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segue:  Attacco talebano a  base Nato in Afghanistan
 
da www.cadoinpiedi.it

Le dichiarazioni shock del giornalista freelance Jim Stone

Le dichiarazioni shock del giornalista freelance Jim Stone

La notizia è stata diffusa dal quotidiano online IbTimes. Il giornalista freelance Jim Stone, sostiene con convinzione che l’attacco all’ambasciata di Benghazi non sia mai avvenuto. Lo scrive sul suo blog. Il giornalista, si legge su IbTimes, “afferma la non esistenza di un’ambasciata Usa a Benghazi in quanto, secondo il sito ufficiale del Dipartimento di Stato Usa, l’unica ambasciata in Libia risulta essere quella di Tripoli“.

L’ambasciata di Benghazi, quindi, non esisterebbe. La prova è anche su Google Maps, dove non è possibile individuare ambasciate americane a Benghazi. Anche su Wikipedia, la lista delle ambasciate Usa confermata la presenza dell’unica ambasciata a Tripoli.

A Benghazi, secondo il giornalista, non esisterebbe neanche un consolato e nessun edificio diplomatico americano.

THERE IS NO U.S. EMBASSY, CONSULATE, OR ANY U.S. REPRESENTATION OF ANY SORT IN BENGHAZI LIBYA. EMBASSY KILLINGS NEVER HAPPENED.

Le foto che circolano in rete, e che ritrarrebbero l’edificio di Benghazi distrutto, sarebbero, secondo il giornalista, false. Nessuno ne può confermare la veridicità.

Sarete preoccupati di ciò che potrà succedere in futuro. Questa menzogna è talmente ovvia che potremmo distruggere la credibilità di Cnn, Fox, Abc e quant’altro. Non perdiamo questa occasione.” Queste le pesanti parole che il giornalista ha pubblicato sul suo blog.

Il freelance ha poi pubblicato gli articoli di alcuni autorevoli quotidiani che parlano dell’attacco a Benghazi: entrambi danno due location differenti per l’ambasciata. Si tratta del Guardian e del Daily Mail. Questo va ad avvolarare la tesi della non veridicità della notizia.

Afghanistan: attacco talebano a Camp Bastion, una dura lezione per la coalizione

di  .  Scritto  il  set 17 2012  alle  7:00.

Complessa e ambiziosa. Può così essere definita l’offensiva talebana condotta venerdì notte contro le principali basi militari internazionali in . La ha ammesso di aver perso sei caccia nell’attacco. Mai i ribelli avevano osato tanto. Circa 15 di loro sono penetrati nel perimetro di Camp Bastion, una base di 52 chilometri quadrati in grado di ospitare fino a 28.000 effettivi, perlopiù britannici e statunitensi, con due piste di atterraggio e un ospedale.

Camp Bastion, situato nella conflittuale provincia di Helmand, è operativa dal 2006 ed è un fondamentale centro logistico per la coalizione internazionale nel paese: qui ogni giorno atterranno e decollano oltre 600 aerei. Si trova in una zona remota, dove però gli insorti sono riusciti ad arrivare. Secondo quanto rilasciato dall’ (International Security Assistance Force), il cui comando è affidato alle forze NATO, “sei caccia AV-8B Harrier sono stati distrutti e altri due seriamente danneggiati; tre stazioni di rifornimento sono esplose e sei hangar sono ora inutilizzabili”.

Ieri la polizia afghana ha dichiarato che quattro soldati ISAF sono stati uccisi a colpi di fucile da un membro delle forze di sicurezza locali. L’attacco -che in gergo militare viene etichettato come “verde su blu”, dove i “verdi ” sono gli Afghani ed i “blu” i militari della NATO- è avvenuto nella provincia meridionale di Zabul. È il secondo in 24 ore. Sabato, un uomo vestito con l’uniforme della polizia locale afghana ha ucciso due soldati britannici a Helmand. Inoltre, nella provincia orientale di Ningarhar, si sono registrati combattimenti durati diverse ore tra ribelli e poliziotti in seguito ad un attentato contro un ufficio governativo del posto.

