopo dieci anni di massacri, ad aspettare l’applicazione di sanzioni che forse arriveranno o forse no, che forse saranno pagate o forse no. Forse avremo i soldi o forse saremo già in bancarotta.

E siamo ancora qui, dopo una vita di manifestazioni, banchetti divulgativi e raccolta firme, a sfilare in corteo per le strade periferiche di Brescia. Un itinerario concesso dal Comune onde mostrare che l’Italia è un paese tollerante e democratico, ma senza infastidire troppo i bresciani che in fin dei conti, a dispetto della corte dei medesimi, sulle armi della Val Trompia ci campano.

Non siamo solo un popolo di furbetti, ma prima ancora di ipocriti. Zanoni non è un ipocrita e neanche Potocnik e Scarano, ma tutti gli altri, dal primo ministro cameriere e beccamorto fino all’ultimo funzionario di partito, sanno bene come schivare leggi e responsabilità, Siamo maestri, in questo.

Deroghe, postille e cavilli. Una soluzione si trova sempre per continuare a perseverare nel diabolico errore. Come notava la mia vicina di corriera sabato, passando per le strade deserte della città, Brescia è un luogo carico di energie negative.

Chissà com’è il resto d’Italia?

 

 

30 Commenti a “Il paese dei furbetti”

  • oracolo:

    Tu gli parli e loro ti sentono, forse ora ti e’ piu’ chiaro cosa ti dissi. L’intenzione e il trasporto viaggiano su altri binari non visibili.

  • Simone Tretti:

    Risponderò in primis con lo stesso commento da me posto sul video in Youtube.

    “Io non son un cacciatore, ma mio padre lo era. Prendeva fagiani, li portava a casa, mia madre spennava ed alla sera si mangiavano. Idem con patate per altri uccellini vari, tutti al forno in allegria.

    Prima che il canale di casa mia venisse insudiciato da turismo (barche), pescavo. Prendevo soprattutto persici, li portavo a casa, sbudellavo e buttavo in piastra.

    La differenza tra mio padre, me e la classica caslinga che mangia carne industriale?

    Il metodo, direi. Il concetto è lo stesso.”

    Il mio punto è: fintanto che la “preda” viene raccolta e mangiata, non è nient’altro che il normale processo della natura.
    Il falco vola e prende la vittima con gli artigli. L’uomo non vola, non ha artigli, ma spara salve di pallini.

    Son contrario piuttosto alla caccia indiscriminata senza senso (chi uccide per esempio per trofeo o profitto, come in africa per le pellicce oppure le corna) ma non son contrario alla caccia in sè.
    Anzi, credo che se ci fossero più cacciatori, oggigiorno avremmo un’italia diversa. Ora spiego il motivo:

    Quanto cemento e quanti boschi ci sono in Italia? Avete capito. Il cacciatore non vive nella città, vive tra i boschi e le campagne. Non ama il cemento industriale, l’inquinamento, la sozzura. Poichè le sue prede non vivono la.
    Se negli anni passati la voce della caccia fosse stata più udibile, invece che segregata in piccole aeree dove la caccia diventa (come nel video) zona di guerra con tanto di trincee, allora ecco: forse avremmo più natura, più animali, più verde e meno inquinamento e smog. Forse avremmo anche meno politici. Una schioppettata qui o li..

    Io detengo un cane da caccia (sebbene io non cacci) tipo Kurzhaar.. Amo camminare per i boschi col cane sciolto. Non per cacciare, ma per semplice sintonia con la natura. Amo le colline e le montagne. Abito nel veneziano. I boschi qua, son sempre meno, son obbligato a spostarmi in montagna, a 150km quasi da casa per trovare un po’ di silenzio, di pace. Per poter far correre il mio cane senza timore mi venga stirato da un nugulo di auto.

    L’Italia fa schifo, fosse per me bloccherei seduta stante la costruzione di tutti i cantieri su zone boschive, agricole od in espansione. Oramai ci son troppe case, troppi abitanti. Siam 220 circa per KM2, il che porta l’Italia tra le nazioni più popolose in area, del mondo.
    Farei demolire migliaia di ettari di cemento, riciclare i materiali per restaurazioni di vecchi edifici dismessi, mentre si piantano nuovi boschi.

    Ma non succederà (come diceva Battiato). Gli interessi di molti son nelle mani di chi “governa”.

    Tornando al punto iniziale del topic: non condannate i cacciatori. Condannate l’ipocrisia del sistema.