Si è trattato, ha riconosciuto l’ISAF, di un attacco “ben coordinato”. Organizzati in tre squadre, i talebani hanno superato la recinzione di Camp Bastion. “Vestivano uniformi dell’Esercito degli Stati Uniti ed erano armati con fucili automatici, lanciagranate e giubbotti carichi di esplosivi”, continua l’ISAF, che assicura che durante l’offensiva le truppe internazionali hanno ucciso 14 ribelli e ferito altri 8, attualmente detenuti nella base. Due marines USA sono rimasti uccisi ed altre nove persone -otto militari e un appaltatore civile- ferite.
I talebani hanno rivendicato l’attentato, commesso in risposta alla “diabolica pellicola statunitense che offende l’Islam”. Hanno scelto Camp Bastion perché il principe Harry, terzo in linea di successione alla corona britannica, si trova lì in missione.

Camp Bastion gode di un’ottima visibilità, da tutti i lati. Estese aree della base sono protette da un muro di cemento alto nove metri che si estende per quasi 40 chilometri e che è intervallato da torri di guardia con soldati e strumenti di alta tecnologia. Per i vertici ISAF, ancora increduli, “non bisogna mai abbassare il livello di attenzione (…) Quella di Camp Bastion è una lezione da cui apprendere molto”.

28 Commenti a ““L’attacco all’ambasciata Usa a Bengasi non è mai avvenuto””

  • gliese:

    False flag..false flag…Netanyahu ha bisogno di una scintilla per trascinare Washington e l’Europa ovviamente nella guerra generale di Sion contro l’Iran, l’Islam, il mondo… con l’effetto aggiuntivo di affondare le speranze di rielezione dell’odiato presidente Barah Husein Obama, facendogli scoppiare in faccia la sua supposta politica di pacificazione verso i musulmani, di cui l’accusa Netanyahu e la lobby americana…è stata un’azione ben coordinata e ben fornita di armamento. C’è stato fuoco diretto e fuoco indiretto e manovre militari come parte di un attacco molto organizzato…esecuzione professionale… professionali anche i fotografi e i cameramen che hanno ripreso la scena. Come l’orribile foto del cadavere dell’ambasciatore che ricorda molto le riprese degli ultimi istanti di Gheddafi…. qui, però, niente immagini mosse e sfocate, la ripresa è sinistramente perfetta…è stata ripresa da tutti i giornali USA, giusto per far ribollire un po’ gli americani qualunque, insomma far scoppiare la scintilla….

  • barbaranotav:

    intanto gli assassini pro democrazia compiono le loro ritorsioni, tanto per la stampa sono solo taliban, anche le 8 donne ammazzate mentre raccoglievano legna.

    http://www.julienews.it

    quante vite afgane vale un americano?
    i signori del polically correct come si posizionano? Come amnesty international, avallando altre operazioni nato ovviamente a beneficio delle donne siriane?

  • Andy:

    (per Bengasi) Sarebbe la conferma dei loro loschi piani distruttivi. ma anche fosse vero l’attacco,la SOSTANZA non cambia. la RADICE del male, un giorno dovra’,per forza di cose,ESSERE ESTROMESSA COMPLETANENTE- ASSOLUTAMENTE dalla VISTA degli interi sistemi solari,di tutti gli universi e galassie, fancente parte dell’INTERA CREAZIONEEE

  • Andy:

    Dimenticavo anche…. : la RADICE del male ,deve ESSERE ESTROMESSA

  • Andy:

    ….Deve ESSERE estromessa….SFORZANDOSI CONTRO il loro controllo. OGNI TENTATIVO e’ UNA PROVA di ESISTERE. ( le ricordate queste parole vero !!?!! )

  • siouxsie:

    x chi volesse consultare l’ottimo sito di Jim Stone in inglese, e magari continuare a seguire lo srotolarsi del bandolo di menzogne nei prossimi giorni
    http://www.jimstonefreelance.com/

  • the crusader:

    12/9/12
    Strana la data dell’attentato?
    I cabalisti non smettono di giocare mai con i numeri!

  • Vivien Ferrari:

    Ma che fine ha fatto l’ambasciatore? Come è morto?

  • mavolo:

    Anche qui si conferma la sola Ambasciata degli Stati Uniti a Tripoli in Libia…

    http://www.ambasciate-online.com

  • È possibile che l’azione di Bengasi sia stata condotta da guerriglieri salafiti, burattini del servizi israeliani? Niente di più facile. Netanyahu ha bisogno di una «scintilla» per trascinare Washington e l’Europa nella guerra generale di Sion contro l’Iran, l’Islam, il mondo. E Obama meritava una lezione. Ed ecco i disordini nella simbolica data dell’11 settembre. Proprio quella possibile scintilla: una replica dell’attentato di Sarajevo 1914, l’inizio della Grande Guerra.

    Maurizio Blondet

  • duke:

    Scrissi qui su Stampalibera due giorni fa che a Bengasi non c’è consolato ma un certo ‘duka’ mi dette del ‘farnetichi ?’.

  • Jakob:

    A dar inizio alla ‘Kristallnacht’ nel 1938 fu l’attentato contro l’ambasciatore tedesco Von Rath a Parigi.
    L’omicida fu un ragazzo ebreo polacco di diciassette anni col cognome Grünszpan (Greenspan).

  • Xeno:

    Qualche gg fa avevo aperto un topic in un forum riguardo questa notizia poi è stato risolto l’equivoco,A bengasi è stato aperto un distaccamento come uffici di rappresentanza dell’ambasciata che si trova a tripoli.
    A questo link anche se non è citata Bengasi,potete vedere il taglio del nastro per l’inaugurazione qualche mese fa dall’ambasciatore ora deceduto.
    http://libya.usembassy.gov
    Grazie all’immagine si può vedere che si tratta dell’ufficio di Bengasi.

    In un altro articolo sempre del sito su citato,si parla di <> ovvero l’ambasciatore quando è successo l’attentato si trovava appunto in missione li a Bengasi.

    • Io in questi grnoii penso spesso agli operai e ai tecnici della centrale.Sabato scorso avevo scritto: Comunque, come nel passato, sare0 l’eroismo degli uomini che fare0 la differenza, cosec come avvenne sul K19 sovietico o a Tokaimura .Ancora una volta sare0 il coraggio dell’ uomo comune che fare0 da baluardo, ma davvero dobbiamo, tutti, fare in modo che in futuro simili sacrifici non siano necessari.

  • gliese:

    Avete presente il film…SafeHouse…spiegato il motivo della mancanza dell’ambasciata a Bengasi…

  • PanchoVilla:

    ATTACCO AL CONSOLATO IN BENGASI DELL’11 SETTEMBRE

    L’errore o la malainformazione ha fatto riportare ai più un’attacco all’ambasciata di Bengasi però effettivamente, come riportato da Xeno, dal 27 agosto è stata riaperta l’attivitò del consolato a Bengasi dove era presente presso il nuovo ufficio di rappresentanza l’ambasciatore di Tripoli: http://libya.usembassy.gov/en_082612.html.

    Sul sito ufficiale delle ambasciate statunitensi http://www.usembassy.gov/ viene riportato più volte un riferimento a “he attack on the U.S. mission in Benghazi” non citando ambasciata.

    La stessa Ansa, nell’articolo del 13 settembre, 09:22 fa riferimento ad un’ufficio di rappresentanza “ucciso ieri notte nell’assalto alla sede di rappresentanza statunitense a Bengasi”: http://ansamed.ansa.it/ansamed/it/notizie/rubriche/politica/2012/09/13/ucciso-ambasciatore-usa-libia-ombra-al-qaida_7467640.html.

    In modo più esplicito si parla di consolato il 12 settembre:
    http://ansamed.ansa.it/ansamed/it/notizie/rubriche/politica/2012/09/12/Libia-Bengasi-ucciso-ambasciatore-USA-Qaida-rivendica_7463630.html

    Sia il consolato che l’ambasciata vengono entrambi definiti ufficio di rappresentanza, l’ambasciata svolge funzioni più diplomatiche e politiche mentre il consolato più prettamente amministrative.