    • gibuizza:

      Sono perfettamente d’accordo con lei. Uccidere per uccidere è demenziale, uccidere per denaro è condannabile, ma uccidere per mangiare è possibile! Se vogliamo salvare gli animali, la natura, la nostra Terra cerchiamo pian piano di diminuire di numero, perché di tornare a vivere come cento anni fa non ci pensa nessuno (neppure quelli che fanno finta di farlo), quando saremo tornati a 700.000.000 (invece di 7.000.000.000 e ci potremmo riuscire in 60-80 anni con un buon contrpollo delle nascite), il mondo sarà completamente diverso.

  • Gianluca:

    Questa mi mancava!!!!
    Se ci fossero più cacciatori e meno edilizia si starebbe meglio…..mi fate pena.

  • rosh:

    gibuizza ma per te il problema sta nel diminuire la popolazione in 60-80 anni ?? ecco brava/o comincia tu a sparire da questo pianeta insieme a quest’idea del NWO. dacci l’esempio. parli di salvare tutto ma la popolazione come la riduci del 90% in 80 anni? li puoi solo ammazzare visto che siamo 7 miliardi e la vita media e’ di 70 anni allora in 80 anni dobbiamo fare fuori quasi tutta la popolazione per salvare il pianeta.
    p.s. fatti visitare da uno bravo. oppure fai funzionare quella massa cerebrale che ti serve a riempire il vuoto che nella testa.
    scusate il modo un po’ diretto ma quando ci vuole ci vuole…
    adonai

  • A tutti:
    Attenzione a non accetare provocazioni!
    Ultimamente siamo presi di mira da debunkers professionisti che cercano di offendere gli altri utenti, ma ottengono, nel migliore dei casi, di creare fiammate di discussione.
    Sul tema della caccia, poi, le loro argomentazioni sono improponibili e palesemente infondate. Quindi ricordate Dante: “Non ti curar di loro, ma guarda e passa!”

    • Simone Tretti:

      Posso confermare di non essere un debunker. Offro la mia opinione spontaneamente da quasi un anno in qua su Stampa Libera. Dato ciò e dal fatto di postare con nome e cognome regolare, richiedo un minimo di creanza a tutti coloro che desidereranno rispondere oppure criticare le mie risposte.

      Si, credo che meno cemento, più foreste, porterebbero automaticamente a più cacciatori. Se avessimo un equivalente del 20% della superficie di ogni regione in compatto bosco o boscaglia, non solo vivremmo meglio (a livello di inquinamento aereo) ma la natura sarebbe più fulgida e viva di quanto lo sia nel “bel paese”.

      Dato ciò, non ci sarebbero polemiche inutili sul numero di animali “massacrati” dato che comunque, sarebbero un numero assai maggiore dell’attuale. Quindi i cacciatori avrebbero anche una funzione maggiormente turistica.

      Lasciate mi spieghi meglio: Qualche tempo fa son stato in un agriturismo (circolo della caccia) ed ho mangiato in maniera oltremodo egregia (cacciagione). Non solo, ma i prezzi finali furon piuttosto ridicoli: per 3 primi, 2 secondi, contorni, tavolo, caffè, antipasto, cognac e via discorrendo, abbiam pagato 13€ (eravamo una 20ina).

      Simili agriturismi son diciamo.. rari.. ma preparan le cose buone a prezzi mediocri come si faceva una volta.. (tempo delle lire..).

      Insomma. Le formiche son tante, quindi nessuno si sbatte di protestare per tutti i formicai sterminati. Idem per le vespe o calabroni. O la mattanza delle odiose cimici primaverili ed autunnali.

      Ma gli animali da tavola essendo pochi, e provocando empaticamente pena, fan tutto questo ambaradan.
      Ditemi una cosa: se ogni giorno uscendo per andare al lavoro, una quaglia oppure un fagiano vi scacarellassero sopra la giacca, sareste sempre benevolenti nei loro confronti?

      • Simone, non voglio essere offensivo, ma dall’ultima domanda che hai posto capisco il livello dei tuoi ragionamenti. Piuttosto terra terra.
        Hai ragione a dire che il Veneto è antropizzato, con centinaia di Km di strade e cemento, ma mentre tu fai 150 Km in macchina per cercare pace e silenzio, io esco in bicicletta a Codroipo con la cagnetta sul cestino a mi sposto di 2 o 3 Km trovando posti dove può correre senza essere investita.
        Forse, da questo punto di vista, sono più fortunato di te.
        Lasciami dire ancora una cosa: la cementificazione e la caccia nascono dalla stessa matrice culturale: l’idea antropocentrica che del pianeta e degli altri suoi abitanti possiamo fare ciò che più ci aggrada.
        Quindi, per me caccia e cementificazione sono sullo stesso piano e non posso vedere una qualche nobiltà nello sterminio volontario di persone animali che a me non hanno fatto niente di male, ma che anzi mi rallegrano l’esistenza.
        A differenza di chi le uccide che mi rattrista la medesima.
        Ciò non significa che della cementificazione del territorio io abbia una buona opinione.
        Anzi.

        • Simone Tretti:

          “Terra Terra” può essere inteso in diverse maniere: per esempio lo intendo come ragionamenti grezzi e solidi, senza tanti coriandoli.

          Ma sospett Lei intenda un basso grado di ragionamento, piuttosto..

          Vede, il mio modo di pensare e ragionare, altresì detto Punto di Vista, è dovuto al fatto che considero l’essere umano neppiù nemmeno di un animale sovrasviluppato (rispetto agli altri), ma che sommariamente, permane un animale.

          Come già da me scritto, cosa fa uno squalo che ha fame, dinanzi un gruppo di succulenti pesciolini? Ghiri Ghiri? Cati Cati? No, se li mangia.

          Cosa fa l’uomo dinanzi un succulento petto di pollo con limone, sale, pepe? Se lo mangia! (Salvo una minoranza vegetariana, ne parliamo dopo).
          Certo, forse sarebbe un discorso più realista investigare dinanzi l’origine di quel succulento petto di pollo: per esempio mia nonna col pollaio e conigli, ogni domenica nella quale andavo su (da piccolo) in montagna, ne sgozzava uno e l’infilava nel forno! Tanta polenta ed il pranzo domenicale era servito!

          Fattostà che queste carni da allevamento, produzione industriale, son vittime di quel precedente video qui su S.L. portato (ps: a proposito, S.L. è bello poichè permette OPINIONI diverse, da ambo le barricate), dove si vedon migliaia di pulcini venir trattati come sementi, ingrassati, fatti crescere in capannoni ed infine sgozzati, spennati (quindi mandati in tavola).

          Ora torniamo un passo su: abbiam confermato che salvo la minoranza vegetariana (Della quale parleremo dopo), nessun carnivoro è animalista. In realtà neppure i Vegani son Vegani, dato che chi mangia piante mangia le secrezioni di vermi che nutron la pianta; i vermi ovviamente mangiano anche le carni più o meno morte). Nessuno è animalista dicevo, in quanto tutti in maniera diretta od indiretta assassiniamo animali.

          Solo nel momento nel quale tutti diventeremo vegetariani (la vedo dura, piuttosto mi presto al cannibalismo di politici a costo di avvelenarmi) allora potremmo vantarci Animalisti.
          Poichè anche solo desiderando ed ordinando carne industriale, si creano stragi di povere bestie.. e no la scusa che sono senza anima perchè allevate in sterili ambienti, non regge neppure due secondi. Ricordo la storiella di un bambino ai tempi salomonici, allevato in un ambiente simil sterile, sempre buio, sempre in silenzio. La storia dice che morì di apatia. Quindi anche i polli d’allevamento hanno un’anima.

          Qui abbiamo un discorso (passo sopra) di leciticità o meno di uccidere animali per “Sport”.
          Ora io vi dico, figlioli: da oggi la caccia non è più classificata come sport ma come sostentamento nutritivo.

          Il concetto è lo stesso, la semantica cambia. Andreste a vietare un sostentamento nutritivo che prevede l’uccisione di animali selvatici? Certo.
          Allora liberiamo tutti i pollastri ed animali da allevamento industriale. Che dovere hanno loro di morire addomesticati, piuttosto che vivere selvatici?
          ——–

          Per finire breve disquisizione sul vegetarianismo: scelta di chimica cerebrale. Se uno vuole lo diventa, se no, no.
          Imporlo? Non vedo perchè, altrimenti accettereste in via implicita anche il diritto di imporre idee religiose altrui: siete pronti a gridare Allah Akbar!?
          Ne dubito. Quindi anche col sistema del vegetarianismo abbiam concluso.

          Anche perchè è sostanzialmente ipocrita pensare che solo perchè un animale che ha due occhi, una bocca, due orecchie ed emette grida udibili dal genere umano soffra, mentre una pianta che resta piantata la a terra, crescendo generando figli (semi in piante) non soffra nel momento nel quale viene recisa o seviziata.