    Quindi trattasi di attacco ad un consolato in data 11 settembre.

    Sulle foto in circolazione non ho info contrastanti.

    Rimane il fatto che nuovamente nella data magica dell’11 (tanto caro a certe correnti sotteranee in stile crowleyano) è avvenuto un fatto che alimenta violentemente la polveriera del mediorente con la possibilità da parte degli Usa di aumentare la presenza militare nella zona.
    Non so se avete notato la mappa che si può vedere sul sito dell’Ansa dei luoghi in cui si è scatenato il putiferio dopo la pubblicazione on line del film AntiIslam: Israele è nel mezzo e forse è proprio questo quello che si è voluto creare con la primavera araba e questi ultimi eventi.

    Se va bene sono volatili per diabetici.

    Hasta bien

  • Ivamgonta:

    Quindi il freelance dovrebbe cambiare mestiere.. Perche’ e’ proprio vero che uccide piu’ la penna che la spada… Quindi che reato mi contesterebbero se uccidessi volontariamente una persona? Questo freelance cosa rischia? Nulla.. Ma per colpa di queste persone incompetenti che la censura si alimenta…

  • vlgiocapire:

    non c’è traccia sul sito ufficiale americano delle ambasciate (http://www.usembassy.gov/) ne di quella a tripoli ne di quella a Bengasi… poi ricercando online si trova quello di tripoli… http://libya.usembassy.gov/en_082612.html con un articolo su questo taglio di nastro citato da xeno non ben precisato; si parla però di uffici U.S.A a benghazi in questo articolo http://libya.usembassy.gov/em_060612.html del consolato, dove nel giugno 2012 c’era stato un altro attacco, peraltro confermato da viaggiare sicuri (http://www.viaggiaresicuri.it/?322&no_cache=1&tx_ttnews%5Btt_news%5D=9983&cHash=d0df27b8bd).
    è difficile dire chi racconta bugie e chi verità, questo freelance potrebbe aver preso qualche cantonata? così come potrebbe essere che tutta la storia dell’attentato sia stata studiata a tavolino da filo israeliani per poter giustificare attacchi contro musulmani ecc? ragionevolmente parlando… non sapremo mai la verità; mai! più cerchiamo la verità più andiamo incontro ad abbagli o bufale…

    • Jakob:

      Fu un auto-attentato che darà la scusa per piazzare basi militari in Libia, Yemen e altrove finanziate con valuta fiat ($) imposta con le armi e la truffa a tutto il globo.

      Le proteste islamiche obbediscono ad un’unica regìa dalla Nigeria fino alle Filippine e sorprendentemente anche in Iran benchè il videoclip sia una montatura. Ci vorrà del tempo per capire questi tumulti che non si sono verificati quando la Siria, la Libia, l’Iraq, l’Afganistan e il Libano ne avrebbero avuto bisogno.

      Gli arabi avrebbero ben più gravi motivi per avercela contro i neo-colonialisti usraeliani: hanno distrutto la nazione libica ed irachena, massacrato con gli squadroni della morte l’intellighentia del regime e di tutto il popolo, impostato un sistema di rapina per le generazioni future e piazzato al governo fantocci pre-addestrati in Yankeelandia.

  • Davide s:

    Credo di aver trovato la soluzione del mistero. Non esiste nessun consolato a Benghazi, è vero. Ma nei siti di informazione u.s.a. si legge di attacco al “diplomatic post” a Benghazi.. che comunque non è un consolato, come ci stanno dicendo in italia. Provate a digitare su google “diplomatic post benghazi” e vedrete voi stessi che è un equivoco derivato da questa cosa ;)

  • alessandra:

    Rimane cmq l’interrogativo…chi è il mandante VERO? Siamo ad un livello in cui la realtà supera di molto la fantasia e parecchi film divengono profetici

  • Giorgio:

    Ho fatto una breve ricerca e ho notato alcune cose.