        • Simone (citazione):
          “chi mangia piante mangia le secrezioni di vermi che nutron la pianta”.

          :-o

          Come sono le tue unghie dopo questa incredibile arrampicata sugli specchi?
          Te le sei rovinate? Hai bisogno di una manicure?

          Fino a poco tempo fa mi chiedevo come mai il 98 % dell’umanità fosse così feroce, con gli animali e con i propri simili. Era un interrogativo a cui non riuscivo a dare risposta.
          Ora, grazie all’ufologia e soprattutto all’alienologia, ho capito.

          Noi Homo sapiens abbiamo il 2 % di DNA alieno. Ma abbiamo anche un 98 % di DNA scimmiesco.
          La miscela è variamente distribuita fra gli esseri umani e c’è chi ha il 100 % di DNA da scimmia.
          Nel tuo caso, non so di preciso dove ti collochi (potresti provare a risponderti da solo), ma ho il sospetto che ti avvicini al 100 %.
          Non metterla sul piano personale, perché non intendo mancarti di rispetto, ma con i tuoi per nulla rispettabili ragionamenti dimentichi che è nostro dovere, a prescindere dal DNA alieno, di migliorarci costantemente sul piano etico.
          Tu lo stai facendo o cerchi pretesti per non farlo?

  • barbaranotav:

    L’Ue è solo la condensazione della pratica arraffatoria e furbesca tipica degli italiani. La Ue l’ha messa in pratica decisamente meglio (vedi questione Tav).

    Ed il Monti? Ma non doveva fare di tutto per abbattere il debito pubblico? Queste sanzioni fanno incrementare il debito caro banchiere….

    Cmq solo per dire, oltre al Cota cacciatore maledetto, il suo predecessore, MADAMA BRESSO si accanì in modo feroce contro gli ungulati. Per mesi e mesi passavano al tg regionale servizi sui danni alle colture provocate da questi ungulati.
    Ovviamente era per spianare la strada alla caccia. Come se il Piemonte fosse invaso da branchi abnormi di queste povere creature e l’uomo fosse sotto assedio.
    Ma che strano che alla madama Bresso interessasse tanto l’agricoltura, eppure si è prodigata tanto per il Tav ed opere di cementificazione selvaggia, per non parlare dell’appoggio all’agricoltura intensiva ed industriale.
    Si può mandare una multa a sta donnaccia?
    Per approfondimenti leggere Cedolin, quando i caprioli danneggiano l’ambiente
    http://ilcorrosivo.blogspot.it

    Propongo un affare agli armaioli che non vogliono rinunciare al “business” delle armi. Fate lobbying, che a voi vi ascoltano, per introdurre una specie di secondo emendamento come negli Usa, avreste clienti a non finire ed il cittadino avrebbe diritto alla legittima difesa (non vogliamo mica mandare una pattuglia o carro armato per ogni strada vero? La criminalità non si può “fermare” o meglio, si potrebbe ma toccherebbe dare soldi alla gente per avere di che vivere e questo lor signori non lo vogliono) Con un solo vincolo ABOLIZIONE DELLA CACCIA

    • Mass-media e forze politiche lavorano di comune accordo, con i primi che spianano la strada al lavoro delle seconde.
      Tu lo hai evidenziato molto bene con il martellamento mediatico di quanto sono cattivi gli ungulati. La stessa cosa sta succedendo con le nutrie e, molto più in grande, con gli arabi.

      Lo scopo, nel caso degli ungulati e delle nutrie, è la caccia, mentre nel caso degli arabi cattivoni è la guerra.
      Il popolo credulone ci casca, come sempre.

  • emiliano:

    Vorrei fare una domanda a tutti gli animalisti e vi garantisco senza vena polemica ma solo per capire una questione di cui ho discusso con un cacciatore e il quale mi ha messo in difficolta’.Premetto che non sono un cacciatore ma sono un pescatore pentito nel senso che ho smesso da molti anni.Non sono vegetariano ma cerco di limitare al minimo il consumo di altri esseri viventi.Sono favorevole anzi per meglio dire sarei favorevole a cancellare per legge mondiale il cosumo di altre forme di vita e portare tutta l’umanita al consumo di soli alimenti vegetali o che non debbano far subire dolore agli animali tipo latticini uova ecc,bene vivendo in toscana e dicendo ad un cacciatore che l’uomo potrebbe vivere di sola coltivazione e colture senza uccidere gli animali il cacciatore mi ha risposto che ad esempio intoscana i cinghiali sono in numero straordinariamente elevato e che fanno enormi danni propio alle coltivazioni quindi secondo questo cacciatore cacciare le specie in sovrannumero come i cinghiali fa parte del ciclo della natura visto che i suoi antagonisti naturali Lupi Orsi ecc….sono praticamente scomparsi e non avendo predatori naturali i cinghialisi riproducono senza limite e quindi secondo il cacciatore l’ uomo si sostituisce e fa la parte del predatore.Dopo essermi accertato con dei contadini che corriponde al vero che in toscana i cinghiali sono effettivamente in grande sovrannumero e sono un disastro per l’agricoltura e ben sapendo che se l’uomo avesse rispettato l’ambiente questo squilibrio non si sarebbe creato vorrei sapere come gli animalisti risolverebbero questo problema che si e’ venuto a creare grazie delle risposte.

    • Il cacciatore per caso ti ha detto che sono stati loro a liberare in Toscana cinghiali di razza ungherese, più resistenti degli autoctoni.
      E ti ha detto per caso che orsi e linci sono stati loro ad eliminarli accusandoli di essere nocivi?
      Ora dovrebbero essere gli animalisti a porre rimedio alle malefatte dei cacciatori?

      E’ come ha spiegato Barbara: prima si diffama chi poi si attaccherà.
      Con gli animali, accusati di volta in volta di essere nocivi, di danneggiare le culture e il bestiame, lo si fa da secoli, culturalmente.

      Con gli arabi, lo si fa in particolare dopo la caduta del muro di Berlino, cioè a partire dal 1989.
      Morto un papa si fa un altro e finito il nemico comunista, ecco spuntare magicamente il nemico musulmano.

      Una manipolazione così semplice eppure così geniale.
      Ciao

  • Se l’anno scorso il ferimento del gatto Leone era stato solo lieve e con nessun indiziato, questa volta per Leone è andata molto peggio. Impallinato e ferito con una carabina forse per gioco, al micione è stata riscontrata una lesione al midollo spinale e non potrà piu camminare e saltare come prima.Questa volta però il 21enne di Rio nell’Elba (prov. di Livorno) che ha ferito l’animale, è stato scoperto dai carabinieri di Rio Marina, agli ordini del Maresciallo Capo Luigi Iodice. Ci aveva già provato nell’estate del 2010 ma era rimasto impunito.L’attività investigativa ha avuto esito positivo grazie all’esame del pallino di piombo rimasto conficcato nella schiena di Leone nell’ultimo episodio, che ha consentito di puntare l’attenzione sui possessori di determinate armi ad aria compressa del Comune, abitanti nei pressi della casa dei proprietari del gatto.I militari hanno perquisito l’abitazione del 21enne, rinvenendo, a conferma dei fondati sospetti avanzati, la carabina calibro 4,5 mm regolarmente detenuta e diversi pallini identici a quello che aveva ferito l’animale, oltre che a 5 fucili da caccia, legalmente posseduti, sulla cui autorizzazione alla detenzione si esprimerà la Prefettura labronica. Sarà l’Autorità giudiziaria a doversi esprimere sulla condotta del giovane che dovrà rispondere ai giudici livornesi di esplosioni pericolose e maltrattamento di animali.

  • Basta!
    Non ne posso più di sentire che a qualcuno “piace tanto andare a spasso nei boschi col suo cane, e poi cacciare e mangiare la preda è naturale”.

    Anche il matricidio è naturale, e tuttavia non auspicabile.
    Anche a me piace andare a spasso nei boschi, ma il fucile mica me lo porto!
    Invece del fucile, la prossima volta portatevi una macchina fotografica, una borraccia col vino, le parole crociate, piuttosto.

    E basta pure con la storia che i cacciatori amano la Natura!
    Sfasciano le recinzioni, lasciano sul terreno i bossoli dei colpi, buttano nel bosco pacchetti di sigarette vuote e cicche, bottiglie di plastica, e preparano una trappola per i cinghiali col fil di ferro, in cui il cinghiale rimane impigliato, così poi arriva il Grande Uomo Coraggioso che gli spara con comodo. Inoltre a primavera uccidono i cerbiattini (è viatato) ed a volte anche le loro mamme, lasciandoli orfani.