    1. su wikipedia esiste una pagina molto ben dettagliata sul fatto accaduto qualche giorno fa (http://en.wikipedia.org/wiki/U.S._Consulate_attack_in_Benghazi) ma niente riferimenti all’ambasciata in questione, si parla di “United States diplomatic mission”; esiste una pagina su “United States Ambassador to Libya”, riferito all’ambasciatore Stevens morto nel presunto attentato (http://en.wikipedia.org/wiki/Christopher_Stevens_(diplomat)).

    2. su google maps non ci sono riferimenti all’ambasciata americana a Benghazi. In realtà nemmeno ad altre ambasciate straniere;

    3. facendo una ricerca su google, ho notato che tutti i maggiori quotidiani internazionali riportano la stessa notizia e sono tutti piu o meno concordi sull’accaduto, tranne sul fatto che sotto attacco sia stata l’ambasciata o il consolato americano!! alcuni parlano del consolato, altri di ambasciata ma sono due cose diverse (correggetemi se sbaglio).

    4. In questo articolo del 2011 si parla della richiesta di alcuni senatori americani al presidente Obama di aprire una ambasciata a Benghazi: http://dawn.com/2011/07/16/us-senators-seek-embassy-in-rebel-held-libya/

    Insomma la cosa va quantomeno approfondita.

    • IVANGONTA:

      ma perchè vi perdete in un bicchiere d’acqua bengazi ha assunto un importanza politica dopo tutta sta macedonia … ormai non esiste più un capo /famiglia … ormai esistono tanti capi di …. quindi la libia ormai è destinata .. alla secessione …

  • gliese:

    Riporto…apprendo che..non esiste alcuna Ambasciata USA né a Bengasi, ma nemmeno in Libia..quindi Stevens non ha mai presentato alcuna credenziale a nessuno, perché non le ha mai avute (e perché non c’è mai stato nessuno cui presentarle).
    Ai sensi della Convenzione di Vienna Stevens non è altro che un mestatore professionale inviato in Libia dal Governo degli Stati Uniti e non ha goduto di alcuna protezione diplomatica…

  • gennaro:

    Ma siamo sicuri che questo stevens esista?

    su wikipedia http://en.wikipedia.org/w/index.php?title=Christopher_Stevens_(diplomat)&dir=prev&limit=100&action=history

    è stato inserito il 12 settembre 2012, ma guarda un pò, ed hanno compilato tutta la scheda bellina e caruccia.
    Fino al 12 settembre non esisteva

    In più l’utente Emerine che la creato, ora non esiste più.
    Cioè qualcuno ha creato un utente “Emerine” ha inserito Stevens e si è cancellato.
    Chi farebbe tutto questo se non qualcuno per copertura?

    Per chi non lo sa, se non si è registrati viene inserito l’IP anzichè il nome utente, registrandosi-inserendo-cancellandosi rimane solo la traccia di un nick name ormai defunto.

    Medidate gente.

    • Amira:

      Ma dai! Addirittura che non esiste Chris Stevens! Posso comprendere i vostri argomenti sulle ragioni dei disordini in M.O. che più o meno condivido, ma arrivare a negare l’esistenza dell’Ambasciatore…
      Io abitavo a Tripoli fino a poco tempo fa e sebbene non l’abbia conosciuto personalmente ho le testimonianze dirette della sua presenza già da anni in Libia. Visto che amiamo linkare, questa a caso, è una foto che testimonia la sua esistenza nel 2008: http://artechecamminatripoli.blogspot.it scorrete in basso dopo un bel po’ c’è una piccola foto…

  • gennaro:

    potete cancellarmi questi righi

    “In più l’utente Emerine che la creato, ora non esiste più.
    Cioè qualcuno ha creato un utente “Emerine” ha inserito Stevens e si è cancellato.
    Chi farebbe tutto questo se non qualcuno per copertura?

    Per chi non lo sa, se non si è registrati viene inserito l’IP anzichè il nome utente, registrandosi-inserendo-cancellandosi rimane solo la traccia di un nick name ormai defunto.

    Medidate gente.

    in realtà l’utente esiste ancora, ho fatto una verifica sbagliata.

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