    SE AMASSERO LA NATURA NON UCCIDEREBBERO ANIMALI!

    Sono dei primitivi che non vogliono evolvere e lasciarsi dietro la propria natura animale.
    Peggio per loro. Prossima occasione fra 3.000 anni!

    • Simone Tretti:

      Prego, credo si riferisca a me.
      Io non son un cacciatore, ma ex pescatore. Dismesso solo perchè il canale ove vivo è diventato impraticabile alla pesca per nutrimento dato il continuo passare di barche turistiche (Naviglio del Brenta).

      Si, io vado a spasso col cane per boschi. No non uccido animali, ma credo lo farei volentieri con lo scopo di nutrirmi delle prede uccise.

      • Simone, Elisabetta è stata chiara: tu non vuoi evolverti. Non ne vedi la ragione.
        Perché nel tuo cuore e nella tua mente non ci sia questa necessità tipicamente umana, non so.
        Prova a chiedertelo, risponditi e poi facci sapere.
        Ciao

    • Ezio:

      E brava Elisabetta, concordo con quello che dici e aggiungo, purtroppo anch’io ogni tanto mangio carne anche se continuo a dire alla moglie di limitare al massimo la carne e il pesce come cibo, : l’uomo non è un animale carnivoro, basta guardare la sua dentatura e quella degli animali carnivori, da bambino abitavo vicino ad un macellaio e non vi dico la pena quando vedevo casualmente questi animali condotti al macello, in cuor mio speravo sempre che una volta tanto qualche toro infilzasse a morte il macellaio così da fargli provare in prima persona quello che lui faceva agli animali. Anch’io passo le mie domeniche in solitarie passeggiate a cavallo nelle colline adiacenti alla mia abitazione e ho anche incontrato cinghiali in branco ma non ho mai avuto nessun problema e quando vedo scoiattoli, leprotti e altri piccoli animali è un vero piacere. Adesso hanno aperto la caccia ed oggi vedevo cartelli di segnalazione “Attenzione battuta al cinghiale” e udivo in lontananza colpi di fucile ma il cavallo dopo un sussulto al primo colpo non reagiva piu’ ai successivi colpi. Personalmente sono contro la caccia e la macellazione , dovremo diventare tutti vegetariani e sarebbe meglio per tutti.

  • highlander:

    …ok, i cacciatori ed i pescatori non sono dei “Budda” ed ammazzano anche se per mangiare, forse non sono nemmeno tutti educati, come avviene nella società del resto,
    (n.b. lo fanno anche i civili macelli popolari per fornire le costicine che a ferragosto
    vanno sulle griglie…)
    ma se la caccia è un problema, l’inquinamento allora ?
    Sapete quanti animali e poveri uccellini e pesci muoiono a causa dell’inquinamento ambientale inclusa cementificazione ? Molti ma molti di più di quanto ne provochi la caccia.
    Se invece vogliamo abolire la caccia perchè non è giusto uccidere un essere vivente
    allora va bene, però aboliamo anche la pesca ed i macelli, altrimenti corriamo il rischio di essere un pochino ipocriti…
    Forse tutto sta ad avere una visione un tantino più…panoramica !

    Auguri di cuore a tutti ! :-)

    p.s. non sono un cacciatore e MAI sarei capace di uccidere.

    • Citazione:
      “aboliamo anche la pesca ed i macelli”.

      Mi hai forse mai sentito dire che pesca e macelli non debbano essere aboliti?
      Tu sfondi una porta apertissima!
      Quando tiri in ballo la cementificazione (ma vi siete messi d’accordo?), non stai facendo altro che sviare il problema, aggiungendone un altro. Questa tecnica ha un nome preciso in retorica, ma ora non mi viene in mente.

      Un torto + un altro torto, fanno per caso una ragione?

  • Atman:

    @Simone Tretti

    Ho appena scoperto che in realtà non sono vegano, ma carnivoro.. non avevo messo in conto la popò dei vermetti.. Le formiche, i cinghiali, i moscerini, la cacca dei vermi ecec, queste sono delle vere e proprie picconate al movimento vegano, si fermi, poffarbacco!

  • emiliano:

    Roberto premesso che io ho fatto questa domanda solo per capire visto che io ne so un pò di mare ma di caccia, agricoltura, e campagna no ne capisco niente e vorrei
    eventualmente avere argomenti validi da poter contrapporre ai cacciatori quando mi capitera d nuovo di discutere con uno di loro, ti riformulo meglio la domanda.Vista la situazione attuale dove per le cause da te sovraesposte causate propio dai cacciatori i cinghiali sono diventati un grosso problema per le coltivazioni come potremmo risolvere il problema senza uccidere i cinghiali? vedi Roberto ai contadini non gli interessa niente sapere di chi è la colpa se i cinghiali sono troppi e gli distruggono le coltivazioni quindi in assenza di una soluzione alternativa sono ben contenti che i cacciatori escano in branco a farne strage.Concordo che qui siamo alle solite si crea il problema e poi si da la soluzione che si voleva dare sin dall’inizio (introduzionedi cinghiali non autoctoni. sovrappopolazione,squadre di cacciatori a farne strage) però ciò non toglie che dobbiamo dare soluzioni alternative da poter contrapporre alla strage altrimenti i cacciatori si sentiranno autorizzati a continuare.

    • Chiedere agli animalisti come risolvere il problema dei cinghiali è come se il governo di Israele chiedesse ai palestinesi come risolvere il problema della siccità.
      Sa di beffa!
      Quando 40 anni fa gli animalisti, che all’epoca si chiamavano protezionisti, dicevano alle autorità di non importare cinghiali dall’Ungheria, perché sindaci e assessori non ci hanno dato retta?
      Perché hanno preferito arruffianarsi la categoria dei seguaci di Diana, piuttosto che seguire i consigli ragionevoli non solo nostri, ma anche di esperti dell’istituto di biologia della fauna?
      Per il meccanismo dei voti di scambio, ovviamente. E la ragionevolezza è stata messa da parte.
      Idem con le nutrie. Dicevamo: “Non importatele dal sud America!”. Tu credi che ci ascoltassero? No, davano retta agli interessi economici degli allevatori, poi falliti.

      Ora ci si chiede una soluzione. Lo fai tu, i politici mica lo fanno!
      Ebbene, le persone civili si comporterebbero rispettosamente, trovando la soluzione per non uccidere cinghiali e nutrie, ma siccome in quarant’anni, di persone civili, non c’è stata crescita numerica, tu pensi che le idee che potrei suggerire sarebbero ascoltate?
      Ti faccio un esempio. In Sudafrica gli allevatori volevano tenere lontani gli ungulati dal bestiame. Poiché di ungulati come le gazzelle ce ne sono milioni, hanno scartato a priori l’ipotesi di fucilarli e si sono messi a costruite recinti. Chilometri e chilometri di recinti.
      In Italia si pensa subito a metter mano al fucile, perché di cinghiali non ce ne sono milioni.
      E perché il territorio italiano è già troppo antropizzato.
      In Sudafrica non sarà bello vedere deturpato il paesaggio, ma almeno non si pianifica la strage delle gazzelle.
      Altra soluzione: la sterilizzazione delle femmine di cinghiale. Se lo proponessi farei ridere tutta l’assemblea di robusti e avvinazzati cacciatori e sarebbe l’unico risultato che riuscirei ad ottenere.
      Figurati! Non riusciamo neanche a convincere gli amministratori della bontà di sterilizzare i cani!
      Capisci che in questo contesto sociale ogni idea rispettosa della vita dei cinghiali (e delle nutrie) è destinata a fallire?

      • Roberto,

        ora te la racconto io la storia dell’eccesso di cinghiali. Per lo meno in Toscana, dove vivo e pertanto conosco bene la situazione, abbiamo fatto anche delle riunioni con un inviato della Regione per questi problemi.

        C’era una volta il cinghiale maremmano, del peso circa di ottanta chili, che figliava una volta all’anno e faceva DUE piccoli, li ho anche visti una volta, andando a cavallo sull’Amiata quando mio figlio era piccolo, diciamo trent’anni fa. E l’equilibrio era mantenuto.
        Ma poiché i cacciatori erano avidi e non si accontentavano dei pochi cinghiali (in questo assomigliano a banchieri e finanzieri, l’avidità è la loro cifra identificativa), pensarono bene d’importare cinghialoni dalla Jugoslavia (allora si chiamava così), del peso di 250 chili l’uno, le cui scrofe fanno da OTTO a DIECI piccoli due volte l’anno.
        Ecco da dove nasce l’eccesso di cinghiali che danneggiano le colture!
        DALL’INTERVENTO DELL’UOMO!
        L’uomo non deve manco sfiorare i delicati equilibri naturali, oppure non deve lamentarsi DOPO aver perpetrato il danno.
        CHI E’ CAUSA DEL SUO MAL PIANGA SE STESSO!

        In Toscana organizzano battute periodiche per cercare di contenere il danno. Inutile dire che del cinghiale maremmano non c’è più manco l’ombra, o li hanno sterminati, oppure sono stati soppiantati dalla nuova specie.
        Saluti.

  • eliyah:

    Chi mangia ancora cadaveri, con la scusa che ci si deve nutrire, forse dovrebbe prima capire quale differenza passa tra nutrimento e intossicazione alimentare…

    Consiglio quindi a lor signori di informarsi bene su cosa voglia dire alimentarsi di carne morta:

    guardatevi questo documentario

    E’ basato sul libro THE CHINA STUDY, che è il più completo studio alimentare effettuato negli ultimi 20anni… non ci sono più scuse per uccidere…informatevi bene

  • freak70:

    Roberto, l’hai detto tu stesso all’inizio. Iniziano a comparire debunker. Non ti arrabbiare lasciali scrivere castronerie aggrappandosi realmente agli specchi, chi ha empatia capirà il tuo articolo gli altri ragioneranno in modo antropocentrico (un pò come tutti i potenti del mondo). D’altronde sto schifo di società è presente perchè la maggioranza la vuole. Io di debunker ne ho individuati almeno 2 da un pò, li leggo e non li considero (è l’unico modo per annullarli). Nel mondo del McDonald, dell’ipermercato, della pura Babilonia argomentare la caccia come giustificazione per ricerca di cibo è un ossimoro. Simone guarda gli occhi dell’uccellino che tolleri cacciato e poi quello del tuo cane che porti a spasso: c’e’ così tanta differenza?
    Un abbraccio anti debunker

  • emiliano:

    ok Roberto recepitoi il messaggio.Purtroppo io credo che ormai i danni arrecati all’ambiente dall’uomo siano irreversibili.Per farti un esempio di come l’ avidita’dell’uomo riesca ad alterare il corso della natura ti racconto cosa e’ avvenuto in Toscana .Alcuni inteligentoni hanno importato i gamberi della luisiana ed hanno iniziato ad allevarli a scopo di lucro solo che alcune vasche a causa di un alluvione hanno straripato e i gamberi sono fuggiti e visto che sono abituati a vivere anche nelle paludi fangose della luisiana ed in condizione anche di inquinamento estreme sono pressoche indistruttibili ed inoltre vista l’assenza di antagonisti naturali hanno iniziato a riprodursi ad un ritmo impressionante morale della favola adesso a distanza di piu’ di 20 anni hanno invaso tutti i corsi d’ acqua a partire da Torre del lago da dove sono partiti hanno invaso tutta la Toscana distruggendo la la fauna ittica locale e pregiudicando la stabilita’ degli argini dei fiumi in quanto sono voracissimi e soliti scavare delle profonde gallerrie negli argini per farne la loro tana riducendoli a forme di groviera pieni di buchiBene negli ultimi anni sui giornali sono comparsi gli articoli che invitano i cittadini ad andare in massa a pescarli nei fiumi e nei torrenti decantando la bonta culinaria di questi gamberi e dando ricette e consigli di metodi di pesca e di cottura tutto per cercare di arginare il problema.Pensa gli hanno soprannominati “gamberi killer” convincendo cosi’ le persone che sono i gamberi i cattivoni da eliminare e quindi pescarli e’ un opera di bene.Caro Roberto se non fossi certo che un giorno da lassu Gesu’ tornera’ sistemare le cose avrei perso la speranza da tempo.Dagli uomini ho imparato ad aspettarmi poco o niente in genere pensano solo a come trarre profitto personale dalle situazioni e non come risolverle.Un saluto Sincero Emiliano

    • emiliano

      la stessa storia è accaduta negli USA con le api. Le api locali erano state decimate dai pesticidi, erbicidi e concimi chimici.
      Allora cosa hanno pensato i cervelloni? D’importare l’Ape Gigante Africana!
      Che però si è rivelata un’ape assassina, assaltava gli agricoltori, i loro figli, ed ha dato origine ad una serie di film terrific ad Hollywood.
      Ma se una specie è nata in un posto anziché in un altro, un motivo ci sarà, una selezione naturale, un habitat favorevole. L’Ape Gigante Africana, abituata ad una densità antropica di molto inferiore, si è trasformata in un bombardiere d’assalto in un territorio più densamente popolato.
      Cari saluti anche a te.

      e.g.

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